Tex Willer
Jul 8 2005, 21:11
E' molto strano che in Italia (come in tutto il mondo industrializzato), lo stesso tipo di delitto, come l'infanticidio, susciti reazioni e giudizi molto diversi quando viene compiuto da un uomo piuttosto che da una donna. Nel primo caso non si tiene alcun conto dello stato d'animo del colpevole né delle sue intenzioni: aspetti che acquistano invece grande importanza nel giudicare una donna. Per esempio, il gesto di una madre che oltre tre anni fa uccise il figlio adolescente prima di suicidarsi fu interpretato da commentatori e psicologi come un atto di "malinteso amore", per evitare al ragazzo la sofferenza del rimanere orfano. Ma anche nelle aule dei Tribunali si tende spesso a dare maggiore importanza allo stato emotivo e alle intenzioni del colpevole quando si tratta di una donna, mentre l'uomo viene giudicato esclusivamente in base a dati oggettivi: il reato compiuto e gli effetti prodotti. Sembra quasi (?...) che maschi e femmine vivano sotto due ordinamenti giuridici diversi... Tanto è vero che tale diversità di trattamento è rilevata dalle statistiche internazionali ormai da molto tempo. Già negli anni Settanta, negli Stati Uniti, Phillip Resnick osservava una netta tendenza a considerare "malate" più che assassine le donne che uccidevano i figli. Con il risultato che il 68% di esse finiva in ospedale psichiatrico, la restante percentuale in prigione. Per i padri assassini la proporzione era invertita: il 72% in prigione o dal boia, gli altri in manicomio. Il professor Andrew Wilczynski, della Sydney University, in un articolo che alcuni anni fa ha fatto scalpore, nota che "la giustizia criminale tratta molto diversamente, in ogni stadio del processo, gli uomini e le donne che uccidono i loro bambini, seguendo il principio che gli uomini sono cattivi e normali mentre le donne sono buone e anormali". E' per questo, continuava, che le donne vengono più raramente incarcerate: per loro si usano giudizi e trattamenti psichiatrici, in genere senza custodia forzata. Ma dal punto di vista dell'equità secondo Wilczynski (e non solo...) questa diversità di trattamento è ingiustificabile. Anche in Italia il fenomeno, rimasto lungamente tabù, comincia a essere osservato. E a far riflettere. Da uno studio svolto dal Centro studi psicologia applicata sulle perizie psichiatriche disposte per i reati contro la persona nel periodo compreso tra il 1978 e il 1994, emerge l'assoluta prevalenza di femmine (13 contro 5 uomini) nel reato di figlicidio, che rappresentava il 54% degli omicidi femminili. In questi casi le donne non erano mai giudicate capaci di intendere e di volere, mentre gli uomini risultavano in possesso delle proprie facoltà, e dunque imputabili, nel 40% dei casi. Due pesi, due misure.
Bluette
Jul 10 2005, 01:16
Ciao Tex, apprezzo particolarmente la tua attenta trattazione di questo problema, che ho sfiorato anch’io qui non molto tempo fa. E’ possibile che il giudizio riguardo la capacità d’intendere e di volere sia influenzato in gran parte dal ritenere che le donne siano meno violente e aggressive degli uomini. Questa considerazione, frutto sicuramente di valenze educative che affondano le loro radici in ragioni sociali e culturali ma anche biologiche, è sostenuta comunque dall’osservazione che la criminalità femminile è meno frequente di quella maschile, anche nell’ambito dei reati contro la persona, in Italia come nel resto del mondo. Dai dati ISTAT che riguardano gli anni tra il 1960 e il 1978 risulta che la criminalità femminile in Italia era rappresentata dall’8,34% del totale. E' stato pure notato che esistono differenze qualitative nei due sessi. Iniziata con Niceforo, Exner Seelig, risalendo agli anni settanta in Italia con Di Gennaro, continua tuttora l’attribuzione alla donna criminale di un ruolo tra le “quinte” di suggestionatrice e istigatrice. La donna di regola non agirebbe in prima persona, ma delegherebbe la sua aggressività all’uomo senza realizzare direttamente l’acting-out. Quando la donna delinque, la sua criminalità sarebbe caratterizzata dalla disonestà e dalla frode, laddove quella maschile dalla violenza. Tipicamente femminili sono stati considerati i reati contro il patrimonio, come i furti nei grandi magazzini, sulla base di uno scarso controllo degli impulsi. Quando si osserva violenza in ambito femminile, questa si manifesta di più, a differenza degli uomini, nell’ambiente della famiglia, sotto la spinta di conflitti di tipo emotivo e psicologico. E’ facile dunque presupporre, come in effetti è stato dimostrato, che quando una donna mostra violenza sui figli, soprattutto qualora il figlio abbia un’età superiore ad un anno, questa debba essere il frutto nella gran parte dei casi di problematiche psichiatriche che influenzano la capacità di intendere e di volere.
Tex Willer
Jul 10 2005, 20:32
Vedi bluette, anche se non se ne parla esplicitamente, la realtà è che in tutto il mondo industrializzato, uomini e donne non sono uguali di fronte alla legge perché non hanno più lo stesso valore. C'è una casta che vale e una che non vale. Due pesi legali e giuridici perché due sono i pesi morali.
Personalmente trovo che tutto ciò sia un delirio di massa, soprattutto femminile, delirio nel quale le donne hanno trascinato gli appartenenti al genere maschile.
Tanto è vero che lo stesso discorso può essere fatto quando una donna o un uomo ammazzano il/la rispettivo/a partner. Ufficialmente le donne uccidono per problemi psichici, gli uomini per motivi passionali. Dunque il delitto al femminile è sintomo di un disagio psichico e l'omicida femmina è "in realtà" una malata da curare. Invece l'omicidio maschile in quanto passionale è voluto, quindi solo l'uomo omicida è un delinquente. Pertanto solo l'uomo uccide in piena consapevolezza. Le femmine se uccidono, non uccidono. Infatti c'è sempre una buona ragione. Come per tutte le razze superiori.
Ladsedj
Jul 10 2005, 21:23
..uhm...io penso che sia il problema inverso. E' lo stereotipo maschilista che vuole le donne deboli e emotive, che poi fa pensare che se una donna uccide "come un uomo", non può essere per gli stessi meccanismi, ma per qualcosa di "malato" ed estraneo all'essere donna... e quindi visto con più comprensione.
sumina
Jul 10 2005, 22:31
QUOTE(Ladsedj @ Jul 10 2005, 20:23) ..uhm...io penso che sia il problema inverso. E' lo stereotipo maschilista che vuole le donne deboli e emotive, che poi fa pensare che se una donna uccide "come un uomo", non può essere per gli stessi meccanismi, ma per qualcosa di "malato" ed estraneo all'essere donna... e quindi visto con più comprensione.
Certo Ladsedj. [*********************]Maschilista è considerare il figlio esclusiva proprietà della madre e per nulla del padre, tant'è che in questi casi, Lui non è nemmeno considerato parte lesa, gli avrebbero ammazzato un figlio!, ma addirittura corresponsabile. Maschilista, non Femminista?Maschilista è il diritto ,tutto fermminile , di portare avanti la gravidanza contro la volontà di lui, e di poterla interromperla, sempre contro la sua volontà, ossia diritto di vita e di morte sulla prole, escludendo da questo ogni volontà paterna, sul quale non dispone di nessun arbitrio. Maschilista, non Femminista?Maschilista è la legge, in tutto il mondo "civilizzato" (maschilista?) , che in caso di separazione affida i figli alla madre nel 95% delle volte, ed allontana i padri dalla loro casa riconoscendolgi il solo "diritto"/dovere di mantenerli. Maschilista, non Femminista?Il figlicido, da parte femminile, non è quasi punito, ed infatti in due stati degli states è addirittura depenalizzato, per la semplice ragione che il figlio è proprietà esclusiva della madre. Il padre non ha nessuna voce in capitolo, e non può essere quindi parte lesa. Leggi maschiliste,....non femministe?
QUOTE(sumina @ Jul 10 2005, 22:31) Certo Ladsedj. Devo ammettere, sinceramente, che leggere il tuo post/sparata è qualcosa di talmente ridicolo, che non mi riesce più di rimuovere il sorriso che mi si è disegnato sulle labbra,cmq............
Vedete? Adesso a me qui, per esempio, mi verrebbe da fare piccolo commentino.. ma poi potrebbe a qualcuno sembrare che sto mettendo sotto tutela Ladsedj o che voglia interrompere discorso.. insomma, quasi sicuramente qualcuno avrebbe da ricamarci sù e anche un bel po’. Molto più semplicemente invece provo fastidio, perché non ritengo sia necessario dimostrare aria di sufficienza e sprezzo se non si condivide un pensiero, ed è vero, mi dispiace anche per Lad, (ma qui sembra che così non dovrebbe essere e soprattutto non dovrebbe essere manifestato) ma, per tutto quanto detto sopra, prudentemente mi asterrò da ogni e qualsiasi commento. OPR
Bluette
Jul 10 2005, 23:05
QUOTE(Tex Willer @ Jul 10 2005, 19:32) Vedi bluette, anche se non se ne parla esplicitamente, la realtà è che in tutto il mondo industrializzato, uomini e donne non sono uguali di fronte alla legge perché non hanno più lo stesso valore. C'è una casta che vale e una che non vale. Due pesi legali e giuridici perché due sono i pesi morali. Personalmente trovo che tutto ciò sia un delirio di massa, soprattutto femminile, delirio nel quale le donne hanno trascinato gli appartenenti al genere maschile. Tanto è vero che lo stesso discorso può essere fatto quando una donna o un uomo ammazzano il/la rispettivo/a partner. Ufficialmente le donne uccidono per problemi psichici, gli uomini per motivi passionali. Dunque il delitto al femminile è sintomo di un disagio psichico e l'omicida femmina è "in realtà" una malata da curare. Invece l'omicidio maschile in quanto passionale è voluto, quindi solo l'uomo omicida è un delinquente. Pertanto solo l'uomo uccide in piena consapevolezza. Le femmine se uccidono, non uccidono. Infatti c'è sempre una buona ragione. Come per tutte le razze superiori. La verità è che l'aggressività della donna si esprime meno attraverso la violenza rispetto agli uomini... da qui la diversità di giudizio. Purtroppo le cose sanno così, come, ripeto, è gà stato scentifcamente dimostrato. qesto sta alla base della diversa evidenza di patlogie psichiatriche negli uomini nei reati conro la persona.
Bluette
Jul 10 2005, 23:12
QUOTE(sumina @ Jul 10 2005, 21:31) Il figlicido, da parte femminile, non è quasi punito, ed infatti in due stati degli states è addirittura depenalizzato, per la semplice ragione che il figlio è proprietà esclusiva della madre. Il padre non ha nessuna voce in capitolo, e non può essere quindi parte lesa. Leggi maschiliste,....non femministe?Perdonami sumina, ma il tuo mi sembra un discorso piuttosto approssimativo. Vale la pna di precisare che per fglicidio ormai in letteratura internazionale non si intende genericamente l'uccisione del figlio, bensì omicidio del figlio dopo una certa età; non è compreso ad esempioil neonaticidio. Diversi studi hanno dmostrato che mentre nel prmo caso, quando le vittime hanno un età superiore ad un anno prevale l'incidenza di disturbi psichiatrici che rendono la persona incapace di intendere e di volere, nel secondo la maggior parte delle donne viene rtenuta imputabile, presentando per lo più unapersonalità immatura e insicura, a causa dellaquale tuttavia non viengono a scemare tali capacità. molte di queste donne finiscono in carcere.
sumina
Jul 10 2005, 23:34
QUOTE E' lo stereotipo maschilista che vuole le donne deboli e emotive, che poi fa pensare che se una donna uccide "come un uomo", non può essere per gli stessi meccanismi, ma per qualcosa di "malato" ed estraneo all'essere donna... e quindi visto con più comprensione. Beh, ma cosa vi aspettatre di fronte ad affermazioni del genere? Una discussione ha senso se chi la effettua, usa il proprio raziocinio, e non qualcos'altro. Far passare per maschilista, quello che è uno dei dogmi del femminismo, quello della violenza di genere, e quindi dell'innocenza femminile e della colpa maschile , mi sembra davvero una cantonata di enorme portata, vuol dire non saper distinguere il bianco dal nero. Che poi io sia molto diretto, ed intollerante di fronte a certe sparate...lo ammetto. Mea culpa.
Roderigo
Jul 10 2005, 23:39
Penso che la diversità di giudizio o di pregiudizio valga nel bene e nel male, poichè storicamente la violenza è monopolio maschile, per via di un rapporto gerarchico. Siamo infatti tutti portati a giudicare diversamente anche altre situazioni. Anche nell'ambito dello stesso genere. Per esempio, quelle del padre che picchia il figlio o del figlio che picchia il padre. Sono due violenze, ma non le percepiamo allo stesso modo.
Chi ha «l'autorità» per commettere violenza, può agire male o bene, ed essere allora un criminale oppure un eroe. Così come esiste la violenza criminale dell'omicida, esiste la violenza eroica e stimata del soldato, del poliziotto, del pugile, del cacciatore. Quale violenza si ammira in una figura femminile?
Può esistere persino una violenza mitizzata del crimine. O di un certo crimine. Chi parla oggi con repulsione e condanna di Jack Lo Squartatore? Sarebbe difficile immaginarne un corrispettivo femminile egualmente mitizzato ed ammirato.
La violenza femminile, concordo con Ladsedj, non è prevista, non può essere nè eroica, nè criminale. Semplicemente è fuori dal mondo, perciò «pazza».
Roderigo
Jul 10 2005, 23:44
QUOTE(sumina @ Jul 10 2005, 23:34) Beh, ma cosa vi aspettatre di fronte ad affermazioni del genere? In un forum esistono opinioni diverse e talvolta opposte. Per cui può succedere che più di uno percepisca le affermazioni degli altri come «affermazioni del genere». Anche le tue possono essere percepite così. Ma se una reazione comunica dileggio, disprezzo, offesa, e viene poi imitata, l'effetto è disgregante.
sumina
Jul 10 2005, 23:45
QUOTE(Roderigo @ Jul 10 2005, 22:39) La violenza femminile, concordo con Ladsedj, non è prevista, non può essere nè eroica, nè criminale. Semplicemente è fuori dal mondo, perciò «pazza». E quindi è indimostrabile ,giusto? Questa è l'inevitabile conclusione, dal momento che il gesto criminale è prova stessa della suua innocenza, per Lei, in quanto se lo commette vuol dire che è malata, mentre diventa prova schiacciante della sua colpevolezza, per Lui, se lo fa vuol dire che è un delinquente. E' questo che stai affermando ,Roderigo, due pesi e due misure appunto, Di lui deve essere dimostrata l'innocenza, di Lei ne va dimostrata la colpevolezza, che diventa impossibile, quando appunto, il gesto "criminale" è invece prova stessa d'innocenza.
Roderigo
Jul 11 2005, 00:01
Stiamo parlando di un pregiudizio. Se sia giusto o sbagliato, lo si verifica caso per caso.
Se esiste un differente pregiudizio nei confronti della medesima violenza, a secondo che sia commessa da un uomo o da una donna, questo è un retaggio della tradizione «maschilista», non una introduzione della contemporaneità «femminista».
Poichè è quel retaggio che ammette la violenza per il maschio e poi la giudica bene o male, mentre non l'ammette in nessun modo per la donna, per cui la giudica solo pazza. Proprio nel senso di «fuori» da ciò che è ammesso logicamente, potenzialmente.
Poi, oltre il pregiudizio, sul terreno delle analisi, le valutazioni sono più articolate. Vedi i due interventi di Bluette.
sumina
Jul 11 2005, 10:35
QUOTE(bluette @ Jul 10 2005, 22:12) Perdonami sumina, ma il tuo mi sembra un discorso piuttosto approssimativo. Vale la pna di precisare che per fglicidio ormai in letteratura internazionale non si intende genericamente l'uccisione del figlio, bensì omicidio del figlio dopo una certa età; non è compreso ad esempioil neonaticidio. Diversi studi hanno dmostrato che mentre nel prmo caso, quando le vittime hanno un età superiore ad un anno prevale l'incidenza di disturbi psichiatrici che rendono la persona incapace di intendere e di volere, nel secondo la maggior parte delle donne viene rtenuta imputabile, presentando per lo più unapersonalità immatura e insicura, a causa dellaquale tuttavia non viengono a scemare tali capacità. molte di queste donne finiscono in carcere. Bluette, l'infanticidio per la donna è prova stessa della sua malattia. Mi spiego. Ha ucciso il figlio neonato, Lei, segue che soffre della 'sindrome della madre assassina', come la chiamano negli stats Quindi non vi è dolo, ospedale psichiatrico. Infanticidio->'Sindrome della madre assassina' (e come si potrebbe obbiettare??)
Ha ucciso il figlio neonato, Lui, .................??? Infanticidio->E' un assassino->Ergastolo (e come si potrebbe obbiettare??)Quindi gli studi non fanno altro che basarsi sul responso stabilito dai tribunali, che è viziato, in quanto tratta in maniera disciminatoria le due casistiche. Per quanto riguarda l'incapacità di intendere e o volere (basta una delle due), non coincide affatto con uno stato di malattia ed è un accertamento assolutamente basato sul convincimento di chi lo pone, molto più che su accertamenti scientificamente condivisi e condivisibili, in quanto fortemente influenzato dalle premesse culturali e collettive. Non è affatto come accertare se uno ha la febbre, la polmonite, o la glicemia alta. Il criterio di “incapacità di intendere e volere” è indefinibile: lo “psicopatico” e il “matto” possono essere ritenuti capacissimi di intendere e volere, così come il “sano” può essere riconosciuto “incapace”, al MOMENTO DEL FATTO (e questo è un punto determinante: l’incapacità a delinquere deve essere relativa al MOMENTO DEL FATTO, potendo poi non esistere al di fuori del crimine), ed essere normalissimo prima e poi. Il momentaneo “raptus” che porta all’omicidio, ad esempio, può non avere alcun substrato patologico a sostenerlo, ma esser diagnosticato lo stesso. In sintesi, accertare l’incapacità di intendere e o volere al momento in cui si è commesso un fatto, non ha l’esattezza “scientifica” e nemmeno quella dell’accertamento psichiatrico, proprio perché l’incapacità a intendere e o volere NON coincide affatto con la “malattia”. Nel caso delle madri assassine, vi è la accertata tendenza a riconoscerle tutte “incapaci” al momento del fatto. Il che NON indica AFFATTO che fossero “malate” o anche “incapaci” mentre uccidevano i figli, ma, semplicemente e drammaticamente appunto che, per la NOSTRA CULTURA, una madre che ammazza i figli non è mai una madre “cattiva” ma, semplicemente, “fuori di testa”. In qualche caso specifico forse era vero: ma nella stragrande maggioranza dei casi siamo di fronte alla applicazione di una premessa di fondo: la mamma è sempre buona, il padre è sempre cattivo.Che è appunto, l'applicazione giuridica della violenza di genere. * Spero con ciò di essere stato meno approssimativo *Ladsedj: Vedi femminismo.
Bluette
Jul 11 2005, 10:48
QUOTE(sumina @ Jul 11 2005, 09:35) Spero con ciò di essere stato meno approssimativo *Ladsedj: Vedi femminismo. Sumina, in realtà il tuo discorso è ancora molto confuso... purtroppo ora mi trovo in aereoporto. Spero di poter contribuire al chiarimento appena di ritorno, mi scuso se non posso farlo ora.
sumina
Jul 11 2005, 11:01
QUOTE(Roderigo @ Jul 10 2005, 23:01) Stiamo parlando di un pregiudizio. Se sia giusto o sbagliato, lo si verifica caso per caso. Se esiste un differente pregiudizio nei confronti della medesima violenza, a secondo che sia commessa da un uomo o da una donna, questo è un retaggio della tradizione «maschilista», non una introduzione della contemporaneità «femminista». Su questo non posso essere d'accordo, come ho gia espresso nel post in risposta a Bluette. Riporto a riguardo della violenza femminile l'articolo di Elisabetta rasy dal corsera magazine dei primi di luglio CON IL POTERE AUMENTA ANCHE LA VIOLENZA FEMMINILEDI Elisabetta Rasy Elisabeth Bedinter , la filosofa francese autrice del pamphlet La strada degli errori nel quale stigmatizzava il vittimismo femminista e il suo manicheismo sessuale ( donne buone-uomini cattivi), è tirnata su questi temi in occasione di un sondaggio francese sulle violenze coniugali, il primo in cui a maschi e femmine sono stati posto gli stessi quesiti , con il risultato che moltissimi uomini hanno dichiarato di sentirsi in vari modi maltrattati e abusati nella vita matrimoniale.Badinter , invitata a commentare l'inchiesta, non ha usato mezzi termini per attaccare una delle verità intoccabili di ogni discorso attuale sulla condizione femminile, dalle teorie più radicali ai documenti ufficiali dell'ONU, cioè che in fatto di violenza gli uomini sono colpevoli e le donne vittime.Per dimostrare proprio il contrario : che, invece, aparità di condizioni non valgono le distinzioni sessuali.per esempio, ha sostenuto Badinter, che ledonne siano capaci di violenza lo testimoniano i matrattamenti, fino alla morte , di bambini e anziani che soprattutto a loro sono affidati; il che significa che il gentilsesso, quando può permetterselo -come con i più deboli- è violento quanto il sesso maschile.Il punto, insomma, non sarebbe la "violenzadi genere", come sostiene il dogma femminista , ma semplicemente il "diritto del più forte" a prevalere sull'altro.Con una conclusione per la filosofia in evitabile: man mano che le donne acquisteranno il potere , pareggeranno i conti con gli uomini su questo doloroso terreno. Parafrasando il Macchiavelli:ogni essere umano commette tutti i crimini che può commettere. A maggior ragione se rimangono impuniti.
Roderigo
Jul 11 2005, 23:40
Il discorso della Banditer posso condividerlo. Non toglie nulla a quanto ho scritto. Mai parlato di «violenza di genere». Penso anch'io come lei (ma non so se lo pensi anche tu) che il modo di essere di uomini e donne dipenda soprattutto dalla loro condizione sociale e non da innati caratteri biologici.
Infatti, è vero che con la crescita di un maggior ruolo sociale da parte delle donne, tende a crescere anche la delinquenza femminile. Per quel che vale, vi è un riscontro in alcuni dati empirici. In Italia, nel primo semestre 2004 hanno commesso reati 82 mila donne (+7,6%), contro 426.350 mila uomini (+4,4%). Nello stesso periodo aumentano anche gli omicidi commessi da donne, ben 81 (+118%), contro i 1.305 commessi dagli uomini.
Bisogna aggiungere che se l'aumento del potere femminile comporta un'aumento della violenza femminile, al tempo stesso, da parte delle donne, comporta anche una maggior capacità di tutela dalla violenza. Altrimenti, la dinamica sarebbe solo negativa.
Qualsiasi pensiero della liberazione, almeno nella sua prima fase di sviluppo, contiene elementi di subalternità al pensiero dominante, e tende a fargli gli emendamenti. Se la società patriarcale raffigura la donna come l'angelo del focolare, certo femminismo cassa il focolare e lascia l'angelo. Vero. Ma questo è appunto un lascito, un retaggio del passato, non una originale creazione della modernità.
Il femminismo acquista una significativa influenza nella seconda metà del Novecento. Ma in quale epoca, una madre assassina non è stata considerata pazza o gravemente disturbata? E' questo sentire comune un fenomeno moderno? Semmai vi è differenza, essa consiste nell'idea, certo più diffusa oggi, secondo cui i pazzi vanno curati.
Persino le teorie razziste e sessiste dell'antropologo criminale Cesare Lombroso (1835 - 1909) vedono nella maternità e nella pietà della donna, l'elemento neutralizzatore di quei caratteri che naturalmente la condurrebbero a compiere azioni criminose: inclinazione alla menzogna, vanità, avarizia, irascibilità, istintività, invidia, vendetta, mancanza di onore e lealtà. Tutti caratteri di inferiorità. «La donna normale ha molti caratteri che l'avvicinano al selvaggio, al fanciullo e quindi al criminale» Nella teoria lambrosiana: «la donna nella mente e nel corpo non è altro che un uomo arrestato nel suo sviluppo».
E dunque, il corollario di questa inferiorità quale può essere se non una minore responsabilità? Chi è inferiore non è meno responsabile?
Il quesito provocatorio sui due pesi e le due misure, posto nel confronto uomo-donna, potrebbe essere allo stesso modo e con maggior ragione posto nel confronto tra maggiorenni e minorenni.
Cosa ne verrebbe fuori seguendo la logica che ha ispirato il quesito? Che i tribunali, insieme con ogni altra forma di potere, sono in mano a ragazzi e bambini?
A proposito, il 95% dei tribunali è guidato da uomini.
Ladsedj
Jul 12 2005, 00:42
QUOTE(sumina @ Jul 10 2005, 22:34) Far passare per maschilista, quello che è uno dei dogmi del femminismo, quello della violenza di genere, e quindi dell'innocenza femminile e della colpa maschile , mi sembra davvero una cantonata di enorme portata, vuol dire non saper distinguere il bianco dal nero.
..ehm..ho detto l'esatto contrario. Cerco di spiegarmi meglio: considero "maschilista" (e non femminista) la "filosofia" secondo la quale una donna, in quanto tale, non è "naturalmente" portata ad atti efferati (di violenza, quindi di potere). Se invece uomini e donne fossero considerati alla pari, allora nell'omicidio varrebbe l'atto in sé, non chi lo compie. Però visto che nella visione maschilista la donna è considerata "debole" e "sottomessa", viene naturale - sempre in questa visione - classificare i loro atti di violenza come "innaturali". Per questo penso che la questione che hai sollevato certamente indica un trattamento impari tar uomini e donne, ma le cause, a mio modesto avviso, sono da ricercare dalla parte opposta a quella che indichi. Un'ultima cosa: a me sembra normalissimo che sia la donna a scegliere se continuare la gravidanza o meno. P.s. Accalorarsi per questo genere di discussione è un gran brutto segno.
QUOTE(Ladsedj @ Jul 11 2005, 23:42) P.s. Accalorarsi per questo genere di discussione è un gran brutto segno. 
sumina
Jul 12 2005, 09:44
QUOTE(Roderigo @ Jul 11 2005, 22:40) A proposito, il 95% dei tribunali è guidato da uomini. Adesso non ho tempo per rispondere in maniera esaustiva, lo farò semmai questa sera. Cosa vuol dire la tua affermazione ,Roderigo, che le femmine sono femministe e che i maschi sono maschilisti? Ossia , dato che sono uomini, devono esprimere necessariamente un pensiero/posizione maschilista e non femminista????????????????????????
sumina
Jul 12 2005, 11:45
QUOTE(Ladsedj @ Jul 11 2005, 23:42) Un'ultima cosa: a me sembra normalissimo che sia la donna a scegliere se continuare la gravidanza o meno. Questo è molto grave. L'autocrazia è ammessa, e dovrebbe essere concessa, per ciò che è unica ed esclusiva proprietà della persona in oggetto. Stai affermando, che è giusto che i padri non abbiano nessun arbitrio sulla loro progenie, diritto esclusivo delle donne. Stai asservendo il ruolo maschile/paderno, a quello di una prestazione dci servizio, che poi è la parte simmetrica della prostituzione femminile, ma molto piu grave, perche in ballo non vi è il piacere, ma il ruolo stesso nella società, la valenza simbolica di uomini e donne. Vedi Ladsedj, quello che dovresti capire, è che gli esseri umani, hanno aggiunto a quelli che sono i loro bisogni animali, anche la necessità di darsi un SENSO, quello di sapere di avere un ruolo, un significato, di avere una qualche importante nell'ordine delle cose, nella società, natura, etc. Chi non ha il diritto sulla prole, e quindi sulla propria continuità esistenziale, perche di esclusivo arbitrio di altri, di fatto non ha alcun valore nella società.E poi ti sorprendi che l'infanticidio, femminile, non venga punito? Credo che sia giunto il momento che me ne torni da dove sono venuto. Ringrazio, Roderigo, persona colta ed intelligente, sanya, bluette, e perla donne squisite e sensibili, e tutti gli altri per la cortesia dimostrata. Ciao
QUOTE(sumina @ Jul 12 2005, 11:45) Credo che sia giunto il momento che me ne torni da dove sono venuto. Ringrazio, Roderigo, persona colta ed intelligente, sanya, bluette, e perla donne squisite e sensibili, e tutti gli altri per la cortesia dimostrata. Ciao Un commiato in piena regola.. Ti immagino sull'uscio di una casa che sa di antico, a volte di chiuso, se non fosse per qualche folata di aria fresca e frizzantina che qualche inquilino talvolta fa entrare spalancando le finestre di questo decadente e sontuoso palazzo. Tu sei entrato e la porta doveva essere socchiusa tanta è stata la foga non contenuta della spinta. Come se avendo le mani impegnate dal tenere qualche bagaglio avessi spinto facendo forza con le spalle. E sei entrato diretto, quasi scivolando. Poi il padrone di casa ti è venuto incontro, ti ha sistemato il bavero della giacca e passata velocemente una mano sulla spalla destra a toglierle qualche impurità restata sul paletot, ti ha accompagnato in salotto. Qualcuno dovrebbe averti versato qualcosa da bere e le piacevoli donne di cui fai menzione, lo stesso padrone di casa ed altri inquilini si sono intrattenuti con te in interessante conversazione. Troppo esigua la conoscenza e forse il tuo modo di porti è sembrato più volte troppo diretto, a tratti scomposto; ma la conversazione ha avuto seguito con sufficiente stabilità. Credi che sia giunto il momento di tornare da dove sei venuto? Bello il volo; spesso rende più piacevole il ritorno, se così è stato e se si ha certezza di poterlo volendo ripetere e, sempre volendo, restare. p.s. Grazie del complimento
sumina
Jul 12 2005, 14:14
Mi dispiace osservare che tu la prenda così, ma è stata la premessa da me specificata sin dal mio secondo post: secondo postQUOTE sì, mi sono iscritto oggi, ma mi dispiace deluderti subito, non sono una Lei ma un Lui, e non so quanto tempo mi intratterrò su questo forum, dipenderà un po' dalle discussioni.... Le nostre posizioni, e la maniera in cui percepiamo la realtà, sono davvero troppo distanti. Restare vuol dire continuare a portare avanti una discussione basata sullo scontro dal momento che di punti di contatto davvero non se ne vedono. Quindi...rinnovo il saluto, ho apprezzato sinceramente, la maniera con cui avete accolto la mia presenza, a volte davvero troppo 'diretta'. La vostra è una comunità armoniosa e la mia presenza risulta una nota stonata, quindi me ne ritorno nella mia roccaforte. Ciao P.S. Tex, è una mia conoscenza capitato per caso anche lui da queste parti, un saluto anche da parte sua.
Tex Willer
Jul 12 2005, 21:41
Sì, il 95% dei tribunali è guidato da uomini (anche se fra qualche lustro sarà esattamente il contrario), come è altrettanto vero che il Parlamento italiano è maschile al 91%. Ma il punto è un altro... Finché la Storia viene letta in apparenza, finché si pensa che il vero potere stia nella spada, nella borsa, nel libro e nella poltrona, risulta impossibile contrastare l'evidenza, perché non si può negare che quegli strumenti sono stati quasi totalmente in mani maschili. Finché la violenza si intende solo quella visibile, quella punita dal codice penale e non anche quella invisibile - di cui la prima è in sostanza pura manifestazione - non si può cacciare via le donne dal trono morale sul quale stanno sedute perché la violenza maschile è (ed è stata) molto più visibile e quindi non può essere negata. Ma l'autorità morale femminile è un'autorità usurpata perché fondata su una impotenza femminile che non è mai esistita e su una innocenza che parimenti non può esistere. Nondimeno oggi le donne occidentali hanno questa autorità. Da qui si vede che l'interpretazione materialistica della Storia deve essere superata, altrimenti non si viene a capo di nulla. Non si vedono né il potere occulto né le malefatte femminili e nemmeno tutto il resto.
Un saluto
Ladsedj
Jul 12 2005, 22:44
..questo mi dà lo spunto per ribadire con altre parole il concetto che tentavo di esporre.
Il potere è violenza (anche se il contrario non è matematico). Accettare da parte maschile che la violenza venga esercitata in pari grado da uomini e donne, significa dare alle donne la "potenzialità del potere", per questo si preferisce associare i loro delitti a fattori "innaturali".
Questione che viene a cadere quando "il potere" viene attaccato direttamente: prendiamo ad esempio gli omicidi di carattere sovversivo/politico come l'omicidio Biagi: la Lioce è stata trattata come - se non più duramente - degli altri colleghi maschietti. In quel caso nessuno ha provato inserire quei meccanismi che scattano nei delitti passionali o infanticidi? Perché?
Mah... comunque... scusate... è che in questo periodo sto rileggendo uno dei miei "cattivi maestri" preferiti, tal David Cooper, padre dell'antipsichiatria e di meravigliosi volumi quali "La grammatica del vivere" e "La morte della famiglia".... e la sua influenza si fa sentire! ;-) Mo' che ricomincio con letture "normali" ridivento normale pur'io!
Roderigo
Jul 12 2005, 22:57
QUOTE(sumina @ Jul 12 2005, 09:44) Adesso non ho tempo per rispondere in maniera esaustiva, lo farò semmai questa sera. Cosa vuol dire la tua affermazione ,Roderigo, che le femmine sono femministe e che i maschi sono maschilisti? Ossia , dato che sono uomini, devono esprimere necessariamente un pensiero/posizione maschilista e non femminista???????????????????????? Non necessariamente un uomo è maschilista e una donna femminista. E vi sono molte persone che non si considerano nè l'uno nè l'altro. Qui preciso che per me i due termini non sono specularmente opposti. Mi rifaccio ai due seguenti significati: ma|schi|lì|smos.m. CO atteggiamento culturale e sociale basato sulla presunta superiorità dell’uomo sulla donna fem|mi|nì|smos.m. CO movimento sorto nel XIX sec., per rivendicare alle donne la parità di diritti politici, giuridici e sociali con i maschi | negli anni Sessanta, movimento femminile finalizzato alla promozione di un cambiamento radicale della posizione della donna all’interno della società, con la proposta di valori culturali alternativi a quelli maschili dominanti e l’abolizione dei ruoli tradizionalmente attribuiti alle donne De Mauro, Il Dizionario della Lingua ItalianaDunque, il maschilismo è per la superiorità di un sesso sull'altro, il femminismo per la parità (non per il rovesciamento delle parti, come talvolta erroneamente si crede). Ciò detto, è molto probabile che un uomo non veda le cose dal punto di vista di una donna e quindi un sistema di potere (politico, giudiziario, economico) governato prevalentemente da uomini, i cui criteri di selezione riproducono tale prevalenza, tenda oggettivamente ad amministrare le cose a vantaggio della propria parte. Se nei tribunali e nei parlamenti vi fosse maggiore equilibrio nella presenza di uomini e donne, maggiore equilibrio vi sarebbe anche nelle sentenze e nelle leggi. Per esempio, nei parlamenti dove più elevato è il numero delle donne, più avanzata è la legislazione sociale. Non credo sia un caso.
Roderigo
Jul 12 2005, 23:04
QUOTE(sumina @ Jul 12 2005, 11:45) Questo è molto grave. L'autocrazia è ammessa, e dovrebbe essere concessa, per ciò che è unica ed esclusiva proprietà della persona in oggetto. Stai affermando, che è giusto che i padri non abbiano nessun arbitrio sulla loro progenie, diritto esclusivo delle donne. Stai asservendo il ruolo maschile/paderno, a quello di una prestazione dci servizio, che poi è la parte simmetrica della prostituzione femminile, ma molto piu grave, perche in ballo non vi è il piacere, ma il ruolo stesso nella società, la valenza simbolica di uomini e donne. Nel caso dell'interruzione di gravidanza, l'ideale sarebbe una decisione comune. Qualche volta ciò non avviene perchè l'uomo non si assume le sue responsabilità e la donna viene lasciata sola. Altre volte non avviene perchè l'accordo proprio non si trova. Decidere a maggioranza non si può. Cosa deve succedere in tal caso? Di chi deve essere l'ultima parola? Se dell'uomo, alla donna viene imposta una maternità non desiderata e il suo corpo è ridotto a incubatrice. Se della donna, all'uomo viene negata una aspettativa di paternità. Sono due situazioni molto spiacevoli. Ma solo la seconda esclude che una persona disponga del corpo di un'altra persona. Perciò, la decisione ultima della donna, non è un idillio, ma certamente un male minore.
Roderigo
Jul 12 2005, 23:09
QUOTE(Tex Willer @ Jul 12 2005, 21:41) Finché la Storia viene letta in apparenza, finché si pensa che il vero potere stia nella spada, nella borsa, nel libro e nella poltrona, risulta impossibile contrastare l'evidenza, perché non si può negare che quegli strumenti sono stati quasi totalmente in mani maschili. Finché la violenza si intende solo quella visibile, quella punita dal codice penale e non anche quella invisibile - di cui la prima è in sostanza pura manifestazione - non si può cacciare via le donne dal trono morale sul quale stanno sedute perché la violenza maschile è (ed è stata) molto più visibile e quindi non può essere negata. Ma l'autorità morale femminile è un'autorità usurpata perché fondata su una impotenza femminile che non è mai esistita e su una innocenza che parimenti non può esistere. Nondimeno oggi le donne occidentali hanno questa autorità. Il primato morale, se così viene percepito, non si fonda storicamente su una impotenza, ma su una condizione di oppressione. Sul trono morale della storia vi stan sedute le donne, gli omosessuali, gli ebrei, i neri, i pellerossa. E' inevitabile che sia così, per senso di giustizia. In qualche modo lo dice anche una massima cristiana: gli ultimi saranno i primi. Così trono materiale e trono morale sono spesso inversamente proporzionali. Per poter condividee quello morale, bisogna essere disposti a condividere anche quello materiale.
Roderigo
Jul 12 2005, 23:23
QUOTE(sumina @ Jul 12 2005, 14:14) Quindi...rinnovo il saluto, ho apprezzato sinceramente, la maniera con cui avete accolto la mia presenza, a volte davvero troppo 'diretta'. La vostra è una comunità armoniosa e la mia presenza risulta una nota stonata, quindi me ne ritorno nella mia roccaforte. E' vero che per discutere insieme non basta avere opinioni diverse, bisogna anche avere alcuni valori comuni, senza i quali non vi è base di discussione. Se però questa base la si trova solo nell'ambito della propria roccaforte, c'è il rischio di essere assorbiti in una dimensione settaria. In queste discussioni ho dato per scontato che le mie idee fossero quelle giuste. Però, discutendo mi rendo conto che anche l'idea più giusta non è mai dimostrata una volta per tutte e dimostrare costa sempre qualcosa: almeno un po' di calma e fatica.
sumina
Jul 13 2005, 14:05
Tex, vecchia volpe,conosco la tua tattica.......... se continui gettare carne sulla brace mi costringi a proseguire nel banchetto. QUOTE(Roderigo @ Jul 12 2005, 21:57) Qui preciso che per me i due termini non sono specularmente opposti. Mi rifaccio ai due seguenti significati:
fem|mi|nì|smo s.m. CO movimento sorto nel XIX sec., per rivendicare alle donne la parità di diritti politici, giuridici e sociali con i maschi | negli anni Sessanta, movimento femminile finalizzato alla promozione di un cambiamento radicale della posizione della donna all’interno della società, con la proposta di valori culturali alternativi a quelli maschili dominanti e l’abolizione dei ruoli tradizionalmente attribuiti alle donne
Dunque, il maschilismo è per la superiorità di un sesso sull'altro, il femminismo per la parità (non per il rovesciamento delle parti, come talvolta erroneamente si crede).
Sei sicuro Roderigo? Prova ad andare un po sui forum femministi, o solo femminili, e dimmi se le donne sostengono la parità o la superiorità femminile? Vai su donnanews.it, alfemmile.it, ecc. e leggiti i discorsi, e poi dimmi se sostengono la parità......te ne riporto uno che ho trovato l'altro giorno: QUOTE Noi donne siamo veramente troppo superiori agli uomini. Lo dico dopo un'attenta e per nulla preconcetta analisi.
Cio' che ci fa accettare di andare a letto con un essere peloso e sgraziato come un maschio penso sia istinto materno. Ci fanno tenerezza, cosi' piccoli, indifesi, orgogliosi di cm che non servono a niente. Fanno grandi discorsi, credono di poter restare ragazzi per sempre e non crescere mai.
Non vogliono responsabilità, al massimo vogliono potere ( come se le due cose non fossero collegate).
Non hanno il dono della creazione e vagano alla ricerca del senso della loro esistenza che non c'e' più. Furono creati per difendere la prole dalle fiere. Furono creati forti per questo.
Ditemi oggi a cosa servono. Sono inutili e lo sanno. Per questo fanno tenerezza. Siamo superiori noi donne perchè ancora accettiamo la loro corte, il loro orgoglio, il loro affetto. Ci piacciono in fondo cosi', eternamente bambini, anche quando fanno le bizze e diventano insopportabili.
Non fate del male ai maschi. Sono creature di Dio anche loro. Brutte, pelose, sgraziate ma pur sempre creature di Dio.
Non è una stupida, anzi, è 'diretta' forse anche più di me, e quello che dice, nella sostanza, non la forma, tutto sommato è vero, almeno io lo condivido. Conosci lo SCUM? Society for Cutting Up MenDi esempi sull'uguaglianza femminista potrei fornirtene a centinaia, se non migliaia. QUOTE(Roderigo @ Jul 12 2005, 22:04) Nel caso dell'interruzione di gravidanza, l'ideale sarebbe una decisione comune. Qualche volta ciò non avviene perchè l'uomo non si assume le sue responsabilità e la donna viene lasciata sola. Altre volte non avviene perchè l'accordo proprio non si trova. Decidere a maggioranza non si può. Cosa deve succedere in tal caso? Di chi deve essere l'ultima parola? Se dell'uomo, alla donna viene imposta una maternità non desiderata e il suo corpo è ridotto a incubatrice. Se della donna, all'uomo viene negata una aspettativa di paternità. Sono due situazioni molto spiacevoli. Ma solo la seconda esclude che una persona disponga del corpo di un'altra persona. Però la donna puo abortire, mentre l'uomo non può far interrompera la gravidanza per un figlio che non vuole. Le donne che usano l'aborto come misura anticoncezionale, e sappiamo che è così, sostengono poi di sentirsi 'violentate' se l' uomo non desidera la paternità! Quindi qual'è il potere degli uomini sulla loro prole? nessuno! Per non parlare delle separazioni, il cui i figli vengono affidati sempre alla madre. QUOTE(Roderigo @ Jul 12 2005, 22:23) In queste discussioni ho dato per scontato che le mie idee fossero quelle giuste. Però, discutendo mi rendo conto che anche l'idea più giusta non è mai dimostrata una volta per tutte E questo ti fa onore. Ma vorrei riprendere quello che ha scritto Tex. QUOTE(Tex Willer @ Jul 12 2005, 20:41) Finché la Storia viene letta in apparenza, finché si pensa che il vero potere stia nella spada, nella borsa, nel libro e nella poltrona, risulta impossibile contrastare l'evidenza, perché non si può negare che quegli strumenti sono stati quasi totalmente in mani maschili. Finché la violenza si intende solo quella visibile, quella punita dal codice penale e non anche quella invisibile -
Di cosa starà parlando, qual'è la violenza invisibile cui si riferisce, ed il potere, che può controllare quelli visibili: la spada, la borsa, il libro e la poltrona. E se questo potere è invisibile, come si fa a vederlo, o solo ad essere sicuri che esiste? La risposta è, dal momento che ne osserviamo gli effetti, sugli uomini, vuol dire che esso deve necessariamente esistere.Così come esiste la forza di gravità e tutte le altre che sono ugualmente invisibili, ma percepibili solo tramite gli effetti che producono. Ora la domanda successiva potrebbe essere: Ed allora, quali sono gli effetti! Eh Eh Non fatemi fare tutto da solo. Ladsedj la Lioce è stata trattata come - se non più duramente - degli altri colleghi maschiettiPerchè Ladsedj dice maschietti e non maschi? Satya si era giustificata dicendo che è un vezzeggiativo, ma Ladsedj..e poi in questo contesto, deve esserci un'altra ragione. Io stesso per esternare, il complimento ho dovuto dire: QUOTE Roderigo, persona colta ed intelligente, sanya, bluette, e perla donne squisite e sensibili e non QUOTE Roderigo, uomo colto ed intelligente, sanya, bluette, e perla donne squisite e sensibili Posso dire donna, per le donne, ma non uomo per gli uomini, facendo un complimento poi  , devo dire persona, perche uomo, non suona ugualmente gradevole. Qual'è la causa di ciò ed il potere occulto che contralla le menti, il SENSO, cosa c'è di tanto negativo, nell'essere uomini, nel nascere uomini, e riconoscersi come tali, maschi e non dei 'maschietti'. A voi la risposta.
QUOTE(sumina @ Jul 13 2005, 13:05) Qual'è la causa di ciò ed il potere occulto che contralla le menti, il SENSO, cosa c'è di tanto negativo, nell'essere uomini, nel nascere uomini, e riconoscersi come tali, maschi e non dei 'maschietti'. A voi la risposta. Quale sarebbe il potere occulto che controlla le menti? Nonè chiara questa tua ultima affermazione. Per quanto riguarda il resto "cosa c'è di tanto negativo nell'essere uomini", mah, mi vien da chiederlo a te, sembri soffrirne parecchio. Sia le femministe che citi sia le affermazioni tue e di Tex riducono il rapporto tra uomo e donna a un gioco di potere. E da questo punto di vista puoi anche avere ragione tu, come possono avere ragione le femministe, e non c'è incontro possibile: se guerra è, pare che diciate sui due fronti, e guerra sia ( guerra e non relazione) Ma un rapporto tra un uomo e una donna può essere inteso (e soprattutto vissuto) in molti altri infiniti modi. Perché fossilizzarsi su questo? A meno che sia una scusa per altro: visto che le donne son tutte stronze e streghe, non c'è bisogno di impegnarsi a capirne la natura e tantomeno le ragioni, no? Le donne non sono streghe: sono donne. Così come gli uomini non sono mostri: sono uomini. O ci si prova a capirsi (perché siamo diversi, sì che siamo diversi) o non ci si prova: la vera scelta sta in questo.
Ladsedj
Jul 13 2005, 20:41
QUOTE(sumina @ Jul 13 2005, 13:05) Ladsedj la Lioce è stata trattata come - se non più duramente - degli altri colleghi maschietti
Perchè Ladsedj dice maschietti e non maschi? Satya si era giustificata dicendo che è un vezzeggiativo, ma Ladsedj..e poi in questo contesto, deve esserci un'altra ragione.
Boh... forse era una provocazione inconscia. E' che m'ispirano ilarità certe prese di posizione del tipo "maschio al 100%"... non so se vi siete mai imbattuti in quella grottesca trasmissione, ma questa discussione a quello mi fa pensare. Sarà per questo che non riesco a prenderla seriamente.
I maschi al 100% sono come Vieri che io sono più maschio di tutti voi messi insieme. Io non ambisco a tanto, penso che mi riterrò più che soddisfatto della categoria maschiettile.
Roderigo
Jul 14 2005, 00:07
QUOTE(sumina @ Jul 13 2005, 14:05) Prova ad andare un po sui forum femministi, o solo femminili, e dimmi se le donne sostengono la parità o la superiorità femminile? Vai su donnanews.it, alfemmile.it, ecc. e leggiti i discorsi, e poi dimmi se sostengono la parità......te ne riporto uno che ho trovato l'altro giorno: Non è una stupida, anzi, è 'diretta' forse anche più di me, e quello che dice, nella sostanza, non la forma, tutto sommato è vero, almeno io lo condivido. Conosci lo SCUM? Society for Cutting Up MenDi esempi sull'uguaglianza femminista potrei fornirtene a centinaia, se non migliaia. Bah... su quei forum puoi trovare di tutto, anche messaggi come questo. E per stare a quello da te riportato, non direi esprima contenuti propriamente femministi. Non sfiora alcun tema politico, economico, sociale, giuridico. Dileggia gli uomini e afferma la superiorità delle donne, in modo generico e sarcastico, così come potrebbero fare le bambine a scuola giocando alla guerra contro i bambini. Ogni tanto, ricordo, ci si prendeva reciprocamente in giro su chi era superiore, quando invece non si litigava tra granata e juventini. Considera poi che la svalutazione dell'altro spesso, più che corrispondere alla convinzione della propria superiorità, è un meccanismo difensivo nei confronti di un intimo sentimento di inferiorità. Riguardo all'altro link, che dire? Ogni movimento ha le sue frange estreme. Non vale prenderle ad esempio come fossero paradigmatiche. Sarebbe come citare il Pmli per parlare di comunismo. Anche nel movimento afroamericano esistono frange fondamentaliste che teorizzano la superiorità dei neri e propongono un razzismo alla rovescia. Ma questo non basta per rappresentarsi una realtà capovolta e gettare discredito sulle lotte per i diritti civili. QUOTE(sumina @ Jul 13 2005, 14:05) Però la donna puo abortire, mentre l'uomo non può far interrompera la gravidanza per un figlio che non vuole. Le donne che usano l'aborto come misura anticoncezionale, e sappiamo che è così, sostengono poi di sentirsi 'violentate' se l' uomo non desidera la paternità! Quindi qual'è il potere degli uomini sulla loro prole? nessuno! Sono contrario a generalizzare. Esistono molte storie, molte vicende. Il ricorso all'aborto come misura anticoncezionale è frequente tra le donne molto giovani e questa è la conseguenza di una scarsa educazione sessuale, di una insufficiente opera di prevenzione, la cui responsabilità ricade anche sugli stessi antiabortisti, in primo luogo la chiesa cattolica, che si battono contemporaneamente contro la legalizzazione dell'aborto e contro la diffusione degli anticoncezionali. La natura ha affidato alla donna l'onere della gravidanza, a questo corrisponde nella legge il potere di decidere della maternità. Ma non disperiamoci. Se e quando il progresso medico e tecnologico consentiranno agli uomini di avere il pancione, questa legge potremmo anche cambiarla. Chissà. QUOTE(sumina @ Jul 13 2005, 14:05) Per non parlare delle separazioni, il cui i figli vengono affidati sempre alla madre. E questo ti fa onore. Anche qui, è la tradizione che affida alla donna il prioritario compito di riprodurre a accudire. Anche questo è un retaggio del passato. D'altra parte bisogna pur dire che in caso di separazione, non pochi padri si propongono di sottrarre i figli alla madre a scopo punitivo, per poi affidarli alla nuova compagna o alla propria mamma. Quasi mai per occuparsene loro stessi, impegnati nel lavoro e nella carriera. Conosco più di un caso. Non nego tuttavia possano esistere situazioni in cui invece sarebbe giusto decidere l'affidamento al padre, mentre per pregiudizio e superficialità viene deciso il contrario. QUOTE(sumina @ Jul 13 2005, 14:05) Ma vorrei riprendere quello che ha scritto Tex. Di cosa starà parlando, qual'è la violenza invisibile cui si riferisce, ed il potere, che può controllare quelli visibili: la spada, la borsa, il libro e la poltrona.
E se questo potere è invisibile, come si fa a vederlo, o solo ad essere sicuri che esiste? La risposta è, dal momento che ne osserviamo gli effetti, sugli uomini, vuol dire che esso deve necessariamente esistere.Così come esiste la forza di gravità e tutte le altre che sono ugualmente invisibili, ma percepibili solo tramite gli effetti che producono.
Il potere visibile è il dominio. Quello invisibile si chiama egemonia. Il primo si avvale della forza, il secondo della persuasione e del consenso. Oggi, nonostante il fatto la parità sia ancora lontana, il pensiero femminista è certamente più egemone di quello maschilista. La parità dei sessi è un principio che gode di maggior favore rispetto a qualsiasi riproposizione di modelli patriarcali. E' inevitabile sia così in società industriali e post industriali che hanno bisogno dell'istruzione e del lavoro delle donne. Se diamo uno sguardo al mondo vediamo che vi è una proporzione tra il progresso del ruolo sociale della donna, il tenore di vita, il progresso di popoli e stati. QUOTE(sumina @ Jul 13 2005, 14:05) Perchè Ladsedj dice maschietti e non maschi? Satya si era giustificata dicendo che è un vezzeggiativo, ma Ladsedj..e poi in questo contesto, deve esserci un'altra ragione. Io stesso per esternare, il complimento ho dovuto dire: e non Posso dire donna, per le donne, ma non uomo per gli uomini, facendo un complimento poi  , devo dire persona, perche uomo, non suona ugualmente gradevole. Qual'è la causa di ciò ed il potere occulto che contralla le menti, il SENSO, cosa c'è di tanto negativo, nell'essere uomini, nel nascere uomini, e riconoscersi come tali, maschi e non dei 'maschietti'. Ti ringrazio per l'apprezzamento, ma se qui vi fosse una femminista molto tosta, forse metterebbe in discussione la tua scelta, perchè storicamente la disputa riguarda proprio il fatto che anche la donna è una persona. Non solo non ritengo offensivo essere chiamato uomo, ma non vorrei certo scambiare la mia condizione con quella di una donna. Non solo: se dovessi avere un figlio, lo vorrei maschio e non per garantire la linea ereditaria della stirpe, ma perchè per lui sarei meno preoccupato, lo vedrei più forte, sicuro e garantito. In questa società.
sumina
Jul 14 2005, 22:12
QUOTE Bah... su quei forum puoi trovare di tutto, anche messaggi come questo Già, però vedi che è un forum femminile, generico, e di cosa si parla?Di dominazione al femminile! Quello che leggi, che comunque ne è solo la conseguenza di ciò che stiamo trattando in questa discussione, e che probabilmente a te ne risulta ancora ignota la correlazione, per me è invece chiarissima! QUOTE la superiorità delle donne, in modo generico Se continuerò la discussione lo chiarirò, in modo specifico ed inequivocabile. QUOTE se qui vi fosse una femminista molto tosta L'aspetto a braccia aperte, ben venga. Anche se devo ammettere che mi bastano già le mie, lottare in continuazione è qualcosa che alla lunga.....strema! QUOTE La natura ha affidato alla donna l'onere della gravidanza QUOTE Anche qui, è la tradizione che affida alla donna il prioritario compito di riprodurre a accudire QUOTE Quello invisibile si chiama egemonia Ottimo.QUOTE il secondo della persuasione e del consenso. Oggi, nonostante il fatto la parità sia ancora lontana, il pensiero femminista è certamente più egemone Rimane da capire come sia possibile esercitare però l'egemonia, e soprattutta averla acquisita in una situazione di netto svantaggio, in una società maschilista, in cui non si disponeva di nessun potere apparente: - Non disponevano della spada (forza) - Non disponevano della borsa (ricchezza) - Non disponevano della poltrona (potere politico) - Non disponevano del libro (cultura, se non in parte ok, ma il primato restava comunque ampiamente nelle mani maschili). Deve esserci quindi qualcos'altro di mostruosamente potente, che permette di imporsi pur non disponendo di nessuno di questi poteri, ma in grado col tempo, di dominarli e acquisirli tutti, come in effetti è accaduto,e stà accadendo sempre più. Cosa posso dire....... Mostruosa in verità è la potenza della lode e del biasimo. Dite, fratelli, chi potrebbe sconfiggerla? Dite, chi metterà il guinzaglio ai mille colli di questa bestia? F.Nietzche Così parlò Zarathustra
QUOTE(sumina @ Jul 14 2005, 22:12) Rimane da capire come sia possibile esercitare però l'egemonia, e soprattutta averla acquisita in una situazione di netto svantaggio, in una società maschilista, in cui non si disponeva di nessun potere apparente:
- Non disponevano della spada (forza) - Non disponevano della borsa (ricchezza) - Non disponevano della poltrona (potere politico) - Non disponevano del libro (cultura, se non in parte ok, ma il primato restava comunque ampiamente nelle mani maschili).
Deve esserci quindi qualcos'altro di mostruosamente potente, che permette di imporsi pur non disponendo di nessuno di questi poteri, ma in grado col tempo, di dominarli e acquisirli tutti, come in effetti è accaduto,e stà accadendo sempre più.
se ne potrebbe aggiungere una: -Non disponevano del corpo( conoscenza delle loro potenzialità e della loro femminile sessualità)
Roderigo
Jul 14 2005, 23:04
QUOTE(sumina @ Jul 14 2005, 22:12) Rimane da capire come sia possibile esercitare però l'egemonia, e soprattutta averla acquisita in una situazione di netto svantaggio, in una società maschilista, in cui non si disponeva di nessun potere apparente: Potremmo dire che un pensiero è egemone quando è capace di andare nel senso della storia. Così, l'egemonia maschilista (la gerarchia tra i sessi) sta alla società contandina, come l'egemonia femminista (la parità tra i sessi) sta alla società industriale e post-industriale. Le origini di questa egemonia stanno nella trasformazione del modello sociale: la rivoluzione industriale, l'illuminismo, la rivoluzione francese. Così come ogni moderno principio di uguaglianza.
sumina
Jul 14 2005, 23:14
QUOTE(Roderigo @ Jul 14 2005, 22:04) Potremmo dire che un pensiero è egemone quando è capace di andare nel senso della storia. Così, l'egemonia maschilista (la gerarchia tra i sessi) sta alla società contandina, come l'egemonia femminista (la parità tra i sessi) sta alla società industriale e post-industriale. Le origini di questa egemonia stanno nella trasformazione del modello sociale: la rivoluzione industriale, l'illuminismo, la rivoluzione francese. Così come ogni moderno principio di uguaglianza. Non so.......mi vedo nelle vesti di Morpheus, nell'ingrato compito di dover scegliere se dispensare la pillola blu o piuttosto quella rossa, se scegliere di farvi continuare a vivere in un mondo virtuale, ma 'piacevole' o scoprire la crudezza e la verità, di quello reale. Ci penso un pò. Ciao.
Tex Willer
Jul 15 2005, 06:48
Cos'è la Maschilità?
... Se dividiamo tutte le relazioni possibili con il mondo ed il cosmo in due polarità allora appare subito chiaro chi siamo e cosa possiamo/dobbiamo essere. Faccio solo un esempio, il rapporto con il tempo. Nella relazione con il tempo si può essere orientati verso la reversibilità o verso l'irreversibilità. La prima si cura del mantenimento dell'esistente, la seconda della creazione del nuovo. In un universo limitato (il nostro lo è) ogni cosa nuova esige il sacrificio di qualcosa di vecchio. Allora arriva il momento della scelta, dell'assunzione di responsabilità. Qualcosa va abbandonato per sempre, questo è certo, il nuovo è incerto. E qui nasce l'incertezza, il rischio, il possibile successo a fronte del probabile insuccesso. Qui diventa necessario compromettersi, andare incontro all'errore rischiando non solo la rovina ma anche la caduta nella colpa. Allora la colpa come sentimento profondo della tragicità delle scelte diventa ben altro che quella artificiosa costruita dal Femminismo a danno degli uomini.
La capacità di decidere è maschile ed infatti le donne non hanno considerazione per gli uomini eternamente incerti. E' un'aspettativa femminile che la dice lunga su un carattere della maschilità. Oggi però, l'assunzione di responsabilità maschile non è premiata. E' attesa e sollecitata ma allo stesso tempo dannata. L'irreversibile è maschile ed è carico di responsabilità. Il reversibile invece ci mantiene innocenti, ma è possibile solo in un mondo nel quale non accade/succede nulla. Dove tutto eternamente ritorna. Si vede [...] allora quale prezzo si debba pagare per il fatto di essere nati maschi.
Tex Willer
Jul 15 2005, 06:59
QUOTE(satya @ Jul 13 2005, 16:42) Quale sarebbe il potere occulto che controlla le menti? Nonè chiara questa tua ultima affermazione.
Sessuale, materno, educativo. Poteri immensi ma non visibili...
Tex Willer
Jul 15 2005, 07:04
QUOTE(Ladsedj @ Jul 13 2005, 19:41) Boh... forse era una provocazione inconscia. E' che m'ispirano ilarità certe prese di posizione del tipo "maschio al 100%"... non so se vi siete mai imbattuti in quella grottesca trasmissione, ma questa discussione a quello mi fa pensare. Sarà per questo che non riesco a prenderla seriamente.  Già, perché ormai hai "inconsiamente assorbito" la svalutazione di tutto ciò che è maschile. Al pari di tantissimi altri uomini di oggi. Il fatto stesso che "femminuccia" non ti esca altrettanto spontaneamente/inconsciamente la dice lunga...
Tex Willer
Jul 15 2005, 07:10
A proposito di "parità"... Chi è che svolge i lavori più pesanti, più nocivi, più pericolosi? A quale sesso appartengono il 95% circa di coloro che annualmente muoiono sul posto di lavoro? Chi è che pur vivendo 6/7 anni di meno riceve la pensione cinque anni dopo?
Tex Willer
Jul 15 2005, 07:16
QUOTE(perla @ Jul 14 2005, 21:47) se ne potrebbe aggiungere una: -Non disponevano del corpo( conoscenza delle loro potenzialità e della loro femminile sessualità)  Ne sei così sicura? Secondo te le donne egiziane non disponevano del loro corpo? E fra gli antichi Celti? Ti risulta che le femmine fossero oppresse? E comunque, sai qual è il grande errore di questa epoca? Di guardare al Passato con "gli occhi di oggi"...
Tex Willer
Jul 15 2005, 07:32
QUOTE Roderigo: Se e quando il progresso medico e tecnologico consentiranno agli uomini di avere il pancione, questa legge potremmo anche cambiarla. Chissà. Non ci sarà bisogno di arrivare a tanto. Basterà l' ectogenesi.
Ladsedj
Jul 15 2005, 12:31
QUOTE(Tex Willer @ Jul 15 2005, 06:04) Già, perché ormai hai "inconsiamente assorbito" la svalutazione di tutto ciò che è maschile. Al pari di tantissimi altri uomini di oggi. Il fatto stesso che "femminuccia" non ti esca altrettanto spontaneamente/inconsciamente la dice lunga... Wow! Dai, non scherziamo. In un contesto in cui si fosse esaltata la "filosofia femminista" per provocazione avrei usato la parola "femminucce", ma visto che il contesto era l'opposto ho usato il diminutivo per l'altro sesso. Perché la provocazione era "inconscia", (ma manco tanto, visto che l'ho individuata) non l'uso dei termini. E' proprio la consapevolezza del mio valore di uomo che mi permette di non essere d'accordo con te, senza che io senta attaccato il mio essere "maschio". E poi, se avessi ragione tu, e cioè, se senza spada, borsa, poltrona e libri le donne sono riuscite a imporsi comunque... allora sono superiori davvero, no? Cioè..."sesso, materno, educativo" sono poteri superiori a quelli della spada, del denaro, della politica e della cultura? (Usando i concetti espressi da te)
sumina
Jul 15 2005, 20:51
QUOTE(Ladsedj @ Jul 15 2005, 11:31) Wow! Dai, non scherziamo. In un contesto in cui si fosse esaltata la "filosofia femminista" per provocazione avrei usato la parola "femminucce", ma visto che il contesto era l'opposto ho usato il diminutivo per l'altro sesso. Perché la provocazione era "inconscia", (ma manco tanto, visto che l'ho individuata) non l'uso dei termini. E' proprio la consapevolezza del mio valore di uomo che mi permette di non essere d'accordo con te, senza che io senta attaccato il mio essere "maschio". Ladsedj, se tu sei consapevole di quello che dici e soprattutto perchè lo dici, io sono un femminista praticante QUOTE E poi, se avessi ragione tu, e cioè, se senza spada, borsa, poltrona e libri le donne sono riuscite a imporsi comunque... allora sono superiori davvero, no?
Le donne sono superiori, come infatti ho affermato, oppure ho detto il contrario? QUOTE Cioè..."sesso, materno, educativo" sono poteri superiori a quelli della spada, del denaro, della politica e della cultura? (Usando i concetti espressi da te)
Tex: QUOTE Non ci sarà bisogno di arrivare a tanto. Basterà l'ectogenesi. Dai Tex a chi vuoi darla a bere.......non crederai davvero che coloro che hanno votano a favore dell'eterologa, intendendo ridurre il valore del padre a quello di una provetta (che poi sono gli stessi che gridano allo scandalo della donna oggetto!), possano votare a favore della gestazione extrauterina? NO!SAREBBE' MOSTRUOSO!!
Ladsedj
Jul 15 2005, 22:35
QUOTE(sumina @ Jul 15 2005, 19:51) Ladsedj, se tu sei consapevole di quello che dici e soprattutto perchè lo dici, io sono un femminista praticante Le donne sono superiori, come infatti ho affermato, oppure ho detto il contrario? Se hai affermato questo, sei molto più di un femminista praticante. E a questo punto anche la prima affermazione prende nuova luce. P.s. E poi, se le donne sono superiori, di che lamentarsi? E' un bene che chi è "superiore" abbia potere. O vorresti essere guidato da esseri inferiori?! Hihi... la discussione prende una piega assai grottesca.
sumina
Jul 15 2005, 22:42
QUOTE(Ladsedj @ Jul 15 2005, 21:35) E' un bene che chi è "superiore" abbia potere. O vorresti essere guidato da esseri inferiori?! Vai a leggerti il post su 'Perchè le donne non invitano e non pagano mai?' QUOTE(Ladsedj @ Jul 15 2005, 21:35) Hihi... la discussione prende una piega assai grottesca.
Per te che non vedi oltre il tuo naso
Ladsedj
Jul 15 2005, 23:26
QUOTE(sumina @ Jul 15 2005, 21:42) Vai a leggerti il post su 'Perchè le donne non invitano e non pagano mai?' ..ehm...è lunghetto, e non l'ho seguito con attenzione, se mia fai un suntino è meglio! QUOTE(sumina @ Jul 15 2005, 21:42) Per te che non vedi oltre il tuo naso  E sì, dai. S'era capito da subito che eri tu l'intelligentone del gruppo. P.s. Quando hai superato il tuo "conflitto irrisolto" con l'altro sesso, fammi un fischio.
(intervento intrusivo ironico-scherzoso  ) QUOTE(Ladsedj @ Jul 15 2005, 23:26) ..ehm...è lunghetto, e non l'ho seguito con attenzione, se mia fai un suntino è meglio! Lad non è da te! davvero lo vorresti un suntino? E dire che sono state dette cose così interessanti.. QUOTE(Ladsedj @ Jul 15 2005, 23:26) P.s. Quando hai superato il tuo "conflitto irrisolto" con l'altro sesso, fammi un fischio.  Perchè cosa avresti intenzione di fare poi?
QUOTE(Tex Willer @ Jul 15 2005, 07:16) Ne sei così sicura? Secondo te le donne egiziane non disponevano del loro corpo? E fra gli antichi Celti? Ti risulta che le femmine fossero oppresse? E comunque, sai qual è il grande errore di questa epoca? Di guardare al Passato con "gli occhi di oggi"... non ho così approfondite conoscenze sul tema, che pur potrei trovare girando nel web (qui siamo tutti bravi, volendo  ) e quindi non posso esprimermi. Quel che intendevo è che credo mai come oggi le donne, per la maggior parte almeno, abbiano acquisito consapevolezza del loro corpo e nello specifico di tutto ciò che riguarda la sessaulità, organi e funzionamento compresi rivendicando anche il loro diritto al piacere.
Ladsedj
Jul 16 2005, 21:42
QUOTE(perla @ Jul 16 2005, 12:43) (intervento intrusivo ironico-scherzoso  ) Lad non è da te! davvero lo vorresti un suntino? E dire che sono state dette cose così interessanti.. eh...ma non ho capito che c'entrano col discorso che facevo qualche post più su. QUOTE(perla @ Jul 16 2005, 12:43) Perchè cosa avresti intenzione di fare poi?  ..be'...si potrebbe passare ad una trattazione più serena dell'argomento.
Bluette
Jul 16 2005, 23:26
Tornando a bomba, a quello che è il tema del topic, QUOTE(sumina @ Jul 11 2005, 09:35) Quindi gli studi non fanno altro che basarsi sul responso stabilito dai tribunali, che è viziato, in quanto tratta in maniera disciminatoria le due casistiche. ... Nel caso delle madri assassine, vi è la accertata tendenza a riconoscerle tutte “incapaci” al momento del fatto. Il che NON indica AFFATTO che fossero “malate” o anche “incapaci” mentre uccidevano i figli, ma, semplicemente e drammaticamente appunto che, per la NOSTRA CULTURA, una madre che ammazza i figli non è mai una madre “cattiva” ma, semplicemente, “fuori di testa”.
Sumina, parti da una premessa sbagliata, dal momento che non tieni conto che "effettivamente" le donne sono meno violente degli uomini e che quindi, quando commettono un omicidio, nella maggior parte dei casi lo fanno nell'ambito di un disturbo psichiatrico che influenza la loro capacità di intendere e di volere. Il pregiudizio di cui parli, qualora si verifichi, è molto meno diffuso di quello che pensi, altrimenti non si spiegherebbe come mai la maggior parte delle donne che usano violenza sui neonati (omicidio, tentato omicidio e maltrattamenti), e non sono poche, finiscono in carcere e non in un ospedale psichiatrico giudiziario. Tale pregiudizio inoltre riguarda più che altro la sentenza dei giudici, ma come ripeto, anche in quel caso non è la norma... Purtroppo è impossibile in ogni campo raggiungere la perfezione. Ciò non vuol dire che per questo l'umanità sia orientata verso la discriminazione del genere maschile. Pensa poi che esistono casi in cui i giudici manifestano un pregiudizio al contrario, nel senso che, nonostante le evidenze opposte, ritengono capaci di intendere e di volere donne che non lo erano al momento del reato e che fanno questa scelta per non deludere invece un'opinione pubblica che le vorrebbe vedere condannate a una pena pesante. QUOTE(sumina @ Jul 11 2005, 09:35) Per quanto riguarda l'incapacità di intendere e o volere (basta una delle due), non coincide affatto con uno stato di malattia ed è un accertamento assolutamente basato sul convincimento di chi lo pone, molto più che su accertamenti scientificamente condivisi e condivisibili, in quanto fortemente influenzato dalle premesse culturali e collettive. Non è affatto come accertare se uno ha la febbre, la polmonite, o la glicemia alta. Basta una delle due per cosa? QUOTE(sumina @ Jul 11 2005, 09:35) Il criterio di “incapacità di intendere e volere” è indefinibile: lo “psicopatico” e il “matto” possono essere ritenuti capacissimi di intendere e volere, così come il “sano” può essere riconosciuto “incapace”, al MOMENTO DEL FATTO (e questo è un punto determinante: l’incapacità a delinquere deve essere relativa al MOMENTO DEL FATTO, potendo poi non esistere al di fuori del crimine), ed essere normalissimo prima e poi. Il momentaneo “raptus” che porta all’omicidio, ad esempio, può non avere alcun substrato patologico a sostenerlo, ma esser diagnosticato lo stesso. In sintesi, accertare l’incapacità di intendere e o volere al momento in cui si è commesso un fatto, non ha l’esattezza “scientifica” e nemmeno quella dell’accertamento psichiatrico, proprio perché l’incapacità a intendere e o volere NON coincide affatto con la “malattia”.
A parte che l'incapacità di intendere e volere viene a scemare solo in caso di infermità mentale e quindi coincide sempre con la malattia, mentre può essere vero il contrario, i consulenti tecnici, per lo più psichiatri, nel determinare la presenza di infermità mentale e di un'eventuale incapacità di intendere e di volere in rapporto ad essa, si basano su criteri scientifici. Negare ciò, senza avere un minimo di conoscenze al proposito, mi sembra quanto meno superficiale, se non arrogante e presuntuoso.
sumina
Jul 17 2005, 11:17
QUOTE(bluette @ Jul 16 2005, 22:26) Sumina, parti da una premessa sbagliata, dal momento che non tieni conto che "effettivamente" le donne sono meno violente degli uomini e che quindi, quando commettono un omicidio, nella maggior parte dei casi lo fanno nell'ambito di un disturbo psichiatrico che influenza la loro capacità di intendere e di volere. Quindi vediamo...il teorema: 1 - Le donne non sono violente. 2 - Per poter asserire che una donna è violenta, dovrei basarmi sull'osservazione dei fatti, ossia verificare se ha commesso violenza. 3 - Ma se la commette, ciò non prova che l'ha commessa perchè violenta, dato che per definizione, appunto, appartiene alla categoria dei non violenti. 4 - quindi vuol dire che deve esserci un altro motivo. Se commette violenza, vuol dire che, vista l'appartenenza alla categoria dei non violenti, deve incapace di intendere e di volere. Conclusione: La violenza femminile è indimostrabile a prescindere dai fatti osservati. Come ho gia detto, il delitto è prova stessa di non colpevolezza, come accade appunto nei due stati americani in cui l'infanticidio, femminile, è depenalizzato.
Bluette
Jul 17 2005, 13:49
QUOTE(sumina @ Jul 17 2005, 10:17) La violenza femminile è indimostrabile a prescindere dai fatti osservati. Come ho gia detto, il delitto è prova stessa di non colpevolezza, come accade appunto nei due stati americani in cui l'infanticidio, femminile, è depenalizzato. Basta, rinunciooooo!
sumina
Jul 18 2005, 18:27
QUOTE(Roderigo @ Jul 10 2005, 22:39) La violenza femminile, concordo con Ladsedj, non è prevista, non può essere nè eroica, nè criminale. Semplicemente è fuori dal mondo, perciò «pazza».
LONDRA -Lui, un bambino di cinque anni, l'ha fatta arrabbiare e lei, una ragazzina di 12, lo ha appeso a un albero di un bosco del West Yorkshire, Inghilterra, per il collo. « Mi aveva fatto arrabbiare». Si è giustificata così davanti agli attoniti giudici del tribunale minorile di Dewsbury. La piccola vittima è scampata «solo per una questione di secondi» alla morte per soffocamento. « NON GLI AVEVO CHIESTO DI VENIRE CON ME» - «Il bambino era dietro di me. Non gli ho chiesto di venire. - ha raccontato la mini-imputata - . Era furiosa con lui. C'era una fune e lo ho appeso ad un albero». Non paga, la rea confessa, durante le indagini, lo scorso maggio aveva additato altri quattro bambini quali responsabili del tentato omicidio, rivelatisi in seguito del tutto estranei alla vicenda. La dodicenne ha quindi confessato di essere l'unica autrice del tentativo di «impiccagione», ed ora dovrà rispondere dell'accusa di lesioni, calunnia e depistaggio delle indagini. Il bambino fu ritrovato nel bosco, solo, ferito e contuso in varie parti del corpo, con vistosi segni al collo provocati dalla corda. La sentenza del Tribunale per i reati minorili sarà emessa il prossimo 5 settembre.
Meteorablu
Jul 18 2005, 22:07
QUOTE(sumina @ Jul 18 2005, 16:27) LONDRA -Lui, un bambino di cinque anni, l'ha fatta arrabbiare e lei, una ragazzina di 12, lo ha appeso a un albero di un bosco del West Yorkshire, Inghilterra, per il collo. « Mi aveva fatto arrabbiare». Si è giustificata così davanti agli attoniti giudici del tribunale minorile di Dewsbury. La piccola vittima è scampata «solo per una questione di secondi» alla morte per soffocamento. « NON GLI AVEVO CHIESTO DI VENIRE CON ME» - «Il bambino era dietro di me. Non gli ho chiesto di venire. - ha raccontato la mini-imputata - . Era furiosa con lui. C'era una fune e lo ho appeso ad un albero». Non paga, la rea confessa, durante le indagini, lo scorso maggio aveva additato altri quattro bambini quali responsabili del tentato omicidio, rivelatisi in seguito del tutto estranei alla vicenda. La dodicenne ha quindi confessato di essere l'unica autrice del tentativo di «impiccagione», ed ora dovrà rispondere dell'accusa di lesioni, calunnia e depistaggio delle indagini. Il bambino fu ritrovato nel bosco, solo, ferito e contuso in varie parti del corpo, con vistosi segni al collo provocati dalla corda. La sentenza del Tribunale per i reati minorili sarà emessa il prossimo 5 settembre. E questo cosa dimostrerebbe? Le cronache storiche e non, sono zeppe di violenze anche fra bambini, purtroppo... Ma forse stai compilando la tua personalissima lista dei Buoni e delle Cattive... La violenza e l'aggressività fanno parte della natura maschile, le guerre le fanno gli uomini, gli atti più bestiali, nella storia dell'Umanità, li hanno compiuti esseri di sesso maschile, la pedofilia è prerogativa maschile, se poi si vogliono accendere i riflettori sulle eccezioni per far tacere i "sensi di colpa" allora vabbè, prego si accomodi...qui c'è una poltrona e accanto un bel libro di Ida Magli(sesso e potere, bompiani), sopra il libro un post-it : POST ITmagari uno poi ci riflette pure...
Roderigo
Jul 18 2005, 23:34
Per quanto mi riguarda, una donna può essere violenta come un uomo. Così come un uomo può essere ingannevole come una donna. Basta vedere come sumina, poco sopra, ha quotato parte di un mio messaggio.
In accordo con con Ladsedj, affermo che la violenza femminile non è prevista: nè eroica, nè criminale Da chi? Dallo stereotipo maschilista. Non descrivo il mio pensiero. Infatti, si discuteva se il presumere la donna normalmente refrattaria alla violenza fosse un nuovo modo di pensare nella modernità oppure un retaggio della tradizione. A leggere sumina sembrerebbe che fino al '900 le donne siano state considerate violente come gli uomini, poi con l'arrivo del femminismo tutto sarebbe cambiato trasformando la donna in angelo non violento, altrimenti pazza.
Sulla natura non mi pronuncio. Il passato, la cultura, l'educazione penso abbiano un peso molto importante. Un ragazzino si preoccupa di essere il più forte del suo gruppo, una ragazzina di essere la più bella. Vorrà pur dir qualcosa.
sumina
Jul 20 2005, 09:46
QUOTE(Meteorablu @ Jul 18 2005, 21:07) La violenza e l'aggressività fanno parte della natura maschile
QUOTE(Meteorablu @ Jul 18 2005, 21:07) le guerre le fanno gli uomini, gli atti più bestiali, nella storia dell'Umanità, li hanno compiuti esseri di sesso maschile Quanto odio...wow QUOTE(Meteorablu @ Jul 18 2005, 21:07) la pedofilia è prerogativa maschile QUOTE(Meteorablu @ Jul 18 2005, 21:07) per far tacere i "sensi di colpa"
Nessun senso di colpa. Perche? Dovrei? La mia coscienza è pulita come quella di un infante, e la tua? Il tuo atteggiamento mi ricorda tanto quello dei Nazisti, che vedevano negli ebrei il capo espiatorio dei problemi del mondo, e quindi..colpevoli dalla nascita per il solo fatto di essere ebreiPer te chi sono...i maschi? QUOTE Il nazismo seppe agitare con forza anche questa paura per il "pericolo ebraico". Così, nella Germania del Terzo Reich e poi nell’Europa occupata dalle truppe tedesche, il secolare odio per gli "assassini di Cristo" si fuse all’immagine dell’ebreo infido, egoista e affamatore, insieme alla paura e al ribrezzo per questa "razza non umana" (Adolf Hitler) tesa alla conquista dell’umanità, dando luogo a quella sorta di gigantesco Caso Dreyfus Devo dirti in tutta sincerità, che così come ho trovato una persona davvero gradevole su questo forum, che corrisponde al nome di perla, a te tocca invece la maglia nera. Senza offesa vero?
Roderigo
Jul 20 2005, 09:55
QUOTE(sumina @ Jul 20 2005, 09:46) Il tuo atteggiamento mi ricorda tanto quello dei Nazisti, che vedevano negli ebrei il capo espiatorio dei problemi del mondo, e quindi..colpevoli dalla nascita per il solo fatto di essere ebreiPer te chi sono...i maschi? Però, i nazisti non giocavano di rimessa, assumevano il ruolo offensivo. Erano quelli che ponevano il problema della questione ebraica, in continuità con la tradizione millenaria antisemita dell'Europa cristiana prima e nazionalista poi. E sicuramente più di un ebreo li avrà mandati a quel paese, ma senza ritenere di proporre verità inconfessabili, come invece pretendeva il mein kamp, tant'è che ad un certo punto il terzo reich tentò persino di cambiar le carte in tavole attribuendo agli ebrei addirittura una dichiarazione di guerra. D'altra parte non esiste dominio che non attribuisca alla parte dominata sentimenti di odio e intenzioni distruttive. Soprattutto se si tratta di un dominio decadente.
QUOTE(sumina @ Jul 20 2005, 09:46) Devo dirti in tutta sincerità, che così come ho trovato una persona davvero gradevole su questo forum, che corrisponde al nome di perla Non posso che ringraziarti: apprezzamenti fanno sempre piacere permettimi però di spendere una parola per la mia amica Met che trovo invece gradevolissima, dotata di simpatia e senso dello humor Ha suo pensiero, ovvio, come tutti , ma sa rapportarsi bene col prossimo. Ciao Met e se mi permetti ancora.. cerca di stare più attento a usare con discernimento parole o paragoni che potrebbero risultare non troppo graditi  e siccome ho appena dato il buongiorno a scorpio e Roderigo.. Buongiorno anche a te sumina
Antiglobal
Jul 20 2005, 10:38
QUOTE(sumina @ Jul 20 2005, 09:46) Lei forse no.... lei.
Antiglobal
Jul 20 2005, 10:51
QUOTE(sumina @ Jul 20 2005, 09:46) Il tuo atteggiamento mi ricorda tanto quello dei Nazisti, che vedevano negli ebrei il capo espiatorio dei problemi del mondo, e quindi..colpevoli dalla nascita per il solo fatto di essere ebreiEccone uno che ha capito tutto delle donne... un unico esempio da guinness dei primati... Toglimi una curiosita'.... ma ti hanno mai mandato a stendere all'ombra del sole? Io lo farei, al posto loro.
Roderigo
Jul 20 2005, 11:22
Sumina sembra quasi pensare di dover ripartire da zero. Sottovaluta la forza del retaggio della tradizione. Pare non aver coscienza della persistente vitalità degli stessi ideali in cui crede. Se avesse più fiducia nella maschilità, sarebbe più attento nel modo di rivolgersi ad una donna. Perchè per ogni donna offesa, ci sono almeno dieci cavalieri pronti a sfidarlo a duello. Al di fuori di questo livello minimo di consapevolezza, caro sumina, ma quale etica maschile pensi di poter proporre?
QUOTE(Roderigo @ Jul 20 2005, 11:22) Perchè per ogni donna offesa, ci sono almeno dieci cavalieri pronti a sfidarlo a duello. questo non sempre è vero A volte qualcuno non sfiora nemmeno la spada e, forse, dovrebbe
Roderigo
Jul 20 2005, 11:28
QUOTE(perla @ Jul 20 2005, 11:26) A volte qualcuno non sfiora nemmeno la spada e, forse, dovrebbe  L'arma dovrebbe sceglierla il duellante sfidato. Almeno credo... è da tanto che non lo faccio più.
QUOTE(Roderigo @ Jul 20 2005, 11:28) L'arma dovrebbe sceglierla il duellante sfidato. Almeno credo... è da tanto che non lo faccio più.  e certo Rod!!! ma non era questo il punto.. al di là del tipo di arma qui si tratta di coraggio, dedizione, fedeltà e se vuoi anche amore.. non hai parlato tu di cavalieri? www.comunediverucchio.it
sumina
Jul 20 2005, 11:36
Ora non ho tempo per rispondere, stò lavorando, lo farò nell'intervallo se riesco.
QUOTE(sumina @ Jul 20 2005, 08:46) ...a te tocca invece la maglia nera. Senza offesa vero?
Esemplare. Siccome questa femmina osa alzar la testa dal centrino che sta lavorando all'uncinetto per te, non è più degna delle tue preziose attenzioni, anzi va punita. Beh, visto che ci sei preparane due di maglie nere: una la voglio assolutamente io.
Roderigo
Jul 20 2005, 11:42
QUOTE(sumina @ Jul 20 2005, 11:36) Ora non ho tempo per rispondere, stò lavorando, lo farò nell'intervallo se riesco. Allo schiaffo del guanto bianco, si risponde nell'intervallo? Se si riesce?  Che tempi.
Antiglobal
Jul 20 2005, 11:58
QUOTE(Roderigo @ Jul 20 2005, 11:42) Allo schiaffo del guanto bianco, si risponde nell'intervallo? Se si riesce?  Che tempi.  Nessun problema. io sto qui....
Roderigo
Jul 20 2005, 12:01
Par già di vedervi incrociare le lame... www1.hellocrazy.com
sumina
Jul 20 2005, 14:07
Che pandemonio ho scatenato, chi l’avrebbe immaginato! Essì che a me sembrava una risposta così innocente, del tutto in linea con la provocazione della ‘marziana’. Non è infatti mia abitudine porgere l'altra guancia. Ma ecco i due cavalieri indignati, correre in soccorso della loro dama ferita (retaggio del passato?), ed ergersi a baluardo in sua difesa. Chi non sa difendersi nemmeno da se stesso, avrebbe dunque il valore di schierarsi a difesa degli altri??? (Manca l’iconcina che muore dalle risate, si butta per terra e si trattiene la pancia.Si può provvedere?) Devo dunque fare un forzo per capire cosa vi abbia indignato tanto.Che sia stato il paragone coi nazisti? Non vi è bisogno di possedere una laurea in logica, per sapere che qualcosa che ne ricorda un’altra, (dissi infatti: Il tuo atteggiamento mi ricorda tanto quello dei Nazisti), non vuol dire che sia uguale, ne abbia la maggior parte dei tratti, o anche solo che sia simile. Due entità possono essere molto diverse, ma possedere cmq, per un aspetto, una similitudine. La chiara volontà di ‘meteora’nel post #57, di attaccare la mia autostima con "le armi" da me esposte in maniera decisamente esaustiva nel post dell’altro giorno, ossia colpevolizzandomi/incriminandomi solo perché appartenenete al genere maschile (‘ La violenza e l'aggressività fanno parte della natura maschile,’ ‘ gli atti più bestiali li hanno compiuti esseri di sesso maschile’,’ la pedofilia è prerogativa maschile’…. far tacere i sensi di colpa), è un atto davvero oltraggioso.Almeno per chi possiede stima di se stesso, cosa che invece viene a cadere nel caso dei ‘maschi pentiti’, cui questo forum brulica…… Aspetto quindi le sue scuse. La similitudine nazista, consiste quindi, evidentemente nella colpevolizzazione/ l’incriminazione di una persona solo perche appartenente ad una categoria. Quella dei cattivi. Di questo Meteora , nel suo post, ha dato ampia prova, non ultima di stupidità. Capisco cmq, che il problema stia nella percezione della fatti e delle parole, e di una mancanza di sensibilità.Soprattuto di autostima maschile. La stessa mancanza di autostima, che permette al "maschio pentito" di iniziare, sensa notare stranezza alcuna, un gioco sul corteggiamento che esordisce con "conquistami stupido", oppure riferirsi a se stesso come maschietto, e non come uomo (dato che già femmina è dispregiativo quanto usato nelle veci di donna), o ancora che ride di una sit comedy,dove gli uomini, vengono rappresentati come esseri rozzi ed incarnano la stupidità. Ed in effetti, riflettendoci, il “maschio pentito” è costretto ad instupidirsi, come mezzo di difesa utile a velare la propria condizione di malessere morale nei confronti dell’altro sesso. Iniziate ad "accettarvi" e poi potremmo continuare il discorso. Al momento non ci sono le basi minime per poterlo fare, e ha fatto bene tex, che più saggiamente, intuendo quale fosse il livello dei suoi interlocutori, ha preferito abbandonare il campo, in quantro dove non vi è confronto, non vi è nemmeno onore. Ah, dimenticavo, buona giornata anche a voi! :-) P.S. Per Roderigo Avrai capito ora quale fosse la "quinta colonna" cui mi riferivo.....siete proprio voi, i "maschi pentiti", i peggiori nemici degli uomini, la quinta colonna del femminismo. Checkmate!
Roderigo
Jul 20 2005, 14:40
QUOTE(sumina @ Jul 20 2005, 14:07) Non vi è bisogno di possedere una laurea in logica, per sapere che qualcosa che ne ricorda un’altra, (dissi infatti: Il tuo atteggiamento mi ricorda tanto quello dei Nazisti), non vuol dire che sia uguale, ne abbia la maggior parte dei tratti, o anche solo che sia simile. Due entità possono essere molto diverse, ma possedere cmq, per un aspetto, una similitudine. Inoltre, bisogna possedere il senso della logica per sapere che una accusa quando è esagerata, estrema, anche espressa nella forma dell'analogia, diventa irrilevante. Tuttavia, è vero che le proiezioni tentono a radicalizzare il giudizio. QUOTE(sumina @ Jul 20 2005, 14:07) La chiara volontà di ‘meteora’nel post #57, di attaccare la mia autostima con "le armi" da me esposte in maniera decisamente esaustiva nel post dell’altro giorno, ossia colpevolizzandomi/incriminandomi solo perché appartenenete al genere maschile (‘ La violenza e l'aggressività fanno parte della natura maschile,’ ‘ gli atti più bestiali li hanno compiuti esseri di sesso maschile’,’ la pedofilia è prerogativa maschile’…. far tacere i sensi di colpa), è un atto davvero oltraggioso.Almeno per chi possiede stima di se stesso, cosa che invece viene a cadere nel caso dei ‘maschi pentiti’, cui questo forum brulica…… Aspetto quindi le sue scuse. Il pentimento è tuo. Il maschio ha sempre rivendicato il primato sulla violenza e considerato la violenza un valore. Gli eroi maschili sono tutti violenti. Il monopolio della violenza è potere, il potere è naturalmente maschile, il maschio è naturalmente violento. Gli uomini per primi lo hanno sempre pensato, detto e affermato. Le donne ne hanno preso atto e accettato a loro volta di pensarlo e di dirlo. Vuoi fargliene una colpa? Anche qui, sei tu che colpevolizzi. Forse perchè non ti tornano i conti. Se un merito ha avuto la rivoluzione delle donne, non è quello di aver attribuito agli uomini la violenza, bensì quello di aver diffuso il senso comune secondo cui la violenza è un disvalore. Non un valore, un disvalore. Così è scaduta la nostra moneta, ci è rimasto il primato su un disvalore e non ne andiamo più fieri. Non accusare le donne di attribuirci quel che noi, storicamente, ci sian sempre attribuiti con orgoglio. Se alcuni valori maschili, anche nella nostra testa sono diventati disvalori, il nostro problema è ridefinire la nostra identità trovando nuovi valori.
sumina
Jul 20 2005, 15:01
Hai le fette di salame sugli occhi, e sei piegato dal senso di colpa, no fai altro che confermarlo.
Grazie a te, e a quelli come te, il mondo vedrà orrori che la storia degli uomini non ha mai conosciuto. Cmq è evidente che la discussione tra noi non porta da nessuna parte. Stò solo perdendo tempo.
Questo è per te Metora...la pedofilia è solo maschile dici eh??
Caramelle da una sconosciuta di Roberto Rocca Rey Da La Repubblica delle donne
La pedofilia è, anche, donna. Cade il dogma della maternità buona a ogni costo, il principio per cui in ogni femmina c'è l'istinto a proteggere, o almeno a non colpire, un cucciolo della sua specie. Secondo le stime, in cinque casi su cento, ad abusare sono madri incestuose, ambigue zie, maestre e baby sitter, fino alle "regine per una notte" che, sulle spiagge del Terzo mondo, vanno a caccia di beach boys giovanissimi e indifesi. Una realtà estrema, quest'ultima, inconcepibile come lo erano, una decina di anni fa, le storie di pedofili maschi. Poi, l'orrore di quei sadismi e di quel mercato planetario è entrato nelle cronache e nella coscienza collettiva, sotto la voce "orco". Le scarse informazioni che giungono dalle associazioni di volontariato parlano di pedofile tedesche pronte a iniettare droghe nello scroto di bimbi dello Sri Lanka per provocare erezioni abnormi, mentre le pedofile "latine", meno estreme, prediligerebbero per ora Paesi come Tunisia e Marocco. Così come è successo per l'alcolismo femminile, emerso dalle profondità della rimozione collettiva soltanto molti anni dopo il fenomeno di segno maschile, anche la pedofilia "rosa" comincia a essere percepita come esistente e, dunque, dibattuta e investigata. "Per cercare di comprenderne la diffusione in Italia, bisogna sondare il pianeta dell'abuso sessuale in generale, forse l'ultimo dei disastri dell'umanità", dice la neuropsichiatra infantile e terapeuta familiare Marinella Malacrea, responsabile dell'Unità per la cura e la ricerca nell'abuso sessuale presso il Centro per il bambino maltrattato di Milano. E aggiunge: "Nel '98 un rapporto del Censis, sulla base delle denunce, stimava che i bambini vittime di abusi sessuali fossero pari circa al 2 per 1.000 della popolazione italiana. Ma tutte le ricerche sugli adulti abusati da piccoli, nel nostro Paese e nel mondo, concordano nell'ipotizzare che in media il 20 per cento sia stato, in qualche modo, toccato da questa esperienza. Dunque la proporzione tra casi conosciuti e sommersi è di uno a cento". Ma quanti di questi casi sono riconducibili alla responsabilità di una donna? "Secondo la letteratura internazionale e la mia esperienza", aggiunge Malacrea, "le donne rappresentano il 5 per cento degli abusanti". .....
Roderigo
Jul 20 2005, 15:26
QUOTE(sumina @ Jul 20 2005, 15:01) Hai le fette di salame sugli occhi, e sei piegato dal senso di colpa, no fai altro che confermarlo. Se le fette di salame sugli occhi tu non le avessi, vedresti almeno quello che ti viene scritto. Ma dalle tue risposte non pare. Ho detto più volte che entrambi i sessi partecipano delle medesime caratteristiche positive e negative. Ammesso che esistano, non credo siano determinabili differenze di natura. Le differenze sono date dalla storia, dalla cultura, dall'educazione. Non c'è una natura che fa il maschio violento. Ma c'è una cultura. Per negarlo devi in modo del tutto grottesco falsificare la storia. Hai fatto tu il paragone con i nazisti. Bene. Cosa dicono oggi i nazisti dell'olocausto? Lo rivendicano o lo negano? Lo negano. E accusano gli ebrei e tutti i loro "utili idioti" di averlo inventato e di averlo loro attribuito per delegittimarli. E' la stessa procedura mentale che applichi tu nei confronti delle donne. Perchè quel che ieri era un vanto, oggi è vergogna. Io sono diventato adulto dopo la stagione del femminismo, e quindi ho avuto la fortuna di non dover vivere la rottura con lo stereotipo maschile. Non ho dovuto separarmi da un modello che non ho mai avuto. E con questo mi sono risparmiato anche i sensi di colpa. Certo, l'ambiente familiare, le esperienze politiche hanno poi il loro peso. E' probabile, infatti, che pure la variante mozzarellona del maschilismo (quella che accusa le donne, per le monete scadute del maschio) sia di questa generazione. QUOTE(sumina @ Jul 20 2005, 15:01) Grazie a te, e a quelli come te, il mondo vedrà orrori che la storia degli uomini non ha mai conosciuto. Non sarebbe lecito fare qualunque cosa contro quelle persone, grazie alle quali, la storia degli uomini (anche delle donne?) vedrà orrori che non ha mai conosciuto? Se si tratta di salvare il mondo da grandi orrori inediti, direi di si. La paranoia può essere non violenta?
Antiglobal
Jul 20 2005, 16:03
QUOTE(sumina @ Jul 20 2005, 14:07) Non è infatti mia abitudine porgere l'altra guancia. Di questo Meteora , nel suo post, ha dato ampia prova, non ultima di stupidità. Non serve porgere l'altra guancia, basta fare il giro.... Quanto alla stupidita', siccome hai scambiato si e no due post con Meteora e ti permetti di pontificare su di lei, direi che puoi tranquillamente metterti davanti ad uno specchio e parlarti addosso. Sempre che lo specchio regga...
Meteorablu
Jul 20 2005, 16:46
QUOTE(sumina) Il nazismo seppe agitare con forza anche questa paura per il "pericolo ebraico". Così, nella Germania del Terzo Reich e poi nell’Europa occupata dalle truppe tedesche, il secolare odio per gli "assassini di Cristo" si fuse all’immagine dell’ebreo infido, egoista e affamatore, insieme alla paura e al ribrezzo per questa "razza non umana" (Adolf Hitler) tesa alla conquista dell’umanità, dando luogo a quella sorta di gigantesco Caso Dreyfus Poi mi spieghi chi hai "quotato" rivolgendoti a me? Credo tu abbia fatto un bel pò di confusione, io sarò anche "stupida" secondo il tuo personalissimo punto di vista, ma tu potresti apparire "rimba"... QUOTE(sumina) Devo dirti in tutta sincerità, che così come ho trovato una persona davvero gradevole su questo forum, che corrisponde al nome di perla, a te tocca invece la maglia nera. Senza offesa vero? Devo dirti in tutta sincerità, che i tuoi subdoli paragoni puoi risparmiarteli, sempre se il tuo testosterone te lo concede...La maglia nera dici? Fà troppo caldo, si potrebbe avere un piccolo top?  QUOTE(sumina) Che pandemonio ho scatenato, chi l’avrebbe immaginato! Eh si! Chi lo avrebbe mai immaginato... QUOTE(sumina) Essì che a me sembrava una risposta così innocente, del tutto in linea con la provocazione della ‘marziana’. Ma come? Non "ero" Nazista???? QUOTE(sumina) Non è infatti mia abitudine porgere l'altra guancia. Ma ecco i due cavalieri indignati, correre in soccorso della loro dama ferita (retaggio del passato?), ed ergersi a baluardo in sua difesa. Chi non sa difendersi nemmeno da se stesso, avrebbe dunque il valore di schierarsi a difesa degli altri??? (Manca l’iconcina che muore dalle risate, si butta per terra e si trattiene la pancia.Si può provvedere?) Stai per caso insinuando che sono una povera donnetta indifesa? Eh si, manca quell'iconcina che muore dalle risate dando i pugni sul pavimento) QUOTE(sumina) Devo dunque fare un forzo per capire cosa vi abbia indignato tanto.Che sia stato il paragone coi nazisti? Hai "toppato" Sumina, fà caldo... QUOTE(sumina) Non vi è bisogno di possedere una laurea in logica, per sapere che qualcosa che ne ricorda un’altra, (dissi infatti: Il tuo atteggiamento mi ricorda tanto quello dei Nazisti), non vuol dire che sia uguale, ne abbia la maggior parte dei tratti, o anche solo che sia simile. Due entità possono essere molto diverse, ma possedere cmq, per un aspetto, una similitudine. La chiara volontà di ‘meteora’nel post #57, di attaccare la mia autostima con "le armi" da me esposte in maniera decisamente esaustiva nel post dell’altro giorno, ossia colpevolizzandomi/incriminandomi solo perché appartenenete al genere maschile (‘ La violenza e l'aggressività fanno parte della natura maschile,’ ‘ gli atti più bestiali li hanno compiuti esseri di sesso maschile’,’ la pedofilia è prerogativa maschile’…. far tacere i sensi di colpa), è un atto davvero oltraggioso.Almeno per chi possiede stima di se stesso, cosa che invece viene a cadere nel caso dei ‘maschi pentiti’, cui questo forum brulica…… Aspetto quindi le sue scuse. Sento davvero la mancanza dell'iconcina che si spanza dalle risate!!!! QUOTE(sumina) La similitudine nazista, consiste quindi, evidentemente nella colpevolizzazione/ l’incriminazione di una persona solo perche appartenente ad una categoria. Quella dei cattivi. Di questo Meteora , nel suo post, ha dato ampia prova, non ultima di stupidità. Veramente la Lista Buoni/cattive la stai stilando tu a quanto pare e dai tuoi scritti, io stupida e tu rimba, ribadisco, te scordi tutto!!!! Sei troppo confuso, vuoi una coca-cola?
Antiglobal
Jul 20 2005, 16:51
QUOTE(Meteorablu @ Jul 20 2005, 16:46) """"""Hai "toppato" Sumina, fà caldo..."""""" con una p.... con una sola....
Meteorablu
Jul 20 2005, 16:52
QUOTE(sumina) Capisco cmq, che il problema stia nella percezione della fatti e delle parole, e di una mancanza di sensibilità.Soprattuto di autostima maschile. E' un tuo problema, esiste pur sempre il C.I.M QUOTE(sumina) La stessa mancanza di autostima, che permette al "maschio pentito" di iniziare, sensa notare stranezza alcuna, un gioco sul corteggiamento che esordisce con "conquistami stupido", oppure riferirsi a se stesso come maschietto, e non come uomo (dato che già femmina è dispregiativo quanto usato nelle veci di donna), o ancora che ride di una sit comedy,dove gli uomini, vengono rappresentati come esseri rozzi ed incarnano la stupidità.
Ed in effetti, riflettendoci, il “maschio pentito” è costretto ad instupidirsi, come mezzo di difesa utile a velare la propria condizione di malessere morale nei confronti dell’altro sesso. Io sti uomini che dici tu non li ho incontrati mai per fortuna, l'unico mi pare sia tu ma non fai testo perchè non esisti (nella mia vita intendo) QUOTE(sumina) Iniziate ad "accettarvi" e poi potremmo continuare il discorso. Al momento non ci sono le basi minime per poterlo fare, e ha fatto bene tex, che più saggiamente, intuendo quale fosse il livello dei suoi interlocutori, ha preferito abbandonare il campo, in quantro dove non vi è confronto, non vi è nemmeno onore. Ma ...Ma...Tu sei DIO!!!!!  (mancava l'iconcina della venerazione, sorry) QUOTE(sumina) Ah, dimenticavo, buona giornata anche a voi! :-) P.S. Per Roderigo Avrai capito ora quale fosse la "quinta colonna" cui mi riferivo.....siete proprio voi, i "maschi pentiti", i peggiori nemici degli uomini, la quinta colonna del femminismo. Checkmate! QUOTE(sumina @ Jul 20 2005, 13:01) Hai le fette di salame sugli occhi, e sei piegato dal senso di colpa, no fai altro che confermarlo.
Questo è per te Metora...la pedofilia è solo maschile dici eh??
Caramelle da una sconosciuta di Roberto Rocca Rey Da La Repubblica delle donne Ribadisco....Stai "accendendo i riflettori" sulle eccezioni... Ma continuo a non capire dov'è che vuoi andare a "parare"...Sai, io sono stupida
Meteorablu
Jul 20 2005, 16:56
QUOTE(Antiglobal @ Jul 20 2005, 14:51) con una p.... con una sola....  Ah già! http://www.knoledge.org/mormegil/screenshots/bw015.jpg
sumina
Jul 20 2005, 23:11
QUOTE(Roderigo @ Jul 20 2005, 14:26) Io sono diventato adulto dopo la stagione del femminismo, e quindi ho avuto la fortuna di non dover vivere la rottura con lo stereotipo maschile. Non ho dovuto separarmi da un modello che non ho mai avuto. E con questo mi sono risparmiato anche i sensi di colpa. Certo, l'ambiente familiare, le esperienze politiche hanno poi il loro peso.
E' probabile, infatti, che pure la variante mozzarellona del maschilismo (quella che accusa le donne, per le monete scadute del maschio) sia di questa generazione. Non sarebbe lecito fare qualunque cosa contro quelle persone, grazie alle quali, la Se tu sei diventato adulto dopo il femminismo....IO SONO NATO dopo il femminismo Quindi la variante mozzarellone vale per qualcuno di tua conoscenza, non certo per me. QUOTE(Roderigo @ Jul 20 2005, 14:26) Se le fette di salame sugli occhi tu non le avessi, vedresti almeno quello che ti viene scritto. Ma dalle tue risposte non pare.
Ho detto più volte che entrambi i sessi partecipano delle medesime caratteristiche positive e negative. Ammesso che esistano, non credo siano determinabili differenze di natura. Le differenze sono date dalla storia, dalla cultura, dall'educazione.
Sono tutte stronzate, dogmi fasulli del GENDER FEMINISM. Dovrei dare retta a chi è condizionato da teorie politicamente corrette, e non vede i fatti con il lume della propria ragione? I maschi e le femmine sono diversi sin dalla nascita anzi...ancora prima. Le ricerche scientifiche degli ultimi anni, dimostrano che il testosterone presente in misura maggiore nei maschi inizia a sviluppare in maniera diversa, non solo il corpo del feto, ma anche il suo cervello. La conferma sulla differenza 'celebrale' indotta dalla presenza di testosterone nei maschi, è confermata dai bambini che nascono con un difetto congenito noto come estrofia cloacale, ossia sono privi del pene, ma dispongono comunque dei testicoli e di tutte le altre caratteristiche sessuali maschili. Ebbene di questi bambini, quelli che vengono evirati, alla nascita, e fatti crescere come 'bambine' mostrano comunque interessi e comportamenti che sono tipicamente maschili. Esperimenti volti a dimostrare che il comportamento dei due sessi dipendeva esclusivamente da 'retaggi culturali' (ma a me sembra che nella rete vi sia avvolto qualcos'altro, tipo il cervello di chi nel 21 secolo appoggia ancora queste teorie) sono iniziati sin dalla fine degli anni '60, il primo ed il più famoso, come forse saprai è quello dei gemelli Reimer, la cui vita fu rovinata grazie alla nascita di una nuova 'ideologia': Il femminismo.Storia del bimbo che qualcuno volle bimbadi Roberto Marchesini Nature or nurture? Natura o educazione? La nostra identità di genere, ossia la coscienza dell’appartenenza a un determinato sesso, delle differenze con l’altro sesso, dei fattori psicologici e culturali connessi al ruolo che gl’individui di un sesso o dell’altro svolgono nella società, è inscritta profondamente nella nostra natura o piuttosto è “socialmente costruita”, frutto dell’apprendimento, come affermano da decenni attive culture femministe e gay che accusano il maschio di aver progettato la società occidentale allo scopo di conservare privilegi economici e sociali? Esistono una natura maschile e una natura femminile, o sono mero esito di indottrinamento socioculturale? Se un bambino, anziché giocare con pistole e soldatini, giocasse con le bambole e i nastrini colorati, da adulto gliene verrebbe un comportamento dolce e materno piuttosto che virile e pragmatico? C’era una volta BruceLa drammatica storia di David Reimer sembra smentire qualsiasi teoria “educativa” della sessualità. David Reimer nacque il 22 agosto del 1965 a Winnipeg, in Canada. Allora non si chiamava David, bensì Bruce. Nacque con un fratello gemello omozigote, Brian. I due gemelli presentavano una fimosi piuttosto marcata, e i genitori decisero di sottoporrli a un intervento di circoncisione. Un’operazione routinaria e banale, che tuttavia cambiò la vita della famiglia Reimer e soprattutto di Bruce. Il 27 aprile 1967 la madre, Janet Reimer, portò i suoi bambini all’ospedale di Winnipeg come programmato, nonostante sulla cittadina si fosse scatenata una tempesta di neve. Il medico che solitamente operava le fimosi era assente. Il suo sostituto decise di non effettuare l’operazione con un bisturi, ma con una macchina per cauterizzare. Nel corso di un primo tentativo non riuscì ad incidere la pelle. Aumentò il voltaggio. Secondo fallimento. Il voltaggio fu aumentato di nuovo. Il cauterizzatore bruciò il pene di Bruce. Non ci fu un tentativo su Brian. La sua fimosi si sarebbe risolta spontaneamente dopo qualche mese. Ron e Janet, i genitori di Bruce, si chiusero in un isolamento assoluto, per la vergogna e il rimorso. Una domenica sera, tuttavia, un uomo carismatico, suadente, ben vestito e dall’eloquio forbito fece loro credere che tutto si sarebbe risolto. Che si sarebbero risvegliati dall’incubo e che la loro vita sarebbe stata quella che avevano sempre sognato. Quell’uomo era il dottor John Money, chirurgo del Johns Hopkins Hospital di Baltimora; stava illustrando in televisione i suoi successi nel campo del cambio di sesso. Durante la trasmissione il dottor Money chiese a una donna, decisamente affascinante e femminile, di entrare nello studio e di sedersi accanto a lui. Dopodiché spiegò che quella donna quattro anni prima si chiamava Richard. Qualche giorno dopo il dottor Money incontrò Ron e Janet. Mantenne la sua imperturbabilità professionale, ma l’occasione era ghiotta. Fino a quel momento aveva operato persone con problemi di ermafroditismo, ossia che presentavano organi genitali appena abbozzati, oppure sia maschili che femminili; si trattava di casi estremi, con una sessualità indefinita. Ora, invece, non soltanto aveva la possibilità di trasformare chirurgicamente un bambino nato con organi genitali normali in una bambina; ma c’era pure un gemello con lo stesso patrimonio genetico. Era l’esperimento perfetto e gli veniva offerto su un piatto d’argento. Avrebbe dimostrato in maniera definitiva che l’identità di genere è socialmente costruita e assolutamente indipendente dal sesso genetico. Una piccola operazione, bambole e nastrini, qualche dose ormonale: questo è tutto ciò che serve per trasformare una persona da maschio in femmina. E per dimostrare che non esiste alcuna natura maschile o femminile, alcun progetto divino, alcun ordine naturale eterno e immutabile. La pipì in piediIl 3 luglio 1967 il dottor Money asportò i testicoli di “Brenda” Reimer e modellò lo scroto dandogli la forma delle grandi labbra. Ordinò a Ron e a Janet di vestirla come una bambina, trattarla da bambina, parlarle come si parla a una bambina. Una volta all’anno lui avrebbe effettuato una visita di controllo. E tutto sarebbe andato bene. Ma l’esperimento del dottor Money incontrò un ostacolo imprevisto: Brenda. Brenda (cioè Bruce, che nulla sapeva della sua nascita) si muoveva, parlava e camminava come un maschietto; interveniva a difendere il fratello facendo a botte con i compagni di classe; rubava a Brian i giocattoli “da maschio” e i suoi vestiti; faceva la pipì in piedi. Le insegnanti, preoccupate per gli atteggiamenti poco femminili di Brenda, convocavano continuamente i genitori e, insieme a loro, facevano pressione su Brenda perché si decidesse a comportarsi come avrebbe dovuto. Brenda, dal canto suo, tentava in ogni modo di comportarsi come una brava bambina per far felici genitori e insegnanti; ma gli esiti erano sconfortanti. Nel frattempo il rendimento scolastico della bambina peggiorava; Brenda era sempre più chiusa e taciturna. Le insegnanti cominciarono ad accennare ai genitori il timore che Brenda fosse lesbica; suggerirono di portare la bambina da uno psicoterapeuta, per indagare i sempre più evidenti sintomi depressivi che la bimba mostrava. Il dottor Money consigliò invece ai genitori di girare per casa nudi e di frequentare spiagge per nudisti. Sempre su suggerimento del dottor Money, Ron e Janet vendettero ogni cosa, lasciarono il lavoro e andarono a vivere in un camper, in una località montana, isolata e scarsamente abitata. Ma Brenda continuò a peggiorare. Il fratello Brian mostrava atteggiamenti aggressivi nei confronti degli altri ragazzi; Ron cominciò a bere smodatamente. Janet evidenziò disturbi psicologici e tentò il suicidio. Chiese il divorzio. Infine, un incendio distrusse il camper e con esso la maggior parte delle loro cose. I Reimer tornarono a Winnipeg nel novembre del 1976, nel tentativo di ricostruirsi una vita; Brenda fu infine portata da uno psicoterapeuta. Ron e Janet avevano sempre portato i bambini dal dottor Money, come concordato, una volta all’anno. Ma i gemelli, Brenda in particolare, mostravano resistenze sempre più violente. I genitori non capivano: il dottor Money era sempre dolce e gentile. Non potevano immaginare ciò che accadeva nello studio mentre loro aspettavano in sala o in albergo. Non potevano sapere che Money esercitava su Brenda e Brian violenze psicologiche, che mostrava loro fotografie e filmini pornografici, che chiedeva loro di mimare rapporti sessuali scattando fotografie. Intanto Money insisteva perché Brenda fosse sottoposta a un’operazione definitiva di scavo della vagina, ma Brenda non ne voleva parlare; finse di accettare la terapia ormonale, ma nella maggior parte dei casi riusciva a sputare le pillole. Per nascondere il seno e i fianchi cominciò a mangiare a dismisura. Quando Money, nel corso della visita del 1978, la fece accogliere da un transessuale, Brenda fuggì terrorizzata e disse ai genitori che si sarebbe suicidata piuttosto che tornare in quello studio. Da quel momento decise di smettere la commedia della brava ragazza; rifiutò l’identità femminile e cominciò a comportarsi da maschiaccio. Due anni più tardi Ron chiese a Brenda di accompagnarlo a prendere un gelato. Le raccontò tutto: la circoncisione e quel che era seguito. Brenda chiese semplicemente: «Qual era il mio nome?». Decise di farsi amputare il seno e cominciò a farsi chiamare David. David Reimer tentò il suicidio ingerendo un flacone di antidepressivi della madre; in seguito comprò una pistola ed entrò nello studio del medico che, quindici anni prima, gli aveva bruciato la vita. Non lo uccise; uscì dallo studio e gettò la pistola nel fiume. Nel 1981 si sottopose a un intervento per la costruzione di un rudimentale pene; cominciò a farsi degli amici e a frequentare le ragazze. Nel 1986 si sottopose a un altro intervento di ricostruzione del pene e nel 1989 sposò Mary, una giovane donna con tre figli avuti da tre uomini diversi. Decise di raccontare la sua storia al giornalista John Colapinto; voleva denunciare gli esperimenti ai quali era stato sottoposto ed evitare ad altre persone le sue sofferenze. L’esito di quell’incontro è il toccante libro As Nature Made Him: the Boy Who was Raised as a Girl (2000), entrato fra i best seller del New York Times e insignito di vari premi (ma mai tradotto in Italia). Il 5 maggio 2004 David Reimer si è suicidato.
Roderigo
Jul 21 2005, 11:03
QUOTE(sumina @ Jul 20 2005, 23:11) Se tu sei diventato adulto dopo il femminismo....IO SONO NATO dopo il femminismo Quindi la variante mozzarellone vale per qualcuno di tua conoscenza, non certo per me. Si lo avevo ipotizzato nel precedente messaggio: E' probabile, infatti, che pure la variante mozzarellona del maschilismo (quella che accusa le donne, per le monete scadute del maschio) sia di questa generazione.Alludevo alla mia generazione o persino a quella successiva. Un maschilista maturo non userebbe argomenti vittimisti contro le donne. Non sarebbe da uomo. Il nuovo maschilista mozzarellone invece lo fa. E' la sua giovane età a permetterglielo, poichè malgrado il suo ideale, è ugualmente più libero dagli stereotipi del passato. QUOTE(sumina @ Jul 20 2005, 23:11) Sono tutte stronzate, dogmi fasulli del GENDER FEMINISM. Dovrei dare retta a chi è condizionato da teorie politicamente corrette, e non vede i fatti con il lume della propria ragione? I maschi e le femmine sono diversi sin dalla nascita anzi...ancora prima. Le ricerche scientifiche degli ultimi anni, dimostrano che il testosterone presente in misura maggiore nei maschi inizia a sviluppare in maniera diversa, non solo il corpo del feto, ma anche il suo cervello. Gli adepti di qualsiasi setta sono persuasi di possedere la luce. Esprimono in modo apodittico le proprie convinzioni e disprezzano quelle avverse. I fatti da vedere sono tanti, spesso in contraddizione tra loro. Prenderne uno ad esempio e trarne una legge universale non è molto scientifico. La scienza stessa poi non è neutrale, spesso la sua ricerca persegue scopi confermativi. Tuttavia, non nego in radice la possibilità di differenze biologiche tra uomo e donna. Come in generale tra individuo e individuo. Dico solo che non sono determinabili o nettamente distinguibili dalle differenze di origine ambientale. Con ciò, l'educazione non deve proporsi di modellare la persona, trasformando il "maschio" in "femmina" o viceversa. Deve accompagnare lo sviluppo della personalità, secondo le inclinazioni che l'individuo manifesta, senza reprimere il profilo femminile presente in ogni uomo o quello maschile presente in ogni donna. Non si tratta di educare i maschi a piangere, ma se lo fanno non c'è motivo di insegnargli che devono vergognarsene. Le differenze possono esistere in natura, ma il punto è quale conseguenza si pensa di trarre da questa affermazione. Io e te siamo diversi. Tra due differenze si può stabilire cosa sia meglio o peggio, cosa sia superiore o inferiore. Naturalmente, io sono migliore e superiore. Ergo: raccogliere il cotone tocca a te. Senza questa conclusione, il discorso sulla differenza perde qualsiasi interesse. Sessismo e razzismo valorizzano le differenze solo e in quanto possano tradursi in gerarchia sociale, in rapporti di potere.
sumina
Jul 21 2005, 14:19
QUOTE(Roderigo @ Jul 21 2005, 10:03) Un maschilista maturo non userebbe argomenti vittimisti contro le donne. Non sarebbe da uomo. Il nuovo maschilista mozzarellone invece lo fa. E' la sua giovane età a permetterglielo, poichè malgrado il suo ideale, è ugualmente più libero dagli stereotipi del passato.
Il tuo problema Roderigo, decisamente evidente, è che non riesci ad "inquadrarmi" sotto nessuna categoria di uomo a te conosciuta, il che vi spiazza un pò tutti. Quello di considerarmi maschilista come hanno fatto molto di voi, è il ridicolo tentativo di affibiarmi una categoria spregevole, per creare la gerarchia di valori di cui tu parli, e che evidentemente non mi corrisponde affatto, dal momento che in tutti i miei post, più di 50, non ho mai proclamato la superiorità maschile, ma anzi, quella femminile. Ciò nonostante sono maschilista. Bene. Per il tempo residuo che mi intratterò sul forum, limiterò al minimo le risposte alle provocazioni che mi vengono rivolte, o forse non vi risponderò affatto, dipenderà solo da come mi gira. L'insegnante pin-up alla sbarra E' accusata di avere fatto sesso con un 14enne in classe. I legali: «Troppo carina per finire in cella» TAMPA (STATI UNITI) - Debra ha 24 anni, bionda, occhi cerulei e viso d'angelo. Troppo bella anche per finire in carcere. Questo è almeno ciò che sostengono i suoi avvocati secondo i quali scaraventare Debbie in un penitenziario femminile della Florida «sarebbe come mettere un pezzo di carne fresca in una gabbia di leoni». Se la mangerebbero viva. Metafora che colpisce ma che dovrà essere sostenuta da una linea difensiva più convincente se si vorrà evitare che la giovane e avvente Debra Lafave, di Riverview, professione insegnante di reading, finisca i suoi giorni in cella. Le accuse che le pendono sopra la testa sono gravi e serie: ha sedotto un suo alunno, di 14 anni. Ha fatto sesso in classe, nel suo appartamento e in auto, mentre era al volante un cugino dello studente. E' stato proprio quest'ultimo a denunciarla alla polizia. «ERO PAZZA» - «Non ero in grado di distinguere tra cose giuste e sbagliate», spiega adesso Debra sgranando gli occhioni davanti alle telecamere di mezza America che l'hanno già elevata a star della giustizia-spettacolo. Per scagionarsi, Debbie sostiene di avere avuto rapporti sessuali con l'alunno mentre era sotto il trauma di un matrimonio fallito (con Kristian Owen Lafave, 26 anni) e di un lavoro, in una piccola scuola media di Tampa, che non le dava alcuna soddisfazione. «Un'insegnante completamente sana di mente non avrebbe mai fatto una cosa del genere», ha rincarato il suo avvocato John Fitzgibbons, in vista del processo in cui la donna rischia fino a 30 anni di carcere. Il dibattimento, dopo diversi rinvii, è fissato per i primi di dicembre. Il giudice ha già disposto una perizia psichiatrica per valutare la sanità mentale della maestrina pin-up. LA MOBILITAZIONE SUL WEB - Intanto, immancabile, è sbarcato in Rete il sito dei fans che chiedono la liberazione di Debbie, con continui aggiornamenti sulla vicenda giudiziaria della loro beniamina, gallerie di foto e un indirizzo di posta elettronica per inviare messaggi. Cerchiata con il rosso la data del 28 agosto, quando l'insegnante alla sbarra compirà 25 anni.
sumina
Jul 21 2005, 14:24
QUOTE(Roderigo @ Jul 21 2005, 10:03) Un maschilista maturo non userebbe argomenti vittimisti contro le donne. Non sarebbe da uomo. Il nuovo maschilista mozzarellone invece lo fa. E' la sua giovane età a permetterglielo, poichè malgrado il suo ideale, è ugualmente più libero dagli stereotipi del passato.
Il tuo problema Roderigo, decisamente evidente, è che non riesci ad "inquadrarmi" sotto nessuna categoria di uomo a te conosciuta, il che vi spiazza un pò tutti. Quello di considerarmi maschilista come hanno fatto molto di voi, è il ridicolo tentativo di affibiarmi una categoria spregevole, per creare la gerarchia di valori di cui tu parli, e che evidentemente non mi corrisponde affatto, dal momento che in tutti i miei post, più di 50, non ho mai proclamato la superiorità maschile, ma anzi, quella femminile. Ciò nonostante sono maschilista. Bene. Per il tempo residuo che mi intratterò sul forum, limiterò al minimo le risposte alle provocazioni che mi vengono rivolte, o forse non vi risponderò affatto, dipenderà solo da come mi gira. Questo per te perla, dicevi che le leggi sulla violenza sesssuale valgono per entrambi , vero? Credi davvero che una donna possa farsi 30 anni di carcere, o anche solo 10 o solo 5, per aver sedotto un minore? Due pesi.....due misure!L'insegnante pin-up alla sbarra E' accusata di avere fatto sesso con un 14enne in classe. I legali: «Troppo carina per finire in cella» TAMPA (STATI UNITI) - Debra ha 24 anni, bionda, occhi cerulei e viso d'angelo. Troppo bella anche per finire in carcere. Questo è almeno ciò che sostengono i suoi avvocati secondo i quali scaraventare Debbie in un penitenziario femminile della Florida «sarebbe come mettere un pezzo di carne fresca in una gabbia di leoni». Se la mangerebbero viva. Metafora che colpisce ma che dovrà essere sostenuta da una linea difensiva più convincente se si vorrà evitare che la giovane e avvente Debra Lafave, di Riverview, professione insegnante di reading, finisca i suoi giorni in cella. Le accuse che le pendono sopra la testa sono gravi e serie: ha sedotto un suo alunno, di 14 anni. Ha fatto sesso in classe, nel suo appartamento e in auto, mentre era al volante un cugino dello studente. E' stato proprio quest'ultimo a denunciarla alla polizia. «ERO PAZZA» - «Non ero in grado di distinguere tra cose giuste e sbagliate», spiega adesso Debra sgranando gli occhioni davanti alle telecamere di mezza America che l'hanno già elevata a star della giustizia-spettacolo. Per scagionarsi, Debbie sostiene di avere avuto rapporti sessuali con l'alunno mentre era sotto il trauma di un matrimonio fallito (con Kristian Owen Lafave, 26 anni) e di un lavoro, in una piccola scuola media di Tampa, che non le dava alcuna soddisfazione. «Un'insegnante completamente sana di mente non avrebbe mai fatto una cosa del genere», ha rincarato il suo avvocato John Fitzgibbons, in vista del processo in cui la donna rischia fino a 30 anni di carcere. Il dibattimento, dopo diversi rinvii, è fissato per i primi di dicembre. Il giudice ha già disposto una perizia psichiatrica per valutare la sanità mentale della maestrina pin-up. LA MOBILITAZIONE SUL WEB - Intanto, immancabile, è sbarcato in Rete il sito dei fans che chiedono la liberazione di Debbie, con continui aggiornamenti sulla vicenda giudiziaria della loro beniamina, gallerie di foto e un indirizzo di posta elettronica per inviare messaggi. Cerchiata con il rosso la data del 28 agosto, quando l'insegnante alla sbarra compirà 25 anni.
Roderigo
Jul 21 2005, 15:03
QUOTE(sumina @ Jul 21 2005, 14:24) Il tuo problema Roderigo, decisamente evidente, è che non riesci ad "inquadrarmi" sotto nessuna categoria di uomo a te conosciuta, il che vi spiazza un pò tutti. Quello di considerarmi maschilista come hanno fatto molto di voi, è il ridicolo tentativo di affibiarmi una categoria spregevole, per creare la gerarchia di valori di cui tu parli, e che evidentemente non mi corrisponde affatto, dal momento che in tutti i miei post, più di 50, non ho mai proclamato la superiorità maschile, ma anzi, quella femminile.
Ciò nonostante sono maschilista. Nella variante vittimista. Non è importante che tu sia inquadrato, contano le opinioni. Ma stiamo dicendo sostanzialmente la stessa cosa: tu non difendi, come farebbe un maschilista tradizionale, la superiorità maschile (poiché a quanto scrivi sarebbe già stata persa), ma attacchi una immaginaria superiorità femminile (in nome della parità dei diritti?). Non è uno schema originalissimo. Venne già mitizzato nella favola del lupo e dell'agnello. QUOTE(sumina @ Jul 21 2005, 14:24) Questo per te perla, dicevi che le leggi sulla violenza sesssuale valgono per entrambi , vero?
Credi davvero che una donna possa farsi 30 anni di carcere, o anche solo 10 o solo 5, per aver sedotto un minore?
Due pesi.....due misure! L'insegnante pin-up alla sbarra
E' accusata di avere fatto sesso con un 14enne in classe. I legali: «Troppo carina per finire in cella» Credi che gli avvocati difensori degli stupratori usino argomenti difensivi più raffinati? Qui però non si parla di violenza carnale, ma di seduzione di un quattordicenne. La legge nel dubbio può decidere di vietare in ogni caso, ma è questione controversa valutare la posizione del minore. Mi ricordo quando avevo 14 anni e credo proprio ci sarei stato consensualmente e consapevolmente. Debra Lafave, accusata di aver sedotto un alunno di 14 anni www.repubblica.it
Ladsedj
Jul 21 2005, 22:11
..è indicativo notare che con tutte le discussioni del forum, qualcuno è concentrato solo su un tema.
Ma fammi capì...Sumì... ma nun t'interessa nient'altro?
Polizia: donne criminali in aumento più degli uomini /ansa criminalpol, +7,6% reati in rosa in primo semestre 2004ANSA) - ROMA, 11 DIC - Donne sempre più criminali. I reati al femminile in Italia - pur restando in numero inferiore rispetto a quelli commessi dagli uomini - registrano, in termini generali, un aumento percentuale superiore a quello segnato dall'universo maschile. A dimostrare il crescere della violenza in rosa sono i dati raccolti dalla Criminalpol, relativi al primo semestre dell'anno. Secondo le cifre, riportate dal mensile della Polizia di Stato, 'Polizia modernà, le donne sono colpevoli soprattutto di furti e truffe (in termini assoluti) ma si rendono sempre più responsabili anche di omicidi e di reati a sfondo sessuale, compresa la pornografia minorile. Nella violenza sessuale addirittura superano di gran lunga gli uomini, così come nel favorire l'immigrazione clandestina, nei maltrattamenti, nelle rapine e nella ricettazione. segue su http://www.altrameta.it/archivio_news/13news.html Lo segnalo come dimostrazione che la violenza cresce col potere e quindi con la possibilita' di poterla commettere, e non col genere di appartenenza, come tanti vorrebbero far credere. Non e' un caso infatti che nella violenza sui bambini, malati ed anziani, il genere femminile sia quello che detiene il primato, proprio perche' e' il piu facile su cui abusare.Cuce la bocca al figlio: dici parolacceda La Stampa del 6 agosto Per calmare il figlio di 8 anni non ha trovato di meglio da fare che cucirgli la bocca con un ago. Per questo una donna di Trento è indagata per maltrattamenti. Nelle scorse settimane il pubblico ministero Alessandra Liverani ha chiesto l'archiviazione dell'inchiesta, ma il gip Marco La Ganga ha respinto la richiesta disponendo nuovi accertamenti. I fatti si sono svolti alcuni anni fa, ma sono venuti alla luce solo nel marzo di quest'anno, quando un'operatrice di una comunità in cui il bambino, che adesso ha 13 anni, è ospite ha assistito a una scenata tra il ragazzino e la madre. In quell'occasione, la donna per convincere il figlio a non dire più parolacce ha fatto cenno a quando lei stessa gli aveva bucato le labbra con un ago. Il ragazzino, al ricordo di quell'episodio, si è seduto in un angolo, ammutolito, con gli occhi lucidi per le lacrime  . L'operatrice della comunità ha denunciato la madre all'autorità giudiziaria Nel corso dell'inchiesta, con tutte le cautele del caso, è stato sentito il figlio della donna. Il tredicenne ha raccontato che un giorno, quando aveva 8 anni, aveva preso una nota a scuola. Ha spiegato che la nota gli era stata data dalla maestra perché aveva risposto con veemenza ai compagni di scuola che lo stavano prendendo in giro. Al suo ritorno a casa, la madre lo ha rimproverato per la nota presa a scuola e lui l'aveva insultata. A quel punto sarebbe spuntato l'ago da cucire. La mamma l'avrebbe tenuto fermo e poi gli avrebbe bucato le labbra, mimando l’azione di cucirgli la bocca. Questa minaccia ha avuto un effetto deterrente spaventoso sull'allora bambino. Da quel giorno bastava fare un accenno all'ago da cucire che subito cercava di calmarsi. Il bambino è cresciuto con l'incubo di quell'ago. Incubo sempre presente, tanto che, a distanza di cinque anni, ha ancora il potere di terrorizzarlo. Come è successo lo scorso marzo. Il bambino ormai era diventato un ragazzino, aveva tredici anni. Quel giorno era stato molto vivace. Aveva detto parolacce nell'appartamento della comunità di cui è ospite a causa delle difficoltà che incontra in famiglia. Aveva anche insultato l'operatrice che tentava di calmarlo. Così l'assistente ha deciso di raccontare tutto alla madre del ragazzo. La donna ha sgridato il figlio e gli ha detto «Lo sai che vado in bestia quando ti comporti così. Non vuoi che passi l'ago sulle labbra come l'altra volta, non è vero?». È bastato questo per far precipitare il ragazzo nell'incubo. Così è scattata la denuncia ed è partita l'inchiesta. Il pm Liverani non ha rilevato reati nel comportamento della donna perché tecnicamente il reato di maltrattamenti richiede una serie prolungata di comportamenti violenti. Il gip La Ganga, però, ha deciso di respingere la richiesta ha chiesto di svolgere nuove indàgini per verificare se sussiste il reato di abuso di mezzi di correzione. QUOTE di una comunità in cui il bambino, che adesso ha 13 anni, è ospite Osipite di una comunita, che strano? e magari da grande sara' uno stupratore o come minimo, sicuramente, un uomo che commettera' violenza contro la moglie, e si attribuira' il suo comportamento alla 'violenza di genere'. Ma guarda un po'......
QUOTE Il pm Liverani non ha rilevato reati nel comportamento della donna Cosa dire...........................e se fosse stato il padre?
OT. Consiglio a tutti gli amici del forum di ascoltare la nuova conzone di Marc Anthony, Tu amor me hace bien , versione salsa, qui a santos, sta' spopolando, tra poco arrivera anche in Italia, per forza. E' semplicemente meravigliosa, passione ed emozione allo stato puro  , ma anche tutto l'album, Amar Sin Mentiras , e' molto bello. Tu amor me hace bien Marc Anthony Te quiero así deliciosa insospechada Porque creo en tu palabra Porque yo siento que aún te necesito Porque me alteras las ganas Te quiero así estruendosa y delicada Entre alegría y nostalgia Porque me gusta tenerte vida mía Y no quiero que te vayas Porque el amor cuando es verdad sale del alma Nos aturde los sentidos Y de pronto descubrimos que la piel Se enciende en llamas Bien, tu amor me hace bien Tu amor me desarma Ay, tu amor me controla Me endulza, me encanta Pero bien, tu amor me hace bien Tu amor me desarma Ay tu amor me controla Me vence, me amarra Mira que me hace bien, que me hace bien Te quiero así tan precisa equivocada Con tus detalles que matan Porque tenerte a mi lado me hace fuerte Si eres mi reina y mi espada Te quiero así cuando ríes cuando callas Porque al caer me levantas Porque mi voz y mi espíritu se agitan Cuando dices que me amas Porque tu amor como es verdad me vuelve el alma Me despierta los sentidos Y de pronto descubrí que aquí en mi piel Se encienden llamas Bien, ay tu amor me hace bien Tu amor me desarma Tu amor me controla Me endulza, me encanta Pero bien, tu amor me hace bien Tu amor me desarma Tu amor me controla Me vence, me amarra P.S. Se volete ve la trduco. Ciao
Meteorablu
Aug 7 2005, 21:45
Una lettura psicologica della violenza intrafamiliare
Fulvio Giardina
Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Sicilia
Gentilissima Onorevole Stefania Prestigiacomo, Ministro per le Pari Opportunità La ringrazio per aver voluto in Sicilia un seminario di questa portata su una tematica molto attuale, nella quale sono impegnati attivamente gli psicologi, che mi onoro di rappresentare. La psicologia oggi rappresenta uno dei vertici privilegiati di lettura e di interpretazione del comportamento dell’individuo del nuovo millennio, padrone da un lato di sofisticate tecnologie, e per questo sempre più arrogante e individualista, dall’altro irriducibile “animale gruppale”, sempre più costretto a vivere in contenitori ristretti le proprie emozioni. Non dimentichiamo che appena qualche decennio fa, proprio nella nostra terra, la relazione di coppia all’interno della famiglia, riferita non solo al rapporto “marito – moglie”, ma anche a quello “genitore – figlio”, si caratterizzava ed era condivisa all’interno della comunità sull’asse di riferimento del possesso più o meno accentuato: padre e marito “padrone”. Il numero dei matrimoni e quello delle nascite sono indicatori di un lungo percorso, iniziato oltre cento anni fa, di cambiamento, di evoluzione. Si segnala un costante e progressivo decremento del numero dei matrimoni in rapporto alla popolazione, che ha anche determinato – in una prevedibile ristrutturazione dei valori di riferimento – una drastica riduzione delle nascite: nel 2001 la crescita naturale presentava ancora il saldo naturale negativo di - 0,2. Dal rapporto dell'Osservatorio dell'Unione Europea sull'occupazione, riferito al 2000, emergono, sul piano della qualità e della quantità, problemi di natura fisica e psicologica, quali intimidazioni, mobbing, violenza e molestie a sfondo sessuale. Purtroppo il lavoro non è ancora equamente ripartito tra donne ed uomini. Infatti, le donne che lavorano part-time sono il 32%, contro appena il 6% degli uomini. Ciò determina una scala di valore relativa alle legittime ambizioni lavorative ben diversificata tra i due sessi, ma molto articolata per gli uomini, che può determinare per l’appunto, nel momento in cui non si raggiunge quanto desiderato, una riduzione dell’autostima ed un senso di frustrazione, a volte compensati da comportamenti violenti. In altre parole, le donne che lavorano – pur possedendo indubbie capacità e competenze – tendono a contenere in breve termine i loro desideri e le loro ambizioni relative all’avanzamento in carriera, rispetto agli uomini, i quali possono orientare le proprie ambizioni lavorative in tempi più lunghi. Il carico di lavoro femminile è inoltre appesantito da impegni familiari: - il 41% delle donne lavoratrici dedica almeno un’ora al giorno alla cura dei figli, contro il 24% degli uomini; - il 64% delle donne che lavorano impegna almeno un’ora al giorno a cucinare, contro il 13% degli uomini; - il 63% delle donne che lavorano svolge per almeno un’ora al giorno le faccende di casa, contro il 12% degli uomini. Il rapporto dell’Unione Europea conferma che la violenza e le molestie a sfondo sessuale sono persistenti, anche se molto spesso non vengono denunciate. In media in Europa il 9% dei lavoratori è oggetto di intimidazioni (4% Italia e Portogallo, 14,5% Finlandia, Olanda, Gran Bretagna). Non basta, quindi, parlarne, ma è necessario farlo con competenza, tenendo conto di tutte le sfaccettature di questo triste fenomeno. A tal proposito - ad esempio - spesso, data la frequenza dei casi di violenza presentati, colpisce l’assenza in trasmissioni televisive di donne con il ruolo di "esperte", che il tema della violenza lo studiano, in grado quindi di fornirne letture più complesse ed una immagine più protagonista, almeno per bilanciare la frequenza delle donne "vittime", che portano solo la loro testimonianza: ciascuna donna, giorno dopo giorno, racconta una vicenda che rimane singola e personale. Sono scarsissimi, e anzi quasi sempre assenti, approfondimenti più generali sulle radici di relazioni così malate, o che ricontestualizzino le violenze all’interno di una cultura dei rapporti “uomo-donna”. Nella maggior parte dei casi, il tono con cui viene affrontato l’argomento è invece solo fortemente emozionale. L’intervento psicologico risulta poi utile come strumento di supporto agli operatori che nella prassi gestiscono questo problema. L’ambito della psicologia forense rileva che spesso si riscontra una sostanziale inadeguatezza nella gestione di situazioni critiche, soprattutto nelle prime fasi dell’intervento, come ad esempio la raccolta dell’informazioni che sono importantissime per la ricostruzione del crimine. Inoltre bisogna considerare che gli stessi operatori spesso restano emotivamente coinvolti dalle situazioni che si trovano ad affrontare, diventando vittime a loro volta (cosiddette “vittime di secondo grado”). La conseguenza più frequente è un rigurgito di violenza e rigidità, quasi una assuefazione, che a loro volta i singoli agenti riproducono nella loro vita privata. La diffusione del fenomeno in Italia: alcuni dati In Italia il 20% - 30% delle donne subiscono violenza dal proprio partner o ex-partner. Le violenze sessuali sono un fenomeno ancora molto sommerso: solo il 32% delle donne che hanno subito uno stupro negli ultimi 3 anni e solo l'1,3% di quelle che hanno subito un tentato stupro, hanno sporto denuncia. A partire dagli anni ‘80 crescono le denunce relative alle violenze di strada, ad opera di ignoti, soprattutto nelle aree metropolitane. [1] Contrariamente a quanto si ritiene comunemente, la maggior parte delle violenze perpetrate ai danni delle donne sono ad opera di conoscenti, ed avvengono all'interno delle mura domestiche. Ciò spiega il basso numero di denuncie registrate, l’alto numero di quelle ritrattate e il motivo per cui il fenomeno è ancora in gran parte sconosciuto e difficilmente quantificabile. In Italia, poi, la violenza sulle donne è più frequente, perché è più alta la soglia di tolleranza sociale nei confronti di questo reato. L'Italia si muove ancora con lentezza nell'afferrare le opportunità offerte dall'Unione Europea nel campo della prevenzione della violenza sulle donne. Come si diffonde a livello sociale Per quanto riguarda le modalità di diffusione del fenomeno di violenza intrafamiliare, si osserva che si tratta di un fenomeno trasversale: possono esserne vittime donne di diversa estrazione sociale, economica e culturale, italiane o immigrate, coniugate o conviventi, o magari già separate. Molte hanno un'occupazione: sono operaie, commercianti, impiegate, insegnanti, artigiane; rilevante però è anche il numero di donne che possono contare solo su attività precarie o lavori in nero o che sono disoccupate, casalinghe, pensionate. Se è vero che la violenza è un fenomeno trasversale, appare evidente come la non autonomia economica rappresenti un ostacolo fortissimo al tentativo di porre fine ad una relazione violenta, specialmente quando la donna deve provvedere oltre che a sé anche ai propri figli. La violenza dichiarata è di tipo fisico, psicologico, economico, sessuale, e a volte spirituale; nella stragrande maggioranza delle storie, ciò che la donna sperimenta è un insieme di violenze agite contemporaneamente su diversi piani che rende difficile classificarne la gravità. Quasi tutti i casi di maltrattamento avvengono all'interno di una relazione stabile: l'autore non è quasi mai uno sconosciuto, è il marito, il compagno, il fidanzato, più raramente il padre o il fratello. Più in particolare sulle forme di violenza intrafamiliare Alcune forme di violenza si trovano in molte culture (stupro, violenza domestica, incesto), altre sono specifiche di alcuni contesti (mutilazioni sessuali, omicidi a causa della dote). Diversi tipi di violenze possono essere fra loro connessi; la violenza contro le/i figlie/i, ad esempio, è spesso accompagnata da violenza domestica contro la madre. La posizione degli uomini e delle donne rispetto a questo fenomeno non è equivalente: le donne figurano molto più spesso come vittime e gli uomini come responsabili; alcune forme di violenza vengono agite quasi esclusivamente sulle donne (stupro) Una lettura del fenomeno attraverso un processo di falsificazione Una lettura corretta dei principali indicatori di violenza domestica porta a sfatare alcuni luoghi comuni. Spesso i media mostrano donne che raccontano drammatiche vicende di violenza appartenenti a ceti socio-culturali bassi, di contro, i dati mostrano che la violenza sulle donne e sulle bambine non avviene solamente all’interno di fasce sociali deboli: essa dunque appartiene a tutte le fasce sociali. La violenza domestica non è causata dall'assunzione di alcool e/o droghe. Esistono alcoolisti e tossicodipendenti non violenti, così come esistono uomini violenti, tossicodipendenti e alcolisti, che attivano condotte violente in assenza di assunzione di alcool e/o droghe: però la grande maggioranza degli uomini violenti non è né alcolista né tossicodipendente. L'episodio violento non è quasi mai leggibile come un atto irrazionale, ma è quasi sempre un atto premeditato. La violenza domestica non è causata da occasionali e sporadiche perdite di controllo: essa risponde alla volontà di esercitare potere e controllo sulle donne; per questa ragione, quasi con un atteggiamento “pedagogico” (!!!), gli stessi aggressori affermano che picchiare è una strategia finalizzata a modificare i comportamenti delle proprie compagne. La Banca Mondiale riconosce la violenza domestica come un problema di salute pubblica, in quanto incide gravemente sul benessere psico-fisico delle donne contro chi pensa che non comprometta la loro salute. Solo il 10% dei maltrattatori presenta problemi psichiatrici. L' attribuzione della violenza a soggetti psicotici è solo un " escamotage" per tenere separato l'ambito della violenza da quello della normalità, è una forma di esorcizzazione. I partner violenti non sempre hanno subito violenza da bambini: non esiste necessariamente un rapporto di causa-effetto tra violenza subita nell'infanzia e violenza agita da adulti. Infine, c’è chi sostiene che subire violenza possa essere una scelta delle donne a cui, potremmo dire, piace essere picchiate (relazione sado-masochistica). Tanti sono i fattori e i vincoli che trattengono le donne e impediscono loro di prendere in tempi brevi la decisione di interrompere una relazione violenta: la paura di perdere i figli, le difficoltà economiche, l'isolamento, la disapprovazione da parte della famiglia, la riprovazione e la stigmatizzazione da parte della società. Si comprende bene, però, che in ogni caso e senza alcun dubbio deve essere confutata l’ipotesi della scelta, della libera scelta da parte della donna che subisce violenza in casa. La cultura dei rapporti uomo-donna Quando si parla di violenza contro le donne è importante avere sempre presente che la violenza contro le donne è una violenza di genere, riconosciuta oggi dalla comunità internazionale come una violazione fondamentale dei diritti umani [2]. Le donne subiscono violenza dagli uomini. Non tutti gli uomini naturalmente usano violenza contro le donne, ma si tratta comunque di violenza di genere, cioè di violenza di uomini contro donne e bambine. Gli uomini usano per lo più la violenza per mantenere o rafforzare il loro potere nei riguardi delle donne o per bloccare un regresso di questo potere. La violenza di genere é rimasta a lungo invisibile: avveniva nell'ombra in quanto coincideva con i valori dominanti, le tradizioni e le leggi, a tal punto da rendere il fenomeno un fatto naturale, comune, normale! Si pensi per esempio come tutto questo è facilmente visibile nella nostra società e soprattutto al Sud, ove il prevalere di una cultura familistica è talmente forte da giustificare qualsiasi evento di prevaricazione sulla donna. L’uomo è detentore di potere; “la brava moglie” è la donna che sa sopportare, che soffre in silenzio in nome della famiglia: la sottomissione si eleva a virtù. Come si sviluppa all’interno della famiglia La violenza domestica può insorgere in qualsiasi momento della relazione: a volte si presenta subito, a volte si verifica in concomitanza della nascita di un figlio; a volte subentra dopo tanti anni di matrimonio; anche la frequenza e la gravità degli episodi di violenza sono estremamente variabili. La violenza domestica consiste in una serie di strategie agite dal partner al fine di poter esercitare il proprio controllo sulla compagna, spesso anche sui figli. Il partner violento agisce in modo tale da creare dapprima un clima di tensione e di isolamento, che si realizza attraverso minacce, divieti, colpevolizzazione e denigrazione della donna: è in questo clima che si inscrive l' episodio di violenza. Solitamente la frequenza e la gravità degli episodi tendono ad aumentare col tempo, sino a quando le donne, dopo vari tentativi di ricomposizione e recupero della relazione (tentativi che vedono la messa in campo di varie strategie di sopravvivenza, quali la minimizzazione degli episodi di violenza e l'autocolpevolizzazione), non decidono di sottrarre sé stesse e i propri figli a tale situazione di sopraffazione. Le conseguenze sulla donna Le conseguenze sulla donna della violenza domestica si possono manifestare a più livelli, spesso tra loro correlati. Sul piano psicologico si può verificare la perdita di autostima, l'ansia e la paura per la propria situazione e per quella dei propri figli, l'autocolpevolizzazione, un profondo senso di impotenza, la depressione; Sul piano fisico, oltre ai traumi dagli esiti reversibili, l'insorgere di problemi psico-somatici, disturbi del sonno, danni permanenti alle articolazioni, cicatrici, perdita parziale dell'udito e/o della vista, etc.; Dal punto di vista economico e sociale si può incidere nella perdita del lavoro, la perdita della casa e di eventuali altre proprietà, la perdita di un certo tenore di vita; l'isolamento, l'assenza di comunicazione e di relazioni con l'esterno, la perdita di relazioni amicali. Le conseguenze sui figli: Gli episodi di violenza sulle donne all’interno delle loro famiglie sono in crescita: per questo bisogna tenere presente che frequentemente le vittime dirette e indirette di queste situazioni sono i bambini. Questo tipo di violenza produce effetti gravissimi sui figli, sia che essi stessi siano maltrattati, sia che "semplicemente" assistano agli episodi di violenza. I bambini e le bambine, che assistono a scene di violenza domestica o che ne sono stati/e vittime in prima persona, mostrano problemi di salute fisica e psichica, di comportamento, tra cui disturbi di peso, di alimentazione o del sonno; possono avere difficoltà a scuola e non riuscire a sviluppare relazioni amicali positive, così come possono cercare di fuggire da casa o anche mostrare tendenze suicide http://www.retepariopportunita.it/presiden...ina.doc_cvt.htm
Bluette
Aug 7 2005, 22:00
QUOTE(sumina @ Aug 7 2005, 20:36) OT.
P.S. Se volete ve la trduco.
Grazie, sembrerebbe una canzone davvero deliziosa...
QUOTE Gentilissima Onorevole Stefania Prestigiacomo, Ministro per le Pari Opportunità Senti Meteora, non potresti riassumermi il succo del tuo post, per quanto mi riguarda, gia' la prima riga mi basta....ed avanza. Da una che capeggia un consiglio 'delle pari opportunita tra uomo e donna', presidiato da 26 femministe, mi posso aspettare solo 3 cose: PROPAGANDA,PROPAGANDA,PROPAGANDA.Del resto come diceva Joseph Goebbels, uno dei piu' grandi cattivi della storia, e leader della propaganda nazista: Propaganda has only one object - to conquer the masses. Every means that furthers this aim is good; every means that hinders it is bad.  (non trovo la mano col pollice puntato verso il basso. )
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