L'Archivio di Metaforum

Forum di politica, cultura, società - 2008

 
Vecchio 31-08-2008, 02.44.27
Bubamara
 
Arte contemporanea

L'esposizione internazionale più importante e rappresentativa in campo artistico è Art Basel, che si tiene annualmente a Basilea a metà giugno; in dicembre a Miami Beach è presente un'edizione collaterale.

Per gli artisti la fiera di Basilea significa una piattaforma rinomata di portata mondiale poichè è ritenuta un riferimento importante nel panorama artistico moderno e contemporaneo.

http://www.artbasel.com/go/id/ss/lang/eng/

L'elenco degli artisti è molto lungo, ma può diventare uno spunto interessante per indagare le tendenze artistiche contemporanee.
 
Vecchio 31-08-2008, 02.50.30
Bubamara
 
Gerhard Richter (Dresda, 9 febbraio 1932) è un pittore tedesco. Richter è considerato da alcuni critici come il più importante artista del secondo dopoguerra e le sue opere spesso raggiungono quotazioni di alcuni milioni di dollari.

http://www.gerhard-richter.com/



 
Vecchio 31-08-2008, 03.03.30
Bubamara
 
Joel-Peter Witkin ( New York City, 13 settembre 1939), fotografo.

C'è chi lo reputa un genio, c'è chi rifiuta categoricamente il suo lavoro considerandolo perverso e raccapricciante.
Infatti Witkin nei suoi scatti utilizza freaks e cadaveri.



 
Vecchio 31-08-2008, 03.09.33
Bubamara
 
Mariko Mori (Tokio, 1967)

http://www.noemalab.org/sections/spe...mi_lavori.html



 
Vecchio 31-08-2008, 12.11.00
Juliet
 
Citazione:
Originalmente inviato da Bubamara
L'esposizione internazionale più importante e rappresentativa in campo artistico è Art Basel, che si tiene annualmente a Basilea a metà giugno; in dicembre a Miami Beach è presente un'edizione collaterale.

Per gli artisti la fiera di Basilea significa una piattaforma rinomata di portata mondiale poichè è ritenuta un riferimento importante nel panorama artistico moderno e contemporaneo.

http://www.artbasel.com/go/id/ss/lang/eng/

L'elenco degli artisti è molto lungo, ma può diventare uno spunto interessante per indagare le tendenze artistiche contemporanee.


e avrà luogo dal 4 al 7 dicembre 2008.

in effetti Art Basel Miami Beach è una sorta di art social highlight per l'America e unisce una selezione internazionale di top galleries ad un programma di eventi speciali che e abbracciano l'arte tutta, quindi anche musica , film, architettura video d'arte etc.

opere eccezionali di artisti sia affermati che emergenti da tutte le parti del mondo.
ho dato un'occhiata all'elenco degli artisti che è davvero ricchissimo.

spunto interessante davvero .. ..
 
Vecchio 31-08-2008, 23.01.17
Bubamara
 
Georges Adéagbo , il più importante artista dell''Africa occidentale, ha avuto ampi riconoscimenti in Europa, Stati Uniti e Giappone. Adéagbo (1942 a Cotonou, Benin) è un 'collezionista' che raccoglie e ordina sistematicamente fotografie, libri, ritagli di giornali, stoffe, object trouvés assemblandoli insieme con criteri diversi, a seconda del contesto in cui si trova ad operare. Il rapporto tra Africa ed Europa, la storia della colonizzazione, il dramma della guerra e della schiavitù, il cannibalismo culturale e la religione, la democrazia e l'arte sono i temi più cari ad Adéagbo che, interessato alle storie locali e agli eroi leggendari, mette in scena suggestive narrazioni i cui significati attraversano i confini tra paesi, culture, epoche, linguaggi.



 
Vecchio 31-08-2008, 23.26.43
Bubamara
 
Citazione:
Originalmente inviato da Juliet



e avrà luogo dal 4 al 7 dicembre 2008.

in effetti Art Basel Miami Beach è una sorta di art social highlight per l'America e unisce una selezione internazionale di top galleries ad un programma di eventi speciali che e abbracciano l'arte tutta, quindi anche musica , film, architettura video d'arte etc.

opere eccezionali di artisti sia affermati che emergenti da tutte le parti del mondo.
ho dato un'occhiata all'elenco degli artisti che è davvero ricchissimo.

spunto interessante davvero .. ..
Grazie Juliet, credo che non sia facile decifrare l'arte contemporanea.
Anche per chi conosce ed è interessato all'arte in generale e visita musei e gallerie.
Anche gli addetti ai lavori devono conoscere il messaggio che spesso è criptico e richiede la conoscenza del punto di vista dell'artista.

L'educazione estetica cui siamo tutti abituati è quella del bello/brutto, e questo investe tutte le esperienze della visione e non.
L'arte ha voluto svincolarsi dall'estetica e rompere con la "decorazione".
Ma allora, l'arte deve per forza diventare messaggio o testimonianza, cioè deve per forza far riflettere e quindi diventare un mezzo?
Possono le tecniche tradizionali proporre qualcosa di nuovo?

Ecco, il nuovo è, credo, la risposta, o una delle possibili.

Pur rimanendo valido il discorso dell'arte tradizionale valida dal punto tecnico e iconografico (e quindi con un proprio mercato) le esposizioni accreditate che propongono le tendenze contemporanee non possono prescindere dall'epoca in cui vengono prodotte.

Per questo le installazioni, l'arte concettuale, le riproduzioni in grande scala dei manga, la videoarte hanno una loro ragione d'essere anche se lasciano lo spettatore sbigottito, abituato com'è a considerare l'arte attraverso i grandi classici.

Un po' come se la musica fosse solo quella classica, e i Linkin Park non fossero nemmeno musicisti (a me non piacciono, ma questo è un altro discorso).

Quindi credo che l'atteggiamento per entrare nel merito dell'arte contemporanea sia spesso quello della tabula rasa, e nel non considerarne i prodotti come "belli/non belli": potrebbero essere visti semplicemente come testimonianze del nostro tempo.

Questo non vuol dire nemmeno diventare acritici e accettare tutto, in fondo di cloni ce ne sono tanti anche nelle grandi esposizioni e a volte sotto il vestito potrebbe esserci poco o niente.
 
Vecchio 31-08-2008, 23.32.16
Bubamara
 
Rita Ackermann (Budapest 1968)

http://www.andrearosengallery.com/ar...ita-ackermann/

http://www.nieves.ch/catalogue/ritainside.html



 
Vecchio 31-08-2008, 23.51.06
Bubamara
 
Alba Elia (New York City) è un'artista multimediale

http://www.re-title.com/artists/Elia-Alba.asp



 
Vecchio 01-09-2008, 00.17.51
Bubamara
 
Jan Albers (1971, Wuppertal, Germania)

http://www.moenchehaus.de/stipendi/albers/albersE.html

http://www.dezaal.nl/jan.htm



 
Vecchio 01-09-2008, 00.26.13
Bubamara
 
Mauricio Alejo (Mexico City 1969)
Fotografa e riprende in video oggetti di uso comune collocati in posizioni anomale.

http://www.galeriaomr.com/english/pa...ejo/alejo.html



 
Vecchio 01-09-2008, 00.32.44
Bubamara
 
Brian Alfred (1974, Pittsburgh, Pennsylvania)
Utilizza la tecnica del collage, dell'animazione e la pittura per rappresentare figure e paesaggi urbani.

http://www.paintchanger.com/



 
Vecchio 01-09-2008, 00.47.02
Bubamara
 
Diana Al-Hadid (Siria, 1981) usa la fibra di vetro e diversi materiali per creare grandi installazioni che rappresentano spazi immaginari, architetture, eventi geologici.

http://www.al-hadid.wsdia.com/



 
Vecchio 01-09-2008, 00.58.02
Bubamara
 
Laylah Ali (Buffalo, New York , 1968)

Per mezzo di meticolose vignette ad inchiostro o colore rappresenta situazioni sociopolitiche.



 
Vecchio 01-09-2008, 01.01.53
Juliet
 
Citazione:
Originalmente inviato da Bubamara
Grazie Juliet, credo che non sia facile decifrare l'arte contemporanea.
....

.
sai Bubamara ti dirò subito che mi considero una modestissima conoscitrice d'arte anche se molto molto appassionata.

per quanto riguarda il tuo concetto di arte, posso dire di condividere quanto tu dici quasi completamente. l'arte non potrebbe essere tale senza la rottura ed il superamento degli schemi e senza la costante ricerca di tecniche e messaggi nuovi. e il nuovo è certamente una delle risposte possibili.

la creazione artistica si poggia su accorgimenti tecnici ed abilità innate affinate in secoli di studi e sperimentazioni anche se oggi è molto più strettamente connessa alle emozioni di quanto lo fosse un tempo. la creazione artistica trasmette "messaggi" che tuttavia non costituiscono un vero e proprio linguaggio e che quindi è difficile interpretare. non esiste un codice inequivocabile condiviso tra tutti i fruitori al contrario l'interpretazione è soggettiva.

a mio avviso l'arte può essere intesa o come rottura completa di tutte le regole o anche come osservanza di alcuni canoni codificati nel tempo.Ogni espressione artistica ha una sua tradizione, i cui concetti fondamentali sono racchiusi nella regola dell'arte. all'artista se conformarsi o no. e a noi fruirne e giudicare.

per quanto riguarda il binomio bello/brutto nell'arte, ricordo che solo dalla fine del XVIII secolo cominciarono le prime crisi del concetto di bello e di arte. nascevano nuove forme di espressione come la fotografia, l'architettura industriale, l'oggettistica per la casa e anch'esse dovevano rientrare nel concetto di arte.
Per tale motivo nel XX secolo si è abbandonata l'idea di una definizione omnicomprensiva di arte e di opera d'arte.

il termine arte diventa un concetto aperto e fluido e creativo in cui tutte le possibili definizioni dell'arte confluiscono.

mi piace qui riportare l'acuta definizione di Carlo Sarno: " L'arte è una attività-olistica costituita da una attività-teorica fondata sull'intuizione che determina una attività-pratica in cui il valore dell'opera realizzata risulta individuato dal suo significato etico, estetico e spirituale ".

non aggiungerò nulla a quanto detto da te e tanto bene, solo che a mio avviso nell'accostarsi ad un'opera d'arte è fondamentale tanta umiltà intellettuale e la libertà da sovrastrutture culturali.


.. e che questo catalogo è davvero eccellente ..
 
Vecchio 01-09-2008, 21.58.40
Juliet
 
Paola Pivi Milanese, 32 anni, Paola Pivi si è affermata rapidamente.

una sorta di formalizzata, fredda oggettività in grandi fotografie, in situazioni surreali.
operazioni di grande effetto le sue: il camion rovesciato (1997), l' aereo da caccia, un Fiat G-91capovolto (1999), esposto alla Biennale di Venezia. Il suo lavoro più recente, visibile nelle sale del Macro di Roma, propone grandi foto di zebre in un paesaggio alpino innevato. anche l’asino in una barca, la cui gigantografia ha campeggiato su un rio di Venezia durante la Biennale 2003, e per gli struzzi su una spiaggia. altra performance della Pivi che ha suscitato clamore è “Cento cinesi” (1998): cento cinesi posano uno accanto all’altro formando un quadrato, nella galleria milanese di Massimo De Carlo. matrice concettuale, duchampiana, coltivata con distacco “scientifico” ( studi di Ingegneria). La Pivi attualmente è impegnata nel progetto di fotografare in scala 1:1 gli oltre 2 km dell’isola di Alicudi dove vive quando non è a Londra

http://www.italica.rai.it/galleria/n...nisti/pivi.htm





























 
Vecchio 01-09-2008, 22.12.19
Bubamara
 
[quote]
Citazione:
Originalmente inviato da Juliet
sai Bubamara ti dirò subito che mi considero una modestissima conoscitrice d'arte anche se molto molto appassionata.---

non esiste un codice inequivocabile condiviso tra tutti i fruitori al contrario l'interpretazione è soggettiva.
Verissimo



Citazione:
a mio avviso l'arte può essere intesa o come rottura completa di tutte le regole o anche come osservanza di alcuni canoni codificati nel tempo.
Ti riferisci al mezzo (ad esempio la pittura tradizionale) o ad altri tipi di codice?


..............


Citazione:
il termine arte diventa un concetto aperto e fluido e creativo in cui tutte le possibili definizioni dell'arte confluiscono.


Grazie
 
Vecchio 01-09-2008, 22.24.58
Juliet
 
Massimo Bartolini (Cecina, 1962).


Le opere di Massimo Bartolini vivono in stretto legame con il luogo che le ospita. L'artista interviene sullo spazio in maniera del tutto antimonumentale (sia esso chiuso e privato o aperto e pubblico), lo modifica, lo interpreta, lo definisce. Sono ambienti rialzati, ammorbiditi, smussati. Bartolini annulla le coordinate spazio-temporali, ri-guarda e partecipa con tocco leggero, ironico e con un linguaggio efficace, lucido, altamente comunicativo e ricco di significato.

I suoi lavori coinvolgono lo spettatore che, chiamato a partecipare in maniera attiva, sperimenta la necessità di una diversa percezione, di un rigenerato e poetico punto di vista, di una nuova sensibilità davanti alle cose. Ecco che nell'interpretazione dello spettatore, divenuto attore, l'oggetto può rivelare una ignorata spiritualità e un senso indefinito di straniamento e di alterità: un davanzale pieno di fiori in un bosco, una stanza rialzata che inghiotte gli oggetti che la abitano, un albero che invade dall'esterno con i suoi rami la sterile intimità di una stanza.

All'interno di uno spazio fisico, che è anche e soprattutto uno spazio mentale, come a ricreare frammenti di città invisibili, Bartolini esplora territori inusitati, lasciando dietro di sé un segno leggerissimo, quasi inavvertibile.

Bartolini ha esposto in Italia e all'estero. Ha partecipato alla Biennale veneziana e a numerose delle maggiori manifestazioni internazionali, tra cui Manifesta 4, al P.S.1 di New York , al Witte de With di Rotterdam, al Museu Serralves di Porto, all'Accademia di Francia di Villa Medici, al Centro De Appel di Amsterdam , alla British School di Roma e al Konstmuseum di Malmö .
L.G.


http://www.tusciaelecta.it/itabartolini.htm





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TAMBURO, 2002 | Pavimento basculante, misure variabili. | Courtesy artist and Magazzino d'Arte Moderna, Roma. | Fotografia Alessia Bulgari | Collezione Castello di Rivoli



 
Vecchio 01-09-2008, 22.31.55
Bubamara
 
Pawel Althamer è l’artista più rispettato dell’Est europeo e con le sue sculture, installazioni, performance e video racconta un mondo popolato da piccoli eroi, personaggi marginali e fragili martiri: l’uomo è sempre al centro dell’universo di Althamer, ma è scosso da paure ancestrali, tensioni sociali e visioni allucinate.

Come uno sciamano, l’artista polacco ha compiuto, attraverso rituali mistici e religiosi, un lungo percorso introspettivo per carpire ogni sfaccettatura della condizione umana. Ha utilizzato il proprio corpo e la propria immagine per svelare i demoni che abitano il nostro mondo. Dagli autoritratti realizzati con materiali organici – erba, foglie, intestini e pelli di animali – ai film in cui ha sperimentato su di sé il condizionamento dell’ipnosi e delle sostanze stupefacenti, le sue opere sono un racconto poetico sulla ricerca della propria identità. Come in un esercizio di autoanalisi, Althamer usa la propria arte per sperimentare il potere sconfinato dell’immaginazione e le infinite capacità della mente.

Nelle opere di Pawel Althamer realtà e finzione di mescolano e si confondono. In Kosmonauta, rinchiuso in una tuta da astronauta l’artista si avventura alla scoperta della Terra trasformata come per magia in un pianeta lontano. Nelle sue performance ironicamente intitolate Film, Althamer dirige e coreografa i gesti più banali di attori e comparse che si mescolano in maniera invisibile tra i passanti di una strada trafficata. Altre volte Althamer ha accelerato il passare del tempo trasformando gallerie d’arte in ruderi e macerie, quasi a scrutare il nostro futuro.

Sempre attento alle debolezze e alla fragilità della nostra vita quotidiana, l’opera dell’artista polacco combina lavori spirituali e fiabeschi con sculture sociali e performance politiche che analizzano il ruolo della società nella trasformazione degli individui. Pawel Althamer ha invitato bambini emarginati a partecipare a una grande opera d’arte collettiva e ha convinto centinaia di persone a collaborare alla realizzazione di una grande insegna luminosa. Lo scorso anno in Germania Althamer ha trasformato una sua opera in una petizione per salvare un immigrato irregolare dalle spirali della burocrazia. L’artista polacco ha lavorato anche con disabili, malati di mente, alcolisti e barboni: in ogni sua opera Pawel Althamer cerca di ridare voce ai più deboli, non con proclami retorici ma piuttosto con una dedizione di una semplicità quasi francescana.
...
da www.arte.go.it



 
Vecchio 01-09-2008, 22.45.35
Bubamara
 
David Altmejd



"Speranza" è stata la parola usata da Matthew Barney nel commentare le opere di David Altmejd, quando nel 1999 a New York, venne invitato a visitare lo studio del giovane artista, allora studente della Columbia University. Speranza e ottimismo sono i principi che Barney sembra aver trasmesso a David Altmejd nel corso della sua breve visita:
"... è stata la prima persona a rendermi chiaro come tutte le forme organiche e i cristalli che uso per le mie sculture siano positive".

Animali impagliati, capelli, teste mozzate di lupi mannari, vetro, specchi, gioielli, cristalli, sono solo alcuni degli elementi presenti nelle installazioni di David Altmejd, e, presi singolarmente, sembrerebbero difficilmente catalogabili sotto la voce "positività, ottimismo e speranza". Eppure nel loro insieme questi elementi creano un atmosfera talmente complessa e surreale, che, come dice Altmejd stesso, si avverte un'energia che scorre in essa. E non si tratta di un'energia distruttiva, ma un'energia che trasforma, che mira a raccontare e a creare una storia che si ricostruisce ogni volta davanti agli occhi dell'osservatore. David Altmejd lavora lasciandosi trasportare dalle intuizioni, organizza e sistema oggetti delle più diverse nature come farebbe un bambino nel seguire un suo ordine segreto. Non vuole definire le sue opere, si stupisce ad ascoltare i commenti degli osservatori e a vedere come l'opera prenda una vita propria e cammini da sola, considera ogni installazione come una creatura vivente, un figlio che intraprenda il proprio cammino nel mondo.



Nel 1999, David aveva alle spalle solo alcune mostre collettive a Montréal e un diploma di Belle Arti presso l'Université du Quebec, ma davanti a sé aveva un futuro di crescente successo, a cominciare dalla sua fortunata partecipazione alla collettiva Demonclownmonkey organizzata da Matthew Ritchie presso l'Artist's Space di New York nel 2002. Nel 2003 viene invitato alla Biennale di Istanbul, nel 2004 partecipa alla Biennale del Whitney Museum sempre a New York, ed infine nel 2007 rappresenta il Canada alla Biennale di Venezia. Che le parole di Matthew Barney lo abbiano incoraggiato lo dichiara lui stesso in un intervista del 2003, ma questo propizio e occasionale incontro con Matthew Barney non stupisce troppo, a guardare bene si potrebbe anche dire che i due artisti condividano un'estetica simile. Entrambi hanno un senso speciale per la creazione di mondi impossibili, realtà parallele definite nei dettagli e nel gusto, ma indecifrabili. Zone spazio-temporali create tramite l'uso straniante di oggetti comuni, forme viventi e metafore. L'energia che scorre nelle opere di David dà vita ad un mondo dove ognuno può creare una nuova narrativa. Nel suo lavoro con lo spazio e l'energia David Altmejd dichiara di essere stato ispirato dalle "celle" di Louise Bourgeois, costruzioni di reti metalliche e legno all'interno delle quali è possibile intravedere oggetti che sembrano "posseduti", dunque vivi.



Tutto ciò che sembra esserci di cupo od orrorifico, nel lavoro di David, non è lì per una sua particolare inclinazione al macabro, come potrebbero farci pensare le teste di lupi mannari, o i tessuti necrotizzati del gigante esposto alla Biennale di Venezia. Il suo interesse nasce dalla trasformazione: il lupo mannaro, nel quale convivono umano e animale, la necrosi, dalla quale nasce una nuova vita. Lo stesso frequente uso di un simbolo come la Stella di David è dovuto alla sua vitalità intrinseca: "Quando usi un'immagine come la Stella di David c'è la possibilità che qualcosa accada. E un milione di cose possono accadere".

da www.teknemedia.net



 
Vecchio 01-09-2008, 22.55.10
Juliet
 
[quote=Bubamara;119859]
Citazione:
Verissimo





Ti riferisci al mezzo (ad esempio la pittura tradizionale) o ad altri tipi di codice?

..............




Grazie
esattamente.

mi riferisco ad un'opera d'arte (sia essa pittura o scultura o musica o filmografia etc) e alla comunicazione artistica che da essa scaturisce.

credo che il linguaggio artistico possa e debba esprimersi o con l'osservanza dei codici e delle regole codificate nei secoli o con la rottura completa di tali regole e codici. sempre in un'ottica di rinnovamento di sperimentazione e di ricerca.

e che come ben ricorda il già citato Carlo Sarno: " " L'arte è una attività-olistica costituita da una attività-teorica fondata sull'intuizione che determina una attività-pratica in cui il valore dell'opera realizzata risulta individuato dal suo significato etico, estetico e spirituale ".

sarà quindi l'artista a scegliere liberamente e guidato dalla sua sensibilità creativa le modalità di espressione artistica.

sai Bubamara, mi piacciono molto Rita Ackermann Jan Albers Mauricio Alejo e Brian Alfred.


grazie a te
 
Vecchio 02-09-2008, 00.24.16
Juliet
 
Monica Bonvicini

Ha solo 40 anni, ma è già una star dell’arte internazionale Monica Bonvicini, veneziana che vive e lavora da sempre a Berlino, con frequenti soggiorni a Vienna e Los Angeles. Nel 2005 a Berlino l'artista ha ricevuto il premio per l’arte contemporanea della Nationalgalerie che le ha dedicato una mostra personale nella Hamburger Banhof. Riconoscimento, quest'ultimo che si aggiunge a quelli già ottenuti in passato fra cui il Leone d’oro alla Biennale di Venezia del 2003.
La Bonvici ha partecipato anche alla edizione 2005 della Biennale con un'opera collocata nell’ingresso dei Giardini dell'Arsenale: un enorme parallelepipedo di tufi che una squadra di operai si affannava a smantellare con trapani elettrici. Arte aggressiva, di de-costruzione e smantellamento, è infatti quella della Bonvicini: una proposta di “scultura” in negativo e performativa, per la quale gli oggetti sono ostacoli da abbattere, feticci da distruggere. E l’azione dell’artista (espressa in installazioni, videoperformances, fotografie) è una conquista anche fisica di libertà, contestazione di potere politico o mediale. Oggetti forti della pratica quotidiana, con i quali o contro i quali affermare la capacità dell’agire dell’artista, sono apparsi nelle sue partecipazioni a rassegne internazionali e in musei prestigiosi: catene, gabbie, vetrine, pareti, pavimenti in polistirolo, attrezzi di lavoro, oggetti.
vincitrice del leone d'oro alla biennale di venezia del 1999.



http://www.italica.rai.it/galleria/n.../bonvicini.htm


















Built for Crime 2006
Toughened glass and lights
Approximately 1200 x 13070 x 350 mm

enlargeSpelling out the phrase 'BUILTFORCRIME', Bonvicini's imposing sculpture of glass and light tests the functional remit of the material from which it is constructed – safety glass. The inner layer of each letter has received impacts causing it to shatter while still retaining its form. The statement of the text and the mode, or act, of production/destruction is a contradiction of the intended use of the material – not, of course, to be smashed.


http://images.google.it/imgres?imgur...%3Dit%26sa%3DN







 
Vecchio 02-09-2008, 00.39.52
Juliet
 
Biografia

Giorgio Griffa è nato a Torino nel 1936. Negli anni ’54-’58 compie gli studi di giurisprudenza. Dal 1960 al 1965 è allievo di Filippo Scroppo. Vive e lavora a Torino.

Mostre Collettive in numerose città nazionali ed estere tra cui: Milano, Dusseldorf, Luzern, Acireale, Lausanne, Parigi, Como, Roma, Verona, Bassano del Grappa, Filadelfia, Monaco, Montreal, Utrecht, Forlì, Copenaghen, Torino, San Paolo, Rotterdam, Bonn, Venezia (Biennale).

Personali a partire dal 1968 e 69 a Torino e nel ’70 a New York e Parigi. Negli anni successivi ripetutamente in moltissime città importanti, oltre alle già citate, Colonia, Milano, Firenze, Roma, Zurigo, Bolzano, Genova, Brescia, Napoli, Bruxelles, Prato, Monaco, Dusseldorf, Bari, Taranto, Venezia, Perugia, Salerno, Udine, Franciforte, Alessandria, Ravenna, Badenweiler, Todi, Spoleto.

http://www.arpnet.it/torre/cn7.htm















































 
Vecchio 02-09-2008, 00.53.52
Juliet
 
Enrico Castellani (Castelmassa, 1930) è un pittore italiano.

Studia arte, scultura e architettura in Belgio fino al 1956, anno in cui si laurea alla Ecole Nationale Superieure. L'anno successivo torna in Italia, stabilendosi a Milano, quì diviene esponente attivo della nuova scena artistica. In questi anni è determinante l'influsso di Lucio Fontana. Abbandona ben presto, però, i suoi primi esperimenti di arte informale ed inizia a sperimentare il chiaroscuro con pieghe e rigonfiamenti su tela bianca.

Nel 1959 insieme a Piero Manzoni e Vincenzo Agnetti fonda la rivista Azimuth. In questo stesso anno, con Superficie nera a rilievo, sviluppa un proprio e originale indirizzo artistico, caratterizzato da introflessioni ed estroflessioni della tela, generate da chiodi fissati ad un apposito telaio preparato dall'artista. La disposizione dei chiodi è ordinata e crea percorsi, diversi in ogni opera, per la luce, che si insinua in incavi sulla tela più o meno marcati. Le tele sono, salvo poche eccezioni, dipinte in modo monocromatico, spesso totalmente bianche.

La produzione di Castellani si inserisce nel contesto dell'arte programmata e cinetica.

Le sue opere sono esposte a Milano, Zagabria, New York. Attualmente vive e lavora a Celleno (VT).

http://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Castellani




















 
Vecchio 02-09-2008, 23.43.55
Bubamara
 
[quote=Juliet;119868]
Citazione:
Originalmente inviato da Bubamara


sai Bubamara, mi piacciono molto Rita Ackermann Jan Albers Mauricio Alejo e Brian Alfred.


grazie a te

Mi ha colpito Georges Adéagbo, che riporta semplicemente con se' oggetti della memoria e li colloca per terra e sulle pareti.
Sono oggetti semplici, e il suo modo ricorda per forza le bancarelle di strada.
Come cambia la percezione delle cose ... lui è un'artista, altri vengono cacciati.
 
Vecchio 03-09-2008, 00.14.24
Bubamara
 
Martin Assig

1959, Schwelm, Germania


"What I'm trying to express in my work is difficult. It's not just to reflect a current feeling or a sudden urge like, see this, a painting by someone trying to tell you something; a little rough maybe 'cause that's his personality. That might be pretty authentic but it wouldn't be enough for me right now. I'd consider it to fleeting. Maybe that's oldfashioned but I think a painting needs complexity and quality to keep it attractive for a longer period of time."



 
Vecchio 03-09-2008, 00.27.44
Bubamara
 
Marcela Astorga (!965, Mendoza, Argentina)

http://marcelaastorga.com/obras_esp.htm



 
Vecchio 03-09-2008, 00.49.58
Bubamara
 
Kader Attia , 1970 a Dugny (Seine - Saint-Denis) Francia

"Caratteristica del lavoro dell'artista e' la flessibilità per un ascolto d'origine con atteggiamenti trasgressivi ma mai spettacolari o voyeuristici. Il lavoro di quest'artista varia dalla fotografia al video fino all'utilizzo installato dell'ambiente in cui opera. Il suo approccio originale dell'utilizzo del media fotografico e' nell'affrontare tematiche di soggetti con differenti identità culturali, sessuali, socio - economiche; in cui la protesta, la collera, l'indifferenza sono le tensioni e i risultati dei temi proposti dall'artista. Una realtà in cui si specchia con assoluto rigore di silenzio una memoria del quotidiano filtrata dalla cultura del paese d'origine dell'Algeria. Attia rifugge da qualsiasi forma di facile spettacolarizzazione, irradiando invece con un'intimità affettiva e toccante la sua gravità di tensione, in un'apparente serenità delle immagini".

da www.undo.net




 
Vecchio 03-09-2008, 11.31.33
Juliet
 
Citazione:
Bubamara: Mi ha colpito Georges Adéagbo, che riporta semplicemente con se' oggetti della memoria e li colloca per terra e sulle pareti.
Sono oggetti semplici, e il suo modo ricorda per forza le bancarelle di strada.
Bubamara ho avuto le tue stesse percezioni nell'osservare le opere di Adéagbo.


e sì, è linguaggio comunicativo dell'arte
 
Vecchio 03-09-2008, 14.08.53
Juliet
 
FRANCESCO GENNARI Fano (Pesaro), 1973.










































tornerò dove non sono mai stato





























 
Vecchio 04-09-2008, 14.28.09
Juliet
 
Pietro Roccasalva è nato a Modica nel 1970.

Diplomato in Pittura all’accademia di Belle arti di Brera, nel 2002 partecipa al Corso superiore di arte visiva della fondazione Antonio Ratti a Como con Giulio Paolini. “Per l’impegno e l'ambizione. Perchè è riuscito a sorprendere con la sua ambiguità e complessità visionaria. Per la volontà di riconoscere le radici culturali della tradizione italiana. Per la sua inventività e versatilità tecnica che è riuscita a riportare nel quadro ciò che era fuori”.

Questa la motivazione con cui la giuria del premio Furla gli ha conferito nel 2005 il prestigioso riconoscimento.


Osannato dalla critica, con all’attivo numerose personali e collettive in Italia e all’estero, Pietro Roccasalva è un personaggio sui generis.

Non esistono sue immagini, sul web solo una foto sfocata fatta alla cerimonia di premiazione del Furla. Non ama farsi ritrarre, forse è un fantasma o un vampiro, o è solo una delle sue tante “ossessioni”.

L’entourage, dopo le ripetute richieste, ha concesso solo un autoritratto.

Genio o folle (ma le due cose sono imprescindibili) si esprime con un linguaggio criptico e misterioso nell'arte e nella vita. Le sue risposte sono un capolavoro di ironia e sintesi. Definire la sua “cifra pittorica” è difficile.

Le opere, installazioni, sculture, video e tableaux vivant ruotano attorno alla dea pittura che pervade e ispira tutto.

Simulacri e fantasmi animano quelle che possiamo considerare narrazioni: ogni opera è una storia aperta, totalizzante, in cui esplode e implode un significato, un'immagine antica di vita e di morte, di assoluti, di verità o di qualcosa che si avvicina alla verità.

http://images.google.com/imgres?imgu...alva%26hl%3Dit





































 
Vecchio 04-09-2008, 18.52.02
Zardoz
 
è ben difficile trovare un'opera d'arte fra quelle contemporanee , e ancora più difficile trovare dei capolavori , questi artisti più che il genio e l'estetica sembrano ricercare una originalità fine a se stessa e uno sperimentalismo empirico che li accumuna più alla scienza che all'arte , alla scienza antica eh non a quella moderna.
 
Vecchio 04-09-2008, 19.08.57
Juliet
 
Citazione:
Originalmente inviato da Zardoz
è ben difficile trovare un'opera d'arte fra quelle contemporanee , e ancora più difficile trovare dei capolavori , questi artisti più che il genio e l'estetica sembrano ricercare una originalità fine a se stessa e uno sperimentalismo empirico che li accumuna più alla scienza che all'arte , alla scienza antica eh non a quella moderna.


bè allora ti faccio solo una domanda Zardoz.

indicami dove a tuo avviso si fermi la storia dell'arte e quale sia l'ultimo capolavoro prodotto dall'uomo in termini artistici e temporali

ah e anche cosa intendi per scienza antica e scienza moderna. ..
 
Vecchio 04-09-2008, 19.24.51
Zardoz
 
Citazione:
Originalmente inviato da Juliet
bè allora ti faccio solo una domanda Zardoz.

indicami dove a tuo avviso si fermi la storia dell'arte e quale sia l'ultimo capolavoro prodotto dall'uomo in termini artistici e temporali

ah e anche cosa intendi per scienza antica e scienza moderna. ..
mmm mi sembra di capire non tu sia d'accordo con me ok
non voglio nominare un'opera in particolare , perchè dipende dal gusto personale ma credo il declino sia cominciato colla fotografia e la nascita di tutti quei movimenti , quegli ismi , impressionismo , espressionismo , dadaismo , futurismo , cinetismo etc

ha davvero senso per un artista seguire una corrente?non dovrebbe seguire semplicemente la bellezza?
per me quello è il mestiere dell'arte , trovare la bellezza , se cominci a voler comunicare un altro messaggio o peggio ancora una ideologia non è più arte ommeglio è arte al servizio di qualcos'altro e questo è stato terribilmente vero nell'arte di regime.

Però rileggendomi voglio togliere l'analogia con la scienza e trovarne una che mi sembra più azzeccata...
gli artisti contemporanei mi danno l'idea di essere bambini che non sanno il proprio mestiere , come i bambini sperimentano a destra e manca , sporcano per terra , uccidono con la lente le formiche , fanno zozzerie col mangiare , rompono le braccia alla Barbie , danno fuoco al giornale etc
questo fanno gran parte degli artisti oggi no?

poi c'è una minoranza che ricerca ancora la bellezza ma vengono tacciati di figurativismo...

secondo me l'arte tornerà grande quando abbandonerà la voglia di "comunicare" qualcosa che non sia solo la bellezza , motivo per cui non posso amare l'arte contemporanea.


ahh la scienza moderna è quella che nasce nel '600 con Galileo e il metodo , prima si andava a tentoni , sperimentando e facendo leva sugli esperimenti passati, sull'empirismo appunto , senza una impostazione logica e sistematica.
 
Vecchio 04-09-2008, 19.47.31
Juliet
 
Citazione:
Originalmente inviato da Zardoz
mmm mi sembra di capire non tu sia d'accordo con me ok
non voglio nominare un'opera in particolare , perchè dipende dal gusto personale ma credo il declino sia cominciato colla fotografia e la nascita di tutti quei movimenti , quegli ismi , impressionismo , espressionismo , dadaismo , futurismo , cinetismo etc

ha davvero senso per un artista seguire una corrente?non dovrebbe seguire semplicemente la bellezza?
per me quello è il mestiere dell'arte , trovare la bellezza , se cominci a voler comunicare un altro messaggio o peggio ancora una ideologia non è più arte ommeglio è arte al servizio di qualcos'altro e questo è stato terribilmente vero nell'arte di regime.

Però rileggendomi voglio togliere l'analogia con la scienza e trovarne una che mi sembra più azzeccata...
gli artisti contemporanei mi danno l'idea di essere bambini che non sanno il proprio mestiere , come i bambini sperimentano a destra e manca , sporcano per terra , uccidono con la lente le formiche , fanno zozzerie col mangiare , rompono le braccia alla Barbie , danno fuoco al giornale etc
questo fanno gran parte degli artisti oggi no?

poi c'è una minoranza che ricerca ancora la bellezza ma vengono tacciati di figurativismo...

secondo me l'arte tornerà grande quando abbandonerà la voglia di "comunicare" qualcosa che non sia solo la bellezza , motivo per cui non posso amare l'arte contemporanea.


ahh la scienza moderna è quella che nasce nel '600 con Galileo e il metodo , prima si andava a tentoni , sperimentando e facendo leva sugli esperimenti passati, sull'empirismo appunto , senza una impostazione logica e sistematica.
quindi tu consideri l'arte contemporanea una regressione.



ovviamente non concordo ma se anche così fosse perchè demonizzarla?

ecco le ragioni per cui secondo me anche chi non la ama deve cercare di conoscere e capirla:

1. la storia in genere e quindi anche la storia del'arte ad essa intimamente connessa è fatta di corsi e ricorsi, di progressi e regressioni, di cadute e vittorie. anche quelle che possono sembrare regressioni sono momenti di crescita e ricerca.

2. non si può generalizzare la tua l'argomentazione su tutti gli artisti esistenti nel vastissimo panorama mondiale.

3. come ampiamente dimostrato da celebri precedenti nelle cose d'arte sono sempre stati e saranno sempre i posteri a dare l' ardua ma definitiva sentenza.



concordo invece sul fatto che l'arte debba essere svincolata dalle ideologie e trasmettere invece messaggi squisitamente creativi ed artistici ma anche sociali, e non potrebbe essere altrimenti.
 
Vecchio 04-09-2008, 22.59.19
Bubamara
 
Citazione:
Originalmente inviato da Zardoz
mmm mi sembra di capire non tu sia d'accordo con me ok
non voglio nominare un'opera in particolare , perchè dipende dal gusto personale ma credo il declino sia cominciato colla fotografia e la nascita di tutti quei movimenti , quegli ismi , impressionismo , espressionismo , dadaismo , futurismo , cinetismo etc

ha davvero senso per un artista seguire una corrente?non dovrebbe seguire semplicemente la bellezza?
per me quello è il mestiere dell'arte , trovare la bellezza , se cominci a voler comunicare un altro messaggio o peggio ancora una ideologia non è più arte ommeglio è arte al servizio di qualcos'altro e questo è stato terribilmente vero nell'arte di regime.

Però rileggendomi voglio togliere l'analogia con la scienza e trovarne una che mi sembra più azzeccata...
gli artisti contemporanei mi danno l'idea di essere bambini che non sanno il proprio mestiere , come i bambini sperimentano a destra e manca , sporcano per terra , uccidono con la lente le formiche , fanno zozzerie col mangiare , rompono le braccia alla Barbie , danno fuoco al giornale etc
questo fanno gran parte degli artisti oggi no?

poi c'è una minoranza che ricerca ancora la bellezza ma vengono tacciati di figurativismo...

secondo me l'arte tornerà grande quando abbandonerà la voglia di "comunicare" qualcosa che non sia solo la bellezza , motivo per cui non posso amare l'arte contemporanea.


ahh la scienza moderna è quella che nasce nel '600 con Galileo e il metodo , prima si andava a tentoni , sperimentando e facendo leva sugli esperimenti passati, sull'empirismo appunto , senza una impostazione logica e sistematica.
Opinione rispettabilissima, ma come dice Juliet il panorama artistico è davvero troppo ampio e diversificato anche nelle intenzioni per farne un caso unico.

Anch'io, come te cerco qualcosa e non sempre coincide con tutto quello che è proposto sotto alla definizione "arte".

E' quindi una ricerca e una percezione soggettiva sia in entrata che in uscita, così come in tutti gli altri ambiti della creatività: cinema, musica, letteratura.
Anche riguardo al parametro unicamente estetico, ci sono artisti che si pongono come obiettivo la gradevolezza dell'immagine se non addirittura il segno pittorico o il colore, nella convinzione che l'arte debba bastare a se' stessa e non necessariamente comunicare un messaggio o proporsi come innovazione.

Un esempio:

http://arte.stile.it/gallerie/galler...1&galid=365377
 
Vecchio 04-09-2008, 23.41.00
Bubamara
 
Citazione:
Originalmente inviato da Zardoz

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ma credo il declino sia cominciato colla fotografia e la nascita di tutti quei movimenti , quegli ismi , impressionismo , espressionismo , dadaismo , futurismo , cinetismo etc


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per me quello è il mestiere dell'arte , trovare la bellezza


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Credo che la riproduzione dell'immagine, con l'avvento della fotografia, abbia posto un interrogativo: perché tentare di rifare con la pittura quello che viene così bene con una macchina?

Certo l'immagine dipinta ha sempre portato se' anche la mano e la personalità dell'autore, ma era pur sempre imitazione della realtà, ne pescava e ne pesca tutti gli elementi.

Altro interrogativo: qual è la differenza fra arte e decorazione, ovvero artigianato?

In cosa consiste quel quid che distingue un tappeto che s'intona al divano da un'opera di Hundertwasser?

La bellezza è appannaggio delle arti decorative, della moda, dell'architettura, del design, che dovrebbero coniugarla alla funzione dell'oggetto.

L'arte dovrebbe essere libera e indirizzarsi a possibili fruitori aggiungendo qualcosa all'esperienza.
Non è detto che succeda, o può accadere solo a quell'unico casuale spettatore, e negli altri casi rimanere solo mercato, questo anche è vero.
 
Vecchio 05-09-2008, 09.19.00
Juliet
 
Cristina Iglesias San Sebastián, Spain, 1956



An established Spanish sculptor and graphic artist, Cristina Iglesias works with industrial materials. She combines concrete, iron and glass, with plant motifs like bamboo or fallen leaves, often covering the exterior of her pieces in foliage.

Her sculpture work is accompanied by large format serigraphs printed on silk or copper. These pieces often appear to be photographs of real installations, though in reality they depict miniature models of her sculptures. Along with her work in three dimensions, these prints create complicated spatial illusions, further blurring the distinctions between natural and constructed space.

http://www.picassomio.com/cristina-iglesias.html










Considerada una renovadora de l’escultura d’avantguarda dels últims anys, Cristina Iglesias té un estil molt definit, on barreja divesos materials -ferro, ciment, zinc, vidre i fins i tot fotografies o imatges serigrafiadas- en composicions de línies marcadament arquitectòniques. Des de les seves primeres escultures s’aprecia un especial interès pel contrast de textures i materials i per la relació que estableixen amb l’espai. Són obres per a veure i recórrer.

http://images.google.com/imgres?imgu...sias%26hl%3Dit



















 
Vecchio 05-09-2008, 10.23.58
Juliet
 
video art

Gabriella Gerosa (1964) lives and works in Basel and Berlin.

Her artistic oeuvre has greatly influenced the Swiss video art scene.
Still lifes of an omnipotent nature - copied from reality

Gabriella Gerosa is a hunter, perhaps a gatherer, who stalks her images with unfailing instinct. She has made it her business to capture the very moment to witch temporality has been reduced. Gerosa contrasts the real time and speed of video technology with a painstaking slowness; she unswervingly and patiently waits for that moment-magnified time. But this is a pleasurable lying-in-wait, and it is full of perceptible joy.

The situations produced in her images take a long time to mature. Once the tension has reached the pitch at which a sketch may be produced, she proceeds to complete outlines with the evocative locations, objects and characters that give the image its palpable form. As in a lab experiment she prepares her set with great care, arranging her tableau with attention to even the most minute detail.

Because she considers cropping and subsequent editing as non-real, as too distant from reality, it is only at this point that Gerosa allows herself some manipulations and artistic inerventions. However, the camera must not be shifted one iota from ist location. This is how her scenes become traps, actual image traps to perhaps capture a small piece of reality.

The artist is fascinated by the aesthetic nature of bygone things. Mercilessly, she waits for the moment at which the flower dies under her eyes, shedding its withered petals. It is an almost unbearable silence that residesinthese images, a silence that dissolves in complex ways as the Petals drift down-singly, in pairs or in a cluster. Each flower dies its very own death, but each one wrests a brief moment of beauty from omnipotent nature.


http://gabriella-gerosa.com/kuenstlerin.html






The piece Julchen (2004, from the video cycle The House Behind the Poplar Trees. Apple blossom garden) also shows such a young girl who, lost to the world-cradles an apple in her innocent, warm, caressing hands. The ambiguous connotation of the fruit-paradise and sin-produces a subtle subversion of the apparent pastoral.





Like an opulent 17 th century Dutch still life, Buffetcrash (2003, from the video cycle "Das Fest" the Feast) celebrates the beauty of the material world. The richly laid table presents itself to the viewer in a recreation of the baroque notion of luxury, promising a surfeit of lust and pleasure.
It is a moment ot overwhelming opulence whose outward appearance will shortly be smashed by a chandelier above the scene. With almost malicious relish the artist plays on the contrast between mundane pomp and the archetypal aesthetic ot each object caught in an unexpected wave of destruction: blossoms zooming through the air, crystal glasses breaking, bottles exploding-while the bread basket moves sluggishly and the regal lobster is quite still in this impressive painterly battle.






 
Vecchio 05-09-2008, 11.00.53
Daruma
 
KITANO TAKESHI








 
Vecchio 05-09-2008, 19.30.55
Juliet
 
Nicola De Maria (Foglianise, 1954) è un artista e pittore italiano.

È stato accostato[citazione necessaria] al movimento della Transavanguardia Italiana, teorizzato da Achille Bonito Oliva nel 1978, ma, a differenza degli altri esponenti del gruppo, come Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi e Mimmo Paladino, il suo lavoro si è principalmente concentrato sull'astrattismo e su un approccio pittorico nel quale i limiti della tela venivano superati per entrare in relazione con lo spazio circostante[citazione necessaria].

De Maria ha esposto alla Biennale di Venezia, presso Documenta 7 a Kassel (Germania), alla XVI Biennale di San Paolo (Brasile), alla Biennale di Sydney (Australia) ed alla Quadriennale di Roma.

Retrospettive del suo lavoro si sono svolte al Museum Haus Lange (Krefeld), alla Kunsthalle di Basilea (1983), alla Kunsthaus di Zurigo (1985) e al Seibu Museum of Modern Art di Tokyo (1988). Ha inoltre partecipato alla recente retrospettiva sulla Transavanguardia Italiana tenutasi presso il Castello di Rivoli nel 2003.

De Maria vive e lavora a Torino.

http://it.wikipedia.org/wiki/Nicola_De_Maria



























 
Vecchio 05-09-2008, 20.38.17
Juliet
 
Domenico Paladino, meglio noto come Mimmo (Paduli, 18 dicembre 1948), è un artista e pittore italiano.

È tra i principali esponenti della Transavanguardia, movimento fondato da Achille Bonito Oliva nel 1980 che individua un ritorno alla pittura, dopo le varie correnti concettuali sviluppatesi negli anni settanta.

Le sue opere sono collocate in permanenza in alcuni dei principali musei internazionali tra cui il Metropolitan Museum of Art di New York.



Ha sempre amato lavorare a fianco di poeti e musicisti come Giuseppe Conte, Edoardo Sanguineti, Gian Ruggero Manzoni, Brian Eno e con loro ha realizzato libri d'arte ed eventi artistici.

http://it.wikipedia.org/wiki/Domenico_Paladino

































 
Vecchio 08-09-2008, 16.33.33
Juliet
 
Aldo Rossi (Milano, 3 maggio 1931 – Milano, 4 settembre 1997) è stato un architetto italiano.




Il lavoro di Aldo Rossi rappresenta un superamento delle metodologie del Movimento Moderno, appartenendo inizialmente alla corrente architettonica del Neoliberty, prima reazione al razionalismo con richiami più o meno espliciti all'Art Nouveau. Succesivamente è approdato, al Post-Modern nel variato panorama Italiano di questo movimento, che in lui ha assunto una rigorosità esemplare, che taluni hanno definito Neo-Novecento.

Rossi fu uno dei più grande rinnovatori ideologici e plastici dell'architettura contemporanea, con la sua poesia metafisica ed il culto che professó nella stessa misura verso la geometría e la memoria.


Gli Archetipi

Aldo Rossi ha sviluppato una concezione della città in maniera totalmente nuova rispetto all'idea di Le Corbusier, idea che aveva dominato tutto il primo 1900, infatti Rossi la vedeva come la somma di tutte le epoche, di tutti gli stili architettonici fino ad allora presenti. Fatta questa precisazione possiamo accorgerci di come al contrario dei suoi predecessori, Rossi aveva un problema, infatti non potendo "rompere" totalmente con il passato come facevano gli architetti dell'international style, si trovava a dover rendere la sua costruzione "organica" all'interno della città. Detto il punto di partenza e il problema pincipale, possiamo facilmente dedurre quale è stata la sua stupenda soluzione: gli Archetipi. Questi sono delle forme ricorrenti nell storia dell'architettura, forme che cosi vanno a costituire un vero e proprio richiamo alla cittadina esistente, rendendo il proprio risultato nello stesso tempo innovativo e tradizionale. Naturalmente non è possibile fare un elenco preciso di tutti gli archetipi utilizzati da Rossi nel corso della sua carriera, ma la loro bellezza sta nell'essere facilmente riconoscibili da tutti, sia dall'esperto che dal ragazzino.



Opere principali

1960 Villa ai Ronchi in Versilia
1962 Conocorso per il Monumento alla Resistenza a Cuneo
1964 Concorso per il nuovo teatro Paganini e piazza della Pilotta a Parma
Ponte della Triennale a Milano
1965 Fontana monumentale di Segrate
1966 Concorso per il quartiere San Rocco a Monza
1967 Quartiere Gallaratese insieme all'architetto Aymonino
1968 Progetto del palazzo comunale a Scandicci
1970 Progetto per il nuovo centro civico di Muggiò
1971-84 Ossario e Cimitero di San Cataldo a Modena Foto
1973 Realizza il documentario di montaggio Ornamento e delitto per la Triennale di Milano
1972 Scuola elementare di Fagnano Olona
1974 Progetto per il Palazzo della Regione ed il per una Casa dello studente a Trieste
1976 Progetto per una casa dello studente a Chiet
1977 Progetto per un centro direzionale a Firenze
1978 Teatrino scientifico
1979 Il Teatro del Mondo ed il portale d’ingresso realizzati per la Biennale di Venezia Disegni e foto
Appartamenti nella Südliche Friedrichstadt per l'esposizione IBA 84 a Berlino Ovest, Germania
Centro commerciale Torri a Parma
Scuola elementare di Broni
1982 Centro Direzionale di Fontivegge a Perugia
Casa Pocono Pines, Mount Pocono in Pennsylvania, USA
Cimitero di San Cataldo a Modena
Cabine dell’isola d'Elba per Bruno Longoni
1983 Progetto del municipio comunale di Borgoricco
1984-1987 Casa Auro-ra, sede del Gruppo Finanziario Tessile GFT, Torino
Allestimento per Pitti-Uomo a Firenze
1985 Allestimento per uno stand per il GFT
1985 Edificio residenziale in zona Vialba a Milano
1986 Palazzo Hotel a Fukuoka, Giappone
Villette Sud a Parigi
1989 Appartamenti De Lamel all' Aja, Paesi Bassi
Piano urbanistico per l’area Cosmopolitan Pisorno a Tirrenia (Pisa)
1990-1993 Club House del Golf Club Cosmopolitan a Tirrenia (Pisa)
Complesso sociosanitario in via Canova a Firenze
1991 Centro di Arte Contemporanea sull'isola di Vassivière a Beaumont-du-lac, Francia
Recupero dell'area industriale ex cotonificio Cantoni a Castellanza quale sede del campus dell'Università Carlo Cattaneo
Ufficio postale e appartamenti vicino alla Città della Musica a Parigi (19e), Francia
1992 Ricostruzione del Teatro Carlo Felice a Genova
1993 Armadio Mobile fiorentino per Bruno Longoni
1995 Museo Bonnefanten e Museo d'Arte Moderna a Maastricht, Paesi Bassi
Recupero dell’area ex Kursaal a Montecatini
1996 Complesso per un periodico a Berlino, Germania
1997 Centro Commerciale "Terranova", Olbia

http://it.wikipedia.org/wiki/Aldo_Rossi



































 
Vecchio 08-09-2008, 23.30.27
Bubamara
 
Art Basel e Documenta viste di Philippe Daverio:

http://www.raiclicktv.it/raiclickpc/...EHome%5ESapere
 
Vecchio 08-09-2008, 23.33.56
Juliet
 
Citazione:
Originalmente inviato da Bubamara
Art Basel e Documenta viste di Philippe Daverio:

http://www.raiclicktv.it/raiclickpc/...EHome%5ESapere


grazie Bubamara !!!


Daverio è un mito .
 
Vecchio 09-09-2008, 00.02.11
Bubamara
 
Citazione:
Originalmente inviato da Juliet
grazie Bubamara !!!


Daverio è un mito .
Anche per me
Sincero, colto ma semplice nello spiegare, non autoreferenziale, ironico, divertente!
 
Vecchio 09-09-2008, 09.49.59
Juliet
 
Citazione:
Originalmente inviato da Bubamara
Anche per me
Sincero, colto ma semplice nello spiegare, non autoreferenziale, ironico, divertente!

sempre d'accordo con te.

Daverio non è mai banale nè ovvio nè scontato.
aggiunge sempre, mai sottrae.
ha un gusto estetico raffinatissimo, è uno storico dell'arte. .








Philippe Daverio (1949)

"Di Picasso non mi frega niente, ma mi piace moltissimo, è il miglior lusso possibile per l'occhio"

Philippe Daverio è nato il 17 ottobre 1949 a Mulhouse, in Alsazia da padre italiano e madre alsaziana. Dal 1961 al 1967 ha frequentato il Liceo scientifico francese. Tornato in Italia per gli studi universitari, ha frequentato i corsi di laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano. Nel capoluogo lombardo ha avuto inizio la sua attività di mercante d'arte. Quattro le gallerie d'arte moderna da lui inaugurate: due a Milano, le altre a New York Specializzato in arte italiana del XX secolo (futurismo, metafisica, novecento, scuola romana), ha dedicato i suoi studi al rilancio internazionale del Novecento.
Come gallerista ed editore - nell'81 ha inaugurato una casa editrice e nell'84 una libreria, sempre a Milano - ha pubblicato una cinquantina di titoli vari (Catalogo ragionato dell'opera di Giorgio de Chirico fra il 1924 e il 1929, Catalogo generale e ragionato dell'opera di Gino Severini, Fillia e le avanguardie fra le due guerre, ecc.).
Opinionista per Panorama, Liberal e Vogue, consulente per la casa editrice Skira, Philippe Daverio si è sempre definito uno storico dell'arte. Così infatti lo ha scoperto il pubblico televisivo: nel 1999 come inviato speciale della trasmissione di Ratre "Art'è" e nel 2000 come conduttore del programma "Art.tu", sempre per Raitre.
Assessore a Milano dal 1993 al 1997 nella giunta Formentini, con le deleghe alla Cultura, al Tempo libero, all'Educazione e alle Relazioni internazionali, si è occupato del rilancio di Palazzo Reale a Milano, del suo restauro e del riposizionamento del sistema museale nell'insieme del patrimonio civico.

Ha promosso e seguito alcuni lavori pubblici significativi (completamentodel Piccolo Teatro, del Teatro dell'Arte in Triennale, progetto Ansaldo, progetto Palazzo Reale, Teatro della Bicocca degli Arcimboldi). È stato fra i promotori delle fondazioni come strumento di autonomia e di osmosi fra pubblico e privato nelle istituzioni culturali (Scala, Fondazione Pierlombardo, Fondazione dei Pomeriggi Musicali, Fondazione delle Scuole Civiche Artistiche milanesi).
Attualmente si occupa di strategia ed organizzazione nei sistemi culturali pubblici e privati.
(Fonte: Rai.it)

Il raffinato gusto estetico di Daverio si palesa, a parte che per la scelta della ammirevole professione, nei suoi capi d'abbigliamento. In lui il Colore è sempre garantito, così come gli accostamenti squisiti, sebbene con tinte molto forti; tinte che richiamano l'arte d'inizio Novecento: i forti contrasti degli espressionisti astratti di Kandinskij, dei futuristi di Balla e Boccioni...

Dalla forma semplice ed eccentrica della montatura degli occhiali, l'occhio passa ad ammirare i suoi splendidi papillon, e le raffinate camicie colorate dai candidi colletti staccabili: osservandole è evidente che Daverio non ama seguire la moda attuale. E per questo lo ammiriamo.

http://www.noveporte.it/dandy/dandies/daverio.htm
 
Vecchio 10-09-2008, 18.20.13
Juliet
 
ALEXANDER CALDER

Alexander “Sandy” Calder—American printmaker, painter, sculptor, illustrator, and designer—revolutionized the art of sculpture by expressing movement with his invention of the “mobile,” a word coined in 1931 by Marcel Duchamp to describe Calder’s kinetic, and often whimsical, sculpture. The son and grandson of Philadelphia sculptors, Calder was trained as a mechanical engineer before studying at the Art Students League in New York, where he was a student of the urban realist painter John Sloane in 1923. Later inspired by the geometry and color employed by Spanish surrealist Joan Miró, whom he met in 1927, Calder began sculpting with continuous strands of wire that rendered volume without mass. Critics described these works as “drawings in space,” which later led to his “paintings in space”—constructions of abstract shapes cut from thin sheet metal and painted with primary colors. When attached to metal rods and suspended in midair, Calder’s “mobiles” hover and continuously shift with every air current. The flat, colorful shapes often resemble streamlined birds, fish, leaves, and stars, which adds an additional playful—and celestial—quality to Calder’s work. A major contribution to the development of abstract art, Calder’s floating compositions challenge the notion of sculpture as static compositions of mass and volume by focusing on the ideas of open space and transparency.


http://images.google.it/imgres?imgur...%3Dit%26sa%3DN



















blue sun



























alexander calder jewelry



















constellation








 
Vecchio 10-09-2008, 18.43.53
Juliet
 
MAN RAY

Man Ray, pur essendo un pittore, un fabbricante di oggetti e un autore di film d'avanguardia (Retour à la raison (1923), Anémic cinéma con Marcel Duchamp (1925), Emak-bakia (1926), L'étoile de mer (1928), Le mystères du chateau de dé (1929) precursori del cinema surrealista) è conosciuto soprattutto come fotografo surrealista, avendo realizzato le sue prime fotografie importanti nel 1918.

A New York, dove viveva, con il suo grande amico l'artista surrealista Marcel Duchamp formò il ramo americano del movimento Dada che era iniziato in Europa come un rifiuto radicale dell'arte tradizionale. Dopo alcuni tentativi senza successo e soprattutto dopo la pubblicazione di un unico numero di New York Dada nel 1920, Man Ray affermò che "il Dada non può vivere a New York" e nel 1921 andò a vivere e lavorare nel quartiere di Montparnasse a Parigi negli anni della grande esplosione creativa della "Ville Lumière". Lì si innamorò della famosa cantante francese Kiki (Alice Prin), spesso chiamata Kiki de Montparnasse, che in seguito divenne la sua modella fotografica preferita. Insieme a Jean Arp, Max Ernst, André Masson, Joan Miró e Pablo Picasso, fu rappresentato nella prima esposizione surrealista alla galleria Pierre a Parigi nel 1925.

Nei venti anni successivi sempre vissuti a Montparnasse, Man Ray rivoluzionò l'arte fotografica. Grandi artisti dell'epoca come James Joyce, Gertrude Stein, Jean Cocteau e molti altri posarono di fronte alla sua macchina fotografica.

Nel 1934, la celebre artista surrealista Méret Oppenheim, conosciuta per la sua tazza da te ricoperta di pelliccia, posò per Man Ray in quella che divenne una ben nota serie di foto che la ritraggono nuda in piedi vicino a un torchio da stampa. Insieme alla fotografa surrealista Lee Miller che fu la sua amante e assistente fotografica all'epoca utilizzò sistematicamente per primo la tecnica fotografica della solarizzazione. Un'altra tecnica fotografica utilizzata dall'artista è stata quella dei rayograph, ottenuti poggiando oggetti direttamente sulla carta fotografica, procedimento apparentemente semplice, ma che seppe usare per immagini altamente suggestive.

Man Ray scoprì per caso le rayografie nel 1921. Mentre sviluppava alcune fotografie in camera oscura, un foglio di carta vergine, accidentalmente, finì in mezzo agli altri e dato che continuava a non comparirvi nulla, poggiò, piuttosto irritato, una serie di oggetti di vetro sul foglio ancora a mollo e accese la luce. L'artista ottenne così delle immagini deformate, quasi in rilievo sul fondo nero. Attraverso i suoi rayogrammi, termine costruito sul suo cognome, ma che contemporaneamente evoca il disegno luminoso, poteva sondare ed esaltare il carattere paradossale e inquietante del quotidiano.

Negli ultimi anni della sua vita Man Ray fece spesso ritorno negli Stati Uniti, dove visse a Los Angeles per alcuni anni. Tuttavia egli considerava Montparnasse come casa sua e vi fece sempre ritorno e fu lì che morì il 18 novembre 1976. venne seppellito nel cimitero di Montparnasse.
Il suo epitaffio recita: Non curante, ma non indifferente.

http://it.wikipedia.org/wiki/Man_Ray











le violon d'ingrès

























la prière





en pensant







venere restaurata







 
Vecchio 11-09-2008, 14.53.34
Zardoz
 
Citazione:
Originalmente inviato da Juliet
quindi tu consideri l'arte contemporanea una regressione.
Mi dà l'impressione di una regressione all'infanzia
Citazione:
ovviamente non concordo ma se anche così fosse perchè demonizzarla?
Perchè non mi piace primo e secondo perchè molti artisti ci giocano , fanno i furbi , sono degli ignoranti e scarsi professionalmente ma furbi e ci fanno i soldi e diventano anche famosi (tipo Jeff Koons) con le loro "opere" togliendo spazio e risorse ai veri artisti.
Citazione:
Originalmente inviato da Bubamara
Credo che la riproduzione dell'immagine, con l'avvento della fotografia, abbia posto un interrogativo: perché tentare di rifare con la pittura quello che viene così bene con una macchina?
su per giù quello che penso anch'io.
 
Vecchio 11-09-2008, 15.14.00
Juliet
 
Citazione:
Originalmente inviato da Zardoz
Mi dà l'impressione di una regressione all'infanzia
se non infanzia almeno adolescenza, se l'ultimo capolavoro ad opera umana lo fai risalire a Galileo. ..


Citazione:
perchè molti artisti ci giocano , fanno i furbi , sono degli ignoranti e scarsi professionalmente ma furbi e ci fanno i soldi e diventano anche famosi (tipo Jeff Koons) con le loro "opere" togliendo spazio e risorse ai veri artisti.
mbè .. allora hai ammesso che ti piace l'arte contemporanea.

dicendo che koons toglie spazio e risorse agli artisti veri, implicitamente ammetti l'esistenza di arte contemporanea. il problema dell' eccessiva mercificazione dell'arte è poi altra cosa, ma non riguarda solo quella contemporanea.

ad ogni buon conto nel nostro piccolo si è fatto un minimo di prudentissima critica d'arte mettendo koons nel 3d palloncini.
 
Vecchio 11-09-2008, 15.20.52
Zardoz
 
quand'è che avrei detto di piacermi l'arte contemporanea???
 
Vecchio 11-09-2008, 15.39.42
Juliet
 
Citazione:
Originalmente inviato da Zardoz
quand'è che avrei detto di piacermi l'arte contemporanea???
ah no?
non è cosi?


allora. se tu mi dici:
Citazione:
perchè molti artisti ci giocano , fanno i furbi , sono degli ignoranti e scarsi professionalmente ma furbi e ci fanno i soldi e diventano anche famosi (tipo Jeff Koons) con le loro "opere" togliendo spazio e risorse ai veri artisti.
tu mi stai dicendo che :

"ci sono in giro veri artisti che vengono defraudati di spazio e risorse da molti altri che fanno i furbi e i soldi ."


inoltre tieni presente che anche i furbi vengono elevati alla dignità di artisti se appellati tali.


come bene ha detto Bubamara l'arte contemporanea è difficilissima da capire.

ecco quindi l'importanza di daverio ed altri che come lui sono in grado di decifrare, comprendere e spiegare.
 
Vecchio 11-09-2008, 15.45.51
Zardoz
 
Citazione:
Originalmente inviato da Juliet
ah no?
non è cosi?


allora. se tu mi dici:

tu mi stai dicendo che :

"ci sono in giro veri artisti che vengono defraudati di spazio e risorse da molti altri che fanno i furbi e i soldi ."
ahhhhh ma infatti , i veri artisti , che sono pochi ma ci sono , non sono definibili come "contemporanei" solo per il fatto di vivere e operare adesso , ormai il "contemporaneo" è diventato sinonimo di un certo stile strambo e anti-estetico.
Certo che ci sono artisti , per esempio a me piacciono gli iperrealisti ma non li considero contemporanei solo perchè nati nel '900.

Citazione:

inoltre tieni presente che anche i furbi vengono elevati alla dignità di artisti se appellati tali.

ecco quindi l'importanza di daverio ed altri che come lui sono in grado di decifrare, comprendere e spiegare.

come bene ha detto Bubamara l'arte contemporanea è difficilissima da capire.
Per me l'arte non va spiegata , non è una teoria scientifica , dev'essere solo bella , come una donna
non c'è proprio niente da spiegare , altrimenti non è arte ma un'altra cosa , uno sperimentare più o meno sapiente , più come nel caso degli scienziati in laboratorio e meno come nel caso del bambino che gioca col dash , a cui chiedi perchè fai cosi perchè fai cosa , mi spieghi cos'è quella roba?
 
Vecchio 11-09-2008, 16.14.35
Juliet
 
Citazione:
Originalmente inviato da Zardoz
ahhhhh ma infatti , i veri artisti , che sono pochi ma ci sono , non sono definibili come "contemporanei" solo per il fatto di vivere e operare adesso , ormai il "contemporaneo" è diventato sinonimo di un certo stile strambo e anti-estetico.
Certo che ci sono artisti , per esempio a me piacciono gli iperrealisti ma non li considero contemporanei solo perchè nati nel '900.
aahhh bè.

allora sei già sul raffinatissimo.

dico, non sei mica achille (bonito oliva) che si è fondato un movimento artistico, la transavanguardia proponendo un "modello creativo" della critica: il critico non più sostenitore di una sola poetica deve agire come un "cacciatore".


e? sei bonito achille oliva ?



Citazione:
Zardoz: Per me l'arte non va spiegata , non è una teoria scientifica , dev'essere solo bella , come una donna
attento a quello che dici perchè c'è chi si è preso un ban per aver detto qualcosa di simile.
 
Vecchio 11-09-2008, 16.17.47
Zardoz
 
Citazione:
Originalmente inviato da Juliet
aahhh bè.
e? sei bonito achille oliva ?
cos'è un gioco di parole?achille bollito oliva?


Citazione:
attento a quello che dici perchè c'è chi si è preso un ban per aver detto qualcosa di simile.
e pensa che io credevo di fare un complimento...
allora aggiungo , ho rinunciato a capirvi e mi limito a contemplare la bellezza
 
Vecchio 11-09-2008, 16.26.04
Juliet
 
Citazione:
Originalmente inviato da Zardoz
cos'è un gioco di parole?achille bollito oliva?
ciò mica azzeccato ?

sei bonito ?



Citazione:
e pensa che io credevo di fare un complimento...
allora aggiungo , ho rinunciato a capirvi e mi limito a contemplare la bellezza
bè a me fa piacere. grazie. molto

ma non sono io che dò i ban.

che incombono dall'alto ...
 
Vecchio 11-09-2008, 18.12.40
Juliet
 
iperrealismo

a gentile richiesta. (Zardoz )




Chiara Albertoni

Chiara Albertoni nata a Padova, nel 1979. Dopo aver conseguito il diploma di Arti Applicate presso l'Istituto Modigliani di PADOVA.

























 
Vecchio 12-09-2008, 18.07.21
Juliet
 
Donald Judd

(3 giugno 1928 – 12 febbraio 1994) è stato un pittore statunitense, è stato spesso considerato l'"artista minimalista" per eccellenza



































 
Vecchio 16-09-2008, 09.58.06
Juliet
 
La Stampa. 16 settembre 2008


Hirst, l'artista imbalsamatore
vende più di Picasso


Asta record: 10,3 milioni di sterline per il «Vitello d'Oro»


LONDRA
Nei saloni della casa d’aste Sotheby’s a Londra si festeggia il record assoluto di 70,5 milioni di sterline (89 di euro) spuntato dalla vendita di meno di un quarto delle opere all’incanto del controverso Damien Hirst.

Il 43enne artista britannico, universalmente noto per realizzare opere d’arte ’affogandò animali veri in vasche trasparenti di formaldeide, ha battuto il precedente record per le vendite di un unico artista fissato nel 1993 da Picasso: 88 dipinti del maestro spagnolo spuntarono «solo» 20 milioni di dollari.

E non è finita. Finora Sotheby’s ha venduto 54 delle 223 opere all’asta in una due giorni dedicata all’artista imbalsamatore. La cifra più alta, 10,3 milioni di sterline, è stata spuntata dal «Vitello d’Oro»: un autentico vitello celato nella formaldeide con un grosso disco dorato sulla fronte.

Invenduta invece una delle opere più famose di Hirst: le due vasche di vetro con due squali toro non hanno trovato un acquirente.


http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tm...7&sezione=News
























hirst's skull












 
Vecchio 17-09-2008, 11.23.13
Juliet
 
Vito Acconci

Vito Hannibal Acconci (New York, 24 gennaio 1940) è un architetto, architetto paesaggista, fotografo, ed esponente dell'arte installazione statunitense, di chiare origini italiane, della body art.


Nato nel Bronx, Vito frequentò la Regis High School di New York. Ricevette un Bachelor of Arts in letteratura, presso il College of the Holy Cross nel 1962 e un Master of Fine Arts in letteratura e poesia, presso l'Università dell'Iowa.

Acconci cominciò la sua carriera come poeta, pubblicando 0 TO 9 con Bernadette Mayer alla fine degli Anni Sessanta. In seguito, Acconci divenne un artista performativo e della videoarte, usando il suo stesso corpo come soggetto di fotografie, film e video.

Alla fine degli anni '80 con la creazione dell'Acconci Studio, ha riunito un gruppo di operatori che progetta spazi urbani pubblici, case, giardini, accessori per la casa.

Egli ha insegnato in numerose strutture, come nel Nova Scotia College of Art and Design (Halifax, Canada), nel California Institute of the Arts, alla Cooper Union, nella School of the Art Institute of Chicago, nell'Università di Yale e al Parsons School of Design. Attualmente insegna al College di Brooklyn.


da wikipedia














fan city










l'isola conchiglia



Nella foto siamo a Graz, dove Vito Acconci ha progettato questa isola-conchiglia sul fiume: una piazza-anfiteatro-caffè-parco giochi collegata alla città da due ponti. All'interno della conchiglia puoi prendere il sole guardando la città avvolto dalle pareti morbide su cui vibrano i riflessi dell'acqua che scorre.




 
Vecchio 25-09-2008, 13.35.18
Juliet
 
Gino Marotta
La poesia nella plastica






















LEA MATTARELLA

Sto lavorando a un progetto che mi tiene impegnato da dieci anni. Pensi a un castello di carte sulle quali sono raccontate delle storie che appaiono come ombre, orme. Un po’ come quando ti stropicci gli occhi e appaiono le immagini. È questo l’effetto che sto cercando»: a più di settant’anni Gino Marotta (è nato in Molise nel 1935 e si è trasferito a Roma nel 1952), ha l’entusiasmo e la felicità creativa di un ragazzo. Celebre per le sue sagome leggere, colorate, trasparenti che hanno trasformato la plastica in un materiale prezioso, come realizzerà questo ideale castello di ombre? «Rigorosamente in metacrilato. Io uso la plastica dal 1959, ma le sue possibilità non si sono ancora esaurite. La mia sfida 50 anni fa è stata quella di dare espressività a una materia che sembrava stupida, senza memoria ma rappresentava il nostro tempo. Ricordo che fu Giò Ponti a suggerirmelo perché io cercavo la trasparenza».

«Io - prosegue - sono soprattutto un curioso, vado tutte le volte a verificare. C’è una cosa che rivendico nel mio lavoro ed è l’onesta intellettuale di cercare tutte le volte di capire. In questo contesto, su questa strada nascono le mie opere che si identificano profondamente con me. Niente ha origine soltanto da una riflessione estetica; tutto nasce dall’interiorità». Le sue immagini, esposte nei più importanti musei del mondo, sembrano figlie di un’unione che qualcuno potrebbe credere impossibile, tra l’euforia inventiva futurista e la visione sognante e sospesa della metafisica. «Infatti il mio lavoro si muove tra natura e artificio. E poi il Futurismo e Giorgio de Chirico sono la matrice del pensiero artistico contemporaneo. Purtroppo i pittori italiani sono sottostimati. Ci sono delle grandi responsabilità sia da parte degli addetti ai lavori che della politica. Abbiamo avuto critici come Argan, che ha confuso la sua storia personale con la Storia in senso più alto. E poi è scandaloso sentir dire ai politici che non si interessano d’arte. Certo a me è andata bene: ho incontrato figure come Franco Russoli, Lionello Venturi o Luigi Carluccio che mi ha invitato - giovanissimo - a Torino a una mostra fondamentale come “Francia-Italia Pittori d’oggi”. O collezionisti intelligenti come l’avvocato Agnelli, committente di un multiplo con una tigre colorata che ha regalato a personalità internazionali, dai capi di stato ai direttori di giornali. Oppure quello che nel 1969 ha comprato tutte le mie lamiere». Proprio la serie delle lamiere che rivisitano i maestri del passato, da Cranach ad Ingres, saranno esposte in primavera a Milano alla Galleria Gian Galeazzo Visconti. «Basta confrontare le date per accorgersi che sono coevi se non precedenti a Rauschenberg o a Burri».

Precursore anche dell’idea oggi così diffusa dello spazio-ambiente, già nel 1967 Marotta esponeva un bosco artificiale completamente abitabile. E poi ha lavorato in teatro con Carmelo Bene svolgendo «una trama drammaturgica con le immagini». Il suo Albero della vita sarà esposto a Palazzo Grassi in occasione di Italics, dopo aver rappresentato il nostro paese all'esposizione universale in Giappone. «L’ho detto, non mi lamento. Certe cose, come l’indifferenza dei musei di Roma verso gli artisti della mia generazione, mi rendono furioso, ma a vent’anni, con i miei quadri, potevo gia acquistare la mia prima Ferrari. E oggi so che ci sarà sempre la mia curiosità a permettermi di superare i momenti brutti, a farmi sentire vivo. Non è mica poco».













http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tm...e=119&sezione=
 
Vecchio 30-09-2008, 12.35.51
Zardoz
 
A volte quello che sembra non è...








una landscape art che subisce passiva l'azione del tempo degli eventi atmosferici e degli uomini...

Antony Gormley, uno dei più noti scultori inglesi contemporanei è nato a Londra nel 1950.
Ha conseguito la laurea in archeologia, antropologia e storia dell’arte al Trinity College di Cambridge e dal 1971 al 1974 ha viaggiato in India e Sri Lanka per approfondire gli studi di architettura e scultura etnica.
Tornato a Londra ha seguito corsi di approfondimento alla Central School of Art, al Goldsmiths College e alla Slade School of Art.
Con le sue opere, Antony Gormley ha dato nuova vita all’immagine umana nella scultura, con un’approfondita ricerca sul corpo quale sede di memoria e trasformazione, utilizzando il suo stesso corpo come soggetto, strumento e materiale.

Le opere di Antony Gormley sono state oggetto e soggetto per molte mostre, sia nel Regno Unito, come le gallerie Whitechapel, Tate e Hayward, il British Museum e il White Cube, che estere, in musei tra cui il Louisiana Museum di Humlebaek, la Corcoran Gallery of Art di Washington, DC, l’Irish Museum of Modern Art di Dublino e il Kolnischer Kunstverein in Germania.

http://www.windoweb.it/guida/arte/bi...ny_gormley.htm
 
Vecchio 30-09-2008, 15.42.44
Juliet
 
antony gormley
















































































 
Vecchio 30-09-2008, 22.20.52
Lulù
 
Citazione:
Originalmente inviato da Zardoz




una landscape art che subisce passiva l'azione del tempo degli eventi atmosferici e degli uomini...
oibbo' me fa un po' senso........ tutto cartaimpecorito.... e.. rassegnato!....... direi che sto tizio e' rimasto tutto di sasso tranne che in una cosa!

chiedo perdono, non capisco un cavolo di arte moderna, ma tra questo e la muc--ca a meta' mi sa che non dormiro' benissimo stanotte......

me ne vado e chiedo di nuovo scusa per l'intromissione... ma quanto mi piacerebbe capire....
 
Vecchio 30-09-2008, 23.31.13
Lulù
 

arte contemporanea?????
 
Vecchio 30-09-2008, 23.39.48
Juliet
 
Citazione:
Lulu:arte contemporanea?????

bè. ehm ehm.

arte sicuro, contemporanea .... . chissà.

ma certo molto meglio della foto precedente .
 
Vecchio 10-10-2008, 23.44.13
Bubamara
 
Patricia Piccinini










http://www.wikiartpedia.org/index.ph...inini_Patricia
 
Vecchio 11-10-2008, 11.29.39
mormore
 
One Point Perspective



One point perspective takes one of the three sets of parallel lines of the cube and projects them to a point, a VANISHING POINT. We will say this is the North direction. The other two sets of lines of the cube continue to run parallel and unaltered. This vanishing point can also be considered where your eye is located in relation to objects found on this page. This location of the eye or (vanishing point) becomes the place where cubes shift across in space to show their opposite side, from right to left and from above you to below you.





Two Point Perspective



Two point perspective uses two of these three sets of parallel lines of the cube. It projects one set of parallel lines to the North point and the second set of parallel lines to the East vanishing point. In two point perspective, the third set of lines continues to run parallel. In this case, they run straight up and down. Notice the two points we are using, North and East, are 90 degrees of our horizon. This HORIZON LINE is also the EYE LEVEL LINE. The eye is better to use because if you are underground or in outer space there is no such thing as a horizon but there is always a location of your eyes (eye level).



click on picture to print out your own two point grid


Three Point Perspective



Three point perspective uses all three sets of parallel lines of the cube. Similar to two point perspective, one of the sets of parallel lines aims toward the North point and the other set aims toward the East point. The third set of lines projects toward the Nadir point (below you) or the Zenish point (above you). Either Zenith or Nadir can be used with the same grid by spinning the three point perspective grid 180 degrees. You can project all of these lines with a straight edge.





Four Point Perspective



Four point perspective can be thought of in a couple of different ways. First, we use the same logic it takes to get to three point perspective. But if the cube we are looking at is very tall and projects above you and also goes below your eye level, these up and down lines must project toward two points. Not only does the cube look fat in the middle, it also seems to get smaller as it goes above and below your eye level. These lines, which used to be the up and down parallel lines of the cube, are now curving in like a football coming together at the Zenith and Nadir points. If you were on the twentieth floor of a skyscraper, looking out the window at another skycscraper, forty stories high, you would see this type of effect.





Five Point Perspective



This system of perspective, using five points, creates a circle on a piece of paper or canvas. You now can illustrate 180 degrees of visual space around you. It captures everything from North to South and from Nadir to Zenith. Think of yourself inside a really exciting visual environment like St. Peter's Basilica in Rome. You bring a transparent hemisphere with you. When you find a spot in the Basilica where any direction you look is visually exciting, you put the hemisphere in front of your face and copy what you see on the inside of it. The hemisphere shows five vanishing points, north, on the left, east in the middle and south on the right. There is also a point above your head and another below your chin. One hundred and eighty degrees of the total environment can be drawn in this hemisphere. Think of how this would look on the flat surface. You would have to rely on five point grid system on the flat page to do the same thing, but it really will work.





Six Point Perspective



The sixth (South) point is missing from five point perspective drawings. Within five point we get half, or a hemisphere, of the visual world around us. To get the rest of the picture, the the whole picture that is, you must add that last vanishing point. You would have to turn around and look at the room BEHIND you to see the rest of the room and to find that last point. If you were in the transparent sphere in St. Peter's Basilica you would have to copy not only what you see in front of you, but everything behind you as well. A good way to do this on flat paper is to draw the last vanishing point on the back side of the first drawing. Yes, I mean on the back side of your first drawing. The same grid will help you finish the total picture on this back side. When the rest of this picture is drawn you have a 360 degree picture in all directions.






Dick Termes -il mondo in una sfera

http://www.termespheres.com/



 
Vecchio 11-10-2008, 13.45.26
Juliet
 
Lyonel Feininger




















































 
Vecchio 11-10-2008, 14.01.17
Juliet
 
Chris Ofili

Chris Ofili (born 1968) is a British painter noted for artworks referencing aspects of his Nigerian heritage. He is one of the Young British Artists. He is a Turner Prize winner and his work has been a source of controversy.

Biography
Ofili was born in Manchester in 1968. He completed a foundation in art at Tameside College in Ashton-under-Lyne and studied art in London, at the Chelsea School of Art from 1988 to 1991 and at the Royal College of Art from 1991 to 1993. Ofili was established through exhibitions by Charles Saatchi at his gallery in North London and the travelling exhibition Sensation (1997) becoming recognised as one of the few British artists of African/Caribbean descent to breakthrough as a member of the Young British Artists. Ofili has also had numerous solo shows since the early 1990s including the Serpentine Gallery. In 1998, Ofili won the Turner Prize, and in 2003 he was selected to represent Britain at the Venice Biennale of that year, where his work for the British Pavilion was done in collaboration with the architect David Adjaye.

He is represented by the Victoria Miro Gallery and David Zwirner, New York.


No Woman No Cry by Chris Ofili (1998). The painting stands on two dried, varnished lumps of elephant dung. A third is used as the pendant of the necklace.In 1992 he won a scholarship which allowed him to travel to Zimbabwe. Ofili, who is of Nigerian descent, studied cave paintings there which had some effect on his style. Though Ofili's detractors often state that he "splatters" elephant dung (a substance which is used in a variety of rituals in Africa) on his pictures, this is inaccurate: he sometimes applies it directly to the canvas in the form of dried spherical lumps, and sometimes, in the same form, uses it as foot-like supports on which the paintings stand.

Ofili's painting also references blaxploitation films and gangsta rap often to question racial and sexual stereotypes in a humorous way. His work is often built up in layers of paint, resin, glitter, dung and other materials to create a collage.

Ofili has also been the brains behind the Freeness Project.[dead link][4] This involved the coming together of artists, producers and musicians of minority ethnic groups (Asian, African and Chinese) in an attempt to expose the music that may be unheard in other spaces. Freeness allowed the creativity of today's British ethnic minority artists to be heard. The result of months of tours to 10 major cities in the UK resulted in Freeness Volume 1 - a compilation of varied works that were exposed during the tour.


Controversy

The Holy Virgin Mary and Mayor Giuliani
One of his paintings, The Holy Virgin Mary, a depiction (portrait) of the Virgin Mary, was at issue in a lawsuit between the mayor of New York City, Rudy Giuliani, and the Brooklyn Museum of Art when it was exhibited there in 1999 as a part of the "Sensation" exhibit. The painting depicted a black African Mary surrounded by images from blaxploitation movies and close-ups of female genitalia cut from pornographic magazines, and elephant dung. These were formed into shapes reminiscent of the cherubim and seraphim commonly depicted in images of the Immaculate conception and the Assumption of Mary. Following the scandal surrounding this painting, Bernard Goldberg ranked Ofili #86 in 100 People Who Are Screwing Up America. Red Grooms showed his support of the artist by purchasing one of Ofili's paintings in 1999, even after Giuliani famously exclaimed, “There’s nothing in the First Amendment that supports horrible and disgusting projects!”
http://en.wikipedia.org/wiki/Chris_Ofili


































































 
Vecchio 11-10-2008, 18.55.48
Juliet
 
Mel Bochner


Mel Bochner (born 1940) is an American conceptual artist. Mr. Bochner received his BFA in 1962 and honorary Doctor of Fine Arts in 2005 from the School of Art at Carnegie Mellon University. He lives in New York City.


































 
Vecchio 08-12-2008, 23.50.49
Juliet
 
Carl Andre (Quincy, 16 settembre 1935) è un pittore e scultore statunitense, appartenente alla corrente minimalista.

Le sue sculture sono forme semplici ottenute dall'accostamento di unità geometriche elementari di produzione industriale usate senza manipolazioni. Esse sono pensate e realizzate in relazione al luogo espositivo e non hanno nessun intento narrativo o allusivo ma dichiarano semplicemente se stesse come oggetti. Carl Andre riconosce come artisti che hanno influenzato il suo lavoro Frank Stella, Constantin Brâncuşi e successivamente il costruttivismo russo.

Carl Andre (Quincy, 16 settembre 1935) è un pittore e scultore statunitense, appartenente alla corrente minimalista.












http://www.artbasel.com/go/id/ss/lang/eng/



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