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Forum di politica, cultura, società - 2008

 
Vecchio 10-01-2008, 15.02.48
foglie di acqua
 
Partire è un po’ vivere

Partire è (pare) un po’ vivere





GUIDO CERONETTI



E partono.
Una volta partiti non sai quando e se tornino. C’è una guerra schiumante, ma da mesi il volo è prenotato. A volte il ritorno è per la benedizione in parrocchia, ma almeno aver assaggiato i tesori dell’Africa e dell’Asia oggi alla portata di tutti, fenomeno che la storia registra pigramente, in mancanza di meglio.

Partono.

L’esistenza priva di rischi è rigettata, arriva finalmente il pericolo di essere sequestrati, le notti col valium si riempiono di incendi, terrore, spari! Il filosofo che calcolava i passi delle sue passeggiate fuori casa, sempre sullo stesso viale, Immanuel Kant, aveva confessato a un visitatore russo: «L’uomo è fatto per il movimento, l’uomo è azione» e aveva accolto con passione l’Ottantanove e le prime campagne di Bonaparte (non ne vide le armate dare anche ai suoi tedeschi sonnacchiosi uno scossone violento). Ma quelle erano vere azioni, non surrogati di azioni, non del virtuale vissuto, simulazioni - perché i nostri li aspetta il rientro nel prima, nella routine inesorabile del lavoro, fino alle prossime, già progettate, dopo le invernali, vacanze estive.

Un bravo autista di taxi che conosco, si è pappato in tre anni questa escalation: nel 2005 vacanza estiva in Spagna fino a Cadice; 2006 viaggio d’autunno di gruppo in India - dieci giorni da stramazzare - 2007, altro di quindici in Amazzonia, giro della foresta, e poi Bahia, Brasilia, l’immancabile Rio, con incalcolabili ore di volo quotidiano, le insonnie, le dissenterie. Mi pareva stavolta un po’ preoccupato.

- Sai niente di Gianluca e Lucetta? -

- Il cellulare non prende. L’ultimo contatto l’abbiamo avuto da Aden, la zona è a rischio, ma erano felici... -

Quando si moltiplicano gli appelli radio, e si forma, per la coppia di spedizionieri-non-più-Nessuno, lo Staff di Crisi, e compaiono dappertutto le loro immagini - il cielo è toccato! Giubilo, sequestrati dai guerriglieri barbuti e maltrattati perché miscredenti! Trattative di Stato, Ministeri fiammeggianti nella notte. Riscatto da pagare, o diplomazia del mistero?

Ed eccoli, invece di tornare all’orario, spariti - per mesi! Poi i trasporti per la liberazione, le telefonate convulse: - Mamma, siamo liberi! Torniamo domani! - Le autorità ad accoglierli alla scaletta, i fiori, il Tg1 con tripla postazione, gli abbracci senza fine... Mai sarebbe successo, se si facevano quindici giorni di spassi a Londra, a Berlino... Mai sarebbero spariti dal controllo sociale globalizzante, i quindici giorni di Berlino per quale genere di racconto appassionato avrebbero mai fornito argomento?

Non so: sparire...? Una segreta volontà-vanità di sparire, sarà forse questa la chiave per tante sciocche, irrazionali, superflue partenze?

Segno, certo direi, di volontà dell’Europa, in specie dell’Italia, della Francia, le due nazioni più stanche, di non esserci più - nella Storia... E tutti invece a ustionarci di spintoni verso il futuro, e a smentire: morta la storia, finita? Ma se sta appena cominciando... E impostura e dottrina a dare di pùngolo, a tirare le ombre refrattarie: bisogna riprendere il ruolo, sorpassare, non farsi sorpassare, i mercati... E a deplorare tanta pochezza d’iniziativa... Ma l’iniziativa vera è quella di andare a rischiare la vita (e la storia tutta quanta) dove non si è chiamati da nulla, eccetto che dall’abisso... Il quale, tuttavia, è anche sulla via maestra della storia-che-avanza, che sorpassa, che compete, solo qualche centinaio di metri più in là... Puoi dare soltanto della sciocchina alla piccola cassiera che smaltisce i carrelli in sempiterno con movimenti sempre uguali e che per capodanno va a farsi medicare una piaga da appena cavarsela - per scheggia di bomba beccata in un suq, in una tenda di Medici senza Frontiere?

Storia è petrolio, nausea dei comportamenti umani deliranti al cento per cento... Nausea invincibile - meglio le notti di Mogadiscio... di Islamabad...

Oswald Spengler non so se l’abbia immaginato, che fossimo così nauseati da tutto, così sepolti vivi in un mai visto fermento brulicante di vita scoppiata da ogni misura.



10/1/2008

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