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di politica, cultura, società - 2008
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16-11-2008, 00.56.26
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Chi paga per i peccati dell'uomo? Non il comune di Milano
14/11/2008
Chi paga per i peccati dell'uomo? Non il comune di Milano
E' polemica su un poster. Non sul fatto che la violenza sulle donne sia tanto diffusa
La patata tira è lecito e rispettoso. Così come è lecito e rispettoso far vedere il sedere di una donna per vendere del silicone, o un seno per vendere una bottiglia di qualche aperitivo.
Ogni tre giorni, in Italia, una donna viene uccisa dall'uomo che diceva di amarla: solo nel 2007 le vittime sono state 122.
Il più delle volte l'assassino aveva le chiavi di casa: in 3 casi su 4 era il convivente o il marito.
Sul sito dell'Arma dei Carabinieri si può leggere che "in una indagine Istat (2006) condotta su un campione di 25.000 donne tra i 16 e i 70 anni sono emersi dati allarmanti. Sono più di 6 milioni le donne dai 16 ai 70 anni che hanno subito abusi fisici o sessuali nell'arco della loro vita. Sono 2 milioni le donne che hanno subito violenza domestica dal partner attuale o da un ex partner, mentre 5 milioni di donne hanno subito violenza fuori dalle mura domestiche. Gli autori delle violenze sono sconosciuti (15,3%), o persone conosciute superficialmente (6,3%), a volte apparentemente insospettabili come amici (3%), colleghi di lavoro (2,6%), parenti (2,1%), partner (7,2%) o ex partner (17,4%).
Ma, scrive ancora il sito dell'Arma, "in realtà non è possibile sapere il numero esatto delle donne che hanno subito queste terribili esperienze, perché questi dati sono relativi soltanto al numero esiguo di donne che hanno denunciato il fatto alle autorità. Si è stimato che oltre il 90% delle vittime non denuncia il fatto; precisamente si è stimato che le donne che hanno subito una violenza da un "non partner" senza denunciare il fatto sono state il 96%, mentre il 93% è la percentuale di donne che non ha denunciato la violenza subita da parte del partner.
Un rapporto EURES-ANSA del 2005 ha portato alla luce un'altra grave conseguenza della violenza domestica; si è scoperto che un omicidio su 4 in Italia avviene in famiglia, tra le mura domestiche: il 70% delle vittime sono donne e in 8 casi su 10 l'autore è un uomo. Così quattro donne su dieci sono vittime di un'arma da taglio, mentre tre su dieci sono colpite da armi da fuoco". Così ci dicono dunque i Carabinieri.
Non è dunque un caso che proprio a Milano, dove quasi il 60% delle donne lavora, si abbia un elevato numero di uxoricidi: "dal 2000 al 2006", specifica Alessandra Bramante, psicologa e criminologa, "si sono registrate 48 vittime. Un numero molto elevato, se si considera che in tutta la Lombardia sono state 99".
Eppure a Milano, città tappezzata di più o meno - spesso meno - velati organi riproduttivi femminili che pubblicizzano la qualsiasi (e sulle quali pubblicità il comune incassa fior di quattrini), diventa un problema affiggere un manifesto ideato per l'associazione Telefono Donna per la giornata mondiale contro la violenza sessuale.
Il problema che il comune si pone dunque non è quello di convincere le donne a denunciare le violenze subite (oggi solo il 4% delle donne denunciano il violentatore), non è quello di cambiare la testa di chi crede di essere più maschio usando violenza. Il problema non è ragionare sul perché in Italia solo pochi anni fa la violenza sessuale sia stata riconosciuta come reato contro la persona e non contro la morale. No, il problema è quello di "rispettare" l'iconografia cattolica.
Come se non fosse profondamente vero il messaggio che quel manifesto vuole portare: "Chi paga per i peccati dell'uomo?". Se questo è il rispetto che gli si porta, povero Cristo.
PeaceReporter
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16-11-2008, 12.08.05
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eh si, Edric
è gravissimo che sia polemica su un poster e non sul fatto che la violenza sulle donne sia tanto diffusa
il 16 e 25 novembre sono le giornate internazionali e mondiali contro la violenza sulle donne e questo poster di una donna nuda stesa su un materasso bianco e in posizione da crocifissione è un modo per mettere in evidenza questa piaga terribile
e non è questione di "rispettare" l'iconografia cattolica
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16-11-2008, 12.27.58
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Citazione:
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Originalmente inviato da Juliet
il 16 e 25 novembre sono le giornate internazionali e mondiali contro la violenza sulle donne e questo poster di una donna nuda stesa su un materasso bianco e in posizione da crocifissione è un modo per mettere in evidenza questa piaga terribile
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Donna nuda crocifissa al letto sul poster choc anti-violenza.
http://www.corriere.it/vivimilano/cr...polemica.shtml
poster choc ?
voi lo considerate choccante?
ci sono immagini ben più choccanti, reali !!!!
forse erano troppo vere per essere esposte? troppo reali? e quindi non avrebbero fatto notizia?
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17-11-2008, 08.53.17
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No, di per se non lo considero scioccante. Sicuramente comunicativo, in quanto in qualche modo provocatorio. Un pò come molte pubblicità di Oliviero Toscani.
Il problema è che come ricordava Juliet, il 16 ed il 25 novembre sono due giornate dedicate a questo problema. Ieri non mi sembra che l'argomento sia stato trattato molto dai media, ma magari mi sbaglio.
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17-11-2008, 10.38.06
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Citazione:
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Originalmente inviato da Edric
No, di per se non lo considero scioccante. Sicuramente comunicativo, in quanto in qualche modo provocatorio. Un pò come molte pubblicità di Oliviero Toscani.
Il problema è che come ricordava Juliet, il 16 ed il 25 novembre sono due giornate dedicate a questo problema. Ieri non mi sembra che l'argomento sia stato trattato molto dai media, ma magari mi sbaglio.
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anche a me pare che l'argomento della violenza sulle donne sia stato trattato pochissimo dai media
il tipo di immagine scelta è una provocazione comunicativa riuscita anche se troppo raffinata e da leggersi a vari livelli e con valenze di tipo sia sociale che sessuale . corretto trovare analogie con le battaglie di Oliviero Toscani contro l'anoressia
e l'iconografia cattolica poteva per una volta concedere quel pò di misericordia che pare essere tanto restìa ad elargire con quella stessa generosità che indica e predica per gli altri ..
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17-11-2008, 10.48.16
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Citazione:
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Originalmente inviato da Juliet
il tipo di immagine scelta è una provocazione comunicativa riuscita anche se troppo raffinata e da leggersi a vari livelli e con valenze di tipo sia sociale che sessuale . corretto trovare analogie con le battaglie di Oliviero Toscani contro l'anoressia
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io non ho detto che non attiri l'attenzione, tant'è che la prima volta che l'ho vista è stata in treno su una rivista che stava sfogliando una ragazza che mi stava seduta accanto, vista solo con la coda dell'occhio e guardata poi per vedere che era.
è sul termine choccante riportato da tutti i giornali che questionavo. l'immagine continua a non darmi nessuna sensazione di choc, ben altro sarebbe stato vedere un immagine reale. in quel caso si può usare il termine choccante, non usarlo solo perchè viene ritenuto choccante aver preso a prestito un immagine del mondo cattolico per pubblicizzare le giornate della violenza sulle donne.
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17-11-2008, 10.59.35
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si poteva fare di meglio.
il poster rischia di non essere
capito.
l'avvicinamento religioso è
(come sempre in questi casi)
sovraesposto. (i cuscini sotto le braccia) non lo sottoscrivo.
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17-11-2008, 11.35.28
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Citazione:
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Originalmente inviato da radio londra
l'avvicinamento religioso è
(come sempre in questi casi)
sovraesposto.
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non mi pare
ci sia sovraesposizione
(forse i cuscini inutili)
comunque che c'era da aspettarsi se
già nel settembre 2007 ad Oliviero Toscani
fu bocciata proprio a Milano una pubblicità
contro l' anoressia ?
molto grave e vergognoso che la chiesa esiga
il copyright di un rimando immaginifico che potrebbe forse
ricordare una simbologia cristiana e non ne permetta l'utilizzo
anche se per un fine di tale portata .
il vero problema è il maschilismo di un certo tipo di religione
(quella stessa che predica l'amore universale )
come si permette una donna di salire sulla croce?
donna!
soffrire sì, ma ai piedi della croce,
e possibilmente in silenzio  !
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17-11-2008, 13.14.32
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[quote=Juliet;137500]
Citazione:
non mi pare
ci sia sovraesposizione
(forse i cuscini inutili)
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i cuscini non sono casuali
il messaggio è sovraesposto
tracciandosi via religione
ed è anche di cattivo gusto un kitch
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17-11-2008, 13.31.38
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Citazione:
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Originalmente inviato da radio londra
i cuscini non sono casuali
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mi stai annoiando
ovvio che i cuscini non sono casuali
di troppo forse, come hai detto
Citazione:
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il messaggio è sovraesposto
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anche troppo soft
Citazione:
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ed è anche di cattivo gusto un kitch
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perfetto per attirare l'attenzione
e fare notizia
secondo studi e regole di un certo tipo di pubblicità nuova
sorpresa,
da quanto tempo questo signore diceva:
1759 Samuel Johnson - The Idler
«Gli annunci pubblicitari sono oggi così numerosi,
che sono letti con negligenza, ed è perciò divenuto necessario conquistare l’attenzione con magnificenza di promesse, e con eloquenza talvolta sublime e talvolta patetica».
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17-11-2008, 14.23.26
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Citazione:
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Originalmente inviato da Juliet
perfetto per attirare l'attenzione
e fare notizia
secondo studi e regole di un certo tipo di pubblicità nuova
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errore. è fuori target.
non chiedermi perchè.
troppo lungo da spiegare
la pubblicità nuova
non esiste.
Citazione:
sorpresa,
da quanto tempo questo signore diceva:
1759 Samuel Johnson - The Idler
«Gli annunci pubblicitari sono oggi così numerosi,
che sono letti con negligenza, ed è perciò divenuto necessario conquistare l’attenzione con magnificenza di promesse, e con eloquenza talvolta sublime e talvolta patetica».
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esatto come questo. patetico
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17-11-2008, 14.34.42
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Citazione:
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Originalmente inviato da radio londra
errore. è fuori target.
non chiedermi perchè.
troppo lungo da spiegare
la pubblicità nuova
non esiste.
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non te lo chiedo perchè lo so
infatti ho postato
il Johnson del 1755 eh
sintetizzo,
anche per me lungo da spiegare
il tema è la violenza
il 25 novembre sarà la giornata mondiale
contro la violenza sulle donne
è confermato ?
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17-11-2008, 19.22.46
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Citazione:
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Originalmente inviato da radio londra
errore. è fuori target.
non chiedermi perchè.
troppo lungo da spiegare
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però sarebbe interessante che tu lo spiegassi il perchè  
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17-11-2008, 19.31.01
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Citazione:
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Originalmente inviato da Juliet
comunque che c'era da aspettarsi se
già nel settembre 2007 ad Oliviero Toscani
fu bocciata proprio a Milano una pubblicità
contro l' anoressia ?
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Beh ma la foto di Toscani contro l'anoressia, che rappresenta una persona in tale stato non ha niente a che fare con la foto patinata di una donna crocefissa sul letto con le lenzuola in perfetto ordine o smosse al punto giusto
la prima è choccante perchè rappresenta la realtà
la seconda bah .... non rappresenta la realtà
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17-11-2008, 20.31.31
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Citazione:
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Originalmente inviato da wiwi
la prima è choccante perchè rappresenta la realtà
la seconda bah .... non rappresenta la realtà
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trattasi di due cose diverse
ma che rappresentano
entrambe una unica realtà
quello della violenza sulle donne
e se anche il secondo poster
è stato censurato vorrà dire
che tanto banale non è
direi che uno non esclude l'altro
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17-11-2008, 20.47.48
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Citazione:
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Originalmente inviato da Juliet
trattasi di due cose diverse
ma che rappresentano
entrambe una unica realtà
quello della violenza sulle donne
e se anche il secondo poster
è stato censurato vorrà dire
che tanto banale non è
direi che uno non esclude l'altro
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il primo è choccante per quello che rappresenta e che i più nascondono e non vogliono vedere come problema
il secondo offende la chiesa e decentra il messaggio su un contenuto che non è quello che doveva essere messo in risalto.
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17-11-2008, 20.59.35
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17-11-2008, 21.02.30
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17-11-2008, 21.03.36
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L'avevo già postato ma lo riposto qui
indagine ISTAT
L'Istat presenta i risultati di una nuova indagine per la prima volta interamente dedicata al fenomeno delle violenza fisica e sessuale contro le donne.
Il campione comprende 25 mila donne tra i 16 e i 70 anni, intervistate da gennaio a ottobre 2006 con tecnica telefonica.
L’indagine è frutto di una convenzione tra l’Istat – che l’ha condotta – e il Ministero per i Diritti e le Pari Opportunità – che l’ha finanziata con i fondi del Programma Operativo Nazionale “Sicurezza” e “Azioni di sistema” del Fondo Sociale Europeo.
Vengono misurati tre diversi tipi di violenza:
* la violenza fisica è graduata dalle forme più lievi a quelle più gravi: la minaccia di essere colpita fisicamente, l’essere spinta, afferrata o strattonata, l’essere colpita con un oggetto, schiaffeggiata, presa a calci, a pugni o a morsi, il tentativo di strangolamento, di soffocamento, ustione e la minaccia con armi
* per violenza sessuale vengono considerate le situazioni in cui la donna è costretta a fare o a subire contro la propria volontà atti sessuali di diverso tipo: stupro, tentato stupro, molestia fisica sessuale, rapporti sessuali con terzi, rapporti sessuali non desiderati subiti per paura delle conseguenze, attività sessuali degradanti e umilianti
* le forme di violenza psicologica rilevano le denigrazioni, il controllo dei comportamenti, le strategie di isolamento, le intimidazioni, le forti limitazioni economiche subite da parte del partner.
L'indagine è stata presentata nel corso della Conferenza-evento tenutasi presso Palazzo Chigi.
http://www.istat.it/salastampa/comun...o/20070221_00/
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17-11-2008, 21.29.31
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Citazione:
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Originalmente inviato da wiwi
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ecco questo è un caso più frequente di quanto si creda
ed è devastante 
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17-11-2008, 21.36.07
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Citazione:
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Originalmente inviato da Juliet
ecco questo è un caso più frequente di quanto si creda
ed è devastante 
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e altrettanto più frequente di quanto si creda e altrettanto devastante è
la violenza che non lascia segni visibili sulla pelle
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17-11-2008, 21.41.58
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Ci sono parole, comportamenti che nessuna legge punisce e che possono uccidere psichicamente una persona o almeno ferirla in modo grave e spesso irreversibile.
La provocazione continua, l'offesa, la disistima, la derisione, la svalutazione, la coercizione, il ricatto, la minaccia, il silenzio, la privazione della libertà, la menzogna e il tradimento della fiducia riposta, l'isolamento sono alcune forme in cui si manifesta la violenza psicologica.
Come si può definire la violenza psichica? È quella strategia che mira a uccidere, distruggere, annientare, portare al suicidio una persona, senza spargimento di sangue. La caratteristica fondamentale di questi comportamenti è la crudeltà esercitata dall'aggressore, il quale ben sa che lesioni fisiche o violenze sessuali potrebbero essere punibili come reato.
Le strategie che mette in atto chi decide di annientare un essere umano sono molto subdole e mirano prima di tutto ad anestetizzare la vittima designata in modo che non possa reagire. Spesso, specie nell'ambito familiare, con la vittima si è prima instaurato un legame affettivo, per cui è già difficile individuare il limite sottile che separa un rapporto funzionante ancora da quello decisamente patologico. L'aggressore manda spesso messaggi contrastanti nel senso che dice una cosa e ne pensa un'altra (doppio legame), mettendo in questo modo l'oggetto delle sue manovre in uno stato di confusione e nell'incapacità a capire cosa sta succedendo. Ne essa ha possibilità di chiarire, perché l'interruzione della comunicazione bilaterale è un'altra delle manovre che l'aggressore instaura. Subentra così il senso di colpa di chi inizia a subire e con esso un tentativo di perfezionismo per cercare di spostare o annullare il bersaglio. Se tenta una reazione, dopo un periodo lungo di esasperazione, allora viene accusata di essere cattiva o malata.
http://www.torreomnia.com/servizi/vi...sicologica.htm
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17-11-2008, 21.52.31
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LEGGI in caso di violenza domestica :
- i reati d’ingiuria (ex art. 594 c.p.),
- di violenza privata (ex art. 610 c.p.),
- di minaccia (ex art. 612 c.p.),
- di lesioni quando cagionano una malattia del corpo o della mente (ex artt. 582 e 583 c.p.),
- di abuso di mezzi di correzione e disciplina (ex art. 571 c.p.),
- di maltrattamenti in famiglia (ex art. 572 c.p.)
- di sequestro di persona (ex art. 605 c.p.).
La violenza psicologica tende ad essere sanzionata principalmente in sede civile, anche se è possibile talvolta percorrere l’alternativa penale.
- violenza sessuale (ex art. 609 bis c.p.)
http://studiocelentano.it/codici/cp/...penale002a.htm
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17-11-2008, 21.57.31
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IL FENOMENO DEI MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA
La violenza domestica è costituita da “qualsiasi forma di violenza psicologica, fisica e sessuale esercitata all’interno nella famiglia” (Baldry, 2003).
Il fenomeno della violenza familiare è multicomponenziale e tutte le forme che può assumere la condotta violenta – violenza psicologica, fisica, economica, sessuale, Stalking – concorrono nel loro insieme a produrre un danno. Tale danno appare tanto più irreversibile quanto:
• più la violenza si protrae nel tempo;
• più esiste consanguineità e prossimità tra aggressore e vittima;
• più la vittima è isolata da una rete relazionale.
Più del 90% di tutti gli incidenti di violenza domestica sono crimini commessi contro una donna. L’Unicef ha calcolato che in alcuni paesi metà di tutta la popolazione femminile ha subito violenza fisica per mano del compagno o di un membro della famiglia (Unicef, 2001). Tra il 10% e il 69% delle donne (a seconda della nazione) sono soggette a violenza da parte del partner nel corso della vita (Organizzazione Mondiale della Sanità).
Nella stragrande maggioranza dei casi:
- il contesto in cui la violenza si manifesta è quello familiare;
- gli autori sono i coniugi;
- le relazioni si protraggono nel tempo;
- le donne si vergognano della situazione che vivono;
- le donne non hanno il coraggio di rompere una relazione ambivalente (caratterizzata sia dalla violenza che dall’amore verso il partner violento).
La società ha sempre assegnato alla donna (moglie e madre) la responsabilità dell’armonia familiare: il peso di questa eccessiva responsabilizzazione – unito ai rinforzi provenienti dagli amici, parenti e rappresentanti delle agenzie sociali – costituiscono il fattore saliente nella decisione della donna di restare in silenzio e di non denunciare gli abusi subiti.
La violenza domestica agisce secondo un andamento a spirale, che prevede l’instaurazione (e la ripetizione nel tempo) dei seguenti meccanismi:
1. Intimidazione
2. Isolamento
3. Svalorizzazione
4. Segregazione
5. Violenza fisica
6. Violenza sessuale
7. False riappacificazioni
8. Ricatto sui figli.
L’obiettivo di chi mette in atto questa spirale è garantire il proprio status quo, relegando le donne in uno stato di subalternità, per conservare il potere e l’esercizio del controllo sulle donne.
Nelle donne vittime di violenza si producono sintomi di rilevanza patologica:
- sul piano psichico: depressione, senso di colpa e vergogna, ansia, bassa autostima, disturbo post-traumatico da stress;
- sul piano fisico: traumi dagli esiti più o meno reversibili, cicatrici, danni permanenti alle articolazioni, disturbi del sonno, insorgenza di problemi psicosomatici, etc.;
- sul piano materiale e relazionale: perdita del lavoro, della casa e di altre eventuali proprietà, isolamento, perdita di relazioni amicali, assenza di comunicazione e di relazioni con l’esterno.
Fra le agenzie deputate al monitoraggio e alla prevenzione di questo fenomeno, occupano un posto centrale e di primaria importanza i centri antiviolenza. L’obiettivo del lavoro in un centro antiviolenza è di accrescere la forza delle donne cosicché possano condurre una vita indipendente, autonoma e libera dalla violenza. Sono veri e proprio luoghi di lotta contro questo fenomeno e di proposta di una cultura nuova: questo per fare sì che non ci si riduca ad una sorta di elenco di violenze, torture e sofferenze inflitte al genere femminile, ma affinché la lotta alla violenza contro le donne sia nel segno di un intervento a livello di opinione pubblica che faccia emergere violenze spesso sommerse, che sensibilizzi la gente comune riguardo alle tematiche che ruotano attorno al problema.
http://www.criminalmente.it/index.ph...&sez=28&doc=56
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17-11-2008, 22.20.15
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Citazione:
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Originalmente inviato da wiwi
Donna nuda crocifissa al letto sul poster choc anti-violenza.
http://www.corriere.it/vivimilano/cr...polemica.shtml
poster choc ?
voi lo considerate choccante?
ci sono immagini ben più choccanti, reali !!!!
forse erano troppo vere per essere esposte? troppo reali? e quindi non avrebbero fatto notizia?
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Non l' avevo neanche capito. Ho pensato: bella ragazza, ha passato una notte d' amore su lenzuola di seta, e un peccato sarebbe stato non passarcela, perché lo considerano un peccato e qualcuno deve pagare?.. 
Vabbe', non sarò normale.. 
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17-11-2008, 22.27.37
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Citazione:
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Originalmente inviato da zaefich
Non l' avevo neanche capito. Ho pensato: bella ragazza, ha passato una notte d' amore su lenzuola di seta, e un peccato sarebbe stato non passarcela, perché lo considerano un peccato e qualcuno deve pagare?.. 
Vabbe', non sarò normale.. 
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macchè ...
è chi ha creato questa pubblicità che ha toppato alla grande
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17-11-2008, 22.39.11
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Citazione:
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Originalmente inviato da wiwi
però sarebbe interessante che tu lo spiegassi il perchè  
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spiego il mio perchè (anzi il nostro)
pura tecnica nessuno strano meccanismo
cult o altro.
domande
:
1
a chi è indirizzato il messaggio ?
ovviamente a quella parte del sociale poco
consapevole o peggio lontana dal comprendere
cosa sia violenza sulle donne
con una scolarità media
tendente allo zero.
a questi si propone un tracciato
mediato dalla religiosità
su un letto di lenzuola bianche
con cuscini al posto dei chiodi
e una fascia (quasi) da miss
 il minimo che arriva.
l'anoressica- un vero choc-
non media un bel niente
dice solo cosa potresti diventare
e (secondo me) è quasi perfetto
vista l'impossibilità di comunicare
in un manifesto il percorso patologico
(e doloroso) di un/ una anoressica/o
certo. è un pugno in faccia
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17-11-2008, 22.42.34
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Citazione:
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Originalmente inviato da wiwi
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questa è assolutamente perfetta.
spumante occhio nero osteria
ubriachi ecc ecc
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18-11-2008, 13.57.08
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Stereotipi e luoghi comuni della violenza
Si crede che la violenza verso le donne sia un fenomeno poco diffuso.
Invece è un fenomeno esteso, anche se ancora sommerso e per questo sottostimato. Ci sono molte donne che hanno alle spalle storie di maltrattamenti ripetuti nel corso della loro vita.
Si crede che la violenza verso le donne riguardi solo le fasce sociali svantaggiate, emarginate, deprivate.
Invece è un fenomeno trasversale che interessa ogni strato sociale, economico e culturale senza differenze di età, religione e razza.
Si crede che le donne siano più a rischio di violenza da parte di uomini a loro estranei.
Invece i luoghi più pericolosi per le donne sono la casa e gli ambienti familiari, gli aggressori più probabili sono i loro partner, ex partner o altri uomini conosciuti: amici, familiari, colleghi, insegnanti, vicini di casa.
Si crede che solo alcuni tipi di uomini maltrattino la propria compagna.
Invece come molti studi documentano non è stato possibile individuare il tipo del maltrattatore, né razza o età o condizioni socioeconomiche o culturali sono determinanti. I maltrattatori non rientrano in nessun tipo specifico di personalità o di categoria diagnostica.
Si crede che la violenza non incida sulla salute delle donne.
Invece la violenza di genere è stata definita dall'OMS come un problema di salute pubblica che incide gravemente sul benessere fisico e psicologico delle donne e di tutti coloro che ne sono vittima.
Si crede che la violenza verso le donne sia causata da una momentanea perdita di controllo.
Invece la maggior parte degli episodi di violenza sono premeditati: basta solo pensare al fatto che le donne sono picchiate in parti del corpo in cui le ferite sono meno visibili.
Si crede che i partner violenti siano persone con problemi psichiatrici o tossicodipendenti.
Invece credere che il maltrattamento sia connesso a manifestazioni di patologia mentale ci aiuta a mantenerlo lontano dalla nostra vita, a pensare che sia un problema degli altri. Inoltre la diffusione della violenza degli uomini contro le donne esclude che si tratti di la possibilità della devianza, dell'eccezionalità.
Si crede che gli uomini violenti siano stati vittime di violenza nell'infanzia.
Invece il fatto di aver subito violenza da bambini non comporta automaticamente diventare violenti in età adulta. Ci sono infatti sia maltrattatori che non hanno mai subito o assistito a violenza durante l'infanzia, sia vittime di violenza che non ripetono tale modello di comportamento.
Si crede che alle donne che subiscono violenza "piace" essere picchiate, altrimenti se ne andrebbero di casa.
Invece paura, dipendenza economica, isolamento, mancanza di alloggio, riprovazione sociale spesso da parte della stessa famiglia di origine, sono alcuni dei numerosi fattori che rendono difficile per le donne interrompere la situazione di violenza.
Si crede che la donna venga picchiata perché se lo merita.
Invece nessun comportamento messo in atto dalle donne giustifica la violenza da loro subita ed inoltre gli episodi di violenza iniziano abitualmente per futili motivi.
Si crede che i figli abbiano bisogno del padre anche se violento.
Invece gli studi a questo riguardo dimostrano che i bambini crescono in modo più sereno con un genitore solo piuttosto che in una famiglia in cui il padre picchia la madre.
Si crede che anche le donne sono violente nei confronti dei loro partner.
Invece una significativa percentuale di aggressioni e di omicidi compiuti dalle donne nei confronti del partner, si verifica a scopo di autodifesa e in risposta a gravi situazioni di minaccia per la propria sopravvivenza. Inoltre, quando esiste si configura in modo diverso e raramente assume le caratteristiche di sistematicità e lesività che caratterizzano il maltrattamento maschile.
http://assemblealegislativa.regione..../p1_quadro.htm
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18-11-2008, 14.12.26
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posso dissentire con radio sulla minor efficacia rappresentativa dell'immagine della crocefissione rispetto a quella dell'occhio nero?
io passante guardo.l'occhio nero è effetto di un gesto.pugno, probabilmente.
ma la violenza sulle donne non si esaurisce solitamente in 'un' gesto, ma in un'intera vita, anni.il livido può addirittura non esserci mai, e al momento il muro di gomma contro cui si sbatte è fatto proprio della negazione del riconoscimento di forme di violenza che non si esprimano nella lesione corporale.
la violenza sulle donne è più vicina al martirio, ed effettivamente spesso finalizzata a far scontare alla povera crista i difetti, i fallimenti, le tare del carnefice, che a una rissa.
l'immagine della crocefissione, una crocefissione bianca tenue fatta di lenzuola di intimità domestica e senza segni perchè non sempre materialmente lesiva io la trovo tutt'altro che inefficace.
poi se l'occhio di chi guarda se non vede il sangue non si sofferma, o vede solo la blasfemia senza tra l'altro rcordarsi che 'tutto quello che farete a un vostro simile l'avrete fatto a me', bè questo fa parte della situazione su cui intervenire anche con la pubblicità.
sarei curiosa di sapere come è nata, chi per primo ha fatto notare la sconcezza.chissà chi è stato.un consigliere comunale?qualche cittadino che ha telefonato?e chissà chi ha dato seguito alla segnalazione.sarei curiosa.
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18-11-2008, 14.30.24
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Citazione:
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Originalmente inviato da ggiu
posso dissentire con radio sulla minor efficacia rappresentativa dell'immagine della crocefissione rispetto a quella dell'occhio nero?
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è un dovere
Citazione:
io passante guardo.l'occhio nero è effetto di un gesto.pugno, probabilmente.
ma la violenza sulle donne non si esaurisce solitamente in 'un' gesto, ma in un'intera vita, anni.il livido può addirittura non esserci mai, e al momento il muro di gomma è fatto proprio di negazione del riconoscimento di forme di violenza che non si esprimano nella lesione corporale.
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certo io mi sono limitato a considerare più efficace quel manifesto
dell'altro
Citazione:
la violenza sulle donne è più vicina al martirio, ed effettivamente spesso finalizzata a far scontare alla povera crista i difetti, i fallimenti, le tare del carnefice, che a una rissa.
l'immagine della crocefissione, una crocefissione bianca tenue fatta di lenzuola di intimità domestica e senza segni perchè non sempre materialmente lesiva io la trovo tutt'altro che inefficace.
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per te con la tua cultura e la tua preparazione. ma tu non conti.
non è a te che dovrebbe parlare quel messaggio.
Citazione:
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poi se l'occhio di chi guarda se non vede il sangue non si sofferma, o vede solo la blasfemia senza tra l'altro rcordarsi che 'tutto quello che farete a un vostro simile l'avrete fatto a me', bè questo fa parte della situazione su cui intervenire anche con la pubblicità.
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infatti questo potrebbe accadere anzi è molto probabile accada.
la blasfemia (nell'immaginario collettivo) copre il messaggio primario
esempio.
uno che vendeva cesti di vimini bellissimi
decise di mettere in vetrina un cesto di vimini con una cucciolata di gattini. alla sera aveva venduto tutti i gattini e nemmeno un cesto di vimini.
Citazione:
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sarei curiosa di sapere come è nata, chi per primo ha fatto notare la sconcezza.chissà chi è stato.un consigliere comunale?qualche cittadino che ha telefonato?e chissà chi ha dato seguito alla segnalazione.sarei curiosa.
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personalmente la trovo notevolissima. ma assolutamente inutile
per sensibilizzare il problema.forse così è più facile vendere lenzuola.

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18-11-2008, 19.22.55
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Citazione:
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Originalmente inviato da Juliet
anche a me pare che l'argomento della violenza sulle donne sia stato trattato pochissimo dai media
il tipo di immagine scelta è una provocazione comunicativa riuscita anche se troppo raffinata e da leggersi a vari livelli e con valenze di tipo sia sociale che sessuale . corretto trovare analogie con le battaglie di Oliviero Toscani contro l'anoressia
e l'iconografia cattolica poteva per una volta concedere quel pò di misericordia che pare essere tanto restìa ad elargire con quella stessa generosità che indica e predica per gli altri ..
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Il manifesto è provocatorio , come lo devono essere tutti i manifesti che cerchino di farsi pubblicità nel senso letterale del termine cioè farsi conoscere (Telefono Donna) da persone che magari neanche sapevano della sua esistenza quindi la polemica voluta è salutare , proprio a quello scopo serve , io c'ho visto una "povera crista" e la decisione irritata del Comune di Mi non la capisco davvero.
Ci sono tanti manifesti (anche commerciali) molto più scioccanti , volgari e inutili di questo...
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18-11-2008, 19.47.07
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Citazione:
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Originalmente inviato da Zardoz
Il manifesto è provocatorio , come lo devono essere tutti i manifesti che cerchino di farsi pubblicità nel senso letterale del termine cioè farsi conoscere (Telefono Donna) da persone che magari neanche sapevano della sua esistenza quindi la polemica voluta è salutare , proprio a quello scopo serve , io c'ho visto una "povera crista" e la decisione irritata del Comune di Mi non la capisco davvero.
Ci sono tanti manifesti (anche commerciali) molto più scioccanti , volgari e inutili di questo...
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quoto
ma credo che questo manifesto abbia alle spalle
un lunga storia
che io non ricordo più
chiediamo a Radio
il quale sicuramente
avrà un condiviso perchè  
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18-11-2008, 21.42.16
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Citazione:
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Originalmente inviato da radio londra
Citazione:
Originalmente inviato da radio londra
per te con la tua cultura e la tua preparazione. ma tu non conti.
non è a te che dovrebbe parlare quel messaggio.
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non concordo sul fatto che :
1. cultura e preparazione mettano al riparo dalla violenza
2. ggiu ( in senso lato ) non conti
3. necessariamente non sia lei il ricevente del messaggio
(e se il target fosse quello? )
Citazione:
Citazione:
la blasfemia (nell'immaginario collettivo) copre il messaggio primario
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non si tratta di blasfemia.
i rimandi all'iconografia cristiana sono troppo soft e vaghi
non può esistere copyright sulla tortura della crocifissione che era, al tempo dei romani, una modalità di esecuzione atroce ed umiliante della pena capitale comminata frequentemente a schiavi e stranieri.
molto diffusa presso le civiltà antiche. anche nella letteratura sumerica.
a roma già nel 200 a.C.
Citazione:
Citazione:
forse così è più facile vendere lenzuola.
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o la donna
questa è l'unica controindicazione
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18-11-2008, 21.49.18
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LA DONNA IN CROCE
L’associazione Telefono Donna, una onlus nata nel 1992 per dare ascolto e consulenza a donne e famiglie in difficoltà, ha commissionato alla Arnold WorldWide una campagna affissioni per il 25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Il manifesto raffigura una ragazza seminuda, sdraiata su un letto sfatto, in una posa che ricorda la crocefissione di Cristo; mentre la headline domanda «Chi paga per i peccati dell’uomo?», sotto si spiega: «Solo il 4% delle donne denuncia il proprio carnefice, le altre pagano anche per lui».
Telefono Donna, che lavora con il patrocinio del Comune di Milano, chiede allo stesso 500 spazi pubblici per le affissioni. La polemica infuria.
L’ACCUSA
L’assessore al Decoro Urbano, Maurizio Cadeo (An) dice no al manifesto negli spazi del Comune. «Perché rispondere alla violenza con violenza?», domanda Cadeo. Della stessa opinione il capogruppo di An, Carlo Fidanza: «Il manifesto strumentalizza il simbolo della cristianità. In una città dove giustamente si sanziona chi viola il decoro pubblico, è giusto opporsi a questo tipo di campagne» (Il Corriere della Sera, Milano, 14 novembre 2008).
Il sindaco Letizia Moratti non si sbilancia, ma appoggia l’assessore: «È difficile dare giudizi, perché rischiano di essere personali. Lascio che sia Cadeo a decidere» (La Repubblica, Milano, 15 novembre 2008).
Alessandra Kusterman, ginecologa e responsabile del soccorso violenze sessuali della Mangiagalli: «Non avrei scelto un’immagine che ha a che fare con la sensibilità religiosa delle persone» (ibidem).
LA DIFESA
Si difende Stefania Bartoccetti, presidente di Telefono Donna e amica del sindaco Moratti: «Io sono cattolica praticante. La crocifissione vuole solo essere l’immagine della sofferenza estrema» (Il Corriere della Sera, Milano, 14 novembre 2008).
La senatrice del Pd Marilena Adamo: «Non trovo offensivo accostare alla sofferenza la figura di Cristo. A meno, naturalmente, che qualcuno non pensi che il problema sia proprio la sofferenza femminile. E poi, al di là del moralismo, dov’è tutta l’efficienza della giunta che si accorge sempre in ritardo delle cose collezionando brutte figure?» (La Repubblica, Milano, 15 novembre 2008).
Molto più drastico Oliviero Toscani: «Non ho visto le foto, ma non importa: censurare è subumano. Punto. non esiste peggior violenza della censura» (ibidem).
Vittorio Sgarbi si fa vivo da Salemi, dov’è sindaco: «Sono pronto a ospitare la campagna. La giunta milanese dovrebbe dimettersi, invece di continuare a menarla con queste stupidaggini» (La Repubblica, Milano, 13 novembre 2008).
RICAPITOLANDO
Non mi convincono né l’accusa né la difesa.
L’accusa di blasfemia era prevedibile. Penso a una vecchia copertina de L’Espresso, che nel gennaio 1979, per parlare della legge sull’aborto, raffigurava una donna incinta in croce. La copertina fu censurata e il numero ritirato. Ecco un’immagine (a scarsa definizione, ma è l’unica che ho sotto mano):
Penso alle polemiche suscitate in tutto il mondo da Madonna, che nel Confessions Tour del 2006, cantò Live to Tell su una croce per attirare l’attenzione sugli orfani per Aids in Africa.
Si sa che la chiesa cattolica e altre chiese cristiane non tollerano che una figura femminile stia sulla croce: dimenticano - hanno sempre dimenticato - che durante le rivolte giudaiche del I secolo d.C. anche le donne furono crocifisse. Dimenticano che esiste una tradizione iconografica di sante crocifisse, come Santa Librada (spagnola, II secolo d. C.), Santa Vilgefortis (portoghese, XV secolo) e Santa Giulia (da Nonza, in Corsica, V sec. d.C.).
Ora, la Arnold WorldWide e il suo committente non potevano non sapere queste cose. L’hanno fatto apposta, naturalmente. Il principio è sempre questo: parlino bene o male, purché parlino. Non a caso, a difendere la campagna, s’alzano Toscani e Sgarbi, entrambi maestri nell’applicare il principio.
Per questo non mi piace il manifesto. E neppure i suoi paladini.
Non penso affatto che l’immagine sia blasfema. Non è la croce, infatti, a essere strumentalizzata, ma il corpo femminile. Ancora una volta - per l’ennesima volta - si raffigura una ragazza bella, scomposta e nuda. Spogliata, ostentata, usata per attirare sguardi e far parlare. Che la causa sia buona o cattiva, il corpo femminile è sempre strumentalizzato.
È così che si combatte la violenza sulle donne?
fonte
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19-11-2008, 11.52.36
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Ieri sera a Otto e mezzo, Sgarbi parlava del perbenismo della Moratti e non ha tutti i torti....
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19-11-2008, 13.00.23
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Citazione:
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Originalmente inviato da Juliet
non concordo sul fatto che :
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la mia era pura tecnica
i contenuti non mi interessano
possono essere mille altri
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19-11-2008, 13.02.55
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Citazione:
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Originalmente inviato da catluc
Ieri sera a Otto e mezzo, Sgarbi parlava del perbenismo della Moratti e non ha tutti i torti....
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mi spiace di essermelo perso
comunque non si tratta di solo perbenismo
e a sgarbi è saltato il posto, per la signora
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19-11-2008, 13.27.32
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Citazione:
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Originalmente inviato da Juliet
mi spiace di essermelo perso
comunque non si tratta di solo perbenismo
e a sgarbi è saltato il posto, per la signora
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Già, ma quello che proponeva lui era oltre il perbenismo...ricordate la mostre sugli omosessuali?
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19-11-2008, 13.36.43
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Citazione:
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Originalmente inviato da catluc
Già, ma quello che proponeva lui era oltre il perbenismo...ricordate la mostre sugli omosessuali?
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certo
è saltato anche per quello
una domanda Cate, tu cosa ne pensi al riguardo  ?
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19-11-2008, 13.40.53
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Citazione:
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Originalmente inviato da Juliet
certo
è saltato anche per quello
una domanda Cate, tu cosa ne pensi al riguardo  ?
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Alla pubblicità di Toscani? Tutto il bene, tanto che stavo pensando di fare un test e sondaggio su dol's.
A Sgarbi ed alla sua mostra? Anche tutto il bene. Alle mostre va chi vuole.
Alla Moratti? Tutto il male, non foss'altro perchè usa il cognome del marito invece che il suo, ma comunque anche la cognata Milly, lo fa....
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19-11-2008, 13.52.29
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sinceramente, se non avessi letto l'articolo e mi fossi imbattuta in questo manifesto non lo avrei capito..... o meglio,
come donna credente mi arriva il messaggio donna=cristo ossia l'agnello sacrificale che toglie i peccati del mondo, ma la figura del Cristo per un credente e' una cosa positiva, un modello da imitare... quindi il messaggio qual'e'? fare la donna vittima sacrificale e' giusto e bello perche' pulisce le coscienze degli uomini che in croce ti ci mettono?
Come donna e basta, invece, ancora una volta mi indigna che venga usato il solito sistema della bellona su un letto molto invitante, tra l'altro tutt'altro che turbata ma molto lasciva che a tutto invita, tranne a un mea culpa maschile.
Come amante del sesso la trovo molto intrigante.....
Quindi se il messaggio era contro la violenza, credo che invece la esalti... in quante menti malate di stupratori saranno nate immagini che li vedevano carnefici di una cosi' invitante modella?
Posso quindi dire che chi ha creato il manifesto lo ha fatto per proprio "piacere" ha pensato alle luci, alla fotografia, alla posizione dei cuscini ma non al messaggio, ne' alla psicologia delle persone a cui era destinato.... bastava aggiungerci una secchiata di rosso che sporcasse la modella e le lenzuola immacolate e il messaggio sarebbe arrivato dritto allo stomaco.... come quello dell'anoressica.......
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19-11-2008, 14.03.18
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la paciarotta nella foto sei tu ?
 
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19-11-2008, 14.04.52
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Citazione:
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Originalmente inviato da radio londra
la paciarotta nella foto sei tu ?
 
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si te gusta?
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19-11-2008, 14.07.39
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Citazione:
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Originalmente inviato da Lulù
sinceramente, se non avessi letto l'articolo e mi fossi imbattuta in questo manifesto non lo avrei capito..... o meglio,
come donna credente mi arriva il messaggio donna=cristo ossia l'agnello sacrificale che toglie i peccati del mondo, ma la figura del Cristo per un credente e' una cosa positiva, un modello da imitare... quindi il messaggio qual'e'? fare la donna vittima sacrificale e' giusto e bello perche' pulisce le coscienze degli uomini che in croce ti ci mettono?
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è proprio quello che dicevo io la fede di Lulù (in questo caso) copre il messaggio primario quindi il manifesto (attenzione non è una pagina su una rivista, che sarebbe cosa diversa) è sbagliato nella nella funzione.
Citazione:
Come donna e basta, invece, ancora una volta mi indigna che venga usato il solito sistema della bellona su un letto molto invitante, tra l'altro tutt'altro che turbata ma molto lasciva che a tutto invita, tranne a un mea culpa maschile.
Come amante del sesso la trovo molto intrigante.....
Quindi se il messaggio era contro la violenza, credo che invece la esalti... in quante menti malate di stupratori saranno nate immagini che li vedevano carnefici di una cosi' invitante modella?
Posso quindi dire che chi ha creato il manifesto lo ha fatto per proprio "piacere" ha pensato alle luci, alla fotografia, alla posizione dei cuscini ma non al messaggio, ne' alla psicologia delle persone a cui era destinato.... bastava aggiungerci una secchiata di rosso che sporcasse la modella e le lenzuola immacolate e il messaggio sarebbe arrivato dritto allo stomaco.... come quello dell'anoressica.......
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esatto.
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19-11-2008, 14.09.14
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Citazione:
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Originalmente inviato da Lulù
si te gusta?
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certo mi piacciono le paciarotte
(a patto che lo siano dappertutto  )
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19-11-2008, 14.09.44
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Citazione:
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Originalmente inviato da radio londra
(attenzione non è una pagina su una rivista, che sarebbe cosa diversa)
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sarebbe diverso perchè hai tempo di leggerla?
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19-11-2008, 14.18.58
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Citazione:
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Originalmente inviato da radio londra
certo mi piacciono le paciarotte
(a patto che lo siano dappertutto  )
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altro non posso mostrare.... mi censurano...... 
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19-11-2008, 14.29.05
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Citazione:
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Originalmente inviato da wiwi
sarebbe diverso perchè hai tempo di leggerla?
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no, ragiona sul mezzo
la notizia non è la notizia
ma il mezzo che la trasporta
M.Mc Luhan - gli strumenti del comunicare-
http://it.wikipedia.org/wiki/Marshall_McLuhan
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19-11-2008, 14.30.09
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Citazione:
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Originalmente inviato da Lulù
altro non posso mostrare.... mi censurano...... 
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palle è che tuo marito ti spara 
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19-11-2008, 14.41.25
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Citazione:
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A Sgarbi ed alla sua mostra? Anche tutto il bene. Alle mostre va chi vuole.
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il discorso su sgarbi è complicato e contradditorio come lo è lui
come uomo di cultura e critico d'arte comunque è valido
e la mostra molto bella se non fosse stata censurata senza pietà
Citazione:
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Alla Moratti? Tutto il male, non foss'altro perchè usa il cognome del marito invece che il suo, ma comunque anche la cognata Milly, lo fa....
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non solo.
per esempio
se sei di milano sarai certo a conoscenza
degli sprechi (diciamo cosi) che ci sono in comune
enormi.
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19-11-2008, 14.50.30
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Citazione:
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Originalmente inviato da radio londra
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spiegami meglio o dammi una mano a ragionare
allora qui la notizia è
NO alla violenza di qualsiasi tipo, psicologica, sessuale, famigliare, ...
cioè NO alla violenza che lascia segni visibili ma anche NO a quella che non lascia segni visibili
il mezzo
poster
se lo vedo affisso e sto magari ferma al semaforo non ho molto tempo e non mi concentro appieno sul poster non leggo quindi la didascalia
in questo caso la notizia non la prendo neanche in considerazione quello che mi arriva è l'enensima pubblicità con una bella ragazza su un letto, pubblicità di lenzuola o quant'altro, non biancheria intima perchè è nuda
rivista
vedo l'immagine, leggo e quindi leggo la notizia, posso o meno essere d'accordo sul metodo usato ma la notizia la recepisco
quindi il mezzo diverso non ti da solo una lettura o una non lettura?
nel senso la rivista è un mezzo freddo, il poster è da freddo polare
affascinante sto mondo della pubblicità 
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19-11-2008, 16.27.56
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Giornata contro la violenza alle donne 2008
kila.it
Si avvicina il 25 novembre, giornata per l'eliminazione della violenza contro le donne. Iniziative in Piemonte e in Italia, tra cui la staffetta di un anno indetta dall’UDI e numerose manifestazioni.
Si avvicina il 25 novembre, giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, che fu proclamata dall'Organizzazione delle Nazioni Unite nel 1998, dopo essere stata celebrata molti anni prima dai movimenti delle donne latinoamericani nel ricordo dell'eccidio delle sorelle dominicane Mirabal da parte della polizia del dittatore Trujillo.
Che sia una giornata non rituale, è dimostrato anche quest’anno dalle numerose polemiche, conflittualità e “censure”. L’anno scorso le polemiche accompagnarono la manifestazione nazionale di Roma, rimasta comunque memorabile per la grande partecipazione e per la forte ed esplicita richiesta di intervento contro la violenza maschile di genere. Quest’anno il caso emblematico è quello di Milano, dove Telefono Donna, onlus fondata nel 1992 a sostegno delle donne che subiscono violenza, ha voluto celebrare la ricorrenza con un’immagine forte, un manifesto con un riferimento alla crocifissione e la frase Chi paga per i peccati dell'uomo? accanto alla foto di una donna distesa, sollevando la dura reazione del Comune di Milano, che ha chiesto di ritirare i manifesti affissi.
Ma la giornata è comunque un’occasione di dibattito, di impegno e si sensibilizzazione in tutto il mondo. Riportiamo di seguito alcuni tra i numerosi appuntamenti, con uno sguardo in particolare alla realtà torinese.
Venerdì 21 novembre alle ore 10 presso la Biblioteca Civica Italo Calvino, Lungo Dora Agrigento 94, viene presentato dagli autori il libro Uomini che uccidono. Storie, moventi e investigazioni di Anna Costanza Baldry e Eugenio Ferraro. L’incontro vede la partecipazione di Vittoria Luda di Cortemiglia, esperta dell’ UNICRI, agenzia delle Nazioni Unite per la ricerca su giustizia e crimine che ha sede a Torino; Pietro Forno, magistrato della Procura della Repubblica di Torino; Lauretta Sangiorgio, avvocato e Vicepresidente della Camera penale di Torino; Nicola Somma, dirigente della Squadra Mobile della Questura torinese; Marta Levi, Assessore alle Pari Opportunità del Comune; Paolo Messina, Dirigente Coordinatore delle Biblioteche civiche torinesi. Il volume , scritto da una psicologa e un poliziotto per Centro Scientifico Editore, presenta con stile agile e metodo rigoroso i dati sulle donne uccise dai partner per gelosia.
Il Teatro Reginald, in collaborazione con la Asociaciòn Universitaria Interamericana di Caracas (Venezuela), propone Il Tempo degli umani (PDF, 64 KB), tratto dalla ricerca archeologica di Marija Gimbutas sulle antiche popolazioni dell’Europa pre-indoeuropea, in cui vigeva la gilanìa (parità uomo-donna), e dove le donne, come regine-sacerdotesse, ricoprivano un ruolo preponderante nello sviluppo della civiltà umana. Lo spettacolo, recitato da partecipanti ai laboratori Giochi di donne, viene offerto venerdì 21 e sabato 22 alle ore 21 presso il Centro Principessa Isabella in Via Verolengo 212, e domenica 23 alle ore 21 a San Gillio, presso la Sala Polivalente della Pro Loco in via dei Campi Sportivi 1.
Lunedì 24 alle ore 21, al Teatro Vittoria, Via Gramsci 4, Più di mille giovedì - la storia delle donne di Plaza de Mayo, tratto da Le Irregolari di Massimo Carlotto nella riduzione teatrale dello stesso autore nel 2000, spettacolo prodotto da Assemblea Teatro dedicato alle donne coraggiose che hanno sfidato la dittatura argentina e ne custodiscono la memoria e il desiderio di giustizia, a ingresso libero.
Sempre il 24 novembre, ma alla mattina, la Provincia di Torino celebra la giornata con una conferenza (PDF – 65 KB) nell’aula magna dell’Istituto Tecnico Avogadro, Via Rossini 18, dalle 9 alle 13, in collaborazione con Amnesty International, CIRSDe e associazioni di solidarietà con le donne afghane.
La mattina del 25 novembre, la Consigliera di Parità provinciale organizza il seminario Molestie sessuali sul luogo di lavoro. Per dare evidenza al problema, dalle ore 11 alle 13 nella Sala Stucchi della Provincia di Torino, Via Maria Vittoria 12: un momento di approfondimento per conoscere la situazione rispetto a uno dei fenomeni più sommersi riguardo il lavoro al femminile. Il programma (PDF – 591 KB) prevede interventi del’assessora Aurora Tesio, delle consigliere di parità Laura Cima e Ivana Melli che illustreranno casi trattati nel 2008 dal loro ufficio, della consulente giuridica Mirella Caffarati e di Stefania Gerbino del Telefono Rosa, più testimonianze dirette di lavoratrici.
Il 25 novembre ore 17:30 per iniziativa del Centro Donna della Circoscrizione 6, presso l'Ecomuseo Urbano in via S. Gaetano da Thiene 6, proiezione del video E' ora di finirla di Sergio D'Orsi, prodotto nel 2007 dall'Associazione Officina di sogni per conto della Commissione Regionale Pari Opportunità. Sarà presente il regista e un rappresentante del comitato promotore della proposta di legge per l'istituzione di centri Antiviolenza con case segrete sul territorio regionale. L’evento inaugura anche una mostra degli elaborati presentati in occasione del Concorso per un logo contro la violenza alle donne, indetto il 25 novembre 2007 per gli studenti degli Istituti Superiori, diviso nelle sue sezioni “Logo” e “Immagine” e la cui premiazione è avvenuta l’8 marzo. La si può visitare fino al 19 dicembre sempre all’Ecomuseo, nei seguenti giorni: martedì/giovedì dalle 9 alle 13 e mercoledì dalle 14 alle 18.
Alle ore 18 presso la Libreria La Torre di Abele, Via Pietro Micca 22, presentazione del libro Memoria del buio (DOC – 351 KB), il racconto al femminile della notte della dittatura argentina, un documento importante che raccoglie le testimonianze di 112 donne imprigionate per motivi politici in quel paese fra il 1974 e il 1983. Partecipano Mimmo Candito, corrispondente de La Stampa in Argentina nel periodo della dittatura, le ex detenute argentine Adela Gutierrez, Gladys Baratce e Estela Robledo. La lettura dei brani è a cura di Assemblea Teatro.
Sempre il 25,dalle 18 alle 20, l’UDI di Torino saluta l’avvio della staffetta nazionale con un brindisi al Caffè Basaglia in via Mantova 34, nell'attesa di accoglierla in Piemonte alla fine di maggio.
In serata, alle ore 21 al Teatro Vittoria, Via Gramsci 4, lo spettacolo Passi Affrettati di Dacia Maraini, proposto dall'Assessorato alle Pari Opportunità della Regione Piemonte in collaborazione con le Assessore alle Pari Opportunità della Provincia e del Comune di Torino, la Commissione regionale per la realizzazione delle Pari Opportunità uomo-donna, la Consulta delle elette, la Consulta femminile, la Consigliera di Parità regionale. Anche in questo caso ingresso libero, consigliata la prenotazione.
Mercoledì 26 novembre alle ore 18 presso FNAC, via Roma 56, presentazione della traduzione del trattato Della nobiltà e dell’eccellenza delle donne di Enrico Cornelio Agrippa, filosofo e alchimista tedesco tra Medio Evo e Rinascimento, nell’edizione a cura di Marco Ricagno pubblicata da Nino Aragno editore. Interviene Silvana G. Ceresa, Psicologa e Counselor Filosofico, socia fondatrice della Società Italiana Counseling Filosofico (SICoF). Una discussione sulla femminilità a partire dalla personale lotta contro la caccia alle streghe di Enrico Cornelio Agrippa, per arrivare agli stereotipi femminili diffusi nel mondo contemporaneo.
Il Comitato Pari Opportunità del Comune di Settimo Torinese con il contributo di Regione Piemonte, Provincia di Torino ed il prezioso aiuto di numerose associazioni, ha programmato una serie di iniziative a sostegno del progetto Impariamo a difenderci : un corso base di autodifesa femminile: giovedì 20 alle ore 21 presso la Suoneria, Via Partigiani 4, il recital Un amore di Canzone: quando Settimo Torinese non era ancora città; sabato 22 alle ore 21 presso Garybaldi Teatro, Via Garibaldi 4, Lo strano caso di Coralba Andreini, spettacolo teatrale sui problemi che può provocare un rapporto sbagliato con il cibo, scritto e diretto da Luigi Pizzetti e interpretato da Margherita Casalino, proposto dall’associazione culturale Compagnia 3001 a ingresso libero. Sabato 29 e domenica 30 in occasione del Convegno Nazionale delle Banche del Tempo, sarà presente nell’isola pedonale cittadina il camper itinerante del Telefono Rosa Vicino a Te, un servizio completamente gratuito di primo contatto, ascolto, accoglienza e accompagnamento rivolto alle donne. Il Comitato Pari Opportunità di Settimo ha inoltre ideato una cartolina (PDF – 458 KB) in distribuzione gratuita per informare le donne sui loro diritti e per sensibilizzarle sul delicato tema delle violenza, con i numeri utili a cui rivolgersi in caso di necessità.
Il Telefono Rosa di Torino ha scelto di mettere on line, da domenica 16 novembre e fino all’8 marzo 2009, sul proprio sito web uno spazio denominato Forum Plurale per promuovere un confronto tra i generi maschile e femminile, la cui cooperazione è indispensabile per tratteggiare efficaci metodologie di contrasto alla violenza fisica, psicologica e sessuale contro le donne, e come prevenzione nei confronti di ogni azione delittuosa (dal femminicidio alle persecuzioni). Dopo la visione di un breve video, scandito dalle parole chiave della campagna, donne e uomini potranno accedere ad una porta dedicata, che consentirà di scrivere in breve e in forma riservata, propri pensieri e riflessioni sul tema, che saranno successivamente raccolti in una pubblicazione.
La Provincia di Cuneo ha invece pensato di onorare questa giornata con il sostegno alle associazioni impegnate in attività per la prevenzione della violenza e l’aiuto alle vittime: ha infatti assegnato i contributiinseriti nel Fondo regionale di solidarietà a dodici istituzioni, tra cui associazioni, enti locali, cooperative, consorzi socio-assistenziali con lo scopo è quello di sostenere indagini sui bisogni e sull'offerta di servizi già presenti sul territorio, progetti e attività a favore delle donne vittime di violenza e l'attivazione di case 'segrete'. “L'iniziativa – spiega l'assessore provinciale alle Pari opportunità, Simona Rossotti – è occasione per celebrare concretamente la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Permette inoltre un'azione integrata sul territorio a sostegno dei progetti già avviati e in corso di realizzazione, consentendo anche un intervento di ricognizione sulle dimensioni di un fenomeno purtroppo in crescita”.Giovedì 20 novembre, alle 12, in Sala Giolitti terrà una conferenza stampa di sensibilizzazione alla presenza del presidente, della Consigliera di parità e degli assessori alle pari opportunità dei principali Comuni.
Inaugurata il 15 novembre, ad Aosta si potrà visitare fino al 27 novembre la mostra Mai più. Artiste e artisti valdostani contro la violenza sulle donne, promossa dall'Azienda USL della Valle d'Aosta in collaborazione con Regione, Comune di Aosta, Consigliera di Parità regionale, la Consulta femminile e il Centro donne contro la violenza. Quattordici artiste e artisti valdostani hanno realizzato appositamente o scelto nell'ambito della propria produzione creativa un'opera incentrata sul tema della violenza sulle donne. Le opere - che spaziano dalla pittura alla fotografia, dal fumetto al film di animazione - sono state riprodotte su teli, esposti sotto i portici del Municipio di Aosta, e visibili anche presso la sala comunale dell'Hôtel des états, insieme a una videoinstallazioneaperta al pubblico, dal lunedì al sabato dalle ore 16 alle ore 19; il 25 novembre aperta anche al mattino dalle ore 10 alle ore 12.
Tra le iniziative a livello nazionale, dopo la grande manifestazione del 24 novembre 2007, anche quest’anno a Roma si tiene un corteo autoorganizzato contro la violenza maschile sulle donne, indetto dalla rete nazionale di femministe e lesbiche Le Sommosse, con lo slogan Indecorose e libere: partenza da Piazza Repubblica alle ore 14 di sabato 22 novembre.
L’UDI-Unione Donne in Italia ha preparato un’iniziativa inedita che durerà un anno: la staffetta attraverso le città italiane in cui sono avvenuti dei femminicidi. La staffetta avrà come testimone un'anfora con due manici in modo da essere portata da due donne, dove chi vorrà potrà mettere parole e pensieri, e in ogni tappa verrà accolta in sedi istituzonali o di movimento, con eventi di sensibilizzazione. Il via, il 25 novembre 2008 è a Niscemi, dove una ragazza di quattrodici anni è stata violentata e uccisa da alcuni coetanei nel maggio 2008, per proseguire poi da Lentini e Catania, quindi attraverso tutte le regioni d’Italia; sarà in Piemonte dal 30 maggio al 12 giugno 2009. La conclusione avverrà il 25 novembre 2009 a Brescia.
E’ giunta alla diciottesima edizione la campagna mondiale 16 giorni di attivismo contro la violenza di genere. Anche nel 2008, essa avrà luogo dal 25 novembre al 10 dicembre, giornata mondiale per i diritti umani: due date scelte per collegare simbolicamente la violenza contro le donne e i diritti umani. Quest’anno la campagna, collegata alla ricorrenza del sessantesimo anniversario della Dichiarazione Universale, avrà come tema Diritti Umani per le Donne? Diritti Umani per Tutti.
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