L'Archivio di Metaforum

Forum di politica, cultura, società - 2007

 
Vecchio 30-11-2007, 19.22.33
Orchidea Selvaggia
 
Allattamento prolungato

Non so se ne avete già parlato, ma su qualche rivista specializzata si parla degli effetti benefici dell'allattamento prolungato, anche ben oltre il primo anno di vita.

Poi su youtube questo caso straordinario...

 
Vecchio 01-12-2007, 18.25.38
Roderigo
 
Un po' oltre il primo anno di vita posso capirlo, dato il valore nutritivo del latte materno, anche se alcune sue proprietà declinano dopo il sesto mese, ma troppo oltre non è esagerato? Non diventa un elemento sedativo più che nutritivo? Così, di qualunque cosa abbia bisogno, una poppata e il bimbo sta buono.
 
Vecchio 01-12-2007, 18.44.36
LizaPop
 
A dire il vero, questo filmato urta la mia sensibilità
Già i bimbi allattati all'anno di vita mi danno un senso
di disagio.

Il disagio che mi si crea è qualcosa tutto di pancia, che mi
imbarazza di fronte ad una cosa quando diventa morbosa.

Morbosa da entrambe le parti: della bimba, per ovvie ragioni, e
della madre, che credo ricerchi sempre quella vicinanza alla propria creatura proprio come ai primi mesi di vita.

La cura genitoriale, invece, con il passare del tempo, diventa altro.
La vicinanza ai propri pargoli, cresce e si muta con loro.
E' assolutamente appagante riuscire a condurli per mano per diventare esseri maturi, responsabili e assolutamente autonomi.
Non vedo autonomia in questo atteggiamento, se non tanto, tanto egoismo

Ultima modifica di LizaPop : 01-12-2007 alle ore 18.46.04. Motivo: sintassi
 
Vecchio 01-12-2007, 19.20.27
Orchidea Selvaggia
 
Ho letto diversi pareri contrastanti, anche in internet, e non saprei dare un giudizio definitivo.
Quanto affermate nei vostri post è sostenuto da:


Johan Rossi Mason, una giornalista specializzata in temi medico-scientifici. Afferma nel 2003:

"L'allattamento prolungato, oltre i canonici sei mesi sino a due, tre ma anche quattro anni è un `sintomo' piuttosto comune di un atteggiamento ipermaterno. Se anticamente era considerato un mezzo anticoncezionale e quindi il metodo aveva un suo razionale, dimostratosi poi privo di efficacia, oggi si riscontra spesso in soggetti con personalità anoressica che tentano di esercitare un controllo sul comportamento alimentare del bambino proprio come hanno fatto o farebbero con loro stesse.

In altri casi l'allattamento prolungato è una forma di autogratificazione, di narcisismo: l'allattamento è mediato da sostanze chimiche uguali a quelle dell'orgasmo e può dare sensazioni molto gratificanti affini al piacere sensuale, anche se molte donne non sono disposte ad ammetterlo."


Il fatto è che oramai il periodo di allattamento canonico per la padiatria ufficiale (internazionale) non è più 6 ma 12 mesi, con lo svezzamento che comincia a circa 7 mesi, proprio perché si sono riscontrati effetti molto benefici nel rischio d'insorgenza di allergie alimentari, e non solo.
Su questo sono d'accordo, ma certo andare così oltre, fino a quasi 8 anni, lascia perplessi... E' comunque un caso anomalo, assolutamente non comune.
 
Vecchio 02-12-2007, 00.15.40
Persefone
 
..bell'argomento..e visto che sono molte le donne in questo forum.. perchè non confrontarsi sull'esperienza vissuta?

Io li ho allattati entrambi 16 mesi.. e "sentivo" che non si poteva andare oltre.. non so spiegare cos'era.. credo avesse a che fare con quell'istinto che porta la gatta ad "allontanare" i piccoli quando è il momento.. Per renderli autonomi.. per aiutarli a crescere.

Allattare gratifica..ma spesso è un surragato affettivo.. per la madre più che per il bambino...
 
Vecchio 02-12-2007, 00.44.46
ggiu
 
ma il latte non finisce?
 
Vecchio 02-12-2007, 01.08.30
alessandra
 
Ho allattato mio figlio fino a quasi l'anno di vita, ma già da qualche tempo erano diventate coccole tra me e lui. Non più nutrimento.
Mi stavo rendendo conto che era una cosa che facevo per lui, ma anche per me. Allattare un bambino è una cosa da far perdere la testa.
La sera che cominciai a chiedermi quasi consapevolmente quanto sarebbe dovuta durare e perchè, lui staccò la bocca dal capezzolo, mi guardò con un sorriso furbetto e mi diede un bel morsetto. Gentile, ma di quelli che si sentono.
Non ne ero sicura, ma mi sembrò un messaggio. E se lo era, era segno di grande autonomia da parte sua. Era lui che decideva.
Mi fece ridere, ridemmo un sacco.
Per essere certa di non sbagliarmi, lo riavvicinai al seno. Lui si scostò guardandomi con un sorriso un po' indeciso, interlocutorio. Mi diede un altro morsetto e si staccò guardandomi, aspettandosi una reazione.
Ridemmo ancora. "ok, ragazzo mio, messaggio ricevuto" gli dissi.
Lo misi nel lettino, spensi la luce e lui dormì tranquillo senza mai più chiedermi quel genere di coccole.
Sono cose che non si dimenticano.
 
Vecchio 02-12-2007, 01.20.03
Persefone
 
Citazione:
Originalmente inviato da alessandra
Ho allattato mio figlio fino a quasi l'anno di vita, ma già da qualche tempo erano diventate coccole tra me e lui. Non più nutrimento.
Mi stavo rendendo conto che era una cosa che facevo per lui, ma anche per me. Allattare un bambino è una cosa da far perdere la testa.
La sera che cominciai a chiedermi quasi consapevolmente quanto sarebbe dovuta durare e perchè, lui staccò la bocca dal capezzolo, mi guardò con un sorriso furbetto e mi diede un bel morsetto. Gentile, ma di quelli che si sentono.
Non ne ero sicura, ma mi sembrò un messaggio. E se lo era, era segno di grande autonomia da parte sua. Era lui che decideva.
Mi fece ridere, ridemmo un sacco.
Per essere certa di non sbagliarmi, lo riavvicinai al seno. Lui si scostò guardandomi con un sorriso un po' indeciso, interlocutorio. Mi diede un altro morsetto e si staccò guardandomi, aspettandosi una reazione.
Ridemmo ancora. "ok, ragazzo mio, messaggio ricevuto" gli dissi.
Lo misi nel lettino, spensi la luce e lui dormì tranquillo senza mai più chiedermi quel genere di coccole.
Sono cose che non si dimenticano.
..è vero.. è quella connessione complice..che si trasforma e prende strade sempre nuove..che sa interpretare i segnali inventando modi sempre diversi..di amare..

per ggiù..il latte materno finchè allatti..non finisce.. la produzione è stimolata dalla suzione del bimbo..
 
Vecchio 02-12-2007, 01.27.00
ggiu
 
mi raccontavano che mia zia correva da mia nonna pretendendo la sua poppata.era veramente grande, mi pare avesse sei anni.credo avesse lo stesso valore di correre dalla mamma pretendendo un abbraccio.dal punto di vista nutrizionale chissà, forse nel secondo dopoguerra poteva servire ancora a qualcosa, adesso non so.
istintivamente respingo l'idea.come a dire 'sei mio figlio e ti accolgo, ma in un modo nuovo perchè non sei più un poppante (ecco appunto).
in realtà, appena ho letto il topic ho trovato la questione un po' vezzosa, perchè 'allattamento al seno' mi richiama immediatamente alla mente situazioni in cui davvero allattare diventa far sopravvivere. forse qui da noi non è poi così importante.

Ultima modifica di ggiu : 02-12-2007 alle ore 01.44.56.
 
Vecchio 02-12-2007, 02.16.29
Persefone
 
Citazione:
Originalmente inviato da ggiu

istintivamente respingo l'idea.come a dire 'sei mio figlio e ti accolgo, ma in un modo nuovo perchè non sei più un poppante (ecco appunto).
non è questo ggiù.. e che ad un certo punto..per crescere è necessario lasciar andare..e da mamma penso che non sia sempre facile distinguere i suoi bisogni dai tuoi..
Ho letto di mamme costrette a rimanere sempre con il bimbo di due anni..perchè si rifiutava di stare con altri... esaurite.. stremate..

Stavano bene loro? Stava bene il bimbo?.... E' dura sai Ggiù lasciar andare..molto più che "accogliere allattando"..allattare è un gesto spontaneo... molto piacevole..tenero.. E dire fine non è sempre facile. Ma necessario ad un certo punto. Per fare spazio a nuovi modi di accogliere.
 
Vecchio 02-12-2007, 11.03.33
ggiu
 
è quello che ho detto persefone
respingo l'idea (di allattare fino ai 18 anni del pupo) come dicendo:
ti accolgo (sempre, perchè sono la tua mamma) ma in un modo nuovo, perchè non sei più un poppante.
 
Vecchio 02-12-2007, 11.16.18
Persefone
 
Citazione:
Originalmente inviato da ggiu
è quello che ho detto persefone
respingo l'idea (di allattare fino ai 18 anni del pupo) come dicendo:
ti accolgo (sempre, perchè sono la tua mamma) ma in un modo nuovo, perchè non sei più un poppante.
ah scusa.. ora ho capito! avevo capito il contrario..scusami.. sono un po' fusa!
 
Vecchio 02-12-2007, 13.04.37
Fairytale
 
Citazione:
Originalmente inviato da Persefone
non è questo ggiù.. e che ad un certo punto..per crescere è necessario lasciar andare..e da mamma penso che non sia sempre facile distinguere i suoi bisogni dai tuoi..
Immagino che il nocciolo della questione sia proprio questo.
Una volta mi è capitato di vedere su Sky, il programma SOS Tata, non so se vi è mai capitato. Ebbene, in una puntata la tata spiegava ad una mamma che usava attaccare al seno la sua bimba nonostante avesse già due anni, che in questo modo impediva un normale e fisiologico processo di individuazione della bimba. Ossia le impediva di svilupparsi come individuo autonomo.
 
Vecchio 02-12-2007, 14.27.20
Orchidea Selvaggia
 
Oh, finalmente, vien quasi da dire: "che bello questo topic!"

Forse più avanti vi racconterò la mia esperienza, in ogni caso le motivazioni che sto leggendo sono tutte importanti.

Scusate, lavoro in un settore di ricerca scientifica e sono portata a pensare in tal modo.

I dati oggettivi sono:

Allattare 'esclusivamente' fino a 6 mesi, si comincia lo svezzamento dal 7° mese.

Il latte materno di complemento allo svezzamento fino ad almeno un anno. Oltre se ne discute, ma nella stragrande maggioranza dei casi non si va oltre i 18-24 mesi.

...Ma esiste una regola scritta? Esiste una linea marcata? Non sarà che forse tutto questo contrasto tra bianco o nero non è poi così reale?

PS: alcuni episodi di SOS-Tata li ho visti anch'io, purtroppo non quello...
 
Vecchio 02-12-2007, 15.52.01
alessandra
 
Citazione:
Originalmente inviato da Orchidea Selvaggia

...Ma esiste una regola scritta? Esiste una linea marcata? Non sarà che forse tutto questo contrasto tra bianco o nero non è poi così reale?
Non c'è anche se sembra che ci sia.
Donne che hanno partorito in tempi diversi, si sono trovate di fronte a diktat scientifici del momento ai quali, se non obbedivi, il bambino avrebbe avuto danni gravissimi.
C'è stata la moda pediatrica dello svezzamento precoce per cui gli davi le taglaitelle al ragù a tre mesi, quella dell'allattamento artificiale che era più equilibrato del latte materno, subito dopo la moda dell'allattamento al seno a qualsiasi costo e fino che il bambino lo richiedeva (anche 12 anni), come c'è stata la moda di farli dormire tutti fasciati, poi tutti nudi, poi a pancia in giù per evitare soffocamento da rigurgito, e ora so che devono dormire a pancia in sù perchè dicono che quelli che dormivano a pancia in giù morivano più frequentemente degli altri.
C'è stata la moda degli orari di poppata rigidissimi con cambio del pannolino prima e dopo la poppata per cui andavi sempre a rompere le balle al bambino mentre dormiva tranquillo e sereno e lo rendevi isterico per poi diventare isterico anche tu, poi la moda di dargli da mangiare solo ed esclusivamente seguendo i suoi ritmi e le quantità da lui desiderate con il risultato in alcuni casi di non potere fare più nient'altro se non allattare, pulire merda e disperarsi per gli urli e i pianti a causa delle indigestioni e delle coliche gassose.
C'è un'insicurezza che ormai da tanti anni si è generata. E si supplisce con la medicalizzazione anche di quest'ambito. Si danno le prescizioni e si chiedono prescrizioni.
E' un serpente che si morde la coda. "Lo dice il medico, allora sarà vero".
Ti fa venire un dubbio.
Si fanno pochi figli, sono iperprotetti in proporzione alla nostra insicurezza.
Ricordo che in ospedale, appena partorito con taglio cesareo e quindi ero costretta a restare almeno una settimana, alla montata lattea risultò che avevo poco latte.
Mio figlio però poppava bello sereno, e poi dormiva tranquillissimo per svegliarsi dopo tre ore con la sua bella fametta. Ripoppava e poi ridormiva come un ghiretto.
Bene. Il personale voleva convincermi che dovevo comunque dargli la giunta di latte artificiale con il biberon.
Io mi rifiutai, non volevo che si abituasse al biberon che aveva sicuramente un flusso più agevole e meno faticoso da "succhiare" e volevo che continuasse a poppare dal seno per stimolare la produzione di latte.
Non vedevo inoltre il problema. Non piangeva, era vitale e dormiva sereno.
Arrivarono a dirmi che ero una madre degenere, che non nutrivo sufficientemente mio figlio perchè alle pesate risultava che assumeva meno latte di quello previsto dalle tabelle.
Anche tutte quelle pesate. Un incubo. Anche mio figlio le odiava. Mi rifiutai quindi di pesarlo continuamente ad ogni poppata. Non l'avessi mai fatto.
Resistetti eroicamente. Fu una battaglia a tutti gli effetti. A momenti chiamavano i carabinieri.
Ora ha 20 anni, è alto un metro e novanta, ha due belle spalle larghe e dil 48 di scarpe.
Occorre solo un po' di buon senso, di capacità di osservazione e di equilibrio.
Le ansie e le prescrizioni eventualmente solo quando ci sono problemi seri.
 
Vecchio 02-12-2007, 16.22.01
alessandra
 
Circa l'allattamento prolungato, se non fosse stato mio figlio a decidere, l'avrei fatto io prima o poi e senza problemi o sensi di colpa.
L'allattamento è prevalentemente nutrimento ed un nutrimento per poppanti. E proprio perchè non è però solo nutrimento, s'ha da staccarsi per crescere e relazionarsi quindi con altre modalità ugualmente amorevoli se vogliamo che sperimenti altre vie relazionali positive per lui.
Altre modalità con altri e soprattutto con la madre.
Se poi è necessario perchè non c'è cibo, e se ne hai le possibilità, puoi anche allattarlo fino a settant'anni per salvargli la vita.
 
Vecchio 02-12-2007, 17.38.24
Lucrezia
 
Se n'e' parlato pure qui:


http://metaforum.it/forum/showthread.php?t=335
 
Vecchio 02-12-2007, 19.26.08
sarahkerrigan
 
Ho letto tutti gli interventi, di ognuna con la propria esperienza e mi trovo concorde nell'affermare anch'io che un allattamento così prolungato rasenta le problematiche realtive ai sentimenti morbosi; lo considero un eccesso di cure materne che non asseconderei, né proporrei di mia volontà.
Ho allattatato regolarmente mio figlio per un paio di mesi, dopodiché cominciò ad addormentarsi solo dopo qualche succhiata...poi riprendeva e via così, un allattamento frammentato e prolungato nell'arco della giornata...siamo andati avanti con questo rituale per qualche tempo, attenta nell' osservare i suoi ritmi che, in parole povere, iniziavano a condizionare parecchio i miei; al contempo il pediatra insisteva nel dire che dovevo diminuire i pasti...figuriamoci! ...proseguimmo con le poppate eterne finchè mio figlio decise di non affaticarsi più e nemmeno di dormirci sopra: cominciò ad esigere cibo immediato e di facile assunzione e lo compresi da come trangugiava avidamente il the...in seguito passammo all'allattamento misto perchè la situazione era diventata insostenibile, ma evidentemente cambiò anche la mia montata lattea. In breve, l'allattamento al seno finì nel giro di sei mesi circa; lo vedevo molto entusiasta per nuovi sapori che gli facevamo assaggiare (così suo padre che amò sentirsi coinvolto anche in quel rituale che fino a poco prima era un'esclusiva a due) quando adatti al suo palato delicato; impazziva per il frullato di frutta e il gelato fior di latte a sei mesi, in pratica, voleva cibi consistenti e il biberon di latte sempre e più volte, ma col biscotto...il divezzamento, non ha rappresentato una sorta di distacco da me, dal mio seno, anzi! ...è stato un nuovo modo, seppur graduale ma non troppo, di scoprire insieme tramite il cibo, altri piaceri, altre sensazioni.
 
Vecchio 02-12-2007, 19.33.46
ggiu
 
voleva pane e prosciutto, altrochè!
forse la via giusta è questa; anzi visto che 'giusta' non significa niente, dirò che queste esperienze (1980 in poi mi pare di capire) sono così simili a quelle delle mie 'antenate', e ai consigli di buonsenso che dava mio nonno, medico di paese nonchè vecchio saggio con candido baffo, che, se sono passate indenni attraverso le generazioni e i vari orientamenti della pediatria, forse sono quelle 'vincenti', più 'umane'.
del resto, se in ogni relazione interpersonale la cosa più importante è l'ascolto ed il riconoscimento delle esigenze dell'altro, perchè nel rapporto madre-figlio dovrebbe essere diverso?
 
Vecchio 03-12-2007, 10.26.42
sarahkerrigan
 
Citazione:
Originalmente inviato da ggiu
voleva pane e prosciutto, altrochè!
forse la via giusta è questa; anzi visto che 'giusta' non significa niente, dirò che queste esperienze (1980 in poi mi pare di capire) sono così simili a quelle delle mie 'antenate', e ai consigli di buonsenso che dava mio nonno, medico di paese nonchè vecchio saggio con candido baffo, che, se sono passate indenni attraverso le generazioni e i vari orientamenti della pediatria, forse sono quelle 'vincenti', più 'umane'.
del resto, se in ogni relazione interpersonale la cosa più importante è l'ascolto ed il riconoscimento delle esigenze dell'altro, perchè nel rapporto madre-figlio dovrebbe essere diverso?
Bel post ^^ e alle tue parole aggiungo che si nasce con personali ritmi ben scanditi, che sarebbe meglio ascoltare e relativamente non far/farsi condizionare troppo...ognuno hai i suoi tempi e il corpo lancia in ognuno i suoi segnali.

Ho piacere di leggere di tuo nonno, cerusico come avrebbe detto la mia che è vissuta quasi centenaria e che ha avuto la possibilità di diventare bisnonna...oltre a mia mamma, molti dei consigli mi sono arrivati da lei ed io ne ho spesso tenuto conto.

Già, mio figlio era felice quando la pappa gli restava un po' di più nello stomaco senza scivolare via ...mi ricordo delle sue prime volte col cibo, soprattutto quelli dolci come il gelato, un suo amore all'istante, a primo palato...aveva quasi sei mesi e faceva caldo...io ero in maternità e al pomeriggio lo portavo a prendere il fresco nel fragoleto del parco Finzi ...quel giorno, memore delle parole del pediatra che non era contrario ad uno sporadico gelato al latte purchè artigianale, lo comprai prima di entrare in giardino...come glielo appoggiai sulle labbra, sbarrò gli occhi e poi mi fece un sorriso stupendo...era contentissimo e mi guardava come se gli stessi porgendo nettare e ambrosia ^^ ...quando il bicchierino si vuotò, scattò il dramma...gridava e protestava come un demonio
 
Vecchio 03-12-2007, 10.56.37
ggiu
 
non escluderei che la eccessiva medicalizzazione della cosa vada di pari passo con la perdita del legame di solidarietà con le altre donne, della famiglia, del vicinato
(certe volte sogno di avere un figlio)
 
Vecchio 03-12-2007, 11.11.27
alessandra
 
Citazione:
Originalmente inviato da ggiu
non escluderei che la eccessiva medicalizzazione della cosa vada di pari passo con la perdita del legame di solidarietà con le altre donne, della famiglia, del vicinato
Bingo!

Citazione:
(certe volte sogno di avere un figlio)
Beh, ti va meglio di me quando sogno di volare
 
Vecchio 14-12-2007, 16.34.10
Orchidea Selvaggia
 
Citazione:
Originalmente inviato da catluc
Direi di sì. Ma erano intolleranti al latte materno o a quello da svezzamento?
No, non ci siamo capiti. Intolleranza/allergia alle proteine del latte VACCINO, quello di vacca.
Questo esclude la quasi totalità dei latti artificiali (dove tali proteine sono onnipresenti anche se qualche volta solo in tracce), tranne qualcuno che non te lo raccomando.
Escludere le proteine del latte vaccino e delle uova significa escludere anche una serie di alimenti che solo apparentemente non hanno a che fare con il latte o con le uova.
 
Vecchio 14-12-2007, 16.37.12
catluc
 
Citazione:
Originalmente inviato da Orchidea Selvaggia
No, non ci siamo capiti. Intolleranza/allergia alle proteine del latte VACCINO, quello di vacca.
Questo esclude la quasi totalità dei latti artificiali (dove tali proteine sono onnipresenti anche se qualche volta solo in tracce), tranne qualcuno che non te lo raccomando.
Escludere le proteine del latte vaccino e delle uova significa escludere anche una serie di alimenti che solo apparentemente non hanno a che fare con il latte o con le uova.
Scusa, che domanda sciocca. Comunque conosco alcune ersone con questa intolleranza. Che sono pasati al latte di soia o di capra. Per le uova è un po' più complicato.
 
Vecchio 14-12-2007, 16.44.52
Orchidea Selvaggia
 
Ad ogni modo se per caso vi possa venire il dubbio se su questo argomento io sia in disaccordo con mia moglie, beh, allora vi dico che la ricerca in internet l'ha fatta lei, ha trovato pure il video, e lei è anche più convinta di me riguardo l'allattamento prolungato. Per me il limite a due anni è molto sensato, per lei no, si può andare avanti...
 
Vecchio 14-12-2007, 16.49.53
catluc
 
Citazione:
Originalmente inviato da Orchidea Selvaggia
Ad ogni modo se per caso vi possa venire il dubbio se su questo argomento io sia in disaccordo con mia moglie, beh, allora vi dico che la ricerca in internet l'ha fatta lei, ha trovato pure il video, e lei è anche più convinta di me riguardo l'allattamento prolungato. Per me il limite a due anni è molto sensato, per lei no, si può andare avanti...
Alex, il latte materno è il latte migliore, però, le donne che tornano a lavorare come fanno ad allattare?
Inoltre, l'allatamento materno crea dipendenza del figlio dalla madre.
Infine sai quanto è faticoso allattare? Io mi sentivo spompata.
 
Vecchio 14-12-2007, 18.57.34
Orchidea Selvaggia
 
Quello del periodo di allattamento e del ritorno al lavoro è uno degli argomenti su cui siamo parecchio indietro. Certo non è la priorità, dato che oggi ci sono problemi ben più gravi e propedeutici anche epr risolvere quello, ovvero la precarietà.
Mia moglie ha lavorato come interinale quindi con le maternità s'è giocata il lavoro senza colpo ferire.
Oggi il Sistema Italia NON favorisce la maternità, non solo per le lavoratrici, anche per i servizi e il supporto alle famiglie. La Germania è proprio un altro pianeta, ad esempio.

Riguardo il sentirsi spompati, beh, non sono certo io che posso risponderti... Ad ogni modo a supportare l'allattamento al seno prolungato è più mia moglie stessa che io.

A me quello che mi pesa è soprattutto la perdita del sonno (che nel mio caso non c'entra più ormai con l'allattamento), dopo ormai 5 anni e passa ne ho ancora da recuperare, anzi, spesso se ne accumula altro!

La dipendenza del figlio dalla madre è inensistente, almeno non più di quella fisiologica, se si parla di un periodo di allattamento fino ai due anni. Lo vedo per esperienza diretta. Ovviamente ipotizzando di cominciare lo svezzamento a sette mesi, quello lo do' per scontato...
 
Vecchio 14-12-2007, 22.28.09
Bubamara
 
Ho allattato i miei figli 14 mesi uno e 18 l'altro.

Per quanto riguarda il primo, ho smesso il giorno in cui l'ho sentito svincolarsi dal mio abbraccio protettivo nella volontà di nuotare da solo in piscina (aveva i braccioli).

Questo gesto mi ha fa fatto un po' pensare, anzi no, non ho pensato, ho sentito l'insofferenza.

I bambini possono essere facilmente influenzati, anche quelli che sembrano intrattabili e molto vivaci.

Hanno noi come metro per il loro mondo, potremmo allevarli come gli zulù o come principi, prima o poi si adegueranno alla realtà o al taglio di realtà che dicidiamo di presentar loro.

Ma le nostre verità in nome di una vita "sana" "naturale" e via di questo passo sono solo nostre percezioni filtrate dalle nostre esperienze.

Per quanto riguarda l'allattamento, non credo siano possibili grandi danni sia per la sua breve durata che per il contrario.

Quello che inviterei a fare chi si discosta molto da un'inclinazione da via di mezzo è di domandarsi il perché.

Personalmente ho fatto un percorso al contrario: ho letto molti libri su tutto, sono stata una convinta naturalista a partire dal parto fino a comprendere che tante sono solo balle, e per giunta nocive.

La medicalizzazione, se non eccessiva, può salvare delle vite.

"Naturale" spesso è un business non diverso da quello farmaceutico, anzi forse peggio perché fa leva sulla paura e sulla disinformazione oltre che sulla mancanza di esperienza.

Quando naturale equivale a "sfasato", quando impone invece che seguire i tempi e le esigenze, quando diventa una moda, quando significa lasciare al caso o approssimare, quando diventa un eccesso e un limite, ma soprattutto quando invece di seguire l'inclinazione anche psicologica e l'esigenza di autonomia diventa un modo per creare dipendenza, ecco qualche domanda me la farei...
 
Vecchio 18-12-2007, 16.18.56
Daruma
 
Citazione:
Originalmente inviato da Bubamara
Ho allattato i miei figli 14 mesi uno e 18 l'altro.
...
Beati loro!

Tu pensa che a me mi (proprio a me mi) strapparono dai capezzoli della mia sprovveduta mamma quasi subito, perchè nei '50 andava la moda medica (anzi peidiotrica) di staccarci subito a favore del latte in polverine, come appena dopo quella di strappare le tonsille (tanto non servono a niente, dicevano) o frenuloctomie varie e molto allegre.

La moda del prima togli (o tagli) e meglio è, poi ci pensi.

La mamma naturalmente ci riflesse a lungo, se ne pentì amaramente (anche visti i risultati) e ancora oggi ogni tanto cerca di rimediare offrendomi dei buoni vinelli, a cui mi attacco, eccome.



Citazione:
Originalmente inviato da ggiu
(certe volte sogno di avere un figlio)
Serve 'na mano?



Scherz!
Je respect 'i 'ffemmes!
 
Vecchio 18-12-2007, 17.11.01
Orchidea Selvaggia
 
...Ondepercui: i masculi staccati prematuramente dal seno materno vissero il resto della vita nella costante ricerca di altra fonte naturale a cui attaccarsi per colmare l'infante lacuna.
Gioco duro, se come taluna donzella fece notare, inseguendo illusorie dimensioni ci si ritrovo' silicone a ingurgitar ...



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