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Vecchio 31-10-2007, 13.56.38
ugodin
 
Come navigavano gli antichi tahitiani

PACIFICO: ANTICHI MARINAI VIAGGIAVANO CON CANOE PER 4000 KM



RICERCA PUBBLICATA SU RIVISTA SCIENCE

(ANSA) - SYDNEY, 31 OTT - Gli antichi marinai delle isole del
Pacifico, oltre mille anni fa, erano in grado di navigare con le
loro semplici canoe per migliaia di chilometri, affidandosi alle
stelle ed alle caratteristiche dei fenomeni meteorologici. Lo
conferma uno studio condotto da scienziati australiani su una
scure di pietra scoperta in un atollo vicino Tahiti, che secondo
le analisi era stata ricavata da una pietra vulcanica di
un'isola hawaiiana, 4000 km piu' a nord.
La ricerca guidata dal prof. Marshall Weisler
dell'universita' del Queensland, pubblicata dalla rivista
Science, conferma tradizioni orali hawaiiane secondo cui circa
1000 anni fa i colonizzatori arrivati nell'arcipelago dal sud
erano in grado di compiere epici viaggi in canoa da Tahiti,
senza strumenti di navigazione. ''La traversata di 4000 km e' il
piu' lungo viaggio marittimo non interrotto nella preistoria
umana'', scrive Weisler.
La scure, un attrezzo per lavorare il legno, era stata
trovata negli anni '30 da un archeologo, in una delle isole
coralline dell'arcipelago di Tuamotu vicino Tahiti. Analizzando
la composizione chimica della pietra, il dott. Weisler e il suo
collega prof. Ken Collerson ne hanno identificato l'origine in
un'isola vicina alle Hawaii, che tradizionalmente era l'ultimo
punto di sosta dei navigatori prima di dirigersi a sud.
Questo tipo di scure non era fabbricato nelle Hawaii, spiega
Weisler. ''La pietra potrebbe essere stata portata come dono o
come ricordo, come fanno oggi i moderni viaggiatori, oppure
usata come zavorra, e foggiata in scuri nelle Tuamotu''.
In passato si riteneva che gli antichi marinai, che usavano
solo sottili canoe con una vela rudimentale, avessero raggiunto
la prima volta le isole del Pacifico orientale, incluse le
Hawaii e l'isola di Pasqua, per caso, spinti alla deriva dalle
correnti o da tempeste. Le simulazioni con computer dei
movimenti degli oceani e dei venti, e i viaggi sperimentali,
dimostrano tuttavia che i marinai dovevano sapere cio' che
facevano. ''La gran maggioranza delle isole non sarebbero mai
state trovate navigando alla deriva o con navigazione
accidentale'', sostiene lo studioso.
I marinai navigavano usando le stelle ed avevano una estesa
conoscenza dei cicli meteorologici. Si affidavano ad indizi come
relitti galleggianti, uccelli marini e il colore delle nuvole.
''Le loro raffinate conoscenze venivano trasmesse da una
generazione all'altra, come parte della tradizione orale della
societa'', aggiunge. (ANSA).

XMC
31-OTT-07 13:40



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