Tutti contro il Pd, o la sinistra muore
Giulietto Chiesa
Non c’è più tempo né bisogno per l’analisi perché le cose sono divenute chiare da sé. E’ tempo di decisioni e di chiarezza. Andiamo a elezioni che significheranno una grave sconfitta dell’intero movimento democratico, non soltanto della sinistra. Chi ha provocato questa catastrofe? L’elenco dei responsabili è lungo. In esso trovano posto anche tutti e quattro i soggetti della «cosa rossa». Ma il posto principale è del Partito Democratico di cui, non a caso, il portabandiera oggetto delle più ampie lodi dei poteri forti, è Walter Veltroni. Lasciamoglielo!
Incredibile a dirsi c’è ancora gente che pensa che il Pd sia un partito di sinistra. Moderato ma di sinistra. Invece l’operazione – di successo – che questa sigla ha compiuto è quella di traghettare al centro una parte dell’ex elettorato di sinistra. Non c’è scusante per chi finge di non accorgersene. Il Partito di Montezemolo non può rappresentare gli operai della Thyssengroup, o i precari.
Veltroni annuncia di correre da solo, scaricando tutti gli alleati del centrosinistra che si sono dissanguati a sua difesa. I partiti della «cosa rossa» vanno a pietire alla sua corte e balbettano perché non si rendono conto, nemmeno adesso, che non c’è più partita alle vecchie condizioni. Subita la sconfitta pensano a un nuovo centrosinistra con Il Pd. Non vedono che sarà il Pd a negarglielo. E ciò è tanto più inescusabile di fronte all’evidenza: dopo le elezioni Berlusconi e Veltroni si metteranno d’accordo per cambiare la Costituzione e la legge elettorale. Per questo, se lo scarto tra la destra e il Pd sarà contenuto, potranno ancora meglio coprire l’inganno, dicendo che non se ne può fare a meno. A quel punto potranno, con vantaggio reciproco, chiudere i conti con tutte le opposizioni, privare i cittadini di ogni possibilità di reazione organizzata e democratica, blindare, con un bipartitismo tanto perfetto quanto truffaldino, la scena politica del paese. Poi si combatteranno, come si combattono democratici e repubblicani in America, ma all’interno della casta, pronti a bastonare chiunque si opporrà ai loro termovalorizzatori, alla privatizzazione dell’acqua e della giustizia, al monopolio dell’informazione.
Dunque pensare adesso a un futuro, ipotetico centrosinistra è esercizio vacuo. Questo discorso potrà riaprirsi, a nostro vantaggio, solo se una sinistra forte potrà ricompattarsi, annullando il quadro politico voluto da Berlusconi e Veltroni. Il problema reale, l’unico oggi, è cambiare i rapporti di forza attuali.
C’è una sola risposta possibile, opposta a quella che alcuni della «cosa rossa» stanno già avanzando: Veltroni corra da solo dappertutto. Nessuna convergenza, nessuna alleanza, a nessun livello. Non a Roma, in nessun posto. Che è la condizione per non ricadere nella trappola del «grande babau» Berlusconi, nella quale da un decennio siamo stati tutti rinchiusi. Una trappola che ci costringerebbe a rimanere muti, a fare sconti al Pd e ad attaccare un finto bersaglio. Una trappola che ci costringerebbe a votare, ancora una volta, per persone di cui non abbiamo stima e fiducia.
L’attacco politico deve essere concentrato infatti proprio sul Pd, per molte e convergenti ragioni. La più importante delle quali, tattica, è che una parte non indifferente del suo elettorato potenziale è ancora «di sinistra» e si illude. Per questo è necessario tentare di recuperarla. Ma ciò è possibile solo non lasciando equivoci al riguardo del Pd. Inoltre andare alle elezioni attaccando solo Berlusconi significa perdere le elezioni e perdere anche la faccia.
E così veniamo alla «cosa rossa». Il popolo democratico e della sinistra aspettava un segnale chiaro e non lo ha ancora avuto. Il rischio di un astensionismo di massa a sinistra è altissimo e giustificato. Dunque alla «cosa rossa» io dico: avete ancora la possibilità di dare questo segnale. Una sola. Non presentatevi al paese come la sommatoria di quattro apparati. Non rappresentate che una parte – per quanto importante e gloriosa - del vasto popolo della sinistra, ma non potrete costituire, da soli, il punto di aggregazione per tutti. E’ vostro dovere politico e morale contribuire a crearlo. Sarebbe deleterio, per tutti, se pretendeste di esaurire in voi le speranze di coloro che hanno ingoiato, anche con il vostro contributo, tutte le medicine più amare in questi anni.
Dovete accettare la formazione di liste aperte, decise in primarie dove chiunque potrà candidarsi, da farsi con una consultazione di massa sul web, nelle forme della maggiore trasparenza. I candidati che ne usciranno saranno i candidati di tutti, dei partiti, dei cittadini, dei movimenti. Se queste condizioni non saranno prese in considerazione io non vi voterò. Non costringete il popolo della sinistra e democratico a voltarvi le spalle.
il manifesto 13 febbraio 2008
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