E' vero. In città in bici si rischia la pelle quotidianamente.
A Bologna ce ne sono diverse di piste ciclabili, anche molto ben fatte, ma purtroppo non sono sufficienti per garantire la sicurezza dei ciclisti e soprattutto coprono solo pochi percorsi più che altro periferici. Ed agli incroci è una specie di roulette russa.
Nelle strade strette del centro storico non è infatti possibile riservarne una parte ai ciclisti e spesso la battaglia quotidiana per la sopravvivenza si combatte con i micidiali autobus che mentre ti sorpassano ti schiacciano noncuranti contro le macchine parcheggiate o i marciapiedi.
Ci sono alcune strade che evito di percorrere proprio per questo motivo. In bici sono un suicidio. A volte per salvarmi la pelle m'infilo truffaldinamente sotto i portici, ma i pedoni s'arrabbiano anche se pedalo piano e sto attenta.
Insomma, la vita per i ciclisti in città è durissima.
Nemmeno lo sceriffo Cofferati ha avuto il coraggio di chiudere il centro storico a "tutte" le auto ed addirittura ha aperto l'accesso a tutti il sabato, per buona pace dei commercianti
