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di politica, cultura, società - 2008
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15-11-2008, 01.25.49
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Treni speciali per manifestanti?
Trasferito da: Gli universitari invadono Roma
Citazione:
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Originalmente inviato da aria
Berlusconi: "Partecipazione certamente al di sotto delle attese"
Di certo si sa che gli studenti di tutto il Paese hanno faticato non poco per avere treni speciali e prezzi politici per i biglietti del viaggio sino a Roma: a Milano dopo una lunga trattativa gli studenti hanno "strappato2 a Trenitalia 2 treni speciali con biglietti a 15 euro. Da Messina invece gli studenti hanno pagato il prezzo pieno (70 euro).
Nonostante cio', la presenza è stata massiccia e berlusconi è stato gia' travolto da onde oceaniche: L'11 ottobre, il 17, il 25, il 30...
Chiudere gli occhi non gli servira' a niente 
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Da domani mi dichiaro manifestante anche io e pago i treni meno della metà 
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15-11-2008, 02.27.27
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...giacchè ci sei paga anche le tasse 
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15-11-2008, 19.01.58
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Citazione:
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Originalmente inviato da taccaromiceto
Da domani mi dichiaro manifestante anche io e pago i treni meno della metà 
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E poi non sai dove andare...
Qui si sta' palando di diritto allo sciopero, non di gironzolare a sbafo..cosa che mi sa' potrebbe gia' essere tuo uso.
L'educazione allo sciopero, non è patrimonio comune di chi non usa partecipare alle grandi manifestazioni nazionali ma preferisce commentare alla finestra... Cosa per altro gradita, ma molto molto sterile 
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15-11-2008, 19.11.34
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Poi mi spieghi dove il diritto allo sciopero implica un ariduazione sul costo dei bilgietti.
P.S. Secondo me a Milano erano in 75.000....se a Roma erano 300.000 a §Milano erano sicuramente 75.000
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15-11-2008, 19.29.43
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Ma con piacere, mio dolce!
DIRITTO DI SCIOPERO
L'esercizio del diritto di sciopero nei maggiori Paesi
dell'Unione Europea
Italia
Francia
Belgio
Germania
Gran Bretagna
Spagna
Dopo una panoramica sulle prime fonti di regolamentazione del diritto di sciopero e sul vigente corpo legislativo italiano in tema di diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, si rende utile un confronto sull’argomento tra le principali Nazioni dell’Unione Europea.
Tale paragone mostrerà un diverso modo di concepire lo sciopero (per alcuni Paesi si parla di “libertà”, mentre per altri di “diritto”) ed un diverso modo di regolamentarlo.
Inoltre la conoscenza delle varie realtà europee, rivelerà la presenza di una molteplicità di fonti di regolamentazione: accanto alla legge ordinaria propria del nostro Paese, la fonte principale per gli altri Paesi europei è costituita dalle norme costituzionali e della giurisprudenza.
ITALIA
Disciplina legislativa
Fra le varie libertà collettive garantite dalla Costituzione, si annoverano in particolare la libertà e il pluralismo sindacale (art. 39, 1 comma) e la libertà di conflitto elevata a rango di diritto in caso di sciopero.
Il diritto di sciopero, in senso ampio, è riconosciuto dalla Carta Costituzione della Repubblica Italiana ex art.40.
L’ordinamento italiano riconosce il diritto di sciopero ad ogni individuo (salvo alcune limitazioni soggettive).
Per molti anni, in assenza di una legge ordinaria che disciplinasse tale istituto, le sentenze della Corte Costituzionale e della giurisprudenza ordinaria, hanno svolto un ruolo sussidiario, sebbene fosse implicito che la disciplina sul diritto di sciopero non potesse dipendere solo da tali fonti.
Tali pronunce non solo dichiararono la legittimità di scioperi attuati per fini contrattuali e per fini non contrattuali, ma riconobbero anche la legittimità del cosiddetto “sciopero di solidarietà” (sentenza 123/62) ravvisabile nel caso in cui i lavoratori effettuino uno sciopero senza avanzare una pretesa che influisca sul loro rapporto di lavoro, ma per solidarietà nei confronti delle rivendicazioni di altri lavoratori o contro la lesione degli interessi di un singolo lavoratore.
Altra sentenza del 1977 della Suprema Corte, citava: “gli scioperi in difesa degli interessi dei lavoratori, sono legittimi”.
Le fonti dello sciopero primario e secondario, sono la Costituzione (art.40), lo Statuto dei lavoratori (L.300/70 ex artt.15 e 28), il Codice civile e penale.
Gli effetti dell’esercizio di tale diritto, possono essere riassunti nella sospensione delle due obbligazioni fondamentali del rapporto di lavoro: facoltà del lavoratore di non prestare il lavoro ed il conseguente venir meno dell’obbligo del datore di corrispondere la retribuzione.
In Italia, esiste una disciplina specifica per lo sciopero nei servizi pubblici essenziali (legge 146/90 e legge di riforma 83/2000).
La regolamentazione dello sciopero nei servizi pubblici essenziali ha segnato una tappa importante nella storia del diritto di sciopero, poiché riflette un utilizzo non egoistico di tale strumento e la presa di coscienza del necessario contemperamento dell’interesse al miglioramento delle condizioni di lavoro con l’interesse generale alla ordinata convivenza sociale.
La legge 146/90 (come modificata dalla 83/2000), impone alcune limitazioni agli scioperi nei servizi pubblici essenziali.
La legittimazione a proclamare sciopero, è determinata dalle motivazioni e dal modo in cui viene esercitato.
Nei servizi pubblici essenziali, la legge 146 prima, e la 83/2000 dopo, richiedono un preavviso minimo di 10 giorni.
La legittimazione ad effettuare la serrata, è di solito, determinata caso per caso, con riferimento ai motivi e alla conduzione della stessa.
Motivi di sciopero
Per essere legale, uno sciopero deve avere come scopo la protezione e la promozione degli interessi collettivi dei partecipanti.
La pronuncia del 1979 della Suprema Corte, stabilì che tra i vari motivi, vi è anche quello della “difesa degli interessi di altri lavoratori” (da cui la legittimità degli scioperi secondari).
In Italia, le motivazioni per cui è legittimo esercitare lo sciopero, si dividono in due categorie:
- vertenze di diritto: riguardanti l’interpretazione di norme legali o contrattuali;
- vertenze di interessi: aventi come oggetto il salario e le condizioni lavorative.
Tipologie di azione
L’Italia è uno dei pochi paesi in cui si è cercato di arrivare ad una distinzione tra scioperi ed altre forme di lotta.
Gli scioperi politici “per sovvertire la Costituzione o per abolire la forma democratica di governo”, sono illegali.
Oggi si assiste ad una tolleranza di forme di lotta ritenute nel passato come illegali, purchè non infrangano le norme racchiuse nel Codice civile e penale.
Il raggiungimento dei luoghi delle manifestzioni nazionali è cotemplato e da sempre rispettato dallo Stato. Ops... scusa. Siamo in un altro stato...il vostro 
Poi mi spieghi tu, dove volevi andare a sbafo!Tu che la sai lunga...
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15-11-2008, 20.05.21
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Scusami ma non colgo il paragrafo dove dice che un'azienda semiprivata come trenitalia debba garantire dei treni speciali per manifestanti.
Potresti ripostarmi solo quello?
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16-11-2008, 01.47.35
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Si fa, anche se non è scritto.
Si fa perchè sono tante persone a muoversi per esprimere un diritto ed un pensiero. E perchè sono studenti, per definizione categoria senza reddito.
Si può fare o non fare.
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16-11-2008, 20.42.12
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Citazione:
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Originalmente inviato da taccaromiceto
Scusami ma non colgo il paragrafo dove dice che un'azienda semiprivata come trenitalia debba garantire dei treni speciali per manifestanti.
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Non c'è invece c'è nello statuto di quasi tutte le compagnie di trasporto.
Biglietto collettivo
Vale la pena di viaggiare insieme. Gruppi a partire da 10 persone godono del 20 % di sconto. Inoltre una persona ogni 10 viaggia gratuitamente. Riceverete informazioni dettagliate presso i punti vendita di AutoPostale oppure dai conducenti degli autopostali.
http://www.postauto.ch/it/index_pag/...gruppenbillett
quindi visto che il biglietto lo pagano tutti al 20% si aggiunge un altro 10% di sconto.
Trenitalia inoltre offre la possibilità di affiatare mezzi di trasporto.
http://www.ferroviedellostato.it/cms...003f16f90aRCRD
Per lurd abbiamo avuto un risparmio del 50% del biglietto, e devi attraversare altri stati, poi ci sono treni con biglietti a prezzo ridotto, feci Napoli Bologna con un espresso notturno con un biglietto di 8€ quando il biglietto normale è di 33.8€, quindi con 15€ Milano Roma è più che pagato.
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17-11-2008, 01.20.20
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Citazione:
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Originalmente inviato da Alessandra
Si può fare o non fare.
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.....non si può pretendere.
Senza considerare che gli sconti comitiva esistono già.
MA quello che volevano i tizi in questione era altro.
Oltre allo sconto volevano l'istituzione di treni speciali per arrivare a ROma....
Macomesefadicoio 
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17-11-2008, 01.23.59
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taccaro, ma quanti anni hai? ottantina abbondante?
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17-11-2008, 02.11.19
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Non vedo cosa centri,ma per educazione rispondo:
Meno di 30
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17-11-2008, 09.45.23
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Citazione:
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Originalmente inviato da taccaromiceto
Oltre allo sconto volevano l'istituzione di treni speciali per arrivare a ROma....
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Che come ti ho postato nel post precedente è una cosa che si può fare, il problema è che devi organizzarli con molto anticipo, e si ha un notevole risparmio più del 50%, mentre lo sconto comitiva è del 30%, telefona a questo numero Tel: 06 47111 680.681 di che sei di Milano, e hai una comitiva di 1000 persone che vogliono andare a san Pietro, vedi che prezzo ti fanno poi ne riparliamo.
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