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Vecchio 11-12-2008, 19.26.46
gladiatore78rm
 
Israele e Usa divisi sull’attacco a Teheran

Israele e Usa divisi sull’attacco a Teheran
michele.zurleni Mercoledì 10 Dicembre 2008 Nessun commento 1 2 3 4 5 0 voti - Vota questo postCondividi

Che ci possano essere le condizioni per arrivare ad una frizione tra Israele e Stati Uniti, tra due paesi alleati da decenni, alcuni analisti lo avevano previsto subito dopo l’elezione di Barack Obama. Ma ora, un’autorevole voce dell’establishment democratico si pronuncia con una chiarezza senza precedenti. E avverte che il possibile strappo è dietro l’angolo: la questione iraniana può provocare un forte raffreddamento dei rapporti tra Washington e Gerusalemme.

La frase è stata formulata da Zbigniew Brzezinski, ex consigliere per la sicurezza di Jimmy Carter, uomo che, negli scorsi mesi, ha dato molti consigli di politica estera al neo-eletto presidente Usa. L’ottuagenario diplomatico, ex architetto della resistenza dei Muhjaeddin in Afghanistan contro i sovietici, ha spiegato in una intervista al quotidiano israeliano Haaretz quale sarà la strategia di Obama. E, ha dato qualche suggerimento all’attuale governo d’Israele. “Il primo: non faccia una campagna per un blitz militare statunitense in Iran, perché non penso che noi lanceremo l’attacco, visto che avrebbe delle conseguenze disastrose. L’esecutivo israeliano non faccia opera di lobbying a Capitol Hill o alla Casa Bianca perché sarebbe controproducente per le nostre relazioni.” Brzezinski ha spiegato che gli Stati Uniti non posso permettersi di aprire un terzo fronte di guerra, visto che sono già impegnati in Iraq e Afghanistan. Non solo. A suo giudizio, le mosse in Medioriente dell’amministrazione Bush hanno rafforzato il ruolo di Teheran nella regione, invece che indebolirlo.

Attaccare i siti nucleari iraniani rischia di dare agli Ayatollah ancora più forza. Quindi è meglio non usare le armi, ma il dialogo, come proposto da Obama. Nessun blitz americano. E neppure un attacco “solitario” dell’aviazione israeliana. “Non so se gli iraniani credono veramente all’opzione militare - ha dichiarato Zbigniew Brzezinski - ma non credo che comunque possa essere alla portata degli aerei con la Stella di David, che non sono in grado di distruggere le infrastrutture nucleari iraniane. “Un blitz israeliano, insiste nell’intervista a Hareetz, “si limiterebbe solo a rallentare il programma nucleare iraniano. In compenso, i nazionalisti gli estremisti e fondamentalisti del regime diventerebbero ancora più forti”. L’America non ha alcun interesse a che ciò accada. Sono gli stessi concetti espressi da Barack Obama in una recente intervista televisiva. La sua amministrazione punterà al dialogo con Teheran. Offrirà incentivi economici agli iraniani affinché terminino il loro sforzo per arrivare ad avere il potenziale per costruire un’arma atomica. Cercherà di persuadere il regime degli Ayatollah che questa è la migliore soluzione. Queste parole, sommate a quelle di Brzezinski hanno fatto molta impressione in Israele. Secondo il quotidiano Yedioth Ahronoth, significano che “non ci sarà alcuna prova di forza” da parte degli Usa. Parole che hanno deluso anche il leader del Likud Benjamin Netanyahu, possibile futuro primo ministro israeliano dopo le elezioni anticipate del 10 febbraio prossimo, il quale si è mostrato contrariato per le posizioni espresse. A chi gli chiedeva un commento sul fatto che Obama non avesse espressamente parlato della possibile militare, Netanyahu, reduce dalle primarie del suo partito, ha detto: “Ho incontrato mesi fa Barack Obama e ricordo ciò che mi disse: è inaccettabile il fatto che l’Iran possa avere la bomba atomica”. Una risposta diplomatica che significa solo una cosa: se diventerà premier, il numero uno del Likud si adopererà per arrivare anche a un attacco contro Teheran pur di eliminare dal Medioriente lo spettro di un”atomica islamica”. E, così, si arriverà a quello che gli analisti israeliani avevano già ipotizzato: una frizione tra i due paesi, tra Israele e Stati Uniti. Divisi sulla ricetta da adottare per fermare gli Ayatollah. In questo quadro sarà fondamentale l’atteggiamento del neo Segretario di Stato Usa Hillary Rodham Clinton. Lei è sempre stata favorevole a un attacco contro l’Iran. Da che parte farà pendere la sua influenza quando sarà il momento delle decisioni?


ANCHE IO RITENGO CHE LA GUERRA IN IRAQ ABBIA FORTEMENTE RAFFORZATO L'IRAN, SIA DA UN PUNTO DI VISTA ECONOMICO (CON IL PETROLIO SCHIZZATO ALLE STELLE) SIA DA UN PUNTO DI VISTA STRATEGICO (CON L'ELIMINAZIONE DI UN SUO ACERRIMO RIVALE E LA CREAZIONE DI UNO STATO A MAGGIORANZA SUNNITA MOLTO VICINO A AMHADINEJAD) SIA DA UN PUNTO DI VISTA POLITICO (DANDO LINFA AL REGIME E COMPATTANDO IL PAESE CONTRO NEMICI ESTERNI QUANDO ANDAVA RAFFORZATA L'OPPOSIZIONE INTERNA).
 
Vecchio 11-12-2008, 20.26.21
Ali
 
Citazione:
Originalmente inviato da gladiatore78rm
ANCHE IO RITENGO CHE LA GUERRA IN IRAQ ABBIA FORTEMENTE RAFFORZATO L'IRAN, SIA DA UN PUNTO DI VISTA ECONOMICO (CON IL PETROLIO SCHIZZATO ALLE STELLE) SIA DA UN PUNTO DI VISTA STRATEGICO (CON L'ELIMINAZIONE DI UN SUO ACERRIMO RIVALE E LA CREAZIONE DI UNO STATO A MAGGIORANZA SUNNITA MOLTO VICINO A AMHADINEJAD) SIA DA UN PUNTO DI VISTA POLITICO (DANDO LINFA AL REGIME E COMPATTANDO IL PAESE CONTRO NEMICI ESTERNI QUANDO ANDAVA RAFFORZATA L'OPPOSIZIONE INTERNA).
Condivido quello che hai scritto, ma bisogna specificare che in Iraq la popolazione è stata sempre, tranne quale rara eccezione nei secoli passati, a maggioranza confessionale shiita.
Di conseguenza non è stato creato uno stato a maggioranza sunnita o shiita ma è stata ridata la voce ad una confessione maggioritaria, quella shiita, che durante il regime di Saddam ha subito, nella indifferenza delle anime candide occidentali che si sono ricordate dell'esistenza di una dittatura sanguinaria come quella di Saddam solo quando ha fatto più comodo ai cani da guardia stars and stripes, repressione e persecuzioni indicibili.

Dal punto di vista politico invece non è cambiato molto, il problema della opposizione interna frammentata non è dovuta in maniera prevalente alla indifferenza o agli errori dell'Occidente o chissà che altro, ma dalla stessa opposizione in primis che è sempre stata, in questi anni, estremamente divisa nei metodi di lotta da seguire. La guerra non ha cambiato niente nello scenario
politico iraniano, del resto sono anni che l'Iran sovvenziona in maniera generosa organizzazioni irachene come lo SCIRI, la Da'wa, o il Jaish al Mahdi di Moqtada al Sadr. Più che altro ha dato nuova linfa al regime come tu stesso hai fatto notare, ma
non ha ricompattato la popolazione contro nemici esterni in quanto nella guerra contro Saddam, l'Iran e gli Usa si sono, per l'ennesima volta, trovati nello stesso schieramento.
 
Vecchio 11-12-2008, 22.22.25
gladiatore78rm
 
si è vero che in iran la popolazione è sempre stata a maggioranza sciita ma sotto saddam erano i sunniti a comandare e quindi l'influenza iraniana era inesistente. anzi i due paesi erano acerrimi nemici, oggi il governo iracheno spinge gli usa verso un compromesso con l'iran, al tempo di saddam invece era l'iraq a attaccare gli iranianiani. in quanto ai problemi dell'opposizione in iran non mi pronuncio perchè ne so troppo poco e mi rifaccio a quello che dici tu.
 
Vecchio 12-12-2008, 00.05.12
Ali
 
Immagino tu voglia dire in Iraq la maggioranza della popolazione è di natura confessionale shiita, cmq del regime di Saddam si può dire qualsiasi cosa tranne che avesse favorito una confessione a vantaggio dell'altra in quanto il suo regime era strettamente laico. Solamente poco tempo prima dell'invasione del Kuwait, il satrapo si è riscoperto investito da una missione religiosa, invocando una jihad e dipingendosi come un novello Salahuddin. Ma non gliene poteva fregare una emerita mazza, del resto durante il suo regime anche clan sunniti a lui avversi hanno subito una dura repressione in quanto la sua tecnica era quella di favorire un clan a discapito di altri. Con i sunniti ci riusciva perfettamente e li teneva sottomessi al suo potere, con gli shiiti no e questo ha attirato alle organizzazioni di questa confessione gli strali violenti del regime.

Era immaginabile che le organizzazioni irachene avrebbero spinto gli alleati statunitensi ad una distensione nei confronti dell'Iran, e ritengo questo un enorme errore in quanto l'impostazione politica e ideologica delle organizzazioni irachene, tranne alcune eccezioni, è perfettamente in sintonia con quella vigente nella repubblica islamica. Sono sempre stati i loro maggiori finanziatori, ed oggi hanno un arma di ricatto in più nei confronti di chi sostiene la sua opposizione interna. Oltre naturalmente a quelli che noi tutti ben conosciamo.
 
Vecchio 12-12-2008, 08.06.20
satanassoetneo
 
Citazione:
Originalmente inviato da Ali
Immagino tu voglia dire in Iraq la maggioranza della popolazione è di natura confessionale shiita, cmq del regime di Saddam si può dire qualsiasi cosa tranne che avesse favorito una confessione a vantaggio dell'altra in quanto il suo regime era strettamente laico. Solamente poco tempo prima dell'invasione del Kuwait, il satrapo si è riscoperto investito da una missione religiosa, invocando una jihad e dipingendosi come un novello Salahuddin. Ma non gliene poteva fregare una emerita mazza, del resto durante il suo regime anche clan sunniti a lui avversi hanno subito una dura repressione in quanto la sua tecnica era quella di favorire un clan a discapito di altri. Con i sunniti ci riusciva perfettamente e li teneva sottomessi al suo potere, con gli shiiti no e questo ha attirato alle organizzazioni di questa confessione gli strali violenti del regime.

Era immaginabile che le organizzazioni irachene avrebbero spinto gli alleati statunitensi ad una distensione nei confronti dell'Iran, e ritengo questo un enorme errore in quanto l'impostazione politica e ideologica delle organizzazioni irachene, tranne alcune eccezioni, è perfettamente in sintonia con quella vigente nella repubblica islamica. Sono sempre stati i loro maggiori finanziatori, ed oggi hanno un arma di ricatto in più nei confronti di chi sostiene la sua opposizione interna. Oltre naturalmente a quelli che noi tutti ben conosciamo.
attaccare l'Iran è un vecchio progetto dell'Impero e di Israele. Cercano il momento opportuno. Arriveranno con i bombardieri pesanti e distruggeranno subito centinaia di migliaia di persone, fabbriche, città, tutto. Dopo aver quasi ridotto in polvere l'Iran scenderanno a terra con le truppe di occupazione. E qui di impantaneranno come è successo dappertutto agli americani a cominciare dalla Corea. per il semplice motivo che combattono per lo stipendio di fine mese e per conto delle multinazionali. Per quanto sia immensa la forza militare USA senza adeguata motivazione non si va da nessuna parte.



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