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Forum di politica, cultura, società: 2005

Uriel
Chiariamo una cosa. A me il porno piace. Anzi, diro' di piu': poiche' nessun italiano ammette di farne uso (se non "a casa di amici, per caso") mentre io lo ammetto, ne deduciamo che io sia quello che consuma tutto il porno d'italia. Spendo svariate migliaia di miliardi di vecchie lire in porno, ogni anno da solo. Una fila di tir porta quantita' enormi di cassette porno a casa mia, et so on. Ovvio.

La cosa che mi e' sempre piaciuta del porno e' che non devi giustificarlo con nessuno. Cioe', tu lo guardi perche' e' una forma di consumo interamente tua, da qualcosa a te, poi lo riporti dove l'hai noleggiato, e sono ancora cavoli interamente tuoi.

Non ho problemi ad affermare una cosa: il porno e' volgare, riduce l'uomo ad un organo sessuale, e' monotono, e' genitalita' pura, privo di dialoghi, privo di trama, completamente privo di stilemi artistici. Esattamente come una trasmissione politica, diciamo: pero' e' piu' divertente. Piu' divertente perche', detto come va detto, rende piu' interessante la masturbazione , cosa che la politica a parita' di contenuti non fa.

Stabilito questo, il porno rimane quel che e': un condimento per la masturbazione. Preso come tale, va benissimo cosi' com'e'. E poiche' da solo consumo tutto il porno d'italia (a voi capita al massimo di vedere un porno solo per caso, a casa di amici, cioe' a casa mia) potrete anche credermi.

La cosa buffa , che mi fa sorridere, e' che mentre io lo faccio senza sensi di colpa, e quindi non ho bisogno di discolparmi o trovare espedienti per sdoganare il porno, la media delle persone si fa degli arzigogoli da paura.

Lo scopo di questi arzigogoli e' di sdoganare il proprio onanismo,se non quello di trovare qualche giustificazione di fronte al terribile tribunale dei propri sensi di colpa.

Il primo di questi espedienti e' il "porno al femminile". Per "al femminile" si intendeva un espediente volto ad aggirare l'accusa di volgarita'. Si supponeva che soltanto perche' qualcosa sia "femminile" esso sia in automatico meno volgare e rispettoso della sensibilita' umana. Questa teoria non trova dimostrazione nei fatti: la stragrande maggioranza delle troie da calendario, delle carnazze da trasmissione televisiva, delle persone in generale piu' volgari e stupide della terra oggi le vediamo nel mondo femminile.

Del resto pornografia deriva da "scrivere riguardo la prostituta" , che normalmente e' una figura femminile. Se la presenza femminile implicasse di per se' raffinatezza, non volgarita' e delicatezza, i bordelli non sarebbero bordelli ma salotti letterari.

Ma al senso di colpa non si comanda, e dietro l'etichetta "al femminile" e' nata tutta una corrente di bagasce che sono bagasce come tutte le altre bagasce, fanno le cose che fanno tutte le altre bagasce, ma lo fanno "al femminile", e quindi va benissimo.

Ci sono libri EVIDENTEMENTE scritti da uomini, come l' Histoire D'O, che sono libri sciovinisti, sessisti, violenti, diseducativi, del tutto pornografici. La trama e' quella che potreste trovare sul classico pornazzo disegnato "Provincia Violenta" , con la differenza che e' firmato con un nome femminile: Pauline Reage.

Una volta firmato questo carnazzo violento e maschilista con un nome da donna, esso diventa un "raffinato esempio di erotismo al femminile", e si potra' addirittura offrire in omaggio ai lettori dell' Unita', o tenere in bella vista in salotto. Che sia scritto evidentemente da un uomo non cambia nulla, e non si puo' nemmeno dire.

Un altro esempio e' "Emmanuelle". Emmanuelle e' un classico libricino pornografico da quattro soldi, concepito partendo da fantasie maschili, per un pubblico maschile, con la sola differenza che a scriverlo e' una donna. E poiche' si considera la donna come un Re Mida il cui tocco annienta la pornografia trasformandola in "erotismo" allora un libro essenzialmente pornografico, narrante di una puttanissima neosposa alquanto puttana che si fa scopare da cani e porci in thailandia, diventa "erotico" e lo potrete tenere in bella vista in salotto.

L'acme del pretesto velleitario si raggiunge con la signora Anais Nin. Ora, Anais Nin ha sempre detto, scritto ed ammesso che era in difficolta' economiche quando fu pagata per scrivere alcuni racconti PORNOGRAFICI. Faccio notare che lei stessa li definiva pornografici, e non "erotici". La signora dunque sapeva cosa stava facendo e lo diceva chiaramente senza pretesti. Non ha mai detto "cercai di scrivere del porno al femminile per un pubblico femminile, facendo una cosa piu' sensibile e raffinata del solito porno". No: ha detto chiaramente che scrisse pornazzo porco allo scopo di tirar su due lire per pagarci l'affitto.

Ma non solo: la signora Nin ammette che per poterlo scrivere ha dovuto passare ore a leggere altra schifezza pornografica, allo scopo di imitarla, per produrre un libro pornografico. Questo significa che Anais Nin non ha scritto niente di proprio, (e quindi niente di intrinsecamente femminile) ma ha semplicemente imitato quel genere letterario che non troverebbe certo posto negli scaffali "bene" del salotto.

E ancora, Anais Nin fa presente che accetto' di farlo soltanto perche' era in serie difficolta' economiche. Cioe' in pratica prostitui' la penna a scrivere volgarita' che non avrebbe mai scritto se non ne avesse avuto bisogno. E quindi, quella roba non era certo "sessualita' al femminile", ma pornografia al maschile scritta per gli uomini , da una donna che doveva sbarcare il lunario. Anziche' prostituire il corpo prostitui' la penna. Moralmente piu' accettabile, e condivisibile come scelta sul piano umano.

Ma che non mi si racconti che Il Delta di Venere sia "sessualita' al femminile". E' volgarissima carnazza da camionista con velleita' letterarie, e diciamo, facilmente sdoganabile.

Questa cosa del bagasciame che diventa "raffinato ed erotico" perche' e' al femminile e' il pretesto giustificante che si trova su tutta quella merceologia porno che detesto. CIoe' quella merceologia "velleitaria" che pretende di sdoganarsi usando come pretesto la presenza di una bagascia. Che essendo una donna trasforma il tutto in "sesso al femminile".

Il secondo velleitario pretesto con il quale si vuole sdoganare il porno e' il mito della pornostar "intelligente". Prima tra tutte, Moana Pozzi.

Ora, io sfido chiunque a produrre una sola dichiarazione, intervista, frase, azione di Moana Pozzi che si possa definire "intelligente". Che abbia cioe' la capacita' di introdurci ad una migliore comprensione delle cose, come "intelligente" vuole significare. Esigo le prove dell'esistenza di vita intelligente in Moana Pozzi, come ogni scienziato le esige per qualsiasi pianeta.

Non ne troverete una. Moana Pozzi era una persona intelligente, ma lo era evidentemente in segreto, perche' in pubblico non ha detto una sola cosa che dimostri un QI superiore a 15.
Nessuno dei suoi scritti ci migliora la comprensione di alcunche', e non c'e' prova alcuna della sua presunta "intelligenza".

Allora si dira' la sua "intelligenza" si vedeva sul set. Cioe' che i suoi film porno fossero per un qualche motivo piu' "intelligenti" degli altri, o che risentissero di riflesso di tutta questa materia celebrale.

Non e' cosi'. Per prima cosa, i film di Moana Pozzi sono in gran parte noiosissimi. L'attrice e' fredda, ed e' stata considerata fredda per tutta la sua carriera. Sembrava calda solo perche' l'altra divinita' del porno italiano, Cicciolina, era un iceberg bianchiccio. Tu ti aspettavi che i films di queste qui venissero sponsorizzati dalla Whirlpool, perche' sembravano usciti da un freezer.

Chiunque abbia visto un film della brasiliana del Rio sa bene che cosa sia una pornostar "calda". Non c'e' assolutamente nulla, ne' sul piano delle semeiotica ne' sul piano della morfematica che possa distinguere un film di Moana Pozzi da qualsiasi altro film porno, se non il fatto che fossero film abbastanza scadenti rispetto alla media.

Allora a cosa e' servito il mito della pornostar intelligente? Al fatto che chiunque possa dire di amare i suoi film senza vergognarsi. In pratica e' stata sdoganata allo scopo di dar sollievo ai sensi di colpa del cattolicissimo italiano, senza il quale pretesto avrebbe continuato a vergognarsi di fronte alla propria bigottissima educazione e ad una provincialissima societa'.

A Moana Pozzi e' seguita Selen. Altra pornostar "intelligente". Intelligente senza che si trovi prova alcuna della sua intelligenza. Che mi prenda un colpo se la signora ha mai detto qualcosa atto a migliorare la nostra comprensione di una cosa qualsiasi.

Se per affermare che su Marte ci sia vita occorrono le prove, direi che lo stesso metodo si dovrebbe seguire per dire che una pornostar sia "intelligente". Qualcuno mandi una sonda su questa signora , la quale comunichi alla terra le prove di vita intelligente su Selen. Perche' finora si tratta soli di congetture, e altre prove non ci sono.

Ma anche qui, l'operazione era finalizzata a sdoganare una carnazza che sul piano "artistico" non era poi un granche'. I suoi film non erano questa fine del mondo, lei stessa non e' certo la piu' bella donna che la Romagna possa offrire, e cosi' via. Ma siccome e' intelligente (per decreto) i film di Selen possono venir dati in omaggio da una rivista di estrema destra come "Il Borghese" , insieme a quelli di Moana Pozzi, senza alcun tabu'. Faccio notare che in nessun'altra parte del mondo un giornale di estrema destra puo' omaggiare impunemente i lettori di una cassetta a luci rosse.

L'apoteosi di questa tendenza sdoganatrice si ha in questi giorni con il Rocco nazionale. Il quale dichiara si essersi "stancato" del porno perche' "lo annoia". E che ormai il porno sia "peggiorato" in quanto i suoi colleghi usano quasi tutti il viagra.

Che cazzo vuole dire il tizio? Beh, nella media che non riesce piu' a tenere fisicamente il ritmo. Comprensibile.

Ma perche' condire la cosa di palle? Il porno, dice Siffredi, e' diventato noioso. Io vorrei capire che cosa sia cambiato di preciso nella semeiotica del porno negli ultimi 20 anni. Ad un esame attento, semmai il porno e' diventato piu' vario ancora.

Hanno fatto ingresso gli attori di colore, (uno dei motivi per il quale il siffredi si e' ritirato, dicono i maligni: non regge il confronto) ad esempio. Il che permette combinazioni piu' varie sul piano cromatico. E' aumentato il numero di pratiche. Negli anni ottanta il porno era oral + scopata, a volte qualcuna (le mitiche) faceva anal. Oggi il numero di combinazioni e' aumentato e il numero di pratiche idem. Quindi direi che "e' diventato noioso", pur nei limiti del media, non si possa dire.

Che i suoi colleghi (del Siffredi) prendano il viagra e' un sostanziale miglioramento: finora usavano cocaina.

Allora, cosa sta facendo il siffredi?

Probabilmente sta cercando di sdoganarsi, per il suo nuovo ruolo di regista. Se sara' capace di giocarsi bene questa carta, quello del tipo "intelligente" che vuole fare "porno di qualita'" , probabilmente riuscira' a far entrare i propri films dentro i salotti degli italiani, e qualcuno riuscira' anche a dire che se li guarda.

Cosa confortante, cosi' potro' smettere di comprarli tutti io.
Sostenere da solo l'industria del porno sta diventando pesante, e non posso essere amico di tutti gli italiani solo perche' possano dire di aver visto un porno, per caso, a casa di amici.
Bluette
Alla lista manca Almudena Grandes con "Le età di Lulù", scritto, per sua stessa ammissione in un'intervista, per rendersi popolare, mentre il suo vero genere, afferma, sarebbe quello attuale.
Il fenomeno sembra piuttosto diffuso.
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