L'Archivio di Met@forum.it
Forum di politica, cultura, società: 2006

Marzia
Roma, 12:05
8 SETTEMBRE: NAPOLITANO DEPONE CORONA A PORTA SAN PAOLO

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha deposto oggi una corona di alloro a Porta San Paolo a Roma, sul luogo dove l'8 settembre 1943 militari e civili dettero vita al primo episodio della Resistenza contro i fascisti e i nazisti. Il Capo dello Stato, accompagnato dal ministro della Difesa Arturo Parisi, dal sindaco di Roma Walter Veltroni e dal presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, ha deposto successivamente una seconda corona nell'adiacente parco della Resistenza.

Repubblica
sarahkerrigan
QUOTE(Marzia @ Sep 9 2006, 11:52)
Roma, 12:05
8 SETTEMBRE: NAPOLITANO DEPONE CORONA A PORTA SAN PAOLO

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha deposto oggi una corona di alloro a Porta San Paolo a Roma, sul luogo dove l'8 settembre 1943 militari e civili dettero vita al primo episodio della Resistenza contro i fascisti e i nazisti. Il Capo dello Stato, accompagnato dal ministro della Difesa Arturo Parisi, dal sindaco di Roma Walter Veltroni e dal presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, ha deposto successivamente una seconda corona nell'adiacente parco della Resistenza.

Repubblica
*



...una giornata che gli italiani ricordano (c'è chi preferisce dimenticarla) come la più vergognosa e terribile della storia italiana...mia madre, come soleva fare mio padre, non ha mancato di rammentarla...

Marzia
QUOTE(sarahkerrigan @ Sep 9 2006, 14:41)
...una giornata che gli italiani ricordano (c'è chi preferisce dimenticarla) come la più vergognosa e terribile della storia italiana...mia madre, come soleva fare mio padre, non ha mancato di rammentarla...
*



in che senso "vergognosa"?

ciao smile.gif
sarahkerrigan
E' stata una giornata densa di avvenimenti tragici ed oscuri...molti italiani si sentirono feriti nella loro dignità e si possono ascoltare ancora diverse opinioni e giudizi ...fughe, tradimenti, abbandono dei soldati sul fronte, lasciati a se stessi senza coordinamento e senza disposizioni precise...morirono in tanti...

...nella mia famiglia, soprattutto mia nonna, la storica di casa, ogni ricorrenza è sempre stata ricordata a figli e nipoti con qualche esempio ...

Di quel che accadde l' 8 settembre del '43, ci sono diversi riferimenti anche in rete, cominciando dai Savoia (ieri il prestigioso discendente ci ha regalato un'altra dichiarazione, che purtroppo ho sentito solo con la coda dell'orecchio, ma da quel poco che ho colto da stanza a stanza, mi è sembrata propria di un bandito) per proseguire con Badoglio...

Ho scelto qualche passaggio da siti come Resistenzaitaliana

8 settembre 1943, una data fatidica per l'Italia.

La data dell'annuncio dell'armistizio con gli Alleati e della fine dell'alleanza militare con la Germania, ma anche la data della dissoluzione dell'esercito italiano e della cattura di centinaia di migliaia di militari, a causa della mancanza di precise disposizioni da parte dei Comandi militari. La data dei primi episodi di Resistenza contro i tedeschi (a Roma, a Cefalonia, a Corfù, in Corsica, nell'isola di Lero), ma anche la data della frettolosa fuga del Re e dei membri del governo Badoglio a Brindisi (senza un piano di emergenza e senza disposizioni ai militari), che però servì ad assicurare la continuità dello Stato italiano nelle regioni liberate del Sud. C'è chi, come Galli Della Loggia, a proposito dell'8 settembre, ha parlato di "Morte della Patria", e chi, come il presidente Ciampi, ha replicato che quel giorno è morta una certa idea di Patria, quella fascista, e ne è nata un'altra, quella democratica.

...e Cronologia, che apre con le ultime parole famose, quelle del Re, dalla sua viva voce....

L'errore (o la vergogna) più macroscopico fu quello di partire rompendo tutti i collegamenti coi comandi periferici e con quelli fuori della frontiera, proprio in un momento in cui l'averlo strettamente in mano rappresentava, se non la salvezza, certo l'unico mezzo per coordinare un'azione di resistenza, per impedire il caos, e non ultimo per tenere alto il morale.
[...]

Scriverà Montanelli:
Quello che io, con la mia flebile voce, ho sempre contestato e continuo a trovare vergognoso, fu il nostro modo di arrenderci. Noi eravamo un Paese vinto, che non si batteva più nemmeno per difendere il proprio suolo. Gli anglo-americani avevano preparato lo sbarco in Sicilia come un assaggio o prova generale di quello che si apprestavano a fare in Normandia. E ad accoglierli trovarono invece della gente che gli batteva le mani e gli chiedeva scatolame, cioccolata e sigarette. Cos’altro poteva fare, se non arrendersi, il governo di un popolo che si era già arreso?
Solo che la resa potevamo farla in due modi: alle spalle e all’insaputa dell’Alleato, oppure avvertendolo che lo avremmo fatto perché non avevamo alternativa. Scegliendo la seconda strada, noi non avremmo salvato nulla, come nulla salvammo scegliendo la prima. Nulla, meno una piccola cosa, a cui noi italiani non diamo mai alcun peso: l’onore.
Vinti sì, come può capitare a qualsiasi esercito e a qualsiasi popolo. Traditori, no. Fra le tante critiche mosse al Re e a Badoglio per il modo in cui condussero quella vicenda, non viene mai citata la parola d’onore che il Maresciallo dette all’Ambasciatore di Germania il 7 settembre, quando l’armistizio di Cassibile era ormai firmato, con cui il nuovo governo attestava la sua ferma volontà di continuare a battersi. Della nostra condizione politica e militare, nulla - intendiamoci - sarebbe cambiato. I tedeschi avrebbero ugualmente occupato quanto potevano occupare della Penisola, forse avrebbero arrestato il Re e Badoglio e disarmato le nostre truppe. E noi saremmo stati un Paese che, riconoscendosi vinto, deponeva le armi, e basta. Quello che ci disonorò fu il nostro passaggio nel campo nemico alle spalle dell’alleato, e quello che ci ridicolizzò fu la nostra pretesa, alla fine della guerra, di sedere al tavolo dei vincitori.

(Indro Montanelli, in una risposta a un lettore in una delle sue "Stanze" sul Corriere della Sera del 17 novembre 2000)

Inoltre c'è da aggiungere che il "tradimento" non consisteva solo nell'armistizio, ma stava dentro quella funesta richiesta fatta da Badoglio ai nuovi alleati; quella di voler rivolgere le armi italiane contro i tedeschi, senza neppure dichiarargli guerra !!! Senza preavvertire l'alleato, aveva manovrato non soltanto per concludere un armistizio ma anche brigato per volgere le proprie armi contro l'alleato stesso. Badoglio (e ci si meraviglia che un generale potesse far questo) voleva passare dall'alleanza con la Germania nazista, al fronte della coalizione antinazista "senza pagare dazio".[...]
This is a "lo-fi" version of our main content.
To view the full version with more information, formatting and images, please click here

Entra nel forum

Vai all'indice dell'Archivio

Invision Power Board © 2001-2007 Invision Power Services, Inc.