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L'Archivio
di Metaforum
Forum
di politica, cultura, società - 2008
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27-02-2008, 13.17.29
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Italia dei Valori partito zeppo di condannati e inquisiti
Non sono pochi i seguaci di Antonio Di Pietro su cui pendono inchieste, richieste di condanne, sentenze avverse e tante, troppe, ombre. Lo stesso 'Tonino nazionale' e' indagato dalla Procura di Roma - con la tesoriera del partito, l'onorevole Silvana Mura - per truffa aggravata, appropriazione indebita e falso in un procedimento che cerca di fare luce sulla gestione delle risorse finanziare dell'Italia dei Valori. L'ex Pm e' 'sotto processo' anche all'ordine degli avvocati di Bergamo perche' quando lascio' la magistratura per fare il legale, prima difese il suo miglior amico accusato della morte della moglie a Montenero di Bisaccia, eppoi si costitui' parte civile nello stesso procedimento. ....
Tra gli uomini piu' vicini a Di Pietro nei guai c'e' Paride Martella, esponente dell'Idv e consulente personale al ministero: arrestato nell'inchiesta sulla societa' 'Acqualatina' che gestisce il servizio idrico nella provincia pontina ...
Il secondo nome è ' Franco La Rupa. Va detto che non e' mai finito dentro, ma nel 2005 e' stato indagato dalla Procura di Paola per presunti brogli elettorali e illeciti nell'utilizzo di fondi della legge 488, mentre l'estate scorsa lo ritroviamo coinvolto nell'operazione 'Omnia', indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Il Pm s'e' battuto per l'arresto, il gip si e' opposto. Tre mesi fa hanno nuovamente contestato l'associazione mafiosa a La Rupa nell'inchiesta 'Nepetia' per collusioni con la 'ndrangheta perche' ai tempi in cui da sindaco di Amantea saliva sul palco con Di Pietro, La Rupa avrebbe favorito la cosca Gentile ...
In Liguria due consiglieri su tre hanno avuto problemi giudiziari e quando s'e' trattato di svolgere il congresso provinciale, le fazioni in lotta se le sono date di santa ragione. Gustavo Garifo, capogruppo provinciale dell'Idv di Genova, lo hanno ammanettato a ottobre per aver lucrato sugli incassi delle multe. Andrea Proto, consigliere comunale, reo confesso, ha incassato una condanna a un anno e nove mesi per aver raccolto la firma di un morto ...
Per corruzione aggravata e' entrato in carcere il segretario Idv di Santa Maria Capua Vetere, Gaetano Vatiero, che secondo i magistrati favoriva alcune Spa in cambio di quote societarie. E che dire di Mario Buscaino, gia' sindaco di Trapani, nel luglio del 1998 accusato di concorso in associazione mafiosa per voto di scambio ....
L'articolo continua con una serie di nominativi degli esponenti dell'Italia dei Valori condannati o inquisiti: http://www.moderatamente.com/news.asp?ID=577
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27-02-2008, 13.28.34
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Ho segnalato questo post al blog di DiPietro per chiedere conferma o smentita di quanto scritto sopra.
Vedremo cosa mi risponderanno.
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01-03-2008, 09.59.56
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udite udite su""www.moderatamente
Poco prima della presentazione delle liste 2006, Di Pietro fu costretto a rinunciare alla candidatura di Alberto Soldini, contestato presidente della Sambenedettese calcio: gli ultra' gli tirarono addosso pietre e sputi. La black list continua con Sergio Scicchitano, avvocato personale dell'ex Pm, e dal 20 luglio 2006 membro del Cda dell'Anas con Di Pietro ministro delle Infrastrutture. Candidato nel 2001 al Senato e capolista, nel 2005, alle regionali del Lazio, Scicchitano e' il liquidatore giudiziale della Federconsorzi, il cui crac coinvolse 15mila risparmiatori. Sul sito di Tonino i fan accusano Scicchitano di non aver eseguito, in almeno due casi, sentenze passate in giudicato che risarcivano in parte i piccoli risparmiatori. A dirla tutta, nel 2002, Scicchitano viene anche nominato dal comune di Roma delegato per la tutela dei consumatori. Carlo Rienzi, presidente del Codacons, non la prende bene: 'La nomina di Scicchitano e' illegale, rappresenta il pagamento di un debito politico da parte di Veltroni all'Idv per il suo appoggio politico'. Voto di scambio, per dirla coi Pm di Napoli".
HAI CAPITO SI CHE CAMPIONI DI ONSTA'ci sono nei valori di di pietro?
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01-03-2008, 10.56.43
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Di Pietro ha sbagliato a entrare in politica prima di aver ripulito tutte le mani su su fino ad arrivar al tuo capo.
E, come diceva Totò (un altro grande Antonio): "In gaa.....!"

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01-03-2008, 13.35.53
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22 Febbraio 2008
Informazione pulita per un Parlamento pulito
Il Giornale di Berlusconi insieme a Panorama, sempre del gruppo Berlusconi, spara la notizia “ Di Pietro indagato” con una sfilza di reati che più ne ha, più ne metta. Sembrerebbe che stiano facendo chissà quale indagine nei miei confronti e chissà quali reati avrei commesso assieme ad altri dirigenti dell’Italia dei Valori in riferimento a contributi pubblici ricevuti.
I fatti in questione derivano da una serie di denunce presentate da uno dei simpatizzanti e soci aderenti all’Italia dei Valori che ha deciso di andare via perché non condivideva più la nostra politica, e ha messo in piedi un’infinita sfilza d’atti giudiziari, ben 13 in sede civile ed uno in sede penale. Tutte le cause in sede civile sono terminate e hanno visto soccombente e condannato alle spese processuali. Questo soggetto non ha nemmeno pagato le spese processuali a cui era stato condannato dai vari tribunali, ben 13, e gli è stata sequestrata e messa in vendita la casa, proprio perché non adempiva ai provvedimenti del giudice con riferimento alle sue false affermazioni negli atti di citazione proposti.
Sempre per gli stessi fatti, questo soggetto ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica, che già dal marzo dell’anno scorso ha richiesto l’ archiviazione per l’insussistenza dei fatti, affermando in via preliminare di tenere presente che il soggetto in questione è emotivamente coinvolto in tutte le vicende presentate e non è chiaramente sereno nelle sue espressioni di volontà. Parole della Procura della Repubblica, una richiesta d’archiviazione, e non di indagine, dove non sono stato nemmeno interrogato perché non è stato necessario, che viene trasformata oggi, a ridosso delle elezioni politiche, dai giornali di Berlusconi, Il Giornale e il Panorama, in un’accusa da sparare in prima pagina per cercare di denigrare e diffamare l’avversario.
C’è bisogno di una riflessione. Quando ho posto e proposto nei giorni scorsi la necessità di un’informazione non asservita agli ordini del padrone, un’informazione indipendente e trasparente. Democratico è quello Stato e quel popolo in cui chi governa è sottoposto, tra i tanti controlli, a quell’informazione che dice i fatti per come stanno realmente.
In occasione delle elezioni del 2006 questi stessi fatti erano già stati utilizzati, perché vecchie denunce del 2004, e che già erano state richieste tutte le archiviazioni ed erano già state disposte le sentenze civili che hanno rilevato la totale insussistenza di questo grafomane che va in giro nei tribunali a fare denunce. Nel 2006 le hanno utilizzate per tentare di screditarci in campagna elettorale, e sono state riesumate oggi solo per un fatto tecnico, che vi spiegherò a breve, che serve a screditare durante la campagna elettorale.
Il fatto tecnico è molto semplice: se a seguito alla richiesta d’archiviazione la controparte, in questo caso il grafomane di professione, fa opposizione, vi deve essere necessariamente un’udienza dove si discute l’opposizione all’archiviazione.
Penso che non sia stata avviata alcun’azione penale, perché mai è iniziata e mai ci sono state udienze di questo genere.
Morale della favola: se durante la campagna elettorale, proprio nel giorno in cui l’Italia dei Valori e il Partito Democratico sottoscrivono un programma d’impegno preciso di cose che andremo a fare con gli elettori, con azioni concrete in materia di legalità, lavoro, sicurezza ed informazione, questi hanno bisogno di ricorrere a queste falsità per cercare di offuscare l’immagine della campagna elettorale vuol dire che sono proprio alla frutta.
Una seconda morale, più importante, è un'altra: è ovvio che quando diciamo che nel programma della prossima legislatura ci deve essere necessariamente la risoluzione del conflitto d’interessi, questa è la dimostrazione plastica della sua necessità, perché finché metteremo in mano a colui che deve comandare anche il controllo dell’informazione, avremo un’azione continua ed efficace di disintegrazione dell’avversario politico utilizzando proprio gli organi d’informazione. Mi fa male e fastidio, ormai ci ho fatto il callo, ma quante altre persone possono resistere a questo stato di disinformazione nel nostro Paese?
Uno dei temi che l’Italia dei Valori rilancia in questa campagna elettorale, è proprio questo: un’ informazione pulita per un Parlamento pulito.
http://www.antoniodipietro.it/
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03-03-2008, 00.35.58
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Sempre su DiPietro:
Citazione:
P2dL
Di Pietro ha una fortuna sfacciata. Non passa giorno senza che il Cainano e i suoi house organ lo additino come il pericolo pubblico numero uno. Così, se qualche suo elettore aveva dubbi sull'opportunità di allearsi col Pd, la banda del buco provvede quotidianamente a dissiparli, seguita a ruota dal prof.Angelo Panebianco che, con un allarmato editoriale sul Corriere contro l'intesa Pd-Idv, ha definitivamente indicato alle persone perbene da che parte stare.
Ieri Berlusconi, sempre più buono e moderato, dialogante e riformista, ha dichiarato: "Io ho orrore di Di Pietro e lo dico alto e forte, è un campione della cultura giustizialista, l'uomo delle manette". Ringalluzzito dalla scomparsa del conflitto d'interessi dalle priorità del Pd e da un pezzo di Sergio Romano che paragona il rapporto Berlusconi-Mediaset al rapporto Ds-coop rosse, il Cainano ha aggiunto che "il conflitto d'interessi non esiste" e per le tv "l'arrivo del satellite risolverà tutto" moltiplicando le reti. Forse voleva dire "digitale", perché il satellite c'è da un bel po', si paga caro e non ha risolto niente. Mentre il digitale non esiste almeno fino al 2012.
Ora, mancando minimo 4-5 anni al Regno di Saturno, ci sarebbe una sentenza della Corte europea che boccia le proroghe concesse a Rete4 in fase transitoria dalle leggi Maccanico e Gasparri (come pure dall'abortita Gentiloni), e una procedura europea d'infrazione che, se la Gasparri non sarà smantellata entro un anno, costerà all'Italia 400 mila euro al giorno con effetto retroattivo da luglio 2006. Purtroppo anche Uòlter, in nome di un malinteso fair play, ripete che risolveranno tutto il digitale e la Gentiloni, poi le frequenze saranno redistribuite con una nuova gara. In realtà la gara per la concessione (con relative frequenze) c'è già stata nel 1999, Europa7 l'ha vinta, Rete4 l'ha persa, dunque bisogna restituire subito il maltolto al derubato. E, prima di bandire nuove gare, attuare quelle vecchie.
È questo che preoccupa il Cainano e la sua banda larga: che Uòlter, pungolato da Di Pietro, scopra la sentenza europea e la prenda sul serio. Il fatto che abbia già ottenuto l'esclusione dei condannati anche in primo grado dalle liste del Pd, con gran soddisfazione degli elettori suoi e del Pd, dimostra che il suo ruolo è tutt'altro che decorativo. Infatti il Giornale e Panorama fanno a gara nel dipingerlo come un volgare delinquente. In 15 anni questi segugi del giornalismo investigativo a caccia di malaffari politici, non si sono mai imbattuti in un solo membro della famiglia Berlusconi né del suo partito né della sua coalizione, ma in compenso hanno scovato un terribile scheletro nell'armadio dell'ex pm: un'inchiesta che lo riguarda a Roma, nata dalle denunce di un ex dirigente dell'Idv. Per la verità l'avevano già scoperto due anni fa, a una settimana dalle elezioni del 2006.
Nel frattempo il pm Giancarlo Armato ha esaminato le denunce, le ha confrontate con le carte portate da Di Pietro, ha concluso che son tutte fesserie e ha chiesto l'archiviazione senza neppure il bisogno interrogare l'ex pm. Il quale intanto ha vinto ben 13 cause civili intentategli dallo stesso denunciante. Ieri il Giornale ha speso altre tre pagine per dimostrare che Di Pietro avrebbe "un partito pieno di inquisiti". Si tratta di 6 o 7 amministratori locali finiti sott'inchiesta dopo la loro elezione. Di Pietro ha detto che non li ricandida, anzi ne ha espulso o sospeso un buon numero. Ma il Giornale ha scoperto un fatto ancor più agghiacciante: una volta l'Idv candidò in Sardegna un ex iscritto alla P2.
Che sconcezza. Un piduista in lista, ma si può? A questo scandalo il Giornale di famiglia della tessera P2 n.1816 pubblicherà un aspro commento dell'on.Fabrizio Cicchitto (n.2232). Seguirà un approfondimento su Canale5 (diretto da Massimo Donelli, n.2207), a cura di Maurizio Costanzo (n.1819), con Publio Fiori (n.1878), Fabrizio Trecca (n.1748), V.E. di Savoia (n.1621), Roberto Gervaso (n.1813) e Gustavo Selva (n.1814), dal titolo: "P2 e conflitto d'interessi, la sai l'ultima?".
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Marco Travaglio da L'Unità del 28 febbraio 2008
Travaglio può essere più o meno simpatico,ma fino ad ora si è sempre dimostrato bene informato.
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19-03-2008, 13.10.41
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19 Marzo 2008
I padroni della disinformazione
Amici del blog, voglio raccontarvi un caso che mi riguarda personalmente, da cui si può trarre una morale della favola in ordine alla disinformazione, che è causa di decadenza della democrazia nel nostro Paese.
Nel 2006, due giorni prima delle elezioni, Il Giornale di Berlusconi sparò in prima pagina un titolo del tipo: “Di Pietro denunciato, indagato”, per una serie incredibile di reati. Mi è sembrato di tornare ai tempi di Mani Pulite in cui, per ogni indagine che facevo, venivo sottoposto ad altre dieci indagini, come se la colpa fosse mia e non di quelli che avevano commesso i reati.
Anche in questo caso, visto che l’Italia dei valori sta avendo successo, ecco arrivare questa notizia. Si trattava di uno di quei personaggi in cerca d’autore che ogni giorno fanno una denuncia, ora nei confronti da una parte, poi dall’altra. La denuncia in questione era del tutto campata in aria, però siccome dopo due giorni si votava, qualche cittadino avrà pensato: “chi me lo fa fare di votare Italia dei Valori?”. Vedete quanto si può essere minati dall’informazione? Non dalla denuncia in quanto tale. Ogni cittadino ha diritto di denunciare ed ogni magistrato ha il diritto di indagare, anzi ha il dovere di indagare. Ed ogni indagato, specie se politico, ha il dovere di correre dal magistrato per dire le sue ragioni, invece di prendersela con i magistrati. E così ho fatto io.
È stata richiesta l’archiviazione, senza neanche sentirmi. La denuncia era tanto strampalata che il giudice non mi ha neanche voluto sentire. All’archiviazione è stata poi fatta l’opposizione, e l’opposizione è stata fissata per febbraio di quest’anno. Ora, siccome è caduto il Governo e si deve votare, tre giorni prima dell’archiviazione, per tre giorni di fila, quel giornale accompagnato da quel tipo d’informazione ha tuonato sempre in prima pagina: “Di Pietro è indagato”. In realtà non ero indagato, avevano già richiesto l’archiviazione. Allora, perché lo facevano? Rifletteteci.
Come funziona l’informazione adesso? È sufficiente mettere una notizia, anche non vera, in prima pagina. Non è necessario che la gente compri Il Giornale, importa che tutte le sere, prima di andare a letto, e tutte le mattine prima di andare a lavorare, quasi tutti i cittadini sentono la rassegna stampa. Quindi, tutti i cittadini hanno quel martellamento nella mente con la notizia sparata in prima pagina, mentre si mettono il pigiama e mentre se lo tolgono.
Apro una parentesi. Vi racconto un caso particolare per chiarirvi quanto è delicata la situazione. Pochi giorni fa, ho visto un giornalino da strapazzo, in cui si leggeva “ Pamela Prati: la mia vera storia con Di Pietro”. Eppure io non ho mai avuto nulla a che fare con Pamela Prati. Sono andato a leggere dentro il giornalino e, in una riga piccola piccola, c’era scritto: “Non ho avuto alcuna storia con Di Pietro”. Ma intanto, tutti quelli che leggono la prima pagina, si fanno un’ idea completamente opposta alla realtà dei fatti. Ora, se si tratta di Pamela Prati va bene lo stesso, ma se si tratta d’onore, o d’accuse gravissime, se si tratta di fatti penalmente rilevanti, questo è un grave pericolo per chi fa politica.
Quindi, io non critico Il Giornale perché riferisce, e accetto la critica, ma non posso accettare la falsità della notizia.
Io non ho chiesto il rinvio dell’udienza e ci sono andato lo stesso. Quando sono andato lì, ho trovato chi mi accusava che chiedeva il rinvio dell’udienza a dopo le elezioni. Ma come? Per la prima volta trovate un politico che corre dal giudice chiedendo di essere giudicato prima, e voi volete giudicarmi dopo? Mi sono opposto e il giudice mi ha giudicato prima. Ecco, oggi il giudice dice: archiviazione nei confronti di Di Pietro perché il fatto non sussiste. “Il fatto non sussiste”, in termini giuridici, significa che, se fossi stato accusato di omicidio, la persona ritenuta morta sarebbe in realtà viva. In più, il giudice ha aggiunto che gli atti siano mandati al pubblico ministero per valutare il reato di calunnia nei confronti del denunciato.
Voi pensate che domani mattina, quel giornale metterà in prima pagina la notizia, aggiungendo “scusa Di Pietro”? No. Ve lo dico io che cosa succederà: nei prossimi giorni e per ogni campagna elettorale, fino a quando ci sarà Di Pietro nell’Italia dei Valori, nel periodo elettorale ci sarà sempre qualcuno che, invece di misurarsi sui temi politici, si misura sulla diffamazione. E domani, dopo domani, ne inventeranno un’altra e un’altra ancora. Non perché il fatto sia vero o falso, ma perché in questo modo si cerca di frenare il lavoro politico di un partito come l’Italia dei Valori, che ha fatto dalla trasparenza e dalla legalità il suo modo d’essere.
Allora, io mi rivolgo a voi, naviganti di Internet, che avete inviato diversi messaggi e diverse mail, chiedendo spiegazioni e preoccupandovi dello sviluppo della questione, ho scannerizzato questo provvedimento e lo troverete qui in rete, leggetelo. È uno spaccato che vi dice come è possibile che qualcuno fermi il lavoro politico di un partito che si batte per la legalità, cercandone la diffamazione, invece che il confronto sui temi politici. Rifletteteci, perché quel giornale è di proprietà di quel signore che vuole andare a fare il presidente del Consiglio e che così farà, qualora dovesse diventare veramente presidente del Consiglio: eliminerà i propri avversari in questo modo. Non a caso ha chiesto a Ciarrapico di candidarsi con lui, perché gli servono un po’ di giornalisti per poter fare un po’ di disinformazione in più. Allora, se permettete, lasciate che i fatti parlino. I fatti parlano in modo chiaro. Di quella persona, c’è poco da avere fiducia. Egli utilizza i colpi bassi per raggiungere i risultati che, altrimenti, non potrebbe raggiungere perché egli non è credibile.
http://www.antoniodipietro.it/
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19-03-2008, 16.26.16
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Posso aggiungere che nel settimanale di proprietà del Berlusconi si è attribuito ad una donna un marito che non lo è e non lo è mai stato? Falsità per ragioni politiche. Pubblicata smentita. Niente scuse.
E di "questi" ci dovremmo fidare? Di questo tipo di informazione?
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