L'Archivio di Metaforum

Forum di politica, cultura, società - 2007

 
Vecchio 16-06-2007, 13.52.57
alessandra
 
Rahmatullah Hanefi libero!

Afghanistan, Strada:
Hanefi scagionato e presto libero


ReutersItalia sabato, 16 giugno 2007 12.53

MILANO (Reuters) - Rahmatullah Hanefi, il collaboratore di Emergency arrestato in Afghanistan il giorno dopo la liberazione dell'inviato di Repubblica Daniele Mastrogiacomo, è stato scagionato dalle autorità afghane da tutte le accuse a suo carico, come quella di aver collaborato al sequestro del giornalista, e presto sarà liberato.

Lo ha riferito a Reuters il fondatore di Emergency Gino Strada, non confermando però la scarcerazione di Hanefi, data per già avvenuta in un comunicato che l'organizzazione ha pubblicato stamani sul proprio sito.

"Io so che è stato ufficialmente prosciolto, ma .... non mi risulta che sia stato fisicamente già fatto uscire dallo ospedale in cui si trova", ha detto a Reuters Strada da Karthoum, dove è stato raggiunto telefonicamente.

Strada ha precisato che Hanefi si trova attualmente in un ospedale militare della sicurezza nazionale afghana, "dove era stato negli ultimi giorni perché doveva ricevere un trattamento".

"Mi risulta che sia ancora lì", ha aggiunto Strada, precisando che l'ospedale si trova a Kabul. "Ormai è stato prosciolto e immagino che domani verrà liberato"

Anche la Farnesina ha confermato che il giudice ha firmato il provvedimento di scarcerazione per Hanefi, che ora dovrà essere inviato al procuratore per il proscioglimento.

A dare la notizia del proscioglimento dalle accuse era stato in precedenza il sito di Peacereporter, agenzia di notizie vicino all'organizzazione.

Hanefi -- che ha avuto un ruolo di mediatore nella liberazione di Mastrogiacomo, avvenuta il 19 marzo scorso -- era poi stato accusato dai servizi segreti afghani di essere coinvolto nel rapimento del giornalista italiano e di essere un fiancheggiatore dei talebani.

Emergency e Strada hanno lanciato in questi mesi numerosi appelli per la liberazione di Hanefi, fino ad arrivare per protesta alla chiusura di tre ospedali dell'ong in Afghanistan.

Nella nota, Emergency sottolinea "le preoccupazioni per la salute di Rahmatullah e per il suo ritorno in ambienti nei quali sono state diffuse false accuse contro di lui" e si è detta comunque pronta ad accertare "la possibilità di un riavvio delle sue attività in Afganistan, dopo la distruzione dei rapporti perseguita dalle autorità locali in questi mesi".

Strada ha aggiunto di voler aspettare "di sapere che Hanefi si trova a casa mia a Kabul ... Questo risolve uno dei problemi, restano aperti gli altri problemi, certo che con la liberazione di Rahmatullah si può ritornare a discutere".

Daniele Mastrogiacomo era stato rapito dai talebani in Afghanistan all'inizio di marzo, insieme al suo autista e al suo interprete, in seguito uccisi dai sequestratori.
 
Vecchio 16-06-2007, 14.03.36
Basch
 
Me lo sentivo che era innocente!
 
Vecchio 17-06-2007, 04.44.50
Edric
 
WOW!!! FINALMENTE UNA BELLA NOTIZIA!!!!
Speriamo che questa brutta vicenda per lui si stia per concludere...
 
Vecchio 19-06-2007, 13.58.41
Edric
 
Libero, finalmente

Libero, finalmente

Rahmatullah Hanefi è di nuovo un uomo libero. Alle 16.00 locali è uscito dal portone del carcere

Kabul. Rahmatullah Hanefi è di nuovo un uomo libero. Alle 16.00 locali di questo pomeriggio di sole, Rahmatullah è uscito dal portone dell'Investigation Department 17. Occhi stanchissimi, vestito con una shawar kameez bianca. “Salam Rahmat!”.
"Come stai?", chiede Gino Strada, che è andatoa prenderlo al carcere. "Sono vivo." risponde in pashtu. Poi, in italiano aggiunge "Sto bene".
Un abbraccio veloce, poi via di corsa sulle macchine di Emergency verso le case dello staff. Che lo attende con ansia, dopo aver preparato addobbi di rose rosse di plastica.


“E' qui con noi, è libero”: Gino Strada comunica rapido la notizia alla sede di Emergency a Milano. Dall'altro capo del filo si sentono urla e applausi. Il cugino di Rahmat, Abdullah, compone il numero di casa, a Lashkargah, nel cuore di quella provincia di Helmand che negli ultimi mesi è diventata l'epicentro della guerra. Passa il telefono a Rahmat che, dopo tre mesi può parlare con sua moglie. Le case dello staff di Emergency sono vicino all'ospedale dell'organizzazione, nella centralissima Shar-e-naw. Quando arrivano le macchine, il tè verde è già pronto su un tavolino, insieme a uvette e mandorle tostate.


Dopo tre mesi di attesa e paura, la situazione si è sbloccata lo scorso sabato. La famiglia e i colleghi di Rahmat sorridono. Adjmal Hodman, l'avvocato che ha seguito il procedimento a carico del manager di Emergency, ha ricevuto il verdetto della procura generale: prosciolto da ogni accusa. In Afghanistan scoppia un coro di Allah i karim, dio è misericordioso; in Italia volano i tappi delle bottiglie di spumante. Gino Strada lascia il centro di cardiochirurgia di Emergency a Khartoum, destinazione Kabul. Poi ricomincia l'attesa: “Manca solo la firma sull'ordine di scarcerazione”, dice l'avvocato. Rahmat passa un'altra notte nell'ospedale della security afgana, dove era stato nuovamente ricoverato per un problema ai reni.


Domenica mattina, sotto una coltre di smog, Kabul inizia la giornata con un boato. Un'esplosione investe un autobus di poliziotti afgani nel centro della capitale: il secondo attentato in due giorni. Almeno trentacinque morti, tanti poliziotti e tanti civili. Decine di feriti. C'è traffico in città, l'atmosfera è tesa: è il più grave attacco nella capitale dall'inizio di questa guerra afgana. Intanto, nelle case di Emergency si aspetta una telefonata. Il cugino di Rahmat continua a sollevare il polsino del suo shawar kameez bianco per guardare l'ora: sembra che l'orologio vada lentissimo. L'avvocato Hodman siede composto nel suo completo occidentale verde scuro, qualche filo bianco nella barba nerissima. Le ore passano, si bevono decine di tè, la caffettiera è sempre sul fuoco. Gino Strada fuma e parla in continuazione al telefono, si cerca di capire a che punto è la trafila delle lettere, dei timbri, delle firme. Nelle case di Emergency, un microcosmo afgano di pashtun, panjshiri, hazara. I fedelissimi dell'organizzazione sono tutti pronti per accogliere Rahmat, ma il telefono non suona. Nel primo pomeriggio, invece, si sentono dei botti. “Hai sentito? Due razzi..tre, quattro”: koko Jalil conta le esplosioni puntando l'indice verso est. Altre telefonate. “Il procuratore ha firmato, ora deve firmare il capo della sicurezza: ancora un rinvio, e le ultime ore di attesa rendono tutti nervosi, ora che la vicenda sembra finita. Il sole scende, e Rahmatullah non è ancora uscito: fardò, dicono, domani. Fardò, inshallah.

Lunedì si ricomincia. La trafila dovrebbe essere alla fine, manca solo la firma del presidente. Tè verde, altre sigarette, altre telefonate per capire se c'è qualche intoppo. “Quanto ci mettono a firmare?”, è la domanda che gira da una bocca all'altra, più per sfogare l'ansia dell'attesa che per avere davvero una risposta. “C'è il consiglio dei ministri”, si dice, “il presidente avrà da fare..”. “Purché non passi un altro giorno: sono le tre, e se aspettano ancora un po' a firmare diventa sera..” .
In città si commenta la notizia della strage di bambini nella madrasa di Paktika, nell'est del Paese. Il cugino di Rahmat smette di guardare l'orologio: è di nuovo sera, se ne riparla domani.
Peacereporter
 
Vecchio 19-06-2007, 17.52.46
Magda
 
Che bella notizia, sono davvero felicissima.
Ho una grande stima e ammirazione per Gino Strada, Emergency, e per i suoi collaboratori; la vicenda di Rahmatullah è stata per me molto triste. Oggi, finalmente .... la bella notizia.
L' ho appresa qui sul forum. Sono contentissima. Wowwwww.



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