Allora, riproviamo un'altra volta una cosa alla volta (l'altro giorno uno spiritello cattivo mi ha cancellato un'ora di ...capolavoro!

)
QUOTE(Roderigo @ Sep 22 2006, 15:42)
Ma la fede non dogmatica, non è ugualmente illusoria?
Certo (chissà se questa è una "certezza"?). Ma una è un'illusione liberatoria, non un'illusione schiavizzatrice.
QUOTE(Roderigo @ Sep 22 2006, 15:42)
Chi crede, non ha comunque bisogno di una illusione?
Certo (aridàje!). Ma l'essere umano potrebbe vivere senza avere fede - o almeno fiducia - in qualcosa? (p.es. fede in se stesso, nella vita, nel futuro, nell'amore ecc...) In sanscrito la parola si divide in due :
Bhakti è la fede in qualcosa di superiore, p.es. un Dio come Vishnu o un'altra delle sue innumerevoli forme/trasformazioni.
Shradda, di solito tradotto "fede", è invece secondo me reso con
fiducia, poichè implica a un tempo
fede nell'obiettivo da raggiungere e contemporaneamente nella propria abilità a raggiungere quell'obiettivo (nella fattispecie, l'illuminazione, la "liberazione" (mukti, moksa) o quant'altro...) ,
"fiducia in sè". Insomma, implica una visione meno incline al fanatismo e al dogmatismo del medesimo concetto.
QUOTE(Roderigo @ Sep 22 2006, 15:42)
Da cosa ha origine questo bisogno?
Ha origine dalla sofferenza. E qui Marx e p.es. il Budda si incontrano. Nell'analisi, ma non nel metodo.
QUOTE(Roderigo @ Sep 22 2006, 15:42)
E se c'è bisogno, non c'è l'esigenza di liberazione dalla condizione che lo determina?
Appunto. Sentiamo le cosiddette
"quattro nobili verità" (chaturta arya SATYA), fondamentali nel buddismo cosiddetto "antico" (theravada): 1 - Esiste il dolore. ( Dukka: insoddisfazione, afflizione, disagio, alienazione ecc.) 2 - Esistono CAUSE per l'origine del dolore. 3 - Esiste una LIBERAZIONE dal dolore (questo è l'unico punto che richiede un pò di
Sràdda, ma non
Bakti! Nel nirvana p.es. , che significa semplicemente
estinzione del dukka.) 4 - Esite una via, un METODO per giungere al superamento del dolore, e questo generalmente consiste nella comprensione e nella rimozione delle
cause della sofferenza.
Fin qui mi pare che il vecchio Pelato e il vecchio Barbuto dicano la stessa cosa. vediamo allora dove differiscono.
QUOTE(Roderigo @ Sep 22 2006, 15:24)
La religione è l'oppio dei popoli?
La religione è il sospiro della creatura oppressa, è l'anima di un mondo senza cuore, di un mondo che è lo spirito di una condizione senza spirito. Essa è l'oppio del popolo. Eliminare la religione in quanto illusoria felicità del popolo vuol dire esigere la felicità reale. L’esigenza di abbandonare le illusioni sulla sua condizione è l’esigenza di abbandonare una condizione che ha bisogno di illusioni.
(MARX, Critica alla filosofia hegeliana del diritto pubblico)* * *
Il messaggio di Daruma segue da:

Secondo me l'unica ma fondamentale ma unica differenza si riscontra al quarto punto. Il metodo, la "risposta": da una parte si ammette la violenza come risposta necessaria, dall'altra no. O meglio, forse, nella diversa interpretazione dell'idea di "violenza" . Sembra quasi la differenza tra
l'occhio per occhio e una visione alternativa, l'A-HIMSA, normalmante tradotta "
non-violenza", un concetto che, lungi dall'essere stato inventato da Gandhi, è un concetto fondativo della maggior parte delle Filos. Orient., ad es. lo Yoga, l'induismo, il budd., il jainismo ma anche il Taoismo e via dicendo.
Non dimentichiamoci però che "violenza" include l'idea di un' attacco, di un'aggressione: non è violenza difendersi dalla violenza. Infatti
non si tratta di
porgere l'altra guancia o magari il culo - ricordiamoci che p.es. il buddismo tramite lo zen (incontro tra spirito indiano e cinese) ha inventato, o mejo scoperto le cosiddette "arti marziali" (Eh, Marzia?

) tra cui il famoso Karate ( Kong fu - "Mano Vuota", ovvero senza l'arma), ma anche l'arte di difendersi con le armi (kendo, bushido ecc...)
Qui fondamentale è
rispondere all'attacco, non attaccare per primi. Ciò implica resistenza, rafforzamento, pazienza, preparazione e non cadere nei tranelli dell'avversario, colui che aggredisce.
Insomma l'attacco e l'aggressione non sono una scorciatoia, ma un'allungatoia alla risoluzione del problema, poichè include inasprimento e non comunicazione tra LE PARTI.
Ma aldilà di questo:
L’esigenza di abbandonare le illusioni sulla sua condizione è l’esigenza di abbandonare una condizione che ha bisogno di illusioni.Tra i due, il più ILLUSO mi sembra proprio il vecchio Karl: egli sembra troppo fiducioso che nella rimozione delle cause "materiali" del disagio, automaticamente si ottenga uno stato di felicità, o almeno la "liberazione". In ciò era vittima dell'eccessiva fiducia anzi FEDE

positivistica del suo tempo nel progresso ecc. Oggi noi sappiamo che non è proprio così, perchè vediamo ricchi spendere cifre impensabili per le peggio fesserie e poveri che appena emancipati dal bisogno anzichè aiutare, cominciano a sfruttare i propri ex compagni.
QUOTE(Roderigo @ Sep 23 2006, 00:27)
«Non vorrei essere un marxista, per tutto l'oro del mondo»
(Karl Marx)
"Se non uccidi il Budda, non incontri il Budda."
(Lin Chi I Hsuan - jap. Rinzai Gigen)
Carlo qui dimostra di avere capito una verità - illuministica? illuminante? Illuminazione (sàtori

)? fondamentale. Nessuno è perfetto, pensa con la tua testa.
Siddharta Gautama al suo cugino Ananda, che stava piangendo sul suo letto di morte (parinivana), "come faremo senza di te?", rispose. "Sii luce a te stesso, Ananda!"... E poi c'è anche Socrate e compagnia.
Nietzche, che tramite il vecchio (un'altro!) Schopen. aveva studiato anche le "rel." orientali, nell'"Anticristo" afferma: "Non ce l'ho con Cristo o col Budda (che anzi è ancora più fico"), bensì con i cristiani e i buddisti!"
Insomma W l'Originale e M le fotocopie, che sono i primi traditori del loro stesso maestro, ammesso che sia stato un buon maestro ovverossia un creatore di Maestri e non d'allievi.
E per concludere, un buon originale non crede dogmaticamente alle proprie idee, bensì in se stesso.
Ieri ero stato molto meno prolisso, ma sapete com'è...
iHasta la victoria Siempre!
A proposito, chi s'è fregato la mia PIPETTA D'OPPIO?