Uomini e donne: rapporti solidi, felici e duraturi per le coppie femministe!
Sabato 29 Dicembre 2007
Dalla Rutgers University, New Jersey, (USA) arriva una notizia che ribalta quelli che sono i pregiudizi sulle femministe: il femminismo fa bene alla coppia perchè migliorando la vita dell’uomo e della donna li rende più felici e appagati rispetto agli altri.
Due ricercatrici, le psicologhe Laurie Rudman e Julie Phelan, hanno interrogato 289 adulti e 242 studenti, impegnati da 5 anni in una relazione amorosa.
Rudman e Phelan spiegano: «Uomini e donne hanno ancora molti pregiudizi sulle femministe. Oltre ad essere rappresentate come poco attraenti, le femministe sono spesso viste come vittime della propria incapacità di darsi da fare da sole». La ricerca effettuata dimostra il contrario.
Alcuni questionari sulla vita di coppia hanno valutato parametri quali il grado di serenità della coppia, la qualità della vita sessuale, la frequenza di litigi e di risate e il grado di equità nelle scelte di tutti i giorni. Il risultato è che le coppie, in cui lei è femminista e lui lo è abbastanza, sono le più solide, hanno la miglior intesa sessuale, agiscono per pura volontà e non per sensi di colpa o per altro.
Il femminismo, poi, non esclude la possibilità d’instaurare una relazione romantica, fatta di cene a lume di candela, passeggiate in riva al mare e premure rivolte al partner.
Il benessere che deriva da questo tipo di relazioni copre l’intera sfera della coppia perché un uomo aperto nei confronti della propria donna tende a sopportar meglio le ambizioni di lei creando così un clima sereno. La donna femminista, a sua volta, è solitamente realizzata sul lavoro e ciò conferisce alla coppia una tranquillità economica.
L’errata, ma poi non tanto, convinzione che gli uomini preferiscano donne carine e si sentano minacciati da una donna intelligente, si potrebbe sposare con il timore, fondato, delle donne intelligenti d’intimorire gli uomini, per far venir fuori una coppia solida, felice e magari anche un po’ femminista!
di G.V.
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