Monnalisa
Feb 8 2005, 06:20
Il segretario di Stato vaticano risponde ai cronisti a San Pietro "E' guidato dallo Spirito Santo, e ha una sapienza meravigliosa"Sodano: "Le dimissioni del Papa? Lasciamole alla sua coscienza""La vecchiaia una volta iniziava a sessant'anni Oggi i medici pongono il limite molto più in alto" http://www.verolanuova.com/ ROMA - Doveva essere l'apertura di una nuova libreria in Vaticano, si è trasformata inevitabilmente in una riflessione sul futuro del soglio pontificio e sulle condizioni di salute del Papa. E per chi si interroga sull'ipotesi di eventuali dimissioni del Pontefice, a causa degli impedimenti fisici, la risposta è: "Lasciamo la decisione alla sua coscienza". Così ha risposto il segretario di Stato vaticano, Angelo Sodano, ai cronisti che lo assediavano durante l'inaugurazione della "Libreria internazionale Giovanni Paolo II", presso il Braccio di Carlo Magno, in San Pietro. "Se c'è uno che sa quello che fa - ha detto il prelato - è lui". Nel rispondere alla domanda di un giornalista, su "come può governare la Chiesa un Papa che parla poco", il cardinale ha aggiunto che "leggendo proprio l'altro giorno la lettera di San Giovanni Crisostomo, che faceva riferimento, tra l'altro, anche alla vecchiaia", era ben chiaro anche il fatto che "nella Chiesa, a differenza della società, la vecchiaia è molto utile". "E quindi - ha osservato - la sapienza dell'anziano nella Chiesa è anche un dono". ''Se c'è un uomo nella Chiesa che è guidato dallo Spirito Santo, se c'è un uomo che ama la Chiesa più di tutti, e ha una sapienza meravigliosa, è proprio il Papa. Dobbiamo, quindi, avere una enorme fiducia in lui, perché sa cosa deve fare''. Il cardinal Sodano ha fatto quindi notare ai cronisti che ''la vecchiaia, fino a poco tempo fa, iniziava a sessant'anni, mentre oggi i medici pongono un limite molto più alto". Sodano ha ricordato i 26 anni di "luminoso magistero" di Giovanni Paolo II: "Facciamo voto che continui per molti anni. Pio IX ha governato la Chiesa per 32 anni, facciamo voto che Giovanni Paolo II superi questo traguardo". Pio IX è il pontefice che, in epoca storica, ha regnato più lungamente sulla Chiesa cattolica. La tradizione assegna il primo posto a San Pietro, seguito da Papa Mastai, con 31 anni e sette mesi di pontificato. Il cardinale ha poi citato anche Leone XIII, morto nel 1903 all'età di 92 anni. "Il Signore - ha concluso Sodano - sa come guida la Chiesa, e noi dobbiamo avere una grande fiducia in lui. Quindi, non preoccupiamoci, perché il Signore è grande". (7 febbraio 2005) http://www.repubblica.it/
Monnalisa
Feb 9 2005, 12:34
Sarà Dio a decidere di Leonardo Zega Il Papa si dimette? Può farlo, il Diritto Canonico glielo consente, che cosa ne pensano i suoi più stretti collaboratori? Che cosa intendeva dire ieri il suo Segretario di Stato, il cardinale Angelo Sodano, dopo aver visto il Pontefice? Che le dimissioni sono possibili e forse imminenti? A mio avviso, tutte queste domande sono oziose, perché la risposta è stata già data, limpidissima, a più riprese. Il Codice di Diritto Canonico non prevede le dimissioni del Papa, ma la rinuncia sì, come recita il comma 2 del canone 332: «Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo Ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti». Tuttavia Giovanni Paolo II ha detto e ridetto che sulla sua sorte finale come Pontefice e come uomo sarà solo Dio a decidere. Lui si è rimesso totalmente nelle sue mani e non verrà meno al suo proposito. Il Papa non è un funzionario, non ha nessuno sopra di sé sulla terra nelle cui mani possa rimettere il suo mandato. Il Vicario di Cristo non è un prestanome: è il rappresentante di Dio in terra e l’investitura non è soggetta alle vicissitudini di questo mondo, supera persino la sua stessa persona con tutti i limiti e le debolezze che come uomo condivide con noi. Scenderà dalla Cattedra di Maestro e Guida Universale solo quando Dio lo chiamerà a sé. E se questa Cattedra da trono si è trasformata in croce, sarà più evidente la sua assimilazione al Signore Crocifisso e più incisivo il suo magistero. Si è troppo insistito sul presunto giallo dei microfoni che avrebbero disturbato - forse volutamente - la diretta di domenica scorsa dalla finestra del Policlinico Gemelli. Mentre chiarissimo è stato il messaggio che il Santo Padre ha fatto leggere al sostituto della Segreteria di Stato, monsignor Leonardo Sandri: «Anche da malato continuo a servire la Chiesa e l’umanità». E lo farà con la profonda convinzione che la paternità sua non è a disposizione di disegni umani, anche nobilmente ispirati. L'efficienza non è tutto nell'economia della grazia, che anzi ama stare dalla parte della fragilità: «E’ quando sono debole che mi sento più forte», scriveva già San Paolo. Rimpiangiamo tutti l’atleta di Dio, che sfida la fatica e affronta con giovanile baldanza anche la prova del fuoco. Ma è una stagione chiusa. E non è detto che quella che la Chiesa e il mondo stanno ora vivendo accanto al Papa sopraffatto dal male fisico sia meno eloquente e feconda. Dio scrive diritto anche sulle righe storte. 8 febbraio 2005 http://www.lastampa.it/
Rambaldo
Feb 9 2005, 19:43
sono anni che la politica del vaticano è in mano ai Ratzinger, Sodano e soprattutto a Dziwisz (quanti di voi lo hanno sentito nominare? eppure è il più influente). Che il papa rimanga al suo posto in questo stato da modo a loro, e ai tre si aggiunge forse anche Casado, di continuare la propria politica.
QUOTE(Rambaldo @ Feb 9 2005, 09:41) sono anni che la politica del vaticano è in mano ai Ratzinger, Sodano e soprattutto a Dziwisz (quanti di voi lo hanno sentito nominare? eppure è il più influente). Che il papa rimanga al suo posto in questo stato da modo a loro, e ai tre si aggiunge forse anche Casado, di continuare la propria politica. Hai dimenticato Arinze...
Gatto del Cheshire
Feb 9 2005, 20:39
Si potrebbe mettere in mobilità a zero ore...
Monnalisa
Feb 12 2005, 04:21
Papa, messaggio ai fedeli "Aiutatemi a continuare" CITTA' DEL VATICANO - "Offrite le vostre sofferenze per la Chiesa, per il mondo, per me". Per proseguire nel suo ministero, Giovanni Paolo II conta sul valore delle preghiere e del dolore dei malati. Nella Giornata mondiale ad essi dedicata, celebrata oggi in San Pietro, il cardinale Camillo Ruini ha letto un messaggio nel quale il Papa chiede aiuto ai sofferenti "per la mia missione di Pastore universale del popolo cristiano". [...] "Vogliamo assicurare al Santo Padre - ha proseguito il monsignore - la nostra preghiera costante, fiduciosa e umile" e "l'offerta della nostra sofferenza, da parte dei malati e di tutti noi, perché tutti hanno qualche sofferenza". Ruini (che ha informato i presenti che "Giovanni Paolo II ci vede e ci ascolta attraverso la televisione") ha poi invitato a pregare affinché il Papa abbia "pienezza di forza per il suo ministero di pastore universale ed anche di vescovo della diocesi di Roma". Al momento della preghiera dei fedeli, si è pregato per il Papa "unito come non mai alla sofferenza degli uomini, perché il Signore gli dia la forza di compiere la sua missione". Un grande applauso ha quindi manifestato i sentimenti di vicinanza al Papa dell'assemblea radunata nella Basilica vaticana dall'Opera Romana Pellegrinaggi e dall'Unitalsi. (11 febbraio 2005) http://www.repubblica.it/
Gatto del Cheshire
Feb 12 2005, 04:52
Cosa significa "l'offerta della nostra sofferenza" ? Ma quando mai la sofferenza è stata un valore positivo ? La sofferenza è totalizzante, abbrutisce, non ci migliora ma ci rende più amari e cattivi. Avrei preferito che il Papa dicesse: cari cristiani, sto soffrendo, pregate per me. Non: soffrite anche voi con me.
Rambaldo
Feb 13 2005, 22:58
QUOTE(Gatto del Cheshire @ Feb 11 2005, 18:52) Cosa significa "l'offerta della nostra sofferenza" ? Ma quando mai la sofferenza è stata un valore positivo ? La sofferenza è totalizzante, abbrutisce, non ci migliora ma ci rende più amari e cattivi. Avrei preferito che il Papa dicesse: cari cristiani, sto soffrendo, pregate per me. Non: soffrite anche voi con me. Ieri sera, Giovanni Lindo Ferretti, alla fine del suo concerto e riferendosi al papa ha detto (più o meno): la sola presenza di quest'uomo è molto più interessante di qualsiasi altra cosa possa dirci. Come pura icona, in effetti, ha un potere evocativo decisamente maggiore.
Monnalisa
Feb 25 2005, 07:59
A sole due settimane dal ritorno in Vaticano, il papa è stato di nuovo ricoverato questa mattina al Policlinico Gemelli, in seguito ad una grave crisi respiratoria. All'origine di questa nuova ricaduta ci sarebbe un'evoluzione della malattia di Parkinson, di cui il pontefice soffre da anni, che avrebbe provocato una contrazione dei muscoli della laringe. Infatti, pare che il morbo non colpisca solo i muscoli degli arti superiori e inferiori, ma anche quelli respiratori.
Le condizioni del papa, in seguito alla seconda crisi respiratoria, sono apparse critiche al punto da indurre i medici a sottoporlo, in serata, ad un intervento di tracheotomia per farlo respirare meglio.
La notizia è stata riportata con grande rilievo dai media italiani e internazionali.
Monnalisa
Feb 25 2005, 10:46
Navarro: "Tracheotomia riuscita Il Papa dormirà nella sua stanza" ROMA - Intervento di tracheotomia positivamente riuscito per Giovanni Paolo II. E' quanto ha reso noto il portavoce vaticano, Joaquin Navarro Valls, in una dichiarazione: "La sindrome influenzale, che ha motivato stamane il ricovero del Santo Padre al Policlinico Gemelli, negli ultimi giorni si era complicata con il rinnovarsi di episodi subentranti di insufficienza respiratoria acuta, causati da una già preesistente stenosi funzionale del laringe. Tale quadro clinico - ha proseguito Navarro Valls - ha posto indicazione alla esecuzione di una tracheotomia elettiva per assicurare una adeguata ventilazione del paziente e per favorire la risoluzione della patologia laringea". "Il Santo Padre - prosegue la dichiarazione - debitamente informato, ha dato il suo consenso. L'intervento, iniziato alle ore 20.20 e terminato alle ore 20.50, si è svolto e concluso positivamente. L'immediato decorso postoperatorio è regolare. Il Santo Padre trascorrerà la notte nella sua Sua camera di degenza". "Ora siamo più tranquilli". E' questo l'unico commento fatto da Rodolfo Proietti, primario del servizio di anestesia e rianimazione del Gemelli, che ha eseguito l'anestesia al Pontefice. Il suo riserbo è assoluto, ma la riuscita dell'intervento ha fatto tirare all'equipe medica un sospiro di sollievo. 24 febbraio 2005 Da un articolo di la Repubblica.it
Monnalisa
Feb 28 2005, 02:21
Dopo la tracheotomia, eseguita quattro giorni fa, le condizioni del papa sembrano essere in fase di miglioramento al punto che, anche se per la prima volta ha mancato la recita dell'Angelus, a sopresa si è affacciato alla finestra del Policlinico Gemelli per salutare i fedeli che si erano radunati sotto le finestre dell'ospedale. Eccolo, abbastanza provato ma in piedi... in pochissimo tempo, sembra all'improvviso invecchiato di vent'anni, poveretto. Intanto, a San Pietro, l'Angelus è stato recitato oggi da monsignor Sandri, davanti ad una gigantografia del pintefice.
QUOTE(Monnalisa @ Feb 27 2005, 16:21) Intanto, a San Pietro, l'Angelus è stato recitato oggi da monsignor Sandri, davanti ad una gigantografia del pintefice.
Interessante applicazione della magia. Poiche' in magia il simile influenza il simile, una gigantografia del papa rende piu' papale chi recita l'angelus. Uriel
Roderigo
Feb 28 2005, 03:16
Navarro: «Il papa mangia e scrive»Dopo l'intervento di tracheotomia le condizioni di Giovanni Paolo II restano stazionarie, ovvero gravi. Ma il portavoce vaticano sminuisce e annuncia che il prossimo bollettino medico sarà reso noto lunedìMIMMO DE CILLIS* - ROMA Tiene duro papa Wojtyla. L'intervento chirurgico di tracheotomia che ha subito due sere fa sembra aver avuto un esito positivo, ma le sua condizioni restano critiche, e la sua vita è appesa a un filo. Il fatto è - hanno spiegato i medici dell'équipe impegnata a seguire l'inquilino di Oltretevere - che il quadro clinico di Karol Wojtyla è tanto delicato e complesso che anche una banale influenza potrebbe avere complicazioni tali (come una polmonite) da rivelarsi fatale. Il taglio della trachea e l'inserimento di una cannula per immettere ossigeno nei polmoni da un lato aiuta la respirazione, dall'altro espone il paziente al rischio di infezioni e dunque potenzialmente a nuovi problemi. L'intervento di tracheotomia è stato in anestesia totale, seppur leggera: il papa si è ripreso, e le sue condizioni sono stazionarie, come ha infornato un tranquillizzante bollettino medico emesso ieri mattina e letto in contemporanea al Policlinico Gemelli e in Vaticano dal portavoce Navarro-Valls. Personaggio, questo, che in queste ore si ritrova sempre più nella bufera, accusato dai cronisti di falsare l'informazione che proviene dalla Santa Sede. Secondo Navarro, il papa respira senza macchine, ha riposato in modo sereno, «ha fatto la colazione con buon appetito» mentre «il decorso post-operatorio continua in modo regolare». Ma ha poi aggiunto, parlando ai giornalisti, che il papa avrebbe mangiato «caffè, latte e dieci biscotti» o che, subito dopo l'intervento, avrebbe scritto su un foglietto «totus tuus sum», il suo motto. La scarsa credibilità di queste affermazioni è perfino clamorosa: un paziente che non riesce a deglutire né a espellere catarro, a causa di uno spasmo laringeo, tanto da necessitare di una tracheotomia in anestesia totale, come potrebbe cibarsi di biscotti? E sulla scrittura di suo pugno: dato il Parkinson, il papa da anni non scrive più o lo fa con estrema fatica, già in condizioni normali. Come potrebbe farlo allora durante una degenza ospedaliera? La vera e propria « propaganda vaticana» che passa dai canali ufficiali comincia a diventare davvero scabrosa, quasi offensiva per quanti hanno il dovere professionale di informare il pubblico, in modo il più possibile vicino alla verità. Navarro ha addirittura avuto il coraggio di dire che il papa deciderà se recitare l'Angelus domattina, contraddicendo la nota che poco prima aveva diffuso nel quale informava che il pontefice dovrà «rinunciare a parlare per alcuni giorni al fine di favorire il recupero della funzione laringea». Rispondendo poi a quanti hanno scritto che Giovanni Paolo II era stato dimesso troppo presto dopo il ricovero di inizio febbraio, il portavoce ha ricostruito le due settimane intercorse fra le due degenze ospedaliere: il papa non avrebbe mai avuto la febbre, né alcuna infezione bronco-polmonare, seguendo una alimentazione normale. Sta di fatto che il «rinnovarsi di episodi di insufficienza respiratoria acuta» hanno reso necessaria un nuovo ricovero, con intervento chirurgico, cosa non certo da poco. Nessun pronunciamento, invece, sul periodo di degenza al Gemelli, mentre un nuovo bollettino medico si attende per lunedì mattina. Intanto in tutto il mondo le comunità cattoliche hanno lanciato una grande campagna di preghiera per la guarigione del papa. Dalla Cina all'America Latina, dall'Africa all'India, i fedeli hanno intensificato le invocazioni per il loro amato pontefice. Anche leader ortodossi (come il Patriarca ecumenico Bartolomeo), ebrei e musulmani hanno manifestato la loro stima e vicinanza a Wojtyla, un papa davvero universale. *Lettera22 Il manifesto 26 febbraio 2005 http://www.ilmanifesto.it
Monnalisa
Feb 28 2005, 03:19
QUOTE(Uriel @ Feb 27 2005, 16:42) Poiche' in magia il simile influenza il simile, una gigantografia del papa rende piu' papale chi recita l'angelus. Uriel Divertente paradosso... tuttavia, Uriel, ricordiamoci che il nostro è un Paese di secolare tradizione cattolica. Da tempo immemore, siamo stati allevati a latte e preghiere. Il papa, come mammà, in Italia non si tocca!
Monnalisa
Mar 14 2005, 04:35
Il Papa ritorna in Vaticano "Grazie, fratelli" Il Papa ha lasciato oggi, intorno alle 18:20, il Policlinico Gemelli dopo diciotto giorni di degenza in cui ha subito un intervento di tracheotomia. Questa mattina era comparso dietro i vetri della sua stanza d'ospedale ed aveva benedetto i fedeli dicendo qualche parola: "Vi benedico, a tutti buona domenica e buona settimana. Grazie per la vostra visita". A questo, aveva aggiunto un saluto in polacco ai pellegrini suoi connazionali. Il Pontefice è tornato in Vaticano in una monovolume della Mercedes e non, come la volta scorsa, con la "papamobile". Apparso in discreta forma, lungo il tragitto ha salutato e benedetto le numerose persone che hanno voluto assistere alla sua uscita dall'ospedale. 13 marzo 2004 http://www.repubblica.it
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