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foglie di acqua
Lo indicano elettroencefalogramma e risonanza magnetica funzionale

Cervello:
la bellezza balsamo antidolore



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Se si guarda qualcosa di bello diminuisce la percezione del dolore. Lo dimostra una ricerca condotta da un neurologo italiano





ROMA - La bellezza è un balsamo per lo spirito ma anche per il corpo. Gli occhi se ne saziano e quella vista allevia le pene fisiche. A dimostrarlo è una ricerca guidata da Fabrizio Vinci, neurologo dell'IRCCS San Raffaele Pisana, di Roma, secondo cui la percezione di uno stimolo doloroso diminuisce se una persona può contemporaneamente godere della visione di qualcosa che risponda ai canoni di bellezza classica. La ricerca è stata presentata nel corso della conferenza dal titolo «La Neuroestetica fra Neuroscienze, Filosofia ed Arte« presso l'IRCCS romano.
La percezione della bellezza è uno stimolo elettrizzante, nel vero senso della parola, per il cervello, e infatti Vinci, con il suo esperimento, è riuscito a mettere in luce proprio i segnali elettrici che vengono trasmessi nei centri nervosi coinvolti nella percezione del bello a seguito di uno stimolo visivo.

L'ESPERIMENTO - La percezione di ciò che noi definiamo bello ha basi neurologiche largamente inesplorate. Vinci si è concentrato sullo studio della percezione del dolore e della percezione estetica usando l'elettroencefalogramma (EEG) grafico avanzato e una metodologia complessa detta correlazione frattale. «Con l'elettroencefalogramma a 52 canali o elettrodi - spiega il neurologo - si riescono a ricostruire le cosiddette mappe cerebrali e le differenze di potenziale determinate dagli stimoli derivanti dalla bellezza», cioè la risposta elettrica del cervello alla vista di qualcosa di bello. Inoltre, grazie alla risonanza magnetica funzionale si possono osservare le aree che si attivano duramente guardiamo un dipinto, un volto, un paesaggio. Rilevando l'attività cerebrale di volontari con questi strumenti, dunque, e sottoponendo gli stessi a stimoli dolorosi mentre i loro occhi erano rapiti da qualcosa che risponde ai canoni di bellezza classica, spiega Vinci, si constata che la percezione di uno stimolo doloroso si riduce. Infine stimoli indotti da qualcosa che ci appare bello, accendono determinate aree del cervello, conclude l'esperto; insieme questi risultati lasciano pensare che la bellezza abbia un potere notevole sul cervello umano addirittura aiutando a lenire il dolore fisico.


12 ottobre 2006

http://www.corriere.it
glicine


Bellezza, Storia di un’idea dell’occidente

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http://www.beautyandwellness.it


Bellezza non è una storia dell’arte e neppure una storia dell’estetica; si avvale tuttavia della storia dell’arte e della storia dell’estetica per delineare quali idee del Bello abbiano caratterizzato la sensibilità a partire dalla cultura antica sino ai nostri giorni. Questo titolo nasce da un progetto di Renate e Umberto Eco: pensato come un libro, esso trova nel formato del Cd-Rom lo strumento più adatto ad esprimerne la natura dialogica, comparativa, multimediale.

Bellezza è sensibile a molti tipi di fenomeni: alle arti visuali, architettura e design compresi, certamente, ma anche alle arti della parola, alla musica, alla danza, alle arti applicate, all’abbigliamento e persino alla scienza laddove essa per conoscere si faccia guidare anche dalla Bellezza, o all’arte culinaria, laddove essa si metta al servizio della Bellezza.
Come si vede saranno di volta in volta artisti e pensatori, ma anche comportamenti, a porre all’attenzione un determinato ambito quale fonte o manifestazione della Bellezza.

http://www.moebiuslugano.ch/


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