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Forum di politica, cultura, società: 2006

Roderigo
La religione è l'oppio dei popoli?

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La religione è il sospiro della creatura oppressa, è l'anima di un mondo senza cuore, di un mondo che è lo spirito di una condizione senza spirito. Essa è l'oppio del popolo. Eliminare la religione in quanto illusoria felicità del popolo vuol dire esigere la felicità reale. L’esigenza di abbandonare le illusioni sulla sua condizione è l’esigenza di abbandonare una condizione che ha bisogno di illusioni.

(MARX, Critica alla filosofia hegeliana del diritto pubblico)


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QUOTE(Daruma @ Sep 22 2006, 14:31)
(...) Marx intendeva con la parola "Religioni" solamente i monoteismi dogmatici a lui noti: le tre religioni del "libro". E, seguendo Hegel e la sua presunzione di superiorità delle Filosofie Tedesca e Greca su quelle cosiddette orientali (il solito bianco/euro/occidento-centrismo DOGMATICO, non ti pare? emoticons_sor0046.gif ), non prese nemmeno in considerazione religioni non-dogmatiche o addirittura ANTIdogmatiche come il buddismo, il taoismo o l'induismo, che pure proprio in quegli anni cominciavano ad essere tradotte e conosciute in europa: Upanisad, 1799 - Sutra del Loto ,1822 ecc... Il disprezzo che mostra per il pensiero tutto (sovrastruttura) tranne il suo lo rende - per quanto apprezzabile sia stato in mille campi una persona criticabile.... o no?
Infatti se c'è un oppio dei popoli quello è il DOGMA, compreso quello Marxista! Qualsiasi Fede che spinge alla violenza senza senso critico è oppio.
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Il messaggio di Daruma segue da: *
Alex Svoboda
Come ho in qualche modo espresso in altri miei messaggi, e ripreso ottimamente dal messaggio di Daruma, le religioni diventano oppio dei popoli nel momento in cui s'impongono dogmaticamente addormentando il pensiero e la capacità critica, a queste religioni perciò s'accompagnano logicamente anche quelle 'fedi' di carattere politico sociale che intendono imporsi dogmaticamente, con l'uso della forza e della dittatura ma anche con l'imposizione prepotente e martellante di modelli (consumistico-materiali e capitalistici), che Daruma definisce come bianco/euro/occidento-centrismo DOGMATICO.

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Purtroppo però l'estrema diffusione sul pianeta di questo Oppio è proprio...
QUOTE('Alex Svoboda')
il nostro limite nel dover per forza di cose credere in qualcosa, sia esso un Dio che un Ideale o un Materiale consumistico, in qualche caso impersonato da qualche Santone o Dittatore o Imperatore, ci rende inevitabilmente degli oppressi dei 'sapiens' a metà, che non hanno ancora raggiunto davvero la consapevolezza di se' e dei propri limiti.

Roderigo

Ma la fede non dogmatica, non è ugualmente illusoria?

Chi crede, non ha comunque bisogno di una illusione?

Da cosa ha origine questo bisogno?

E se c'è bisogno, non c'è l'esigenza di liberazione dalla condizione che lo determina?
Alex Svoboda
Qua penso che Daruma abbia di che scrivere per rispondere...

Personalmente mi sono allontanato, penso definitivamente, da quel tipo di 'fede' dogmatica che non ti da' alcuna possibilità di guardare anche alle religioni in chiave critica, lasciandosi la possibilità di poter sempre mettere tutto in discussione, anche ciò in cui si pensa di credere.
Non so se una religione (non dogmatica?) come il Buddismo o altre orientali lo consentono (non sono così informato, sentiremo Daruma), il cattolicesimo e l'Islam sicuramente no.

Ad ogni modo ho citato il mio messaggio sul limite dell'evoluzione 'sapiens' dell'Uomo proprio perché per quanto ci si possa rendere conto, leggere Marx, distanziarsi da tutto, mettersi un nick che significa Libertà biggrin.gif, professarsi atei o agnostici, è molto facile ricadere in qualcuno di questi 'oppi' che una società come la nostra ci mette sotto il naso di continuo.
dehehi
Perchè? Il marxismo non è forse una religione? O perlomeno una forma di fede?
Alex Svoboda
E' proprio quello che dico io e qualcun altro wink.gif

La questione è questa: nel nostro limite di esseri umani cadiamo sempre nel credere in qualcosa che non possiamo dimostrare, giustificare, raggiungere con la ragione. Nel caso di una pensiero utopistico-idealista è il bisogno nel credere in un modello da realizzare, anche se non possiamo assolutamente dimostrare che sia giusto e naturale per l'umanità.

Per certi versi è proprio questo il modo in cui siamo consapevoli dei nostri piccoli limiti, non possiamo arrivarci razionalmente quindi dogmaticamente ci crediamo, oppure no.

Lo stesso modo in cui Albert Einstein si rendeva conto dei suoi limiti di scienziato nel teorizzare modelli fisici relativistici difficili da dimostrare o sperimentare con le tecnologie e le conoscenze dell'epoca. E nel riconoscere questi limiti si affascinava della grandezza di Dio, visto come quel limite scientifico infinito molto al di là da raggiungere...

Se anche le fedi non dogmatiche sono ugualmente illusorie? Probabilmente sì, l'importante è non vedersi imporre dei dogmi per il solo fatto che umanamente crediamo in qualcosa, con lo scopo di controllare il nostro comportamento e le nostre idee....
Roderigo
QUOTE(dehehi @ Sep 22 2006, 18:27)
Perchè? Il marxismo non è forse una religione? O perlomeno una forma di fede?
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Infatti...

«Non vorrei essere un marxista, per tutto l'oro del mondo»
(Karl Marx)
alessandra
Io andrei ancora oltre la religione e l'ideologia. Parlerei di certezze.
Le certezze addormentano la ragione.
Bluette


Anche le eccessive incertezze! biggrin.gif
Roderigo

Eh si, ritornando in argomento, la risposta di dehehi (e in parte quella di Alex) è più una chiamata di correo, che non una smentita della citazione di Marx.
Alex Svoboda
Sì, può essere così.

Certo è che se ha detto questo:
«Non vorrei essere un marxista, per tutto l'oro del mondo»
Il filosofo denota straordinaria maturità e lungimiranza, riconoscendo i limiti del proprio stesso pensiero, ma in questa ironica frase secondo me voleva proprio mettere in guardia dal non prendere troppo per 'assolute' le sue tesi.
La mia prof di Filosofia, con cui non andavo PER NIENTE daccordo, diceva appunto che ogni modello filosofico va sempre guardato in chiave critica, alla giusta distanza, senza sposarne incondizionamente le 'certezze', che come diceva Alessandra, hanno il loro effetto soporifero...
Ero in opposizione a quella prof su tutta la linea, ma quel suo fondamentale concetto l'ho poi fatto mio... (anche perché lei tanto 'critica' non riusciva ad esserlo!) emoticons_sor0046.gif
Daruma
Allora, riproviamo un'altra volta una cosa alla volta (l'altro giorno uno spiritello cattivo mi ha cancellato un'ora di ...capolavoro! tongue.gif )

QUOTE(Roderigo @ Sep 22 2006, 15:42)
Ma la fede non dogmatica, non è ugualmente illusoria?
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Certo (chissà se questa è una "certezza"?). Ma una è un'illusione liberatoria, non un'illusione schiavizzatrice.
QUOTE(Roderigo @ Sep 22 2006, 15:42)
Chi crede, non ha comunque bisogno di una illusione?
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Certo (aridàje!). Ma l'essere umano potrebbe vivere senza avere fede - o almeno fiducia - in qualcosa? (p.es. fede in se stesso, nella vita, nel futuro, nell'amore ecc...) In sanscrito la parola si divide in due : Bhakti è la fede in qualcosa di superiore, p.es. un Dio come Vishnu o un'altra delle sue innumerevoli forme/trasformazioni. Shradda, di solito tradotto "fede", è invece secondo me reso con fiducia, poichè implica a un tempo fede nell'obiettivo da raggiungere e contemporaneamente nella propria abilità a raggiungere quell'obiettivo (nella fattispecie, l'illuminazione, la "liberazione" (mukti, moksa) o quant'altro...) , "fiducia in sè". Insomma, implica una visione meno incline al fanatismo e al dogmatismo del medesimo concetto.
QUOTE(Roderigo @ Sep 22 2006, 15:42)
Da cosa ha origine questo bisogno?
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Ha origine dalla sofferenza. E qui Marx e p.es. il Budda si incontrano. Nell'analisi, ma non nel metodo.
QUOTE(Roderigo @ Sep 22 2006, 15:42)
E se c'è bisogno, non c'è l'esigenza di liberazione dalla condizione che lo determina?
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Appunto. Sentiamo le cosiddette "quattro nobili verità" (chaturta arya SATYA), fondamentali nel buddismo cosiddetto "antico" (theravada): 1 - Esiste il dolore. ( Dukka: insoddisfazione, afflizione, disagio, alienazione ecc.) 2 - Esistono CAUSE per l'origine del dolore. 3 - Esiste una LIBERAZIONE dal dolore (questo è l'unico punto che richiede un pò di Sràdda, ma non Bakti! Nel nirvana p.es. , che significa semplicemente estinzione del dukka.) 4 - Esite una via, un METODO per giungere al superamento del dolore, e questo generalmente consiste nella comprensione e nella rimozione delle cause della sofferenza.

Fin qui mi pare che il vecchio Pelato e il vecchio Barbuto dicano la stessa cosa. vediamo allora dove differiscono.
QUOTE(Roderigo @ Sep 22 2006, 15:24)
La religione è l'oppio dei popoli?

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La religione è il sospiro della creatura oppressa, è l'anima di un mondo senza cuore, di un mondo che è lo spirito di una condizione senza spirito. Essa è l'oppio del popolo. Eliminare la religione in quanto illusoria felicità del popolo vuol dire esigere la felicità reale. L’esigenza di abbandonare le illusioni sulla sua condizione è l’esigenza di abbandonare una condizione che ha bisogno di illusioni.

(MARX, Critica alla filosofia hegeliana del diritto pubblico)


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Il messaggio di Daruma segue da: *
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Secondo me l'unica ma fondamentale ma unica differenza si riscontra al quarto punto. Il metodo, la "risposta": da una parte si ammette la violenza come risposta necessaria, dall'altra no. O meglio, forse, nella diversa interpretazione dell'idea di "violenza" . Sembra quasi la differenza tra l'occhio per occhio e una visione alternativa, l'A-HIMSA, normalmante tradotta "non-violenza", un concetto che, lungi dall'essere stato inventato da Gandhi, è un concetto fondativo della maggior parte delle Filos. Orient., ad es. lo Yoga, l'induismo, il budd., il jainismo ma anche il Taoismo e via dicendo.

Non dimentichiamoci però che "violenza" include l'idea di un' attacco, di un'aggressione: non è violenza difendersi dalla violenza. Infatti non si tratta di porgere l'altra guancia o magari il culo - ricordiamoci che p.es. il buddismo tramite lo zen (incontro tra spirito indiano e cinese) ha inventato, o mejo scoperto le cosiddette "arti marziali" (Eh, Marzia? emoticons_sor0046.gif ) tra cui il famoso Karate ( Kong fu - "Mano Vuota", ovvero senza l'arma), ma anche l'arte di difendersi con le armi (kendo, bushido ecc...)

Qui fondamentale è rispondere all'attacco, non attaccare per primi. Ciò implica resistenza, rafforzamento, pazienza, preparazione e non cadere nei tranelli dell'avversario, colui che aggredisce.

Insomma l'attacco e l'aggressione non sono una scorciatoia, ma un'allungatoia alla risoluzione del problema, poichè include inasprimento e non comunicazione tra LE PARTI.

Ma aldilà di questo:

L’esigenza di abbandonare le illusioni sulla sua condizione è l’esigenza di abbandonare una condizione che ha bisogno di illusioni.

Tra i due, il più ILLUSO mi sembra proprio il vecchio Karl: egli sembra troppo fiducioso che nella rimozione delle cause "materiali" del disagio, automaticamente si ottenga uno stato di felicità, o almeno la "liberazione". In ciò era vittima dell'eccessiva fiducia anzi FEDE tongue.gif positivistica del suo tempo nel progresso ecc. Oggi noi sappiamo che non è proprio così, perchè vediamo ricchi spendere cifre impensabili per le peggio fesserie e poveri che appena emancipati dal bisogno anzichè aiutare, cominciano a sfruttare i propri ex compagni.

QUOTE(Roderigo @ Sep 23 2006, 00:27)
«Non vorrei essere un marxista, per tutto l'oro del mondo»
(Karl Marx)
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"Se non uccidi il Budda, non incontri il Budda."
(Lin Chi I Hsuan - jap. Rinzai Gigen)

Carlo qui dimostra di avere capito una verità - illuministica? illuminante? Illuminazione (sàtori frech11.gif )? fondamentale. Nessuno è perfetto, pensa con la tua testa.

Siddharta Gautama al suo cugino Ananda, che stava piangendo sul suo letto di morte (parinivana), "come faremo senza di te?", rispose. "Sii luce a te stesso, Ananda!"... E poi c'è anche Socrate e compagnia.

Nietzche, che tramite il vecchio (un'altro!) Schopen. aveva studiato anche le "rel." orientali, nell'"Anticristo" afferma: "Non ce l'ho con Cristo o col Budda (che anzi è ancora più fico"), bensì con i cristiani e i buddisti!"

Insomma W l'Originale e M le fotocopie, che sono i primi traditori del loro stesso maestro, ammesso che sia stato un buon maestro ovverossia un creatore di Maestri e non d'allievi.
E per concludere, un buon originale non crede dogmaticamente alle proprie idee, bensì in se stesso.

Ieri ero stato molto meno prolisso, ma sapete com'è...

iHasta la victoria Siempre!

A proposito, chi s'è fregato la mia PIPETTA D'OPPIO?

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Daruma
Comunque per me vale questo: ogni fede, religiosa, politica, o filosofica (p.es. Fede Cieca - Acritica - nella Ragione o nella Scienza o nel concetto di "Materia") dipende dall'uso che se ne fa: anzi le dividerei - per semplificare il discorso in due sole categorie:

1 - Fede nella Guerra (assassinio, odio, antipatia) per risolvere il Conflitto.

2 - Fede nella Pace (dialogo, amore, simpatia) per risolvere il Conflitto.

Infatti - per concludere temporaneamente l'argomento, visto che Nessuno ha replicato - è come la medicina (pharmakon) che diventa veleno (pharmakon) se viene abusata, o il veleno che diviene medicina se usato bene, nel giusto modo.

Infatti l' Oppio e una famosa medicina/veleno, utilissima per riposare un pò...

Ed io sono un noto Antiproibizionista!
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Chi offre di più?
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