Vedi
: Il pasticcio della Mitrokhin
SCARAMELLA: CALUNNIA E TRAFFICO ARMI, PM ROMA CHIUDE INCHIESTA
'isto č 'o scaramella
'isto 'o amico suo guzzanti paolo
'isto 'o padrone
(AGI) - Roma, 11 ott. - Calunnia continuata e aggravata ai
danni di Alexander Talik, ex ufficiale dei servizi segreti
russi, e concorso in importazione, detenzione e porto di
munizionamento da guerra, esplosivo, armi comuni da sparo e da
guerra. Con queste ipotesi di accusa, il pm della procura di
Roma, Pietro Saviotti, ha chiuso l'inchiesta a carico di Mario
Scaramella, il 27enne ex consulente della Commissione
Mitrokhin, arrestato alla vigilia del Natale dello scorso anno
e dal 20 giugno agli arresti domiciliari. Per la procura, che
ha depositato gli atti mettendoli a disposizione della difesa
(passo che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio), fu
Scaramella a ideare e organizzare l'ingresso in Italia di due
granate prive di detonatore trovate nell'ottobre del 2005 in un
furgone su cui viaggiavano quattro ucraini poi processati e
assolti a Teramo, essendo stati bloccati dalla polizia dalle
parti di Mosciano Sant'Angelo. In base a quanto emerso dagli
accertamenti investigativi, sarebbe stato proprio Scaramella a
girare la segnalazione alla questura di Napoli per poi
denunciare che quelle granate sarebbero dovute servire per un
attentato ai danni dell'allora presidente della commissione,
Paolo Guzzanti. Scaramella, e' l'ipotesi della procura,
probabilmente voleva apparire serio e credibile agli occhi
dell'organismo parlamentare. E pur conoscendone l'innocenza,
accuso' Talik, ex esponente del Kgb, di questo traffico di armi
sostenendo che munizioni ed esplosivo sarebbero state
utilizzate per colpire lui e il suo interprete di lingua russa
Andrey Ganchev. (AGI)
Cop (Segue)
111218 OTT 07
SCARAMELLA: CALUNNIA E TRAFFICO ARMI, PM ROMA CHIUDE INCHIESTA (2)
(AGI) - Roma, 11 ott. - Piu' volte Scaramella - ha ricostruito
la procura della capitale - confermo' alla squadra mobile di
Napoli l'esistenza di questo progetto di attentato precisando
che direttamente a Talik sarebbe giunto l'armamento, con
l'interessamento di mafiosi legati ai servizi segreti russi e
ucraini e, tramite questi, al terrorismo islamico e ad Al
Qaeda. Per dare forza alle sue dichiarazioni, l'ex consulente
della Commissione Mitrokhin avrebbe anche dichiarato falsamente
di essere lui stesso un agente segreto.
Durante l'istruttoria, il gip Guglielmo Muntoni ha raccolto
in sede di incidente probatorio le dichiarazioni di alcuni
protagonisti di questa vicenda, lo stesso Talik, Ganchev e
persino Maxim Litvinenko, fratello di Aleksandr, l'ex agente
del Kgb morto il 23 novembre del 2006 avvelenato da una dose di
polonio 210. L'atto era stato sollecitato dal pm Saviotti per
cristallizzare e definire come prova, in vista di un processo,
gli elementi raccolti a carico di Scaramella e dimostrare il
suo ruolo attivo nella confezione della falsa notizia
dell'attentato.
Scaramella, dal canto suo, avrebbe sempre negato ogni
addebito.
La procura di Roma, comunque, non ha ancora del tutto
chiuso i conti con l'ex giudice di pace di Ischia: Saviotti e
la collega Claudia Terracina, infatti, stanno indagando
sull'esistenza di un'associazione per delinquere finalizzata
alla commissione di una serie di truffe ai danni dell'Ente
Parco nazionale del Vesuvio, con conseguimento di illeciti
profitti per circa un milione di euro per la demolizione di
opere abusive all'interno della struttura, in realta' eseguite
solo parzialmente, e alla commissione di altri reati come le
false certificazioni di pubblico ufficiale, abuso d'ufficio,
turbativa d'asta e illecita gestione di rifiuti. Anche su
questo fronte le indagini puntano a fare luce sul ruolo svolto
da Scaramella, come procuratore speciale dell'ente Parco e come
segretario generale e 'dominus' dell'Ecpp (Environmental crime
prevention program - Organizzazione per la prevenzione del
crimine ambientale), societa' che gestiva le demolizioni. (AGI)
Cop
111240 OTT 07