Se ben ricordo, esprimeva la convinzione che i desideri devono andare oltre le nostre possibiltà per rappresentare quella specie di tensione necessaria al raggiungimento dei propri limiti. Proprio come quando si punta la freccia dell'arco appena sopra il nostro obiettivo, per poi poterlo raggiungere.
E' ben importante, però, non porre i nostri desideri troppo oltre le nostre reali possibilità perchè tutto lo spazio che separa "l'essere" e il "potere" è luogo arido e deserto, in cui riescono a sopravvivere solo invidia, odio, rancore.
Come fare per stimare la distanza che separa ciò che muove il nostro spirito dalla possibilità reale di ottenerlo? Be', forse non è possibile averne reale coscienza, ma di certo è un processo che passa attraverso la conoscenza di sé e dei propri limiti.

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