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Vecchio 23-11-2007, 19.18.51
ugodin
 
Cervello: piu' piacere dai soldi se gli altri ne hanno meno

CERVELLO: PIU' PIACERE DAI SOLDI SE GLI ALTRI NE HANNO MENO

(ANSA) - ROMA, 23 NOV - Almeno per i maschi, non e' solo il
valore assoluto dei soldi che conta, ma anche il confronto dei
nostri con quelli altrui, come a dire che lo 'stipendio' pesa di
piu' nelle nostre tasche se il vicino di scrivania e' pagato
meno per svolgere lo stesso lavoro. E ancora di piu' se a un
nostro successo economico corrisponde l'insuccesso del collega.
E' quanto emerso da uno studio pubblicato questa settimana
sulla rivista Science: i guadagni degli uomini sono piu'
appaganti se il collega guadagna di meno per lo stesso lavoro.
A svelare questi 'altarini' sono stati neuroscienziati
dell'Universita' di Bonn i quali hanno coinvolto un gruppo di 38
uomini in una sorta 'gioco a premi'. I 'concorrenti' dovevano
stimare il piu' correttamente possibile il numero di puntini che
appariva su uno schermo e se indovinavano potevano vincere dai
30 ai 120 euro.
Per capire cosa appaga l''Homo oeconomicus' i
neuroscienziati, coordinati da Bernd Weber, monitoravano il
cervello dei volontari con la risonanza magnetica.
Ovviamente, hanno spiegato gli esperti, risultava che ad ogni
vincita nel cervello dei volontari si attivavano i centri del
piacere e dell'appagamento, in particolare lo striato ventrale,
un'area collegata al senso del successo, del guadagno, della
vincita al gioco.
Ma la novita' e' stato scoprire che il cervello dei volontari
'sprizzava gioia da tutti i pori', ovvero il loro striato
ventrale si attivava molto di piu' quando gli andava meglio del
vicino di gioco: in pratica un individuo provava piu' piacere
dalla propria vincita se il vicino di gioco aveva perso alla
stessa prova o se, pur avendo entrambi vinto, riceveva un premio
maggiore del vicino.
Quindi non e' la vincita in se' ad appagare, ma la vincita
confrontata con la sconfitta o con un guadagno inferiore del
vicino, cioe' il senso di appagamento aumenta se ci confrontiamo
con chi ha avuto meno.
''Questi risultati - ha dichiarato l'economista Armin Falk
che ha partecipato allo studio - contraddicono nettamente la
tradizionale teoria economica, secondo cui l'unico fattore che
conta e' l'ammontare del denaro ricevuto. Invece il confronto
con i guadagni altrui gioca un ruolo molto importante''.

Y27-MRB
23-NOV-07 19:05
 
Vecchio 23-11-2007, 19.35.08
Krn3ll
 
C'è chi ha scritto tempo fa che nessuno può alzarsi se qualcun altro non si abbassa, in effetti.

Il gioco a somma zero sembra essere una costante nel modo di visualizzare la realtà dell'essere umano.

Io però lo ritengo un portato specifico non dell'essere umano tout court bensì del Drive Maschile (che ha forgiato per mere necessità funzionali in grandissima parte la percezione di realtà e identità di uomini e donne nella storia del genere umano).
 
Vecchio 23-11-2007, 21.42.59
Animus
 
Citazione:
Originalmente inviato da Krn3ll
C'è chi ha scritto tempo fa che nessuno può alzarsi se qualcun altro non si abbassa, in effetti.

Il gioco a somma zero sembra essere una costante nel modo di visualizzare la realtà dell'essere umano.

Io però lo ritengo un portato specifico non dell'essere umano tout court bensì del Drive Maschile (che ha forgiato per mere necessità funzionali in grandissima parte la percezione di realtà e identità di uomini e donne nella storia del genere umano).
Il gioco a somma zero va ben oltre l'essere umano....
Ci fu qualcun altro (Antoine Lavoisier) che disse, "nulla si crea, nulla si distrugge"
E' quindi, ed in realta', una legge dell'universo.
 
Vecchio 24-11-2007, 01.49.07
Immanuel
 
Citazione:
Originalmente inviato da Krn3ll
Io però lo ritengo un portato specifico non dell'essere umano tout court bensì del Drive Maschile (che ha forgiato per mere necessità funzionali in grandissima parte la percezione di realtà e identità di uomini e donne nella storia del genere umano).
E' la sicurezza del potere di un maschio rispetto all'altro.
Ai nostri giorni il drive maschile, (come dice Krn3ll) ci fa identificare nei soldi il potere. Una volta magari era il cibo che riuscivamo a procurarci. Per gli animali è la forza fisica (che garantisce il cibo).
Averne di più di un'altro ci dona una istintiva soddisfazione. E' un po il principio alla base della vita se vogliamo. Se non ci fosse questo meccanismo non ci sarebbe la concorrenza per la sopravvivenza.

Il problema sta sempre nello stesso punto. La nostra libertà (di acquisire potere se vogliamo) si ferma, e così deve essere, quando inizia quella di un'altro. Sta nella nostra intelligenza e sensibilità capire quali sono le conseguenze della nostra ricerca di potere sulla libertà degli altri.

Per questo molte religioni (quasi tutte) predicano l'umiltà. Perchè così si garantisce, quanto più verosimilmente possibile, la libertà degli altri.



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