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willypd
http://it.news.yahoo.com/20102006/135/tv-b...a-pedofili.html
«TV: la BBC svela le coperture del Papa di pedofili
Gay.it - Ven 20 Ott
ROMA – Secondo un reportage investigativo realizzato dalla BBC Joseph Ratzinger prima di diventare Papa avrebbe condotto una sistematica campagna per coprire abusi sessuali su minori commessi da preti cattolici . Sex Crimes and The Vatican (Crimini sessuali e il Vaticano) è il titolo di un documentario shock che è stato trasmesso per la prima volta in Gran Bretagna a fine settembre e che in questo fine settimana viene proposto anche sul canale satellitare BBC World, nello spazio di reportage dal mondo denominato “The World Uncovered”. Il coinvolgimento di Papa Benedetto XVI comincia dal fatto che, in qualità di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, per 24 anni ha avuto il compito di far applicare i documenti promulgati dal Vaticano, tra i quali una Istruzione rimasta riservata e risalente al 1962 intitolata “Crimen Sollicitationis”, riguardante l'atteggiamento da tenere in presenza di alcuni gravi delitti, secondo quanto stabilisce il Codice di Diritto Canonico, tra cui “la violazione del Sesto Comandamento (Non commettere atti impuri) da parte di un membro del clero con un minore di 18 anni”. Si raccomandava ai vescovi piuttosto che di denunciare immediatamente i casi di cui fossero venuti a conoscenza alle autorità giudiziarie competenti, di trattare il tutto in modo riservato, cercando di invitare le persone coinvolte (le vittime e i loro familiari) a non parlarne. Il documento è assolutamente reale e del resto della sua esistenza si sa da anni, tuttavia anche in occasione della presentazione di questo nuovo documentario la controversie non sono mancate. La Chiesa Cattolica sostiene che le norme contenute nel documento del 1962 non hanno più alcun valore vincolante in quanto nel frattempo sono entrate in vigore le disposizioni che nel 1983 hanno riformato il Codice di Diritto Canonico. Eppure è lo stesso Ratzinger che lo cita come ancora in vigore in una nota dell'epistola “De Delictis Gravioribus” del 18 maggio 2001. Come già detto l'allora Cardinale era Prefetto Congregazione per la Dottrina della Fede e dunque massima autorità in materia. Non solo: secondo quanto sostenuto dagli autori del documentario il Cardinale Ratzinger avrebbe rafforzato la politica della “copertura” introducendo un principio di Competenza Esclusiva secondo il quale tutte le controversie relative ad accuse di abusi su minori sarebbero state gestite direttamente da Roma. Il reportage è presentato da Colm O'Gorman, che fu stuprato da un prete quando aveva 14 anni: «Quello che più mi colpisce – ha detto – è che è sempre la stessa storia, che si ripete ogni volta e in ogni luogo. Dei Vescovi affidano nuove parrocchie e nuove comunità a sacerdoti che sanno aver abusato di bambini in passato e succedono nuovi abusi.» Nel programma vengono presentate interviste e testimonianze di ex dipendenti del Vaticano che sono stati allontanati per aver criticato il modo col quale la Santa Sede ha gestito lo scandalo degli abusi sessuali pedofili esploso in America nel 2001. “Sex Crimes in the Vatican” affronta anche del caso di Joseph Henn (nella foto), il sacerdote ricercato per pedofilia dalla giustizia americana e fino a luglio impiegato con mansioni di segreteria per la congregazione Società del Divino Salvatore, la cui sede è giusto a due passi dal Vaticano. Quando la Corte di Cassazione ha dato il via libera all'estradizione le autorità sono andate per notificargliela, ma lui nel frattempo si era già defilato. “Sex Crimes in the Vatican” viene proposto in chiaro a vari orari questo week end su BBC World (canale 520 del bouquet Sky): sabato 21 alle 14,10 e alle 21,10, domenica 22 alle 03,10, alle 09,10 e alle 21,10. (RT)
Gay.it»

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Per chi conosce meglio di me l'Inglese può guardarsi il reportage investigativo in questione alla pagina:
http://video.google.com/videoplay?docid=-1869539365648274355
Mi sa che sarà molto difficile che questo filmato venga mostrato interamente in Italia. La responsabilità di Ratzinger è quindi DIRETTA! Quindi non è un problema di qualche singolo sacerdote, il problema riguarda chi rappresenta il cattolicesimo nel mondo: il rappresentante del dio biblico in terra! Ratzinger aveva un processo in corso in cui era accusato negli stati uniti per aver coperto i preti pedofili ma quando fu eletto “papa” il processo fu interrotto in quanto Ratzinger era diventato un capo di stato.
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http://www.dagospia.com/round.php3
«I GIORNALI DELLA SINISTRA INGLESE FANNO LE PULCI AL “PASTORE TEDESCO”
RATZI AVREBBE PROTETTO IL FONDATORE DEI LEGIONARI DI CRISTO (PEDOFILIA)
E ORA C’È CHI VORREBBE DENUNCIARE IL PAPA PER OSTRUZIONE ALLA GIUSTIZIA
I sudditi anglicani di Sua Maestà non ci pensano due volte a fare le pulci (e che pulci!) al “pastore tedesco” Benedetto XVI. Sull’“Observer”, supplemento del “Guardian”, e sull’“Independent”, i due principali quotidiani della sinistra britannica, compaiono due articoli pesantissimi sul nuovo Pontefice.
In breve, e in greve, si accusa l’allora Cardinale Joseph Ratzinger di aver garantito la protezione al padre Marcial Maciel Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo, accusato di molestie sessuali e pedofilia nei confronti di ex appartenenti all’ordine nato in Messico nel 1941. E ora c’è chi vorrebbe denunciarlo per ostruzione alla giustizia.
Ratzinger avrebbe “salvato”, il religioso nella sua veste di prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, su esplicito invito di Giovanni Paolo II, legatissimo a Maciel Degollado, coetaneo del defunto Pontefice.
Il tutto sarebbe nero su bianco, in una lettera inviata a tutti i vescovi cattolici nel maggio del 2001, che l’“Observer” si vanta di avere in possesso, ma che – abbiamo scoperto – è da tempo su internet nella traduzione inglese (al sito http://www.bishop-accountability.org/resou...tulaEnglish.htm ).
Tra le altre cose, nella missiva, il cardinale Ratzinger, dava ordine che la Chiesa investigasse in segreto sulle accuse di abusi sessuali su minori, tenendo i risultati dell’inchieste confidenziali per dieci anni dopo il compimento della maggiore età da parte della vittima.
Malgrado siano passati decenni, le accuse sono ancora portate avanti da tre professori, un insegnante, un avvocato, un ingegnere, e persino un prete. Tutti ex appartenenti all’ordine che accusano il religioso di molestie avvenute negli anni ‘40, ‘50, ‘60.
Ed è proprio da una lettera di uno di loro, padre Juan Vaca, allo stesso Maciel Degollado inviata al Vaticano nel 1997 che è iniziata l’inchiesta. Un’inchiesta che però è rimasta al palo.
La lettera di padre Vaca, giunse nella mani di Ratzinger dal vescovo di NewYork, John R. McCann, e il suo contenuto – alcuni stralci del quale sono stati pubblicati dall’“Independent” – lascia pochi dubbi: “Tutto quello che ha fatto contraddice la Chiesa e l’ordine. Quante innumerevoli volte mi ha svegliato nel cuore della notte, abusando della mia innocenza. Notti di paura, così tante notti di assoluto terrore: tante notti di sonno perduto, che la mia stessa salute psicologica è stata messa in pericolo…”
Quattro anni dopo, nel 2001, arriva la lettera di Ratzinger ai vescovi, che prevede che la Chiesa abbia la assoluta giurisdizione su casi di abusi tra un membro del clero e dei minorenni: “La funzione del giudice, del procuratore, del notaio e del rappresentante legale, possono in questi casi essere rappresentati efficacemente da preti (…) casi del genere sono soggetti al segreto pontificio”.
La pena per la rottura di questo vincolo di segretezza è severa, e può arrivare alla scomunica.
Oltre alla firma dell’attuale Papa, c’è anche quella dell’arcivescovo Tarcisio Bertone, che in un’intervista di due anni fa riportata dall’“Observer” diceva: “Secondo la mia opinione, la richiesta che un vescovo sia obbligato a contattare la polizia per denunciare un prete che commette atti di pedofilia non è fondata…”
Ma la lettera fa ora parte dei documenti in possesso di una corte texana dove l’avvocato di due presunte vittime di abusi da parte di un prete, ha depositato le accuse contro una chiesa del luogo e lo stesso Ratzinger, sostenendo la tesi che l’allora cardinale si sia reso colpevole di ostruzione alla giustizia.
L’avvocato è Daniel Shea, noto alle cronache per aver scoperto negli archivi vaticani, due anni fa (in pieno scandalo preti pedofili in America), un documento in latino risalente al 1962, con tanto di sigillo di Papa Giovanni XXIII, che fu spedito a tutti i vescovi del mondo per istruirli a tenere ben nascosti i casi di violenza sessuale all’interno della Chiesa.
“Massima segretezza”: era questo quello che la Chiesa di Roma chiedeva ai propri prelati in materia di abusi sessuali. Nulla doveva venire a galla, tutto andava nascosto nei minimi dettagli. Con la minaccia di scomunica per coloro che non rispettavano l’imposizione. Praticamente la stessa posizione sostenuta nella lettera di Ratzinger del 2001.
Shea segue da anni diversi casi di pedofilia che vedono coinvolti dei prelati e ha deciso di far mettere agli atti la missiva di Ratzinger perché, sostiene, parla da sé: “Perché quel divieto di divulgare le notizie per dieci anni dopo che la vittima è maggiorenne? Prima impongono procedure di segretezza su casi del genere, così le forze dell’ordine possono agire solo se scoprono il caso per conto proprio. Ma non puoi aprire un’inchiesta se non ne vieni informato. Se ordini di tenerlo segreto per dieci anni oltre il compimento della maggiore età, il colpevole la farà sempre franca…”.
Soltanto lo scorso dicembre, il Vaticano ha dichiarato ufficialmente che avrebbe aperto un’inchiesta e un mese dopo – guarda caso – Maciel si è dimesso dal vertice dei Legionari di Cristo.
E il portavoce delle vittime che ancora chiedono giustizia, si è detto convinto che la decisione di aprire formalmente l’inchiesta (che peraltro non ha finora raggiunto alcun risultato) sarebbe stato un modo per Ratzinger per assicurarsi dei voti fondamentali per la sua ascesa al Soglio di Pietro.
PER SAPERNE DI PIÙ: “UN LEGIONARIO NELLA BUFERA”
http://www.chiesa.espressonline.it/dettaglio.jsp?id=7545
(Da "L´Espresso" del 31 gennaio 2002, articolo di Sandro Magister)»

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http://it.news.yahoo.com/30102006/2/colpo-...a-molestie.html
«ANSA - Lun 30 Ott
Nuovo colpo delle 'Iene': stavolta le 'vittime' sono alcuni preti dell'hinterland lombardo che, sollecitati da una mamma, il cui bambino sarebbe stato oggetto di attenzioni sessuali da parte di sacerdoti di parrocchie vicine, consigliano di non dire niente al proprio marito e parlarne al responsabile della diocesi.
Il servizio andrà in onda nella puntata di martedì su Italia 1 e presenta la reazione di sette preti sui dieci effettivamente contattati dalla mamma-iena .
Bloccate dal garante della privacy per il servizio sul test anti-droga alla Camera, le Iene non si sono date per vinte. E stavolta sono andate a verificare "la sensibilità sul tema della pedofilia" in alcune parrocchie lombarde all'indomani delle parole si papa Benedetto XVI sulla pedofilia dei preti, definita "crimine enorme".
Naturalmente il servizio che andrà in onda martedì è rigorosamente 'schermato': non si vedranno le facce dei sacerdoti né si potrà individuare la loro vera voce che è stata debitamente distorta. Protagonista è la iena Elena Di Cioccio, finta mamma mite e timorata di Dio, devota e un po' dimessa, con impermeabile e foulard. Incontra alcuni preti di parrocchie lombarde mai nel segreto del confessionale ma sempre in un ufficio, un corridoio o davanti all' ingresso della chiesa.
La storia che racconta è sempre la stessa: ha una bambino piccolo, che va alle elementari e frequenta un parrocchia vicina ma le lo vorrebbe spostare e trasferire. Perché? chiedono invariabilmente i preti.
Dopo aver finto un po' di ritrosia, la 'mamma' confessa: è stato vittima di attenzioni sessuali da parte di un prete di un comune dal nome inventato ma che per assonanza con i vari Mezzago, Lurago ecc.
sembra vero. A questo punto, raccontano le Iene, iniziano i 'consigli' dei preti. Tutti, invariabilmente, chiedono se anche il papà del bambino è a conoscenza dei fatti e, alla risposta negativa della 'mamma', suggeriscono intanto di non farne parola col marito. Poi iniziano a spiegare, secondo il racconto delle Iene, che ci sono vari modi per affrontare la situazione ma, sottolineano i responsabili del programma, nessuno di loro suggerisce di rivolgersi a polizia e magistratura.
Piuttosto, la 'mamma' farà meglio a parlarne ad un superiore del prete, al responsabile della diocesi. Ma cosa accadrà a questo prete? chiede allora la donna.
La maggior parte dei preti risponde che, forse, potrebbe essere trasferito. Martedì il servizio dovrebbe andare in onda su Italia 1, dopo le 21, all'interno di Le iene show. Garante permettendo.
(ANSA)»

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Questo è il filmato delle Iene sui preti cattolici pedofili. Oltre allo stupro, un’altra cosa squallida è che generalmente i preti cattolici per difendere un loro collega (e l’attività di stupro della chiesa cattolica) consigliano sempre ai genitori delle vittime di NON DENUNCIARE alle autorità tali abusi. E la cosa ancora più schifosa è che tendono a colpevolizzare le vittime.
http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseacti...eoid=1392961624
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Questi sono articoli di tre anni fa, li ripropongo perché non se ne parlò molto.
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«Vaticano, un documento segreto per coprire i preti pedofili
La Repubblica, 17 agosto 2003
Ai prelati venne ordinato di nascondere con ogni mezzo gli abusi
LONDRA - Un documento "confidenziale" scritto oltre 40 anni fa dal Vaticano ordinava ai vescovi di tutto il mondo di coprire con ogni mezzo gli abusi sessuali commessi dai religiosi. Il testo, 39 pagine tradotte in inglese, è stato pubblicato dal giornale londinese Observer.
Secondo quanto riferito dalla testata, il documento proviene dall'archivio segreto del Vaticano. L'avvocato texano Daniel Shea, impegnato in un caso di abusi sessuali all'interno della Chiesa americana, ne avrebbe ottenuto una copia da un prete tedesco. Nel testo, datato 1962, si indicano "le procedure da seguire in caso di crimini di istigazione". Cioè quelli in cui un religioso tende "a sollecitare e provocare il penitente ad atti impuri ed osceni". "Il peggiore dei crimini - si legge - è quello costituito da azioni nei confronti di giovani di ambo i sessi".
La Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles ha confermato l'autenticità del documento, che doveva "essere diligentemente conservato negli archivi segreti della Curia, rimanendo rigidamente riservato". Nell'agosto del 2003 il legale americano che l'ha scoperto ha provveduto a consegnarne una copia alle autorità degli Stati Uniti, dove da molto tempo la chiesa cattolica è al centro di uno scandalo su abusi sessuali commessi nei confronti di adolescenti. Una vicenda che ha coinvolto anche l'arcivescovo di Boston Bernard Law. Costretto a lasciare il seggio per aver trasferito in massima segretezza i religiosi incriminati.
Nel documento segreto, scritto sotto il pontificato di Giovanni XXIII, il Vaticano impone ai vescovi di mantenere la massima segretezza sulle accuse di abusi. Si invita ad "ammonire, correggere e, se il caso lo richiedesse, a sospendere" i sacerdoti messi sotto accusa. "Ma - si legge - tutti i prelati devono gestire questi casi con la massima segretezza e vincolati al silenzio perpetuo". Pena la scomunica.
"Questo prova - dichiara Daniel Shea - che vi era un complotto internazionale da parte della Chiesa per coprire gli abusi sessuali. E un subdolo tentativo di nascondere attività criminali". Secondo un portavoce del Vaticano, però, il testo indica solo "le procedure disciplinari nel caso che un prete sia accusato di aver sollecitato prestazioni sessuali durante la confessione". La segretezza sarebbe dunque tesa "a proteggere gli accusati, come avviene anche nelle procedure penali oggi. Ed è anche subordinata alla speciale natura segreta del sacramento della confessione". In ogni caso, riferisce il giornale, non proibisce alle vittime di presentare accuse civili.
E su questo punto insiste il reverendo Thomas Doyle, un cappellano dell'Air Force statunitense in Germania. Secondo l'esperto di diritto ecclesiastico, il documento non legittima l'ordine di silenzio imposto alle vittime. "Pur confermando la patologica ossessione per la segretezza che affligge la Chiesa cattolica - afferma Doyle - il testo non giustifica le intimidazioni al silenzio subite dalle vittime degli abusi sessuali da parte esponenti della chiesa americana". Per provare questo, conclude il sacerdote, "servono infatti prove concrete".»

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http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,186120,00.html
«1962, il Vaticano ai vescovi: coprite gli abusi sessuali
Documento choc scoperto da un avvocato texano e siglato da Papa Giovanni XXIII:
in 69 pagine l'ordine ai vescovi di tutto il mondo perché nascondessero le storie di violenza sessuale
LONDRA - Sono sessantanove pagine, un documento che inchioda i vertici della Chiesa di Roma (il documento che presentiamo è tradotto in inglese ma l’Observer, che ha dato la notizia, precisa che l'originale, naturalmente, è in latino) , che getta un’onta senza precedenti sul Vaticano. La rivelazione del quotidiano britannico The Observer è destinata a far esplodere una bufera inimmaginabile sull´istituzione più potente del mondo: un documento che risale al 1962 e che porta il sigillo di Papa Giovanni XXIII fu spedito a tutti i vescovi del mondo per istruirli a tenere ben nascosti i casi di violenza sessuale all’interno della Chiesa. Il testo, scritto in latino, si trovava negli archivi segreti del Vaticano. "Massima segretezza": era questo quello che la Chiesa di Roma chiedeva ai propri prelati in materia di abusi sessuali. Nulla doveva venire a galla, tutto andava nascosto nei minimi dettagli. Con la minaccia di scomunica per coloro che non rispettavano l’imposizione.
A scoprire il documento shock, chiamato "Crimine Solicitationies ", è stato Daniel Shea, avvocato texano impegnato in una serie di casi di abusi contro minori perpetrati da preti cattolici. La Chiesa cattolico-romana di Inghilterra e Galles ne conferma la genuinità.
In quelle 69 pagine, nero su bianco, c’è l’intenzione di mantenere il più stretto riserbo sugli atti dei prelati che potrebbero danneggiare la Chiesa e dettagliate raccomandazioni su come difendere la segretezza: le indicazioni "devono essere diligentemente nascoste negli archivi segreti della Curia come strettamente confidenziali - si legge nel testo - né dovranno essere pubblicate o in inserite in qualche commento".
L´avvocato Shea commenta indignato: "Questi dettami sono arrivati ad ogni vescovo del pianeta. E´ la prova che ci fosse una cospirazione internazionale da parte della Chiesa per insabbiare le vicende legate agli abusi sessuali".
A mettere altra carne al fuoco ci pensa un altro avvocato, Richard Scorer, anche lui impegnato in casi di pedofilia messi in atto da religiosi: "Abbiamo sempre sospettato che la Chiesa cattolica coprisse i casi di abusi sessuali e cercasse di far tacere le vittime. Questo documento lo prova. Minacciare la scomunica a chiunque parli, mostra sino a dove le alte cariche del Vaticano erano pronte ad arrivare pur di evitare che le informazioni sugli abusi diventassero di pubblico dominio".
Certo la vicenda rischia di diventare esplosiva. Da tempo la Chiesa cattolica è nella bufera per lo scandalo dei preti pedofili. L´arcivescovo di Boston, il cardinale Bernard Law, è stato costretto a dimettersi lo scorso anno dopo avere ammesso di aver coperto alcuni casi di pedofilia nella sua Curia.
(17 AGOSTO 2003; ORE 11:55)»

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Il “papa buono” per coprire gli abusi sessuali dei preti cattolici sui minorenni, HA MINACCIATO DI SCOMUNICA CHIUNQUE SAPEVA, NEL CASO NON FOSSE STATO ZITTO!
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Nel mio sito trovate abbastanza notizie sugli abusi dei preti pedofili (molte delle quali sono apparse come trafiletti o magari in un solo giornale, tutto per cercare di silenziare i reati dei preti pedofili):
http://digilander.libero.it/willypd/notizie1.htm
http://digilander.libero.it/willypd/notizie2.htm
Come mai i preti cattolici si comportano così? Sappiamo benissimo che il cristianesimo ha come modello da imitare Gesù Cristo. Riporto da Marco 14 - 48 a 14 - 52 il momento dell’arresto di Gesù Cristo:
«Allora Gesù, rispondendo. disse: «Siete venuti con spade e bastoni per catturarmi, come se fossi un brigante?
Eppure, ogni giorno ero in mezzo a voi nel tempio ad insegnare, e voi non mi avete preso; ma questo è avvenuto perché si adempissero le Scritture!».
Allora i discepoli, abbandonatolo, se ne fuggirono tutti.
Ed un certo giovane lo seguiva, avvolto in un lenzuolo sul corpo nudo, ed essi lo afferrarono.
Ma egli, lasciato il lenzuolo. se ne fuggì nudo dalle loro mani.»

Da questo si potrebbe fare un’ipotesi del perché sia stato arrestato Gesù Cristo. In effetti che motivo ci sarebbe stato di arrestarlo in piena notte quando potevano benissimo farlo di giorno più comodamente? Forse aspettavano di coglierlo con le mani nel sacco.
William Masiero
willypd
Questo articolo dice che "Il papa si è rivolto ai vescovi irlandesi ed è intervenuto più volte nello scandalo statunitense" ma il precedente post, dimostra che Ratzinger A PAROLE davanti ai media dice di essere contro lo stupro di minori ma I FATTI dicono che ha protetto i preti pedofili. Nulla di strano: tutti i colpevoli si dichiarano innocenti.
William Masiero
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Il...20sacro/1438587
Il silenzio è sacro
di Giorgio Sturlese Tosi
Quaranta casi noti, molti rimasti nascosti. Le curie italiane difendono il segreto. A costo di non rimuovere i molestatori o persino di denunciare le vittime.
Il papa si è rivolto ai vescovi irlandesi ed è intervenuto più volte nello scandalo statunitense, ma nessuno conosce l'estensione del problema pedofilia nella Chiesa italiana. Eppure dal 2000 le cronache giudiziarie hanno segnalato le vicende di 40 sacerdoti finiti sotto inchiesta per questi reati. Pochi statisticamente, ma indicativi di un malessere dai confini inesplorati. Perché alla discrezione che giustamente protegge indagini con vittime minorenni, si aggiunge un rispetto verso le gerarchie ecclesiastiche che porta a tutelare il segreto istruttorio in modo eccezionale. Una cortina di riservatezza che, secondo molte denunce, incentiva anche una spinta al silenzio da parte delle curie. Dove la preoccupazione non è punire i colpevoli ma evitare la pubblicità negativa, tentando ogni strumento per delegittimare chi trova la forza di ribellarsi alla violenza.
Orrore in seminario
All'età di 12 anni, nel 1994, Marco Marchese è stato violentato nel seminario minore vescovile di Favara, nell'Agrigentino. Don Bruno, il sacerdote che ha abusato di lui e di altri sei minorenni, nel 2004 ha patteggiato ed è stato condannato a due anni e sei mesi. La prossima settimana inizierà il processo anche in sede civile contro don Bruno, il seminario e la curia della città siciliana, a cui i legali di Marco Marchese, l'avvocato Salvino Pantuso e Giuseppe Di Bella, chiedono 65 mila euro di risarcimento per danni biologici e una cifra ancora da quantificare per i danni morali. Non una grossa somma, per una violenza che ha accompagnato tutta l'adolescenza e che è costata a Marco gravi problemi di salute, lunghe terapie in analisi e un tentativo di suicidio. "Ci siamo attenuti alla percentuale di danno biologico indicata nella perizia medica di parte", spiega, quasi a giustificarsi, l'avvocato Di Bella. Non si è fatta attendere la contromossa della curia che chiede un risarcimento di 200 mila euro a Marco, colpevole di aver infangato l'immagine del vescovado. La controcitazione recita: "La curia vescovile di Agrigento ha subìto e continua a subire, a causa del comportamento offensivo e oltraggioso tenuto dal Marchese, pesanti danni che si ripercuotono sull'immagine, sul decoro e sul prestigio che la curia riveste nell'opinione pubblica". Il vescovo, tramite il suo legale, ha ritenuto di dover essere risarcito. Nella stessa controcitazione si legge che "il comportamento lesivo tenuto dal Marchese, concretizzatosi nell'abnorme pubblicità compiuta anche a mezzo Internet, ha infangato il prestigio della curia". Insomma, anche se un dodicenne è stato stuprato nel seminario, non c'è bisogno di alzare tanto polverone.
Quando, nel '94, Marco è entrato nell'istituto religioso di Favara non poteva passare inosservato. Capelli neri e grandi occhi verdi, era introverso e sensibile, più fragile degli altri. E più bello. In quei corridoi lunghi e freddi e in quelle stanzette da dividere con altri seminaristi scopre tutto sul sesso. Quello sbagliato, quello di un adulto con un ragazzino. A guidarlo, a fargli da padrino, c'era don Bruno: "Non devi parlarne con nessuno", gli ripeteva, "il nostro è un rapporto unico, non è peccato e quindi non lo devi neanche confessare". Quando don Bruno tornò dal bagno dopo il primo rapporto gli chiese soltanto: "Ti sei sporcato?". Altre volte lo avrebbe sporcato, soprattutto nell'anima. Marco soffriva di coliche, non riusciva a dormire e aveva frequenti attacchi d'asma. Ora racconta che tutti i malesseri sono scomparsi quando scappò dal seminario e trovò il coraggio di denunciare tutto al padre rettore, al suo parroco e al vescovo. Quelle denunce però sono servite solo a lenire i sintomi psicosomatici. Non è stato preso alcun provvedimento nei confronti di don Bruno, che ancora oggi, dopo aver patteggiato, esercita il ministero sacerdotale. Nella sentenza di condanna, emessa dal giudice Luigi Patronaggio, al sacerdote venivano concesse le attenuanti generiche perché "la complessa vicenda che ha visto protagonista il religioso va inscritta in quel particolare clima che caratterizza le comunità chiuse come il carcere, i collegi, le navi durante lunghe navigazioni, dove spesso si instaurano, tra soggetti deboli ed esposti, dinamiche a sfondo omosessuale". Marco, che oggi ha 23 anni, nel dolore ha trovato la forza di laurearsi in psicologia, di fondare un'associazione che si occupa di minori molestati e gira l'Italia per testimoniare il suo calvario.
La perizia ignorata
La prima causa legale contro una curia, accusata di essere responsabile dell'operato di un suo parroco, è stata presentata a Napoli, dagli avvocati Giuseppe Aulino e Luciano Santoianni. Chiedono 170 mila euro perché l'ex arcivescovo, il cardinale Michele Giordano, "era a conoscenza della malattia di padre Giovanni ma non fece niente per impedire che molestasse sessualmente Gaetano, un ragazzo di 14 anni con lieve ritardo mentale". Questa settimana il tribunale deciderà se accogliere le motivazioni dei legali di Gaetano e procedere nell'iter che potrebbe costringere la curia a risarcire i danni, morali e psichici, subiti dal ragazzino. Un precedente assoluto che, se accolto, aprirebbe la strada a decine di risarcimenti milionari. La tesi dei legali Aulino e Santoianni si fonda su una lettera che Franco Poterzio, medico psichiatra e docente all'Università Statale di Milano, scrisse al cardinal Giordano. Nella lettera lo psichiatra informava l'arcivescovo che padre Giovanni "è affetto da disturbo bipolare di primo tipo, in fase di grave eccitamento maniacale". Poterzio segnalava anche l'opportunità che il sacerdote fosse allontanato dai servizi di catechesi e comunque non fosse lasciato solo insieme ai ragazzini. Il professore per tre volte ha parlato al telefono col cardinale. Inutilmente.
Padre Giovanni aveva delle attenzioni particolari verso i suoi chierichetti. Uno di questi, Gaetano, aveva qualche problema di apprendimento e per questo era seguito dagli assistenti sociali. Sono stati loro a denunciare quel prete alla magistratura. Dagli atti del processo svolto a Napoli si scopre che, nel luglio '99, durante una gita organizzata dalla parrocchia a Marechiaro, mentre sono tutti in mare, Gaetano viene abbracciato da dietro da padre Giovanni. Alle assistenti sociali e al magistrato, racconterà di aver sentito "il suo pene che struscia sul mio sedere". In un'altra occasione, il 15 dicembre dello stesso anno, durante un viaggio a Roma, il sacerdote e Gaetano passano la notte nell'istituto dei Padri missionari della Carità, in via di sant'Agapito 8. Secondo il racconto di Gaetano, padre Giovanni si sarebbe accoppiato davanti a lui con altri due ospiti di sesso maschile. Il terzetto avrebbe costretto Gaetano ad assistere, chiedendogli anche di partecipare, ma senza che questo avvenisse. I riscontri della polizia giudiziaria hanno verificato la presenza del sacerdote e del ragazzo nell'istituto religioso, ma non hanno potuto scoprire se l'orgia c'è stata davvero. Il tribunale, al termine di una lunga istruttoria, nel 2002 decreta il non luogo a procedere perché "il fatto è stato commesso in stato di incapacità di intendere e di volere". In attesa dell'esito della causa civile, la curia non ha adottato alcun provvedimento di cautela. Dopo le parole dei giudici, dopo le perizie psichiatriche, dopo le stesse ammissioni di padre Giovanni, l'unica misura del vescovado, ora retto dal cardinale Sepe, è stato quello di un suo primo trasferimento in una parrocchia del quartiere popolare dell'Arenaccia e la sua successiva destinazione come cappellano in uno dei più importanti ospedali napoletani. Oggi padre Giovanni si sveglia tutti i giorni all'alba, dice la prima messa alle 7.45 del mattino e poi passa a dare parole di conforto e di fede tra le corsie dell'ospedale, anche nel reparto pediatrico, dove 42 lettini ospitano ogni anno 3 mila bambini.
L'abbazia dell'orco
Morali, se non penali, sono le responsabilità del vescovo di Arezzo, monsignor Gualtiero Bassetti. Fu lui che, nel 2000, ordinò sacerdote don Pierangelo Bertagna, al centro del maggiore scandalo di pedofilia che abbia di recente colpito la Chiesa italiana. L'11 luglio 2005 don Bertagna, parroco di Farneta, in provincia di Arezzo, viene arrestato dai carabinieri con l'accusa di aver abusato di un tredicenne. La denuncia era partita dalla madre a cui il ragazzino aveva raccontato dei particolari toccamenti che subiva da Bertagna. Ma nessuno poteva immaginare cosa nascondesse il parroco. Fondatore della comunità Ricostruttori di preghiera, il sacerdote predicava una vita di ascesi. Lui stesso, barba lunga e personalità carismatica, dormiva sul pavimento e si cibava di verdura. Una vocazione tarda la sua, a 30 anni: entrò in seminario a Novara nel 1992. Poi nel 2000 fu ordinato sacerdote nel duomo di Arezzo. Cinque anni dopo sarà ancora monsignor Bassetti a sospenderlo a divinis. Quando esplose la vicenda, il vescovo affidò all'Ansa, un unico commento: "Siamo rimasti sbalorditi nell'apprendere dell'arresto. Non ci saremmo mai aspettati una cosa del genere; don Bertagna è sempre stato un ottimo sacerdote. Speriamo che le indagini portino in breve ad accertare la verità". Quello che sembrava uno scandalo di provincia diventò un terremoto che dall'epicentro di un paese di poche anime anime arrivò a scuotere i palazzi del Vaticano. Dopo la prima confessione del sacerdote, che ammise di aver violentato il tredicenne, crollò il muro di omertà e molti genitori denunciarono fatti analoghi in un crescendo che terrorizzava gli stessi inquirenti. Poi, a settembre, nel corso di un interrogatorio, assistito dagli avvocati Francesca Mafucci e Annelise Anania, Bertagna crollò e ammise di aver abusato di 38 minorenni. Dieci vittime sono della Valdichiana, la zona che circonda l'abbazia millenaria di Farneta, dove viveva Bertagna. Dei 38 casi rivelati dal sacerdote, i carabinieri hanno trovato finora 18 conferme. Ma l'indagine prosegue per scoprire eventuali molestie commesse in seminario.
Ci sarebbe di che interrogarsi sull'efficacia delle misure adottate dalla Chiesa italiana per impedire altri orrori. Mentre oggi la soluzione per i sospetti, per i dubbi e anche per le denunce che segnalano l'evidenza è troppo spesso il trasferimento. Che lascia il sacerdote solo alle prese con le sue turbe ed espone nuove vittime alla violenza.
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