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schmit
Potrebbe un esperimento distruggere la Terra?

di Milena Gabanelli Tratto dalla puntata di:
domenica 5 novembre 2000 ore 23 - Rai 3


Alla periferia di Ginevra c'e' il Cern, il piu' grande laboratorio scientifico del mondo. Ha quarantasei anni di vita, ci lavorano settemila scienziati, e' finanziato da venti paesi europei e l'Italia partecipa con una quota di centocinquanta miliardi l'anno previsti dalla finanziaria.

Sotto al laboratorio c'e' un anello acceleratore di ventisette chilometri, dentro questo anello si fanno esperimenti per studiare l'origine della materia. Questi esperimenti finora non hanno prodotto alcun risultato applicabile alla nostra vita pratica, ma le ricadute che derivano dalle tecnologie usate negli esperimenti sono enormi, fra tutte il web che e' nato proprio al Cern. Qui fra quattro anni entrera' in funzione un acceleratore di particelle, si chiama LHC: consiste nel far entrare in collisione frontale ad energie altissime mai sperimentate prima particelle particolari. Queste condizioni estreme permetteranno di avventurarsi nello sconosciuto.

Cosi' sconosciuto da suscitare inquietanti interrogativi da parte di autorevoli scienziati.

Mario Bruschi - Fisico - Universita' La Sapienza di Roma:
"Alcuni fisici teorici dicono che vi e' una possibilita' che nel corso dell'esperimento si verifichi una situazione tale da portare alla distruzione dell'intero genere umano, delle piante, degli animali di tutto pianeta. Questo e' il rischio, questo il pericolo a cui si puo' andare incontro".

Alvaro De Rujula - Fisico - Cern di Ginevra:
"I rischi remoti che si sono discussi sono almeno tre. Uno e' che durante una di queste collisioni di particelle contenenti molta energia, si formi un buco nero. Il buco nero e' un oggetto che puo' assorbire tutto cio' che lo circonda senza sputare fuori niente. Ad esempio puo' inghiottire la Terra, stessa. È una probabilita' cosi' remota che l'esperimento fallisca, che se anche tutti i paesi del mondo decidessero di fare questo esperimento non ci sarebbero rischi per nessuno.
L'unica cosa che ha destato piu' preoccupazione nella discussione riguardo le esperienze legate al LHC ha a che vedere con le collisioni che si faranno tra grossi nuclei atomici, perche' alcuni scienziati hanno pensato che esse potrebbero generare un nuovo stato nucleare simile al buco nero, in grado di inghiottire cio' che lo circonda, compresa la Terra."

Carlo Bernardini - Fisico - Universita' La Sapienza di Roma;
"In questi esperimenti si produce della materia che in natura non esiste. Questa materia puo' avere la proprieta' di essere onnivora, nel senso che comincia ad assorbire la materia intorno e a trasformarla in materia di questo nuovo tipo. Crea una sorta di valanga che naturalmente e' incompatibile con la vita e con una infinita' di cose. Il rischio e' quello."



"Nessuno puo' distruggere questa materia?"

Carlo Bernardini:
"E come si fa'? Una volta che la materia cresce, se l'accrescimento e' molto rapido...non sappiamo nulla di quello che potrebbe accadere..."

Alvaro De Rujula:
"La fisica nucleare la capiamo un po' meno bene, in questo caso non possiamo fare dei calcoli completamente convincenti da poter dire che queste cose non si produranno."

"Secondo i fisici teorici da quando l'universo esiste i raggi cosmici nella galassia si sono scontrati miliardi di volte, esattamente come avverrebbe nell'esperimento, e non e' mai successo nulla di catastrofico."

Carlo Bernardini:
"Il problema e' che si puo' escludere che questo avvenga, cioe' escludere con sicurezza o si puo' solo dire che e' probabile che non avvenga; sono due cose molto diverse."

"E qual e' la risposta?"

Carlo Bernardini:
"La risposta e' che e' molto probabile che non avvenga, e questo e' un po' brutto...".

"Ma gli esperimenti che si faranno qui al Cern sono totalmente sicuri?"

Alvaro De Rujula:
"No certo. Non so cosa vuol dire un esperimento sicuro. Se un esperimento fosse sicuro vorrebbe dire che conosciamo la risposta, se sapessimo la risposta allora non ci sarebbe motivo di fare l'esperimento.
La natura della ricerca e' fare delle cose che uno non conosce, il senso nel farle sta nel voler arrivare a conoscere la risposta. Facciamo delle domande alla natura e la natura ci dice come e' fatta, ma non sempre siamo in grado di capire come saranno le cose. A volte lo siamo, a volte non lo siamo."

Intanto i lavori per la costruzione del LHC al Cern di Ginevra continuano.

"Vuol dire che questi dubbi non preoccupano nessuno?"

Luciano Maiani - direttore generale del Cern:
"Io ho creato una commissione anche riflettendo una discussione che c'e' stata negli anni passati negli Stati Uniti. Una commissione che permette di accertare che questi pericoli non esistono e che ci permette di rannare tranquillamente l' LHC tra cinque anni, quando sara' costruito."

"Intanto che la commissione valuta pero' i lavori continuano ad andare avanti, costano miliardi. E se poi la commissione dovesse dire che il rischio e' piu' significativo di quel che si pensa?"

Luciano Maiani:
"Io sono personalmente convinto che questi risultati saranno nel senso positivo, ma tuttavia e' evidente che se dubbi consistenti nascessero il problema dovra' essere riesaminato. È stato giusto porsi il problema ma il problema non sembra avere un fondamento tale da dare preoccupazioni."

"Quindi il rischio non c'e'? Siamo rischio zero?"

Luciano Maiani:
"Si".

Alvaro De Rujula
"Un fisico non puo' dire mai rischio zero, perche' lo zero non esiste. Quello che uno deve domandarsi e' qual'e' la probabilita' che questo capiti, se la probabilita' che una cosa di questo tipo capiti e' tale che non capitera' nulla da qui a dieci miliardi di anni possiano stare tranquilli."

Mario Bruschi:
"Se dico che la probabilita', nell'ipotesi piu' pessimistica, e' che in un milione di anni si verifichera' una volta sola, non voglio dire che si verifichera' al milionesimo anno, potrebbe verificarsi domani. La probabilita' e ' di questo tipo."

E mentre in Europa i lavori procedono sul collisore piu' potente della Terra, in America, che sono sempre piu' avanti, quattro mesi fa nel laboratorio di Brookhaven vicino New York sono partiti con il primo esperimento, proprio quello di cui stiamo parlando.

Laboratorio Nazionale di Brookhaven N.Y. - Thomas Ludlam- Fisico:
"Acceleriamo atomi d'oro dentro due anelli lunghi cinque chilometri, che stanno proprio qui sotto questa collinetta davanti a noi. È la prima volta che una macchina creata dall'uomo permette di accelerare particelle alla velocita' della luce. Poi le facciamo scontrare frontalmente, in questo modo ricostruiamo la materia al momento stesso della sua creazione."

"Ma quali benefici usciranno da queste collisioni? Riuscirete a trovare il modo di sconfiggere il cancro? O di risolvere il problema energetico?"

Thomas Ludlam
"Per il momento non vediamo nessuna applicazione pratica. È pura curiosita' scientifica. Pero' quello che sappiamo e' che ogni volta che si e' fatto un passo avanti nella comprensione della materia dopo trenta, quaranta o cento anni ci sono stati benefici per tutti."

Questi esperimenti sono costosissimi, solo gli acceleratori costano seicento milioni di dollari e quando era tutto pronto una commissione presieduta da Robert Jaffe dell' Institute of Tecnology del Massacchussets di Boston ha fatto una valutazione dei rischi. Ma da chi era composta questa commissione? Da esperti completamente estranei al progetto?

Robert Jaffe - Institute of Tecnology del Massacchussets:
"Da esperti esterni, non estranei a questo tipo di ricerca quindi in qualche modo coinvolti ma esterni. Il risultato e' che i nostri calcoli teorici non possono dirci se l'Universo come insieme possa cambiare stato, non abbiamo sufficiente conoscenza della teoria di base della materia. Abbiamo fatto delle valutazioni sulla base di fatti che avvengono; le collisioni che si fanno nel laboratorio di Long Island sono le stesse che avvengono nello spazio. I raggi cosmici si sono scontrati miliardi di volte e se si fossero mangiati le stelle non saremmo certamente qui a fare l'esperimento. Comunque il primo esperimento e' stato fatto ed e' andato tutto bene."

Francesco Calogero- Fisico - Universita' La Sapienza:
"La probabilita' di produrre questa particella assassina e' piccola. Se questa probabilita' e' piccola il fatto che non la si sia prodotta subito non garantisce che non possa essere prodotta piu' tardi. Quindi da questo punto di vista non e' vero che se l'esperimento e' cominciato e non e' successa subito una catastrofe una catastrofe non puo' avvenire in seguito".

Mario Bruschi:
"Questa decisione di partire con l'esperimento nonostante non sia stata stimata in maniera attendibile la probabilita' di un evento cosi' catastrofico, come la distruzione dell'intero pianeta, e' una decisione assurda, stupida, irragionevole e soprattutto e' una decisione immorale. Se io fossi cattolico direi che e' una decisione peccaminosa da un punto di vista religioso."

Robert Jaffe:
"La comunita' scientifica e' compatta non se ne preoccupa".

Mario Bruschi:
"Mettiamo che domani gli esperti ci dicono "Va bene, la probabilita' e' una a un miliardo di miliardi", qual e' la soglia di un rischio ragionevole?

Alvaro De Rujula:
"Quando una possibilita' calcolata cosi' pessimisticamente e' piu' piccola di una su un miliardo, uno non si preoccupa."

Mario Bruschi:
"Cioe' quanto deve essere piccola questa probabilita' perche' noi corriamo il rischio cosiddetto ragionevole di mettere a repentaglio le nostre vite, la vita delle piante, la vita degli animali, la vita di tutta la Terra e la Terra stessa, una a un miliardo di miliardi? Una a un miliardo di miliardi di miliardi? Dove inizia il rischio ragionevole?".

Alvaro De Rujula:
"Perche' se uno si preoccupa di questo dovrebbe preoccuparsi di tantissime altre cose ugualmente probabili. Ad esempio che ci sia un forte vento in Africa centrale che, sollevato un rinoceronte, ce lo faccia cadere sulla testa. Queste sono delle probabilita' dello stesso tipo."

Mario Bruschi:
"Secondo me questi argomenti sono inaccettabili perche' se esplode una supernova e ci colpisce un meteorite noi non possiamo farci niente, sono eventi catastrofici al di la' delle nostre possibilita' di intervenire e al di fuori delle nostre responsabilita'. La questione invece relativa alla possibilita' di avviare noi un esperimento che potrebbe portare alla distruzione della Terra e' una nostra responsabilita'".

Non si puo' arrivare a chiarire nulla, siamo nelle loro mani e ci dobbiamo fidare. Quello che ci piacerebbe sapere e' se coloro che stanziano i fondi per la ricerca sono informati di volta in volta sul tipo di esperimenti che si fanno e quali strumenti hanno per intervenire, valutare e , se e' il caso, fermare.

Eliano Pessa - Docente Intelligenza Artificiale - Universita' Pavia:
"L'uomo politico si trova nella difficolta' di decidere su materie che non sono assolutamente di sua competenza. Pero' naturalmente per questo puo' avvalersi di persone che ritiene competenti. Ed andra' in cerca di chi? Delle persone che a livello nazionale vengono considerate sul piano scientifico come le persone piu' rappresentative del paese ed e' anche logico che si faccia questo, e' evidente che le persone che sono inserite in questo stesso sistema, non potranno parlar male del mondo in cui loro stessi sono inseriti e quindi sosterranno le necessita' di mandare avanti le ricerche di cui loro stessi sono a capo. E quindi il gioco continua".

C'e' solo un tarlo. Ci si sta dando da fare per trovare l'origine della materia per leggere la mente di Dio e una soluzione al problema piu' urgente del pianeta come il petrolio, in quanto fonte di energia, o il motore a scoppio, come produttore mondiale di inquinamento, non si e' mossa di un millimetro, e' ancora tutto fermo ad un secolo fa. È normale?

Luciano Maiani:
"Io credo che il problema e' che il petrolio costa troppo poco, quindi non si investe nella ricerca appropriata".

Eliano Pessa:
"Chi detiene il potere economico cerca di impedire gli sviluppi delle tecnologie, infatti e' proprio per questo che il motore a scoppio dura cosi' tanto e le tecnologie rimangono piu' o meno sempre le stesse. Perche' non c'e' nessun interesse alla messa in opera di una nuova tecnologia."

"Pero' se qualcuno trovasse una reale alternativa al motore a scoppio o al petrolio, farebbe miliardi."

Eliano Pessa:
"Succederebbe che le nazioni che hanno il petrolio, che controllano il petrolio sul piano mondiale, perderebbero immediatamente potere. Sarebbero contente? Credo proprio di no. E quindi se per caso ci fosse una tecnologia di questo genere non farebbero altro che far fare all'inventore la stessa fine che ha fatto Diesel, cioe' sopprimerebbero lui e la sua invenzione sparirebbe. Avrebbero tutti i mezzi per farlo, senza fare il piu' piccolo rumore. Chissa' che non l'abbiano gia' fatto".

Abbiamo parlato di ricerche non esenti da remoti ma catastrofici rischi che potrebbero eventualmente dare qualche beneficio tra centinaia di anni. Ma gli esperti dicono che se non si riducono le emissioni entro venti anni potremmo avere problemi piuttosto seri.
La salvezza del pianeta allora non sta a cuore a nessuno?

Eliano Pessa:
"Oggi purtroppo non si possono fare piu' previsioni a lungo termine, ma forse non si sono mai fatte. Oggi si puo' ragionare soltanto guardando a quello che accadra' il giorno dopo. Purtroppo la salvezza dell'intero pianeta e' preoccupazione di pochissimi e forse non ci sono nemmeno i mezzi per pensarci. Oltretutto, ammesso che ci sia qualcuno che si preoccupa della salvezza dell'intero pianeta, vi sarebbero sempre coloro i quali potrebbero dire "perche' volete farlo a nostre spese?" e i paesi poveri potrebbero dire esattamente questo".

http://www.report.rai.it/servizio.asp?s=20
schmit
Non vi spaventa questa cosa? a me tanto... sad.gif
kizoushaidan
scmit non preoccuparti, lo studio di energie e risorse alternative al petrolio è ancora in alto mare, il discorso che se qualcuno coi schei si interessasse le farebbe realizzare in uno schiocco di dita è il commento della volpe sull' uva
schmit
kizou,non è come dici tu...la ricerca costa e i contributi che si danno alla ricerca sono pochi e gli stessi pochi se non conviene ai partiti non si stanziano. Tra gli uomini di partito poi ci sono quelli che hanno gli allacci con gli uomini affaristi e...
mi capisci vero? Il nucleare era l'unica fonte che ci avrebbe permesso di non essere succubi del petrolio...!!!

Comunque,quello di cui parla l'articolo non centra niente col petrolio!!!e le fonti alternative,qui si parla della sfida dell'uomo con il suo intelletto per scoprire da cosa nasce la materia!!!

rsorrt
Fonti alternative al petrolio ce ne sono
e non si tratta solo del Nucleare.
Il problema è che a volte le soluzioni semplici
vengono poco considerate.


Carlo Rubbia commenta così:

'Abbiamo trovato una terza via nel campo delle fonti di energia rinnovabile - ha affermato con orgoglio Rubbia - c'è il fotovoltaico, l'eolico, la biomassa e poi c'è questo nuovo solare Archimede. Sono convinto che faremo molta strada'. Una potenzialità anche per il Sud dell'Italia e del mondo, ha sottolineato, dove ci sono delle grandi aree che potrebbero essere trasformate in 'campi di luce' proprio per la produzione di energia. Una svolta, dunque: 'Ho fatto tante cose complicatissime nella mia vita, mentre oggi sto sviluppando un enorme piacere nel fare le cose semplici. Il solare Archimede - ha detto Rubbia - è un sistema straordinariamente semplice che fino adesso non è stato ancora utilizzato. Sono molto ottimista. Questa - ha concluso - penso sia davvero una nuova strada decisiva da seguire'.
07 gennaio 2004




Rubbia e la centrale di Archimede. "Così catturerò l'energia del sole"

È la terza via delle rinnovabili. Una fonte pulita

perfettamente competitiva, abbondante e sicura

di ANTONIO CIANCIULLO

ROMA - "Il nuovo solare termodinamico ad alta temperatura, l'energia catturata dagli specchi parabolici e immagazzinata da un fluido salino, è la terza via delle rinnovabili. Una fonte pulita, perfettamente competitiva, abbondante e sicura. Basta un quadrato di tre chilometri di lato, la lunghezza di una pista di aeroporto, per ottenere la stessa energia di una centrale nucleare. E per giunta è tecnologia italiana: una ricchezza che possiamo utilizzare direttamente ed esportare". E' un Carlo Rubbia in grande forma quello che si accinge a battezzare la fase uno del suo sogno. A meno di quattro anni dall'ideazione del progetto Archimede, il premio Nobel che guida l'Enea festeggerà oggi l'inaugurazione della nuova centrale elettrica di Priolo, in provincia di Siracusa, l'impianto Enel ristrutturato per far posto al sole. Si tratta della prima dimostrazione della realizzabilità del programma solare dell'Enea, un primo passo concreto che potrebbe aprire la strada a una filiera energetica made in Italy.



Eppure, dopo Archimede che l'aveva usata per altri scopi, questa forma di energia solare ha avuto poco successo. E l'esperienza della centrale siciliana a specchi di Adrano, che ha inghiottito molti fondi e prodotto poca energia, aveva indotto al pessimismo. Cosa è cambiato?

"Lasciando da parte Archimede, troviamo che il primo brevetto per gli specchi solari risale al 1860. Da allora è stato un succedersi di prove ed errori. Per esempio vent'anni fa, in California, avevano costruito centrali ibride che usavano il solare e il gas naturale, ma bastava una nuvoletta per bloccare il solare e far partire l'impianto a gas: il rendimento era scarso. E poi come fluido per accumulare il calore si usava un olio minerale poco sicuro e ad alto impatto ambientale. Oggi parliamo di una tecnologia completamente diversa".

Molto più affidabile?

"Non c'è paragone. Noi usiamo specchi di nuova progettazione che si muovono lungo l'arco della giornata seguendo il sole e quindi riescono a catturare più luce. Al posto del vecchio olio infiammabile abbiamo una miscela di sali fusi che non causa problemi e consente di accumulare l'energia in moda da renderla disponibile in ogni momento, anche quando non c'è il sole, in modo da ottenere la flessibilità richiesta dal mercato. E infine c'è il fattore temperatura che è fondamentale perché lo scopo finale è produrre vapore per far girare le turbine: la vecchia tecnologia solare non arrivava a superare i 350 gradi; ora raggiungiamo i 550 gradi, la stessa temperatura che si usa negli impianti a combustibili fossili".

Siamo comunque ancora alla fase di sperimentazione.

"Come esperimento pilota i 20 megawatt aggiunti dalle tecnologie solari alla centrale di Priolo non sono da buttar via: bastano a una città di 20 mila abitanti, consentono di risparmiare 12.500 tonnellate equivalenti di petrolio l'anno ed evitano l'emissione di 40 mila tonnellate l'anno di anidride carbonica. E il bello è che questo tipo di energia è conveniente: ai prezzi attuali l'impianto si ripaga in 6 anni e ne dura 30. Oltretutto, una volta avviata la produzione di massa, i prezzi di costruzione tenderanno al dimezzamento".



Quanto costa oggi un metro quadrato di specchi?

"Oggi, cioè in fase preindustriale, il costo complessivo dell'impianto oscilla tra i 100 e i 150 euro a metro quadrato. E da un metro quadrato si ricava ogni anno un'energia equivalente a quella di un barile di petrolio. Il che vuol dire che utilizzando un'area desertica o semidesertica di dieci chilometri quadrati si ottengono mille megawatt: la stessa energia che si ricava da un impianto nucleare o a combustibili fossili, ma con costi inferiori e con una lunga serie di problemi in meno".



Per esempio?

"Non si producono rifiuti né emissioni. L'energia è abbondante e rinnovabile. Non bisogna costruire sistemi di trasporto per i combustibili perché il sole arriva da solo. Gli investimenti e i costi sono più bassi rispetto alle centrali convenzionali. Il sistema è estremamente flessibile e si presta ad essere usato con impianti di piccola taglia in località isolate. I tempi di costruzione sono brevi, circa tre anni".

Ritiene che questa tecnologia cambi il ruolo delle rinnovabili?

"Secondo le previsioni dell'Iaea le rinnovabili di nuovo tipo, escludendo dunque l'idroelettrico e la biomassa tradizionale, non supereranno il 3,5 per cento del totale energetico nel 2030. Per andare oltre occorrono due condizioni. La prima è che i costi siano competitivi. La seconda è che il sistema sia flessibile: non a caso l'unica rinnovabile che ha mercato è l'idroelettrico perché le dighe consentono di usare l'acqua quando ce n'è bisogno. La tecnologia che si sperimenta a Priolo soddisfa entrambe queste condizioni".



Quanta energia si può produrre con questo tipo di centrali?

"In prospettiva, arrivando a un'applicazione industriale su larga scala, si può pensare che in regioni con una buona insolazione come il Sud dell'Italia si ricavi energia sufficiente a sostituire carbone, petrolio e metano".



Ma se la tecnologia è così semplice e i costi così bassi, perché il sistema non si è già imposto?

"Perché è un'idea nuova, e come tutte le idee nuove fatica ad essere assimilata. Noi stiamo aprendo un mercato dalle potenzialità enormi in un momento in cui c'è un disperato bisogno di un'energia non inquinante. Decidere tempi e modi spetta ai politici. Certo dal punto di vista scientifico una cosa va detta: o si lavora seriamente alla costruzione di un sistema energetico diverso da quello attuale, più pulito e in grado di ottenere più consenso, oppure si va avanti continuando a immettere gas serra nell'atmosfera e ci si assume il rischio dell'instabilità climatica legata a questo processo.
kizoushaidan
1) tra i 100 e i 150 euri a metro quadro non si riferisce certo al prototipo
2) il progetto enea occupa 25'000 metri quadri
3) si riferisce unicamente agli usi civili (1 kw a testa) ma se mettiamo pure le auto elettriche o i forni elettrici oppure il riscaldamento elettrico non basta più.

poi i conti non tornano, ma non è certo famoso come furibondo scrittore di equazioni il rubbia, sembra che si limiti ad essere popolare.

il progetto enea è un passo nella direzione giusta, ma è ben lontano dal "sostituire il petrolio"
rsorrt
QUOTE (schmit @ Aug 6 2004, 21:27)
Non vi spaventa questa cosa? a me tanto... sad.gif


Se poi aggiungi la paura per
gli esperimenti chimici, nucleari, ecc ecc....
allora c'è di che passare notti insonni.

Personalmente quello che si trama nei vari laboratori chimici dove si studiano
armi sempre + silenziose e potenti mi spaventa di + della remotissima probabilità di creare un buco nero facendo scontrare particelle.

Molte opere cinematografiche che rientrano nel genere Fantascientifico-Catastrofico ( e spero vivamente restino tali ) ci portano incubi di un mondo deserto, devastato da malattie create e sfuggite al controllo dell'uomo.

"28 giorni dopo" è un film del genere....
anche se non parla di una devastazione mondiale ma confinata al solo regno unito..
è comunque molto inquietante.








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kizoushaidan
1) tra i 100 e i 150 euri a metro quadro non si riferisce certo al prototipo
2) il progetto enea occupa 25'000 metri quadri
3) si riferisce unicamente agli usi civili (1 kw a testa) ma se mettiamo pure le auto elettriche o i forni elettrici oppure il riscaldamento elettrico non basta più.

poi i conti non tornano, ma non è certo famoso come furibondo scrittore di equazioni il rubbia, sembra che si limiti ad essere popolare.

il progetto enea è un passo nella direzione giusta, ma è ben lontano dal "sostituire il petrolio"

poi:
"Lasciando da parte Archimede, troviamo che il primo brevetto per gli specchi solari risale al 1860. Da allora è stato un succedersi di prove ed errori. Per esempio vent'anni fa, in California, avevano costruito centrali ibride che usavano il solare e il gas naturale, ma bastava una nuvoletta per bloccare il solare e far partire l'impianto a gas: il rendimento era scarso. E poi come fluido per accumulare il calore si usava un olio minerale poco sicuro e ad alto impatto ambientale. Oggi parliamo di una tecnologia completamente diversa".

ma porca miseria! parliamo di ricerca! come può uno pretendere di non infilare vicoli ciechi???
e ci si scoraggia per questo?? bei ricercatori davvero.
rsorrt
QUOTE (kizoushaidan @ Aug 9 2004, 11:01)
1) tra i 100 e i 150 euri a metro quadro non si riferisce certo al prototipo
2) il progetto enea occupa 25'000 metri quadri
3) si riferisce unicamente agli usi civili (1 kw a testa) ma se mettiamo pure le auto elettriche o i forni elettrici oppure il riscaldamento elettrico non basta più.

poi i conti non tornano, ma non è certo famoso come furibondo scrittore di equazioni il rubbia, sembra che si limiti ad essere popolare.

il progetto enea è un passo nella direzione giusta, ma è ben lontano dal "sostituire il petrolio"




Potresti scrivere direttamente a Rubbia...
muovergli le tue critiche...
poi farci sapere cosa ti ha detto.

Aspetto con fiducia...
biggrin.gif


Ps
I primi passi sono importanti


Con tutto il rispetto che posso avere per Te...
quando Rubbia afferma

"In prospettiva, arrivando a un'applicazione industriale su larga scala, si può pensare che in regioni con una buona insolazione come il Sud dell'Italia si ricavi energia sufficiente a sostituire carbone, petrolio e metano".

do più credito a lui.

Se trovi in rete articoli in cui si critica, a ragion veduta, il progetto, ti prego di comunicarci l'indirizzo...
io sto cercando..
per capire se il progetto possa un giorno essere una soluzione da adottare su larga scala o no.

Magari si può aprire una discussione a parte...

:O)
hands49.gif
kizoushaidan
sono certo che l'energia solare sia sufficiente a sostituire il petrolio ma bisogna imbrigliarla, e siamo lontani da questo, ma è possibile.

quanto a rubbia...
ha ragione quando dice una cosa... ha ragione quando cambia idea... continua ad aver avuto ragione in passato, risultato ha ragione quando dice qualcosa, ha ragione quando dice il contrario.

io in questo momento mi trovo in accordo col rubbia, in passato no.
QUINDI
se quanto oggi afferma rubbia è valido...
quando rubbia era di diverso avviso avevo ragione io e lui no!

semplice, no?
stesso dicasi per sars 3° guerra mondiale, varie fini del mondo incendi spontanei; evidentemente l'ottimista val più dello scienziato.

comunque ti invito ad analizzare la dichiarazione : "basterebbe sviluppare il progetto sul 10 % della superficie del sahara per coprire il fabbisogno mondiale di energia"

stando ai calcoli è correttissima, maaaaaaaa

1) con quale petrolio la fai? usi la parte gia fatta per provvedere energia a quella ancora da fare?

2) l'albedo al suolo ce lo siamo scordati ?? cioè, il cosiddetto riscaldamento globale... sai, metti gli specchi e questi restituiscono energia che normalmente viene assorbita dal suolo, favorendo il superamento della tensione di vapore in alta quota... ecc. ecc.
non ho trovato smentite o conferme alla mia osservazione da nessuna parte.
rsorrt
QUOTE (kizoushaidan @ Aug 9 2004, 11:25)
sono certo che l'energia solare sia sufficiente a sostituire il petrolio ma bisogna imbrigliarla, e siamo lontani da questo, ma è possibile.

quanto a rubbia...
ha ragione quando dice una cosa... ha ragione quando cambia idea... continua ad aver avuto ragione in passato, risultato ha ragione quando dice qualcosa, ha ragione quando dice il contrario.

io in questo momento mi trovo in accordo col rubbia, in passato no.
QUINDI
se quanto oggi afferma rubbia è valido...
quando rubbia era di diverso avviso avevo ragione io e lui no!

semplice, no?


I tempi cambiano e anche le idee..
sopratutto in campo scientifico.

comunque ho aperto una discussione sul progetto archimede...
se vuoi postare li le tue cose sei benvenuto.

hands49.gif
schmit
Mi sembra che siate tutti fuori tema,cosa centra il petrolio o le energie alternative con il Len?
Vi ripeto quel di cui si sta parlando.

Alla periferia di Ginevra c'e' il Cern, il piu' grande laboratorio scientifico del mondo. Ha quarantasei anni di vita, ci lavorano settemila scienziati, e' finanziato da venti paesi europei e l'Italia partecipa con una quota di centocinquanta miliardi l'anno previsti dalla finanziaria.

Sotto al laboratorio c'e' un anello acceleratore di ventisette chilometri, dentro questo anello si fanno esperimenti per studiare l'origine della materia. Questi esperimenti finora non hanno prodotto alcun risultato applicabile alla nostra vita pratica, ma le ricadute che derivano dalle tecnologie usate negli esperimenti sono enormi, fra tutte il web che e' nato proprio al Cern. Qui fra quattro anni entrera' in funzione un acceleratore di particelle, si chiama LHC: consiste nel far entrare in collisione frontale ad energie altissime mai sperimentate prima particelle particolari. Queste condizioni estreme permetteranno di avventurarsi nello sconosciuto.

Cosi' sconosciuto da suscitare inquietanti interrogativi da parte di autorevoli scienziati.

Mario Bruschi - Fisico - Universita' La Sapienza di Roma:
"Alcuni fisici teorici dicono che vi e' una possibilita' che nel corso dell'esperimento si verifichi una situazione tale da portare alla distruzione dell'intero genere umano, delle piante, degli animali di tutto pianeta. Questo e' il rischio, questo il pericolo a cui si puo' andare incontro".

Alvaro De Rujula - Fisico - Cern di Ginevra:
"I rischi remoti che si sono discussi sono almeno tre. Uno e' che durante una di queste collisioni di particelle contenenti molta energia, si formi un buco nero. Il buco nero e' un oggetto che puo' assorbire tutto cio' che lo circonda senza sputare fuori niente. Ad esempio puo' inghiottire la Terra, stessa. È una probabilita' cosi' remota che l'esperimento fallisca, che se anche tutti i paesi del mondo decidessero di fare questo esperimento non ci sarebbero rischi per nessuno.
L'unica cosa che ha destato piu' preoccupazione nella discussione riguardo le esperienze legate al LHC ha a che vedere con le collisioni che si faranno tra grossi nuclei atomici, perche' alcuni scienziati hanno pensato che esse potrebbero generare un nuovo stato nucleare simile al buco nero, in grado di inghiottire cio' che lo circonda, compresa la Terra."

Carlo Bernardini - Fisico - Universita' La Sapienza di Roma;
"In questi esperimenti si produce della materia che in natura non esiste. Questa materia puo' avere la proprieta' di essere onnivora, nel senso che comincia ad assorbire la materia intorno e a trasformarla in materia di questo nuovo tipo. Crea una sorta di valanga che naturalmente e' incompatibile con la vita e con una infinita' di cose. Il rischio e' quello."


kizoushaidan
uhm non capisco; la velocità di fuga da un corpo è determinata dalla sua massa; poichè la massa conferita alla velocità della luce è pressochè infinita, in base alla teoria della relatività e poichè gli urti delle particelle sembrano piuttosto elastici
se consideriamo il lasso di tempo che sopravviverebbe un implosione generata in quel modo il rischio è lo inferiore a che si formi un buco nero capace di inghiottire la terra mentre ci tagliamo le unghie.

ricordo che un buco nero è un corpo provvisto di massa con un attrazione gravitazionale talmente forte che la velocità di fuga è pari (quindi infinitamente superiore) a quella della luce

questo rischio (che un fotone imprima ad un protone una tale velocità) è ridicolmente basso, ma messo alle strette ogni scienziato deve ammetterlo biggrin.gif
schmit
E' morale che lo scienziato si avventuri in esperimenti dove c'è anche una piccolissima percentuale di mettere a rischio la vita del pianeta?
Gatto del Cheshire
Mah, non sono un astrofisico, ma mi pare di ricordare che un buco nero si forma in presenza di una massa così grande che la pressione dovuta alla forza di gravità fa collassare il nocciolo con la formazione di una quantità di materia enormemente concentrata e dotata di un potere gravitazionale enorme, in grado di attirare altra materia all'infinito.
Non credo proprio che due particelle che si urtano e si fondono possano dar luogo a qualcosa con un potere di attrazione così forte da attirare altra materia. Se anche si formasse un micro-buco nero, si dissolverebbe da sè.
Parere personale, naturalmente.

Quanto alle energie alternative, è vero che i petrolieri si oppongono con tutte le forze a che vengano sviluppate, per non perdere la gallina dalle uova d'oro. Quando lavoravo in Snamprogetti negli anni '70 (era l'epoca della crisi petrolifera) era stato creato un dipartimento per lo studio delle enrgie alternative. Guarda caso, è stato subito trasferito all'Agip dove è stato lasciato morire.

Rubbia non ha inventato niente di nuovo nel solare, ha solo dato una rinfrescatina (specchi migliori, fluidi migliori) a una vecchia idea. Gli auguro di portare a termine il suo progetto e di dimostrarne la validità economica, ma resto scettico.
Ma vi rendete conto quanta superficie dovrebbe venire coperta con specchi e macchinari per dare tutta l'energia che si consuma in Italia ?
Io Rubbia lo preferivo quando studiava l'energia di fusione o i reattori nucleari intrinsecamente sicuri. Ma si vede che i petrolieri gli hanno fatto mancare i fondi (non immaginate quanto sia potente la loro lobby). L'impianto solare si vede che non turbava i loro sonni e l'hanno lasciato continuare...
renatodicarlo
QUOTE
Ma vi rendete conto quanta superficie dovrebbe venire coperta con specchi e macchinari per dare tutta l'energia che si consuma in Italia ?


Mi domando se questa domanda se la siano posta verdi ed affini,che in termini di richiesta di energia non mi sembrano peraltro meno affamati dei comuni mortali generatori di entropia (si sono posti il problema di quanta energia occorre per sostenere le loro attività?)
Carvalho
QUOTE(renatodicarlo @ Oct 8 2004, 18:58)
Mi domando se questa domanda se la siano posta verdi ed affini,che in termini di richiesta di energia non mi sembrano peraltro meno affamati dei comuni mortali generatori di entropia (si sono posti il problema di quanta energia occorre per sostenere le loro attività?)
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Pensa a quanta ne consuma (di energia), inutilmente, per di piu', Letizia....
biggrin.gif
Gatto del Cheshire
Adesso che, grazie alla politica estera di Bush, il petrolio è arrivato a 53 dollari, mi aspetto che le energie rinnovabili tornino di moda. Ci saranno i soliti furbacchioni pronti a reinventare qualche modo già noto per produrre energia solare, o eolica, o geotermica etc. e a raccogliere finanziamenti pubblici da buttare in qualche pozzo senza fondo, fino al prossimo calo del prezzo del petrolio.
Ricordate, le uniche vere fonti di energia rinnovabili sono le belle donne...
schmit
QUOTE
Pensa a quanta ne consuma (di energia), inutilmente, per di piu', Letizia....

Sai Carvalho ho letto solo oggi quello che hai scritto tempo fa e ti do la mia risposta.
Io ho speso una vita,e non ho finito,a consumare energia per la ricerca di me,e credimi non mi è stata inutile smile.gif
Comunque mi pare che con il topic, il petrolio e la mia energia, abbiano poco a che vedere... biggrin.gif
Nel topic si parlava della particella sfuggente di Higgs (la particella di Dio, secondo il Nobel Lederman). Non sappiamo a quali energie dovremo giungere per “vedere” la particella di Dio, ma i teorici ci dicono che le energie raggiunte nei due nuovi acceleratori ( e le modalità degli esperimenti) potrebbero portare alla creazione di “strangelet” cioè grumi di materia nucleare “strana”.
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