Povera Italia!
Com’è cambiata la nostra Italia! Con la sinistra al potere, i poliziotti scendono in piazza a manifestare contro Prodi e gli ex terroristi approdano al governo. - Sergio D’Elia, ex terrorista di prima linea, eletto deputato con la Rosa nel Pugno, diventa segretario di Montecitorio; - Daniele Farina, pluripregiudicato del Leoncavallo, eletto deputato con Rifondazione Comunista, diventa vicepresidente della commissione giustizia della Camera; - Roberto Del Bello, ex brigatista rosso, è segretario particolare del sottosegretario all’interno Francesco Bonato (PRC); - Susanna Ronconi, ex brigatista rossa, entra nella consulta nazionale antidroga. Povera Italia!
Alex Svoboda
Dec 6 2006, 17:36
Beh, sui LADRI in parlamento (non 'EX'), al governo in varie legislature e certo fautori delle 'esemplari' leggi 'ad personam', che ne hanno fatto degli 'innocenti' perseguitati dalla giustizia, è inutile citarne i nomi.....
Roderigo
Dec 6 2006, 17:56
Abbiamo qui  un post sugli indagati e i pregiudicati. Alcune delle persone citate da damnic hanno già scontato il loro debito con la giustizia e non hanno più nulla a che fare con il loro passato.
Roderigo
Dec 7 2006, 16:46
POLIZIOTTI Quel singolare corteo contro le istituzioni Terroristi deputati, poliziotti disgustati». «Via i terroristi dal Viminale, questa è una scelta criminale». «Stipendi d’oro a terroristi e picciotti, cinque euro ai poliziotti». Ma anche: «Ai drogati raddoppiano le canne, a noi le dimezzano». E, naturalmente, «Romano Prodi, Giuliano Amato, ci avete rovinato». Questi gli slogan principali della manifestazione indetta da quasi tutte le più rappresentative sigle dei sindacati di polizia (il Sap, notoriamente vicino ad An, in testa, ma anche Sappe, Sapaf e Conapo, in nome degli «spezzoni» formati dagli agenti della polizia penitenziaria, del Corpo forestale dello Stato e dei Vigili del fuoco) martedì scorso per le vie del centro di Roma. Partiti dal Viminale, sono arrivati fino alla sede dell’Ulivo, i poliziotti manifestanti, peraltro in numero considerevole (30 mila, forse 50 mila: la Questura, in questo caso, non ne ha ridimensionato i numeri). Ora, nessuno vuole negare il diritto dei poliziotti a manifestare per il rinnovo del loro contratto nazionale di lavoro (che c’è) e neanche contro una manovra economica che non riconosce la «specificità» delle loro mansioni o che - accusano i sindacati - non stanzia fondi adeguati e sottopone a cura dimagrante prefetture e questure. Cosa c’entrano, però, con tutto questo, prima i fischi e le contestazioni al leader dell’Udc Casini («Torna a Palermo, venduto!») e poi gli applausi fino a spellarsi le mani all’indirizzo dello stesso solo perché grida dal palco che la richiesta di una commissione d’inchiesta sui fatti del G8 di Genova è una «richiesta dissennata»? L’opposizione fa il suo mestiere, e dunque non stupisce che Fini, tre quarti di An, mezza Forza Italia e un quarto di Udc sia scesa in piazza al loro fianco, ma anche i poliziotti dovrebbero fare il loro. Rivendicazioni salariali comprese, s’intende, ma senza mischiarsi così platealmente a polemiche tutte e solo politiche. Le forze di polizia, infatti, detengono un’arma particolare, il diritto a ricorrere all’uso della forza, diritto che agli altri cittadini è precluso. Non vogliamo arrivare a dire che debbano avere diritti in meno, ma qualche dovere in più ce l’hanno. Liberi i Maurizio Gasparri di turno di mostrare i denti nei cortei. Anche quando usano strumentalmente i poliziotti per fare propaganda politica. Meno liberi, i poliziotti, di lanciare a una manifestazione slogan da contestatori. Il Viminale, e il governo, non sono solo semplici datori di lavoro: sono istituzioni da cui le forze di polizia dipendono direttamente. Sarebbe bene ricordarsene sempre, specie quando s’indossa una divisa (e si porta un’arma) che alle istituzioni, e solo alle istituzioni, rispondono. 7 dicembre 2006 www.ilriformista.it
QUOTE(Roderigo @ Dec 6 2006, 17:56) Alcune delle persone citate da damnic hanno già scontato il loro debito con la giustizia e non hanno più nulla a che fare con il loro passato. E' vero. Ma il problema che pongo è il seguente: è possibile che persone che hanno portato terrore in Italia accedano tranquillamente ad incarichi o ruoli di governo?
Roderigo
Dec 8 2006, 14:59
Se hanno scontato la loro pena e sono cambiati, si.
Mi preoccuperei molto di più di coloro i quali accedono tranquillamente a incarichi di governo pur avendo avuto rapporti con la P2, la criminalità organizzata, la corruzione, senza aver mai scontato nulla e rimanendo sempre coerenti con se stessi.
QUOTE(Roderigo @ Dec 8 2006, 14:59) Se hanno scontato la loro pena e sono cambiati, si. Mi sembra una risposta corretta e coerente, che però io non condivido.
QUOTE(damnic @ Dec 9 2006, 11:52) Mi sembra una risposta corretta e coerente, che però io non condivido. Anch'io. Secondo me si deve sempre tener conto del passato di una persona, anche se questa è cambiata con il tempo.
Alex Svoboda
Dec 10 2006, 14:18
Ok, ma vogliamo tener conto del passato da usuraio di Schifani? O del presente da LADRI di tanti altri? O stiamo solo scherzando?
alessandra
Dec 10 2006, 16:39
Tenere conto del passato delle persone ha un senso. Ma non ci si deve mai fermare a quello. A volte il percorso fatto da quel passato ad oggi è intenso, doloroso, sincero, intelligente e molto interessante. Ci sono "presenti" che, spiegati attraverso quel percorso, assumono una dignità, una consapevolezza ed una forza che invece non hanno affatto per tanti che vivono un presente simile senza mai averne pagato alcun prezzo.
Restano alcune mie perplessità esclusivamente di carattere strategico che di sostanza e che ho spiegato in una passata discussione.
Niente poi a che vedere con il passato ed il presente criminale e senza alcun tipo di rielaborazione dei tanti che siedono anche con incarichi di governo rimanendo, come ben dice Roderigo, sempre coerenti con se stessi. Aggiungerei "orgogliosamente" coerenti con se stessi. Cosa, senza alcun dubbio, imparagonabile e gravissima.
Upuaut
Dec 11 2006, 19:55
Certo che l'autore di questo topic ha avuto una bella faccia tosta.... Cosa dovremmo dire del governo precedente?
Non posso davvero credere che chi non vede la trave nell'occhio della passata legislatura (che è già cosa grave e difficile da fare) oltrettutto vede (o vuole vedere) la pagliuzza della legislatura in corso...
dehehi
Dec 12 2006, 13:49
Quello che sarebbe giusto fare è dire che schifo sia per gli ex-terroristi sia per gli ex e non ex ladri al potere. Quello che è davvero avvilente è che si tende a vedere solo il male nell'opposta fazione politica e non nella propria, le dichiarazioni in questo post ne sono un'evidente conferma. A parte il fatto di aver pagato o meno il proprio debito con la giustizia ritengo ci siano molte persone che si meriterebbero più di quelli che si sono macchiati di crimini di andare in politica, questo è un fatto che non mi sembra ragionevole negare. Inoltre non tutti i crimini sono uguali, il fatto che un'ex terrorista entri a far parte del potere statale mi sembra più grave rispetto al fatto che un ladro ne entri a far parte. (immagino che questo però verrà additato come un giudizio di parte) Riguardo all'aver scontato la pena chiudo con una domanda, mettereste un'ex pedofilo stupratore di bambini che ha pagato il suo debito con la giustizia e si è totalmente riabilitato a guardia di un'asilo nido?
Roderigo
Dec 12 2006, 19:12
Se si potesse stabilire che è veramente un «ex pedofilo», che non prova più alcuna attrazione perversa nei confronti dei bambini, lo si potrebbe anche mettere a guardia di un asilo. Credo però sia improbabile, in tal caso, un mutamento di natura di questo tipo.
L'essere ladri, mafiosi, piduisti, terroristi, è qualcosa di diverso dalla natura personale, riguarda i comportamenti, il modo di vedere il mondo, se stessi, gli altri, il proprio ruolo. Qui è possibile verificare l'identità delle persone e la propria trasformazione.
Ci sono persone che avrebbero meritato una pena più di quella che hanno subito? Dipende di chi si parla. Vi sono state anche persone che hanno pagato molto di più di quel che dovevano e che sono state considerate «assassine» solo per «concorso morale», come è il caso di D'Elia.
Non si tratta di giudicare solo sulla base di appartenenza politica. Si prenda il caso dell'ostracismo di Mambro e Fioravanti che dovevano partecipare ad una iniziativa politica dell'ex capo della croce rossa Celli per la costituzione di un movimento giovanile di Forza Italia. Ostracismo criticato nettamente dal manifesto. Ecco, se queste due persone sono cambiate, secondo me, nulla osta che possano fare politica ed eventualmente anche essere elette.
La pena serve per tutelare la collettività e per riabilitare il condannato. Dopo aver raggiunto entrambi gli scopi, se perpetuata la pena diventa vendetta.
Roderigo
Dec 12 2006, 19:15
QUOTE(Upuaut @ Dec 11 2006, 19:55) Certo che l'autore di questo topic ha avuto una bella faccia tosta.... Cosa dovremmo dire del governo precedente? Penso che a destra sia un modo di pensare diffuso. In fondo, l'autore del topic si è limitato a riportare qui, con un po' di coinvolgimento emotivo, gli slogan della manifestazione della polizia.
QUOTE(Alex Svoboda @ Dec 10 2006, 14:18) Ok, ma vogliamo tener conto del passato da usuraio di Schifani? O del presente da LADRI di tanti altri? O stiamo solo scherzando? Certo, ma bisogna tener conto del passato e del presente anche di tanti esponenti di sinistra. Non solo di Schifani (usuraio?!) altri a lui vicini. Berlusconi forse avrà rubato, ma almeno si è arricchito! Tutti i politici rubano, chi in un modo e chi in un altro, ma la maggior parte non riesce ad arricchirsi nemmeno in quel modo!!
alessandra
Dec 13 2006, 01:15
QUOTE Certo, ma bisogna tener conto del passato e del presente anche di tanti esponenti di sinistra. Non solo di Schifani (usuraio?!) altri a lui vicini. Fatti un giro fra i certificati penali degli uomini politici italiani e poi ne riparliamo con dati alla mano. QUOTE Berlusconi forse avrà rubato, ma almeno si è arricchito! Tutti i politici rubano, chi in un modo e chi in un altro, ma la maggior parte non riesce ad arricchirsi nemmeno in quel modo!!  Il luogo comune che tutti i politici rubano e che è normale che sia così, è ormai un assioma nell'immaginario collettivo alimentato dalla stessa strategia mediatica berlusconiana. L'ammirazione di molti italiani per Berlusconi è fondata proprio su questo. "Visto che tutti rubano se possono, lui è stato innanzitutto capace di arricchirsi e di non fare, poi, mai nemmeno un giorno di galera". Le galere infatti, se ci si fa caso, sono piene di ladri poveri che nessuno ammira.
dehehi
Dec 13 2006, 14:24
QUOTE(Roderigo @ Dec 12 2006, 20:12) Se si potesse stabilire che è veramente un «ex pedofilo», che non prova più alcuna attrazione perversa nei confronti dei bambini, lo si potrebbe anche mettere a guardia di un asilo. Credo però sia improbabile, in tal caso, un mutamento di natura di questo tipo. L'essere ladri, mafiosi, piduisti, terroristi, è qualcosa di diverso dalla natura personale, riguarda i comportamenti, il modo di vedere il mondo, se stessi, gli altri, il proprio ruolo. Qui è possibile verificare l'identità delle persone e la propria trasformazione. Innanzitutto anche le pulsioni sessuali possono cambiare ed orientarsi verso oggetti diversi, in secondo luogo non vedo perchè l'essere ladri, mafiosi, piduisti, terroristi dovrebbe essere qualcosa di diverso dalla natura personale e la pedofilia invece no, mi sembra una distinzione piuttosto arbitraria. Sulla possibilità di verificare l'identità delle persone e la propria trasformazione io non sarei così ottimista.. Sei percaso in grado di leggere nei pensieri delle persone? Resta il fatto alquanto strano che metteresti un ex-terrorista al governo ma non un'ex pedofilo in un asilo. Ancora più strano è che da quello dici sembra non sia possibile stabilire se qualcuno è un'ex-pedofilo ma è possibile stabilire se qualcuno è un'ex-terrorista.
Roderigo
Dec 13 2006, 15:14
Nell'asilo vi sono le potenziali vittime del pedofilo, nel governo non vi sono le potenziali vittime del terrorista. Sono esistiti nel mondo, ex terroristi che una volta al governo hanno conquistato persino il nobel per la pace: Beghin, Arafat, Mandela. Altri, governanti non lo sono mai diventati, in compenso sono stati venerati come padri della nazione, ad esempio il nostro Giuseppe Mazzini.
Si, ritengo che una persona possa scegliere se essere oppure no ladro, mafioso, terrorista, e invece non possa scegliere se essere oppure no pedofilo.
La pedofilia è un orientamento sessuale naturale. Chi lo prova, può solo scegliere se e come autoregolarsi. E' bene ricordarlo, esistono anche pedofili che mai commetterebbero violenza sui bambini. Ma nel caso di coloro che tale violenza hanno commesso, mi pare sia una norma di elementare precauzione evitare che costoro lavorino a contatto con i bambini.
Questo c'entra con uno specifico principio di precauzione. Diverso sarebbe il discorso se si volesse negare a queste persone qualsiasi possibilità di reinserimento sociale. Analogo principio, può escludere che ad un omicida sia concesso il porto d'armi o sia assunto nelle forze dell'ordine.
Rubare, uccidere, appartiene interamente alla dimensione del libero arbitrio (a meno che non si tratti di persone "deviate" come i cleptomani o certe tipologie di maniaci, e in questo caso parlano le perizie psichiatriche, non è l'argomento di cui stiamo trattando).
La nuova identità di una persona macchiatasi di reati o delitti la si può valutare sulla base di quel che pensa, dice, fa e della coerenza nel corso del tempo del proprio comportamento.
Se un ex terrorista viene eletto, designato, ad una carica pubblica, ciò succede, nonostante il suo passato, per merito del percorso successivo, per il lavoro che ha svolto, che gli ha dato una nuova legittimità.
amarena
Dec 13 2006, 22:09
Roderigo: "La nuova identità di una persona macchiatasi di reati o delitti la si può valutare sulla base di quel che pensa, dice, fa e della coerenza nel corso del tempo del proprio comportamento."
Purtroppo non sempre. Vedi Izzo.
dehehi
Dec 13 2006, 23:47
QUOTE(Roderigo @ Dec 13 2006, 16:14) Nell'asilo vi sono le potenziali vittime del pedofilo, nel governo non vi sono le potenziali vittime del terrorista. Vuoi forse dire che l'ex terrorista che ora è al governo non attentava allo stato? Che questo non era la sua vittima? QUOTE(Roderigo @ Dec 13 2006, 16:14) Sono esistiti nel mondo, ex terroristi che una volta al governo hanno conquistato persino il nobel per la pace: Beghin, Arafat, Mandela. Altri, governanti non lo sono mai diventati, in compenso sono stati venerati come padri della nazione, ad esempio il nostro Giuseppe Mazzini. Questo non prova proprio nulla.. sono sicuro che ci sono stati anche molti ex-pedofili che hanno lavorato in asili, solo che a loro non danno nobel, e allora?? QUOTE(Roderigo @ Dec 13 2006, 16:14) Si, ritengo che una persona possa scegliere se essere oppure no ladro, mafioso, terrorista, e invece non possa scegliere se essere oppure no pedofilo. Qui non siamo d'accordo, Scopenhauer diceva “E’ certo che un uomo può fare ciò che vuole, ma non può volere ciò che vuole” non si può ne scegliere se essere pedofilo o meno ma nemmeno se essere un ladro o meno, tutto dipende dalla nostra storia passata, se questo non è vero che senso ha spiegare un'azione umana dal punto di vista storico? QUOTE(Roderigo @ Dec 13 2006, 16:14) La pedofilia è un orientamento sessuale naturale. Chi lo prova, può solo scegliere se e come autoregolarsi. E' bene ricordarlo, esistono anche pedofili che mai commetterebbero violenza sui bambini. Ma nel caso di coloro che tale violenza hanno commesso, mi pare sia una norma di elementare precauzione evitare che costoro lavorino a contatto con i bambini. Allo stesso modo mi sembra norma elementare di precauzione evitare che chi ha attentato allo stato ci lavori dentro e pergiunta ai vertici. QUOTE(Roderigo @ Dec 13 2006, 16:14) Sono esistiti nel mondo, ex terroristi che una volta al governo hanno conquistato persino il nobel per la pace: Beghin, Arafat, Mandela. Altri, governanti non lo sono mai diventati, in compenso sono stati venerati come padri della nazione, ad esempio il nostro Giuseppe Mazzini. Questo non prova proprio nulla.. sono sicuro che ci sono stati anche molti ex-pedofili che hanno lavorato in asili, solo che a loro non danno nobel, e allora?? QUOTE(Roderigo @ Dec 13 2006, 16:14) Si, ritengo che una persona possa scegliere se essere oppure no ladro, mafioso, terrorista, e invece non possa scegliere se essere oppure no pedofilo. Qui non siamo d'accordo, Scopenhauer diceva “E’ certo che un uomo può fare ciò che vuole, ma non può volere ciò che vuole” non si può ne scegliere se essere pedofilo o meno ma nemmeno se essere un ladro o meno, tutto dipende dalla nostra storia passata, se questo non è vero che senso ha spiegare un'azione umana dal punto di vista storico? QUOTE(Roderigo @ Dec 13 2006, 16:14) Questo c'entra con uno specifico principio di precauzione. Diverso sarebbe il discorso se si volesse negare a queste persone qualsiasi possibilità di reinserimento sociale. Analogo principio, può escludere che ad un omicida sia concesso il porto d'armi o sia assunto nelle forze dell'ordine. Reinserire socialmente una persona è una cosa, mandarla al governo è un'altra QUOTE(Roderigo @ Dec 13 2006, 16:14) Se un ex terrorista viene eletto, designato, ad una carica pubblica, ciò succede, nonostante il suo passato, per merito del percorso successivo, per il lavoro che ha svolto, che gli ha dato una nuova legittimità. A me sembra invece che ciò succede perchè "Caino" o chi per lui è un simbolo ben spendibile in politica. Stesso motivo per cui la madre di Carlo Giuliani è in politica. (da questa strategia non è esente nemmeno la destra).
Roderigo
Dec 15 2006, 23:24
Se qui si sostiene che Sergio D'Elia e Susanna Ronconi, essendo stati in gioventù associati a organizzazioni terroristiche, non devono oggi, per punizione assoluta e definitiva, assumere cariche pubbliche, il discorso non lo condivido, però gli riconosco un senso che corrisponde ad una certa concezione della giustizia, diversa dalla mia.
Se invece si vuol sostenere che D'Elia e Ronconi, in virtù delle cariche rispettivamente di segretario della Camera e di membro della Consulta antidroga, possano subdolamente o apertamente (o non so come) rinverdire e rimettere in atto le loro strategie terroristiche contro lo stato, fuoriuscendo dall'ultradecennale «cammuffamento» di militante radicale non violento contro la pena di morte e di operatrice sociale del Gruppo Abele, allora non dico più nulla, perchè su questo piano è impossibile dimostrare qualsiasi cosa, così come è impossibile dimostrare l'inesistenza dei fantasmi.
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