L'Archivio di Metaforum

Forum di politica, cultura, società - 2007

 
Vecchio 05-12-2007, 19.01.08
Roderigo
 
«La Sinistra e l'Arcobaleno»

Cosa rossa, ecco il nuovo simbolo:
nasce la Sinistra e l'Arcobaleno





Sara' presentato all'assemblea generale dell'8-9 dicembre a Roma


ROMA - Un mare di colori e un doppio nome: la Cosa Rossa va in soffitta e nasce "la Sinistra e l'Arcobaleno". Dopo le divisioni dei giorni scorsi i segretari dei quattro partiti della sinistra stringono l'intesa che dovra' portarli, di qui a qualche giorno, al battesimo della nuova sinistra. A suggellare l'accordo anche il consenso sul nuovo simbolo, che qui anticipiamo.

Al termine di una riunione a Montecitorio durata oltre due ore, Fabio Mussi, Franco Giordano, Oliviero Diliberto e Alfonso Pecoraro Scanio lanciano la federazione dei partiti della Sinistra. Debutto tra le gente sabato e domenica, quando alla Nuova Fiera di Roma si riuniscono gli stati generali, una sorta di Costituente. Debutto ufficiale: alle amministrative di primavera, dove il nuovo soggetto politico potrebbe presentarsi per la prima volta.

"Abbiamo definito unitariamente tutti gli aspetti organizzativi che ci porteranno al grandissimo evento dell'8 dicembre", spiega al termine dell'incontro il segretario del Prc Franco Giordano. Il primo banco di prova sara' la verifica chiesta al presidente del Consiglio per gennaio. "Dobbiamo rialzare la testa", aggiunge Fabio Mussi. "Salari, precarieta', formazione e ricerca: ora sono queste le priorita'". Certo qualche distanza rimane: ieri Bertinotti, intervistato da Repubblica, rivendicava il diritto ad essere opposizione. Oliviero Diliberto non concorda del tutto. "Qualsiasi forza politica nasce con l'ambizione di governare- spiega- puoi fare l'opposizione se perdi ma non se vinci", dice al termine della riunione.


5 dicembre 2007
www.dire.it


Segue in: Dopo le Unioni, le divisioni
 
Vecchio 09-12-2007, 14.54.31
Roderigo
 
Arrivo a sorpresa dell'ex presidente della Camera che aveva criticando il progetto
Applausi al suo ingresso. "Mi auguro venga una spinta grande all'unità della sinistra"


Cosa Rossa, standing ovation per Ingrao
"Spero molto da questa assemblea"






Giordano: "Ricostruire un rapporto con il governo, ma nuovo accordo di programma"
Pecoraro: "Superare il 15% dei voti". Breve pausa per l'irruzione dei "No dal Molin"


ROMA - Alla fine è arrivato anche Pietro Ingrao all'assemblea della sinistra unita. Sciarpa rossa e bastone in mano, l'ex presidente della Camera ieri aveva dichiarato alla stampa che non sarebbe venuto, criticando il progetto di aggregazione.

Ingrao. "Ho deciso di venire e spero molto da questa assemblea. Mi auguro che venga una spinta grande all'unità della sinistra", ha detto Ingrao rispondendo alle domande dei cronisti. Appena Ingrao ha fatto il suo ingresso in sala è scattata la standing ovation. Nichi Vendola, che stava parlando dal palco, ha interrotto il suo discorso per lasciare la scena all'ultimo padre nobile della sinistra italiana. "Faccio una raccomandazione perché i vecchi fanno sempre prediche e la mia raccomandazione è una: fate presto perché la vostra unità urge e il Paese ne ha bisogno", ha detto Ingrao scaldando l'immenso padiglione che ospita l'assemblea della Sinistra e degli Ecologisti.

I morti sul lavoro. I lavori della seconda giornata si sono aperti von la testimonianza di un operaio, che ha parlato delle carenze di sicurezza nei cantieri e nelle fabbriche. Poi il capo gruppo di Sd alla Camera Titti Di Salvo ha letto i nomi degli operai morti a Torino ricordando anche gli incidenti dell'altro ieri in Campania e nel Lazio. Poi, mentre la Di Salvo annunciava che domani la Sinistra sarà a Torino per "dire basta", sono state spente le luci e in ricordo dei morti sul lavoro è stato osservato un minuto di silenzio.

"Abbiamo davanti agli occhi qual è la condizione tragica del lavoro ancora oggi in Italia - ha aggiunto poi Ingrao nel suo intervento -. In nome delle vittime di Torino, in nome di ciò che rappresentano lancio qui una parola, un grido: unitevi, unitevi e fate presto perchè i problemi che avete dinanzi sono brucianti e non possiamo attendere ancora. Io che sono ormai consumato dalle lotte e dalle tragedie che ho vissuto, vi dico: avanti insieme, uniti per il riscatto del lavoro".

Vendola. Dopo aver lasciato il palco ad Ingrao, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha ripreso il suo intervento: "Serve il coraggio di una nuova nascita" e bisogna lavorare con forza "per questo cemento del futuro", ha detto nel suo discorso, interrotto da quasi venti applausi. Secondo Vendola la prima cosa da fare è iniziare una vera e propria battaglia contro la precarietà: il confine "in cui è bloccata la gioventù". Quindi un duro attacco contro il protocollo del welfare "che non si può accettare" perché non combatte, appunto, la precarietà che "uccide il senso delle cose e determina la morte del proletariato".

Giordano. Un discorso in linea con quanto dichiarato prima dell'inizio del lavori dal segretario del Prc: "Penso sia utile ricostruire un rapporto politico con il governo a partire però dalla definizione di un nuovo accordo di programma", aveva detto Franco Giordano, tornando sulle dichiarazioni di ieri di Fausto Bertinotti, interpretate da Prodi come un segnale di distensione. Giordano, comunque, ha precisato che il suo partito, già da tempo, ha chiesto una verifica di governo e che pertanto quanto dichiarato ieri dal presidente della Camera ribadisce questo concetto. "La verifica - ha sottolineato Giordano - la faremo veramente. Proporremo le nostre priorità che sono quelle, tra l'altro, dettate dai drammi di queste ore", che secondo il segretario del Prc sono quelle relative al mondo del lavoro: salari, precarietà, pace e sicurezza.

'No Dal Molin'. I manifestanti radunati da questa mattina davanti alla Fiera di Roma per dire no alla base Usa di Vicenza, hanno fatto irruzione nell'assemblea generale della Sinistra interrompendo gli interventi dal palco. Tutti i manifestanti con le bandiere che recano la scritta 'No Dal Molin' sono saliti sul palco con fischietti e tamburi. "Ci deve essere subito la moratoria e voi dovete assumervi le vostre responsabilità", ha detto Cinzia Bottene, una rappresentante dell'associazione, molto dura con i parlamentari della 'cosa rossa' che non fanno abbastanza, secondo lei, per dire no alla nuova base Usa di Vicenza. "Non possiamo riconoscerci in un governo che svende una città e i suoi cittadini", ha aggiunto.

Pecoraro Scanio. I manifestanti della 'No Dal Molin' hanno incassato la solidarietà del ministro dell'Ambiente: "Deve essere vietata la costruzione della nuova base", ha ha detto Alfonso Pecoraro Scanio. Il leader dei Verdi sul nuovo soggetto politico ha detto che deve "puntare a superare il 15% dei voti per essere una forza di governo". Pecoraro ha specificato che "non sarà una 'cosa rossa' ma una cosa arcobaleno, una cosa nuova - ha puntualizzato -. Se fosse soltanto una 'cosa rossa' sarebbe vecchia e quelli che vogliono restare comunisti se ne andranno con Turigliatto e company". Il ministro ha parlato anche del Pd: "Il Partito democratico sta terremotando il governo. Era nato per ridurre la frammentazione e al Senato sono proliferati microgruppi".

Bertinotti. Agli Stati generali della Sinistra Arcobaleno è giunto anche il presidente della Camera. Fausto Bertinotti è stato accolto dall'applauso della sala. A chi gli chiedeva se fosse contento per l'esito della due giorni che vede la nascita del nuovo soggetto politico, Bertinotti ha risposto: "Sì, molto" e poi ha aggiunto: "Per imparare a nuotare bisogna buttarsi in acqua e mi pare che quello di oggi sia un grande tuffo".

Diliberto. "Oggi parte una nuova storia, a cui intendiamo partecipare a pieno titolo, da comunisti", ha detto il segretario del Pdci nel suo intervento. Oliviero Diliberto ha concluso con il pugno chiuso e citando Enrico Berlinguer: "Sarebbe stato con noi, anzi alla nostra guida".


9 dicembre 2007
www.repubblica.it
 
Vecchio 09-12-2007, 14.59.29
Roderigo
 
Bozza dichiarazione d'intenti


Noi, uomini e donne che abbiamo partecipato all’Assemblea generale della sinistra e degli ecologisti, siamo impegnati nella fondazione del nuovo soggetto della sinistra: una sinistra unita, plurale, federata. L’Italia moderna, nata dalla Costituzione repubblicana, democratica ed antifascista, ha bisogno di una sinistra politica. Il mondo chiama a culture critiche rinnovate, che conservano la memoria del passato e tengono lo sguardo rivolto al futuro.

Questi sono i nostri principi: uguaglianza, giustizia, libertà; pace, dialogo di civiltà; valore del lavoro, dell’ambiente, del sapere; laicità dello Stato; critica dei modelli patriarcali e maschilisti.

La sinistra/l’arcobaleno oggi nasce. Crescerà attraverso un processo popolare, democratico e partecipato, aperto alle adesioni collettive e singole, per radicarsi nella storia del Paese. L’ambizione è quella di costituire non una forza minoritaria, ma un soggetto grande e forte, capace di competere per l’egemonia, influente nella vita della società e dello Stato, che pesi nel campo politico del centrosinistra. Un soggetto capace di contrastare le derive populiste e plebiscitarie, figlie di una politica debole e della separazione tra potere e cittadini. Un protagonista in Italia, collegato ai movimenti, ai gruppi e ai partiti più importanti della sinistra e dell’ambientalismo in Europa.

La sinistra/l’arcobaleno che vogliamo è del lavoro e dell’ambiente. La globalizzazione liberista si è retta su una doppia svalorizzazione: del lavoro umano e delle risorse naturali. La riduzione a merce provoca la doppia rottura degli equilibri sociali e degli equilibri ambientali. Intollerabile crescita delle diseguaglianze e insostenibili cambiamenti climatici hanno una comune origine e portano alla stessa risposta: un altro mondo è possibile.

Mettere in valore l’ambiente e il lavoro (in tutte le sue forme, da quelle oggi più ripetitive alle più creative) è il cuore di un pensiero nuovo, che non rinuncia a coltivare in questo mondo la speranza umana. In Occidente, ciò comporta innanzitutto alzare la qualità del lavoro, combattere il precariato, contrastare le discriminazione verso le donne. Comporta la difesa e il rinnovamento dello Stato sociale, e la progettazione di una riforma più grande di quella che portò allo Stato sociale: una società non consumista, un’economia non dissipativa, una tecnologia più evoluta. Un nuovo inventario dei beni comuni dell’umanità: acqua, cibo, salute, conoscenza. La conoscenza deve crescere ed essere distribuita: impossibile, senza la libertà della cultura, dell’informazione, della scienza e della ricerca, e senza la lotta conseguente contro le regressioni tribali, etniche, nazionaliste, fondamentaliste. Il dialogo tra culture e civiltà diverse, aperto a nuove scritture universalistiche dei diritti sociali e dei principi di libertà, è tanto più essenziale nell’epoca delle grandi migrazioni, del web e della comunicazione globale.

La sinistra/l’arcobaleno che vogliamo è della pace. Lo spirito della guerra minaccia l’umanità. Ecco di nuovo la corsa al riarmo: cresce vertiginosamente la spesa per armamenti convenzionali, chimici, batteriologici, nucleari. Saltano le firme sui Trattati di riduzione e controllo degli armamenti. L’Europa è uno degli epicentri della corsa. Ora, è il momento di fermarla. La pace, che ha visto scendere in campo il più grande movimento di massa del dopoguerra, particolarmente in occasione della guerra irakena, è la carta vincente. La pace è possibile in un mondo multipolare. Il millennio si è aperto con

l’annuncio di un “new American century”: i fatti hanno già dimostrato che il mondo non è governabile da un unico centro di comando. Anche per questo c’è bisogno di rinnovare o democratizzare le istituzioni multilaterali, e di una Europa più forte ed autonoma.

La sinistra/l’arcobaleno che vogliamo è delle libertà individuali e collettive. Le libertà possono crescere solo in uno Stato laico. Per questo la laicità dello Stato è un bene non negoziabile. Uno Stato laico riconosce le forme di vita e le scelte sessuali di tutti e di tutte. Si regge sul rispetto di tutti i sistemi di idee, di tutte le concezioni religiose, di tutte le visioni del mondo. Combatte l’omofobia e il maschilismo. Assume dal femminismo la critica delle strutture patriarcali e il principio della democrazia di genere. Crea le condizioni sociali e istituzionali per rendere effettivi i diritti e le scelte libere di tutti e di tutte.

La sinistra/l’arcobaleno che vogliamo guarda ad una nuova stagione della democrazia italiana. Pronta ad assumersi, oggi e in futuro, responsabilità di governo, od esercitare la sua funzione dall’opposizione. I temi all’ordine del giorno sembrano “autorità, governabilità, decisione”, non si vede che quelli veri sono l’autorevolezza e la legittimazione, una nuova capacità di rappresentanza politica, in un rapporto dialettico con l’autonomia della rappresentanza sociale.

La sinistra/l’arcobaleno contribuirà a semplificare e rinnovare il sistema politico. Ma i sogni bipartitici appaiono velleitari, e i progetti di “ mani libere” spacciano per modernità la restaurazione dell’antico trasformismo. Se c’è declino italiano, esso dipende dal corporativismo, dal dilagare del privilegio e dell’ineguaglianza; dalla debole innovazione, dalla perdita di coesione, dalla diffusa illegalità; dalla perdita della capacità di indignarsi verso quello stato di violenza assoluta che si chiama mafia, ‘ndrangheta, camorra; dall’oblio della questione morale. Riformare la democrazia e la politica vuol dire nutrire di valori un progetto di società.

La sinistra/l’arcobaleno intende far pesare fin da ora la sua forza politica e parlamentare per ricontrattare, con il Partito Democratico e gli altri alleati dell’Unione, un’agenda del governo di centrosinistra per il tempo della legislatura che resta. Consapevoli che la presenza di un centrodestra, e della sua più forte componente guidata da Berlusconi, intriso di populismo e di fermenti conservatori e reazionari, richiede unità e chiare alternative programmatiche.

Noi, partecipanti all’Assemblea generale della sinistra e degli ecologisti, ci rivolgiamo alle forze politiche, ai gruppi organizzati, ai movimenti, al popolo della sinistra, a tutte le singole persone che vogliono partecipare attivamente alla costruzione del nuovo soggetto. In una discussione aperta e libera sulle idee, gli obiettivi, i programmi, le forme di organizzazione e di rappresentanza.

Venite, diventate parte di un progetto che può cambiare profondamente la situazione italiana e influenzare la politica europea.



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