|

04-10-2008, 15.08.27
|
|
|
|
Il Dio-Cervello di Michelangelo
Il Dio-Cervello di Michelangelo
di Guido Mangano, Ernesto de Bernardis e Giovanni Scapagnini

Teologi, storici, filosofi, artisti, leggono storie diverse nelle successioni degli elementi pittorici che costituiscono la volta della Cappella Sistina. Adesso anche alcuni medici vogliono dire la loro: il gruppo di angeli attornianti la figura di Dio crea una sagoma incredibilmente simile all'immagine di una sezione sagittale del cervello.
Ma perché raffigurare un cervello?
Si tratta di un messaggio per i posteri o di una falsa chiave di lettura?
E' riconosciuto l'interesse di Michelangelo per l'anatomia, ma a quella rappresentazione contribuiscono, con tutta probabilità, anche le concezioni neoplatoniche che proclamavano l'unità dell'Uomo con Dio, attraverso un'ascesi di cui un gradino è l'intelletto.
Angeli nel cervello
Osservando la volta della Cappella Sistina l'occhio del medico può cogliere nella "Creazione di Adamo" (una delle scene principali) insospettate somiglianze tra l'immagine del Padreterno che infonde lo spirito in Adamo, e l'immagine di un cervello umano.
Nella "Creazione di Adamo", con enorme sorpresa, è stato infatti constatato che il gruppo di angeli attornianti la figura di Dio crea una sagoma incredibilmente simile all'immagine di una sezione sagittale del cervello. Il primo a rivelare tale somiglianza è stato il neurologo Frank Lynn Meshberger, del St. John's Medical Center in Anderson, Indiana (USA), pubblicando un suo articolo sulla prestigiosa rivista "Journal of American Medical Association" in cui ha descritto minuziosamente le sorprendenti corrispondenze che esistono tra l'anatomia di un cervello umano e la rappresentazione Michelangiolesca.
Sono ben visibili il contorno della volta del cervello, e della base; l'arco del braccio sinistro di Dio delinea il giro del cingolo, il panneggiamento verde alla base descrive il corso dell'arteria vertebrale; la schiena dell'angelo che sorregge Iddio corrisponde al ponte di Varolio, mentre le sue gambe si prolungano a costituire il midollo spinale. Perfino il dettaglio della struttura bilobata dell'ipofisi è riprodotto fedelmente nel piede apparentemente bifido di un angelo, a differenza degli ordinari piedi di Dio e degli altri cherubini, dotati delle consuete cinque dita; mentre la coscia dello stesso angelo si staglia in corrispondenza del chiasma ottico.
L'osservazione del dott. Meshbergher ha aperto un'altra strada da percorrere nel tentativo di svelare i significati più profondi di carattere teologico e filosofico che si celano tra l'intreccio delle forme e dei colori della volta della cappella Sistina.
fonte
|