Rocco Siffredi non può stare senza "patatine"...

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a cura di Sergio Cardella
14 febbraio 2006
Una villa con piscina, belle donne in bikini, un'atmosfera da cocktail party anni '70 e... Rocco Siffredi simil Hugh Hefner (leggendario editore di Playboy ) che vero principe dell'allegro convivio, si aggira per la festa con un pacco di "patatine" in mano e ci delucida sulla bontà delle suddette. Perchè virgolettare il termine "patatine", volendo dargli significati certo ambigui? Perchè quando delle semplici sfoglie di patate fritte, vengono sponsorizzate dal re del genere hard, Rocco Siffredi, l'immaginario collettivo e la semantica, vengono travolti da doppi sensi e allusioni piccanti.
Di cosa parliamo? Dello spot dell' Amica Chips, azienda che produce patatine e che ha girato in Argentina, a Tigre, vicino a Buenos Aires, la pubblicità che il popolo di internet ha reso un fenomeno mediatico, a meno di una settimana dalla sua programmazione (a dire il vero rara... c'è puzza di censura?)
Rocco nella reclame recita senza indugi poche frasi, che colpiscono però nel segno: "Io di patate ne ho viste tante, gustose, fragranti. Non ce la faccio a stare senza. Ma nessuna è come questa. Fidati di uno che le ha provate tutte". Irriverente, spiritoso e autoironico, ma non a tutti è piaciuto. La campagna pubblicitaria nei giorni scorsi è stata bocciata da molti, compreso Oliviero Toscani che l'ha definita lo specchio di "un paese di teleidioti".
Anche se subissata di critiche, la trovata dei creativi dell'agenzia Leo Burnett, autori dello spot, ha questa volta colpito nel segno, visto che il precedente tentativo, che recitava "La patata tira" ma senza la presenza di Rocco Siffredi, era passato pressochè inossevato. Slogan del genere, conditi da figure ricoscibili (o quasi...) richiamano sempre le attenzioni di critica e utenti, e un illustre precedente è l'evergreen dello slip di Roberta, che continua a dettare legge su tv e cartelloni pubblicitari (le leggende vogliono che fossero le terga di Michelle Hunziker...)
L'Italia è controtendenza rispetto agli States, dove pare che ci sia invece un revival di moralismo che censura tutto e tutti. Ricordare per credere il seno appena visibile di Janet Jackson al Super Bowl 2005, che costò all'emittente Nbc una multa salatissima dell'authority di Washington, e le censure ai datatisissimi testi degli inossidabili Rolling Stones, sempre al Super Bowl, evento sportivo che catalizza ogni anno milioni di telespettatori.
Rocco Siffredi, (vero nome Rocco Tano) 42 anni, abruzzese, da Ortona a Mare, oggi vive a Parigi, e con questa campagna sta probabilmente sondando le possibilità di diventare un vero divo della nostra televisione. Per il momento non pensa al piccolo schermo e ha rifiutato la proposta per l'Isola del famosi 4 (“non sono ancora pronto per la tv”, avrebbe detto).
Rocco si accontenta di gestire il suo impero e dopo 1.300 pellicole girate ha ammesso: "smetterò di fare sesso davanti ad una macchina da presa". Non che se ne vergogni, ma aggiunge, "ho due bambini, Lorenzo e Leonardo, di nove e sei anni. E non vorrei che mi vedessero in azione anche se ritengo che la vera pornografia sia la tv". Si ritiene moderatamente sorpreso dalle critiche mosse allo spot e dichiara che "se la stessa scenetta l'avessero girata Christian De Sica o Sergio Muniz, l'ambiguità sarebbe passata con leggerezza"... (come dargli torto?...)
Rocco è sposato da dieci anni con Rosza Tassi, ex Miss Ungheria, e smesso di recitare, ora produce e dirige film. (A luci rosse, non c'era dubbio...) tant'è che a gennaio ha ottenuto il premio come miglior regista straniero agli Adult Video News, gli Oscar dei film porno americani. Dopo lo spot della discordia, adesso pensa alla sua autobiografia, che uscirà l'8 marzo in Francia e che avrà nome: Rocco racconta Rocco. E chissà se lo vedremo mai sdoganato dalla sua figura di porno-star e magari riabilitato in tv, al pari di tante sue illustri colleghe, come Eva Henger, Ilona Staller, alias Cicciolina o Selen?
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