Preservativi, un dossier per il Papa

Benedetto XVI è molto preoccupato per l'Aids.
Voci di Curia: si va verso l'apertura
GIACOMO GALEAZZI

Benedetto XVI è molto preoccupato per l'Aids.
Voci di Curia: si va verso l'apertura
GIACOMO GALEAZZI
CITTA' DEL VATICANO
Benedetto XVI, preoccupato per il diffondersi dell’Aids, chiede un dossier sul preservativo come strumento di prevenzione sanitaria. Si stringono i tempi per un possibile «manuale» con le indicazioni della Chiesa sull’uso del condom. Non si sa ancora se la Chiesa confermerà il «no» al profilattico o se introdurrà qualche elemento di permissività (all’interno di una coppia di coniugi, di cui uno sieropositivo), ma è ormai sicuro che il Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute ha terminato il suo studio scientifico e teologico-morale sull’utilizzo del preservativo.
Una fase preliminare
«Il dossier sul profilattico come mezzo di prevenzione dell’Aids non mette in discussione la tradizionale condanna della Chiesa del libertinaggio sessuale e di ogni rapporto prematrimoniale, in particolare omosessuale», precisa il ministro vaticano della Sanità Javier Lozano Barragan.
Il dossier, duecento pagine su uno dei problemi più controversi del Magistero, è ora «allo studio» della Congregazione della dottrina della fede. «Il nostro dicastero non ha competenze dottrinali, ma solo pastorali, perciò il testo viene analizzato dal dicastero competente, poi passerà al Papa- precisa il cardinale Barragan - Attendiamo una parola su ciò che sia più conveniente su questo tema». Non si sa se ciò porterà ad una revisione dell’attuale dottrina, ma è ritenuto significativo che il Papa abbia chiesto un dossier sul preservativo come strumento di prevenzione per l’Aids.
Dal «no» alla discussione
«Pur trattandosi ancora di una fase di studio, di acquisizione di informazioni - evidenziano in Curia-. Il gesto del Pontefice è una novità ed è importante che il dossier degli scienziati e teologi morali esprima anche posizioni più comprensive e aperte». Come dire, un segno di apertura. «Alla luce della mutata situazione si valuta se possano essere rivisto il no assoluto dell’enciclica Humanae Vitae di Paolo VI - spiega un dirigente del Sant’Uffizio -. All’epoca Papa Montini non accolse la tesi della commissione che, a maggioranza, aveva votato per la liberalizzazione dell’uso del profilattico e stabilì che l’atto coniugale degli sposi deve sempre essere procreativo ed unitivo. Ora si tratta di stabilire se siano conciliabili coi principi della morale alcune eccezioni per fatti nuovi come l’emergenza Aids». Domani e venerdì se ne discuterà in Curia anche al convegno internazionale su «Aspetti pastorali della cura delle malattie infettive».
L’annuncio dell’iniziativa papale è arrivato nel giorno di pubblicazione del rapporto dell’Oms sulla diffusione del virus dell’Hiv: 40 milioni di persone contagiate nel mondo, di queste la maggior parte nell’Africa sub-sahariana: 24,7 milioni (pari al 63%). Negli ultimi dodici mesi sono state registrate 4,3 milioni di nuove infezioni, e 2,9 milioni di decessi. E in Africa nel 2010 un giovane su tre morirà di Aids prima di arrivare a trent’anni. Una possibile «svolta» che risente del dibattito ecclesiale sulla revoca della condanna vaticana del condom. Per la prima volta una conferenza episcopale europea, quella francese, ha dichiarato «necessario» il profilattico per sfuggire al contagio. Sì al condom come mezzo di prevenzione sanitaria anche dal primate del Belgio Godfried Danneels.
Da La Stampa.it di oggi