Ciao a tutti voglio raccontare una parte della mia vita per poterla poi confrontare con la vostra.
Tempo fa vivevo in una società ed in un ambiente sgadevole, non ho mai avuto dei buoni genitori e neanche dei buoni amici, quest'ultimi non sapevano fare altro che andare fuori di testa. Il mio modo di pensare e di divertirmi era molto diverso, di conseguenza mi sono autospinto in un isolamento "costretto" dal mondo che mi circondava. Non scrivo questo cercando di colpevolizzare persone o cose, lo scrivo solo per rendere l'idea...di sicuro la colpa è mia di tutto questo. In quel periodo ho cominciato ad usare il computer in modo assiduo, sempre di più fino a diventarne dipendente. La vita sociale ed affettiva andava avanti in modo regolare, isolamento compreso.
Anni fa esplose in me qualcosa, una forza diversa dal solito...qualcosa che non riuscirei a spiegare ma che mi diede la giusta spinta...lasciai la mia famiglia, il mio lavoro, la mia ragazza...lasciai tutto ritrovandomi in una nuova città solo, senza nulla.
Nella prima parte descritta il computer mi ha aiutato molto, per me era un rifugio, un sistema per esprimermi, per occupare il tempo, per evitare la solitudine e depressione del mondo in cui vivevo. Nella seconda parte ha assunto un valore inferiore ma forse per questioni di abitudini ho sempre continuato ad usarlo, anche perchè per ora non ho grandissime conoscenze (persone).
Detto questo per me il mio computer è un rifugio, credo che grazie a lui non ho mai conosciuto il sentimento di "solitudine".
Oggi però la penso diversamente e vedo il mio computer come un oggetto che in questo preciso momento vorrei distruggere...perchè mi ha dato molto ma nello stesso tempo mi ha tolto parte della mia vita.
Voi cosa ne pensate? Cosa è per voi il vostro computer? Quali sentimenti percepite?
