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L'Archivio
di Metaforum
Forum
di politica, cultura, società - 2008
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26-11-2008, 12.05.13
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Una domanda agli israeliani
Che cosa fareste se foste palestinesi?
P.s. sarebbe stato più corretto dire "alle israeliane"
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26-11-2008, 12.22.47
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Oggi forse niente. Ormai non c'e' molto da salvare.
60 anni fa e tutte le altre volte in cui c'era l'occasione avrei fatto carte false per costruire il mio paese su quello che mi veniva dato.
Esattamente questo fecero gli israeliani 60 anni fa.
La parte destinata a israele era piu' piccola e piu' arida ma gli ebrei di allora accettarono tutto pur di avere una Patria sul territorio di quella antica.
Se fossi palestinese mi strapperei i capelli ad ogni atto di terrorismo contro innocenti.
Se fossi palestinese non avrei votato hamas.
Se fossi palestinese non mi sarei fatta prendere in giro e sfruttare da Arafat.
Se fossi palestinese lavorerei e non mi farei mantenere.
Se fossi palestinese tenderei la mano a chi me l'ha tesa per 60 anni avendo in cambio morti.
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26-11-2008, 12.46.30
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Citazione:
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Originalmente inviato da Roderigo
Che cosa fareste se foste palestinesi?
P.s. sarebbe stato più corretto dire "alle israeliane"
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E' senz'altro una domanda interessante che alcuni di noi si fanno spesso. Credo che cio' dipenda fra l'altro dalla nostra capacita' ad empatizzare, e questa come si sa e' dote individuale.
Ma in questo caso si tratta di popoli fra di loro nemici, ed io mi chiedo alle volte: e' possibile empatizzare con un nemico? molto piu' facile prendere parte decisa----noi qui e loro li'....
E fra nemici c'e' pure la tendenza di demonizzarsi ed allora come si fa ad empatizzare?
Ma pure ci sono in Israele tante persone che si immedesimano con l'avversario, e di questo abbiamo gia' parlato nel forum.
Pensa un po' che il figlio di Beni Begin [likud] e nipote di M. Begin, prende attiva parte alle dimostrazioni dell'estrema sinistra insieme a gruppi palestinesi. Recentemente gli e' nato un figlio a cui ha dato il nome arabo del suo migliore amico palestinese.
Cerco di ricordare se durante la guerra gli italiani fossero capaci di mettersi al posto degli inglesi.
Che ne pensi Roderigo?
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26-11-2008, 13.19.59
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Citazione:
Pensa un po' che il figlio di Beni Begin [likud] e nipote di M. Begin, prende attiva parte alle dimostrazioni dell'estrema sinistra insieme a gruppi palestinesi. Recentemente gli e' nato un figlio a cui ha dato il nome arabo del suo migliore amico palestinese.
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Forse per questo Benny Begin e' tornato alla politica attiva nel Likud 
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26-11-2008, 13.30.20
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Citazione:
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Originalmente inviato da Hava Leh
E' senz'altro una domanda interessante che alcuni di noi si fanno spesso. Credo che cio' dipenda fra l'altro dalla nostra capacita' ad empatizzare, e questa come si sa e' dote individuale.
Ma in questo caso si tratta di popoli fra di loro nemici, ed io mi chiedo alle volte: e' possibile empatizzare con un nemico? molto piu' facile prendere parte decisa----noi qui e loro li'....
E fra nemici c'e' pure la tendenza di demonizzarsi ed allora come si fa ad empatizzare?
Ma pure ci sono in Israele tante persone che si immedesimano con l'avversario, e di questo abbiamo gia' parlato nel forum.
Pensa un po' che il figlio di Beni Begin [likud] e nipote di M. Begin, prende attiva parte alle dimostrazioni dell'estrema sinistra insieme a gruppi palestinesi. Recentemente gli e' nato un figlio a cui ha dato il nome arabo del suo migliore amico palestinese.
Cerco di ricordare se durante la guerra gli italiani fossero capaci di mettersi al posto degli inglesi.
Che ne pensi Roderigo?
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Penso che non esistano "popoli nemici". (Vedi qui)
Nemiche possono essere le elitè, le organizzazioni, gli stati, ma non i popoli.
Per esempio: nel 43-45, nostri nemici erano i nazisti (ed anche prima), non i tedeschi. E lo erano anche i fascisti, non gli italiani, italiani eravamo tutti.
L'empatia diventa impossibile nella contrapposizione tra identificazioni assolute.
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26-11-2008, 13.49.09
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Citazione:
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Originalmente inviato da Roderigo
Penso che non esistano "popoli nemici". (Vedi qui)
Nemiche possono essere le elitè, le organizzazioni, gli stati, ma non i popoli.
Per esempio: nel 43-45, nostri nemici erano i nazisti (ed anche prima), non i tedeschi. E lo erano anche i fascisti, non gli italiani, italiani eravamo tutti.
L'empatia diventa impossibile nella contrapposizione tra identificazioni assolute.
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E' anche il mio pensiero.E vorrei dire che senza empatia, reciproca si intende, non si và da nessuna parte. C'è una sovrastruttura che và incrinata e và messa in discussione se si vuole ottenere qualcosa di diverso. Certo lo devono fare anche i palestinesi con la loro.
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26-11-2008, 14.06.51
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Citazione:
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Originalmente inviato da Roderigo
Penso che non esistano "popoli nemici". (Vedi qui)
Nemiche possono essere le elitè, le organizzazioni, gli stati, ma non i popoli.
Per esempio: nel 43-45, nostri nemici erano i nazisti (ed anche prima), non i tedeschi. E lo erano anche i fascisti, non gli italiani, italiani eravamo tutti.
L'empatia diventa impossibile nella contrapposizione tra identificazioni assolute.
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Assolutamente sbagliato.
I popoli sono nemici. Quando due ragazzi israeliani vanno a pranzo in un ristorantino dei territori , ristorante di amici, e vengono ammazzati dagli amici tanzim chiamati dagli amici dei due ragazzi con un colpo di pistola in testa.
Quando i palestinesi urlano "morte agli ebrei" prima di ammazzare israeliani.
Quando i tedeschi e polacchi e francesi e italiani ecc ecc ecc rifiutavano asilo a bambini ebrei rimasti soli e li consegnavano ai soldati.
Quando professori italiani prendevano senza una parola il posto lasciato libero da colleghi ebrei licenziati in base alle leggi razziali.
Questa non era elite, non erano organizzazioni, ERA LA GENTE CHE ODIAVA ALTRA GENTE.
E' un popolo che odia un altro popolo.
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26-11-2008, 14.12.52
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Citazione:
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Originalmente inviato da Edric
E' anche il mio pensiero.E vorrei dire che senza empatia, reciproca si intende, non si và da nessuna parte. C'è una sovrastruttura che và incrinata e và messa in discussione se si vuole ottenere qualcosa di diverso. Certo lo devono fare anche i palestinesi con la loro.
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Vedi, io ero in Israele durante il processo di pace e posso dirti che l'empatia degli israeliani non aveva limiti: palestinesi chiamati a studiare gratis nelle nostre universita', palestinesi ospitati gratis nei kibbuzim perche' imparassero l'agricoltura, tecnici israeliani mandati negli uffici dei territori perche' insegnassero a usare il computer e tutta la tecnologia in agricoltura, industria commercio. Bambini palestinesi mandati in colonia , anche all'estero, insieme a bambini israeliani. Israeliani che andavano a migliaia a mangiare nei territori per portare soldi ai palestinesi. Potrei continuare per settimane per dirti tutto quello che Israele ha fatto in quegli anni.
La risposta palestinese e' stata 25.000 attentati in 5 anni.
vedete io vi capisco ma voi parlate della teoria, qui noi dobbiamo vivere e confrontarci colla pratica.
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26-11-2008, 14.14.55
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che donna! Mai un dubbio. Eppure ci sono ebrei che hanno "occupato" terra non loro, che vanno per le spicce nei confronti di non ebrei, che si comportano male come alcuni palestinesi.
Solo un'idiota può dire questo di tutti gli ebrei. lA GENERALIZZAZIONE è TIPICA DELL'IDIOTA.
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26-11-2008, 14.20.47
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Citazione:
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Originalmente inviato da artas
che donna! Mai un dubbio. Eppure ci sono ebrei che hanno "occupato" terra non loro, che vanno per le spicce nei confronti di non ebrei, che si comportano male come alcuni palestinesi.
Solo un'idiota può dire questo di tutti gli ebrei. lA GENERALIZZAZIONE è TIPICA DELL'IDIOTA.
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Senti Liame, io non ti ho mai sputtanato su questo forum, tu lo stai facendo platealmente con me.
Questo dimostra quello che sei: un miserabile.
Nessun ebreo ha occupato terre palestinesi perche' le terre sono state vinte in guerra e non ai palestinesi ma alla Giordania e all'Egitto.
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26-11-2008, 14.29.14
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Citazione:
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Originalmente inviato da Deborah Fait
Questo dimostra quello che sei: un miserabile.
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del quale abbiamo una diapositiva

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26-11-2008, 15.33.09
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Citazione:
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Originalmente inviato da Roderigo
Penso che non esistano "popoli nemici". (Vedi qui)
Nemiche possono essere le elitè, le organizzazioni, gli stati, ma non i popoli.
Per esempio: nel 43-45, nostri nemici erano i nazisti (ed anche prima), non i tedeschi. E lo erano anche i fascisti, non gli italiani, italiani eravamo tutti.
L'empatia diventa impossibile nella contrapposizione tra identificazioni assolute.
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Grazie per questo interessantissimo link che riguardero' con calma.
Rispondendo alla tua asserzione che non esistono popoli nemici, penso che inimicizia [e odio] sia uno stato d'animo irrazionale che si puo' sviluppare in conseguenza ad offese di vario genere. Per le persone colpite diviene possibile un'identificazione assoluta.
E come dici tu in questo caso non si distinguono gli individui e l'empatia diviene impossibile.
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26-11-2008, 15.45.04
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Citazione:
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Originalmente inviato da Deborah Fait
...
vedete io vi capisco ma voi parlate della teoria, qui noi dobbiamo vivere e confrontarci colla pratica.
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Me ne rendo conto.
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26-11-2008, 17.46.54
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Citazione:
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Originalmente inviato da Deborah Fait
Senti Liame, io non ti ho mai sputtanato su questo forum, tu lo stai facendo platealmente con me.
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dopo che sei qui da quattro anni e dopo 2500 tuoi post cosa avrei fatto io?
  
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26-11-2008, 20.05.21
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fonte:lasposadimessercosimo.myblog.it/arc
Israele o Palestina: per chi tifiamo?
Un po' di mesi fa, mi trovai ad osservare dei giovani che con profondo impegno allestivano una mostra fotografica sulle case palestinesi distrutte dagli Israeliani.
Ne provai tristezza: c’erano le lacrime palestinesi, ma non quelle israeliane.
E sicuramente da qualche altra parte era in allestimento una mostra degli autobus affollati fatti esplodere: quindi con le lacrime israeliane, ma senza quelle palestinesi.
Il mondo si è diviso tra difensori dell’una o dell’altra parte. E mentre questi solerti “avvocati” si producono nelle loro mostre, e poesie, e libri, e conferenze, e cortei, e manifesti, e ballate… Palestinesi e Israeliani soffrono e muoiono.
Quante e quali che siano le cause storico-politico-socio-economico-filosofico-culturali che l’hanno determinato, poche cose sono più stupide del fatto che stare dalla parte di Israele sia di destra e stare dalla parte della Palestina sia di sinistra.
Israele e Palestina non avranno mai la pace fino a che il resto del mondo farà “il tifo” per l’uno o l’altra. Il mondo non avrà mai pace.
Fonte La Stampa.it
23/9/2008 - Per gli amanti della montagna, e della pace
Due israeliani e un palestinese conquistano l'Everest insieme
Un documentario dell'organizzazione Everest Paece Project
Un uomo si affaccia dal tetto del mondo sventolando due bandiere, stringendole insieme come fosse una sola. Lassù, in cima all'Everst, tra le nuvole più vicine al cielo che alla terra, israeliani e palestinesi possono mostrare i propri colori, uniti, sfidando il vento e i pregiudizi.
Retorica? Molti dei lettori me l'attribuiranno. Ma la realtà è più forte dei pregiudizi. A chi continua a sperare in una situazione possibile consigliamo dunque il documentario (ora disponibile in Dvd) "Everest: A Climb for Peace", un lungometraggio scritto e diretto dall'americano Lance Trumbull, il fondatore di Everest Peace Project.
E' la storia vera dell'avventura di nove esploratori, compresi due israeliani e un palestinese, che nel 2006 hanno scalato la vetta più alta del pianeta, 60 giorni gomito a gomito mattino e sera.
Trumbull ci ha lavorato parecchio: "Ci ho messo anni a mettere insieme un team che rappresentasse diverse fedi, culture, esperienze. Dopo due anni ho trovato il palestinese, Ali Bushnaq, e gli israeliani Dudu Yifrah e Micha Yaniv. Ci siamo messi in cammino. Ovviamente ero preoccupato ma le cose sono andate bene, un gruppo compatto, forte, solidale". Al punto da sventolare insieme, dal traguardo, quei simboli che a casa propria sono l'ostacolo maggiore al traguardo più ambito, la pace. Ali Bushnaq, Dudu Yifrah e Micha Yaniv ce l'hanno fatta. Ci sono vette che possono ancora intimorirli?
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26-11-2008, 20.52.43
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che cosa farei io se fossi palestinese?
non metterei al mondo 15 figli
andrei a lavorare
smetterei di ballare di gioia per le strade ad ogni attentato in Israele
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26-11-2008, 22.36.15
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Bellissimi gli esempi riportati da Adry.
Fra l'altro esistono pure associazioni di genitori che hanno perduto i figli in guerra, dalle due parti.
Dicono che c'e' grande comprensione fra di loro. Eppure la guerra continua.
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27-11-2008, 06.45.43
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Citazione:
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sulle case palestinesi distrutte dagli Israeliani.
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Le autorita' distruggono anche le case ABUSIVE di israeliani ebrei non solo arabi percio' continuare con questa propaganda mi pare semplicemente poco serio. In tutto il mondo le case abusive vengono rase al suolo ma chissa' perche' solo quelle palestinesi fanno notizia.
Inoltre paragonare la distruzione di una casa perche' costruita illegalmente all'esplosione di autobus pieni di esseri umani non e' solo poco serio ma e' anche poco umano.
Non capisco la meraviglia di israeliani e palestinesi che hanno scalato l'Everest. Israele queste cose, cioe' cercare un avvicinamento tra le due popolazioni, lo fa da sempre. Da qualche altra parte ho scritto tutto quello che Israele ha fatto durante il fu disgraziato processo di pace.
Peccato che dall'altra parte non vi sia mai stata risposta se non , raramente, individuale.
Nessuno scrive che i gay palestinesi, condannati a morte dalla loro gente e dal loro governo, scappano in Israele dove ricevono permesso di soggiorno e lavoro?
No e?
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27-11-2008, 10.04.22
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Citazione:
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Originalmente inviato da Deborah Fait
....
Nessuno scrive che i gay palestinesi, condannati a morte dalla loro gente e dal loro governo, scappano in Israele dove ricevono permesso di soggiorno e lavoro?
No e?
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Già scritto e già saputo un pò di tempo fà...
Mi sembra normale che sia così. Sarebbe strano il contrario, in una democrazia...
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27-11-2008, 13.49.47
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Citazione:
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Originalmente inviato da Edric
Già scritto e già saputo un pò di tempo fà...
Mi sembra normale che sia così. Sarebbe strano il contrario, in una democrazia...
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Certo che in una democrazia e'normale ma quelli cui Israele da asilo sono comunque "nemici" cioe' appartenenti a un'entita' (non si puo' chiamare Nazione) nemica che fa la guerra del terrore a questa democrazia da decenni.
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27-11-2008, 13.51.15
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Citazione:
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Originalmente inviato da Edric
Già scritto e già saputo un pò di tempo fà...
Mi sembra normale che sia così. Sarebbe strano il contrario, in una democrazia...
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Certo che in una democrazia e' normale ma forse non e' normale nemmeno per una democrazia dare asilo a nemici, appartenenti a un'entita' nemica che fa la guerra del terrore da decenni a questa democrazia.
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27-11-2008, 14.29.55
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Citazione:
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Originalmente inviato da Hava Leh
Bellissimi gli esempi riportati da Adry.
Fra l'altro esistono pure associazioni di genitori che hanno perduto i figli in guerra, dalle due parti.
Dicono che c'e' grande comprensione fra di loro. Eppure la guerra continua.
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Una scuola di pace per Israele-Palestina
di Sergio Casetti, preside dell'Istituto superiore Fabio Filzi di Rovereto
Pensano che l?unico modo per costruire la pace sia educare alla pace le nuove generazioni dell?una e dell?altra parte. La ragione li fa scettici sulla possibilità di accordi a breve. Il cuore li fa sicuri che ce la faranno: dapprima a conquistare la convivenza e poi, forse, perfino la cooperazione. Non è un sogno. Sarà la scuola, la loro insieme con tante altre, a fare il miracolo. È Hand in hand, Center for Jewish Arab Education in Israel. Conosciuta in tutto il modo, premiata in molte nazioni per la sua opera, è stata ospite in questi giorni di tutte le scuole di Rovereto, Cognola, Mori e Luserna.
Organizzate dal Liceo ?Filzi? di Rovereto. E? venuta una classe prima media della Bilingual school, 30 ragazzine e ragazzini, sei docenti, per metà arabi ?islamici e cristiani- e per metà ebrei, tutti con passaporto israeliano, con qualche eccezione. Una classe due lingue: l?ebraico e l?arabo; e perciò due insegnanti, uno arabo e uno ebreo; e due direttori.
www.forumpace.it/index.php/appunti_di ...
purtroppo ho visto documentari in cui i bambini palestinesi di gaza intervistati dicevano che il loro sogno era il martirio, ho letto anche di un'insegnante plestinese che educava i bambini all'amore insegnando loro la storia dello sterminio ebraico
penso che solo puntando all'educazione delle nuove generazioni prenendo come esempio la scuola citata nell'articolo e costruendone altrettante sia possibile arrivare ad un futuro di vera comprensione e pace
l'unico modo per isolare il fanantismo palestinese e' costruire buoni rapporti con la popolazione moderata che vuole la stessa serenita' del popolo israeliano
questi sono i rapporti dal basso che poi infuenzano la politica attraverso le urne..e si spera che scoppi la pace
sarebbe un esempio bellissimo da additare come modello per gli altri paesi
trasformare l'odio in amore e' un percorso difficile ma e' anche un modo per una crescita spirituale che dovrebbe essere alla base della nostra esistenza
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27-11-2008, 15.07.17
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Citazione:
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Originalmente inviato da Deborah Fait
Certo che in una democrazia e' normale ma forse non e' normale nemmeno per una democrazia dare asilo a nemici, appartenenti a un'entita' nemica che fa la guerra del terrore da decenni a questa democrazia.
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Invece è normale anzi normalissimo se si ragiona come una democrazia, ovvero non si fà di tutta un erba un fascio, e si considera la persona e non lo stato dal quale arriva (che poi stato non è). E' questa idea assoluta del nemico che non và bene, secondo me.
Una cosa sono i popoli, un altra cosa sono le classi dirigenti che li governano.Idea diffusa in entrambi gli schieramenti, intendiamoci.
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27-11-2008, 15.30.23
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Citazione:
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Originalmente inviato da Edric
Invece è normale anzi normalissimo se si ragiona come una democrazia, ovvero non si fà di tutta un erba un fascio, e si considera la persona e non lo stato dal quale arriva (che poi stato non è). E' questa idea assoluta del nemico che non và bene, secondo me.
Una cosa sono i popoli, un altra cosa sono le classi dirigenti che li governano.Idea diffusa in entrambi gli schieramenti, intendiamoci.
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Giustissimo, la penso come te. Il guaio e' che solo Israele lo fa. In Europa durante l'ultima guerra mondiale nessuna nazione pensava di salvare cittadini della nazione nemica, anzi, se catturati, anche i civili, finivano in prigione se gli andava bene.
E nessuna nazione europea mandava viveri e medicinali per i cittadini di una nazione nemica.
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27-11-2008, 16.05.33
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Citazione:
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Originalmente inviato da Adry
ho letto anche di un'insegnante plestinese che educava i bambini all'amore insegnando loro la storia dello sterminio ebraico
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A questo proposito:
gia' da molti anni i nostri studenti liceali vanno in Polonia per conoscere meglio la storia dell'antisemitismo e della Shoa'.
Negli ultimi anni partecipano anche alunni arabi che poi esprimono generalmente migliore comprensione dei nostri problemi.
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27-11-2008, 19.19.40
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Citazione:
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Originalmente inviato da Deborah Fait
Giustissimo, la penso come te. Il guaio e' che solo Israele lo fa. In Europa durante l'ultima guerra mondiale nessuna nazione pensava di salvare cittadini della nazione nemica, anzi, se catturati, anche i civili, finivano in prigione se gli andava bene.
E nessuna nazione europea mandava viveri e medicinali per i cittadini di una nazione nemica.
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cmq per diritto di guerra i cittadini dei paesi belligeranti fin dai campi di concentramento della guerra anglo-boera sono stati internati (come successe negli States nei confronti degli italiani o dei giapponesi, o nella stessa UK ove ca. 500 italiani morirono nell'affondamento di una nave che doveva portarli in Canadà credo).
il caso di Gaza però ha delle sue particolarità, perchè lo Stato Israeliano non ha mai voluto applicare la IV Convenzione di Ginevra, sostenendo che trattasi di problema interno, difatti si è anche riservato il controllo delle frontiere di Gaza, di fatto assumendosi delle responsabilità verso la Comunità internazionale, ed i camion che vanno a Gaza non sono pagati dagli israeliani ma da altri (U.E. e paesi arabi intesta)
http://it.wikipedia.org/wiki/Arandora_Star
Ultima modifica di Tzazzamita : 27-11-2008 alle ore 19.57.17.
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06-12-2008, 12.19.48
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Citazione:
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Originalmente inviato da Deborah Fait
Oggi forse niente. Ormai non c'e' molto da salvare.
60 anni fa e tutte le altre volte in cui c'era l'occasione avrei fatto carte false per costruire il mio paese su quello che mi veniva dato.
Esattamente questo fecero gli israeliani 60 anni fa.
La parte destinata a israele era piu' piccola e piu' arida ma gli ebrei di allora accettarono tutto pur di avere una Patria sul territorio di quella antica.
Se fossi palestinese mi strapperei i capelli ad ogni atto di terrorismo contro innocenti.
Se fossi palestinese non avrei votato hamas.
Se fossi palestinese non mi sarei fatta prendere in giro e sfruttare da Arafat.
Se fossi palestinese lavorerei e non mi farei mantenere.
Se fossi palestinese tenderei la mano a chi me l'ha tesa per 60 anni avendo in cambio morti.
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ciao deborah! ti ho letto spesso in altri siti e mi fa piacere trovarti anche in questo!!
vorrei sottolineare che quello che dici è in parte giusto ma incompleto.
è vero che quando c'è stata la spartizione della palestina la parte data agli ebrei era piccola e arida, ed è vero che (con il senno di poi) sarebbe stato piu' conveniente per i palestinesi accettare, ma dimentichi di dire alcune cose che fanno la differenza.
punto primo, tu avresti fatto carte false per costruire il tuo paese perchè partivi da zero, a quegli ebrei venuti da america europa o russia veniva regalato mezzo paese (in cui non abitavano e non avevano abitato mai), ai palestinesi, che invece erano li da generazioni, veniva tolto mezzo paese (proprio per fare spazio agli ebrei) e ovviamente c'è una bella differenza! non ammettere questo significa chiudere gli occhi difronte al senso vero del conflitto arabo-israeliano.
c'è poi da dire una seconda cosa, alla sua nascita in israele non c'era una maggioranza ebraica (neppure nel pezzetto dato dall'onu)..era uno stato binazionale, con una meta' di indigeni palestinesi e una meta' di ebrei arrivati da poco da ogni dove. nonostante questo lo stato si definiva ebraico. senza la cacciata dei palestinesi non sarebbe potuto mai nascere uno stato ebraico, per ragioni cosi' ovvie che non serve spiegarle, e in questo senso è disonesto fingere che israele non avesse intenzioni bellicose e si sia solo difeso. certo, se i palestinesi avessero accettato di buon grado di sparire nel nulla, di prendere armi e bagagli, lasciare le loro case e andarsene in giordania in siria o in iraq, non ci sarebbe stata alcuna guerra, ma quale popola mai nella storia lo farebbe? quale popolo abbandonerebbe pacificamente la propria terra e le proprie case dove è vissuto da generazioni per far posto a un altro popolo, anche se un popolo che ha sofferto tanto? i capi del sionismo lo sapevano e non si sono mai nascosti (se vuoi posto i discorsi ufficiali) che israele poteva nascere solo con la violenza contro i palestinesi, cacciandoli e terrorizzandoli e i gruppi terroristici si sono dati molto da fare in questo senso.
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06-12-2008, 12.21.12
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Citazione:
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Originalmente inviato da Deborah Fait
Oggi forse niente. Ormai non c'e' molto da salvare.
60 anni fa e tutte le altre volte in cui c'era l'occasione avrei fatto carte false per costruire il mio paese su quello che mi veniva dato.
Esattamente questo fecero gli israeliani 60 anni fa.
La parte destinata a israele era piu' piccola e piu' arida ma gli ebrei di allora accettarono tutto pur di avere una Patria sul territorio di quella antica.
Se fossi palestinese mi strapperei i capelli ad ogni atto di terrorismo contro innocenti.
Se fossi palestinese non avrei votato hamas.
Se fossi palestinese non mi sarei fatta prendere in giro e sfruttare da Arafat.
Se fossi palestinese lavorerei e non mi farei mantenere.
Se fossi palestinese tenderei la mano a chi me l'ha tesa per 60 anni avendo in cambio morti.
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ciao deborah! ti ho letto spesso in altri siti e mi fa piacere trovarti anche in questo!!
vorrei sottolineare che quello che dici è in parte giusto ma incompleto.
è vero che quando c'è stata la spartizione della palestina la parte data agli ebrei era piccola e arida, ed è vero che (con il senno di poi) sarebbe stato piu' conveniente per i palestinesi accettare, ma dimentichi di dire alcune cose che fanno la differenza.
punto primo, tu avresti fatto carte false per costruire il tuo paese perchè partivi da zero, a quegli ebrei venuti da america europa o russia veniva regalato mezzo paese (in cui non abitavano e non avevano abitato mai), ai palestinesi, che invece erano li da generazioni, veniva tolto mezzo paese (proprio per fare spazio agli ebrei) e ovviamente c'è una bella differenza! non ammettere questo significa chiudere gli occhi difronte al senso vero del conflitto arabo-israeliano.
c'è poi da dire una seconda cosa, alla sua nascita in israele non c'era una maggioranza ebraica (neppure nel pezzetto dato dall'onu)..era uno stato binazionale, con una meta' di indigeni palestinesi e una meta' di ebrei arrivati da poco da ogni dove. nonostante questo lo stato si definiva ebraico. senza la cacciata dei palestinesi non sarebbe potuto mai nascere uno stato ebraico, per ragioni cosi' ovvie che non serve spiegarle, e in questo senso è disonesto fingere che israele non avesse intenzioni bellicose e si sia solo difeso. certo, se i palestinesi avessero accettato di buon grado di sparire nel nulla, di prendere armi e bagagli, lasciare le loro case e andarsene in giordania in siria o in iraq, non ci sarebbe stata alcuna guerra, ma quale popola mai nella storia lo farebbe? quale popolo abbandonerebbe pacificamente la propria terra e le proprie case dove è vissuto da generazioni per far posto a un altro popolo, anche se un popolo che ha sofferto tanto? i capi del sionismo lo sapevano e non si sono mai nascosti (se vuoi posto i discorsi ufficiali) che israele poteva nascere solo con la violenza contro i palestinesi, cacciandoli e terrorizzandoli e i gruppi terroristici si sono dati molto da fare in questo senso.
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06-12-2008, 14.22.21
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Fino all'anno 1948--mandato britannico---c'erano in Palestina una componente ebraica ed una araba. Dopo la decisione all'ONU , tuttora sotto il mandato [fine 1947, principio 1948], gli arabi ci attaccarono e noi eravamo pochi e quasi inermi. Io che l'ho vissuto quel periodo lo posso confermare. Le nostre perdite furono enormi e quella fu una tipica guerra di difesa e vi parteciparono uomini, donne e pure bambini. Che poi quei pochi ebrei riuscirono a sopravvivere e vincere fu un miracolo.
Fra gli arabi ci furono quelli che rimasero ed altri che preferirono di fuggire.
Su questo capitolo ci sono molte testimonianze, e la versione che molti preferiscono adottare non e' vera.
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06-12-2008, 14.29.36
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Citazione:
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Originalmente inviato da Hava Leh
Fino all'anno 1948--mandato britannico---c'erano in Palestina una componente ebraica ed una araba. Dopo la decisione all'ONU , tuttora sotto il mandato [fine 1947, principio 1948], gli arabi ci attaccarono e noi eravamo pochi e quasi inermi. Io che l'ho vissuto quel periodo lo posso confermare. Le nostre perdite furono enormi e quella fu una tipica guerra di difesa e vi parteciparono uomini, donne e pure bambini. Che poi quei pochi ebrei riuscirono a sopravvivere e vincere fu un miracolo.
Fra gli arabi ci furono quelli che rimasero ed altri che preferirono di fuggire.
Su questo capitolo ci sono molte testimonianze, e la versione che molti preferiscono adottare non e' vera.
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http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_...liana_del_1948
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06-12-2008, 14.35.01
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Citazione:
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Originalmente inviato da Tzazzamita
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grazie tzazza, quella cartina parla da se.
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06-12-2008, 14.54.42
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Citazione:
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Originalmente inviato da Tzazzamita
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grazie tzazza, la cartina e' chiara :lo stato d'Israele del 1948 con poche centinaia di migliaia di ebrei attaccato da tutti i paesi arabi circostanti.
Armi d'allora: pochi vecchi fucili dell'esercito cecoslovacco.
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06-12-2008, 15.51.14
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Citazione:
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Originalmente inviato da Hava Leh
grazie tzazza, la cartina e' chiara :lo stato d'Israele del 1948 con poche centinaia di migliaia di ebrei attaccato da tutti i paesi arabi circostanti.
Armi d'allora: pochi vecchi fucili dell'esercito cecoslovacco.
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Palle.
Rilevo da Wikipedia che l'esercito israeliano ariivò ad avere 115'000 effettivi. Facendo la somma degli eserciti arabi non si arriva alla metà.
Le armi fornite a Israele soprattutto dalla Cecslovacchia erano armi moderne e pesanti. Comunque gli israeliani/Haganah possedevano già un buon equipaggiamento composto da residuati della II. guerra mondiale, l'equipaggiamento della brigata ebraica nonchè dell'equipaggiamento + posizioni strategiche e/o fortificate abbandonate dagli inglesi. Nei primi mesi arrivarono pure gli aerei di guerra.
Va pure notato che la maggiorparte delle operazioni di guerra si svolsero sulla parte della Palestina attribuita allo stato arabo, per cui si può ben parlare di guerra di difesa da parte degli arabi e di conquista da parte degli ebrei. Infatti alla conclusione della guerra / armistizi di Rodi Israele occupava il 75 % della Palestina mentre l'ONU glie ne aveva assegnato il 54 %.
Da rimarcare che era da mesi, dunque ben prima del 15 maggio/all'inizio della guerra, che i sionisti attaccavano e scacciavano/uccidevano gli arabi residenti, ne distruggevano i villaggi e ne confiscavano le terre. Da quest'ottica gli arabi non fecero altro che difendersi.
È ora di finirla di presentare Israele come il povero Davide contro il cattivo Golia. Israele è una delle potenze mondiali, con armamento atomico e armi sofisticatissimi. Inoltre non tralascia di utilizzare metodi e armi banditi dalle convenzioni internazionali, cosa che fece anche nel '48.
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06-12-2008, 16.11.45
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Surprisingly enough, Mrs. Peters does just this when she implies that in 1893 the Jews were virtually the majority community in the parts of Palestine where Jews had settled. Her very tendentious reasoning on this point has already been exposed.[4] What she has done, to put it briefly, is to compare the figures for non-Jews in the 1893 Ottoman census of Palestine with the estimate of the Jewish population proposed by the French geographer Vital Cuinet in 1895. She dismisses the Ottoman figures for the Jews because, she says, "the Ottoman Census apparently registered only known Ottoman subjects; since most Jews had failed to obtain Ottoman citizenship, a representative figure of the Palestinian Jewish population could not be extrapolated from the 1893 Census."
Insomma : gli ebrei vennero esclusi dal cenmsimento del 1893.
i palestinesi dicono di essere sempre stati in Palestina. chi e' arrivato nel 1946 da altri paesi per lavorare e' considerato un palestinese. Ma non tratta degli anni 1880-1948, quando centinaia di migliaia di arabi immigrarono in Palestina a causa dell' immigrazione degli ebrei che creavano lavoro e relativa prosperita', per quel deserto invivibile prima.
nel 1948 non c'era nulla, niente carri armati da contrapporre a quelli siro-giordano-egiziani, niente aerei, niente munizioni, niente cannoni, c'era roba di decima categoria fatta arrivare di contrabbando da paesi come la Cecoslovacchia. Mettevano tanti fucili a distanza di qualche metro uno dall' altro, e c'era una pallottola per fucile e un soldato ogni 20 fucili : il soldato sparava con un fucile, poi con un altro, poi con un' altro ancora, e gli eserciti arabi si fermavano impauriti dalla nullita', credevano di avere davanti centinaia o migliaia di soldati ebrei.
Lo stesso accade sul Golan.
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06-12-2008, 21.04.46
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Citazione:
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Originalmente inviato da Deborah Fait
....
nel 1948 non c'era nulla, niente carri armati da contrapporre a quelli siro-giordano-egiziani, niente aerei, niente munizioni, niente cannoni, c'era roba di decima categoria fatta arrivare di contrabbando da paesi come la Cecoslovacchia. Mettevano tanti fucili a distanza di qualche metro uno dall' altro, e c'era una pallottola per fucile e un soldato ogni 20 fucili : il soldato sparava con un fucile, poi con un altro, poi con un' altro ancora, e gli eserciti arabi si fermavano impauriti dalla nullita', credevano di avere davanti centinaia o migliaia di soldati ebrei.
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Palle.
Gli ebrei non davano lavoro agli arabi, come appunto ingiunse loro Golda Meir quando era segretaria generale dell'Histadrut. Gli ebrei hanno espulso gli arabi sin dall'inizio perchê i terreni che comperavano se li coltivavano loro ed era appunto il loro scopo.
Nel '48 gli ebrei passarono alla Cecoslovacchia un contratto bello e buono e le armi che comperarono erano armi moderne e pesanti. Furono recapitate legalmente (già esisteva Israele per cui non vedo perchê debba esserci contrabbando) via aerea e via mare.
Inoltre c'era il Palmach che era pesantemente armato e aveva anche veicoli corazzati. Inoltre sin dall'inizio i sionisti disponevano di aerei con i quali bombardarono il Cairo e Damasco.
Comunque vedo che insisti nel voler far passare Israele com il Davide contro il Golia. Sono solo frottole.
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06-12-2008, 21.22.40
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nel 1948 non c'era nulla, niente carri armati da contrapporre a quelli siro-giordano-egiziani, niente aerei, niente munizioni, niente cannoni, c'era roba di decima categoria fatta arrivare di contrabbando da paesi come la Cecoslovacchia. Mettevano tanti fucili a distanza di qualche metro uno dall' altro, e c'era una pallottola per fucile e un soldato ogni 20 fucili : il soldato sparava con un fucile, poi con un altro, poi con un' altro ancora, e gli eserciti arabi si fermavano impauriti dalla nullita', credevano di avere davanti centinaia o migliaia di soldati ebrei.
[quote][Deborah]
Testimonio: 1947-1948
nei kibbutzim assediati sulla strada che porta da Tel Aviv a Gerusalemme i difensori usavano vecchi fucili che passavano di mano in mano per far credere agli arabi che ce ne fossero molti [ero io stessa fra i difensori].
La strada di Gerusalemme, facente parte del nuovo stato di Israele rimase bombardata ed assediata per mesi e gli arabi non lasciarono passare i trasporti di viveri per la popolazione della citta'.
Kibbutzim del Negev furono occupati dagli egiziani che vi fecero strage. Anche quelli erano riconosciuti come parte del nuovo stato.
Il kibbutz Degania nei pressi di Tiberiade fu attaccato dai siriani. Bambini accovacciati sugli alberi presero parte alla difesa e li respinsero.
Tutto il suolo del giovane paese fu attaccato dalle truppe regolari dei paesi arabi confinanti.
Da noi non c'era ancora un esercito organizzato, e gran parte dei combattenti fu reclutata al momemto dell'arrivo dall'Europa senza alcuna preparazione all'uso delle armi.
Gran parte dei caduti erano salvati dei lager.
Questa e' la storia vera.
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06-12-2008, 21.48.40
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Palle : i sionisti erano perfettamente attrezzati e preparati. Da anni si erano preparati con i vari piani come il piano Dalet e tutto quello che facevano era pianificato.
Se i sionisti si trovavano su terra occupata illegalmente, quando erano attaccati non si difendevano contro un attaccante ma difendevano la refurtiva perchè gli attaccanti/occupanti erano loro, il che è molto diverso. E per il fatto che la maggiorparte dei combattimenti si svolsero sulla parte assegnata dall'ONU allo stato arabo significa che qui (e trattasi appunto della maggiorparte dei casi) i sionisti erano in posizione abusiva e illegale, dunque erano "gli attaccanti" che combattevano per conquistare e non per respingere.
Comunque le foto parlano chiaro : gente in divisa militare ben armata e equipaggiata che scaccia civili inermi.
E non venite a raccontare che quei 28'000 sionisti che avevano combattuto con gli alleati quando ritornarono avevano dimenticato l'addestramento ricevuto e lasciato la divisa in Europa.
Tralascio poi certi dettagli come l'utilizzo illegale di armi di distruzione di massa...

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06-12-2008, 21.58.37
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Citazione:
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Originalmente inviato da Hava Leh
Fino all'anno 1948--mandato britannico---c'erano in Palestina una componente ebraica ed una araba. Dopo la decisione all'ONU , tuttora sotto il mandato [fine 1947, principio 1948], gli arabi ci attaccarono e noi eravamo pochi e quasi inermi. Io che l'ho vissuto quel periodo lo posso confermare. Le nostre perdite furono enormi e quella fu una tipica guerra di difesa e vi parteciparono uomini, donne e pure bambini. Che poi quei pochi ebrei riuscirono a sopravvivere e vincere fu un miracolo.
Fra gli arabi ci furono quelli che rimasero ed altri che preferirono di fuggire.
Su questo capitolo ci sono molte testimonianze, e la versione che molti preferiscono adottare non e' vera.
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scusami ma dire che c'era una componente araba e una ebraica è fuorviante. lascia intendere che la spartizione rispecchiasse il fatto che in una terra c'erano due popoli e che l'hanno spartita. le cose non sono andate cosi', durante il mandato britannico in palestina c'era una percentuale di ebrei assolutamente minoritaria, un piccolo gruppo, come peraltro c'era in quasi ogni parte del mondo. la stragrande maggioranza della popolazione era araba. durante il mandato, in contrasto con la volonta' della maggioranza della popolazione indigena (e quindi in contrasto con il principio di autodeterminazione dei popoli, lo stesso in nome del quale al termine della prima guerra mondiale l'italia aveva dovuto rinunciare a istria e dalmazia perchè la maggioranza non era italiana ma slava) dicevo, in contrasto con la volonta' dei legittimi abitanti si è favorita una massiccia immigrazione di europei e americani di religione ebraica, che non avevano nessun titolo (al difuori della religione che ovviamente non è un titolo di cittadinanza) per rivendicare quelle terre. non erano profughi, non erano indigeni, erano solo persone che professavano una fede legata a quei luoghi. questo ha modificato profondamente l'equilibrio demografico di quella terra, ma non abbastanza. infatti quando è stato proclamato lo stato di israele gli ebrei avevano la maggioranza della popolazione solo nel distretto di tel aviv, in tutte le altre zone la maggioranza era araba. solo in seguito agli scontri e alle guerre si è potuto raggiungere il fine di uno stato ebraico. non ci fossero state quelle guerre e quegli scontri ci sarebbe stato il paradosso di uno stato ebraico a maggioranza musulmana.
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06-12-2008, 22.06.31
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Citazione:
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Originalmente inviato da Deborah Fait
Surprisingly enough, Mrs. Peters does just this when she implies that in 1893 the Jews were virtually the majority community in the parts of Palestine where Jews had settled. Her very tendentious reasoning on this point has already been exposed.[4] What she has done, to put it briefly, is to compare the figures for non-Jews in the 1893 Ottoman census of Palestine with the estimate of the Jewish population proposed by the French geographer Vital Cuinet in 1895. She dismisses the Ottoman figures for the Jews because, she says, "the Ottoman Census apparently registered only known Ottoman subjects; since most Jews had failed to obtain Ottoman citizenship, a representative figure of the Palestinian Jewish population could not be extrapolated from the 1893 Census."
Insomma : gli ebrei vennero esclusi dal cenmsimento del 1893.
i palestinesi dicono di essere sempre stati in Palestina. chi e' arrivato nel 1946 da altri paesi per lavorare e' considerato un palestinese. Ma non tratta degli anni 1880-1948, quando centinaia di migliaia di arabi immigrarono in Palestina a causa dell' immigrazione degli ebrei che creavano lavoro e relativa prosperita', per quel deserto invivibile prima.
nel 1948 non c'era nulla, niente carri armati da contrapporre a quelli siro-giordano-egiziani, niente aerei, niente munizioni, niente cannoni, c'era roba di decima categoria fatta arrivare di contrabbando da paesi come la Cecoslovacchia. Mettevano tanti fucili a distanza di qualche metro uno dall' altro, e c'era una pallottola per fucile e un soldato ogni 20 fucili : il soldato sparava con un fucile, poi con un altro, poi con un' altro ancora, e gli eserciti arabi si fermavano impauriti dalla nullita', credevano di avere davanti centinaia o migliaia di soldati ebrei.
Lo stesso accade sul Golan.
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ricostruzione a dir poco fantasiosa. la demografia ufficiale israeliana ci dice ben altro. se si analizza la composizione della popolazione ebraica si vede che una maggioranza schiacciante non è nata in quelle terre, e che quelli che ci sono nati avevano genitori non nati in quelle terre. in una parola si è trattato di una colonizzazione. per nascondere questa realta' si fa finta che non ci fossero neppure i palestinesi e che questi arrivi fossero simultanei, il che è smentito palesemente sia dalla presenza di una serie di citta' e villaggi arabi ben piu' antichi del 48 o del 1880 (e solo in parte cancellati da israele come nel caso del quartiere arabo medioevale di gerusalemme, patrimonio mondiale dell'unesco e distrutto da israele per cancellare la memoria degli antichi abitanti) oltre che dalla nazionalità dei profughi. se quello che dice deborah fosse vero, all'indomani del 48 i profughi, che nella sua versione sarebbero stati arabi di vari paesi giunti in palestina poco tempo prima sarebbero tornati a casa loro, in libano, in iraq, o in siria. invece sono prigionieri da decenni nei campi profughi, perchè dove vivevano loro è nato israele, (che si guarda bene dal riaccoglierli, visto che è nato proprio grazie alla loro cacciata) e negli altri stati arabi non hanno nazionalita', per il semplice fatto che non venivano da li, ma dalla palestina, a differenza della maggior parte degli israeliani, che , proprio come deborah, hanno nazionalita' e lingue differenti perchè vengono da altri paesi.
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07-12-2008, 06.49.27
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Citazione:
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Originalmente inviato da gladiatore78rm
ricostruzione a dir poco fantasiosa. la demografia ufficiale israeliana ci dice ben altro. se si analizza la composizione della popolazione ebraica si vede che una maggioranza schiacciante non è nata in quelle terre, e che quelli che ci sono nati avevano genitori non nati in quelle terre. in una parola si è trattato di una colonizzazione. per nascondere questa realta' si fa finta che non ci fossero neppure i palestinesi e che questi arrivi fossero simultanei, il che è smentito palesemente sia dalla presenza di una serie di citta' e villaggi arabi ben piu' antichi del 48 o del 1880 (e solo in parte cancellati da israele come nel caso del quartiere arabo medioevale di gerusalemme, patrimonio mondiale dell'unesco e distrutto da israele per cancellare la memoria degli antichi abitanti) oltre che dalla nazionalità dei profughi. se quello che dice deborah fosse vero, all'indomani del 48 i profughi, che nella sua versione sarebbero stati arabi di vari paesi giunti in palestina poco tempo prima sarebbero tornati a casa loro, in libano, in iraq, o in siria. invece sono prigionieri da decenni nei campi profughi, perchè dove vivevano loro è nato israele, (che si guarda bene dal riaccoglierli, visto che è nato proprio grazie alla loro cacciata) e negli altri stati arabi non hanno nazionalita', per il semplice fatto che non venivano da li, ma dalla palestina, a differenza della maggior parte degli israeliani, che , proprio come deborah, hanno nazionalita' e lingue differenti perchè vengono da altri paesi.
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impossibile rispondere a tutta questa serie di bugie, di risocOsrtuzioni casalinghe infopalliane della storia. Dove tornavano gli arabi? a casa loro a patire la fame?
Israele ha chiesto agli arabi di restare quando i capi islamici avevano oRdinato di andaresene per tornare alla scomparsa di israele. E' scritto anche sulla nostra Meghillat ha Medina'.
E mi spieghi come mai Israele ha accolto il milione di profughi E EBREI SENZA NAZIONALITA' scacciati dai paesi arabi e li ha resi parte del paese mentre gli arabi hanno RINCHIUSO I LORO FRATELLI IN CAMPI PROFUGHI?
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07-12-2008, 07.44.17
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Citazione:
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Originalmente inviato da Deborah Fait
impossibile rispondere a tutta questa serie di bugie, di risocOsrtuzioni casalinghe infopalliane della storia. Dove tornavano gli arabi? a casa loro a patire la fame?
Israele ha chiesto agli arabi di restare quando i capi islamici avevano oRdinato di andaresene per tornare alla scomparsa di israele. E' scritto anche sulla nostra Meghillat ha Medina'.
E mi spieghi come mai Israele ha accolto il milione di profughi E EBREI SENZA NAZIONALITA' scacciati dai paesi arabi e li ha resi parte del paese mentre gli arabi hanno RINCHIUSO I LORO FRATELLI IN CAMPI PROFUGHI?
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 Palle e ancora palle.
Gli arabi sono stati scacciati con la forza e espulsi oltre il confine o fronte di guerra e hanno dovuto rifugiarsi/fermarsi dove capitava, nella maggiorparte dei casi in zone desertiche o alla periferia delle città dove sono stati poi aiutati dall'ONU/Unwra e dove +o- si trovano ancora oggi. I paesi arabi, soprattutto quelli confinanti con Israele, non avevano le possibilità materiali e nemmeno il dovere di integrare questi profughi creati dalle assurde decisioni dell'ONU (USA & Co) contro la loro volontà. DF non fa che colpevolizzare le vittime attribuendo la colpa ai paesi arabi mentre il problema dei profughi l'hanno creato i sionisti con la pulizia etnica.
Gli ebrei dei paesi arabi sono stati convinti (con le buone o con le cattive) a trasferirsi in Israele dai servizi di immigrazione israeliani e per la maggiorparte di loro si è trattato di un'emigrazione volontaria in certi casi a bordo dei velivoli/navi israeliani. Questi ebrei avevano la nazionalità dei paesi di provenienza come d'altronde anche tutti gli ebrei che sono immigrati in Israele fino ad oggi.
Nel limite delle possibilità una parte consistente dei profughi palestinesi è stata integrata dai paesi arabi e anche da altri paesi dove hanno lo statuto di immigrante.

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07-12-2008, 08.00.15
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07-12-2008, 08.01.55
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07-12-2008, 08.11.47
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Citazione:
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Originalmente inviato da gladiatore78rm
scusami ma dire che c'era una componente araba e una ebraica è fuorviante. lascia intendere che la spartizione rispecchiasse il fatto che in una terra c'erano due popoli e che l'hanno spartita. le cose non sono andate cosi', durante il mandato britannico in palestina c'era una percentuale di ebrei assolutamente minoritaria, un piccolo gruppo, come peraltro c'era in quasi ogni parte del mondo. la stragrande maggioranza della popolazione era araba. durante il mandato, in contrasto con la volonta' della maggioranza della popolazione indigena (e quindi in contrasto con il principio di autodeterminazione dei popoli, lo stesso in nome del quale al termine della prima guerra mondiale l'italia aveva dovuto rinunciare a istria e dalmazia perchè la maggioranza non era italiana ma slava) dicevo, in contrasto con la volonta' dei legittimi abitanti si è favorita una massiccia immigrazione di europei e americani di religione ebraica, che non avevano nessun titolo (al difuori della religione che ovviamente non è un titolo di cittadinanza) per rivendicare quelle terre. non erano profughi, non erano indigeni, erano solo persone che professavano una fede legata a quei luoghi. questo ha modificato profondamente l'equilibrio demografico di quella terra, ma non abbastanza. infatti quando è stato proclamato lo stato di israele gli ebrei avevano la maggioranza della popolazione solo nel distretto di tel aviv, in tutte le altre zone la maggioranza era araba. solo in seguito agli scontri e alle guerre si è potuto raggiungere il fine di uno stato ebraico. non ci fossero state quelle guerre e quegli scontri ci sarebbe stato il paradosso di uno stato ebraico a maggioranza musulmana.
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Bene gladiatore----ammesso che al tempo del mandato britannico gli ebrei erano una minoranza, la quale secondo te doveva rinunciare.......
Ma tu dimentichi che in gran parte non e' la fede che ci ha portati qui , ma le persecuzioni nazi-fasciste delle quali anche l'Italia e' responsabile.
Per cio' che riguarda me da generazioni cittadina italiana, se non ci fossero state le leggi razziali sarei rimasta probabilmente in Italia.
Dimentichi che la decisione all'ONU [1947] fu motivata in gran parte da un complesso di colpa delle nazioni.
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07-12-2008, 08.25.00
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Citazione:
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Originalmente inviato da Hava Leh
Bene gladiatore----ammesso che al tempo del mandato britannico gli ebrei erano una minoranza, la quale secondo te doveva rinunciare.......
Ma tu dimentichi che in gran parte non e' la fede che ci ha portati qui , ma le persecuzioni nazi-fasciste delle quali anche l'Italia e' responsabile.
Per cio' che riguarda me da generazioni cittadina italiana, se non ci fossero state le leggi razziali sarei rimasta probabilmente in Italia.
Dimentichi che la decisione all'ONU [1947] fu motivata in gran parte da un complesso di colpa delle nazioni.
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Palle rosse e gialle.
Sono solo circa 400'000 gli ebrei che arrivarono in Palestina a causa delle persecuzioni nazifasciste. Volendo avrebbero potuto integrarsi benissimo. Gli altri 5 milioni sono emigrati in Palestina per loro scelta, anni dopo la fine del nazifascismo. Tra questi 1,5 milioni di ebrei dell'ex URSS che si sono trasferiti in Palestina proprio solo per poter stare al caldo.
E anche lei cittadina italiana, dopo la caduta del fascismo e l'abolizione delle leggi razziali avrebbe potuto rientrare in Italia invece di starsene lì in Palestina a rompere le scatole agli arabi.
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07-12-2008, 10.14.19
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Citazione:
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Originalmente inviato da Deborah Fait
impossibile rispondere a tutta questa serie di bugie, di risocOsrtuzioni casalinghe infopalliane della storia. Dove tornavano gli arabi? a casa loro a patire la fame?
Israele ha chiesto agli arabi di restare quando i capi islamici avevano oRdinato di andaresene per tornare alla scomparsa di israele. E' scritto anche sulla nostra Meghillat ha Medina'.
E mi spieghi come mai Israele ha accolto il milione di profughi E EBREI SENZA NAZIONALITA' scacciati dai paesi arabi e li ha resi parte del paese mentre gli arabi hanno RINCHIUSO I LORO FRATELLI IN CAMPI PROFUGHI?
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non sono casalinghe, sono le ricostruzioni ufficiali. sono i dati ovvi confermati da qualunque studio sia sulla composizione etnica degli arabi in israele, sia dei palestinesi e sia degli arabi dei campi profughi, nonche' ovviamente sugli israeliani. ci vuol poco per avere conferma dei dati ufficiali e tu stessa che vivi in israele lo puoi vedere anche senza essere una statistica o una demografa. dove sei nata tu? dove sono nati i tuoi genitori? dove sono nati i tuoi amici? e i loro genitori? in ogni paese del mondo! fuorchè in palestina.
in quanto ai profughi è vero che gli arabi non li hanno accolti mentre gli ebrei hanno accolto i loro, ma per un fatto semplice. israele ha un concetto etnico della cittadinanza, i paesi arabi no! per israele ogni ebreo (e solo gli ebrei) sono cittadini. per il qwait o il libano i cittadini sono i libanesi e i quaitiani, non gli islamici o gli arabi in senso lato. come per l'italia i cittadini non sono i cattolici ma gli italiani, un cattolico filippino non ha alcun diritto di vivere in italia, mentre un italiano buddista o islamico ne ha pieno diritto. in occidente funziona cosi', in israele no.
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07-12-2008, 10.17.04
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Citazione:
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Originalmente inviato da Hava Leh
Bene gladiatore----ammesso che al tempo del mandato britannico gli ebrei erano una minoranza, la quale secondo te doveva rinunciare.......
Ma tu dimentichi che in gran parte non e' la fede che ci ha portati qui , ma le persecuzioni nazi-fasciste delle quali anche l'Italia e' responsabile.
Per cio' che riguarda me da generazioni cittadina italiana, se non ci fossero state le leggi razziali sarei rimasta probabilmente in Italia.
Dimentichi che la decisione all'ONU [1947] fu motivata in gran parte da un complesso di colpa delle nazioni.
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complesso di colpa o no non cambia la realta'. sono stati calpestati, ignorati e umiliati, i diritti di coloro che avevano davvero diritto a stare in palestina, ossia coloro che ci erano nati e vissuti da generazioni. poi come hanno detto la stragrande maggioranza degli immigrati in israele sono venuti molto dopo la fine delle persecuzioni naziste, da russia e usa (dove mai ci sono stati e mai ci saranno persecuzioni razziali contro gli ebrei)
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07-12-2008, 10.20.20
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Citazione:
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Originalmente inviato da gladiatore78rm
da russia e usa, dove mai ci sono stati e mai ci saranno persecuzioni razziali contro gli ebrei
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sicuro?

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07-12-2008, 10.31.09
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in usa si. in russia non saprei. tempo fa parlai con un ragazzo olandese (l'olanda è un paese estremamente tollerante) che mi diceva sarebbe andato a vivere in israele. gli domandai come mai e mi rispose "sono ebreo quella terra è mia" allora gli chiesi "ma non pensi che abbiano piu' diritto quelle persone che sono li da generazioni piuttosto che te che sei nato a amsterdam da genitori olandesi, nonni olandesi etc?" no. è stata la risposta.
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07-12-2008, 10.48.00
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Citazione:
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da russia e usa (dove mai ci sono stati e mai ci saranno persecuzioni razziali contro gli ebrei)......
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questa e' bella....la Russia e' la "madre" di crudelissimi poogrom nella storia.......[!!]
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07-12-2008, 10.49.24
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infatti la frase è riferita agli usa. non alla russia.
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07-12-2008, 10.50.36
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Citazione:
in usa si. in russia non saprei. tempo fa parlai con un ragazzo olandese (l'olanda è un paese estremamente tollerante) che mi diceva sarebbe andato a vivere in israele. gli domandai come mai e mi rispose "sono ebreo quella terra è mia" allora gli chiesi "ma non pensi che abbiano piu' diritto quelle persone che sono li da generazioni piuttosto che te che sei nato a amsterdam da genitori olandesi, nonni olandesi etc?" no. è stata la risposta.
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cosa dimostrerebbe?
PS anche il mio compagno è di origine olandese, ma se gli chiedi se ha diritto di vivere in israele e considerare quel territorio come proprio scommetterei che non ti risponderebbe come il tuo amico...
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07-12-2008, 10.51.36
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Citazione:
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Originalmente inviato da gladiatore78rm
infatti la frase è riferita agli usa. non alla russia.
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ma anche negli usa gli ebrei erano considerati alla stregua dei polacchi e degli italiani fino alla grande depressione...
non potevano accedere a molti lavori, erano nei "flussi" di molti Stati (Uniti)
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07-12-2008, 10.53.10
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in israele siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
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07-12-2008, 10.53.29
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ma il tuo compagno è ebreo? se ho capito bene mi stai dicendo che il tuo compagno, a differenza dell'olandese con cui ho parlato io, non pensa che per motivi puramente religiosi ha diritto di vivere in quella terra a differenza dei nativi che non lo avrebbero. ma se è cosi' allora ti domando, se il tuo compagno pensa di non avere questo diritto ne consegue che non ce lo avevano neppure tutti quei sionisti che sono andati in palestina quando questa era una terra abitata da arabi che erano sotto il dominio britannico.
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07-12-2008, 10.55.14
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no no, pensa proprio di averlo quel diritto, anzi... lo esercita attivamente.
non lo dico per entrare nei misteri delle sue scelte ma solo per dimostrarti che ci sono innumerevoli testimonianze ed opinioni sulla faccenda...
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07-12-2008, 10.56.28
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scusa marzia ma allora non ho capito il tuo post. se anche il tuo compagno pensa la stessa cosa perchè dici che dovrebbe rispondermi diversamente?
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07-12-2008, 10.58.50
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oddio scusami...
"sono ebreo quella terra è mia" allora gli chiesi "ma non pensi che abbiano piu' diritto quelle persone che sono li da generazioni piuttosto che te che sei nato a amsterdam da genitori olandesi, nonni olandesi etc?" no. è stata la risposta.
ho letto "non vi è stata risposta", perdona le traveccole
prendila come un'altra testimonianza... cia'
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07-12-2008, 10.58.59
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Citazione:
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i diritti di coloro che avevano davvero diritto a stare in palestina, ossia coloro che ci erano nati e vissuti da generazioni
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QUINDI i palestinesi che prima del 48 erano gli ebrei e i beduini. Gliarabi erano pochi e una buona parte arrivata da fuori.
Forse non sai che ogni nazione nasce sulla pelle di qualche altro popolo ma alla fine si abituano. Basta vedere i calli che hanno pestato tutte le nazioni europee le une alle altre, eppure. Voi non accettate solo il fatto che qui abitino ebrei non nati in palestina. Questa e' una teoria razzista ma razzista di brutto molto peggio di quel "E' terra mia" del tuo amico olandese.
E allora ti dico un'altra teoria, la mia: la terra e' di chi la ama e la cura e la rende verde e vi fa vivere bene chi la abita. Esattamente come un figlio e' di chi lo ama anche se non sono i suoi genitori biologici.
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07-12-2008, 11.01.05
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ps. questa terra e' mia! Cio' non toglie che vi puo' vivere anche qualcun altro purche' non mi sgozzi di notte mentre dormo.
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07-12-2008, 11.09.40
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Citazione:
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Originalmente inviato da Deborah Fait
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QUINDI i palestinesi che prima del 48 erano gli ebrei e i beduini. Gliarabi erano pochi e una buona parte arrivata da fuori.
Forse non sai che ogni nazione nasce sulla pelle di qualche altro popolo ma alla fine si abituano. Basta vedere i calli che hanno pestato tutte le nazioni europee le une alle altre, eppure. Voi non accettate solo il fatto che qui abitino ebrei non nati in palestina. Questa e' una teoria razzista ma razzista di brutto molto peggio di quel "E' terra mia" del tuo amico olandese.
E allora ti dico un'altra teoria, la mia: la terra e' di chi la ama e la cura e la rende verde e vi fa vivere bene chi la abita. Esattamente come un figlio e' di chi lo ama anche se non sono i suoi genitori biologici.
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che gli arabi fossero minoranza è semplicemente falso. c'erano ebrei circa 80 mila, cristiani circa 70 mila, beduini (qualche decina di migliaio) e mezzo milione di arabi. te lo ripeto sono dati scientifici che tu stessa puoi rintracciare facilmente se ne hai la volonta' reale.
è vero che noi europei ci siamo massacrati l'un l'altro, ma è vero che alla fine abbiamo capito di appartenere allo stesso popolo e alla stessa cultura e ci siamo uniti. oggi in europa qualunque europeo gode degli stessi diritti e puo' scegliere di trasferirsi in qualunque stato europeo senza chiedere niente a nessuno. è anche vero che gli stati sono nati quasi tutti da guerre e lotte, ma nessuno è nato come israele a tavolino da un immigrazione intensiva subita dagli indigeni (se non gli usa forse). il punto è un altro, il motivo per cui il conflitto arabo-israeliano non finisce nella storia come gli altri è duplice, il primo è che è recente, il secondo è che non ha i presupposti per finire. ti faccio un esempio, la corsica era italia, è stata venduta alla francia con tutti i suoi abitanti che dall'oggi al domani hanno cambiato nazionalita'. oggi i corsi si sentono francesi (domani anche questo non avra' più senso e si sentiranno europei e basta) per il fatto che i francesi hanno uno stato concepito in modo tale che i corsi non si sentissero esclusi e fossero francesi tanto quanto gli altri. in israele questo non avverra' mai, perchè israele vuole rimanere "stato ebraico" in una zona in cui la meta' dei cittadini non lo sono. quindi il conflitto, che sia militare o politico, continuera' fino a quando tutte le persone, dal giordano al mare, si riconosceranno nella stessa nazione e avranno gli stessi diritti.
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07-12-2008, 15.07.02
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aha ti sei smascherato
non dai ad Israele il diritto di esistere.
ti auguro di approdare (per sbaglio) in Iran
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07-12-2008, 15.49.34
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Citazione:
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Originalmente inviato da clara
aha ti sei smascherato
non dai ad Israele il diritto di esistere.
ti auguro di approdare (per sbaglio) in Iran
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E' dall'inizio che dice che Israele finira' di esistere. Iran? farebbe una brutta fine. Non ha capito, come molti altri, che Israele e' la loro carta vincente per sopravvivere nelle democrazie occidentali. Se non ci sara' piu' Israele non ci sara' nemmeno l'Europa libera.
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07-12-2008, 17.09.59
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Una seconda domanda agli israeliani
Colgo l'occasione del messaggio qui sopra, per porre una seconda domanda agli israeliani.
Perchè gli arabi, dovrebbero accettare in Medio Oriente un paese che si autorappresenta come "avamposto" di un'altra parte del mondo (l'Europa libera, l'Occidente...)?
Essere accettato dai propri vicini, non implica anche accettare i propri vicini e integrarsi con loro?
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07-12-2008, 17.31.11
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Citazione:
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Originalmente inviato da Roderigo
Colgo l'occasione del messaggio qui sopra, per porre una seconda domanda agli israeliani.
Perchè gli arabi, dovrebbero accettare in Medio Oriente un paese che si autorappresenta come "avamposto" di un'altra parte del mondo (l'Europa libera, l'Occidente...)?
Essere accettato dai propri vicini, non implica anche accettare i propri vicini e integrarsi con loro?
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La domanda non ha niente a che vedere col messaggio di cui sopra.
Che israele sia una sorta di difesa per l'Europa e' una verita'. Nel momento in cui dovesse essere distrutto avreste tutto il Medio oriente in casa. A molti fara' piacere e stanno gia' comprando kefieh e qualche burketto ma ad altri molto meno.
Alla tua domanda do una semplicissima risposta: chiedilo ai paesi arabi.
Israele c'ha provato, ma come tu ben sai non e' facile integrarsi con paesi che non accettano sul loro territorio nemmeno non israeliani che abbiano un timbro di Israele sul pass.
In Israele esistono scuole miste ebree e arabe, in Israele le universita' sono assolutamente miste e aperte a tutti al di la' del gruppo etnico. In israele vengono fatti campeggi per bambini misti, si fanno esperimenti teatrali tra ebrei e arabiisraeliani ( in genere cristiani), si fanno feste, si fa il pane per la strada. Tutto per coinvolgere arabi perche' i drusi e gli altri gruppi non ne hanno bisogno . Niente di tutto questo accade nei paesi arabi e nei territori palestinesi dove si insegna che gli ebrei sono scimmie e maiali.
Percio' , domanda bocciata.
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07-12-2008, 17.38.48
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Citazione:
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Originalmente inviato da Deborah Fait
Nel momento in cui dovesse essere distrutto avreste tutto il Medio oriente in casa.
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E' stato il Medio Oriente ad essere colonizzato dagli europei.
E' stato l'Iraq, un paese arabo, ad essere distrutto.
E' il Medio Oriente ad avere in casa le nostre multinazionali, i nostri ristoranti, i nostri missionari, i nostri soldati.
Deborah, tu vedi il mondo alla rovescia.
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07-12-2008, 17.51.55
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Citazione:
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Originalmente inviato da Roderigo
E' stato il Medio Oriente ad essere colonizzato dagli europei.
E' stato l'Iraq, un paese arabo, ad essere distrutto.
E' il Medio Oriente ad avere in casa le nostre multinazionali, i nostri ristoranti, i nostri missionari, i nostri soldati.
Deborah, tu vedi il mondo alla rovescia.
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No, sei tu che ti fustighi perche' sei europeo.
Sei tu che dai la colpa di tutto agli europei.
Il medio oriente e' stato colonizzato da Francia e Inghilterra ma parliamo di qualche annetto fa. Non sarebbe ora che si mettessero a lavorare invece di pensare sempre alla guerra?
L'Iraq distrutto? Perche' prima esisteva con un dittatore che non permetteva di parlare? Inoltre mi pare che gli iracheni stiano facendo di tutto per completare l'opera.
Cavolo , gli ebrei in 2000 anni di Europa sono stati schiavizzati, privati di dirtti i piu' elementari, uccisi, torturati, ridotti a un terzo, gli era proibito studiare, lavorare, respirare. Si sono fatti il loro stato per poter fare tutte ste cose in pace a casa loro e da quel giorno ci fanno la guerra eppure siamo autonomi e non piagnucoliamo aiutateci brutti cattivi aiutateci.
Lavoriamo studiamo e perche' non possono farlo anche loro con tutte le risorse che hanno sotto la sabbia?
La Giordania e' una specie di democrazia ...circa, riceve tanti soldi quanti israele dagli USA ma Israele dfve usare i soldi per la difesa ed e' un paese pari all'Europa come pil, come vita, come tutto. La Giordania non e' niente e ti assicuro che oltre ad Amman c'e' il deserto.
Allora? colpa dei cattivoni europei o della loro mancanza di iniziativa?
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07-12-2008, 18.09.56
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Citazione:
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Originalmente inviato da Deborah Fait
No, sei tu che ti fustighi perche' sei europeo.
Sei tu che dai la colpa di tutto agli europei.
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Dipende di cosa discutiamo.
Se discutiamo della condizione degli stati arabi, ovvio che la prima responsabilità oggi compete alle loro elite, nonostante i problemi lasciati dal colonialismo: sfruttamento, stati creati con squadretta e righello, etnie mischiate, etc.
Se discutiamo di una fantomatica prospettiva che vede il mondo arabo in procinto di invadere l'Europa e l'Occidente, allora ricordiamo che al momento la situazione è quella opposta.
Sono gli occidentali che vanno e stanno in Medio Oriente.
E non a fare i vu cumprà.
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07-12-2008, 18.17.41
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proviamo a riportare una fonte obiettiva
MO: RAPPORTO, IN ISRAELE INGIUSTIZIE DA RECORD / ANSA
LA PREOCCUPAZIONE DELLO SCRITTORE SAMI MICHAEL
(di Aldo Baquis)
(ANSA) - TEL AVIV, 7 DIC - Scaturito dal sogno egualitario ed
utopico dei primi pionieri del secolo scorso, Israele e' oggi -
nel mondo occidentale - una societa' particolarmente marchiata
dall'ingiustizia sociale. Lo sostiene un dettagliato rapporto dell'Associazione israeliana per i diritti civili (Acri), presieduta dal
romanziere Sami Michael.
Michael (82 anni) era oggi particolarmente agitato. Giovedi'
era a Hebron (Cisgiordania) in una abitazione palestinese
attaccata da coloni armati. Un episodio drammatico, che il
premier Ehud Olmert ha definito ''un pogrom'' di cui prova
vergogna. Michael (che ha pubblicato in Italia 'Una tromba nel
uadi', 'Victoria' e 'Rifugio') e' tornato indietro nel tempo,
alla natia Baghdad, dove la comunita' ebraica si era trovata in
balia di facinorosi arabi. ''A Hebron - ha soffertamente detto
alla radio - ho rivissuto adesso la stessa situazione. Solo che
questa volta i facinorosi erano ebrei''.
Il rapporto della Acri e' un documento deprimente.
Probabilmente i lettori israeliani non vi troveranno grandi
novita': la forza di queste pagine sta semmai nell'aver
condensato le varie forme di malessere della societa'
israeliana, e nel descriverne le tendenze. Negli ultimi dieci
anni, dicono gli autori, la situazione si e' deteriorata. E il
futuro, avvertono, non promette alcunche' di buono.
Numerose pagine di denuncia sono dedicate alle condizioni di
''non-vita'' della popolazione palestinese nei territori
occupati (''senza sicurezza personale, senza liberta' di
spostamenti, senza il diritto al lavoro, senza liberta' di
espressione e senza assistenza medica adeguata'') e alla
''discriminazione sistematica'' della popolazione araba in
Israele. Per gli ebrei sefarditi israeliani, si legge nel
rapporto, non esiste piu' una discriminazione ufficiale: eppure
quella passata si riflette ancora nelle loro condizioni
economiche, nella loro percentuale (limitata) nel mondo
accademico e in quella (molto piu' sensibile) nei penitenziari.
Dal testo di Acri emerge una societa' suddivisa fra quanti
detengono la forza (politica, militare o economica) e quanti,
essendone privi, vanno a picco. Ad esempio le donne, ad esempio
i nuovi immigrati (dalla Russia o dalla Etiopia), od i
portatori di handicap, o gli oltre 12 mila profughi africani che
hanno bussato alle porte dello stato ebraico per invocare asilo
politico. Queste, ed altre categorie, hanno presto scoperto che
anche se a livello astratto dovrebbero essere sostenute,
l'establishment di fatto li respinge.
La qualita' di vita nell'Israele del 2008 - prosegue il
rapporto - sta scadendo anche per i ceti medi: non solo per il
loro tenore di vita (minacciato dalla crisi economica mondiale)
ma anche per attacchi costanti alla liberta' di espressione. Il
rapporto menziona lo strapotere nei mass media di gruppi
economici influenti e denuncia tentativi di limitare la liberta'
di espressione via internet.
Desta infine allarme la bozza di legge presentata nell'
ottobre 2008 per la costituzione di una 'Banca di informazione
biometrica' in cui il ministero degli interni israeliano
conservi le impronte digitali e le caratteristiche del volto di
ogni cittadino israeliano. Una iniziativa che secondo il
rapporto e' particolarmente pericolosa e che non ha eguale in
altri Paesi occidentali.
(ANSA).
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07-12-2008, 19.39.24
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Citazione:
Se discutiamo di una fantomatica prospettiva che vede il mondo arabo in procinto di invadere l'Europa e l'Occidente, allora ricordiamo che al momento la situazione è quella opposta.
Sono gli occidentali che vanno e stanno in Medio Oriente.
E non a fare i vu cumprà.
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Veramente se gli occidentali vanno in Mo , e parlo di commercio e industria, non guerra, portano soltanto cose decenti . Mentre purtroppo il sogno non arabo ma islamico e' di arrivare in Europa e farci giocare a fare i dhimmi.
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07-12-2008, 19.44.54
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Citazione:
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Originalmente inviato da clara
aha ti sei smascherato
non dai ad Israele il diritto di esistere.
ti auguro di approdare (per sbaglio) in Iran
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non esattamente. ritengo che israele non avesse diritto di nascere. è differente. credo nell'autodeterminazione dei popoli e ritengo non si possa imporre a un popolo indigeno uno stato creato dall'immigrazione di altri popoli che lo escluda. c'è pero' da dire che sono passati 100 anni (60 dalla nascita di israele ma l'immigrazione in palestina è precedente) e non si puo' dire ai figli o ai nipoti degli ebrei emigrati, che sono nati in israele e hanno sempre vissuto li di fare le valige e andarsene (esattamente come non lo si poteva dire ai palestinesi) quindi oggi israele è legittimo come lo sono gli usa o l'italia (visto che tutti questi stati in varie epoche nascono da invasioni e guerre). quello che contesto non è il fatto che israele voglia esistere ma che voglia esistere come stato ebraico e non come stato di tutti i suoi cittadini. tutti i cittadini di israele, arabi cristiani o ebrei che siano, devono essere sullo stesso piano e decidere insieme del loro destino.
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07-12-2008, 19.46.06
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Citazione:
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Originalmente inviato da Deborah Fait
Veramente se gli occidentali vanno in Mo , e parlo di commercio e industria, non guerra, portano soltanto cose decenti . Mentre purtroppo il sogno non arabo ma islamico e' di arrivare in Europa e farci giocare a fare i dhimmi.
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Portare commercio e industria nelle regioni altrui vuol dire anche usare gli altri come mercato e fornitori di manodopera e di materie prime.
Per mantenere il rispetto di questa divisione internazionale del lavoro, prima o dopo, di solito prima che dopo, nelle regioni altrui, porti anche i soldati. E i missionari.
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07-12-2008, 19.47.23
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Citazione:
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Originalmente inviato da Deborah Fait
. Mentre purtroppo il sogno non arabo ma islamico e' di arrivare in Europa e farci giocare a fare i dhimmi.
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Citazione:
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Originalmente inviato da ugodin
... Michael (82 anni) era oggi particolarmente agitato. Giovedi'
era a Hebron (Cisgiordania) in una abitazione palestinese
attaccata da coloni armati. Un episodio drammatico, che il
premier Ehud Olmert ha definito ''un pogrom'' di cui prova
vergogna. Michael (che ha pubblicato in Italia 'Una tromba nel
uadi', 'Victoria' e 'Rifugio') e' tornato indietro nel tempo,
alla natia Baghdad, dove la comunita' ebraica si era trovata in
balia di facinorosi arabi. ''A Hebron - ha soffertamente detto
alla radio - ho rivissuto adesso la stessa situazione. Solo che
questa volta i facinorosi erano ebrei''....
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a quanto pare è un sogno diffuso....
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07-12-2008, 19.48.16
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Citazione:
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Originalmente inviato da Deborah Fait
E' dall'inizio che dice che Israele finira' di esistere. Iran? farebbe una brutta fine. Non ha capito, come molti altri, che Israele e' la loro carta vincente per sopravvivere nelle democrazie occidentali. Se non ci sara' piu' Israele non ci sara' nemmeno l'Europa libera.
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io penso che israele cessera' di esistere come stato ebraico e diventera' uno stato multinazionale e laico, o penso che rischi di essere prima o poi distrutto nel senso vero del termine. un mio amico israeliano una volta mi ha detto che israele gioca una partita con il golden goal che vale solo per gli altri. israele puo' vincere 10 o 100 guerre, ma sara' sufficente una sola sconfitta per cancellarlo. ovviamente non considero questa una prospettiva piacevolo ma al contrario una tragedia. ma non è che se una cosa non ci piace questo fa si che non accada.
in quanto al nesso tra l'esistenza di israele e la democrazia in europa sinceramente non lo vedo. la democrazia europea è il risultato di un processo storico lunghissimo e travagliato, non l'effetto della nascita dello stato di israele-
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07-12-2008, 19.54.31
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Citazione:
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Originalmente inviato da Deborah Fait
Veramente se gli occidentali vanno in Mo , e parlo di commercio e industria, non guerra, portano soltanto cose decenti . Mentre purtroppo il sogno non arabo ma islamico e' di arrivare in Europa e farci giocare a fare i dhimmi.
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domanda. quanti eserciti arabi scorrazzano nei paesi occidentali? quante truppe saudite o irachene sostano a parigi o a berlino? quanti paesi europei sono stati bombardati o occupati da eserciti arabi? e poi domandati quanti paesi arabi sono stati attaccati da eserciti occidentali? quante truppe occidentali sono entrate in armi nei paesi arabi? chi è l'aggressore e chi l'aggredito?
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07-12-2008, 19.55.46
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Citazione:
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Originalmente inviato da gladiatore78rm
io penso che israele cessera' di esistere come stato ebraico e diventera' uno stato multinazionale e laico, o penso che rischi di essere prima o poi distrutto nel senso vero del termine. un mio amico israeliano una volta mi ha detto che israele gioca una partita con il golden goal che vale solo per gli altri. israele puo' vincere 10 o 100 guerre, ma sara' sufficente una sola sconfitta per cancellarlo. ovviamente non considero questa una prospettiva piacevolo ma al contrario una tragedia. ma non è che se una cosa non ci piace questo fa si che non accada.
in quanto al nesso tra l'esistenza di israele e la democrazia in europa sinceramente non lo vedo. la democrazia europea è il risultato di un processo storico lunghissimo e travagliato, non l'effetto della nascita dello stato di israele-
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Purtroppo non c'e' la manina col dito medio alzato se no te la metterei. Immaginala.
Israele e' gia' uno stato multinazionale e lo e' anche troppo essendo cosi' piccolo.
Multinazionale ma EBRAICO. Mettitelo in testa. Una seconda Shoa' sara' la fine dell'occidente, mettitelo in testa.
La democrazia europea sta facendo acqua da tutte le parti. In Inghilterra vogliono introdurre la sharia, altri stati europei faranno altrettanto. Preparati a scappare perche' non ti vedo bene da quelle parti fra una decina d'anni.
Sai cosa mi impressiona di te? Che sai che qui ci sono israeliani che ti leggono e la cosa allucinante e' la freddezza con cui parli della fine del nostro paese con nostra relativa morte.
Impressionante.
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07-12-2008, 20.02.30
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Citazione:
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Originalmente inviato da Deborah Fait
Purtroppo non c'e' la manina col dito medio alzato se no te la metterei. Immaginala.
Israele e' gia' uno stato multinazionale e lo e' anche troppo essendo cosi' piccolo.
Multinazionale ma EBRAICO. Mettitelo in testa. Una seconda Shoa' sara' la fine dell'occidente, mettitelo in testa.
La democrazia europea sta facendo acqua da tutte le parti. In Inghilterra vogliono introdurre la sharia, altri stati europei faranno altrettanto. Preparati a scappare perche' non ti vedo bene da quelle parti fra una decina d'anni.
Sai cosa mi impressiona di te? Che sai che qui ci sono israeliani che ti leggono e la cosa allucinante e' la freddezza con cui parli della fine del nostro paese con nostra relativa morte.
Impressionante.
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ti sbagli. non mi lascia affatto indifferente l'idea, non mi lascia freddo, probabilmente combatterei persino per impedirlo. ma quando si è in situazioni critiche non serve negarlo. i difensori di israele si stanno velocemente indebolendo, i suoi odiatori si stanno rafforzando (anzi non dovrei dire di israele ma degli ebrei perchè ahmadinejad non ha nessun interesse a una soluzione politica, non vuole aiutare i palestinesi, vuole eliminare gli ebrei) se non scoppia la pace il rischio per gli israeliani aumentera' di anno in anno.
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07-12-2008, 20.15.19
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Citazione:
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Originalmente inviato da gladiatore78rm
ti sbagli. non mi lascia affatto indifferente l'idea, non mi lascia freddo, probabilmente combatterei persino per impedirlo. ma quando si è in situazioni critiche non serve negarlo. i difensori di israele si stanno velocemente indebolendo, i suoi odiatori si stanno rafforzando (anzi non dovrei dire di israele ma degli ebrei perchè ahmadinejad non ha nessun interesse a una soluzione politica, non vuole aiutare i palestinesi, vuole eliminare gli ebrei) se non scoppia la pace il rischio per gli israeliani aumentera' di anno in anno.
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Mah, sara' difficile che scoppi la pace. Poi c'e' il probelma dei palestinesi divisi da una guerra interna. Da una parte hamas che vuole ammazzare tutti e rifiuta di riconoscere israele. Dall'altra l'ANP con un Abu Mazen debole e poco convinto.
Io pero' credo che sopravviveremo.
Adesso vado. Buona notte.
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