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Salin
Mi piacerebbe sapere il vostro parere su un argomento a cui mi sto interessando da un po' di tempo: la pittura dei carretti siciliani.

Vorrei, cioè, sapere se per voi i dipinti realizzati sui carretti sono da annoverare fra le opere d'arte o fra il folklore.

Un'interessante intervista pubblicata sulla mia rivista dimostrerebbe che la pittura su carretti può essere considerata arte a pieno titolo.
Si tratta di un'intervista fatta a Domenico Di Mauro, un uomo oggi di 92 anni che continua con passsione a dipingere i carretti siciliani, che grazie a lui hanno un posto d'onore in molti musei di tutto il mondo.
L'intervista è ricca anche di fotografie a colori che mostrano alcuni particolari dei carretti dipinti da "Minicu u pitturi".
Pensate che anche re Gustavo e sua moglie, tempo fa, sono andati a visitare la sua bottega!!!

http://www.editorialeagora.it/dettautori.asp?autore=18

Vi va di discutere un po' su questo?
Bluette
QUOTE(Salin @ Oct 13 2005, 20:35)
Mi picerebbe sapere il vostro parere su un argomento a cui mi sto interessando da un po' di tempo: la pittura dei carretti siciliani.

Vorrei, cioè, sapere se per voi i dipinti realizzati sui carretti sono da annoverare fra le opere d'arte o fra il folklore.



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http://www.cataniaperte.com


Ripropongo la considerazione di Robert Schumann: "L'estetica di un'arte è quella delle altre, cambia solo la materia".
Questo dipinto non mi sembra di minor valore di un qualsiasi altro esposto in un museo di arte bizantina. flirt.gif
Salin
Concordo con te.
I dipinti dell'autore che citavo prima

http://www.editorialeagora.it/dettautori.asp?autore=18

sono davvero assai interessanti: fanno rivivere le gesta di antichi racconti. Mi piace definirli "La Bibbia dei poveri".
Salin
Posto uno stralcio dell'intervista sopra citata.

La pittura del carretto è nata intorno alla metà dell’Ottocento ed è rimasta tale fino al Novecento (quando il carretto perse la sua funzione di mezzo di trasporto e diventò elemento di folclore). Essa ha subìto una notevole innovazione proprio grazie alla Sua abile mano. Nelle fiancate dei carretti c’era poco chiaroscuro e le figure risultavano piatte. Adesso eroi ed eroine si stagliano dal legno e vivono sotto i nostri occhi grazie all’introduzione della prospettiva, della sfumatura delle tinte, della luce che imprime vitalità alle figure…

«È proprio così: nell’Ottocento si “copriva” semplicemente il legno con disegni e si
verniciava per preservarlo dagli agenti atmosferici. Oggi i carretti non si usano più per lavoro. Si tratta di arte vera e propria! Per i colori si usa l’olio di lino e un po’ di acqua ragia. Le composizioni dei colori li faccio io. Bisogna conoscere le tecniche del disegno: la prospettiva, l’espressione del viso, i panneggi, il gioco delle ombre, il chiaroscuro. Solo così il carretto diventa arte e si avvicina ai quadri dei grandi autori. All’inizio non si badava affatto a questi accorgimenti tecnici e le figure risultavano decisamente “piatte”. Io amo realizzare figure che sembrano muoversi, ma uso i colori tipici del carretto siciliano: rosso vivo, azzurro, giallo e verde».
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