L'Archivio di Metaforum

Forum di politica, cultura, società - 2008

 
Vecchio 03-10-2008, 20.13.54
trottola
 
Le opere della Chiesa

Cos'è un oratorio?

La Chiesa del quartiere.
La Chiesa vicina alle famiglie.
Tanti giovani tenuti lontani dalla strada, dalla malavita e dalla droga.

 
Vecchio 04-10-2008, 09.53.16
trottola
 
CARITAS

«L'amore del prossimo radicato nell'amore di Dio è anzitutto un compito per ogni singolo fedele, ma è anche un compito per l'intera comunità ecclesiale, e questo a tutti i suoi livelli: dalla comunità locale alla Chiesa particolare fino alla Chiesa universale nella sua globalità». (cfr. DCE, 20).

La Caritas è l'organismo pastorale istituito per animare la parrocchia, con l'obiettivo di aiutare tutti a vivere la testimonianza, non solo come fatto privato, ma come esperienza comunitaria.

ll Centro di ascolto della Caritas diocesana è il luogo privilegiato (perché consegnato dalla tradizione e confermato dall’esperienza) in cui si intessono relazioni con i poveri, maestri e pulpito del parlare e dell’agire di ogni Caritas.

Il Centro di ascolto fa dell’ASCOLTO il suo MODO PROPRIO di SERVIZIO. Il suo “fare” prevalente è l’ascolto, cuore della relazione di aiuto, dove chi ascolta e chi è ascoltato vengono coinvolti, con ruoli diversi, in un progetto che, ricercando le soluzioni più adeguate, punta a un processo di liberazione della persona dal bisogno.

Dall’Ascolto e dall’Accoglienza della persona conseguono le altre funzioni specifiche:
1. Presa in carico delle storie di sofferenza e definizione di un progetto di “liberazione” .
2. Orientamento delle persone verso una rilettura delle reali esigenze e una ricerca delle soluzioni più indicate e dei servizi più adeguati presenti sul territorio.
3. Accompagnamento di chi sperimenta la mancanza di punti di riferimento e di interlocutori che restituiscano la speranza di un cambiamento, mettendo in contatto la persona con i servizi presenti sul territorio ed attivando tutte le risorse possibili.
4. Prima risposta per i bisogni più urgenti, sempre attraverso il coinvolgimento delle comunità parrocchiali e del territorio.

Caritas Italiana sin dall'inizio ha tentato di dare risposte a questo complesso fenomeno attraverso un'opera di indirizzo e coordinamento delle Caritas diocesane impegnate quotidianamente a sostegno dei cittadini immigrati.

In occasione del Convegno ecclesiale del 1976 la Caritas ha ricevuto dalla Chiesa italiana il compito di promuovere il servizio civile, una forma di servizio alla patria alternativo al servizio militare. Fino ad oggi, grazie alla convenzione stipulata col ministero della Difesa nel 1977, oltre 100.000 giovani hanno scelto la strada dell'obiezione di coscienza.

L'azione della Caritas ha caratteristiche specifiche:
• esprimere la fraternità e la comunione delle Chiese locali verso quelle colpite dalla calamità;
• raggiungere gli uomini attraverso la testimonianza di un servizio rivolto a tutti senza distinzioni di fede, cultura, etnia, privilegiando sempre i più deboli;
• il valore più significativo dell'intervento è quello di essere un segno di presenza, di amore, posto accanto alla sofferenza dei fratelli;
• è un segno che, nella comunità che lo riceve, ha anche l'effetto di sviluppare un atteggiamento di fraternità, talvolta difficile per chi è colpito da calamità;
• è un segno che, per i cristiani della comunità che lo offre, può avere un carattere educativo di lunga portata: può insegnare ad essere più sensibili e far entrare nella propria vita le sofferenze degli altri;
• è un intervento che non si limita a rispondere alle prime necessità, ma distende la sua azione e la sua presenza nel medio-lungo termine.

Tutte le calamità più gravi avvenute nell'ultimo quarto di secolo hanno visto la presenza sul campo degli operatori e dei volontari della Caritas. Ricordiamo alcuni interventi:
• In Italia: i terremoti in Friuli (1976), Irpinia (1980), Abruzzo (1984), Sicilia Orientale (1990), Umbria e Marche (1997), Molise, Puglia e Sicilia (2002)
• i disastri e le alluvioni di Stava di Tesero (1985), Valtellina (1987), Piemonte (1994), Versilia (1995), Campania (1998)
• l'arrivo in massa di profughi soprattutto in Puglia, Calabria e Sicilia a partire dal 1991.

Nel mondo:
• le guerre in Vietnam (1973), ex Jugoslavia (1991), Somalia (1992 e 2006), Rwanda (1994), Kosovo e Balcani (1999), Afghanistan (2001), Iraq (2003), Sudan (2004), Sri Lanka (2005), Libano (2006) e Terra Santa
• i terremoti in Guatemala (1976), Messico (1985), El Salvador (1986 e 2001), Armenia (1988), Turchia (1999), India (2001), Iran (2003) e Kashmir (India/Pakistan - 2005)
• i disastri, le alluvioni e le siccità nel Sahel (1973 e 1984), Etiopia ed Eritrea (1984 e 2006), Bangladesh (1991), Honduras, Nicaragua, Guatemala e El Salvador (1998), Venezuela (1999), India (2004), lo tsunami nel sud-est asiatico (2004), Indonesia (2006) e Filippine (2006)
• le crisi socio-economiche in Albania dopo la dittatura (1991) e in Argentina (2001).
 
Vecchio 05-10-2008, 07.50.23
trottola
 
La Chiesa è... anche conforto e sostegno nella sofferenza, nella malattia e nella disabilità, per l'individuo come per la famiglia.

Espressione cristiana in tal senso è, per esempio ...

UNITALSI

 
Vecchio 23-10-2008, 16.51.52
trottola
 
MISSIONARI D’AFRICA
( Padri Bianchi )


“”CHI SIAMO...
Il nome Missionari d'Africa e Missionarie di Nostra Signora d'Africa esprime perfettamente la nostra vocazione:
nati in Africa e per l'Africa, siamo una Società di vita apostolica.
composta da preti e fratelli laici consacrati,
solidali con gli africani,
attenti ai loro problemi
e impegnati per il loro avvenire.

COSA FACCIAMO
L’IDEALE
Inviati da Dio Padre, i Missionari d’Africa vogliamo testimoniare il suo amore per tutti.
E desideriamo farlo al seguito di Gesù Cristo, in piccole comunità possibilmente internazionali; in collaborazione con le Chiese locali, come fratelli o preti.
Desideriamo farlo in dialogo con altre culture, specialmente quelle africane e con altre religioni, specialmente l’islam.
Ci impegniamo per la giustizia, la pace, il rispetto per il Creato, per la promozione umana di tutti gli uomini e di tutto l’uomo e ad essere, con e per i poveri, promotori di unità e riconciliazione.
Desideriamo infine essere portatori di speranza in un cammino di liberazione.


CONCRETAMENTE
I Missionari d’Africa lavorano in parrocchie, scuole, ospedali, centri di formazione umana, spirituale e professionale, nei mass media, campi profughi e carceri.
Il nostro impegno per la giustizia e la pace Il nostro impegno a favore della giustizia e della pace si articola su più livelli, ciascuno dei quali prevede molteplici azioni, sia nel continente africano che fuori da esso.


DOVE SIAMO...
Padri e fratelli :
1650 ( 49 italiani)
36 diverse nazionalità,
lavorano in 711 comunità
e in 93 diocesi dell'Africa
I Missionari d'Africa (Padri Bianchi) provengono dalle Chiese d'America, Africa, Australia, Europa, Asia
Collaborano:
• nelle Chiese d'Africa in:
 Algeria, Burkina Faso, Burundi, Ciad, Congo, Costa d'Avorio, Etiopia, Ghana, Kenia, Malawi, Mali, Mauritania, Mozambico, Nigeria, Ruanda, Senegal, , Sudafrica, Sudan, Tanzania, Tunisia, Uganda, Zambia
• nelle Chiese del Medio Oriente in:
 Libano, Israele



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