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L'Archivio
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Forum
di politica, cultura, società - 2008
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15-05-2008, 00.43.37
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Italia invasa dai Rom?
Rom, quando l'immaginario collettivo oscura la realtà
Sono circa 130-150 mila nel paese e sono il popolo meno gradito agli italiani: per l'81% sono poco o per nulla simpatici e per il 92% ''zingaro'' equivale a ''ladro''
ROMA - Quanti sono in Italia i rom e i sinti? A differenza di quello che si pensa normalmente sono pochi: si stimano infatti fra le 130 mila e le 150 mila unità. Rappresentano tuttavia la minoranza più consistente, anche se, con lo 0,25%, costituiscono la percentuale più bassa dell'Europa mediterranea; nettamente inferiore allo 0,6% della Francia, all'1,8% della Spagna e al 2% circa della Grecia. La metà di loro (si tratta di circa 70mila persone giunte in Italia fra il XV secolo e il 1950) ha la cittadinanza italiana, mentre tutti gli altrii sono extracomunitari (provenienti soprattutto dalla ex Iugoslavia) o cittadini comunitari della Romania. Una minoranza nella minoranza è quella proveniente dalla Francia. La stragrande maggioranza dei rom e dei sinti residenti in Italia è stanziale; molti di loro non hanno nessuna esperienza di nomadismo. Si stima che solo l'8% pratica ancora qualche forma di nomadismo, ma non si tratta mai di un vagabondare senza meta, quanto piuttosto di spostamenti ciclici su aree ben definite, effettuati per ragioni di lavoro e commercio. Sono i dati contenuti in una ricerca pubblicata da Aggiornamenti Sociali, mensile di ispirazione cristiana, redatto da un gruppo di gesuiti e di laici, impegnati nei Centri Studi Sociali di Milano e di Palermo con la collaborazione di esperti qualificati nelle varie discipline (fa parte della rete delle riviste sociali e dei Centri Studi Sociali dei gesuiti in Europa, e della Federazione «Jesuit Social Network – Italia).
Nella ricerca si divide l'analisi in due. Da una parte la raccolta di dati generali sulle presenze dei rom, dall"altra l’immaginario sui rom e dei rom. Dalla ricerca risulta che le opinioni diffuse nei confronti di rom e sinti sono estremamente negative: sono infatti il popolo meno gradito agli italiani: l'81% del campione li giudica poco o per nulla simpatici, mentre solo il 39% esprime un giudizio altrettanto duro sull'insieme degli immigrati. Tolti coloro che dichiarano di non sapere come rispondere, solo il 6,7% li considera simpatici. Se è vero che in generale la simpatia nei confronti di tutte le popolazioni considerate straniere è diminuita in questi anni, è pur vero che nessun gruppo etnico ha una valutazione così negativa in Italia. Altro elemento da rimarcare, e su cui occorrerebbe avviare una seria riflessione, è quello - inaspettato - del rapporto fra pregiudizio e livello di scolarizzazione: i nostri dati mostrano infatti che, mentre all'aumentare del titolo di studio aumenta la simpatia per i popoli stranieri, nel caso dei romeni e, soprattutto, dei rom e sinti, avviene il contrario. Al crescere del titolo di studio, cioè, cresce l'antipatia nei confronti di queste popolazioni: se il 71% di quanti hanno la licenza elementare non ha simpatia verso questi gruppi, la percentuale sale al 90% fra quanti hanno la laurea. Infine, il sentimento di antipatia è diffuso trasversalmente rispetto all'autocollocazione politica, quasi senza scarti fra chi si sente di destra o di centro-destra (88%) e chi si sente di sinistra (86%).
Le rappresentazioni emerse non sono quasi mai positive, ma si legano immediatamente, e come prima risposta, da un lato a immagini e sentimenti di avversione (per il 47%), dall'altro a un'idea di emarginazione e povertà (35%). L'immagine dello «zingaro» tende a combaciare con quella del ladro (secondo il 92% del nostro campione), che vive in un gruppo chiuso (87%), che sta «per propria scelta» in campi ai margini della città (83%), e che in molti casi sfrutta i bambini (92%). Al tempo stesso vi sono anche alcune opinioni più positive. Il 65% del campione ammette - ed è un'ammissione importante - che si tratta di un popolo emarginato, uno dei più discriminati, che subisce la propria condizione e non l'ha presa come scelta di vita. Circa il 73% tende a considerare rom e sinti come dotati di un grande senso di libertà (in questo riprendendo un po' lo stereotipo cinematografico dei «figli del vento») e con comunità molto solidali al proprio interno (85%). Hanno anche un immaginario maggiormente «positivo», che comunque si affianca a opinioni negative, soprattutto i pensionati (per il 73%), i residenti nel Nord-Est (74%) e chi si colloca a sinistra (71%). Gli atteggiamenti più radicalmente ostili e che non mostrano aperture sono dominanti tra quanti sono più disinformati. La ricerca pubblicata da Aggiornamenti sociali è stata curata da Paola Arrigoni, ricercatrice dell’Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione (Ispo) e da Tommaso Vitale, docente di Sociologia all’Università Bicocca di Milano. (pan)
Redattore Sociale, 14 maggio 2008
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15-05-2008, 00.45.57
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Italia invasa dai rom? E' quattordicesima in Europa
In Ue sono 9-12 milioni. Circa 300 mila vivono in Francia, 300 mila nel Regno Unito (300 mila), 800 mila Bulgaria, Spagna e Ungheria. Italia al quattordicesimo posto
ROMA – Non esiste un’unica popolazione rom o “zingara” e non esiste soprattutto ancora un censimento ufficiale in Europa su di loro. Secondo gli studiosi, le popolazioni rom sono infatti una «galassia» di minoranze che però non hanno la stessa storia, né una cultura omogenea o un'unica religione. In comune hanno una lingua di ceppo indiano, anche se i diversi gruppi parlano dialetti con molte differenze, dovute ai molteplici prestiti linguistici mutuati dal Paese in cui si sono radicati. È difficile quindi stimare quante persone appartengano a questa galassia di minoranze. Si parla di dodici-quindici milioni di individui in tutto il mondo: la maggior parte vive in Europa di cui il 60-70% nei Paesi dell'Est.
In genere i rom provengono dall’est, mentre a ovest troviamo i sinti, i manus, i kale, i romanichals (o romanicèls), con esigue minoranze di rom. Si tratterebbe quindi di una «minoranza diffusa», dispersa e transnazionale. In questa situazione si complica quindi la definizione dei diritti dei rom. Secondo uno studio pubblicato da Aggiornamenti sociali, mensile gesuita, su scala nazionale, i rom e i sinti acquisiscono diritti esclusivamente come individui, quando sono riconosciuti cittadini di uno Stato (e risultano quindi «territorializzati», almeno a questa scala). I rom non hanno una patria comune, né tanto meno una terra promessa ove fare ritorno. Subiscono le conseguenze della concezione di Stato-nazione moderno che consiste nell'identificare luogo e cultura, intrappolando persone e istituzioni entro schemi territoriali che non permettono di rendere conto di tutte le situazioni.
In Europa si calcola che viva un gruppo di circa 9-12 milioni di persone e in qualche paese del centro e dell'est europa (Romania, Bulgaria, Serbia, Turchia, Slovacchia) arrivano a rappresentare fino al 5% della popolazione. In base alle informazioni che abbiamo a disposizione, si può dire che la Romania guida la classifica dei paesi con maggior numero di gitani: l'ultimo censimento ufficiale per la Romania (2002) parlava di una minoranza che si aggira tra il milione e 200 mila e i due milioni e mezzo. Seguono Bulgaria, Spagna e Ungheria a pari merito (800 mila), Serbia e Repubblica Slovacca (520 mila), Francia e Russia (tra i 340 e 400 mila; ma secondo il rapporto di Dominique Steinberger del 2000 in Francia vivrebbero almeno un milione di zingari, Regno Unito (300 mila), Macedonia (260 mila), Repubblica ceca (300 mila), Grecia (350 mila). L'Italia è al quattordicesimo posto con una stima, ufficiosa in assenza di un censimento, che si aggira sui 120 mila. Sappiamo che oggi quel numero è salito fino a 150-170 mila. (pan)
Redattore Sociale, 14 maggio 2008
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15-05-2008, 00.47.52
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Consiglio Europa: no commissari rom
Hammarberg: cosi' si trasformano tutti in criminali
(ANSA) - STRASBURGO, 14 MAG - Per il Consiglio d'Europa istituire un commissario nazionale per l'emergenza rom 'si fonda su pregiudizi e non fa che perpetuarli'. Questa l'opinione di Thomas Hammarberg, commissario per i diritti umani presso il Consiglio d'Europa, secondo il quale con questi interventi tutti i rom vengono 'trasformati' in criminali. Inoltre, per il commissario, 'entrare in un Paese, anche illegalmente, non puo' essere considerato un crimine'.
2008-05-14 22:54
www.ansa.it
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15-05-2008, 01.26.37
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Meno male che siamo entrati in Europa. mai scelta è stata più opportuna. Certo che se deve farla il Consiglio d'Europa l'opposizione al Governo italiano siamo proprio apposto!!!
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15-05-2008, 10.36.21
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Citazione:
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Originalmente inviato da Edric
Meno male che siamo entrati in Europa. mai scelta è stata più opportuna. Certo che se deve farla il Consiglio d'Europa l'opposizione al Governo italiano siamo proprio apposto!!!
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a me sembra che nessuna organizzazione internazionale faccia qualcosa: inventi un modello culturale, tratti coi paesi d'origine etc... etc...edric tu ed altri parlate spesso del futuro, ma la politica deve rispondere anche ORA E SUBITO.
è evidente che non si puo' pattugliare le coste, tutti sanno, pero', che a gibilterra la polizia spagnola (aznar, zapatero nulla cambia) tratta in modo disumano glli emigrati. Questo rassicura chi li vota.
in altri paesi la politica risponde. in germania si mantiene l'ordine apparente (quello che poi succede, per esempio alle donne, e non si vede non importa... ai cittadini non importa. è la verità). si va all'ospedale e non si è inseguiti da tutti, nelle strade non c'è nessuno che vende e pochi mendicanti.una volta a torino ho tamponato una straniera; si è scoperto che era una prostituta e sfruttatrice, nel giro di pochi giorni è stata accompagnata in aereoporto e mandata in brasile. E' cosi' terribile?
voi dite non c'è reato in clandestinità (il reato non abbisogna sempre di dolo e colpa); posso essere d'accordo e lo sono. ogni commissario è visto come chissà cosa (forse non servirà). ogni misura ventilata come frutto di chissa' che complotto fascista e nazista.dare del razzista è troppo facile. Ma allora cosa si fa ORA?
l'articolo dice che non ci sono censimenti. quindi neanche dati sicuri,
ma il titolo accusa chi parla di invasione dei rom. la tesi poi non è dimostrata. no, non c'è invasione, ma c'è un forte aumento dei rom
causa fatti incontestabili
l'italia e la grecia è l''UNICA a non aver immesso condizioni all'arrivo dei romeni. questa è realtà, realtà voluta e contrattata da prodi e frattini (uno di qua e uno di la') con la romania (che ora ci accusa anche di razzismo, incredibile). la romania ha espulso di fatto la parte di popolazione che piu' non piaceva (cosi' come è avvenuta con l'albania, situazione poi normalizzata con accordi e interventi autorevoli anche di politici di sinistra) ed erano (lo dice anche la'rticolo) i rom che sono molto odiati sia dai romeni che dai moldavi.
adesso edric dove sono andati i rom che comunque non hanno intenzione e non hanno mai fatto una vita agiata? hanno forse scelto un paese con delle limitazioni o uno dove appena arrivati potevano chiedere (mezzi nudi ed affamati e io ho visto certe scene) il codice fiscale? a tuo parere questo è giusto nei confronti dei molti immigrati che cercano un permesso pur lavorando da anni? se l'italia avesse fatto come il resto d'europa sarebbe satto cosi' terribile o frutto di un ascelta giusta ed equa?
ci sono solo molte indagini di associazione a delinquere in cui si parla di gruppi di persone che usano bambini a adulti disabili (sempre disabili, con strane mutilazioni, dolose), reati terribili.
basta sentire il beccaria, il carcere milanese minorile e chiedere quali soo le possibilità di reinserimento per un ragazzi rom.
queste cose sono davanti agli occhi di tutti, ma i giornali fanno titoli il cui contenuto pero' non dimostra assolutamente che i rom in italia non sono aumentati e che la politica di fronte a situazioni disagiate debba intervenire (senza criminalizzare un'etnia). almeno che c'è un problema bisogna ammetterlo. o sono pazza?
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15-05-2008, 14.13.26
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Citazione:
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Originalmente inviato da azzurra33
a me sembra che nessuna organizzazione internazionale faccia qualcosa: inventi un modello culturale, tratti coi paesi d'origine etc... etc...edric tu ed altri parlate spesso del futuro, ma la politica deve rispondere anche ORA E SUBITO.
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Non ho capito dove avrei detto che la politica non si deve occupare dell'ora e subito. Oddio, se si deve occupare dell'ora e subito è perchè prima ha fallito. Il compito della politica dovrebbe essere quello di indirizzare e governare i cambiamenti per lo meno sul medio periodo. Se le emergenze esistono è dovere occuparsene. Il problema è che la nostra politica è sempre stata una politica delle emergenze. Non per nulla il rischio di fare la fine dell'Argentina non è un ipotesi, secondo me, così astrusa.
Il paese di origine è un paese che appartiene a tutti gli effetti alla UE. La UE fà bene a ricordare a tutti quali sono i principi di convivenza civile fondamentali non solo quelli economici.
Quello che non è corretto è fare di tutta un'erba un fascio.Applicazione e rispetto della legge ma per tutti e per tutto.
Da noi i Rom ed i Sinti sono molti di meno che in altri paesi. Come fanno negli altri paesi? Sono riusciti a creare qualche forma di convivenza migliore? Di integrazione? Il nostro stesso problema come lo hanno affrontato? … Sicuramente non con Commissari ad Hoc.
Non è perché in Italia c’è la mafia che noi italiani siamo tutti mafiosi. Abbiamo tutto il diritto di fare rispettare le leggi e le regole della nostra civiltà senza cadere nel razzismo o nella xenofobia.
E’ pacifico che nella stessa Romania da un po’ di tempo a questa parte sia diventati più severi per quanto riguarda chi compie reati in quel paese e che ”l’invasione rumena” sia frutto in parte anche di questo. Accordi bilaterali e regole per tutti. Per tutti però vuole dire anche per il datore di lavoro che guadagna sul lavoro nero, per il cliente della prostituta minorenne o maggiorenne di turno. Troppo comodo canalizzare la violenza e non fare i conti con la propria falsa coscienza.
Citazione:
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Originalmente inviato da azzurra33
(…)basta sentire il beccaria, il carcere milanese minorile e chiedere quali sono le possibilità di reinserimento per un ragazzi rom.(…)
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Reinserimento in che senso? Reinserimento nel campo nomadi? In questo caso se si trova al Beccaria a Milano, od al Ferrante Aporti a Torino, è perché l’affidamento al servizio sociale, piuttosto che gli arresti domiciliari, piuttosto che qualche altra misura rieducativa, è difficilmente attuabile. Se i carceri minorili sono frequentati principalmente da minori stranieri e nomadi, non è perché gli italiani non delinquono più, ma perché sono previste delle misure alternative ed un percorso diverso dal carcere.
Infatti a Torino quando è possibile, e questo avviene per i minori stranieri non accompagnati, di solito si punta sull’inserimento in comunità alloggio, e sulla frequenza di corsi di studio o professionali che consentano al minore in questione di costruirsi un futuro.
Integrazione dei Rom nella nostra società? Non credo che la società Rom abbia molte intenzioni di integrarsi nella nostra società. E’ una società molto chiusa in se stessa, impermeabile nei secoli a forme di cambiamento radicale del loro modo di essere e di sentirsi. Tuttavia molti Rom italiani a tutti gli effetti, negli anni si sono trasformati in stanziali e hanno consentito, seppure a fatica, ai figli di frequentare le scuole italiane.
Citazione:
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Originalmente inviato da azzurra33
(…)
queste cose sono davanti agli occhi di tutti, ma i giornali fanno titoli il cui contenuto pero' non dimostra assolutamente che i rom in italia non sono aumentati e che la politica di fronte a situazioni disagiate debba intervenire (senza criminalizzare un'etnia). almeno che c'è un problema bisogna ammetterlo. o sono pazza?
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Infatti il discorso è stabilire se alcuni comportamenti, al di là di chi li compie, siano o non siano un reato. Se tenere in braccio un neonato di pochi mesi in mezzo ad una strada, in pieno luglio con un sole cocente, mentre si chiede l’elemosina è maltrattamento di minore, è maltrattamento di minore e basta. Si prendono i provvedimenti del caso, e non si permette però che lo stesso maltrattamento avvenga a 50 o 500 km di distanza, spostando il problema da un'altra parte, “ lontano dagli occhi, lontano dal cuore”.
Abbiamo tutto il diritto di proteggere noi stessi, le nostre case, i nostri affetti ed i nostri soldi, ma abbiamo il dovere di farlo in modo civile e nel rispetto dei diritti umani, specie quando in mezzo ci sono anche minori, e l’Europa fa bene a ricordarcelo se non c’è lo ricordiamo noi.
Il problema c’è, inutile nasconderlo. Berlusconi ha detto che lo farà nel rispetto degli accordi internazionali. Vediamo quello che proporrà e come vorrà farlo. Mi aspetto anche però che l’intransigenza sulle regole venga applicata per tutti. Anche per coloro che incendiano i campi nomadi abusivi con i bambini dentro, o le pattuglie di polizia che vanno nei campi a menare le mani tanto per divertirsi.
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15-05-2008, 14.36.37
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Originalmente inviato da Edric
Integrazione dei Rom nella nostra società? Non credo che la società Rom abbia molte intenzioni di integrarsi nella nostra società. E’ una società molto chiusa in se stessa, impermeabile nei secoli a forme di cambiamento radicale del loro modo di essere e di sentirsi. Tuttavia molti Rom italiani a tutti gli effetti, negli anni si sono trasformati in stanziali e hanno consentito, seppure a fatica, ai figli di frequentare le scuole italiane.
Il problema c’è, inutile nasconderlo. Berlusconi ha detto che lo farà nel rispetto degli accordi internazionali. Vediamo quello che proporrà e come vorrà farlo. Mi aspetto anche però che l’intransigenza sulle regole venga applicata per tutti. Anche per coloro che incendiano i campi nomadi abusivi con i bambini dentro, o le pattuglie di polizia che vanno nei campi a menare le mani tanto per divertirsi.
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concordo.
certo. devo dire che sono andata sul sicuro con te. sapevo che saresti stato equo, d'altra parte è bello parlare con chi ascolta !!!!!! a me sembra che, da parte dell'intelligenzia, si voglia sottovalutare un problema sentitissimo. non c'è nulla di peggio per una massa che essere sottovalutata.
p.s: per quanto riguarda i carceri minorili e sull'integrazione mi riferivo alle tesi di don gino rigoldi (che a milano è conosciuto per essere uno proprio fuori dal coro) che riferiva quello che tu dici.
90 giorni per espulsione: e nel frattempo?
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15-05-2008, 14.36.45
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duplicato cancellato
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15-05-2008, 14.47.38
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Citazione:
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Originalmente inviato da azzurra33
concordo.
certo. devo dire che sono andata sul sicuro con te. sapevo che saresti stato equo, d'altra parte è bello parlare con chi ascolta !!!!!! a me sembra che, da parte dell'intelligenzia, si voglia sottovalutare un problema sentitissimo. non c'è nulla di peggio per una massa che essere sottovalutata.
p.s: per quanto riguarda i carceri minorili e sull'integrazione mi riferivo alle tesi di don gino rigoldi (che a milano è conosciuto per essere uno proprio fuori dal coro) che riferiva quello che tu dici.
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aggiungo: 90 giorni prima di espulsione. e nel frattempo?
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