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Forum di politica, cultura, società: 2006

alessandra
NEL MONDO 39,5 MILIONI DI PERSONE
VIVONO CON IL VIRUS HIV


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GINEVRA - Un totale di 39,5 milioni di persone nel mondo vivono con il virus Hiv, 2,6 milioni in più rispetto al 2004, secondo l'ultimo Rapporto annuale del Programma congiunto delle Nazioni Unite sull'Hiv-Aids (UNAIDS) reso noto oggi a Ginevra. Ecco la tabella ricapitolativa dell'epidemia da Hiv-Aids nel 2006 nel mondo.

NUMERO DI PERSONE CHE VIVONO CON L'HIV NEL 2006
TOTALE 39,5 milioni
adulti 37,2 milioni
donne 17,7 milioni
bambini(-15 anni) 2,3 milioni

NUMERO DI NUOVE INFEZIONI HIV NEL 2006
TOTALE 4,3 milioni
adulti 3,8 milioni
bambini 530mila

DECESSI DOVUTI ALL'AIDS NEL 2006
TOTALE 2,9 milioni
adulti 2,6 milioni
bambini 380mila



ONU, EPIDEMIA CONTINUA A CRESCERE
L'epidemia mondiale di Aids continua a crescere: secondo gli ultimi dati delle Nazioni Unite sull'epidemia, pubblicati oggi a Ginevra, un totale di 39,5 milioni di persone sono affette dal virus Hiv, 2,6 milioni in più rispetto al 2004.
Nel 2006, precisa il rapporto del Programma congiunto dell'Onu sull'Hiv-Aids (Unaids), 2,9 milioni di persone sono morte di malattie legate all'Aids e sono state registrate 4,3 milioni nuove infezioni (400.000 in più rispetto al 2004), di cui 2,8 milioni (65%) nell'Africa sub-saharina e con importanti
aumenti in Europa Orientale ed Asia Centrale, dove i dati indicano che i tassi di infezione sono aumentati oltre il 50% dal 2004.
Il numero delle persone che vivono con l'Hiv è aumentato in tutte le regioni del mondo nel corso degli ultimi anni, ma l'Africa subsahariana resta la regione del mondo più colpita.

Da ANSA di oggi

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Roderigo
Oggi si celebra la giornata mondiale contro il virus, comparso 25 anni fa

Aids, appello di Annan: «Farmaci meno cari»

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Foto Ansa *

Il segretario delle Nazioni Unite sprona i leader del mondo ad intervenire:
tutti si assumano l'impegno. In italia 140 mila casi


MARGHERITA DE BAC

ROMA — Un richiamo ai governi e ai singoli cittadini perché abbiano «maggiore responsabilità nel condurre la lotta contro il flagello dell'Aids, la più grande sfida della nostra generazione». Luci e ombre nel messaggio di Kofi Annan per la giornata mondiale dedicata alla pandemia comparsa 25 anni fa.

Il segretario Onu ha riconosciuto i grandi successi, ma ha esortato a non demordere: «Per troppo tempo abbiamo evitato di guardare in faccia la realtà. Dall'inizio degli anni '90 l'atteggiamento è cambiato. Sono state investite risorse finanziarie. Oggi i malati hanno migliore accesso alle cure. C'è bisogno di una volontà politica senza precedenti». Annan si è ha rivolto a leader di governo, ministri, parlamentari: «Tutti devono assumersi questo impegno». L'accessibilità ai farmaci, soprattutto ai più giovani, resta il problema più urgente. Durante una visita in India l'ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton ha annunciato un accordo con due case farmaceutiche che forniranno antiretrovirali in dosi pediatriche a costi economici. In Italia la Giornata troverà il culmine politico nell'evento programmato a Roma, alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del ministro della Salute. «Il fulcro del nostro impegno è la presa in carico del paziente. L'Aids è la malattia dei poveri, quindi non solo cure ma anche assistenza sociale - traccia le linee di azione Livia Turco - Non deve esserci ipocrisia nella prevenzione».

In 23 anni nel nostro Paese il virus dell'Hiv ha infettato tra 140 mila e 180 mila persone. Circa 110-130 mila sono ancora in vita grazie a trattamenti sempre più efficaci che hanno trasformato la sindrome dell'immunodeficienza acquisita in una malattia cronica. Circa 40 mila i morti. Il problema è la scarsa informazione dei giovani, che sottovalutano il rischio del contagio o non lo considerano affatto, secondo l'indagine presentata al convegno Anlaids. Su 1.500 ragazzi, il 16% crede erroneamente che l'infezione si possa prevenire con l'anticoncezionale.

01 dicembre 2006
http://www.corriere.it

* La mascotte della sfilata per la sensibilizzazione all'uso del profilattico come sistema di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili svoltasi a Bangkok, in Thailandia, in occasione della Gioranta mondiale per la lotta all'Aids. La Thailandia è uno dei Paesi asiatici in cui l'Aids è particolarmente diffuso
Roderigo
E intanto il Telefono Verde Aids dell'Iss diventa poliglotta

Hiv: 3.500 nuove infezioni all'anno in Italia

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Foto AP

L'infettivologo Mauro Moroni: «Si sta perdendo la percezione del rischio.
A Milano un tavolo tra Comune e associazioni di volontari

ROMA - «Le stime del numero di persone che si contagiano con l'Hiv in Italia è di circa 3.500 l'anno». Lo ha detto Mauro Moroni , direttore del dipartimento di malattie infettive dell'ospedale Luigi sacco, di Milano, durante una seduta congiunta al Comune di Milano la Commissione politiche sociali e la Commissione salute, insieme ai rappresentanti delle associazioni di volontariato. « Sono quasi una ogni due ore, anche se per fortuna il numero di malati continua a diminuire. Vediamo però una ripresa di malattie sessualmente trasmesse come la sifilide, e questo ci fa pensare che l' attenzione per l'igiene sessuale stia rapidamente scemando. Oggi i giovani non sanno nulla di questa malattia, anche perchè si va perdendo la percezione del rischio».
«Scopo dell'incontro» ha sottolineato l'infettivologo, è anche quello «di fare in modo che il primo dicembre, giornata mondiale per la lotta all'Aids, non sia solo una meteora, che la lotta non si concluda alle 23.59 di stasera, per poi evitare di parlare di Aids fino al prossimo primo dicembre».

SERVE L' INFORMAZIONE IN OGNI SCUOLA - I temi su cui si sono confrontati gli esperti e i volontari sono state le campagne di informazione sul tema dell'Aids nelle scuole, gli aspetti socio-assistenziali della malattia, il tema ancora poco sostenuto dell'accesso alle cure per i carcerati.
Le associazioni, che sono già impegnate in campagne di informazione rivolte ad esempio alle scuole, hanno chiesto un'audizione alle Commissioni, con l' intento di proporre una collaborazione tra il volontariato e le istituzioni nella lotta all'Aids, ma anche alla scarsità di informazione. Il problema dell'Aids è particolarmente preoccupante a Milano, dove si accumula la maggior parte dei malati lombardi. Inoltre, la Lombardia raccoglie circa un terzo di tutti i malati di Aids presenti in Italia, stimati intorno ai 150 mila.

TELEFONO VERDE IN OTTO LINGUE - Sul fronte dell'informazione da segnalare intanto il miglioramento del servizio del Telefono Verde Aids (800-861061) dell'Istituto Superiore di Sanità, che ora offre un servizio di counseling telefonico rispondendo in ben 8 lingue. Inoltre, come ogni anno per l'occasione, effettua un orario allungato dalle 10 alle 18. Il Telefono Verde Aids da quasi 20 anni offre ogni giorno dalle 10 alle 13 un servizio qualificato di counseling telefonico a chi vuole ricevere informazioni sull'infezione da HIV Ora le risposte saranno date in francese, inglese, spagnolo, russo, rumeno, arabo e cinese, oltre che naturalmente italiano.

SOTTO I TERGICRISTALLI «NON MULTA» PER L'AFRICA - Un'altra iniziativa in occasione della giornata mondiale dell'Aids è la «non multa per l'Africa». Sotto i tergicristalli, gli automobilisti di Milano, Roma e Brescia in questi giorni troveranno quella che, a prima vista, sembrerà una contravvenzione. Ma in realtà è un volantino attraverso cui il Cesvi (Cooperazione e Sviluppo) ha scelto di sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema della diffusione dell'Hiv/Aids in Africa. Il testo: «In data odierna, pochi minuti fa, il suo veicolo era regolarmente parcheggiato nell'apposita area di sosta, secondo quanto stabilito dal codice della strada. Rilevato che tale condotta non costituisce violazione della legge, lei ha risparmiato 35 euro» recita la multa, con tanto di bollettino rosa per il pagamento, che si conclude con l'invito a «utilizzare tale somma o parte di essa a sostegno di specifici progetti umanitari come "Fermiamo l'Aids sul nascere del Cesvi». Il progetto attivato nel 2001 nel piccolo ospedale Saint Albert in Zimbabwe, mira a ridurre la trasmissione del virus dalle mamme sieropositive ai neonati attraverso una terapia farmacologia, a cui si aggiungono un programma di prevenzione e assistenza alimentare e psicologica, assistenza medica per i malati di Aids, campagne educative e di prevenzione, creazione di strutture di accoglienza e di lotta all'esclusione sociale per gli orfani dell'Aids. Questo programma di lotta all'Hiv/Aids è stato poi esteso anche in Sudafrica, dove rientra in un progetto contro le violenze alle donne, e nella Repubblica Democratica del Congo, attraverso le attività delle cellule psicosociali per le persone colpite dal virus, ora applicate a un nuovo intervento sanitario integrato contro le tre endemie TBC/Aids/Malaria. Solo in Zimbabwe, unico paese africano dove, secondo gli ultimi dati dell'Organizzazione Mondiale per la Sanità, la diffusione dell'Hiv è in calo, i risultati del progetto, come comunicato dall'Ong, sono ottimi: 22.000 donne sottoposte al test Hiv e seguite con appoggio psicologico durante tutto l'iter di progetto; 2.000 bambini fuori pericolo di contagio; 1.400 operatori sanitari formati e oltre 200.000 persone sensibilizzate sul tema e sulle possibilità di prevenzione, 11 ospedali aderenti al progetto. Oltre al bollettino allegato alla "non multa", ci sono altri mezzi per contribuire ai progetti Cesvi in Africa: da oggi al primo gennaio 2007, tutti i clienti Tim, Vodafone, Wind e Tre possono donare un Euro, pari a un giorno di vita per una mamma africana sieropositiva, inviando dal loro cellulare un sms al numero unico 48584.


01 dicembre 2006
http://www.corriere.it
Roderigo
Manifestazioni e iniziative in tutto il mondo per celebrare la giornata della lotta contro la malattia. In Cina opuscoli informativi su tutti i taxi

Bush: "Astinenza unico mezzo sicuro
per la prevenzione dell'Aids"


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Foto Ap (*)

L'appello dell'Oms:
"Le categorie più a rischio sono quelle meno raggiunte da prevenzione e cure"

WASHINGTON - Il presidente americano George W. Bush, in occasione della Giornata Mondiale contro l'Aids, ha ribadito l'impegno degli Stati Uniti nella lotta mondiale contro la malattia e ha sostenuto che l'astinenza sessuale è "l'unico mezzo sicuro" per evitare la diffusione del virus Hiv, all'origine della malattia.

"In questa Giornata mondiale contro l'Aids - ha detto Bush in un comunicato reso noto alla vigila della Giornata Mondiale, di cui una copia è stata inviata al segretario generale dell'Onu Kofi Annan - noi sottolineamo il nostro impegno a combattere la pandemia con determinazione. Gli Stati Uniti sono in prima linea nel mondo nella lotta contro l'Aids".

In tutto il mondo sono in programma una serie di iniziative per celebrare la giornata dell'impegno contro il flagello dell'Aids, che continua a colpire senza tregua. In Gran Bretagna il quotidiano The Independent è uscito oggi completamente in rosso, per celebrare la giornata. E il motore di ricerca Google ha in homepage il fiocco rosso, che rimanda ad una pagina di link con tutte le ultime informazioni e le iniziative in programma.

In Cina, dove il numero dei contagi ha subito un picco allarmante nell'ultimo anno, prendono il via oggi diverse iniziative per la prevenzione delle infezioni da Hiv. Opuscoli informativi sulla malattia si troveranno, da oggi per dieci giorni, in cinquemila taxi di Pechino.
Stasera e domani poi, la televisione pubblica CCTV trasmetterà "A closer walk", pluripremiato documentario sull'AIDS del 2003 con interviste a medici e malati, che le autorità avevano finora bandito (in onda andrà comunque una versione ridotta, senza i due minuti di intervista al Dalai Lama, il leader spirituale dei buddisti del Tibet).

Il problema principale in Cina rimane infatti la scarsa consapevolezza della malattia - secondo quanto dichiarato ieri dal viceministro per la salute, Wang Longde, "a cominciare dagli stessi quadri di partito". Per questo le autorità di Pechino hanno anche deciso di promuovere nei prossimi cinque anni l'uso del preservativo tra gli almeno dieci milioni di omossessuali cinesi, considerati una categoria a rischio e che ricorre a rapporti protetti solo in un caso su cinque.

Oggi l'Oms ha lanciato un nuovo appello: sono proprio le categorie più a rischio di contagio, come chi fa uso di droghe pesanti e chi lavora nell'industria del sesso, quelle meno raggiunte dai programmi di prevenzione e cura per la malattia.

Solo 1,6 milioni di persone - pari al 24 per cento dei 6,8 milioni che hanno bisogno di una terapia a lungo termine - riescono a ricevere le cure, denuncia Andres Nordstrom, il direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. "C'è ancora molta strada da fare - ha detto ancora Nordstrom - per poter garantire farmaci a chi ne ha bisogno", richiamando ancora una volta il mondo ad assumersi la propria responsabilità nella lotta contro la malattia, "l'emergenza più grave della nostra generazione", come l'ha definita il segretario generale dell'Onu Kofi Annan.

1 dicembre 2006
http://www.repubblica.it/

(*) La distribuzione di profilattici e materiale informativo da parte di alcuni sanitari in una strada di Shanghai, in Cina
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