Questa lettera è stata scritta dalla fidanzata di Danilo, fratello di Roberta Caracci, un'altra vittima della strada di un mese fa circa.
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Lettera
Gentilissimo,
Lei sicuramente ricorda cosa Dante fece
pronunciare ad Ulisse nel canto
XXVI della Commedia : fatti non foste
per viver come bruti, ma seguir
virtute e canoscenza.
Questo verso è
così attuale, forse perché Dante era davvero un uomo saggio,
forse
perché la terra brulica di bruti anche oggi.
Nonostante i miei
ventidue anni, fino a qualche giorno addietro, vivevo
nell'illusione
che i bruti abitassero solo al di là della mia realtà,
credevo
veramente che fondamentalmente tutti gli Uomini fossero qualcosa di
splendido.
Venerdì 31 ottobre stavo cenando con i miei amici e l’
uomo che Amo da
quattro anni quando arriva una telefonata : una voce
sottile, strozzata
riesce a biascicare poche parole .
Roberta.
Roberta ha avuto un incidente. Dove. Non capisco. Parla piano.
Arriviamo. Correte, è grave. Un’ambulanza di sottofondo. Le sirene.
Dovete
fare in fretta. Dove. Appena dietro casa. Stiamo arrivando.
Danilo scende di corsa dalla macchina, piove, fa freddo. Io non posso
passare, “signorina, lei non è parente”.
Un urlo : è Danilo . Mi lasci
passare, la prego, il mio ragazzo ha bisogno
di me. Urla ancora. Vedo
la macchina, distrutta. Vedo una coperta che copre
qualcosa, che copre
Roberta. Non smette di urlare.
Urla così forte che posso sentire la
ferita farsi spazio sul cristallo della
notte. Il cielo è in frantumi e
crolla su di me, su Danilo, sul padre e la
madre ancora ignara e la
sorella gemella.
E’ tutto immobile. Soprattutto Roberta. Distesa sull’
asfalto bagnato, col
torace sfondato.
Danilo torna da me, sale in
macchina. Respira come un animale agonizzante.
Portami a casa, devo
dirlo a mamma.
Egregio Ministro, Roberta aveva ventiquattro anni e
seguiva egregiamente sia
la canoscenza che la virtute: era laureata in
Scienze dei Beni Culturali, si
era iscritta alla laurea magistrale,
lavorava come commessa per non
incidere eccessivamente sul bilancio
famigliare, era fidanzata da sei anni,
era solare, gioisa, bella e
intelligente.
Signor Ministro, Le dico altro perché Roberta non
rimanga solo un nome in
archivio : Roberta non beveva, collezionava
angeli, si schiariva i capelli
con lo shampoo alla camomilla, avrebbe
voluto essere riccia, adorava
pattinare con i rollerblade, amava l’
arte, la sua tesi trattava le macchine
sacre utilizzate nelle
processioni religiose, il suo cantante preferito era
Bruce Sprinstring,
faceva la settimana enigmistica, la sua borsa era
bordeaux con dei
sognali, stava attenta alla linea, mangiava le barrette
Kellogg’s, due
estati fa partecipò ad uno scavo archeologico, scriveva un
sacco di
post-it, amava sua madre, suo padre, i fratelli ed il suo ragazzo.
Roberta Amava la Vita.
Finché la sera del 31 ottobre il sig. Mega
Alessandro, 29 anni vissuti da
bruto, decide di prendere la macchina
nonostante pochi mesi prima gli
avessero ritirato la patente per guida
in stato di ebrezza, nonostante fosse
sotto effetto di stupefacenti,
nonostante fosse imbottito di Xanax, una
benzodiazepina.
Le
benzodiazepine sono le migliori amiche di Morfeo, ti annebbiano i
sensi,
ti ovattano la percezione del mondo, ti impediscono di vedere
una macchina
che viaggia sulla carreggiata opposta alla tua, non ti
permettono di capire
che il sorpasso è impossibile.
Alessandro Mega,
le benzodiazepine, i cannabiodi e Morfeo hanno brutalmente
ucciso
Roberta Caracci, nata ventiquattro anni fa a Bollate.
Ventiquattro,
signor Ministro.
Io non ho mai visto così tanto dolore nella mia
vita come in via di Vittorio
13 Arese.
è dovere dello Stato
impedire che siano i bruti a prevalere : la prego
affinchè Alessandro
Mega venga condannato per omicidio volontario.
Mega ha volontariamente
scelto di mettersi alla guida in uno stato mentale
alterato, ha
volontariamente scelto di guidare nonostante lo Stato glielo
impedisse,
ha volontariamente oltrepassato i limiti di velocità, ha
volontariamente deciso di azzardare un sorpasso.
La signora Rosa
Cangiano ed il signor Pino Caracci hanno involontariamente
perso una
figlia,
Danilo Caracci e Francesca Caracci hanno involontariamente
perso una
sorella,
tutti gli zii,le zie, i nonni hanno
involontariamente perso una nipote,
Paolo Zenone ha perso
involontariamente una fidanzata (e probabilmente
futura moglie)
ma la
cosa peggiore è che Roberta Caracci, ha involontariamente perso la
Vita.
E involontariamente morta a ventiquattro anni, a meno di un
chilometro da
casa, a causa di un bruto.
Che Giustizia sia fatta.
Cordialmente
Eleonora Ateri