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Forum di politica, cultura, società - 2007

 
Vecchio 01-11-2007, 18.05.57
Roderigo
 
Giustizia anche per la Diaz

Giustizia anche per la Diaz





CARLO FEDERICO GROSSO


Nel processo contro venticinque manifestanti accusati di devastazione e saccheggio per i fatti accaduti nel 2001 in occasione del G8, i pubblici ministeri di Genova hanno chiesto, qualche giorno fa, la condanna degli imputati a duecentoventicinque anni complessivi di reclusione. Una richiesta pesante, per reati contro l’ordine pubblico comunque molto gravi, giustamente puniti dal codice penale con pene di rilievo: da otto a quindici anni di carcere. Facendo la media, circa nove anni per ciascuno degli imputati, in realtà neppure il massimo della pena prevista dalla legge. Comunque, una richiesta di severità non usuale nelle nostre aule di giustizia.

Le reazioni degli imputati, dei loro difensori e dei loro amici non si è fatta attendere. Nei siti no global si è immediatamente gridato allo scandalo: si è denunciato il processo politico contro i movimenti, si è protestato con rabbia contro l’asserita repressione del dissenso, si è parlato di vergognose richieste di condanna destinate a trasformare in anni di galera le manifestazioni di piazza, si è fatto appello alla mobilitazione, invitando coloro che erano a Genova il 19, il 20 e il 21 luglio 2001 a tornarci tutti insieme il 17 novembre prossimo per una grande manifestazione di protesta. Speriamo soltanto di protesta.

Lucia Annunziata, commentando sulle pagine di questo giornale la richiesta dei pubblici ministeri di Genova, ha affermato che si tratta invece, finalmente, di un episodio di buona giustizia, accaduto in un processo nel quale, con un ragionamento forte, due magistrati hanno avuto il coraggio di chiamare le cose con il loro nome: devastazione e saccheggio, poiché i manifestanti non si erano limitati ad esprimere dissenso ma avevano spaccato, demolito, incendiato, rubato, asportato merci e masserie. Un modo di chiamare le cose con il loro nome, senza ambiguità, con realismo e sincerità. Un modo trasparente e concreto di fare giustizia.

Parole sacrosante, che condivido appieno. Si è trattato di una richiesta assolutamente esemplare, giustificata dalle argomentazioni sviluppate dai due pubblici ministeri nella loro requisitoria. Ce ne fossero tante nelle aule dei nostri Tribunali! A questo punto è necessaria tuttavia una riflessione ulteriore. A Genova, come è noto, vi sono state le devastazioni e i saccheggi di alcune frange estremiste di manifestanti. Vi sono stati tuttavia, altresì, i vergognosi pestaggi, le violenze e gli abusi della polizia nella caserma di Bolzaneto ed il sanguinoso assalto alla scuola Diaz. Per ragioni processuali che ignoro, il processo contro i manifestanti e quello contro le forze dell’ordine sono stati separati, e procedono in aule distinte con pubblici ministeri e giudici diversi. Le velocità dei due processi non sono uguali. Nei confronti dei manifestanti si è comunque già arrivati alla fase della requisitoria dei pubblici ministeri, mentre nei confronti dei poliziotti il processo, pure in corso, è comunque più lento, forse perché più complesso.

Una cosa è comunque certa, che sarebbe vergognoso se i no global fossero chiamati a rispondere delle loro violenze con la severità dimostrata dai pubblici ministeri, mentre i poliziotti dovessero godere di un trattamento meno intransigente. La Procura della Repubblica di Genova farà sicuramente il suo dovere e se riscontrerà prove di colpevolezza a carico dei pubblici ufficiali imputati non si tirerà indietro e chiederà la loro condanna con altrettanto rigore. È importante che i cittadini siano comunque pronti a protestare, a gridare allo scandalo, questa volta assolutamente giustificato, se dovesse accadere che indulti e prescrizioni o, magari, imprevisti atteggiamenti benevoli, falcidiassero in qualche modo le responsabilità comprovate di chi ha pestato, violentato, assaltato, o ha ordinato di farlo.

Preoccupazioni realistiche? In uno Stato di diritto (come è il nostro) preoccupazioni di questo tipo non dovrebbero esistere. Se c’è la prova di efferatezze compiute, i responsabili dovrebbero essere sicuramente puniti con severità come è previsto dalla legge. Il nostro è tuttavia Paese peculiare, e più d’una volta si sono verificati fatti che non avrebbero dovuto accadere. Proprio con riferimento alle vicende relative al G8, la commissione Affari costituzionali della Camera ha inopinatamente bocciato, l’altro ieri, la proposta d’istituire una commissione parlamentare d’inchiesta, addirittura prevista dal programma di governo dell’Unione. Hanno votato contro, insieme con la destra, esponenti di maggioranza facenti capo ai gruppi centristi Idv e Udeur. Qualcuno era assente ed il voto è terminato in parità, ventidue contro ventidue. Proposta respinta. In chi ha votato contro c’era, si dice, la deliberata intenzione di bloccare sul nascere un’indagine parlamentare che, se condotta seriamente, avrebbe potuto contribuire a fare finalmente luce su fatti, misfatti e responsabilità per episodi lontani nel tempo, ma non ancora chiariti soprattutto nei loro risvolti politici.

A questo punto, per avere qualche chiarezza non rimane che fare affidamento sulle decisioni dei magistrati di Genova ai quali è stato assegnato il processo contro i poliziotti imputati di violenze ed abusi a Bolzaneto ed alla scuola Diaz. Per i magistrati, una grande responsabilità, diventata ancora più grande dopo l’improvvida decisione della commissione Affari costituzionali della Camera che ha annullato la prevista commissione parlamentare d’inchiesta. Per noi, la speranza di potere fra qualche tempo affermare, per la seconda volta, che ci si trova di fronte ad un caso di buona giustizia, con la condanna esemplare dei poliziotti responsabili delle violenze.


La Stampa 1 novembre 2007
http://www.lastampa.it
 
Vecchio 02-11-2007, 19.00.36
Daruma
 
Vergogna, Ministro Di Pietro!

Votare - con Mastella, e, peggio, con la CDL - contro la comm. parl. sui fatti di Genova! La Diaz, la Bolzaneto...sospensione della democrazia! Macelleria Messicana, alla faccia della democratizzaziòn de Fini!

Ma per cortesia! Una commissione parlamentare sui black bloc! Ma ci FACCI il Piacere.... MA CHE C'AZZECCA!?!?!?

Meno male che oggi, sull' Unità, chiamato in causa da Marco Travaglio, fa parzialmente ammenda!

Sennò l'avrei mandato definitively affànk...!



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