Mafia, revocato carcere duro a boss Madonia
PALERMO - Il giudice del tribunale di sorveglianza di Torino ha revocato il carcere duro, previsto dal 41 bis, per il boss mafioso stragista, Nino Madonia. Il capomafia di Palermo ha impugnato la nuova norma sul carcere duro e i magistrati piemontesi, competenti per territorio, perché il detenuto è a Novara, l'hanno accolta. Nino Madonia è stato condannato per l'omicidio dell'imprenditore Libero Grassi e per le stragi del 1993 di Firenze e Roma.
41 BIS A MADONIA REVOCATO E RIATTIVATO NEL 2007 - Il carcere duro al boss di Cosa nostra palermitana Nino Madonia era stato già revocato dal tribunale di Torino a febbraio del 2007. Dopo 24 ore, su disposizione del ministro della Giustizia, al capomafia palermitano, però, venne ripristinato il 41 bis. Madonia aveva però fatto ricorso, attraverso il suo legale, l'avvocato Giovanni Anania, contro la decisione del Guardasigilli. L'istanza è ora stata accolta dal tribunale di Torino. Il capomafia è stato condannato a diversi ergastoli per la strage di via Pipitone Federico in cui venne ucciso il consigliere istruttore Rocco Chinnici e per quella della circonvallazione, in cui morirono il boss catanese detenuto Alfio Ferlito, tre carabinieri che lo scortavano e l'autista giudiziario, e per diversi omicidi tra cui quello del vicequestore Ninni Cassarà e gli agenti di polizia Roberto Antiochia e Natale Mondo e il commissario Beppe Montana (ma non, come scritto in precedenza, per l'assassinio dell'imprenditore Libero Grassi e per le stragi del 1993 a Firenze, Roma e Milano). A casa di Antonino Madonia, che abitava in via D'Amelio, proprio di fronte alla casa della madre del procuratore aggiunto Paolo Borsellino e dove avvenne la strage del '92, venne trovato, nel 1989, il cosiddetto libro mastro delle estorsioni, il primo elenco di oltre 100 tra imprenditori e commercianti vittime del racket.
2008-07-02 18:54
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