L'Archivio di Metaforum

Forum di politica, cultura, società - 2007

 
Vecchio 04-01-2007, 02.14.59
vandergraff1972
 
Welby. scelta di destra?


E’ destinato a sollevare polemiche il pensiero diffuso via web dal senatore Egidio Banti sul proprio notiziario politico-parlamentare n. 30 del 31 dicembre scorso. Il parlamentare della Margherita, tornando sul caso Welby, parla «di una visione individualista che, di fatto o di diritto, è stata quella di Welby e dei suoi sostenitori ». Ma il passaggio dello scritto foriero di reazioni è la frase che definisce «Una scelta, a mio giudizio, di destra, e pertanto non accettabile da chi sta dall’altra parte dello schieramento politico».

Per completezza di informazione pubblichiamo il testo integrale diffuso dall’esponente della Margherita (il titolo fa fede all’originale).

Segue http://www.menabonews.it/focus_sx/view.php?id=387
 
Vecchio 04-01-2007, 03.22.53
alessandra
 
Non credo che priorità politiche come "lavorare per la vita, non per la morte", siano in contrasto con la scelta a cui Welby ci ha messo di fronte.
Se lui avesse voluto, di medici "personalmente" disponibili a sedarlo e a staccare la spina ne avrebbe trovati, come ne trovano quotidianamente e da sempre migliaia di malati terminali (come mio padre tanti anni fa).
Welby, se avesse voluto, avrebbe pure tranquillamente trovato preti "personalmente"
disponibili a celebrare il rito funebre religioso.
Persone intelligenti ed umanamente disponibili, cercandole ed anche non cercandole, si trovano.
Welby ha invece proprio voluto fare esplodere l'ipocrisia delle norme sociali, legali e religiose.
Sbattercela in faccia quell'ipocrisia.
Ha denudato il RE.
Ne ha fatto vedere tutta la miseria.
Perchè ha posto una domanda alla quale non era possibile non rispondere.
In un modo o nell'altro.
Non dava scampo.
Ognuno di noi ha dovuto fare i conti con la propria coscienza che poteva essere influenzata da un pensiero religioso, ideologico, culturale o realistico-pragmatico.
E non era una decisione imposta dall'urgenza di quella situazione. Sembrava esserlo, ma non lo era.
Welby ha chiesto ad ognuno di noi di interrogarci su una situazione vecchia come il mondo che coinvolge milioni di persone e ne continuerà a coinvolgere.
Ci ha fatto capire come sia possibile interrogarsi improvvisamente su una situazione vecchia come il mondo e sulla quale, una volta riflettuto, ognuno di noi diverso dagli altri e con il proprio pensiero, ha dovuto prendere atto che non poteva essere lasciata alla casualità della volontarietà personale di medici e preti obbedienti o disobbedienti le attuali regole civili, penali e religiose.
Occorreva interrogarsi e decidere, secondo noi, quali regole erano ipocrite e quali avremmo ritenute davvero giuste.
Si fa anche così politica. Non solo così. Ma anche così.
Quando un bisogno imponente incontra il silenzio della legge, della politica e della religione, può trovare il modo di deflagrare se non gli interessa trovare una scappatoia individuale.
Welby, ripeto, aveva tutte le possibilità per trovarla quella scappatoia, per morire serenamente come desiderava molto prima di quanto sia successo.
Ha invece scelto di fare politica.

Per quanto riguarda i radicali, pur riconoscendo molti loro difetti, trovo naturale la loro presenza nello schieramento di sinistra, a meno che la sinistra non perda l'orizzonte a cui io tengo.
Diciamo che sono una provocazione fondamentale di riflessione e garanzia dei diritti.




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