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Vecchio 18-11-2007, 15.08.16
Animus
 
Comunicato stampa‏ - Controinformazione violenza sulle donne

Uomini3000 ha predisposto un comunicato stampa nel quale prende posizione contro gli obiettivi occulti del 25 novembre.

Chi vuole lo diffonda.
Grazie.



GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
25 NOVEMBRE 2007

MOVIMENTO UOMINI 3000 - COMUNICATO STAMPA


Si celebra il 25 novembre la giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
D'acchito sembra che nessuno possa sottrarsi dal condividerne lo spirito e gli intenti, eppure non tutto è trasparente in questa iniziativa.

Vi è chiamata in causa infatti non la violenza esercitata singolarmente da una minoranza deviante, ma quella che pervaderebbe l'intera cultura e che sarebbe annidata nel cuore di tutti gli uomini, ivi compresi quelli che non solo non torcerebbero un capello a una donna ma che anzi, se del caso, sarebbero disposti a sacrificarsi per salvarla.

Anche questi sono chiamati a riconoscersi corresponsabili dei delitti che colpiscono le donne. Anzi, soprattutto questi, dal momento che, si può starne certi, i veri delinquenti non saranno neppure lambiti da tale iniziativa.

Si parla dunque del male che gli uomini fanno alle donne, mentre del bene non si sente parlare mai, come se noi tutti fossimo divenuti incapaci di vedere l'aspetto luminoso dei maschi e della maschilità.

Già questo fatto oscura l'iniziativa che risulta in tal modo zoppa e affetta da strabismo.
Al tempo stesso si tace della violenza femminile e materna, di cui pure le cronache ci forniscono amari esempi. Si tace di quella visibile e soprattutto di quella invisibile, indotta e delegata agli uomini, sia privata che pubblica.
E così lo sconcerto cresce.

Ci si occupa della violenza maschile che viene data in continuo aumento e presentata con dati che sembrano irrefutabili.
Si sa che muoiono più donne a causa di violenza che per qualsiasi altro motivo.
Lo dicono i media e lo conferma il Consiglio d'Europa.

Siamo così convinti di questa verità che diventa impossibile accettare l'altra, quella che dice che le donne uccise sono cento e quelle che muoiono per altre cause sono diciottomila (dai 16 ai 60 anni - fonte Istat).
Cento dunque è diventato un numero più grande di diciottomila.

Sulla base di statistiche come questa nasce la giornata contro la violenza sulle donne.
Un simile stupefacente rovesciamento dei dati, una bugia di tali dimensioni gettano però una luce inquietante su questa e analoghe iniziative.

Sorge in alcuni il sospetto che un tale stravolgimento della realtà abbia una ragione diversa.
Che non sia in causa la violenza sulle donne ma quella morale sugli uomini.
Che sotto le parvenze della migliore delle intenzioni, si giochi una partita dalle finalità oscure.

Questo non è però un sospetto per chi, come noi, ha individuato negli strumenti psicologici, emotivi e morali le armi con le quali si combatte quella guerra unidirezionale contro gli uomini che T. Terzani scoprì, allibito, tornando in Occidente.

Per il movimento Uomini3000, la giornata del 25 novembre non è ciò che sembra, non ha i fini che dichiara.
E' invece un giorno in cui si vuole decretare la colpa collettiva degli uomini, di tutti gli uomini indiscriminatamente.
In cui si sollecitano i giusti a denunciarsi rei e gli innocenti a confessarsi colpevoli.
I Cavalieri a riconoscersi maramaldi.

Un giorno di colpevolizzazione e di crimininalizzazione del genere maschile, che noi rifiutiamo a priori e in toto, a nome nostro e delle generazioni maschili future.

Perché non è con la colpevolizzazione, l'umiliazione e il vilipendio degli uomini che si pone rimedio alle violenze maschili.
E tantomeno a quelle femminili.


Uomini3000 - Movimento maschile - www.uomini3000.it
Rino Della Vecchia

18 NOvembre 2007
 
Vecchio 18-11-2007, 16.19.37
alessandra
 
Povera stella. Nel caso si fosse indetta la giornata contro la violenza (e basta) ti saresti sentito ugualmente vilipeso in quanto innocentissimo appartenente alla razza umana?
Scommetto che dalla giornata contro la violenza sulle donne si sentirà umiliato pure quell'anima gentile di Marino.
 
Vecchio 18-11-2007, 17.10.31
Animus
 
Citazione:
Originalmente inviato da alessandra
Povera stella. Nel caso si fosse indetta la giornata contro la violenza (e basta) ti saresti sentito ugualmente vilipeso in quanto innocentissimo appartenente alla razza umana?
Scommetto che dalla giornata contro la violenza sulle donne si sentirà umiliato pure quell'anima gentile di Marino.
Che bello discutere con chi ha interiorizzato il razzismo e lo legittima perchè il sessista........sarebbe l'altro.

Che bello vedere la violenza sulle donne, ma non la violenza delle donne sulle donne.
Pensa, sarebbe persino in tema con gli intenti, si potrebbe andare nella stessa piazza con uno striscione.


Che bello vedere la violenza degli uomini sulle donne e non la violenza delle donne sugli uomini.

Bello vedere la violenza degli uomini e non la violenza sugli uomini.

Bello vedere la violenza degli uomini e non la benevolenza degli uomini.
Pensa, tra i pompieri che entrarono nelle torri gemelle non c'erano donne.
Solo in quell'occasione, morirono 343 uomini.
Per salvare le donne.

Che bello non vedere la violenza della societa' sugli uomini.
Pensa, ogni giorno, tra i reduci di guerra negli USA, ci sono 18 suicidi al giorno.
In soli 6 giorni superano le 105 vittime "di violenza" in Italia, (il 20% per cento tra l'altro e' per mano di una donna, naturalmente non lo dice nessuno)

Che bello non vedere la violenza delle donne sui bambini, quella psicologia sui compagni, quella dei ricatti economici, l'ìstigazione all'omicidio/suicidio grazie al paraculismo offerto dallo Stato.

[*******]
 
Vecchio 18-11-2007, 17.48.00
catluc
 
La violenza contro le donne è una violenza di genere riconosciuta oggi dalla comunità internazionale come una violazione fondamentale dei diritti umani * alcune forme si trovano in molte culture (stupro, violenza domestica, incesto), altre sono specifiche di alcuni contesti (mutilazioni sessuali, omicidi a causa della dote, ecc.)

* spesso la violenza agita contro le donne è una combinazione di diversi tipi di violenze; un esempio è rappresentato dalla violenza domestica dove intervengono generalmente violenza fisica, psicologica, sessuale, economica e a volte spirituale

* violenze diverse possono essere fra loro connesse; la violenza contro le/i figlie/i, ad esempio, è spesso accompagnata da violenza domestica contro la madre

* la posizione degli uomini e delle donne rispetto a questo fenomeno non è equivalente: le donne figurano molto più spesso come vittime e gli uomini come responsabili; alcune forme di violenza vengono agite quasi esclusivamente sulle donne (stupro)

* la violenza può assumere forme diverse, accadere in molti contesti e relazioni

La violenza contro le donne esiste...
La violenza contro le donne esiste, è diffusa e non appare affatto in diminuzione. Le donne sono vittime di diverse forme di violenza: nella quotidianità, nella vita domestica e in circostanze particolari come "lo stupro di guerra".
La violenza contro le donne è un crimine ma continua ad essere considerata dagli individui, dalle istituzioni sociali e dagli Stati come una questione privata, si circoscrive nella sfera privata un crimine di ordine pubblico.

La violenza contro le donne è un fenomeno molto esteso. "Secondo il rapporto di Sheila Henderson, presentato al Comitato per l'eguaglianza tra donne e uomini presso il Consiglio d'Europa (Lienderson, 1997), almeno una donna su cinque subisce nel corso della sua vita uno stupro o un tentativo di stupro; una su quattro fa l'esperienza di essere maltrattata da un partner o ex partner; quasi tutte le donne hanno subito una o più molestie di tipo sessuale: telefonate oscene, esibizionismi, molestie sul lavoro e così via". P. ROMITO,
La violenza di genere su donne e minori, Franco Angeli 2000

Le donne subiscono violenza dagli uomini. Non tutti gli uomini naturalmente usano violenza contro le donne ma si tratta comunque di VIOLENZA di GENERE cioè violenza di uomini contro donne e bambine. Gli uomini usano per lo più la violenza per mantenere o rafforzare il loro potere nei riguardi delle donne o per bloccare un regresso di questo potere. La violenza di genere é rimasta a lungo invisibile: avveniva nell'ombra in quanto coincideva con i valori dominanti, le tradizioni e le leggi a tal punto da rendere il fenomeno un fatto naturale, comune, normale!

http://www.nondasola.it/


Dati e riflessioni”, Edizione 2004, allo scopo di poter agevolare il confronto tra i risultati e valutare la portata di eventuali cambiamenti. Le caratteristiche delle utenti

Provenienza
La maggior parte delle utenti è di nazionalità italiana (73,29%) mentre le donne di altre nazionalità raggiungono il 26%. Rispetto agli ultimi anni si registra un picco in rialzo dell’affluenza delle donne straniere (16,46%). Le donne immigrate giungono da 28 paesi diversi. In testa è sempre il Marocco da cui proviene il 15,28% delle utenti straniere. A seguire, tra i più rappresentati: Polonia (6,94%), Perù, Romania, Russia, Svizzera e Cuba (5,56%) Albania (4,17%).

Residenza
Modena è il comune di residenza di oltre la metà delle utenti (51,26%), ma sono rappresentate in modo considerevole anche le richieste delle donne residenti nei comuni della provincia modenese (oltre il 41%), in leggera flessione rispetto al 2002 (44%). Il 2,53% delle utenti risiede nella Regione Emilia-Romagna e l’’1,08% in altre Regioni.

Età
Cresce in modo considerevole il numero delle donne nella fascia d’età dai 31 ai 40 anni (41%), tra i 51 e i 60 anni (15,47%) e le ultra sessantenni (7,55%). Rappresentano poco più di un quinto dell’utenza, in sensibile diminuzione, sia le donne dai 41 ai 50 anni (21,89%), sia le donne dai 21 ai 30 anni, scese sotto il 14%. Sono poche, ma leggermente in aumento, le donne d’età inferiore ai vent’anni (0,75%).

Il dato può dipendere dai cambiamenti comportamentali dei giovani rispetto a scelte definitive come il matrimonio o l’unione di coppia che inducono a rinviare la formazione del nucleo familiare, spostando conseguentemente l’insorgere delle problematiche di relazione/convivenza. L’aumento di donne più adulte, sembra confermare una presa di coscienza dei propri diritti delle stesse, non più disposte a continuare a sopportare vissuti di violenze e maltrattamenti, sia psicologici, sia fisici.

Titolo di studio
Un terzo delle donne che si rivolgono al servizio possiede un diploma di scuola superiore (37%); l’8,30% ha conseguito una laurea, il 5,42% ha frequentato corsi professionali, mentre il 23% è in possesso di licenza media.

Stato civile e genitoriale
Lo stato civile di oltre la metà delle donne che si rivolgono al servizio è “coniugata” (quasi il 52%), un dato in aumento rispetto agli anni scorsi, così come sale il numero di donne nello stato di “convivente” (oltre il 10%), “nubile” (oltre il 10%). Diminuiscono sensibilmente le utenti “separate legalmente”, “separate di fatto” e “divorziate”. Le mamme costituiscono la grande maggioranza delle utenti e raggiungono quasi l’80% del totale, una percentuale un po’ inferiore rispetto agli ultimi dieci anni, mentre sale la percentuale di utenti “senza figli“(quasi il 15%). Le donne in attesa di un/una bambino/a, infine, costituiscono l’1,81%.

Condizione professionale
Oltre i due terzi delle utenti svolgono un lavoro dipendente - impiegata oppure operaia - (67%). Continua ad essere una minoranza il numero di donne che svolgono attività libero professionali, dirigenziali e artigiane (7,26%). Diminuiscono “casalinghe” (7,22%) e “disoccupate” (9,03%), mentre aumentano le “pensionate” (9,75%).

Condizione patrimoniale e abitativa
La condizione patrimoniale riflette in parte quella professionale. Dai dati risulta, infatti, che circa il 78% delle utenti ha un proprio reddito da lavoro, da pensione o altre fonti, mentre circa il 18% non possiede alcun reddito. La condizione abitativa reale non emerge pienamente, poichè l’informazione è stata fornita solo da 58 utenti (21%). Di loro, circa la metà dichiara di possedere la casa di abitazione “in proprietà con il partner”; il 17,24 di avere la proprietà della casa; il 15,52% che la casa è “di proprietà del partner” e l’8,62% vive in una casa “in affitto”.

Le problematiche e i disagi denunciati dalle donne
Complessivamente sono stati indicati 318 casi di disagio, tra “disagio psicologico”, “disagio economico”, “violenza fisica” e “disagio/violenza sessuale”.

Il numero supera il totale delle utenti (277) poichè le stesse hanno indicato spesso più tipologie.
Sono in aumento i disagi di tipo psicologico (oltre il 66%), sempre al primo posto tra le cause di sofferenza delle donne, provocati da comportamenti quali: “minacce”, “disinteresse alla vita familiare”, “tradimenti”, “persecuzioni”, “controlli”, “inganni”, “assenza di comunicazione”, “ricatti”, “menzogne”. L’aumento di situazioni di violenza è denunciato dalla significativa crescita delle voci “minacce” (17%) “persecuzioni” e “controlli”, indicate dalle donne per il 2003 tra le principali cause di disagio. Al primo posto, negli anni precedenti, si segnava la voce ”assenza di comunicazione”.

E aumentano anche i disagi/violenze fisiche (20%), che denunciano l’aggravarsi della tendenza alla crescita degli episodi di violenza fisica verso le donne, nell’ambiente familiare. Seppure diminuiscano le voci relative a “sottrazione reddito”, “impedimento al lavoro”, “abbandono economico”, che rientrano nei “disagi economici” (24%), all’interno di questa categoria aumenta la voce “mancata o parziale corresponsione dell’assegno di mantenimento” (16,25%).

Pare, quindi, in forte aumento il numero dei padri che non si occupano dei figli dopo la separazione dalla moglie e/o convivente. Un dato positivo riguarda il calo dei “disagi/violenze sessuali” (1%) e la “determinazione al cambiamento”, espressa dal 69% delle utenti.

E’ preoccupante l’aumento di donne che accusano “danni fisici” (quasi il 20%) a seguito di maltrattamenti e violenze. Diminuiscono, nel complesso, le condizioni di sofferenza psicologica (depressione, disperazione, ecc..), ma cresce la condizione “paure/ansie/fobie”, da ritenersi in stretto rapporto con l’aumento dei maltrattamenti e delle violenze che suscitano in chi ne è colpito sentimenti di forte timore e preoccupazione per la propria incolumità.


La tipologia delle informazioni richieste
Prevalgono le richieste di informazione su “separazione” (43%), in calo rispetto al passato; diminuiscono anche le richieste di informazione su “divorzio”, scese al 4%. Mentre sono in aumento le richieste su: “situazione economica e patrimoniale” (28,16%), “assegno di mantenimento” (27,44%), “affido dei figli” (19,86%) e “famiglia di fatto/convivenza” (oltre il 10%). Sono in crescita anche le richieste di informazione su “assistenza sociale”, “ricerca alloggio”, “ricerca di lavoro”, “sussidi”, un dato che evidenzia l’esistenza di situazioni di maggiore difficoltà economica. In diminuzione, invece, le richieste di aiuto per situazioni di disagio e sofferenza psicologica.


I responsabili del disagio della donna
Se il “coniuge” continua ad essere il maggiore responsabile dei disagi subiti dalla donna (66,43%), sono in aumento le responsabilità del “convivente” (13%); dei familiari e delle figure parentali quali padri, madri, fratelli, sorelle, figli, suoceri, cognati (10,83%), oltre agli ex partner (coniuge o convivente) (3,25%). La casistica dei problemi/disagi imputati dalle donne al responsabile comprende: “mancanza di comunicazione” (31%), “irresponsabilità” (30%), “violenze/maltrattamenti” (oltre il 23%), voci in netto aumento. Sono stazionarie le cause legate a “altre relazioni” (10,47%), “problemi con la giustizia” (3,97%), mentre sono in diminuzione quelle legate a “problemi sul lavoro” (1,81%).

Risultano in crescita i responsabili con “problemi sociali” come etilismo, disagio psichico e tossicodipendenza (2.53%). Questi dati, come quelli sul disagio e sulle condizioni della donna, fanno emergere l’aggravarsi dei rapporti familiari e di coppia e l’aumento della violenza e dell’aggressività fisica e psicologica verso le donne.


http://www.vitadidonna.it


Roma, 14 novembre 2007 - Donne laureate, imprenditrici o dirigenti, divorziate o separate, giovani fra i 25 e i 34 anni, del centro-nord: sono questi i soggetti femminili più a rischio di violenza fisica o sessuale nel corso della vita, secondo una ricerca condotta dall'Università 'Lumsa' di Roma su dati Istat, presentata al convegno su 'La violenza in ambito familiarè organizzato nel complesso ospedaliero del 'San Giovannì di Roma, alla presenza dei ministri per i Diritti e le Pari opportunità Barbara Pollastrini e per le Politiche familiari Rosy Bindi.


Subiscono violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita il 63,9% delle donne divorziate o separate contro il 38,5% delle nubili, il 26,6% delle coniugate e il 24,5% delle vedove. Passando ai titoli di studio, è vittima il 46,2% delle laureate, il 38,6% delle diplomate, il 28,9% di chi ha la licenza media e il 17,6% di chi ha solo il titolo elementare. Quanto alla condizione professionale, in testa nella triste classifica figurano imprenditrici e dirigenti con il 50,5%, seguite dalle impiegate con il 40,6%, dalle studentesse con il 36,4%, dalle operaie con il 30,9%, dalle casalinghe con il 22,4%.


La fascia d'età più a rischio è quella compresa tra i 25 e i 34 anni mentre la ripartizione geografica vede vittima di violenza sessuale nel corso della sua vita il 35,9% di chi abita nel Centro Italia, il 35,5% nel Nord-Est, il 34,5% nel Nord-Ovest, il 26,6% nel Sud e il 24,3% nelle Isole. Dunque, «la violenza non diminuisce con l'aumentare dell'emancipazione femminile -sottolinea la ricerca- e vede livelli medio alti di istruzione e di occupazione per le vittime italiane".



"Con la Finanziaria, che mi auguro sarà approvata dal Senato, avremo 20 milioni di euro l'anno per il piano nazionale contro la violenza -afferma il ministro per i Diritti e le Pari opportunità Barbara Pollastrini- lo scorso anno eravamo partiti con soli 3 milioni di euro poi bloccati successivamente dalla Corte dei Conti. Ma la battaglia continuerà per avere cifre ancora più sostanziose. Del resto -ricorda- la Ue ha invitato con una direttiva tutti i Paesi europei a darsi una legge e l'approvazione dello stralcio in Commissione Giustizia alla Camera di questa notte, nonostante l'ostruzionismo e il voto contrario di An e Lega, segna un fondamentale passo avanti".


Informa la Pollastrini: «Con il ministro dell'Istruzione Fioroni stiamo studiando un protocollo in favore della funzione educativa sul rispetto del corpo delle donne e dei bambini; inoltre stiamo pensando a un programma mirato rivolto alle donne migranti sui diritti e i doveri che si assumono venendo nel nostro Paese e stiamo allargando la rete di centri e spazi pubblici cui donne e bambini e chiunque si senta minacciato possano rivolgersi. Il prossimo 21 novembre -annuncia- ci riuniremo con gli enti locali per il decreto istitutivo dell'Osservatorio sulla violenza, costruito in collaborazione con l'Istat per monitorare i fatti, le domande e i bisogni legati a questa emergenza".

http://qn.quotidiano.net/2007/11/14/...violenza.shtml


Siena 16 Novembre 2007
Il rapporto presentato dal Ministero delle Pari opportunità, lo scorso febbraio, metteva in evidenza questo quadro. In Italia oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale o psicologica nella loro vita.
La maggior parte di queste violenze arrivano dal partner (come il 69,7% degli stupri) e la grandissima maggioranza (oltre il 90%) non è mai stata denunciata. Solo nel 24,8% dei casi la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto, mentre si abbassa l'età media delle vittime: ben un milione e 400mila (il 6,6%del totale) ha subito uno stupro prima dei 16 anni.

Dai dati raccolti emerge che sono 6.743.000 le donne vittime di violenza fisica o sessuale (il 31,9%), 5 milioni di violenze sessuali (23,7%), 3.961.000 di violenze fisiche (18,8%). Ben 6.092.000 donne hanno subito solo violenza psicologica dal partner attuale (36,9% delle donne che vivono al momento in coppia).

Un milione e centomila hanno subito 'stalking', cioè comportamenti persecutori. Solo negli ultimi 12 mesi, il numero delle donne vittime di violenza ammonta a 1.150.000 (5,4%). Nel 2006 si sono registrati 74mila tra tentativi e strupri veri e propri. Di questi il 69,7% da partner o ex-partner.
Molto diffusi infatti i soprusi tra le mura domestiche. Questi però spesso non vengono percepiti come tali. Solo il 18,2% è consapevole che quello che ha subito è un reato, mentre il 44% lo giudica semplicemente 'qualcosa di sbagliato' e ben il 36% solo qualcosa che è accaduto.

Tra tutte le violenze fisiche rilevate è frequente l'essere spinta, strattonata, aver avuto i capelli tirati (56,7%), l'essere minacciata di essere colpita (85,2%), schiaffeggiata, presa a pugni, a calci o a morsi (36,1%).
Tra la violenza sessuale, la più diffusa è la molestia fisica, ossia essere stata toccata sessualmente contro la propria volontà (79,5%), l'aver avuto rapporti sessuali non desiderati accettati per paura (19%), il tentato stupro (14%), lo stupro (9,6%) e i rapporti sessuali degradanti ed umilianti (6,1%).

La violenza psicologica è stata subita da 7.134.000 donne, il 43,2% con partner attuale. Di queste, 3.477.000 l'hanno subita spesso o sempre (21,1%). Questo tipo di violenza si esprime con l'isolamento o il tentativo isolamento (46,7%), il controllo (40,7%), la violenza economica (30,7%), la svalorizzazione (23,8%), le intimidazioni (7,8%).

Fin qui i dati. E il quadro non è affatto esaltante e ci dice essenzialmente due cose: che il fenomeno violenza alle donne non è legato essenzialmente al fenomeno immigratorio, che c'è un' emergenza in Italia di violenza sulle donne, che c'è un problema di imbarbarimento complessivo della società in senso generale per cui si è innescata una dinamica delle relazioni umane, improntata alla prevaricazione e ad un'assertività negante l' altro, la sua diversità, la sua identità.

Il fenomeno del bullismo, il crescere di fatti di cronaca di uccisione di donne per motivi passionali o spesso sconosciuti, le forme di degenerazione che sta avendo il tifo allo stadio. Ma anche le piccole prevaricazioni nel quotidiano: per strada, nel rapporto fra colleghi nel luogo di lavoro (il fenomeno del mobbing), c'è un' evoluzione, lenta , ma costante, della cultura della società nel senso di un disconoscimento continuo delle regole scritte e morali, che deve farci riflettere.

Anche nel senso delle strumentalizzazioni che vengono messe in atto rispetto alle varie vicende: un esempio è l'episodio di violenza su Giovanna Reggiani che deve indurci sì, ad affrontare il problema della presenza degli immigrati sul nostro territorio, la gestione di questo fenomeno in tutta la sua complessità, ma non in maniera strumentale né demagogica come ritengo che invece sia avvenuto; soprattutto non deve farci deviare dal tema: la violenza sulle donne.

C'è stato un fatto terribile di violenza, non è un fatto episodico, occorre urgentemente intraprendere azioni e percorsi di prevenzione, aiuto e intervento a sostegno delle donne italiane perché quei dati che abbiamo citato, ci dicono che esiste un fenomeno che sta crescendo e che è legato ad una radice culturale profonda del rapporto di genere che ha attraversato tutto l' Occidente e non solo e che appartiene a quell' archetipo di esercizio del potere, così brillantemente messo in luce da Bourdieu, e che agisce nell' interazione fra donne e uomini a prescindere dalla nazionalità, dal tempo e dalla cultura di un popolo e che è il tema mai risolto e costantemente rimosso a cui è prioritariamente legata la possibilità per le donne di assumere un ruolo diverso nella società e nel proprio privato.
Alessandra Navarri

Chi è Alessandra Navarri, presidente dell'Associazione Antigone
E' nata a Siena nel Gennaio del 1968. Si è laureata in filosofia con una tesi su Marx, Nietesche e Heidegger presso l'Università degli studi di Siena ma il suo impegno politico attivo, mai scisso dalla ricerca intellettuale, l'ha portata ad occuparsi da subito dei problemi delle donne.
Ha collaborato presso la cattedra di Filosofia politica dell'Università di Siena prima con Mario Tronti poi con Maria Luisa Boccia. Ma è stata poi assorbita dall'impegno politico attivo. Nel 1996 è responsabile provinciale delle donne dell'allora Pds e membro della segreteria provinciale, nel 1997, fino al 1999 è anche alla direzione nazionale dei Ds con Francesca Izzo responsabile nazionale delle donne con la quale lavora all'organizzazione della Conferenza nazionale delle donne del 1999. Rientrata a Siena, è responsabile provinciale del lavoro della Federazione Ds e nel 2001 è eletta in consiglio comunale dove, fino al 2003, è Presidente del Comitato di ente e del Centro comunale per le pari opportunità, mentre dal 2002 al 2007 è Responsabile provinciale della Legacoop di Siena. Attualmente è in distacco presso la Commissione parlamentare per l'Infanzia dove è assistente del Presidente

http://www.comincialitalia.net
 
Vecchio 18-11-2007, 18.05.01
Animus
 
Citazione:
La violenza contro le donne è una violenza di genere
Ecco, se qualcuno dubitava del razzismo/sessismo delle nostre donne, catluc ce ne ha dato la conferma.

Infatti questa e' proprio la pianta del razzismo.

Come vedi mi e' bastato leggere solo la prima riga del tuo corposissimo post per averne l'ennesima conferma.(anche se ormai non ne ho piu' bisogno da anni....)

Il "razzismo" (in realta' l'odio) delle donne verso gli uomini mancava all'appello e non poteva essere visibile finche' la non dipendenza non si fosse resa manifesta.

Come ha detto qualcuno, "se vuoi sapere qual'e' la vera natura di una determianta categoria umana, dagli potere, e la conoscerai".
 
Vecchio 18-11-2007, 18.06.26
ggiu
 
mah.a essere candidi lui pare dire 'pensate solo alla violenza sulle donne e alla violenza sugli uomini o alla violenza delle donne non ci pensa nessuno, nessuno si mette un braccialetto o una spilletta a fiocchetto celeste per testimoniare, nessuno sfila per gli uomini maltrattati, nessuno ci vuole bene a noi gentilmaschi che non faremmo male a una mosca-femmina'
e va bene.e quindi?organizza un corteo anti maltrattamento sul maschio e sfila, po' esse che ci vengo pur'io.l'uno non esclude tutti gli altri.la violenza è violenza, uno si adopera per renderla visibile e da lì parte per cercare di sottrarle vittime.contro A,contro B, contro C, da Tizio Caio o Sempronio,non fa differenza.sono casi concreti di un unico meccanismo distorto.qual è il conflitto???nn lo scorgo aimè oibò poffarre.il gentilmaschio che non farebbe male a pulzella vivente, ma anzi cavallerescamente le salverebbe la vita dovrebbe essere appunto in prima fila con gli striscioni a urlare il suo cavalleresco no, il 25 novembre e ogniddì
 
Vecchio 18-11-2007, 18.08.12
Persefone
 
... Animus..in parte concordo con te... Nello specifico mi riferisco alla violenza delle donne sulle donne.. L'infibulazione viene praticata da donne su altre donne (o meglio bambine).

L'episiotomia che è il taglio del perineo durante il parto viene fatto dall'ostetrica che inconsapevolmente infligge una ferita molto molto dolorosa (non mi soffermo ma vi assicuro che nella maggior parte dei casi si potrebbe evitate).

Storicamente sono state spesso donne a emarginare e far bruciare altre donne, diverse e quindi pericolose.

Sono spesso le donne che si esprimono duramente contro altre donne che hanno costumi moralmente discutibili ("è una zoccola, si veste come una put..." sono frasi che escono dalla bocca più di donne che di uomini).


Sarebbe interessante però andare oltre i luoghi comuni, toglierci ognuno la maschera e cercare di capire perchè.. Perchè l'aggressività, la violenza, maschile, femminile, umana insomma.. L'aggessività macroscopica, sociale, ma anche quella sommersa in ognuno di noi...
Perchè non smettiamo di dividerci in fazioni.. uomini 3000, donne alla riscossa...

Perchè anche nella comunicazione dobbiamo schierarci come se fossimo in battaglia?.... io penso che ogni donna abbia un lato maschile,che ogni uomo abbia una parte femminile... e che la ricchezza deriva dall'incontro e dal confronto.
 
Vecchio 18-11-2007, 18.28.54
catluc
 
Persefone, ma da che parte stai? Hai letto gli articoli che ho riportato? Ti sembra che nel mondo civile occidentale siano le donne ha apportare violenza sulle altre donne? Perchè porti degli esempi di paesi lontani dalla nostra civiltà? Animus non si riferiva senz'altro alle donne dell'area africana e nemmeno a quelle che bruciavano le streghe o a quelle che maltrattano le puttane ( a parole, mica le picchiano). Lo fai per dire quslcosa che esca dal mucchio? Riesci a confutare quanto sopra riportato che ho riferito appositamente perchè non si parli nel vuoto?

Per Ggiu. Ma pensi che ci siano tanti uomini quante donne maltrattate da poter sfilare? Dai provateci e vediamo..a meno che non si vergognino:
 
Vecchio 18-11-2007, 18.37.12
Animus
 
Citazione:
Originalmente inviato da ggiu
mah.a essere candidi lui pare dire 'pensate solo alla violenza sulle donne e alla violenza sugli uomini o alla violenza delle donne non ci pensa nessuno, nessuno si mette un braccialetto o una spilletta a fiocchetto celeste per testimoniare, nessuno sfila per gli uomini maltrattati, nessuno ci vuole bene a noi gentilmaschi che non faremmo male a una mosca-femmina'
e va bene.e quindi?organizza un corteo anti maltrattamento sul maschio e sfila, po' esse che ci vengo pur'io.l'uno non esclude tutti gli altri.la violenza è violenza, uno si adopera per renderla visibile e da lì parte per cercare di sottrarle vittime.contro A,contro B, contro C, da Tizio Caio o Sempronio,non fa differenza.sono casi concreti di un unico meccanismo distorto.qual è il conflitto???nn lo scorgo aimè oibò poffarre.il gentilmaschio che non farebbe male a pulzella vivente, ma anzi cavallerescamente le salverebbe la vita dovrebbe essere appunto in prima fila con gli striscioni a urlare il suo cavalleresco no, il 25 novembre e ogniddì
In realta' stiamo cercarlo di organizzarlo, vediamo se ci riusciamo, ma non dico, banalmente, quello che dici te.

Sto dicendo , come ho gia scritto gia da un altra parte, che la verita' sta nelle omissioni, non nelle affermazioni.

Qualcuno disse (Günther Anders, figlio dello psicologo Wilhelm Stern ed ex marito di Hannah Arendt) che "nessuna menzogna che si rispetti contiene falsità."

Cosa vuol dire?

Significa che se uno per mentire deve usare falsita' vuol dire che e' veramente "poco", misero, ingenuo, perche' diviene facile smascherarlo, dato che la menzogna sta nelle sue stesse affermazioni.

La menzogna nobile invece, quella d'artista, studiata a tavolino, e dunque l'unica che si rispetti, e' quella che non contiene, di fatto, affermazioni false, ma le cui verita' stanno nelle omissioni!!

Omettendo cio' che fa comodo e comunicando/esaltando solo la parte che interessa, si ottiene un discorso (dialettica ideologica) non fatto di affermazioni false, ma falso nella sua interezza perche' manca delle altre affermazioni vere (e fondamentali).

Nessuna propaganda metterebbe in luce le altre parti della medaglia, perche' ogni dialettica ideologica "espone alla luce" solo la parte che gli interessa.

Chi vede solo la violenza degli uomini sulle donne, non vede le cause e non vede tutte le altre simmetrie (quelle che ho mostrato io), non e' perche' e' davvero interessato a quello, ma perche':

"Sorge il sospetto che la realtà abbia una ragione diversa, che non sia in causa la violenza sulle donne, ma quella morale sugli uomini."

In realtà, è una certezza.

La verita' non sta nelle parole, ma nelle parole non dette.
Non dimenticatevene.
 
Vecchio 18-11-2007, 19.02.02
Persefone
 
Citazione:
Originalmente inviato da catluc
Persefone, ma da che parte stai? Hai letto gli articoli che ho riportato? Ti sembra che nel mondo civile occidentale siano le donne ha apportare violenza sulle altre donne? Perchè porti degli esempi di paesi lontani dalla nostra civiltà? Animus non si riferiva senz'altro alle donne dell'area africana e nemmeno a quelle che bruciavano le streghe o a quelle che maltrattano le puttane ( a parole, mica le picchiano). Lo fai per dire quslcosa che esca dal mucchio? Riesci a confutare quanto sopra riportato che ho riferito appositamente perchè non si parli nel vuoto?

Per Ggiu. Ma pensi che ci siano tanti uomini quante donne maltrattate da poter sfilare? Dai provateci e vediamo..a meno che non si vergognino:
cavoli.. ti avevo dato una risposta molto articolata è .. è sparita..
Non ho tempo di riscriverla..
Li ho letti si i tuoi dati.. emi hanno rattristato..
In breve..non sto dalla parte di nessuno Cat..la mia era in realtà una risposta molto "emotiva"...

Ho subito molestie un paio di volte, una delle quali ha resentato la violenza. Quindi so di cosa si parli. Ma la cosa che mi ha fatto più male, la più dolorosa per la mia femminilità.. è stata l'episiotomia. Quel taglio fatto da un' altra donna per prassi senza preavviso, senza chiedermelo o dirmelo..

Scoprire che si poteva evitare.. che non era obbigatorio nè necessario..Io l'ho vissuto come una violenza. Per questo ho fatto un esempio magari ot.
La medicina è sempre più violenta..la medicalizzazione del corpo della donna di mezza età è violento..Il sistema economico è violento e la violenza in famiglia è maschile e femminile.

Ma ripeto.. forse la mia riflessione era totalmente ot.. evocata in parte dalle prime affermazioni di Animus.
 
Vecchio 18-11-2007, 19.25.48
catluc
 
Citazione:
Originalmente inviato da Persefone
cavoli.. ti avevo dato una risposta molto articolata è .. è sparita..
Non ho tempo di riscriverla..
Li ho letti si i tuoi dati.. emi hanno rattristato..
In breve..non sto dalla parte di nessuno Cat..la mia era in realtà una risposta molto "emotiva"...

Ho subito molestie un paio di volte, una delle quali ha resentato la violenza. Quindi so di cosa si parli. Ma la cosa che mi ha fatto più male, la più dolorosa per la mia femminilità.. è stata l'episiotomia. Quel taglio fatto da un' altra donna per prassi senza preavviso, senza chiedermelo o dirmelo..

Scoprire che si poteva evitare.. che non era obbigatorio nè necessario..Io l'ho vissuto come una violenza. Per questo ho fatto un esempio magari ot.
La medicina è sempre più violenta..la medicalizzazione del corpo della donna di mezza età è violento..Il sistema economico è violento e la violenza in famiglia è maschile e femminile.

Ma ripeto.. forse la mia riflessione era totalmente ot.. evocata in parte dalle prime affermazioni di Animus.
Dalla mia ho la fortuna di essere alta e anche se non mi sono mai tirata indietro da situazioni "avventurose" non ne sono rimasta fortemente colpita. Ma ricordo ancora quando a 16 anni...un uomo più grande di me ha cercato di violentarmi...ma non c'è riuscito...Le mie gambe erano più veloci. Pensi che una dona violenterebbe un uomo con cui è uscita per una sera?

Mi spiace per la tua triste esperienza. bellissimo è che hai perdonato. Spero perdonato e non solo rimosso.

Voglio vederli questi uomini violentati dalle donne. Quanti sono.

riposto la canzone di Vasco Rossi postata tempo fa da Rod.

Naturalmente.
Ho sempre fatto così e non ho mai avuto problemi.

* * *

Io me ne stavo tranquillo
Facendo finta di dormire
Lei si avvicina piano
Facendo finta di sognare
E poi mi tocca una mano
Dolcemente, piano piano

Io non mi muovo, sto fermo
La lascio continuare
Lo so benissimo, ma voglio vedere dove vuole arrivare
Lei si avvicina ancora un pò
Mi sfiora con le labbra o cosa non lo so

Io non so più cosa fare
A questo punto mi dovrei svegliare
Forse dovrei saltarle adosso come fossi un animale
E dovrei essere molto virile
E continuare magari per più di due ore (Troppo!!)

Naturalmente lei insiste
Mi vuole proprio fare
Magari è femminista
E non vuol certo farsi violentare, ma vuole gestire
Allora come devo fare
Dove la bacio, come la devo toccare

Però, però, però, che strano
Come è dolce quel suo modo di toccare
Sembra quasi una bambina che non sa più come fare
Per farmi capire, che non devo dormire
Vuole fare l'amore (Anch'io, anch'io)

Anch'io vorrei, Dio se vorrei, Dio se vorrei lasciarmi andare
Vorrei toccarla, baciarla
Come mi viene in modo naturale
Ma forse è meglio lasciare stare, non posso rischiare
Forse è meglio che mi rimetta a dormire

(Vasco Rossi)

* * *
 
Vecchio 18-11-2007, 19.28.09
ggiu
 
Citazione:
Originalmente inviato da Animus
In realta' stiamo cercarlo di organizzarlo, vediamo se ci riusciamo, ma non dico, banalmente, quello che dici te.

Sto dicendo , come ho gia scritto gia da un altra parte, che la verita' sta nelle omissioni, non nelle affermazioni.

Qualcuno disse (Günther Anders, figlio dello psicologo Wilhelm Stern ed ex marito di Hannah Arendt) che "nessuna menzogna che si rispetti contiene falsità."

Cosa vuol dire?

Significa che se uno per mentire deve usare falsita' vuol dire che e' veramente "poco", misero, ingenuo, perche' diviene facile smascherarlo, dato che la menzogna sta nelle sue stesse affermazioni.

La menzogna nobile invece, quella d'artista, studiata a tavolino, e dunque l'unica che si rispetti, e' quella che non contiene, di fatto, affermazioni false, ma le cui verita' stanno nelle omissioni!!

Omettendo cio' che fa comodo e comunicando/esaltando solo la parte che interessa, si ottiene un discorso (dialettica ideologica) non fatto di affermazioni false, ma falso nella sua interezza perche' manca delle altre affermazioni vere (e fondamentali).

Nessuna propaganda metterebbe in luce le altre parti della medaglia, perche' ogni dialettica ideologica "espone alla luce" solo la parte che gli interessa.

Chi vede solo la violenza degli uomini sulle donne, non vede le cause e non vede tutte le altre simmetrie (quelle che ho mostrato io), non e' perche' e' davvero interessato a quello, ma perche':

"Sorge il sospetto che la realtà abbia una ragione diversa, che non sia in causa la violenza sulle donne, ma quella morale sugli uomini."

In realtà, è una certezza.

La verita' non sta nelle parole, ma nelle parole non dette.
Non dimenticatevene.
vedo che sai già tutto
"Chi vede solo la violenza di A su B, non vede le cause e non vede tutte le altre simmetrie non e' perche' e' davvero interessato a quello, ma perche'..." perchè?
inoltre, un suggerimento
pubblica qui dei dati, numeri casi, statistiche, esponi il problema, condividi i termini e i numeri di esso, informaci.

per catluc
so le proporzioni.le sappiamo bene tutti, anche animus.
tuttavia
se lui sente di dover sensibilizzare i suoi interlocutori su altre manifestazioni del mostro Sopraffazione, è legittimo che lo faccia, e appunto gli dico di informarci sul problema e di aggiungere le informazioni che dice essere omesse per scopi ideologici da chi odia gli uomini

io adesso vado a parlare col mio miglior amico e poi faccio l'amore, a più tardi e buona serata
 
Vecchio 18-11-2007, 19.34.04
catluc
 
Citazione:
Originalmente inviato da ggiu
vedo che sai già tutto
"Chi vede solo la violenza di A su B, non vede le cause e non vede tutte le altre simmetrie non e' perche' e' davvero interessato a quello, ma perche'..." perchè?
inoltre, un suggerimento
pubblica qui dei dati, numeri casi, statistiche, esponi il problema, condividi i termini e i numeri di esso, informaci.

per catluc
so le proporzioni.le sappiamo bene tutti, anche animus.
tuttavia
se lui sente di dover sensibilizzare i suoi interlocutori su altre manifestazioni del mostro Sopraffazione, è legittimo che lo faccia, e appunto gli dico di informarci sul problema e di aggiungere le informazioni che dice essere omesse per scopi ideologici da chi odia gli uomini

io adesso vado a parlare col mio miglior amico e poi faccio l'amore, a più tardi e buona serata
Bene aspetto i dati...
 
Vecchio 18-11-2007, 19.43.57
Persefone
 
Citazione:
Originalmente inviato da catluc
Dalla mia ho la fortuna di essere alta e anche se non mi sono mai tirata indietro da situazioni "avventurose" non ne sono rimasta fortemente colpita. Ma ricordo ancora quando a 16 anni...un uomo più grande di me ha cercato di violentarmi...ma non c'è riuscito...Le mie gambe erano più veloci. Pensi che una dona violenterebbe un uomo con cui è uscita per una sera?

Mi spiace per la tua triste esperienza. bellissimo è che hai perdonato. Spero perdonato e non solo rimosso.

Voglio vederli questi uomini violentati dalle donne. Quanti sono.

ho capito dall'intensità della tua risposta, dal tuo "ma da che parte stai?" che la reazione aveva probabilmente una base esperienziale... E' l'esperienza che ci plasma..che plasma le nostre idee.. Ed è giusto che sia così.

.. ero ragazzina (10 anni?) e non alta (non lo sono nemmeno ora).Il primo era un vecchio..io avevo i pattini e mi ha tirata nel divano (era il nonno di un amico).
La sensazione della sue mani sul mio seno ce l'ho ancora.. La cosa che ho faticato di più a lasciar andare è stata la paura.. per mesi ho evitato di passare davanti a casa sua....

Il secondo uno sconosciuto.. quasi coetaneo.. avevo 15 anni..in spiaggia verso sera.. si è avvicinato, mi ha detto "sei bela" in un accento penso.. tedesco e poi mi è saltato addosso.

Ho urlato con tutte le mie forze e improvvisamente impaurito è fuggito... Per lui non ho mai provato rabbia...Ma una sorta di compassione. Madestramente cercava di strapparmi il costume, di zittirmi..ma le mie urla..lo hanno terrorizzato.. e mi sono resa conto di quanto forte è il nostro istinto di sopravvivenza..

Mi chiedo anch'io se ho perdonato o rimosso.. Sto bene, ho una vita sessuale serena. Quidi penso di aver perdonato...
 
Vecchio 18-11-2007, 19.47.54
Animus
 
Citazione:
Originalmente inviato da Persefone
Perchè non smettiamo di dividerci in fazioni.. uomini 3000, donne alla riscossa...
Hai perfettamente ragione Persefone e non credere che non abbia sollevato il problema.

Dal momento che U3K e' un movimento antifemminista, opponendosi ad un'ideologia, incorre nello stesso male che vuole combattere, per simmetria, l'anti-ideologia e' a sua volta un ideologia (essendo la visione ideologica, come ho mostrato, una visione parziale sulla realta').
Questo e' quindi il problema di tutti i dualismi, e la soluzione sarebbe infatti quella di abbandonare il dualismo.

Certo, sembrerebbe piu' giustificabile perche' l' "Altro" e' il Male e cio' che si oppone al male e' il Bene, se non fosse che, anche l'Altro si considera il Bene perche' si oppone al Male.

No, non c'e' storia, ha ragione Persefone.
Bisogna abbandonare i dualismi.
Il problema e' che tutta la ns. civilta' e' incentrata sul dualismo, il Bene e il Male, i contrari di Eraclito, la lotta di classe, la destra e la sinistra, etc., etc.
La stessa dialettica e' incentrata sul dualismo.


Intando che convinco la direzione guardate questo video di M. Fini che critica il pensiero "di parte".
Dice esattamente la stessa cosa, : "Non puo essere vero in natura, che l'altro non faccia mai qualcosa di giusto!"
Infatti non lo invitano mai da nessuna parte!

 
Vecchio 18-11-2007, 20.14.07
catluc
 
Citazione:
Originalmente inviato da Animus
Hai perfettamente ragione Persefone e non credere che non abbia sollevato il problema.

Dal momento che U3K e' un movimento antifemminista, opponendosi ad un'ideologia, incorre nello stesso male che vuole combattere, per simmetria, l'anti-ideologia e' a sua volta un ideologia (essendo la visione ideologica, come ho mostrato, una visione parziale sulla realta').
Questo e' quindi il problema di tutti i dualismi, e la soluzione sarebbe infatti quella di abbandonare il dualismo.

Certo, sembrerebbe piu' giustificabile perche' l' "Altro" e' il Male e cio' che si oppone al male e' il Bene, se non fosse che, anche l'Altro si considera il Bene perche' si oppone al Male.

No, non c'e' storia, ha ragione Persefone.
Bisogna abbandonare i dualismi.
Il problema e' che tutta la ns. civilta' e' incentrata sul dualismo, il Bene e il Male, i contrari di Eraclito, la lotta di classe, la destra e la sinistra, etc., etc.
La stessa dialettica e' incentrata sul dualismo.


Intando che convinco la direzione guardate questo video di M. Fini che critica il pensiero "di parte".
Dice esattamente la stessa cosa, : "Non puo essere vero in natura, che l'altro non faccia mai qualcosa di giusto!"
Infatti non lo invitano mai da nessuna parte!
I dati? Allora? Per supportare un'idea, ci vogliono dei dati o delle prove...Altrimenti si potrebbe pensare che siano tue fantasie. Non sono laureata in legge, lo giuro.
 
Vecchio 18-11-2007, 20.59.22
Roderigo
 
Citazione:
Originalmente inviato da Animus
Ecco, se qualcuno dubitava del razzismo/sessismo delle nostre donne, catluc ce ne ha dato la conferma.
Sessista è la violenza contro le donne.
Combatterla, semmai, è antisessista.

Le altre violenze che hai citato in apertura del topic, sono vere (e nelle varie sezioni del forum se ne parla, dai suicidi dei reduci in Iraq agli incidenti automobilistici), ma qui sono anche un parlar d'altro, come quando a proposito della Palestina o dell'Iraq qualcuno salta su evocando il Darfur. Oppure quando in occasione della giornata della memoria sull'olocausto, altri si mettono ad elencare tutti i massacri e i genocidi di cui sono stati vittima altri popoli, gli armeni, i pellerossa, gli zingari, etc. Tutto vero, ma che c'entra?

E' l'espediente dialettico del diversivo.

Riguardo alla definizione "Violenza di genere", rifacciamoci all'enciclopedia. Fissare il significato di alcune parole, alcuni concetti, in una discussione è sempre utile.


* * *

Violenza di genere
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La violenza di genere è la violenza perpetrata contro donne e minori, basata sul genere, ed è ritenuta una violazione dei diritti umani.

Questa terminologia è largamente usata sia a livello istituzionale che da persone e associazioni che operano nel settore. «Parlare di violenza di genere in relazione alla diffusa violenza su donne e minori significa mettere in luce la dimensione “sessuata” del fenomeno in quanto […] manifestazione di un rapporto tra uomini e donne storicamente diseguali che ha condotto gli uomini a prevaricare e discriminare le donne» e quindi come «[…] uno dei meccanismi sociali decisivi che costringono le donne a una posizione subordinata agli uomini», così come viene rilevato nell'introduzione della Dichiarazione delle Nazioni Unite sull'eliminazione della violenza contro le donne del 1993 che, nell'art.1, descrive la violenza contro le donne come «Qualsiasi atto di violenza per motivi di genere che provochi o possa verosimilmente provocare danno fisico, sessuale o psicologico, comprese le minacce di violenza, la coercizione o privazione arbitraria della libertà personale, sia nella vita pubblica che privata».

Varie forme di violenza di genere

Da diverse ricerche emerge che la violenza di genere si esprime su donne e minori in vari modi ed in tutti i paesi del mondo. Esiste la violenza esercitata soprattutto nell'ambito considerato domestico, attraverso minacce, maltrattamenti fisici e psicologici, atteggiamenti persecutori, percosse, abusi sessuali, delitti d'onore, uxoricidi passionali o premeditati. I bambini, gli adolescenti, ma in primo luogo le bambine e le ragazze adolescenti sono esposte all'incesto. Le donne sono poi esposte nei luoghi pubblici e sul posto di lavoro a molestie sessuali e a ricatti sessuali. In molti paesi le ragazze giovani sono vittime di matrimoni coatti e vengono indotte alla prostituzione forzata e/o sono vittime di tratta. Ci sono le violenze più eclatanti come le mutilazioni genitali femminili, l'uso dell'acido per sfigurare, lo stupro di guerra ed etnico, il femminicidio che in alcuni paesi, come in India e in Cina, assume l'aspetto dell'aborto selettivo (le donne vengono indotte a partorire solo figli maschi, perché più riconosciuti e accettati socialmente), altrove invece si uccidono donne in modo sistematico. Ci sono violenze poco visibili come quelle relative alla salute riproduttiva (aborto, sterilizzazione forzata, contraccezione negata).


Vedi scheda integrale
http://it.wikipedia.org/
 
Vecchio 18-11-2007, 21.54.43
LizaPop
 
Si cerca di difendere le donne colpite da violenza,
e non si accusa l'intera categoria maschile, ma solo quella
che usa violenza.
E' lo stesso discorso che si ha contro il razzismo: si vorrebbe
colpire il rumeno/rom che ha commesso reato, non l'intera etnìa.

Non credo che le donne, di colpo, rincretiniscano e si scaglino in odio complessivamente contro il genere maschile.
Lo sappiamo anche noi che la maggior parte degli uomini è tutta la nostra metà dell'universo e non violenta.
Se ci si sente minacciati a tal punto da stilare comunicati, io la cosa la vedo preoccupante.
 
Vecchio 19-11-2007, 01.46.17
alessandra
 
Cominciamo nel nostro piccolo del forum. Già qualcosa si è letto.
All'età di 5 anni fui pesantemente molestata da un ragazzino in cortile.
Poi sono stata violentata a 10 anni dal classico vicino di casa. Era un ufficiale e pilota di elicotteri. Aveva grande ascendente su noi bambini e riscuoteva la massima fiducia dei nostri genitori. Pare avesse salvato vite umane, sicuramente anche donne.
Un marito, padre di famiglia, cittadino ed eroe della patria, esemplare.
A 12 anni un ragazzo di 20 tentò nuovamente di violentarmi, riuscii a scappare. Fortunatamente era un po' indeciso sul dafarsi. Poverino.
A 13 un'altro di 20 tentò di costringermi con la forza a sedermi sulle sue ginocchia mentre guardava un filmino porno.
Successivamente ho avuto qualche problema. Diciamo per una trentina d'anni.
Per non parlare delle molestie più "lievi" ricevute negli anni, molestatori sugli autobus, esibizionisti con l'impermeabile e masturbatori in spiaggia, nelle auto parcheggiate, nelle finestre di fronte a casa, molestie verbali, telefoniche, minacce, allusioni, non ultima un paio di mesi fa un erborista mi ha infilato una mano sul seno sotto la maglietta. Diceva che era per il passaggio dell'energia cosmica.
Nessuno mi ha mai picchiato. Un vero colpo di fortuna.

Avanti il prossimo e poi intanto facciamo i conti delle percentuali delle violenze subite dagli uomini e dalle donne di Mf.
 
Vecchio 19-11-2007, 10.02.41
catluc
 
Credo fermamente che pensare ad una violenza perpetrata da donne su uomini sia improbabile. Non foss'altro per la forza fisica del viril sesso che supera alla grande quella del sesso debole, così detto. Passando poi alle naturali pulsioni maschili assecondate dalla cultura maschilista vigente. Ho detto tutto. Augh!
 
Vecchio 19-11-2007, 10.08.34
Animus
 
Citazione:
Originalmente inviato da Roderigo
Sessista è la violenza contro le donne.
Combatterla, semmai, è antisessista.
Va bene Rod, l'importante e' sapere chi sono i propri interlocutori.
Avevo detto che sarei rimasto fino alla "festa della donna del 25 novembre", ma visto che te che sei l'admin , in pratica il giudice, dai prova di cotanta imparzialita' (oltre che intelligenza sopraffina), su questi presupposti, perde senso ogni confronto.

I dittatori della neolingua descritti da Orwell erano semplici dilettanti.


Bye bye.
 
Vecchio 19-11-2007, 10.14.40
catluc
 
Citazione:
Originalmente inviato da Animus
Va bene Rod, l'importante e' sapere chi sono i propri interlocutori.
Avevo detto che sarei rimasto fino alla "festa della donna del 25 novembre", ma visto che te che sei l'admin , in pratica il giudice, dai prova di cotanta imparzialita' (oltre che intelligenza sopraffina), su questi presupposti, perde senso ogni confronto.

I dittatori della neolingua descritti da Orwell erano semplici dilettanti.


Bye bye.
Lanci il sasso e ritiri la mano? Vorrei vedere i dati di quanto da te affermato. O hai fatto un'enunciazione e basta? Facile dare del dittatore agli altri e sparire nell'ombra. Vuol dire che i dati non li hai.
 
Vecchio 19-11-2007, 11.39.03
Michi
 
Bah, trovo strano contestare come operazione ideologica la violenza sulla donna perchè questa significa criminalizzazione globale del genere opposto lo leggo soltanto sul comunicato che apre questo thread (immagino che di conseguenza è strumentale affermare che oggi a Genova piove quando a Napoli c'è il sole, e che l'ombrello quindi dovevo lasciarlo a casa per non alimentare questo inganno). Mi limito a replicare una considerazione, come dire, "strutturale", che avevo già avanzato in altra sede sull'argomento.

Se non mi varia in maniera significativa l'organizzazione sociale e la composizione dei centri di potere finanziari politici e sociali e con loro i livelli di relativo controllo sulla comunità, la subalternità femminile è ancora reale.

Posso sbagliare, ma io nei consigli di amministrazione, nei comitati di direzione, nei tavoli di confronto azienda/sindacati, nella pubblica amministrazione centrale e negli istituti di credito continuo a vedere minoranze femminili più o meno stabili. Se queste minoranze sono tali nei luoghi si produce la ricchezza e, conseguentemente, si definiscono le gerarchie sociali e i modelli di consumo e di comportamento, non vedo come si possa pensare che le donne siano in condizione di superiorità: se così fosse, ci troveremmo davanti al più clamoroso caso di stupidità collettiva del nostro tempo, quello appunto degli uomini. L' aumento della manodopera femminile da quarant'anni a questa parte non ha espresso una partecipazione del controllo economico e sociale pari al numero delle donne coinvolte, ma inferiore, e non di poco.

Se allora subalternità femminile è (e non vedo come possa non esserlo, i numeri mi dicono il contrario) la violenza sulle donne ne è inevitabilmente una delle espressioni: di conseguenza, l'allarme sociale sull'argomento è più che giustificato.
 
Vecchio 19-11-2007, 14.02.07
ggiu
 
Citazione:
Originalmente inviato da catluc
Lanci il sasso e ritiri la mano? Vorrei vedere i dati di quanto da te affermato. O hai fatto un'enunciazione e basta? Facile dare del dittatore agli altri e sparire nell'ombra. Vuol dire che i dati non li hai.
zitt zitt
come disse il dentista 'ponti d'oro'
 
Vecchio 19-11-2007, 19.09.51
sarahkerrigan
 
Citazione:
Originalmente inviato da Bubamara
L'episiotomia una violenza??? Ma cosa dici???
La penso anch'io come te, non la considero una violenza...se non fosse stata prevista, forse ne avrei accennato, memore dei racconti di mia nonna che mi diceva, soprattutto quando apprese che aspettavo anch'io, "ricorda che noi facciamo i figli grossi e lunghi" ...mia nonna ne ha avuti 5, di cui il più problematico fu mio padre, quasi 6 kg. di bambino...mia nonna mi spiegò esattamente cosa significò per il suo corpo, partorire in casa...

Mio figlio pesava 4 kg. alla nascita; durante il parto, io non accennavo a dilatarmi più di tanto, nemmeno con l'ausilio della flebo che avevo da parecchie ore...fui messa al corrente di ogni intervento e quando mi praticarono l'episiotomia mi dissero esattamente quanti punti esterni avrei avuto e quanti interni...il ginecologo, inoltre, mentre ricomponeva l'incisione, mi parlava e mi pregava di portare ancora un po' di pazienza...mai pensai di aver subito violenza, anzi, di aver avuto molte cure...

Tornando al topic, i sentimenti che provo dopo aver letto esperienze così drammatiche sono molto intensi e per ultimo, la quasi prevedibile - visto il tenore in altre discussioni, ma più fuoco vedo e meno m'infiammo, diceva un detto toscano - rinuncia dell'autore della discussione, insieme mi lasciano disorientata....provo a sdrammatizzare un po', se non vi spiace...

Durante l'infanzia non ho subito alcuna violenza, ma con la crescita qualche guaio è capitato, al punto di dovermi servire di armi improprie, in genere lunghe spille da balia - perfette soprattutto sui mezzi di trasporto: in caso di necessità, mi sono state d'aiuto e mi aiutano ancora adesso a raggiungere lo scopo. Fortunatamente non ho mai subito particolari aggressioni a fini sessuali - per tentata rapina si, due volte, ma mi è andata bene perchè uno, l'ho tirato giù dalla moto e scappò subito, l'altro, non riusciva a liberarsi della chioma della mia amica ed io intanto potevo colpirlo - perlopiù, si tratta di situazioni facilmente gestibili, grazie anche alla mia fisicità, probabilmente che, se da una parte ha attirato facilmente i molestatori, dall'altra ha compensato, poichè quando accadde di dover reagire pesantemente per difendermi, riversai tutta la forza che potevo, riuscendo così a scappare...


...mi riallaccio più tardi al discorso in generale...ora devo andare...

Ultima modifica di sarahkerrigan : 19-11-2007 alle ore 19.39.07.
 
Vecchio 23-11-2007, 19.02.28
Animus
 
Violenza maschile prima causa di morte per le donne?
di A. Ermini



Ormai lo leggiamo e ascoltiamo ogni giorno in un effluvio di esternazioni senza fine. Buon ultimo, dopo la stampa così detta grande (più, ovvio, quella di sinistra per la quale l’ideologia è verità), le TV, le ministre, le soubrette e presentatori di talk show vari, il presidente del consiglio Prodi. Senza alcun accenno di buon senso, di onestà intellettuale, di semplice verifica di dati a tutti disponibili. A niente valgono nemmeno le parole di femministe oneste che contestano sia i dati in sè, sia i criteri usati per elaborarli, come Elisabeth Badinter o Susan Faludi. Usava la stessa tecnica terroristica anche Goebbels. “Calunniate, calunniate, qualcosa resterà”.
Da parte nostra dubitiamo molto che quello che ne resterà, anche alle donne destinatarie del messaggio di odio e criminalizzazione antimaschile, sia minimamente positivo. In ogni caso non vogliamo assistere inermi a questo scempio della verità e della ragione.

L’ultimo dato ISTAT sulle cause di morte è del 2002
In quell’anno morirono in italia 560.390 persone, di cui:
maschi: 279.296
femmine: 281.094

Nella classificazione ISTAT l’omicidio e le lesioni (mortali, evidentemente) provocati INTENZIONALMENTE da altri corrispondono al codice descrittivo BE 77 (“Omicidio e lesioni provocate intenzionalmente da altri”, appunto), a sua volta ricompreso nella classe BE 71-78 (“Cause esterne dei traumatismi e degli avvelenamenti”), così composta:

BE(71-78)E - CAUSE ESTERNE DEI TRAUMATISMI E DEGLI AVVELENAMENTI
BE 71 Accidente stradale da veicolo a motore
BE 72 Altri accidenti da trasporto
BE 73 Avvelenamenti accidentali
BE 74 Cadute accidentali
BE 75 Accidenti causati da incendi e da fuoco
BE 76 Suicidio e autolesione
BE 77 Omicidio e lesioni provocate intenzionalmente da altri
BE 78 Altre cause esterne dei traumatismi e degli avvelenamenti

Per omicidio e lesioni provocate intenzionalmente da altri (BE77) sono morte in Italia, nel 2002, 560 persone, di cui
Maschi: 401
Femmine 159

Le cause di morte sono state, in valori assoluti:
1)Malattie del sistema circolatorio: 131.472
2)Tumori: 69.672
3)Altri stati morbosi: 21.173
4)Malattie dell’apparato respiratorio: 15.324
5)Disturbi psichici e malattie sist. Nervoso org. Sensi: 14.765
6)Malattie dell’apparato digerente: 12.234
7)Cause esterne dei traumatismi e degli avvelenamenti: 10.667 (di cui omicidi 560, ripartiti come più sopra)
8)Sintomi, segni e stati morbosi mal definiti: 3.640
9)Malattie infettive e parassitarie: 2.147

Fonte: http://www.istat.it/dati/dataset/20051107_00/

http://maschiselvatici.blogsome.com/...-per-le-donne/



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