L'Archivio di Metaforum

Forum di politica, cultura, società - 2007

 
Vecchio 13-11-2006, 16.33.57
willypd
 
Meglio il Paganesimo del Cristianesimo

Da: "Avanti! quotidiano socialista"
http://www.avanti.it/article.php?art_id=15394
LA PROVOCAZIONE/ RITORNO AL FUTURO:
PER UN NEO-PAGANESIMO IN ONORE DELLA DEA RAGIONE E DI TUTTI I SUOI PROFETI: DA VOLTAIRE A MAZZINI
Contro le alienazioni delle religioni
11/11/2006
Il Paganesimo è vecchio come l’umanità. Mettiamo però un punto e iniziamo dai culti misterici greci. Già in era pre-ellenica aveva acquistato importanza in Grecia una comunità misterica che prendeva nome dalla città attica di Elèusi, dove si trovava il luogo del culto.
I misteri elèusini ebbero molti seguaci fino ad epoca romana inoltrata. La legenda che sta alla base del culto indica che in origine si trattava di riti legati alla vegetazione. Mades (Ade) ha rapito Kore (Core), la fanciulla divina patrona delle messi. Core viene cercata dalla madre Demeter (Demetra) e ritrovata. Il ritorno e il permanere di Core sulla terra simboleggiano la stagione fertile dell’anno. Nei misteri elèusini, la rappresentazione drammatica di questa legenda ad opera degli iniziati, i “misti”, aveva perduto il carattere originario di un rito della vegetazione. Ora la rappresentazione serviva per conferire ai “misti” un senso di profonda letizia e garantiva un destino felice nell’oltretomba. Il culto del dio Dionysos (Dioniso) era giunto in Grecia dalla Asia Minore e in epoca ellenistica si diffuse nell’Impero Romano, trovando accoglienza anche a Roma.
Anche l’orfismo e i suoi misteri conobbero in epoca ellenistica una grande fioritura. Erano giunti nell’Impero Romano dalla Tracia attraverso la Grecia.
Resoconti sul poeta e cantore tracio Orpheus, al quale si fa risalire l’orfismo, presentano aspetti che appartengono al mondo della mitologia. Orfeo sarebbe sceso agli inferi per strappare al regno delle ombre la propria consorte Eurydike. L’impresa gli sarebbe riuscita soprattutto con l’aiuto del suo canto, ma quando si voltò verso Euridice, questa si vide costretta a tornare fra le ombre ed egli fu dilaniato dalle Mènadi. Pitagora (circa 580-510 a.C.) fu il fondatore di una dottrina e di una comunità religiosa che lo riconosceva come maestro e che era vicina all’orfismo. Il pitagorismo sorto a Kroton, oggi Crotone in Calabria, mirava alla liberazione dell’anima dal carcere del corpo e al suo ritorno alla propria origine celeste. L’anima raggiunge questa meta anzitutto mediante la metempsicosi, o trasmigrazione delle anime, che comprende corpi di persone umane e di animali. I pitagorici sottostavano a severe norme di vita ascetica, che prevedevano sia il celibato, sia prescrizioni alimentari: vino, carne e fagioli, erano vietati. I loro servizi divini erano caratterizzati dall’importanza predominante della musica, che stava in rapporto con una dottrina dei numeri come essenza di tutte le cose. Ai tempi di Silla (138-78 a.C.) giunse a Roma dall’Egitto il culto di Isis; culto che venne osteggiato dal Senato. Tiberio osteggiò i suoi seguaci e soltanto dopo Caligola il culto di Iside fu tollerato ufficialmente. Nel sincretismo ellenistico, Iside acquisì una importanza molto più grande rispetto al suo consorte Osiris. Iside divenne senz’altro la Kyria, la “signora” ed era considerata “madre delle cose” e “inizio primordiale” dei tempi. Il culto di Iside metteva però anche in evidenza l’aspetto umano della divinità. Già in Egitto, essa era venerata come madre di un giovane dio, che portava lo stesso nome di Horus, l’antica divinità dell’Egitto faraonico raffigurata sotto la forma di falco. L’epoca ellenistica predilige rappresentazioni di Iside con Horus bambino. La Persia era la patria del dio Mithras. Nell’impero romano, Mitra era venerato fin dal I secolo d.C. come un dio redentore che stava in stretto rapporto con il Sole. Il suo culto, dal quale erano escluse le donne, era diffuso soprattutto fra i soldati. Di conseguenza, santuari di questa religione di soldati, i cosiddetti mitrei, venivano costruiti in primo luogo nelle località sede di guarnigioni. Erano aule relativamente piccole a pianta piuttosto estesa in senso longitudinale, affiancate a entrambi i lati da sedili di pietra per gli iniziati. Un esempio particolarmente suggestivo si trova sotto la chiesa di San Clemente a Roma. In Grecia, Zeus, il dio del cielo, il Signore dell’Olimpo, era al vertice degli dei dell’antica Grecia, rappresentati in modo antropomorfo. Zeus, figlio del titano Kronos e di Rheia aveva raggiunto questa posizione somma dopo aver spodestato suo padre che a sua volta era succeduto a Urano e a Gaia nel dominio sugli altri dei. Come dio del cielo, Zeus non è soltanto il Signore del cielo luminoso e chiaro. L’aspetto celeste della sua figura include anche il potere sul maltempo: tuono e folgore, che in epoca remota gli avevano donato i Ciclopi, figli titanici di Urano e di Gea, sono segni e mezzi della sua potenza. Zeus che è dio della giustizia e dell’ordine, punisce con essi l’ingiustizia umana.
L’alta considerazione che i Greci avevano della saggezza si esprime nell’attribuzione a Zeus e anche a sua figlia Athena della “metis”, “intuizione, consiglio” e “saggezza”. Dal grande numero di divinità che il pantheon greco conosceva, i Greci hanno radunato le più importanti in una cerchia di dodici.
Anche numi non inclusi nella cerchia dei dodici hanno acquisito notevole importanza, soprattutto nella poesia greca. Helios, il Signore del sole, attraversa il cielo sul suo splendido carro. Eos è la dea dell’Aurora, Aiolos è il signore del Vento. La coppia di gemelli, detti Dioscuri, porge aiuto agli uomini specialmente quando si trovano in difficoltà durante la navigazione. Pan era inizialmente solo il dio dei pastori dell’Arcadia in figura di montone, protettore delle greggi e delle mandrie. Grado inferiore a quello divino avevano gruppi di esseri soprannaturali che, secondo i Greci, animavano la natura. Nelle selve e nelle fonti dimoravano i semidivini Silèni. E si distinguevano tre gruppi di ninfe: le Orèadi, le Driàdi e le Nàiadi, rispettivamente ninfe dei monti, degli alberi e delle fonti. La Città-Stato, la greca polis, era concepita non soltanto come una comunità di cittadini, ma anche come unità religiosa. Il suo “nomos”, cioè l’ordinamento della comunità, comprendeva l’assetto politico-istituzionale e le usanze del culto. Gli atti di culto si svolgevano davanti al tempio - dove era custodita l’immagine del dio - nel “témenos”, il sacro recinto che circondava il tempio e che come dice il vocabolo nel suo significato etimologico, costituiva la parte “tagliata fuori” o “separata” dal resto dell’edificio. Oltre ai templi della polis, la religione greca conosceva anche santuari anfiziònici. Un’anfizionìa era un’associazione di Stati, formata da anfiziòni, cioè dagli abitanti che “abitano intorno” al centro culturale, uniti a protezione del santuario. Delfi era il più importante santuario anfiziònico della Grecia; intorno ad esso si riunivano dodici città. Secondo un mito, due aquile, che Zeus aveva lanciato a volo dalle opposte estremità del mondo, si erano incontrate a Delfi; il dio aveva così identificato in questa città l’ombelico della terra. Poi venne il cristianesimo…
Una volta vinta la battaglia di Ponte Milvio, l’imperatore Costantino emise l’editto di Sofìa che assicurava la libertà di culto a tutti i cristiani.
Costantino sostenne di aver veduto una croce luminosa sovrapposta al sole, dopo di che ordinò di dipingere il monogramma di Cristo sugli scudi dei suoi soldati.
L’anno successivo a quello della vittoria, ripeté la solenne dichiarazione di tolleranza nei riguardi dei cristiani nota col nome di editto di Milano e arrivò a definire il cristianesimo la religione più legittima e più sacra. Fu così che Costantino, nel giro di pochi anni, introdusse tutta una serie di provvedimenti in favore dei cristiani, in base ai quali la Chiesa e lo Stato avrebbero dovuto operare nella più stretta collaborazione. Vittorioso per grazia divina nei successivi concili del 314 e 325, aumentò la autorità della Chiesa cattolica e a Nicea (325) formulò il Credo. Con la decisione di Costantino di convertire l’Impero al cristianesimo, i cristiani vennero a possedere una forza tale da portare avanti la politica dell’impero secondo i loro intendimenti. La religione cattolica diventò tanto arrogante che annientò tutti gli altri culti, assorbendone per opportunità, specie dal paganesimo, riti e credenze e distruggendone i templi. Nel 361 salì al trono Giuliano, generalmente conosciuto come Giuliano l’apostata che pur proclamando la tolleranza per ogni tipo di religione tolse alla Chiesa cattolica i privilegi economici di cui in precedenza essa aveva goduto e fra i disordini che inevitabilmente fecero seguito al provvedimento, escluse i cristiani dai posti di insegnamento. Questo breve appunto per ricordare che i cattolici non persero tempo a occupare le scuole e i luoghi di insegnamento. Ma il cristianesimo si era così bene inserito nel mondo di Roma che il paganesimo fu annientato. Fu una feroce persecuzione verso gli dei “falsi e bugiardi” per mano cristiana con delitti e stragi. La civiltà latina, eclettica, serena, aperta, in una parola gentile e l’impero romano con essa furono soffocati dalla mentalità intollerante, fanatica e dogmatica del cristianesimo. Non ci mancherà occasione di esaminare i fasti della carità cristiana e le benemerenze dell’amore del prossimo.
L’odio teologico, il fanatismo cieco, le persecuzioni, le scomuniche, le guerre di religione ignote alla umanità pagana, furono la naturale conseguenza di questa pazza propaganda. I primi imperatori non si resero conto probabilmente della natura inconsueta di questo pericolo. Abituati alla più serena tolleranza di tutti i culti e di tute le sette, che convivevano e prosperavano pacificamente l’una accanto all’altra senza proselitismo e pretese di monopolio, non pensarono neppure che in qualche testa balzana potesse germogliare l’assurda idea che la verità si potesse conseguire e la felicità conquistare divenendo semplicemente i fedeli di una religione. Nessun culto pagano aveva mai avuto pretese di questo genere; e in tutta l’antichità in Roma e altrove la sapienza non si otteneva mediante le credenze e i culti, ma partecipando ai Misteri. Lo Stato poi, essenzialmente laico, astraeva dai vari culti, e fondava la sua sapienza amministrativa sopra le necessità sociali e il puro diritto. Il diritto, scevro da ogni idea di carattere religioso, non poggiava sopra alcuna morale che ritenesse la sua origine da teorie, da postulati e da pregiudizi; ma soltanto si imperniava sopra una sana conoscenza empirica delle necessità pratiche della vita. Senza impalcature di morali religiose o filosofiche, senza classificazioni di bene e di male.
Lo Stato sovrastava in tal modo tutti i culti e la sua autorità non aveva limiti. Stabilitasi in Roma con la doppia autorità spirituale e temporale la Chiesa cattolica, doveva naturalmente opporsi con tutte le sue forze al sorgere di una qualunque autorità politica in Roma da essa indipendente. Due autorità politiche indipendenti e sovrane non possono sussistere nella stessa città e tanto meno quando una di queste è anche autorità religiosa. Il cristianesimo si era diffuso per gran parte dell’Europa e ogni resto di comunità pagana era scomparso. Ma un’altra religione minacciava dall’Asia. Il fanatismo musulmano non faceva cattiva figura a petto di quello cristiano; dall’estrema Arabia le orde asiatiche salivano su su verso l’Europa e strada facendo convertivano e conquistavano i popoli con l’argomento della scimitarra. In Oriente l’Impero tratteneva e resisteva per secoli alla furia islamica; in Occidente, conquistata l’Africa, gli arabi minacciavano le isole e le coste tutte della penisola, passarono in Spagna e varcavano i Pirenei. Caduto l’Impero, il cristianesimo cattolico, luterano e greco-ortodossa tornava alla Santa Alleanza e a pesare sopra tutta l’Europa. Poi, finalmente l’illuminismo, la rivoluzione francese, Voltaire e dopo ancora un grande pensatore italiano, Giuseppe Mazzini, a portare in alto una nuova fiaccola. In questa rapida rassegna la necessità di sintesi mi ha spesso obbligato a semplici enunciazioni o a dimostrazioni incomplete. Ma mi premeva esporre in una visione sintetica l’immutabile paganesimo, che significa ritornare a una tradizione trenta volte secolare, al di sopra e al di fuori delle religioni, che stanno portando l’Umanità nella preistoria. Nietsche in “La gaia scienza” avvisò i popoli: “O cancellate le vostre venerazioni, oppure voi stessi”.
In una parola ritorniamo al paganesimo. Naturalmente a un nuovo paganesimo, un paganesimo decisamente moderno, attuale in cui la storia e la scienza giocano il ruolo di nuove divinità con eroi nuovi, come Darwin, Pasteur, Einstein. Con nuove scoperte, nuove invenzioni e nuove conquiste, vincere il dolore, le malattie, gli odii e le violenze di ogni genere. In una sola parola verso la pace, verso la giustizia, verso la libertà contro tutti i fanatismi religiosi, uguali e contrari. In una parola la Dea Ragione del nuovo Paganesimo contro le alienazioni di tutte le religioni che stanno svilendo il grande, nobileconcetto di Dio, come inteso da Aristotele, da Voltaire, da Mazzini e dai grandi iniziati di tutti i tempi.
Aldo Chiarle
 
Vecchio 13-11-2006, 18.16.47
Mitamit
 
Citazione:
Originally posted by willypd@Nov 13 2006, 16:33
Da: "Avanti! quotidiano socialista"
... Poi, finalmente l’illuminismo, la rivoluzione francese, Voltaire e dopo ancora un grande pensatore italiano, Giuseppe Mazzini, a portare in alto una nuova fiaccola. In questa rapida rassegna la necessità di sintesi mi ha spesso obbligato a semplici enunciazioni o a dimostrazioni incomplete. Ma mi premeva esporre in una visione sintetica l’immutabile paganesimo, che significa ritornare a una tradizione trenta volte secolare, al di sopra e al di fuori delle religioni, che stanno portando l’Umanità nella preistoria. Nietsche in “La gaia scienza” avvisò i popoli: “O cancellate le vostre venerazioni, oppure voi stessi”.
In una parola ritorniamo al paganesimo. Naturalmente a un nuovo paganesimo, un paganesimo decisamente moderno, attuale in cui la storia e la scienza giocano il ruolo di nuove divinità con eroi nuovi, come Darwin, Pasteur, Einstein. Con nuove scoperte, nuove invenzioni e nuove conquiste, vincere il dolore, le malattie, gli odii e le violenze di ogni genere. In una sola parola verso la pace, verso la giustizia, verso la libertà contro tutti i fanatismi religiosi, uguali e contrari. In una parola la Dea Ragione del nuovo Paganesimo contro le alienazioni di tutte le religioni che stanno svilendo il grande, nobileconcetto di Dio, come inteso da Aristotele, da Voltaire, da Mazzini e dai grandi iniziati di tutti i tempi.
Aldo Chiarle
Consiglio l’autore di questo articolo di rileggersi attentamente. Di provare a migliorare la sua precaria interpretazione del filosofo del martello che certo aveva smascherato Dio, ma anche la venerazione verso la “Dea Ragione”, dietro la quale, a suo giudizio, si cela qualcosa d’altro.

Inoltre l'autore, come ammiratore dell’illuminismo e “contro tutti i fanatismi religiosi, uguali e contrari”,dovrebbe tentare di essere un po’ meno radicale perché l’alienazione non è delle religioni quanto piuttosto della stessa “Dea ragione” che, tramite la scienza e la tecnica, ha determinato l’uomo non più “soggetto” ma oggetto produttivo ridotto a mero funzionario dell’apparato tecnico.
 
Vecchio 13-11-2006, 20.05.17
willypd
 
L’autore non è certo un pagano ma ho postato comunque il suo articolo perché, pur avendo un punto di vista diverso dal mio, mostra di essere attento sul fatto che il passaggio dalle religioni antiche al monoteismo, abbia portato pessime conseguenze agli esseri umani.

Citazione:
Originalmente inviato da Mitamit,Nov 13 2006, 19:16
dovrebbe tentare di essere un po’ meno radicale
Radicale l’articolista? Io lo trovo fin troppo moderato.


Citazione:
Originalmente inviato da Mitamit,Nov 13 2006, 19:16
perché l’alienazione non è delle religioni
Per quanto riguarda il termine “alienazione” ci sono vari modi di intendere il termine, alcuni di questi si possono leggere alla pagina http://it.wikipedia.org/wiki/Alienazione
Penso che il termine “alienazione” lo usi nel senso di separarsi da qualcosa e porre le proprie forze su qualcosa di esterno ai bisogni dell’uomo: in effetti il monoteismo fa questo. Io l’ho inteso così, dopodiché posso sbagliarmi, può darsi che intendesse qualcos’altro.


Citazione:
Originalmente inviato da Mitamit,Nov 13 2006, 19:16
quanto piuttosto della stessa “Dea ragione”
Per quanto riguarda la ragione neanche a me piace esaltarla ma penso che con “Dea Ragione” volesse riferirsi al pensiero illuminista, il quale ha migliorato le condizioni degli esseri umani, in quanto si contrapponeva all’oscurantismo cristiano.

Citazione:
Originalmente inviato da Mitamit,Nov 13 2006, 19:16
che, tramite la scienza e la tecnica, ha determinato l’uomo non più “soggetto” ma oggetto produttivo ridotto a mero funzionario dell’apparato tecnico.

Il problema non è della tecnica ma come viene usata: se io ho un martello, posso utilizzarlo per costruire o per rompere la testa delle persone: questa scelta deriverà da un insieme di cose tra cui il mio modo di vedere il mondo e come sono stato educato e abituato a risolvere le cose. Quindi il problema è sempre il tipo di pensiero che sta alla base delle azioni. Vedo che nel medioevo, anche se la tecnica non era un granché, di massacri ne sono stati fatti lo stesso. Non c’è certo bisogno di chissà quali tecnologie moderne per accendere dei roghi. L’uomo viene inteso come oggetto non per via della scienza e della tecnica, il problema è il pensiero che sta alla base di chi comanda; se chi comanda viene educato fin da piccolo a considerare gli esseri umani come “bestie da lavoro” allora che ci siano le scienze e le tecniche sviluppate o no, sempre da “bestie da lavoro” verranno trattati, gli uomini.

William Masiero
 
Vecchio 13-11-2006, 21.56.31
Alex Svoboda
 
Io invece trovo limitativo dire "meglio .... del cristianesimo". Forse sbaglierò, ma mi suona come cadere dalla padella alla brace...

Le religioni sono nate nei popoli come credenze e imposizioni per governare e gestire le genti, rispondendo al pur legittimo bisogno umano di credere in qualcosa di trascendente. Tutte le odierne religioni nascono in ambienti culturali ben confinati, ed entrano sistematicamente in crisi quando si apre un canale di comunicazione con l'altro.
Un domani esseri intelligenti di altri mondi entreranno inevitabilmente in contatto con noi a manderanno in crisi tutto ciò in cui crederemo in quel momento, qualsiasi cosa sia.

Arriverà un momento, un giorno, in cui ci si renderà conto che le religioni sono INUTILI e dannose, a prescindere dalla nostra intima fede in ciò che definiamo come Dio, che sia questo il nostro limite o no.

Fino a quel momento però ogni 'credente' di ogni qualsiasi religione è da rispettare nella sua libertà di Fede e di Pensiero.
 
Vecchio 13-11-2006, 22.45.09
willypd
 
Citazione:
Originalmente inviato da Alex Svoboda,Nov 13 2006, 22:56
Io invece trovo limitativo dire "meglio .... del cristianesimo". Forse sbaglierò, ma mi suona come cadere dalla padella alla brace...
Volevo sintetizzare il pensiero di chi ha scritto l’articolo, non il mio. Dovevo scegliere un titolo e per farlo avevo a disposizione pochi caratteri. Comunque non mi interessa più di tanto il titolo che ho messo io, in quanto ho riportato il suo, che si nota, in stampatello maiuscolo. Mi interessa che i lettori prestino attenzione all’articolo.

Citazione:
Originalmente inviato da Alex Svoboda,Nov 13 2006, 22:56
Le religioni sono nate nei popoli come credenze e imposizioni per governare e gestire le genti, rispondendo al pur legittimo bisogno umano di credere in qualcosa di trascendente. Tutte le odierne religioni nascono in ambienti culturali ben confinati, ed entrano sistematicamente in crisi quando si apre un canale di comunicazione con l'altro.
Sì, il monoteismo non è altro che questo.

Citazione:
Originalmente inviato da Alex Svoboda,Nov 13 2006, 22:56
Un domani esseri intelligenti di altri mondi entreranno inevitabilmente in contatto con noi a manderanno in crisi tutto ciò in cui crederemo in quel momento, qualsiasi cosa sia.
Quello che succederà “un domani” non lo so, non so neppure cosa succederà DOMANI (cioè Martedì 14).

Citazione:
Originalmente inviato da Alex Svoboda,Nov 13 2006, 22:56
Arriverà un momento, un giorno, in cui ci si renderà conto che le religioni sono INUTILI e dannose, a prescindere dalla nostra intima fede in ciò che definiamo come Dio, che sia questo il nostro limite o no.
Diciamo che il processo di “ritorno alla normalità” è già avviato da questo punto di vista ma ci vorranno più generazioni perché vi sia una REPULSIONE DI MASSA nei confronti del monoteismo, ora ci sono già molte repulsioni a livello individuale o di gruppo e queste stanno sempre più aumentando. Ma non è detto che il processo sia lineare, ci possono essere vari alti e bassi e oltrettutto non ovunque: alcuni sistemi sociali possono far passi in avanti ma contemporaneamente altri possono far passi indietro. Per facilitare i passi in avanti è necessaria la cultura e il benessere.

Citazione:
Originalmente inviato da Alex Svoboda,Nov 13 2006, 22:56
Fino a quel momento però ogni 'credente' di ogni qualsiasi religione è da rispettare nella sua libertà di Fede e di Pensiero.
Anche dopo direi: anche quando (e se) la maggior parte degli esseri umani comprenderà quanto pericoloso e ingiusto sia il monoteismo. Impedire la libertà anche a solo un singolo cittadino equivale ad un campanello d’allarme che deve far comprendere che è la libertà di tutti a trovarsi in pericolo.

William Masiero
 
Vecchio 14-01-2007, 00.49.04
Eridano
 
Citazione:
Originalmente inviato da willypd,Nov 13 2006, 22:45
Sì, il monoteismo non è altro che questo.
William Masiero
Beh piano mica solo il monoteismo ha degli intenti di controllo normativo!! anche la società con le sue regole c controlla,anche la terapia psicologica ha un intento di controllo normativo,pure la wicca ha delle regole e una struttura interna per farle rispettare,non è forse un controllo normativo??Il problema è che :
1)un conto è se si sceglie di sottostare a tale controllo,un altro è se nostro malgrado dobbiamo sottostare!

2)purtroppo non c’è religione(o setta o gruppo) senza organizzazione e dove c’è organizzazione c’è controllo.

3) avere un’organizzazione interna da l’idea che in caso di casini si possa dare la colpa a qualcuno (al capo) cosa che però in realtà non è vera tuttavia ciò non rende meno vera tale idea alle nostre menti. Quindi Organizzazione = Garanzia di Tranquillità.

Il proliferare della wicca ,è dovuto in parte proprio a questo,al fatto cioè, che la sua struttura è formata da tanti gruppetti organizzati (coven)che possono o meno essere in relazione tra loro, e al di sopra dei quali non vi è nessuna altra struttura;dando così la sensazione di estrema libertà e dinamismo, visto che chiunque può professarsi sacerdote e sacerdotessa ponendosi al vertice della scala gerarchica.
Questa estrema libertà non è ben vista da chi non ne fa parte e vede in tutta questa libertà una sorta di imprevedibilità che può riservare brutte sorprese,poiché manca un controllo.
E’ anche per questo che,questa situazione andrà via via solidificandosi,grazie alla nascita di organizzazioni più grandi a cui i vari gruppetti andranno a sottomettersi. (l’immagine è più quella di una roccia a cui si attaccano le varie cozze)
Ciò avverrà grazie ai vari siti internet che permettono di aggregarsi.
Affinché vi sia vera libertà secondo me non vi deve esserci una struttura,bensì dev’essere il singolo ad autogestirsie a vivere da singolo la sua religiosità. Ognun per se e dio per tutti.
Ma facendo così viene a mancare la possibilità di far emergere tale religiosità Come RELIGIONE o SETTA,che implicano un’organizzazione e un riconoscimento formale.
Quanto agli esseri intelligenti e di altri mondi...
D’accordissimo,ovviamente non so se avverrà mai ma se dovesse avvenire sarà come l’arrivo di cook alle Hawaii .
Dopo il suo sbarco gli hawaiani dovettero modificare i loro sistemi di riferimento sociocognitivi e la loro cultura è andata in crisi.
Anche dopo direi: anche quando (e se) la maggior parte degli esseri umani comprenderà quanto pericoloso e ingiusto sia il monoteismo. Impedire la libertà anche a solo un singolo cittadino equivale ad un campanello d’allarme che deve far comprendere che è la libertà di tutti a trovarsi in pericolo.

Citazione:
Originalmente inviato da willypd,Nov 13 2006, 22:45
Anche dopo direi: anche quando (e se) la maggior parte degli esseri umani comprenderà quanto pericoloso e ingiusto sia il monoteismo. Impedire la libertà anche a solo un singolo cittadino equivale ad un campanello d’allarme che deve far comprendere che è la libertà di tutti a trovarsi in pericolo.
William Masiero
Da pagano non posso far altro che essere dello stesso parere.



Powered by vBulletin versione 3.6.8
Copyright ©2000 - 2007, Jelsoft Enterprises Ltd.
Metaforum.it, 2003 - 2007