|
L'Archivio
di Metaforum
Forum
di politica, cultura, società - 2007
|

04-08-2005, 20.42.41
|
|
|
|
L'arte del gioco
L'invenzione del gioco, la creatività dell’arte
http://gallery.euroweb.hu/
Pieter Bruegel, The elder "Children's Games", 1560
Lo sviluppo emotivo e la curiosità intellettuale costituiscono la personalità dell’uomo, punto focale di un giusto equilibrio tra capacità cognitiva, aspetti caratteriali-emozionali e maturità psichica.
Nella sintesi prospettica delle influenze socio–comportamentali il gioco assume importanza fondamentale e diviene esso stesso, elemento in cui emotività e fantasia si concretizzano.
Questo particolare linguaggio espressivo, supportato dall’arte ci da, attraverso linee, forme e colori, una visione che non imita la realtà ma ci aiuta a scoprirla.
L’arte per sua stessa natura, penetra nel profondo e svela l’essenza delle cose, mentre il gioco ne evidenzia l’aspetto illusorio.
http://homepages.gac.edu
Arte e gioco contengono entrambi il senso della libertà, simili ma non identici, si ritrovano in un percorso parallelo su sistema binario.
Da sempre la libertà è una condizione necessaria per esprimersi, per ritrovare se stessi, per incarnare la propria identità, indipendentemente dal contesto.
L’attività ludica ne esprime la sua massima tangibilità e l’arte ne interpreta gli aspetti consequenziali.
Tale concetto è espletato dal pensiero di Schiller: L'uomo è completamente uomo soltanto quando gioca.
La computer arte espleta il rapporto arte – gioco, nella concezione multimediale odierna, attribuendo al gioco l'immaginazione come invenzione e visualizzazione e all’arte la creazione. Tutto ciò utilizzando lo strumento macchina, mezzo per liberare la propria interiorità, esattamente come il bambino utilizza il gioco per liberare il proprio essere.
http://homepages.gac.edu
Ma il concetto di arte e gioco parte da lontano, molto lontano, si perde nella concezione filosofica e rientra nella sfera metafisica, governata dal pensiero.
L’arte non permette di essere pensata, in quanto è già pensiero perchè crea evento, atto concepito da una concomitanza di fattori tra cui il caso e il gioco.
Il gioco è oscillazione continua, è destabilizzazione, è energia impetuosa in urto con le regole, s’insinua nel pensiero distorcendolo, creando inquietudine, sorpresa e briosa allegria. Un vero omaggio alle attività ludiche è il quadro “I giochi dei fanciulli” di Pieter Bruegel del 1560. 148 bambini giocano con 68 giochi diversi.
Oltre a rappresentare una enciclopedia dipinta di giochi, ha segnato uno scarto dai consueti temi pittorici "alti", eroici o sacri, dell’epoca.
Antonella Iozzo
http://www.arte.go.it
|
|

04-08-2005, 21.15.02
|
|
|
I giochi di Pieter Bruegel
|
|

04-08-2005, 21.26.31
|
|
|
|
|
|

04-08-2005, 22.35.37
|
|
|
EUGENIO PRATI (1842- 1907)
http://www.prati.com.br
Il pittore dell'eleganza, della purezza e della bellezza si sofferma sul quotidiano, descrivendo, con delicate pennellate evanescenti di colore, oltre i paesaggi, gli stati d'animo, i gesti, le tensioni del vivere.
Nei suoi dipinti il gioco entra a far parte dell'espressione dell'arte legata alla realtà quotidiana.
http://www.prati.com.br
http://www.prati.com.br
|
|

04-08-2005, 23.55.35
|
|
|
Il gioco nell'arte figurativa ungherese
...come modo espressivo: op-art e computer art
Victor Vasarely



|
|

05-08-2005, 10.43.21
|
|
|
Gaudì: la tecnica al servizio del gioco
home.kc.rr.com
Una delle questioni più dibattute nel Novecento, è quella dell’ unità o della distinzione delle arti: se cioè le arti siano tecniche diverse con cui si realizza un valore unico e supremo, l’arte, o se ciascuna di esse realizzi valori distinti. Il problema è connesso con quello del rapporto delle tecniche artistiche con la tecnologia del tempo e con quello della funzione dell’arte nel mondo attuale.
Nello Art Nouveau prevale generalmente la tesi idealistica dellla dipendenza di tutte le arti, anche per Gaudì: ma con la differenza che l’unità è, piuttosto, unione.
L’occasione per sperimentare la possibilità di questa somma (e non sintesi) è il Parco Guell, che nell’ idea del committente doveva rientrare nel piano urbanistico di una città-giardino, alle porte di Barcellona.
www.fausernet.novara.it
Il tema che Gaudì si propone è l’ integrazione reciproca delle forme artistiche e delle forme naturali. Lo svolgimento riflette l’ assunto religioso, che per Gaudì è fondamentale, indipendentemente dalle finalità della costruzione.
Le forme della creazione sono infinitamente varie; poichè ogni freno imposto alla fantasia è un limite alla varietà delle forme, soltanto lasciando via libera alla fantasia si raggiunge quell’ infinita varietà di forme che realizza l’ accordo con la varietà infinita delle forme naturali.
Poichè la tecnica è al servizio della fantasia e la fantasia non ha limiti, i problemi tecnici che Gaudì deve affrontare sono più difficili di quelli inerenti ad una tecnica al servizio della ragione: non solo Gaudì è al corrente di tutte le novità tecniche del suo tempo, ma intende superarle, proprio per dimostrare che la tecnica ha un’ importanza relativa. Il Parco Guell ha manifestamente un carattere ludico. La tecnica deve permettere la libertà assoluta del gioco.
Le costruzioni sono volutamente pericolanti e sbilenche, sembrano sul punto di crollare o, poichè sembrano fatte di materiale molle, di sciogliersi come neve al sole. Stanno su per miracolo, e naturalmente è la tecnica dell’ artista che fà il miracolo.
www.apollonio.net
fonte: www.fausernet.novara.it
|
|

06-08-2005, 12.43.00
|
|
|
Mauro Nobilini
Giocare con il sogno attraverso la computer graphic
http://www.cinaoggi.it
LING-KU 76 Pictures ed ARTLING Web Gallery
"Stanze dell'arte, o camere con vista sulle Ling-Ku, le valli incantate.
Ling-Ku è l'immagine proiezione dell'anima, che emana la forza magica o Mana, la Shakti, l'energia del Lila o gioco dell'arte creativa.
Ling-Ku è il battito del tamburo magico, lo spirito che pervade l'universo e i nostri corpi nella corrente stessa di elettricità, il campo magnetico che satura di sè il Cosmo.
Ling-Ku è il campo elettrico unificato, come infocircuito, come specchio dell'anima alla ricerca della grande armonia... Ling-Ku è Sogno, Visione, Silenzio... Assenza...
Ling fata delle stelle, stella di fuoco, manifestati dall'acque gelide dell'assenza, riemergi dalle rive del tempo immortale, nel ritorno dell'unione d'amore, nell'insieme vivace, nell'energia creativa della presenza...
Vieni Ling... Vieni con amore"
Connessione Karmica? Desiderio... Amore per Tan Mang Ling. Anche se la potenza dell'amore è nascosta alla vista, non è da esibire, ma è una questione privata, le condizioni erano tali da ricercare un incontro virtuale sulla base dell'immagine.
[...] Su invito di Cyber arte giovani, realizzato dalla sedicenne Elena Pollastri, mi è giunto l'invito nel 2001 di creare delle immagini con Ling sirena.... e nulla accade per caso visto che così ha preso forma "... Ling fata delle stelle, stella di fuoco, manifestati dall'acque gelide dell'assenza, riemergi dalle rive del tempo immortale, nel ritorno dell'unione d'amore, nell'insieme vivace, nell'energia creativa della presenza... Vieni Ling... Vieni con amore"
Mauro Nobilini
|
|

09-08-2005, 14.24.19
|
|
|
L'arte gioca con le cose ultime un gioco inconsapevole, e tuttavia le raggiunge. Paul Klee, 1920
http://www.arte.go.it
Paul Klee, Red Balloon, 1922
http://www.mostra.artv.it
Paul Klee, Garbato gioco di prestigio, 1918
http://www.mostra.artv.it
Paul Klee, Bambini che giocano formando una catena, 1928
|
|

10-08-2005, 15.30.25
|
|
|
Il gioco artistico sulla scacchiera
Nel corso dei secoli numerosissimi artisti si sono interessati al fenomeno del gioco, analizzandolo, componendolo e reinterpretandolo nelle varianti di questo particolare linguaggio, ognuno esprimendo la propria visione secondo una prospettiva individuale. Il gioco degli scacchi rappresenta un tema ampiamente sviluppato.
Un'interpretazione.
MARCEL DUCHAMP
http://freeweb.supereva.com
Il pittore si fa ritrarre in una partita di scacchi con la modella Eve Babitz (1963).
Nel 1952, durante un breve discorso all'Associazione scacchistica dello Stato di New York, Duchamp afferma: “…obbiettivamente una partita a scacchi somiglia molto a un disegno a penna, con la differenza che il giocatore di scacchi dipinge con le forme bianche e nere già pronte, invece di inventare le forme come un artista. Il disegno che si ottiene in questo modo sulla scacchiera non ha, apparentemente, un valore visuale estetico, ed è piuttosto simile a uno spartito musicale che si può suonare più volte. Negli scacchi la bellezza non sembra una esperienza visiva come nella pittura. La bellezza degli scacchi è più vicina a quella della poesia; i pezzi sono l'alfabeto stampato che dà una forma ai pensieri, e questi pensieri, pur formando un disegno visivo sulla scacchiera, esprimono una loro bellezza "astrattamente" come una poesia. Io credo veramente che ogni giocatore di scacchi provi due piaceri estetici insieme, prima quello dell'immagine astratta simile all'idea poetica di scrivere e poi il piacere sensuale dell'esecuzione ideografica dell'immagine sulla scacchiera. Sono stato in stretto contatto con artisti e con giocatori di scacchi e sono arrivato alla conclusione personale che mentre tutti gli artisti non sono giocatori, tutti i giocatori di scacchi sono artisti”. (freeweb.supereva.com)
http://freeweb.supereva.com
La partita a scacchi, 1910
|
|

27-08-2005, 12.20.52
|
|
|
Io considero la pittura come mezzo di espressione e non un fine in se stesso. Un mezzo d'espressione tra altri mezzi e non il fine di una vita; nello stesso modo considero il colore solo come un mezzo d'espressione nella pittura e non il fine. In altre parole la pittura non dovrebbe essere esclusivamente retinale o visuale; dovrebbe avere a che fare con la materia grigia, con il nostro anelito a capire. Questo è in genere quello che amo. Non ho mai voluto essere limitato a un sol piccolo circolo e ho cercato di essere universale almeno quanto uno può esserlo. Per questo mi sono dedicato agli scacchi. Gli scacchi sono un hobby, un gioco, qualsiasi persona può giocare a scacchi. Ma io mi sono dedicato ad essi seriamente e mi è piaciuto perché ho trovato dei punti in comune tra scacchi e pittura. Effettivamente quando giochi a scacchi è come disegnare qualcosa o costruire un meccanismo di qualche genere per mezzo del quale si vince o si perde. L'aspetto competitivo del gioco non ha importanza, ma la cosa in sé è molto plastica e questo è probabilmente quello che mi ha affascinato nel gioco... Il gioco è un'altra espressione mentale, intellettuale che ha dato qualcosa in più alla mia vita e alla mia personalità.
A conversation with Marcel Duchamp, intervista televisiva di J. J. Sweeny, BNC 1956, p. 135 di The writings of Marcel Duchamp, da Capo Press, 1973.

http://www.chessgraphics.net

http://www.biddingtons.com
Bill Murphy, Chess Game

http://www.students.sbc.edu
Lucas Van Leyden, Partita a scacchi

http://freeweb.supereva.com
Sofonisba Anguissola, Partita a scacchi in casa Anguissola, 1555
|
|

27-08-2005, 18.35.50
|
|
|
In gioco anche gli scatti...

http://www.photoart.net
Il gioco attua un ribaltamento del punto di vista ponendo lo spettatore in continuo allarme: al contrario di quanto si possa pensare, nell’arte del gioco non c’è nulla di rassicurante.
“L’arte ha in comune col gioco la libertà e il disinteresse” sosteneva Immanuel Kant alla metà del ‘700 e nel 1939, lo storico olandese John Huizinga nel suo celebre saggio Homo ludens scriveva: “Il gioco è un’azione libera, conscia di non essere presa sul serio e situata al di fuori della vita consueta che nondimeno può impossessarsi totalmente del giocatore; azione a cui in sé non è congiunto un interesse materiale, da cui non proviene vantaggio e suscita rapporti sociali che facilmente si circondano di mistero o accentuano mediante travestimento la loro diversità dal mondo solito”.
http://imagecache2.allposters.com
|
|

06-09-2005, 14.28.38
|
|
|
"In quel salone pieno di luci e di pietre preziose siamo tutti come nel fondo del lago incantato in cui, leggendo racconti di fate o andando al circo, ci siamo sentiti molto lontani dalla terra."
Ramon Gomez de la Serna
Fernand Léger
http://www.poster.net
|
|

25-10-2005, 19.04.34
|
|
|
Camminando sulle uova
Danza dell'uovo, Pieter Aertsen, 1552
Rijksmuseum, Amsterdam Si tratta di un antico gioco popolare che si faceva durante il periodo delle feste di primavera. All'inizio veniva disegnato con un gessetto un cerchio sul pavimento. Poi, con l'accompagnamento della musica della cornamusa, il giocatore, spingendo con i piedi, doveva far rotolare un uovo da una ciotola, mantenendola all'interno del cerchio, e farla capovolgere in modo da coprire l'uovo. Tutto questo doveva essere fatto senza senza toccare i fiori, i fogli o altro e naturalmente l'uovo doveva rimanere intero. Il primo che vi fosse riuscito avrebbe vinto un premio: di solito un cestino di uova...
Carta di tarocchi con jolly sul bordo del tavolo
Mitili e gusci di uova
Suonatore di cornamusa
http://www.ibiblio.org
|
|

07-11-2005, 01.27.58
|
|
|
Bellissime immagini!!
Mi è venuto in mente anche il Giardino dei Tarocchi di Niki De Saint Phalle di Capalbio:
www.nikidesaintphalle.com
|
|

08-11-2005, 14.45.52
|
|
|
Molto belle le opere di questa artista, coloratissime e fantasiose.
Grazie, non la conoscevo... 
Si può avere qualche altro assaggio?
|
|

09-11-2005, 00.43.48
|
|
|
Citazione:
Originally posted by bluette@Nov 8 2005, 14:45
Molto belle le opere di questa artista, coloratissime e fantasiose.
Grazie, non la conoscevo...* 
Si può avere qualche altro assaggio?
|
grazie a te per l'interessamento
beerchug
Quella sopra era la carta nr.0, quella del Matto
Questa è la nr.2, La Sacerdotessa
qui c'è la nr.3, L'Imperatrice
questa è La Scelta (Gli Amanti)

|
|

09-11-2005, 00.50.57
|
|
|
L'Eremita
La Forza
La Stella
Il Diavolo

|
|

09-11-2005, 00.54.56
|
|
|
luoghi dell'arte - giardini d'artista
Niki De Saint Phalle e il Giardino dei Tarocchi
di Marco Tonelli
Si tratta di una serie di sculture ambientali percorribili a tema che costituiscono un vero e proprio parco: le figure dei Tarocchi, progettate e realizzate da Niki De Saint Phalle tra il 1979 ed il 1996. Jean Tinguely, marito di Saint Phalle, a cui la moglie ha dedicato alla fine del percorso una piccola ed insolita cappella, con tanto di fotografia del compagno scomparso nel 1991, ha collaborato realizzando alcune opere in movimento che emettono i suoi tipici e sinistri cigolii, oltre naturalmente alle altre strutture in ferro. I suoi interventi contrastano visibilmente con l'ironia, la favola ed il senso del gioco di De Saint Phalle.
In aperta campagna, situato a metà di una collinetta ricoperta di vegetazione, visibile per le sue torri colorate e riflettenti già dalla strada statale Aurelia, il "Giardino dei Taroccchi" sorge proprio la dove era una volta una cava di marmo. Un'operazione quindi che segue quegli interventi di recupero di discariche, miniere o cave abbandonate, che per primi hanno messo in pratica a livello progettuale e pratico, a partire dagli anni '70, negli Stati Uniti, Smithson, Morris, Heizer, spesso dimostrando che il recupero in senso artistico di questi luoghi più economico di recuperi tradizionali e più "razionali".
L'ingresso nel "Giardino dei Tarocchi" avviene sulla falsariga di un percorso magico ed irreale, del tipo "Alice nel paese delle meraviglie", o più semplicemente fantastico, attraverso mostri, draghi, cavalieri, architetture coloratissime, tutte realizzate in cemento e ricoperte di tessere di mosaico in vetro ed in ceramica, che nelle giornate di sole si accendono nel vero senso della parola. Se a questo si unisce il fatto che le opere sono disseminate in una vasta area verde, al punto che alcune sono visibili soltanto entrando in piccole radure nella boscaglia, il percorso nel "Giardino dei Tarocchi" agisce continuamente sullo stupore, la sorpresa e la curiositˆ dello spettatore. Un attraversamento di uno spazio per certi versi simbolico ma anche naturalistico nel senso che sfrutta la conformazione del territorio, in cui le sculture si animano fino a divenire veri e propri ventri della balena che ingoiano letteralmente lo spettatore (come avviene all'inizio del percorso).
Se i referenti più immediati per questo spazio sono naturalmente il Giardino di Bomarzo (tra l'altro non lontano da lì) o le architetture di Gaudì (in particolare il Parco Guell di Barcellona), non può non venire in mente il "Palazzo Ideale" del postino Cheval presso Hauterieus, in Francia, a cui il curioso personaggio lavorò in piena solitudine per più di 30 anni. Il "Giardino dei Tarocchi" è un'opera collettiva perchè realizzata con l'aiuto di manovalanze varie (lungo il sentiero di cemento si leggono ancora i loro nomi e le loro dediche) e non di certo l'opera solitaria di un incredibile sognatore come Cheval, però possiede, pur nella sua rifinita ed elegantissima estetica, una forte carica onirica e surreale, come del resto gran parte delle sculture di De Saint Phalle, dalla grande "Hon" del 1966, un grande corpo femminile penetrabile al suo interno attraverso un vero e proprio ingresso con tante di scalette, alle "Nanas" od alle sculture in movimento che spruzzano acqua davanti il Beaubourg.
Il "Giardino dei Tarocchi" è dunque pensabile come una grande scultura architettonica decomposta ed agibile, in grado non solo di modificare ed estetizzare l'aspetto di una zona naturale ma anche di conferire al luogo una sua durevolezza nella memoria, nell'emozione, nella suggestione e quindi nella caratterizzazione storica e culturale (seppur magica e fantastica) di uno spazio. E' grazie all'aiuto dell'amica Maria Caracciolo Agnelli che il progetto dell'artista è stato reso possibile, mentre attualmente il luogo museale è sostenuto dalla Fondazione dedicata proprio a De Saint Phalle.
Bibliografia:
Jean Tinguely, L. Bezzola, Zurigo, 1974; Niki de Saint Phalle, a cura di P. Hulten, Centres George Pompidou, Parigi, 1980; Jean Tinguely, Biographie und Werk, H. E. Violand-Toby, Munich, 1995; Niki de Saint Phalle. Il Giardino dei Tarocchi, a cura di A. Mazzanti, Milano 1997; Niki de Saint Phalle, la donation, a cura di Jacques Peyrat, Andr Barche, Nizza, 2002;
Notizie utili
Ubicazione:
Località Garavicchio, presso Capalbio (GR)
Informazioni: www.provincia.grosseto.it/tarocchi
Tel. (0039) 0564 895122
Fax. (0039) 0564 895700
|
|

09-11-2005, 00.59.14
|
|
|
Che pasticcio! Riesco a scombinare persino il copia/incolla: si sono riempiti di punti interrogativi.. yawn.gif
niente... ho sbagliato anche l'emoticon 
|
|

09-11-2005, 17.30.37
|
|
|
Citazione:
Originally posted by Roderigo@Nov 9 2005, 11:04
Non preoccuparti, il testo era già così nella pagina originaria:
http://www.luxflux.org/n1/luoghi2.htm
Per modificare i tuoi messaggi puoi cliccare su EDIT.
|
grazie! Ho corretto beerchug
|
|

09-11-2005, 20.13.48
|
|
|
Citazione:
Originally posted by Bubamara@Nov 9 2005, 00:50
La Stella

|
La mia preferita, anche se ero indecisa tra questa e l'imperatrice.
Davvero allegre! tongue.gif
|
|

27-12-2005, 22.56.22
|
|
|
Che bel post coeurs.gif
Le ultime immagini mi hanno ricordato la fontana di Mirò, che sembra una fantasia di immagini sognanti e infantili, tutte in movimento, un gioco da bambini, colorato e allegro
http://www.oasinweb.com
|
|

24-01-2006, 11.19.24
|
|
|
DADI
Bartolomé Esteban Murill
Ragazzi che giocano a dadi, 1668 - 1672
***

Valentin de Boulogne
Soldati che giocano a carte e a dadi, 1620/22
***

Jan van Bijlert
Giocatori di dadi, c. 1630 http://www2.polito.it
|
|

23-04-2006, 21.25.05
|
|
|
Su un numero della mia rivista abbiamo pubblicato un'interessante indagine su un gioco fanciullesco palagonese (Agorà n. 10).
Ppi li cucchi e ppi li baddi
quantu su li cosicavaddi?
Si aprono alcune dita della mano e si aspetta la risposta. Se per esempio dice tre ma erano due dita, la filastrocca sarebbe continuata con:
tri dicisti juocu pirdisti
dui dicevi juocu vincevi.
Ppi li cucchi e ppi li baddi.
Ecc. Se indovinava invece avrebbe detto:
dui dicisti juocu vincisti
unu (un numero a caso) dicevi juocu
pirdevi.
qui l'intero articolo: http://www.editorialeagora.it/dettautori.asp?autore=57
|
|

24-04-2006, 18.57.29
|
|
|
[clicca sull'immagine per ingrandirla]
Sette oggetti da trovare in questo quadro di Tissot "Hide and seek"(giocare a nascondino)...aprire pagina sotto e muovendo lentamente il mouse si va in cerca di medesimi muovendo lentamente il mouse...quando il cursor cambia si clicka per visualizzare il dettaglio...e' un gioco?
http://www.nga.gov/kids/tissot/tissot3.htm
|
|

24-04-2006, 20.46.43
|
|
|
Pour fêter bébé (L’Enfant au polichinelle)
Henri Rousseau, 1903[/i]
|
|

26-04-2006, 10.36.26
|
|
|
http://www.fondazioneferrero.it
David Borovski
Bambina con bambola
|
|

26-04-2006, 18.52.07
|
|
|
gioco d'azzardo

digilander.libero.it/stanleykubrick (segnalazione sito Alex,grazie)
Stanley Cubrick "Barry Lyndon" 1975
|
|

27-04-2006, 12.19.00
|
|
|
http://www.artunframed.com
Eakins Thomas
Bambino che gioca
National Gallery of Art, Washington
|
|

20-05-2006, 09.53.09
|
|
|
Giochi d'artista nel web, ma non sono scacciapensieri
Flavia De Sanctis Mangelli
Giochi "serissimi", opere interattive fruibili on line che mescolano sapientemente evasione e riflessione, divertimento e sperimentazione. Non chiamateli passatempi: non hanno nulla di frivolo e superficiale, ma dialogano con il navigatore svelandogli diversi aspetti della realtà contemporanea. Sono versioni digitali del dripping di Pollock e re-interpretazioni "griffate" del celebre videogioco "Tetris", presentati, assieme ad altre opere di net art, nella mostra Art Games a cura di Elena Giulia Rossi ed Eleonora De Filippis, in corso al MAXXI di Roma fino al 10 settembre 2006.
Mauro Ceolin, Miltos Manetas, Mary Flanagan, Jason Nelson, sono alcuni degli artisti selezionati, e ognuno presenta una personale interpretazione del gioco. C´è chi attrae il navigatore con colte citazioni meta – artistiche, chi sperimenta nuovi modelli narrativi, e chi crea composizioni in continua evoluzione. Tra le opere che puntano su un immediato impatto c´è Uncontrollable Semantics, 2004, di Jason Nelson, che permette al navigatore di creare infinite combinazioni visive e sonore che si muovono in diverse direzioni. Toccando lo schermo e selezionando una delle quattro frecce, (ognuna delle quali permette di accedere ad un´ambientazione diversa), l´opera si anima e appaiono nuove forme e suoni in continua evoluzione. Si passa così dalle sottili linee colorate che simboleggiano la pioggia, a pistole stilizzate che ruotano vorticosamente per rappresentare la rabbia. Se Jason Nelson sceglie di coinvolgere il navigatore trascinandolo in un universo di forme, colori e suoni, Miltos Manetas, nell´opera Jackson Pollock, 2003, preferisce puntare su una raffinata citazione artistica. Non appena si sfiora il mouse appaiono sullo schermo bianco dense pennellate di colore gocciolante, a creare composizioni che evocano quelle del celebre artista americano. Un´ irriverente beffa fatta ai danni del mito dell´espressionismo astratto? Piuttosto una trovata divertente per riflettere sul significato di autenticità
C´è poi chi, come l´artista italiano Mauro Ceolin, sceglie di utilizzare il gioco per sferrare icastici attacchi politici e sociali. Nell'opera Rgb Tetris, 2002, sostituisce infatti i blocchi geometrici tridimensionali del celebre videogame, con i loghi delle principali multinazionali. La M di Mc Donald e il logo della Nike, emblemi del consumismo contemporaneo, sfilano velocemente sullo schermo, mentre il navigatore deve evitare che si sovrappongano l´una sull´altra.
Così tra dinamiche composizioni visive, ironiche rivisitazioni e dure provocazioni politiche, gli artisti di net art creano divertenti lavori con cui interagire. Si possono chiamare giochi impegnati o scherzi artistici in cui si mescolano realtà e finzione. D´altronde non è forse vero che il gioco è strettamente connesso all´attività artistica e che come diceva Buzzati, nel racconto Il Mestiere fortunato «gli artisti quando giocano lavorano e quando lavorano giocano»?.
18 maggio 2006
http://www.unita.it
|
|

22-05-2006, 23.02.49
|
|
|
Giochi di bimba
Bruno Cordati

|
|

30-08-2006, 15.19.36
|
|
|
www.metmuseum.org
Claude Monet
Jean Monnet on His Hobby Horse
Metropolitan Museum of Art
|
|

29-09-2006, 23.54.16
|
|
|
Dorothy Tennant
At Play
|
|

01-10-2006, 13.36.32
|
|
|
Il gioco del lotto
http://www.giocodellotto.com
|
|

24-10-2006, 15.53.50
|
|
|
www.wikimedia.org
Jean-Siméon Chardin
Castello di carte
National Gallery of Art Washington (D.C.)
|
|

05-11-2006, 16.16.30
|
|
|
Jean-Baptiste-Siméon Chardin
The Game of Billiards
Carnavalet, Paris
|
|

07-11-2006, 17.39.34
|
|
|
Nicolas Antoine Taunay
The Billiard Room
Metropolitan Museum of Art
|
|

16-02-2007, 13.41.53
|
|
|
Charles Edouard Boutibonne
Un’elegante giocatrice di biliardo
|
|

04-10-2007, 10.02.46
|
|
|
Philippe Meusnier
Elegant Company Playing Billiards
|
Powered by vBulletin versione 3.6.8
Copyright ©2000 - 2007, Jelsoft Enterprises Ltd.
Metaforum.it, 2003 - 2007
|