Citazione:
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Originalmente inviato da gladiatore78rm
ANCHE IO RITENGO CHE LA GUERRA IN IRAQ ABBIA FORTEMENTE RAFFORZATO L'IRAN, SIA DA UN PUNTO DI VISTA ECONOMICO (CON IL PETROLIO SCHIZZATO ALLE STELLE) SIA DA UN PUNTO DI VISTA STRATEGICO (CON L'ELIMINAZIONE DI UN SUO ACERRIMO RIVALE E LA CREAZIONE DI UNO STATO A MAGGIORANZA SUNNITA MOLTO VICINO A AMHADINEJAD) SIA DA UN PUNTO DI VISTA POLITICO (DANDO LINFA AL REGIME E COMPATTANDO IL PAESE CONTRO NEMICI ESTERNI QUANDO ANDAVA RAFFORZATA L'OPPOSIZIONE INTERNA).
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Condivido quello che hai scritto, ma bisogna specificare che in Iraq la popolazione è stata sempre, tranne quale rara eccezione nei secoli passati, a maggioranza confessionale shiita.
Di conseguenza non è stato creato uno stato a maggioranza sunnita o shiita ma è stata ridata la voce ad una confessione maggioritaria, quella shiita, che durante il regime di Saddam ha subito, nella indifferenza delle anime candide occidentali che si sono ricordate dell'esistenza di una dittatura sanguinaria come quella di Saddam solo quando ha fatto più comodo ai cani da guardia stars and stripes, repressione e persecuzioni indicibili.
Dal punto di vista politico invece non è cambiato molto, il problema della opposizione interna frammentata non è dovuta in maniera prevalente alla indifferenza o agli errori dell'Occidente o chissà che altro, ma dalla stessa opposizione in primis che è sempre stata, in questi anni, estremamente divisa nei metodi di lotta da seguire. La guerra non ha cambiato niente nello scenario
politico iraniano, del resto sono anni che l'Iran sovvenziona in maniera generosa organizzazioni irachene come lo SCIRI, la Da'wa, o il Jaish al Mahdi di Moqtada al Sadr. Più che altro ha dato nuova linfa al regime come tu stesso hai fatto notare, ma
non ha ricompattato la popolazione contro nemici esterni in quanto nella guerra contro Saddam, l'Iran e gli Usa si sono, per l'ennesima volta, trovati nello stesso schieramento.