|
L'Archivio
di Metaforum
Forum
di politica, cultura, società - 2007
|

16-09-2007, 21.06.33
|
|
|
|
Guerra all'Iran?
IRAN: CAPO PENTAGONO, "TUTTE LE OPZIONI SONO SUL TAVOLO"
(AGI/AFP) - Washington, 16 set. - Gli Stati Uniti non escludono
alcuna strada per indurre a miglior consiglio l'Iran, impegnato
in un programma nucleare che ha suscitato la preoccupazione
dell'Occidente. "Tutte le opzioni sono sul tavolo", ha detto il
capo del Pentagono, Robert Gates, che ha comunque precisato
come saranno intensificati gli sforzi diplomatici e le
pressioni di natura economica per ottenere il risultato
cercato.(AGI)
Fab
161526 SET 07
NNNN
|
|

16-09-2007, 21.07.47
|
|
|
|
IRAN: KOUCHNER, "MONDO SI PREPARI AL PEGGIO...ALLA GUERRA"
(AGI/AFP) - Parigi, 16 set. - Bernard Kouchner lancia un
profezia che fa rabbrividire: "Il mondo deve prepararsi al
peggio...cioe' alla guerra", ha detto il ministro degli Esteri
francese parlando del programma nucleare iraniano de dei
tentativi dell'Occidente per indurre Teheran a piu' miti
consigli.(AGI)
Fab
161916 SET 07
NNNN
|
|

16-09-2007, 21.09.10
|
|
|
|
questa è un'agi che riprende una france presse (agenzia di solito bene informata sull'iran)
IRAN: DIPLOMAZIA LAVORA MA USA E FRANCIA NON ESCLUDONO GUERRA
(AGI/AFP) - Washington, 16 set. - Un'azione di guerra contro
l'Iran si e' fatta oggi piu' probabile con le dichiarazioni di
del capo del Pentagono, Robert Gates, e del ministro degli
Esteri francese, Bernard Kouchner.
Il 21 settembre i cinque membri permanenti del Consiglio di
Sicurezza dell'Onu, piu' la Germania, si vedranno per discutere
una nuova bozza di risoluzione che prevede piu' dure sanzioni
per spingere Teheran a rinunciare al programma nucleare.
Gli Stati Uniti non escludono alcuna strada per indurre a
piu' miti consigli la Repubblica islamica. "Tutte le opzioni
sono sul tavolo", ha detto il capo del Pentagono, Robert Gates,
che ha comunque precisato come saranno intensificati gli sforzi
diplomatici e le pressioni di natura economica per ottenere il
risultato cercato.
Bernard Kouchner, dal canto suo, ha lanciato un allarme che
sa di profezia: "Il mondo deve prepararsi al peggio...cioe'
alla guerra". Kouchner, pur precisando in un'intervista
televisiva che "si deve negoziare sino alla fine", ha affermato
che se l'Iran si dota dell'arma nucleare, esso rappresentera'
"un pericolo reale per tutto il mondo".(AGI)
Fab
162037 SET 07
|
|

18-09-2007, 09.29.25
|
|
|
IRAN: L'AIEA RAFFREDDA I FRANCESI 18/9/07
Il discorso del segretario generale El Baradei getta acqua sul fuoco. Lo fanno anche D'Alema e i tedeschi. E la 50ma assemblea l'organizzazione internazionale di monitoraggio del nucleare a Vienna isola di fatto le posizioni francesi. Smorza i toni anche Teheran
Emanuele Giordana
Martedi' 18 Settembre 2007
L'apertura a Vienna della 50ma assemblea dell'Aiea, l'organizzazione internazionale di monitoraggio del nucleare, segna un ritorno delle colombe. E se la situazione resta tesa, la stampa iraniana reagisce con durezza all'intervista in cui il ministro degli esteri francese Kouchner ha detto che bisogna “prepararsi al peggio” evocando lo spettro della guerra, se negli Stati Uniti si discute di scenari di attacco, Mohammed El Baradei, il capo dell'Aiea, getta acqua sul fuoco. Acqua sul fuoco arriva anche da Roma: “Nuove guerre non sarebbero la soluzione e creerebbero soltanto nuove tragedie e nuovi pericoli», dice Massimo D'alema secondo cui “ bisogna lasciare il tempo necessario per l'iniziativa politica e diplomatica”. E, a sorpresa, toni morbidi arrivano anche dal presidente iraniano Ahmadinejad.
Nel suo discorso di apertura della conferenza di Vienna il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica torna ad ammonire la comunità internazionale. Bisogna, dice, evitare un'escalation della tensione con l'Iran, che non rappresenta al momento «un pericolo chiaro e immediato». “Non parlerei di alcun uso della forza”, dice El Baradei alludendo implicitamente alle parole pronunciate dal ministro degli Esteri francese domenica (e ribadite ieri dal premier François Fillon). «Ci sono regole che prevedono quando utilizzare la forza, e spero che tutti abbiano imparato la lezione dell'Iraq, dove 70mila civili innocenti hanno perso la vita a causa del sospetto che ci fossero armi nucleari. Abbiamo bisogno di mantenere la calma e non dobbiamo gonfiare i fatti».
A distanza anche l'Iran fa la sua parte e il presidente Mahmoud Ahmadinejad si rivolge direttamente al popolo americano con «un messaggio di pace, amicizia, fratellanza e rispetto». E' un gioco su due fronti. A Vienna l'Iran ribadisce infatti i suoi diritti con il vicepresidente e capo dell'organismo per l'energia atomica di Teheran che, nel suo discorso, diffuso dall'agenzia Irna, sostiene che l'Occidente ha scelto la via dello scontro anziché quella dell'“amicizia e della comprensione”. Ma il tono generale non è bellicoso. Lo sono semmai i toni dell'agenzia di stampa nazionale che, riferendosi a Kouchner, paragona la Francia di Nicolas Sarkozy agli Stati Uniti di George Bush, mentre il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Mohammad Ali Hosseini, deplora le parole pronunciate del ministro francese cui rimprovera di “dimenticare quale sia la politica dell'Unione europea»: crea “tensioni” - dice - che vanno “contro la tradizione culturale della Francia».
Il discorso di Kouchner non è piaciuto del resto nemmeno al suo ex compagno di partito, il socialista François Hollande, che chiede un dibattito in parlamento. Lo strappo consumato tra i socialisti, da cui Kouchner proviene, e il ministro degli Esteri di Sarkozy, diventa dunque, nelle parole del segretario socialista, un momentaneo divorzio anche dalla politica estera di Parigi di cui Kouchner dovrebbe “rendere conto al popolo francese”.
La questione iraniana complica dunque, oltre ai rapporti tra Europa e Teheran, anche quelli interni al Vecchio continente (stizzita pure la reazione dei tedeschi) che però continua a mediare. Javier Solana, il responsabile della politica estera europea, è convinto che sia ancora possibile fermare la corsa al nucleare con il dialogo. Ed è proprio in questa chiave l'incontro giovedì a Bruxelles con l'ex negoziatore nucleare iraniano, Hassan Rouhani, vicino all'area riformista. Incontro privato ma segnale che avvicina l'Europa più a El Baradei che a Kouchner.
Questo articolo è uscito oggi anche su i quotidiani del gruppo Espresso-Repubblica
http://www.lettera22.it/showart.php?id=7783&rubrica=67
|
|

19-09-2007, 15.42.08
|
|
|
|
M.O.: IRAN AVVERTE, SE ATTACCATI BOMBARDEREMO ISRAELE
(AGI/AFP) - Teheran, 19 set. - Se Israele attacchera' l'Iran,
le forze armate di Teheran hanno gia' pronti piani di attacco
di rappresaglia contro lo Stato ebraico. Lo ha dichiarato il
comandante dell'aeronautica iraniana citato dall'agenzia Fars.
(AGI)
Gis
191531 SET 07
NNNN
nota: questa agi riprende un'afp, agence france presse, la più informata tra le occidentali presenti nell'area
|
|

25-09-2007, 11.42.29
|
|
|
|
l'occidente mostra i muscoli ma è solo lingua:dopo la batosta in iraki,non oseranno attaccare l'iran.che è tutt'altra cosa rispetto al governo laico di saddam hussein.in iraaaaan,oltre alle normali considerazioni patriottiche,si debbono considerare anche i forti legami religiosi.insomma,io credo che l'iran può dormire sonni tranquilli e continuare a dotarsi del nucleare.cosa giustissima,visto che ha un vicino estremamente pericoloso come israele
|
|

26-09-2007, 23.42.53
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da claudiofalco
l'occidente mostra i muscoli ma è solo lingua:dopo la batosta in iraki,non oseranno attaccare l'iran.che è tutt'altra cosa rispetto al governo laico di saddam hussein.in iraaaaan,oltre alle normali considerazioni patriottiche,si debbono considerare anche i forti legami religiosi.insomma,io credo che l'iran può dormire sonni tranquilli
|
Su questo sono (per la prima volta) d'accordo: non credo che alla fine l'Iran sarà attaccata. Almeno non nella situazione attuale.
Citazione:
|
Originalmente inviato da claudiofalco
e continuare a dotarsi del nucleare.
cosa giustissima,visto che ha un vicino estremamente pericoloso come israele
|
Ma cosa cacchio ti dice la capoccia? A parte il fatto che hai smentito le parole del tuo presidente (lui afferma che il suo nucleare è per scopi civili... puah), ma Israele non ha mai minacciato di utilizzare il suo nucleare o di attaccare altri Stati anche con armi convenzionali.
L'Iran invece di minacce nei confronti di Israele ne ha fatte tante e continua a farne, solo a causa della sua natura di Stato ebraico e quindi "di conseguenza" razzista (ultima la sua presentazione del missile in grado di raggiungere le città israeliane) arrivando addirittura a negare la Shoah per rinforzare le sue tesi.
Però nonostante questa evidenza stranamente ad essere temuti continuano ad essere gli attacchi, del tutto improbabili, di Israele e non quelli iraniani, alimentati da odio che definirei nazista.
Ultima modifica di Basch : 27-09-2007 alle ore 00.27.58.
Motivo: correzione grammaticale
|
|

27-09-2007, 00.20.59
|
|
|
Iran, la guerra e Israele

di LUCIO CARACCIOLO*
La guerra all'Iran non è affatto inevitabile. E gli europei possono giocare un ruolo fondamentale per impedirla, sostenendo nuove e più dure sanzioni contro Teheran. Su questa linea si sta muovendo la diplomazia israeliana. L'analisi di Gerusalemme è che le sanzioni cominciano a funzionare. Sull'economia e sulla finanza iraniana si sta stringendo la morsa.
Soprattutto, le principali imprese energetiche mondiali stanno rinunciando a nuovi affari in Iran. A risentire della stretta, oltre alla popolazione innocente, sono i conti in banca di alcuni esponenti dell'elite clerico–militare persiana – gente assai sensibile al portafoglio. Ma non basta. Occorre un ulteriore giro di sanzioni, sufficientemente drastiche da convincere il regime di Teheran a rinunciare alla bomba atomica in cambio del via libera al nucleare civile e alla garanzia che gli Stati Uniti non attaccheranno l'Iran.
La speranza israeliana è che le incrinature che già minano l'opaco establishment persiano inducano la Guida suprema Khamenei, d'intesa con Rafsanjani e altri leader pragmatici, a riportare Ahmadinejad e i suoi pasdaran alla ragione, in nome del supremo interesse nazionale. O meglio, della necessità di sopravvivenza del regime, isolato dalle maggiori potenze e costretto a fronteggiare l'insofferenza dell'opinione pubblica, compreso lo strategico "popolo dei bazar". Negli ultimi mesi la stretta repressiva sui media e su persone e organizzazioni considerate inaffidabili è diventata asfissiante. Chi può scappa all'estero.
Per mettere all'angolo i mullah e i pasdaran più irriducibili, gli esperti di Gerusalemme suggeriscono un ventaglio di misure dirette a colpire frontalmente tanto l'economia che il prestigio del paese. Sul primo fronte, non bastano i vincoli al sistema bancario e all'industria, comunque da inasprire. Per colpire al cuore il regime bisogna bloccare le importazioni di benzina. Infatti, a causa delle limitate capacità di raffinazione, l'Iran - al secondo posto nel mondo per riserve accertate di petrolio e gas - è costretto a comprare all'estero una quota crescente di prodotti petroliferi. Con effetti devastanti sui suoi conti pubblici (e privati). Sul secondo fronte, si potrebbe arrivare a sanzioni di grande impatto simbolico, come l'esclusione dalle competizioni sportive internazionali o il ritiro degli ambasciatori.
E' molto improbabile che il Consiglio di Sicurezza dell'Orni trovi l'intesa su misure tanto drastiche, non fosse che per l'opposizione della Russia. Ma se gli Stati Uniti e le principali potenze europee fossero d'accordo, potrebbero procedere comunque con loro sanzioni. Americani e israeliani confidano di aver già imbarcato inglesi, francesi e forse tedeschi. Molto più spinosi i casi italiano e spagnolo. L'Italia considera di aver già fatto enormi sacrifici, aderendo a un regime punitivo che colpisce i nostri cospicui interessi economici (energetici) nella Repubblica islamica. Per spingerci oltre, dovremmo essere integrati in un'iniziativa di tuttal'Unione Europea, con un mandato esplicito a Solana. Al quale spetterebbe di segnalare ai suoi interlocutori iraniani che se il negoziato fallisse l'attacco americano sarebbe inevitabile. E devastante.
L'alternativa è passare subito dalle sanzioni economiche a quelle militari: ossia al bombardamento americano dell'Iran. E non fra qualche anno, ma nel giro dei prossimi mesi, come vorrebbero Cheney e i neoconservatori più scatenati. I quali sono da sempre arciconvinti dell'inutilità di qualsiasi approccio non militare alla sfida persiana. Sicché puntano al rovesciamento del regime più che a bloccare provvisoriamente il programma atomico iraniano. "Non possiamo bombardare l'Iran ogni anno", spiegano.
L'approccio neocon non convince Gerusalemme. Gli israeliani sono più pragmatici nel loro approccio all'Iran. Certo sperano che il regime di Teheran possa essere rovesciato. Ma non è questa la priorità: molto più urgente - e fattibile - è impedire che Ahmadinejad e i pasdaran che lo sostengono sviluppino un'arma atomica capace di colpire Israele e di scatenare una proliferazione nucleare selvaggia in tutta l'area. Dall'Arabia Saudita all'Egitto, dalla Siria alla Turchia e all'Algeria, gli aspiranti non mancano. Israele, potenza nucleare non dichiarata, si troverebbe nell'occhio del ciclone scatenato dalla contesa arabo-persiana (sunnita-sciita) sull'egemonia nel Golfo e nell'intero Medio Oriente.
Allo stesso tempo, i pianificatori strategici israeliani considerano la guerra all'Iran come l'opzione estrema, possibilmente da evitare. Perché i rischi per lo Stato ebraico sarebbero immediati e incalcolabili: da eventuali missili iraniani che sfuggissero agli strike Usa ad attentati kamikaze palestinesi ai razzi di Hizbullah, per tacere di Hamas a Gaza. Ammesso che l'esperimento militare suggerito da Cheney possa funzionare, in ogni caso gli israeliani ne sarebbero le prime cavie.
Il tempo è comunque stretto. Gli esperti israeliani sostengono che entro i prossimi 6-9 mesi gli ingegneri iraniani dovrebbero rimediare ad alcuni errori e problemi tecnici che hanno ritardato il processo di arricchimento dell'uranio destinato a produrre il materiale bombabile sufficiente per una o più testate nucleari. E' poi possibile che gli iraniani contino anche su forniture nordcoreane per rendere ancora più stringenti i tempi della marcia all'atomica. La prima Bomba potrebbe essere in linea nel 2010, le altre a seguire al ritmo di una l'anno.
Uno scenario intollerabile per Stati Uniti e Israele, ma anche per gli arabi e gran parte delle (im) potenze europee. Sicché, se le nuove sanzioni non funzionassero, è difficile immaginare una marcia indietro americana. La partita sarebbe troppo avanzata: ritirarsi significherebbe perdere la faccia. Piuttosto, Bush potrebbe sentirsi costretto a rischiare l'avventura. A meno che non sia lo stesso Ahmadinejad a provocarlo, se il suo Dio glielo suggerirà.
*Direttore di Limes
Repubblica 26 settembre 2007
|
|

28-09-2007, 18.56.51
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da Basch
Su questo sono (per la prima volta) d'accordo: non credo che alla fine l'Iran sarà attaccata. Almeno non nella situazione attuale.
Ma cosa cacchio ti dice la capoccia? A parte il fatto che hai smentito le parole del tuo presidente (lui afferma che il suo nucleare è per scopi civili... puah), ma Israele non ha mai minacciato di utilizzare il suo nucleare o di attaccare altri Stati anche con armi convenzionali.
L'Iran invece di minacce nei confronti di Israele ne ha fatte tante e continua a farne, solo a causa della sua natura di Stato ebraico e quindi "di conseguenza" razzista (ultima la sua presentazione del missile in grado di raggiungere le città israeliane) arrivando addirittura a negare la Shoah per rinforzare le sue tesi.
Però nonostante questa evidenza stranamente ad essere temuti continuano ad essere gli attacchi, del tutto improbabili, di Israele e non quelli iraniani, alimentati da odio che definirei nazista.
|
la capoccia mi dice che uno stato,israele,considerato in un sondaggio in europa il più pericoloso per la pace nel mondo,ha la bomba atomica.mi sembra ovvio che l'iran prima o poi se ne doti anch'esso
|
|

29-09-2007, 13.30.43
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da claudiofalco
la capoccia mi dice che uno stato,israele,considerato in un sondaggio in europa il più pericoloso per la pace nel mondo,ha la bomba atomica.mi sembra ovvio che l'iran prima o poi se ne doti anch'esso
|
Pienamente d'accordo
|
|

29-09-2007, 13.38.17
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da Basch
L'Iran invece di minacce nei confronti di Israele ne ha fatte tante e continua a farne, solo a causa della sua natura di Stato ebraico e quindi "di conseguenza" razzista (ultima la sua presentazione del missile in grado di raggiungere le città israeliane) arrivando addirittura a negare la Shoah per rinforzare le sue tesi.
Però nonostante questa evidenza stranamente ad essere temuti continuano ad essere gli attacchi, del tutto improbabili, di Israele e non quelli iraniani, alimentati da odio che definirei nazista.
|
Invece gli stati uniti e israele non minacciano mai la sua distruzione vero? E' evidente che siano gli Iraniani a temere gli attacchi, nessun essere umano deciderebbe di attaccare un paese dotato di una potenza militare 500 volte più grande e questo il Presidente Ahmadinejad lo sa benissimo.
In merito alla shoa oguno può sentirsi libero di pensarla come vuole. Fortunatamente non c'è dittatura e il pensiero è ancora libero
|
|

29-09-2007, 13.47.32
|
|
|
|
tra l'altro,viste le turbolenze politiche e religiose in pakistan,invece dell'iran mi preoccuperei di più di questa vicenda.i vecchi attriti tra islamici del pakistan da una parte ed induisti dell'india dall'altra,essendo entrambi i paesi dotati dell'arma atomica,mi fanno paura.quello di ahmadinejad è un falso problema messo su per criminalizzare l'iran,sappiamo tutti a vantaggio di chi.mentre invece i problemi reali,da cui viene spostata la visibilità sono ben altri
|
|

29-09-2007, 14.23.15
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da Ezra
Invece gli stati uniti e israele non minacciano mai la sua distruzione vero?
|
Assolutamente NO! Ma che c'hai le travecole?!?
|
|

29-09-2007, 14.39.25
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da Basch
Assolutamente NO! Ma che c'hai le travecole?!?
|
Me sa che c'hai bisogno di un paio di occhiali quando leggi i giornali.
Auspicare un attacco preventivo verso una nazione equivale a volerla distruggere. Gentilmente non tirarmi fuori il discorso che gli attacchi dovrebbero essere solo sui siti nucleari perchè ciò innescherebbe una reazione a catena che porterebbe theran nella stessa situazione di baghdad, ovvero la distruzione
|
|

29-09-2007, 16.22.45
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da Ezra
Auspicare un attacco preventivo verso una nazione equivale a volerla distruggere.
|
L'attacco preventivo, nel caso in cui ci fosse, non farebbe scomparire l'Iran dalla faccia della Terra come voi auspicate nei confronti di Israele: semplicemente si rovescerebbe il regime. Sempre che la guerra preventiva ci sia (e non ci credo personalmente).
Non mi sembra che i propositi di Hamas o di Ahmadinejad consistano nel far crollare il governo di Olmert (che paragoni orripilanti che mi costringete a fare...).
Insomma, dove stanno i propositi di distruggere l'Iran?
Malgrado l'Iran sia veramente uno Stato fondamentalista e integralista (il regime degli Ayatollah) non si considerano i suoi problemi interni come pretesto per giustificarne i propositi di distruzione. Giustamente. I pretesti (per la guerra ma non per la distruzione, bada bene) sono, purtroppo, ben altri.
Infatti delle discriminazioni che avvengono in quel paese purtroppo si parla troppo poco: piuttosto si preferisce sforzarsi il più possibile per cercare le ingiustizie all'interno della società israeliana (molte delle quali inventate di sana pianta, le poche reali non giustificano un tale accanimento e addirittura propositi di cancellazione).
|
|

29-09-2007, 16.45.45
|
|
|
|
israele mi sembra una democrazia su base razziale (diritti per i cittadini di religione ebraica o, in parte, delle minoranze druse).
iran mi sembra una semi democrazia incompiuta econ oppressione teologica.
ma la differenza dov'è?
quindi non mi è chiara una cosa:
se israele può avere molte bombe atomiche, perché non può averne una l'iran?
perché uno sì e l'altro no?
su che base giuridica?
|
|

29-09-2007, 17.06.18
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da Basch
L'attacco preventivo, nel caso in cui ci fosse, non farebbe scomparire l'Iran dalla faccia della Terra come voi auspicate nei confronti di Israele: semplicemente si rovescerebbe il regime. Sempre che la guerra preventiva ci sia (e non ci credo personalmente).
Non mi sembra che i propositi di Hamas o di Ahmadinejad consistano nel far crollare il governo di Olmert (che paragoni orripilanti che mi costringete a fare...).
Insomma, dove stanno i propositi di distruggere l'Iran?
Malgrado l'Iran sia veramente uno Stato fondamentalista e integralista (il regime degli Ayatollah) non si considerano i suoi problemi interni come pretesto per giustificarne i propositi di distruzione. Giustamente. I pretesti (per la guerra ma non per la distruzione, bada bene) sono, purtroppo, ben altri.
Infatti delle discriminazioni che avvengono in quel paese purtroppo si parla troppo poco: piuttosto si preferisce sforzarsi il più possibile per cercare le ingiustizie all'interno della società israeliana (molte delle quali inventate di sana pianta, le poche reali non giustificano un tale accanimento e addirittura propositi di cancellazione).
|
L'interpretazione delle parole del Presidente Ahmadinejad può essere fatta a piacer di ognuno. Soprattutto se quest'ultima debba per forza seguire le finalità di una lobby che in un modo o nell'altro ti etichetta Nazista e Antisemita soltanto se si critica l'operato di un governo. Far scomparire israele dalla carta geografica, secondo il Presidente significa togliergli lo status di "Stato" ridando la terra ai legittimi propietari e soprattutto terminando questa sanguinosa occupazione. Chi invece vuol seminare odio e violenza nei confronti dell'Islam interpreta e riporta le parole del Presidente come una volontà di voler distruggere militarmente quello stato. Cosa che non è mai stata detta da nessuno.
...poi si creano i demoni. Destabilizzazioni sociali (vedi la proposta di un maiale day volto soltanto a insultare i musulmani) sono lo scopo di questa lobby che, come ha fatto con l'Afghanistan e l'Iraq (per non parlare dell 11/9), punta a mostrarsi come vittima indifesa di questi fondamentalisti islamici nascondendo il loro di fondamentalismo che punta a chissà che cosa (magari dando un'occhiata alla posizione delle 2 moschee in Gerusalemme una pulce nell'orecchio potrebbe entrare)
Una domanda...
Cosa sarebbe successo se al posto del maiale dei contro i musulmani fosse stato fatto un maiale day contro gli ebrei?
E' proprio sulla risposta che ognuno di noi sà che dovremo riflettere su dove stiamo andando...
|
Powered by vBulletin versione 3.6.8
Copyright ©2000 - 2007, Jelsoft Enterprises Ltd.
Metaforum.it, 2003 - 2007
|