L'Archivio di Metaforum

Forum di politica, cultura, società - 2007

 
Vecchio 17-09-2007, 12.31.42
Roderigo
 
La scienza delle scrivanie

Dimmi che scrivania hai ti dirò chi sei



di MARCO BELPOLITI

Al ritorno dalle vacanze un buon numero di italiani l'ha ritrovata lì, dove l'aveva lasciata: in ordine o in preda al caos, vuota o carica di carte. La scrivania è il secondo oggetto sotto cui gli abitanti del mondo occidentale infilano ogni giorno i propri piedi (l'altro è la tavola da pranzo). La scrivania è un oggetto indispensabile, oggi irrinunciabile.

Nei primi giorni di questo mese una rivista, Handelsblatt, ha pubblicato i risultati di una ricerca secondo cui il disordine è un elemento indispensabile in ogni scrivania. Questo contravviene a una convinzione diffusa nel mondo anglosassone per cui una scrivania in ordine (meglio: sgombra) è invece indispensabile per lavorare. Esistono agenzie di consulenza, profumatamente pagate, che assicurano alle aziende a cui si propongono un risparmio di diversi minuti al giorno per ogni singolo impiegato. Secondo David Freedman, coautore di un recente libro, Il caos perfetto (Rizzoli), un tavolo vuoto farebbe infatti perdere il 36% di tempo al suo proprietario per cercare il materiale che gli serve.

La lotta tra cultori dell'ordine e cultori del disordine è solo agli inizi. Uno psicologo, Stephan Gruenewald, sostiene che sul tavolo esistono zone calde e zone fredde - la terminologia deriva probabilmente da McLuhan -, che contengono rispettivamente documenti importanti e documenti non indispensabili. Una mano invisibile - la nostra - distribuirebbe le carte, rendendo il disordine più ordinato di quanto non sembri. L'imposizione forzosa di un altro ordine procurerebbe solo stress. Gruenewald sostiene che un tavolo caotico è indice dello status sociale del suo proprietario, così come l'altezza delle montagne di carta proporzionale al suo livello di istruzione, al reddito e all'esperienza. Un altro studioso del comportamento umano raccomandava anni fa di diffidare di coloro che possiedono una scrivania trasparente, di cristallo (in realtà posseduta solo da manager o alti dirigenti).

Nel 1975 Primo Levi spiegò nel Sistema periodico i principi della «scienza delle scrivanie»: una scrivania scarsa denunzia un proprietario da poco; un impiegato che entro otto o dieci giorni dall'assunzione non ha conquistato una scrivania «è un uomo perduto» come un paguro senza guscio; per capire il potere del proprietario della scrivania, non si deve seguire un criterio quantitativo: c'è infatti chi usa il massimo disordine, chi invece, sottilmente, impone il proprio rango attraverso la pulizia meticolosa (così si dice facesse Mussolini a Palazzo Venezia). Come si vede, la scienza delle scrivanie è ancora «anesatta», scienza futuribile, in attesa di ulteriori perfezionamenti.


17 settembre 2007
http://www.lastampa.it
 
Vecchio 17-09-2007, 14.13.36
Michi
 
Per me Handelsblatt ha detto una stupidaggine. "Il disordine è un elemento indispensabile in ogni scrivania"? no, niente affatto: che poi uno non ci riesca proprio a mantenerlo (anche a me è capitato spesso e capita ogni tanto ancora oggi) è altro affare, ma di qui a rivendicare o teorizzare il passo è lungo.

Da acceso sostenitore della creatività, non ho capito mai il motivo perchè a questa dovrebbe corrispondere il casino. Trovo eccezionalmente conformista, e spesso fasullo come una banconota da 4 euro, la confusione esibita come indicatore di un probabile genio, e penso piuttosto che fantasia e capacità di esecuzione possano e debbano andare di passo, senza rinunciare a un po' d'ordine. Sarà il tempo che passa, ed è sempre più prezioso, ma buttare via un' ora ogni 15 giorni per sostituire casino a casino, strutturato o destrutturato, mi sembra folle. E vedere attorno a me persone brillanti ritardate nel loro agire da un perenne problema di organizzazione ed ordine, è un dispiacere.
 
Vecchio 17-09-2007, 14.16.17
Mitamit
 
A volte tornano. Sì, articoli su argomenti da terza classe già trattati un anno, o due o più, fa.

O forse tornano le discussioni di Mf: da qualche parte negli archivi, non è che se ne trova una di ugual sembianze?


Comunque sia un aforisma di Oscar Wilde ci sta bene (giusto per non essere OT):

Una scrivania ordinata
è frutto di una mente malata.



A giudizio d'esperto - di scrivanie - confermo.
 
Vecchio 17-09-2007, 14.18.29
Michi
 
Citazione:
Originalmente inviato da Mitamit

Una scrivania ordinata
è frutto di una mente malata.
Devo quindi farmi ricoverare?
 
Vecchio 17-09-2007, 14.19.41
Roderigo
 
Citazione:
Originalmente inviato da Mitamit
O forse tornano le discussioni di Mf: da qualche parte negli archivi, non è che se ne trova una di ugual sembianze?
Abbiamo questa: Descrivimi la tua scrivania (Mitamit Oct 6 2005, 16:04)
 
Vecchio 17-09-2007, 14.21.48
Mitamit
 
Citazione:
Originalmente inviato da Michi
Devo quindi farmi ricoverare?
Citazione:
Originalmente inviato da Michi
... Sarà il tempo che passa, ed è sempre più prezioso, ma buttare via un' ora ogni 15 giorni per sostituire casino a casino, strutturato o destrutturato, mi sembra folle...

Devo quindi farmi ricoverare?

 
Vecchio 17-09-2007, 15.53.30
Michi
 
Citazione:
Originalmente inviato da Mitamit
Devo quindi farmi ricoverare?

Ingeneroso. Se poi la premessa abilitante è quella di un vanaglorioso e vizioso scrittore come Wilde, c'è n'è abbastanza per citarti in giudizio o, con scorrettzza assoluta, esibirti la mia personale scrivania elettronica che, da 9 anni, mi risparmia almeno venti minuti al giorno...

 
Vecchio 17-09-2007, 23.25.57
alessandra
 
Da quando non combatto più in trincea e sono stata messa in ufficio, io nella mia stanza di scrivanie ne ho ben tre e tutte stracolme di roba.
Il mio problema è che se ripongo qualcosa in un cassetto o nell'armadio, lì resta dimenticato per l'eternità. E quindi, tutto quello che mi devo ricordare di fare o quello che utilizzo più o meno frequentemente, se non anche raramente, deve stare in piena evidenza e nella sua originaria consistenza.
Praticamente la mia agenda personale sono le mie tre scrivanie e le pareti perimetrali.
Non c'è bisogno di scomodare Freud per dire che sono un disastro.
La principale è piuttosto grande ed è a forma di elle (quindi praticamente doppia). Lei accoglie lungo quasi tutto il perimetro mucchi di carte e fascicoli impilati con un mio personalissimo ed inspiegabile criterio. Alcuni di questi mucchi di carte e di fascicoli sono inseriti in quegli appositi contenitori di plastica aperti in un lato, ma non chiedetemi il perchè loro sì e gli altri no.
Alcune di queste pile sono consultate e smaltite praticamente quotidianamente (sono le carte "sacre" che riguardano i ragazzi di cui ci occupiamo), mentre altre so che nascondono misteri irrisolti. Poi c'è il telefono con il filo che s'incastra sempre nel cassetto e soprattutto sotto le rotelle della sedia, la lampada con il braccio che penzola perchè la molla si è smollata, due piantine (una grassa ed una spinosa) una candela mangiafumo di quando si poteva fumare in ufficio, scatoline di graffette, una mia foto vestita da zorro, una di mio figlio quand'era più piccolo ed un porta biro fatto con una enorme noce di cocco (recente dono della signora delle pulizie filippina) stracolmo di roba quasi inservibile. Pacchetti di post-it di varie misure.
Una zona consistente della stessa scrivania è inoltre ricoperta di post-it con i promemoria più urgenti scritti in pennarello rosso e punti esclamativi.
Una zona più arretrata è invece adibita a riserva di post-it usati con promemoria generici o ricorrenti che però potrebbero ancora servire in futuro. Della serie: la carta non va sprecata.
L'unico spazio libero è quel mezzo metroquadro davanti alla sedia.
Sulla parete sopra la scrivania principale troneggia il calendario (dono di una collega gattara, ogni mese un cane o un gatto abbandonati, di un'associazione di protezione degli animali) anch'esso ricolmo di svolazzanti post-it, cartoline colorate, sul restante ampio spazio, decine di post-it con numeri telefonici, compreso quello per ordinare la pizza.
Alle mie spalle altre due scrivanie. Una piuttosto grande con il pc, altri duemila post-it fondamentali, la pila delle carte da sbrigare al computer, un'altra lampada, un codice.
A fianco un'altra scrivania leggermente più piccola (l'ultima) con enormi pile di carte relative agli odiatissimi e svariatissimi monitoraggi che il dipartimento si diverte ad imporci.
Lì sono sepolti i miei svariatissimi e fallimentari tentativi di ricerca statistica.
Poi ci sarebbe anche un armadio, ma lì è terra di nessuno.
Nel senso che sarebbe tutta roba che ci ho messo io in apposite e quasi ordinate carpette e contenitori, ma appena messa lì ha smesso di esistere, perlomeno di appartenermi e comunque di riguardarmi.

Con tutto quel bendidio di scrivanie del lavoro, a casa non ce l'ho.
Il pc sta sul tavolo del soggiorno. E' un portatile e si sposta con facilità. Tutte le carte che devo tenere in evidenza, stanno impilate sulla credenza, insieme a libri, riviste, posta da aprire (sto nuovamente attraversando un periodo in cui non apro la posta).
E non so perchè, ma a casa non uso post-it.

Allora, dottore, è grave?
 
Vecchio 17-09-2007, 23.41.25
ugodin
 
no, dico, ma i cavi che ci vai a battere con i piedi ce li ho solo io?
e il cestino della carta straccia che si sposta? e non lo becco mai? ed è sempre tra i piedi?
 
Vecchio 18-09-2007, 00.13.05
alessandra
 
Citazione:
Originalmente inviato da ugodin
no, dico, ma i cavi che ci vai a battere con i piedi ce li ho solo io?
e il cestino della carta straccia che si sposta? e non lo becco mai? ed è sempre tra i piedi?
Io i calci li do sempre e solo al motore del pc che spesso si offende e si spegne. Ma mica è colpa mia se me l'hanno messo lì giù.
Spesso invece m'ingroviglio i piedi con i cavi del pc che poi si staccano (i cavi) e non so più dove inserirli.
Il cestino è in zona abbastanza riparata dalle mie intemperanze pedestri, ma in effetti a volte sembra avere vita propria.
Dimenticavo inoltre di dire che le mie tre scrivanie sono infestate da ragnetti neri piccolissimi e velocissimi.
Ogni tanto riesco a buttarne qualcuno dalla finestra, ma è un'impresa quasi impossibile.
 
Vecchio 18-09-2007, 00.23.09
ugodin
 
ale!!!!! ma sei un mito!!!!!!!
la prima donna che non ha paura dei ragni!!!!!!!
 
Vecchio 18-09-2007, 01.01.10
alessandra
 
Citazione:
Originalmente inviato da ugodin
ale!!!!! ma sei un mito!!!!!!!
la prima donna che non ha paura dei ragni!!!!!!!
Beh, vacci piano. Con quelli piccoli e con quelli anche grandi, ma con le zampe sottili, non ho alcun problema. Li prendo delicatamente in mano e li accompagno fuori.
Con quelli grandi e con le zampe grosse e pelose...ho un rapporto molto più conflittuale e nessuna confidenza.
Per togliermeli di torno generalmente uso barattoli o bicchieri dove li imprigiono facendo strisciare un foglio per chiudere l'imboccatura e poi abbandono tutto fuori con un bel brividone che corre dalla punta dei capelli a quella dei piedi.
Ma se sono davvero molto grossi e molto pelosi, generalmente li freddo col biokill

Tornando alle scrivanie, ho alcuni colleghi che riescono ad averne di linde e deserte. Non ho mai capito come fanno.
Entrando nelle loro stanze in loro assenza, non si capisce mai se sono ancora in servizio o sono già andati in pensione.
Uno di loro si capisce se quel giorno è al lavoro, solo perchè a volte c'è l'agenda (chiusa) perfettamente allineata al bordo della sua scrivania. Per lui, solo angoli retti.
Un'altra è incredibile. Mai vista una fattispecie come la sua.
Quando è in ufficio, la sua scrivania è un ammasso mostruoso di carte e fascicoli aperti, tanto da non vedersi il colore della scrivania, tantomeno il telefono e la tastiera del pc. Tutto completamente ricoperto da stratificazioni disordinate di documentazione, carte di merendine, cartoni di pizza da asporto, bottiglie, lattine, biglietti, barattolini di yoghurt rovesciati. Poi, prima di andarsene, riordina sempre tutto perfettamente e quindi basta mettere il naso nella sua stanza per capire immediatamente se se n'è già andata o meno.
L'unica cosa che non ho mai capito di lei è come fa a creare dal nulla quella complessità estrema di disordine in pochissimi minuti.
 
Vecchio 18-09-2007, 01.31.35
ggiu
 
ma ordine/disordine cosa significano?
il mio ordine (che appare disordinato se per disordine intendiamo l'asimmetria delle linee, la mancanza di spazi vuoti etc )mi fa risparmiare tempo perchè è mio e io so dove è quello che cerco.
un ordine diverso (magari quello del piano della scrivania semivuoto, o di chessò raccoglitori di materiale per ordine alfabetico) mi farebbe perdere tempo
ordine è so dov'è perchè c'è un criterio (che esteticamente appare come una ziqqurat di carte oppure come una lastra di ghiaccio)
disordine è non so dov'è perchè non c'è un criterio ( idem con la differenza che è deciso da altri o dal caso-folata di vento-terremoto e non l'ho creato io)

pure l'ordine del cosmo
lo dice Dio che è ordinato perchè l'ha fatto lui, ma un altro Dio non troverebbe mai un barbuto con cui parlare, o una vergine a cui dare una bella notizia se prima non gli facessero una cartina, e perderebbe un sacco di tempo per seguirla
 
Vecchio 18-09-2007, 02.29.17
alessandra
 
Citazione:
Originalmente inviato da ggiu
ordine è so dov'è perchè c'è un criterio (che esteticamente appare come una ziqqurat di carte oppure come una lastra di ghiaccio)
disordine è non so dov'è perchè non c'è un criterio ( idem con la differenza che è deciso da altri o dal caso-folata di vento-terremoto e non l'ho creato io)
Giusto. Il problema però si pone quando il tuo criterio non è conosciuto da altri che sono costretti a volte a mettere le mani nel tuo ordine.
Molte volte m'è capitato per emergenze varie di dover cercare documentazione nei fascicoli e sulle scrivanie di colleghi assenti ed è spesso un dramma.
Nel mio lavoro le emergenze capitano praticamente sempre ed i miei colleghi sono molto spesso fuori per lavoro.
In questo caso i più problematici da consultare sono ovviamente le scrivanie ed i fascicoli dei colleghi apertamente disordinati.
Ma capita anche di scoprire falsi ordinati. Ordinati solo apparenti. Dentro a quei fascicoli perfettamente allineati negli schedari sotto scrivanie lustre come tavole operatorie, a volte si scoperchia un caos tanto imprevedibile, quanto destrutturante e demotivante.

La folata di vento del tuo intervento m'ha fatto venire in mente di quella volta che una piccola tromba d'aria s'introdusse notte tempo nell'ufficio di collocamento di Rimini dove lavorava un mio amico e quando arrivarono la mattina, trovarono fogli nel raggio di chilometri, pure in spiaggia. E dentro la situazione era indescrivibile.
Io credo che avrei rinunciato all'impiego fisso pur di non dover affrontare il tentativo di ricomporre un'intero ufficio di collocamento centrifugato e avrei fatto un corso per bagnino.



Powered by vBulletin versione 3.6.8
Copyright ©2000 - 2007, Jelsoft Enterprises Ltd.
Metaforum.it, 2003 - 2007