Monnalisa
Nov 9 2003, 21:35
Occhi scuri
oggi in questa notte calda dolce come il profumo di fiori esotici, svegliati ad una vita che scotta.
La mia nostalgia ed il mio amore e' tutta la mia fortuna e sfortuna e' scritta come una muta canzone nel tuo sguardo oscuro da fiaba.
E' la mia nostalgia ed il mio amore, sfuggito al mondo e ad ogni suo rumore, si e' costruito nei tuoi occhi oscuri un segreto trono da re.
- Hermann Hesse -
Rambaldo
Mar 9 2004, 13:22
L'OMBRA DELL'ANIMA MIA
L'ombra dell'anima mia fugge in un tramonto di alfabeti, nebbia di libri e di parole.
L'ombra dell'anima mia! Sono giunto alla linea dove cessa la nostalgia, e la goccia di pianto si trasforma in alabastro di spirito.
(L'ombra dell'anima mia!)
Il fiocco del dolore finisce, ma resta la ragione e la sostanza del mio vecchio mezzogiorno di labbra, del mio vecchio mezzogiorno di sguardi.
Un torbido labirinto di stelle affumicate imprigiona le mie illusioni quasi appassite.
L'ombra dell'anima mia!
E un'allucinazione munge gli sguardi. Vedo la parola amore sgretolarsi.
Mio usignolo! Usignolo! Canti ancora?
- F.Garcia Lorca -
gallonio
Mar 9 2004, 13:35
BARBARA
Ricordati Barbara Pioveva senza tregua quel giorno su Brest E tu camminavi sorridente Raggiante rapita grondante Sotto la pioggia Ricordati Barbara Pioveva senza tregua su Brest E t'ho incontrata in rue de Siam Tu sorridevi E sorridevo anch'io Ricordati Barbara Tu che io non conoscevo Tu che non mi conoscevi Ricordati Ricordati comunque di quel giorno Non dimenticare Un uomo si riparava sotto un portico E ha gridato il tuo nome Barbara E tu sei corsa incontro a lui sotto la pioggia Grondante rapita raggiante Gettandoti tra le sue braccia Ricordati di questo Barbara E non volermene se ti do del tu Io do del tu a tutti quelli che amo Anche se non li ho visti che una sola volta Io do del tu a tutti quelli che si amano Anche se non li conosco Ricordati Barbara Non dimenticare Questa pioggia buona e felice Sul tuo viso felice Su questa città felice Questa pioggia sul mare Sull'arsenale Sul battello d'Ouessant Oh Barbara Che cazzata la guerra E cosa sei diventata adesso Sotto questa pioggia di ferro Di fuoco acciaio sangue E lui che ti stringeva fra le braccia Amorosamente E forse morto disperso o invece Vive ancora Oh Barbara Piove senza tregua su Brest Come pioveva prima Ma non è più così e tutto si è guastato E' una pioggia di morte desolata e crudele Non è nemmeno più bufera Di ferro acciaio sangue Ma solamente nuvole Che schiattano come cani Come cani che spariscono Seguendo la corrente su Brest E scappano lontano da Brest Dove non c'è più niente.

J.Prevert
Lasciatemi cosi' come una cosa posata in un angolo e dimenticata Qui non si sente altro che il caldo buono Sto con le quattro capriole di fumo del focolare Giuseppe Ungaretti
MareVento
Mar 9 2004, 15:19
I LIMONI
Ascoltami, i poeti laureati Si muovono soltanto fra le piante Dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti. Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi Fossi dive in pozzanghere Mezzo seccate agguantano i ragazzi Qualche sparuta anguilla; le viuzze che seguono i ciglioni, discendono tra i ciuffi delle canne e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.
Meglio se le gazzarre degli uccelli Si spengono inghiottite dall’azzurro: più chiaro si ascolta il susurro dei rami amici nell’aria che quasi non si muove, e i sensi di quest’odore che non sa staccarsi da terra e piove in petto una dolcezza inquieta. Qui delle divertite passioni Per miracolo tace la guerra, qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza ed è l’odore dei limoni.
Vedi, in questi silenzi in cui le cose S’abbandonano e sembrano vicine A tradire il loro ultimo segreto, talora ci si aspetta di scoprire uno sbaglio di Natura, il punto morto del mondo, l’anello che non tiene, il filo da disbrogliare che finalmente ci metta nel mezzo di una verità. Lo sguardo fruga d’intorno, la mente indaga accorda disunisce nel profumo che dilaga quando il giorno più languisce Sono i silenzi in cui si vede In ogni ombra umana che si allontana Qualche disturbata Divinità.
Ma l’illusione manca e ci riporta il tempo Nelle città rumorose dove l’azzurro si mostra Soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase. La pioggia stanca la terra, di poi; s’affolta Il tedio dell’inverno sulle case, la luce si fa più avara – amara l’anima. Quando un giorno da un malchiuso portone Tra gli alberi di una corte Ci si mostrano i gialli dei limoni; e il gelo del cuore si sfa, e in petto ci scrosciano le loro canzoni le trombe d’oro della solarità.
(E.Montale)
gallonio
Mar 9 2004, 17:02
Alle fronde dei salici
E come potevamo noi cantare con il piede straniero sopra il cuore, fra i morti ammazzati nelle piazze sull'erba dura di ghiaccio, al lamento d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero della madre che andava incontro al figlio crocifisso sul palo del telegrafo? Alle fronde dei salici, per voto, anche le nostre cetre erano appese, oscillavano lievi al triste vento.
 S.Quasimodo
gallonio
Mar 10 2004, 00:01
Le ceneri di Gramsci P.P.Pasolini
Uno straccetto rosso, come quello arrotolato al collo ai partigiani e, presso l'urna, sul terreno cereo, diversamente rossi, due gerani. Lì tu stai, bandito e con dura eleganza non cattolica, elencato tra estranei
morti: Le ceneri di Gramsci... Tra speranza e vecchia sfiducia, ti accosto, capitato per caso, in questa magra serra, innanzi
alla tua tomba, al tuo spirito restato quaggiù tra questi liberi. (O è qualcosa di diverso, forse, di più estasiato
e anche di più umile, ebbra simbiosi d'adolescente di sesso con morte...) E, da questo paese in cui non ebbe posa
la tua tensione, sento quale torto - qui nella quiete delle tombe - e insieme quale ragione - nell'inquieta sorte
nostra - tu avessi stilando le supreme pagine nei giorni del tuo assassinio. Ecco qui ad attestare il seme
non ancora disperso dell'antico dominio, questi morti attaccati a un possesso che affonda nei secoli il suo abominio
e la sua grandezza: e insieme, ossesso, quel vibrare d'incudini, in sordina, soffocato e accorante - dal dimesso
rione - ad attestarne la fine.

http://www.antoniogramsci.com/ppp_ceneridigramsci.htm
gallonio
Mar 10 2004, 00:09
Pepe Impastato

(ti hanno lasciato venti anni fa tra Palermo e Trapani, ed io ti scopro oggi alla Avana)
Tu sei stato li' vicino Pure se solo adesso ti scopro Forse a cento passi, ma cento passi a sinistra Conti uno, due , tre, quattro, Siamo gia più di cento volte cento che ti sentiamo
Tra Cuba e Sicilia mi confondo Non so se cercarti vicino al mare , nel verde della nostra campagna oppure nella nostra grandiosa Piazza della Rivoluzione Si!!! Ti ho gia visto in America Ti ho gia visto nella storia del mio paese Ti ho gia visto nella guerriglia del "Che"
Ci sei tu e c'e' pure il mare che ci legga Sei la sabbia che ci segna la strada, le onde che ci battono il cuore Ci sei tu e c'e' anche tua madre Ce la hai lasciata, nostra madre Ed e' qui vicina a leggerci Pasolini anche con la testa in alto e a sinistra
Ancora ti aspettiamo per definire il centro della tua storia Il segreto che non hanno distrutto sui binari E che si e' piuttosto disperso in cento pezzi Tra radio, aeroporti, piazze, comizi, spiagge La bellezza.
Ariel Basulto Perdomo L'Avana, 12/2000
luna82
Mar 10 2004, 13:35
http://www.digilander.libero.itIL GATTO Vieni,mio bel gatto,sul mio cuore innamorato;ritira le unghie nelle zampe,lasciami sprofondare nei tuoi occhi in cui l'agata si mescola al metallo. Quando le mie dita accarezzano a piacere la tua testa e il tuo dorso elastico e la mia mano s'inebria del piacere di palpare il tuo corpo elettrizzato vedo in spirito la mia donna.Il suo sguardo,profondo e freddo come il tuo,amabile bestia,taglia e fende simile a un dardo,e dai piedi alla testa un'aria sottile,un temibile profumo ondeggiano intorno al suo corpo bruno CHARLES BAUDELAIRE
luna82
Mar 10 2004, 14:04
VOGLIA DEL NULLA
Triste mio spirito, un tempo innamorato della lotta, la Speranza il cui sperone attizzava i tuoi ardori, non vuole più cavalcarti! Giaciti dunque senza pudore, vecchio cavallo il cui zoccolo incespica a ogni ostacolo.
Rassegnati, cuor mio: dormi il tuo sonno di bruto!
Spirito vinto e stremato! Per te, vecchio predone, l'amore ha perduto il suo gusto, e l'ha perduto la disputa; addio, canti di ottoni e sospiri di flauto! Piaceri, desistete dal tentare un cuore cupo e corrucciato!
L'adorabile Primavera ha perduto il suo profumo.
Il Tempo m'inghiotte minuto per minuto come fa la neve immensa d'un corpo irrigidito io contemplo dall'alto il globo in tutta la sua circonferenza e non vi cerco più l'asilo d'una capanna.
Valanga, vuoi tu portarmi via nella tua caduta?
CHARLES BAUDELAIRE
luna82
Mar 10 2004, 14:08
POICHE' L'ALBA SI ACCENDE
Poiché l'alba si accende, ed ecco l'aurora, poiché, dopo avermi a lungo fuggito, la speranza consente a ritornare a me che la chiamo e l'imploro, poiché questa felicità consente ad esser mia,
facciamola finita coi pensieri funesti, basta con i cattivi sogni, ah! soprattutto basta con l'ironia e le labbra strette e parole in cui uno spirito senz'anima trionfava.
E basta con quei pugni serrati e la collera per i malvagi e gli sciocchi che s'incontrano; basta con l'abominevole rancore! basta con l'oblìo ricercato in esecrate bevande!
Perché io voglio, ora che un Essere di luce nella mia notte fonda ha portato il chiarore di un amore immortale che è anche il primo per la grazia, il sorriso e la bontà,
io voglio, da voi guidato, begli occhi dalle dolci fiamme, da voi condotto, o mano nella quale tremerà la mia, camminare diritto, sia per sentieri di muschio sia che ciottoli e pietre ingombrino il cammino;
sì, voglio incedere dritto e calmo nella Vita verso la meta a cui mi spingerà il destino, senza violenza, né rimorsi, né invidia: sarà questo il felice dovere in gaie lotte.
E poiché, per cullare le lentezze della via, canterò arie ingenue, io mi dico che lei certo mi ascolterà senza fastidio; e non chiedo, davvero, altro Paradiso.
VERLAINE http://www.paleofox.com
luna82
Mar 10 2004, 14:13
E' vero
Ahi, che fatica mi costa amarti come ti amo! Per il tuo amore mi duole l'aria, il cuore e il cappello. Chi mi compra questo nastrino e questa tristezza di filo bianco, per tessere fazzoletti? Ahi, che fatica mi costa amarti come ti amo!GARCIA LORCA http://www.cartolinemusicali.net
luna82
Mar 10 2004, 14:21
SETE DI TE M'INCALZA
Sete di te m'incalza nelle notti affamate. Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita. Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa. Sete di metallo ardente, sete di radici avide. Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.
Sei piena di tutte le ombre che mi spiano. Mi segui come gli astri seguono la notte. Mia madre mi partorì pieno di domande sottili. Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci. Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo. Solco per il torbido seme del mio nome. Esista una terra mia che non copra la tua orma. Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.
Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla. Come poter non amarti se per questo devo amarti. Se questo è il legame come poterlo tagliare, come. Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa. Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce. Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane. Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi. La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci. L'anima è accesa di queste braccia che ti amano. Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo. Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete. E in essa si distrugge come l'acqua nel fuoco.
PABLO NERUDA http://www.spazioinwind.libero.it
luna82
Mar 10 2004, 14:26
LAMENTO PER IL SUD
La luna rossa, il vento, il tuo colore di donna del Nord, la distesa di neve... Il mio cuore è ormai su queste praterie, in queste acque annuvolate dalle nebbie. Ho dimenticato il mare, la grave conchiglia soffiata dai pastori siciliani, le cantilene dei carri lungo le strade dove il carrubo trema nel fumo delle stoppie, ho dimenticato il passo degli aironi e delle gru nell'aria dei verdi altipiani per le terre e i fiumi della Lombardia. Ma l'uomo grida dovunque la sorte d'una patria. Più nessuno mi porterà nel Sud. Oh, il Sud è stanco di trascinare morti in riva alle paludi di malaria, è stanco di solitudine, stanco di catene, è stanco nella sua bocca delle bestemmie di tutte le razze che hanno urlato morte con l'eco dei suoi pozzi, che hanno bevuto il sangue del suo cuore. Per questo i suoi fanciulli tornano sui monti, costringono i cavalli sotto coltri di stelle, mangiano fiori d'acacia lungo le piste nuovamente rosse, ancora rosse, ancora rosse. Più nessuno mi porterà nel Sud.
E questa sera carica d'inverno è ancora nostra, e qui ripeto a te il mio assurdo contrappunto di dolcezze e di furori, un lamento d'amore senza amore.
SALVATORE QUASIMODO
MareVento
Mar 11 2004, 14:18
Se non fossero i ritorni Che mi assicurano l'eternità! I belli orizzonti che ospito Negli occhi con poco amore E mutano rapidamente, se non fosse il sagace inganno che si consuma nella mia memoria a riserbarmene il senso! Poi da un barlume, un ricordo, forse illusorio, ariose nostalgie, recuperate realtà distese. Dalle ignude concezioni Le prospettive ridenti Che si rifanno! E i suoni, difficile scherzo, senza dei quali il ritmo non sussiste.
(V.Cardarelli)
MareVento
Mar 11 2004, 14:19
Mai ti vinse notte così chiara se t'apri al riso e par che tutta tocchi d'astri una scala che già scese in sogno rotando a pormi dietro nel tempo.
Era Iddio allora timore di chiusa stanza dove un morto posa, centro d'ogni cosa, del sereno e del vento del mare e della nube.
E quel gettarmi alla terra, quel gridare alto il nome del silenzio, era dolcezza di sentirmi vivo.
(S.Quasimodo)
luna82
Mar 11 2004, 14:31
Fammi un ritratto del sole
Così che io possa appenderlo in camera mia
E possa fingere di scaldarmi
Mentre gli altri lo chiamano " Giorno"!
Disegnami un pettirosso su un ramo
Così che io possa ascoltarlo mentre dormo
E quando cesserà il campo nei campi
Anch'io deporrò la mia illusione.
Dimmi se e' vero che fa caldo a mezzogiorno
Se sono i ranuncoli quelli che volano
O le farfalle quelle che fioriscono.
Poi, manda via il gelo dai prati
E scaccia la ruggine dagli alberi
Dammi l'illusione che ruggine e gelo
Non debbano più tornare!
1860
E.DICKINSON
luna82
Mar 11 2004, 14:33
Giovinezza, dolce sogno?
Notti e notti la fronte tra le mani chino, ho vegliato sui libri ciò che cercavo non l'ho trovato, ciò che ho trovato l'ho per anni da allora dimenticato.
Per notti e notti, con la bocca ardente fui zimbello di belle donne e mi fu svelato il mistero dell'amore acceso di voluttà e ricco d'onore.
Per notti e notti assorto e solitario nella notte confusa dal vino e dall'ebbrezza ora siedo e mi sento sprofondare e le sue luci ammiccan come spettri.
Sapienza tanto a lungo inseguita parole, canzoni sono maturate in me, ma le lascio silenziose e inespresse ondeggiare verso i tramonti blu. HERMANN HESSE http://www.cartolinemusicali.net
Cinzia
Mar 11 2004, 15:21
Kavafis, Itaca Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga fertile in avventure e in esperienze. I Lestrigoni e i Ciclopi o la furia di Nettuno non temere, non sarà questo il genere d'incontri se il pensiero resta alto e il sentimento fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo. In Ciclopi e Lestrigoni, no certo né nell'irato Nettuno incapperai se non li porti dentro se l'anima non te li mette contro. Devi augurarti che la strada sia lunga che i mattini d'estate siano tanti quando nei porti - finalmente e con che gioia - toccherai terra tu per la prima volta: negli empori fenici indugia e acquista madreperle coralli ebano e ambre tutta merce fina, anche aromi penetranti d'ogni sorta, più aromi inebrianti che puoi, va in molte città egizie impara una quantità di cose dai dotti. Sempre devi avere in mente Itaca - raggiungerla sia il pensiero costante. Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo,per anni, e che da vecchio metta piede sull'isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca. Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo in viaggio: che cos'altro ti aspetti? E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso. Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare. Costantinos Kavafis, Cinquantacinque poesie, Einaudi, Torino. http://images.nafura.it/img/Images/Medium/...sole_000022.jpg
schmit
Mar 14 2004, 21:14
la notte m'immergo nel nulla
Il giorno riaffioro alla vita
crepuscolo e tramonto il movimento eterno
(perdonate la mia immodestia!) letizia schmit
Se tu sapessi di vita, ti bacerei pregusterei la buccia aspra di dopodomani Assaggerei L’impasto dolce amaro di oggi Retrogusterei L’aroma melenso di avantieri.
Squarcerei la mia corazza Spiccherei il volo Staccherei dai miei pensieri L’impiastro appiccicoso dell’ inutile Scivolerei verso le rotte migliori
Ma sprigioni questo odore Di consuetudini Di paura Di rabbia.
Millepiedi che sono Continuerò a camminare sola. Un po’ per volta.
MareVento
Mar 14 2004, 23:52
IL GIORNO IN CUI
Il giorno in cui fiorì il loto, ahimè, la mia mente era persa e io non me ne accorsi. Il mio cestino rimase vuoto e il fiore inosservato.
Ogni tanto però una tristezza mi prendeva mi svegliavo dal mio sogno e sentivo nel vento del sud la presenza dolce di una strana fragranza.
Quella vaga dolcezza come desiderio tormentava il mio cuore sembrava l'alito ardente dell'estate in cerca di soddisfazione.
Non sapevo allora che era così vicina che era già mia che questa dolcezza perfetta era fiorita nel profondo del mio cuore.
(Rabindranath Tagore)
luna82
Mar 15 2004, 12:23
NON CELARE IL SEGRETO DEL TUO CUORE
Non celare il segreto del tuo cuore, amico mio. Dillo a me, solo a me, in segreto. Tu che sorridi tanto gentilmente, sussurralo sommessamente, il mio cuore l'udrà, non le mie orecchie.
La notte è fonda, la casa è silenziosa, i nidi degli uccelli son coperti di sonno.
Dimmi tra lacrime esitanti, tra sorrisi titubanti, tra dolore e dolce vergogna, il segreto del tuo cuore!
TAGORE
luna82
Mar 15 2004, 12:25
SE TU NON PARLI
Se tu non parli riempirò il mio cuore del tuo silenzio e lo sopporterò. Resterò qui fermo ad aspettare come la notte nella sua veglia stellata con il capo chino a terra paziente.
Ma arriverà il mattino le ombre della notte svaniranno e la tua voce in rivoli dorati inonderà il cielo. Allora le tue parole nel canto prenderanno ali da tutti i miei nidi di uccelli e le tue melodie spunteranno come fiori su tutti gli alberi della mia foresta.
TAGORE
luna82
Mar 15 2004, 12:28
ALLA LUNA
O graziosa luna, io mi rammento Che, or volge l'anno, sovra questo colle Io venia pien d'angoscia a rimirarti: E tu pendevi allor su quella selva Siccome or fai, che tutta la rischiari. Ma nebuloso e tremulo dal pianto Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci Il tuo volto apparia, che travagliosa Era mia vita: ed è, nè cangia stile O mia diletta luna. E pur mi giova La ricordanza, e il noverar l'etate Del mio dolore. Oh come grato occorre Nel tempo giovanil, quando ancor lungo La speme e breve ha la memoria il corso Il rimembrar delle passate cose, Ancor che triste, e che l'affanno duri!
LEOPARDI http://www.digilander.libero.it
luna82
Mar 15 2004, 12:31
IL PASSERO SOLITARIO
D'in su la vetta della torre antica, Passero solitario, alla campagna Cantando vai finchè non more il giorno; Ed erra l'armonia per questa valle. Primavera dintorno Brilla nell'aria, e per li campi esulta, Sì ch'a mirarla intenerisce il core. Odi greggi belar, muggire armenti; Gli altri augelli contenti, a gara insieme Per lo libero ciel fan mille giri, Pur festeggiando il lor tempo migliore: Tu pensoso in disparte il tutto miri; Non compagni, non voli Non ti cal d'allegria, schivi gli spassi; Canti, e così trapassi Dell'anno e di tua vita il più bel fiore. Oimè, quanto somiglia Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso, Della novella età dolce famiglia, E te german di giovinezza, amore, Sospiro acerbo de' provetti giorni, Non curo, io non so come; anzi da loro Quasi fuggo lontano; Quasi romito, e strano Al mio loco natio, Passo del viver mio la primavera. Questo giorno ch'omai cede alla sera, Festeggiar si costuma al nostro borgo. Odi per lo sereno un suon di squilla, Odi spesso un tonar di ferree canne, Che rimbomba lontan di villa in villa. Tutta vestita a festa La gioventù del loco Lascia le case, e per le vie si spande; E mira ed è mirata, e in cor s'allegra. Io solitario in questa Rimota parte alla campagna uscendo, Ogni diletto e gioco Indugio in altro tempo: e intanto il guardo Steso nell'aria aprica Mi fere il Sol che tra lontani monti, Dopo il giorno sereno, Cadendo si dilegua, e par che dica Che la beata gioventù vien meno. Tu, solingo augellin, venuto a sera Del viver che daranno a te le stelle, Certo del tuo costume Non ti dorrai; che di natura è frutto Ogni vostra vaghezza. A me, se di vecchiezza La detestata soglia Evitar non impetro, Quando muti questi occhi all'altrui core, E lor fia vóto il mondo, e il dì futuro Del dì presente più noioso e tetro, Che parrà di tal voglia? Che di quest'anni miei? che di me stesso? Ahi pentirornmi, e spesso, Ma sconsolato, volgerommi indietro.
LEOPARDI
luna82
Mar 15 2004, 18:13
1942 Il più bello dei mari è quello che non navigammo. Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto. I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti. E quello che vorrei dirti di più bello non te l'ho ancora detto.
NAZIM HIKMET http://www.fralenuvole.it
luna82
Mar 15 2004, 18:19
FOGLIE MORTE
Veder cadere le foglie mi lacera dentro soprattutto le foglie dei viali soprattutto se sono ippocastani soprattutto se passano dei bimbi soprattutto se il cielo è sereno soprattutto se ho avuto, quel giorno, una buona notizia soprattutto se il cuore, quel giorno, non mi fa male soprattutto se credo, quel giorno, che quella che amo mi ami soprattutto se quel giorno mi sento d'accordo con gli uomini e con me stesso veder cadere le foglie mi lacera dentro soprattutto le foglie dei viali dei viali d'ippocastano.
NAZIM HIKMET
luna82
Mar 15 2004, 18:21
IN QUESTA NOTTE D'AUTUNNO (1948) In questa notte d'autunno sono pieno delle tue parole perole eterne come il tempo come la materia parole pesanti come la mano scintillanti come le stelle. dalla tua testa dalla tua carne dal tuo cuore mi sono giunte le tue parole le tue parole cariche di te le tue parole, madre le tue parole,amore le tue parole,amica. Erano tristi, amare erano allegre, piene di speranza erano coraggiose, eroiche le tue parole erano uomini.
NAZIM HIKMET
luna82
Mar 15 2004, 18:26
1948 I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi che tu venga all'ospedale o in prigione nei tuoi occhi porti sempre il sole. I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi questa fine di maggio, dalle parti d'Antalya, sono così, le spighe, di primo mattino; i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi quante volte hanno pianto davanti a me son rimasti tutti nudi, i tuoi occhi, nudi e immensi come gli occhi di un bimbo ma non un giorno han perso il loro sole; i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi che s'illanguidiscano un poco, i tuoi occhi gioiosi, immensamente intelligenti, perfetti: allora saprò far echeggiare il mondo del mio amore. I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi così sono d'autunno i castagneti di Bursa le foglie dopo la pioggia e in ogni stagione e ad ogni ora, Istanbul. I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi verrà un giorno, mia rosa, verrà un giorno che gli uomini si guarderanno l'un l'altro fraternamente con i tuoi occhi, amor mio, si guarderanno con i tuoi occhi.
NAZIM HIKMET
luna82
Mar 15 2004, 18:31
E' fuggita l'estate, più nulla rimane. Si sta bene al sole. Eppur questo non basta.
Quel che poteva essere una foglia dalle cinque punte mi si è posata sulla mano. Eppur questo non basta.
Ne' il bene ne' il male sono passati invano, tutto era chiaro e luminoso. Eppur questo non basta.
La vita mi prendeva, sotto l'ala mi proteggeva, mi salvava, ero davvero fortunato. Eppur questo non basta.
Non sono bruciate le foglie, non si sono spezzati i rami... Il giorno è terso come cristallo. Eppur questo non basta.
Arsenij Tarkovskij http://www.fralenuvole.it
MareVento
Mar 15 2004, 19:57
Sonnolenza Questi dossi di monti si sono coricati nel buio delle valli Non c’è più niente che un gorgoglio di grilli che mi raggiunge E s’accompagna alla mia inquietudine.
(Giuseppe Ungaretti)
MareVento
Mar 15 2004, 19:59
** Nulla è in regalo ** °° Wislawa Szymborska °°
Nulla è in regalo, tutto è in prestito. Sono indebitata fino al collo, sarò costretta a pagare per me con me stessa, a rendere la vita in cambio della vita.
E' così che è stabilito, il cuore va reso e il fegato va reso e ogni singolo dito.
E' troppo tardi per impugnare il contratto. Quanto devo Mi sarà tolto con la pelle.
Me ne vado per il mondo Tra una folla di altri debitori. Su alcuni grava l'obbligo di pagare le ali. Altri dovranno, per amore o per forza, rendere conto delle foglie.
Nella colonna Dare Ogni tessuto che è in noi. Non un ciglio, non un peduncolo da conservare per sempre.
L'inventario è preciso, e a quanto pare ci toccherà restare con niente.
Non riesco a ricordare Dove, quando e perché Ho permesso che aprissero Questo conto a mio nome.
La protesta contro di esso noi la chiamiamo anima. E questa è l'unica voce Che manchi all'inventario.
luna82
Mar 16 2004, 14:04
Indoratevi ancora nell'erba e nel cielo sereno! O vita, rifà primavera dalle tue mille fibre diverse! Non voglio ormai che un veleno: bere, sempre bere i miei versi. Nei quaderni dei tempi scrivete la data d'oggi a lettere d'oro! Adémpiti, magia simile alla passione di Cristo. Guardate: sulla carta son crocifisso coi chiodi delle parole. VLADIMIR MAJACOVSKIJ http://www.girodivite.it
luna82
Mar 16 2004, 14:06
Non star tanto a pensare col tuo semplicemente socchiudere le ciglia raddrizzate. Vieni qui, vieni all'incrocio delle mie grandi e rudi braccia. Non vuoi? Restaci allora, e sverna, e questo affronto mettiamolo nel conto. Non me ne importa, un giorno ti prenderò - te sola o con tutta Parigi.
MAJACOVSKIJ
luna82
Mar 16 2004, 14:09
"In un brindisi alla vostra salute, alzo il cranio traboccante di canti."
VLADIMIR MAJACOVSKIJ
luna82
Mar 16 2004, 14:11
ABBRACCIO
ho colto una rosa
il suo stelo era irto e imperturbabile
i petali di fuoco erano del rosso più intenso lasciavano cadere sulle mie mani timide lacrime di sangue
ero io ad osservare il mondo
ma il mondo mi cingeva come una rosa nelle mani
e per questo sanguinava
vorrei poter accarezzare ogni ferita che ho causato
abbracciarti nel più dolce e soffocante respiro
non per sempre ma solo per un attimo eterno nella mia anima
come le macchie di sangue cadute dal mondo cado nelle tue braccia
l'abbraccio del sangue
MISHIMA LARUKO http://www.cartolinemusicali.net
luna82
Mar 16 2004, 14:12
ROSA E AUTUNNO
la rosa e l'autunno
non coglierò mai una rosa per te
non oserò mai avvicinarmi se tu non vorrai
non bagnerò le mie labbra della quiete delle tue
la rosa colta appassisce
non voglio stringerti tra le mie braccia
o appassirai
voglio amarti da lontano come la più protetta di tutte le rose
non voglio che il mio autunno sia la tua
MISHIMA
Monnalisa
Apr 8 2004, 19:15
A Rod...
LA REGOLA E IL CASO
Come il giorno e la notte la regola e il caso sono due contrari come la luce e il buio come il rosso e il verde come il caldo e il freddo come l'umido e il secco come il maschile e il femminile. La regola dà sicurezza, la geometria ci aiuta a conoscere le strutture o a costruire un mondo nel quale ci possiamo muovere senza paure. Il caso è l'imprevisto a volte terribile a volte piacevole l'incontro con una persona con la quale si stabilisce subito un contatto di simpatia o di amore, l'esplosione di un’idea risolutrice la scoperta di un fenomeno. La regola nasce dalla mente si costruisce con la logica tutto è previsto con la regola si può pianificare un programma. Il caso nasce dal clima dalle condizioni ambientali, sociali, geografiche, dai recettori sensoriali. Un odore di eucaliptus la forma di un sasso il ritmo delle onde del mare... La regola da sola è monotona, il caso da solo rende inquieti. Gli orientali dicono: La perfezione è bella ma è stupida bisogna conoscerla ma romperla. La combinazione tra regola e caso è la vita, è l'arte è la fantasia, è l'equilibrio.
- Bruno Munari -
 http://scorzaetutto.blog.excite.it/archive/day/20030903
johannes
Apr 19 2004, 17:46
"O Saisons, Ô Châteaux" O saisons, ô châteaux Quelle âme est sans défauts? O saisons, ô châteaux! J'ai fait la magique étude Du Bonheur, que nul n'élude. O vive lui, chaque fois Que chante son coq Gaulois. Mais! je n'aurai plus d'envie Il s'est chargé de ma vie. Ce Charme! il prit âme et corps Et dispera tous efforts. Que comprendre à ma parole? Il fait qu'elle fuie et vole! ô saisons ô châteaux "O stagioni, o castelli" O stagioni, o castelli Quale anima è senza difetti? O stagioni, o catelli Ho fatto il magico studio della felicità che nessuno elude. Oh, viva lei, ogni volta che canti il gallo gallico. Ma non avrò più desideei: essa s'è incaricata della mia vita. Questo incanto! prese anima e corpo e disperse ogni sforzo. Come comprendere la mia parola? Bisogna ch'essa fugga e voli! O stagioni, o castelli "Mémoire" I L'eau claire ; comme le sel des larmes d'enfance, L'assaut au soleil des blancheurs des corps de femmes ; la soie, en foule et de lys pur, des oriflammes sous les murs dont quelque pucelle eut la défense ; l'ébat des anges ; - Non... le courant d'or en marche, meut ses bras, noirs, et lourds, et frais surtout, d'herbe. Elle sombre, ayant le Ciel bleu pour ciel-de-lit, appelle pour rideaux l'ombre de la colline et de l'arche. II Eh ! l'humide carreau tend ses bouillons limpides ! L'eau meuble d'or pâle et sans fond les couches prêtes. Les robes vertes et déteintes des fillettes font les saules, d'où sautent les oiseaux sans brides. Plus pure qu'un louis, jaune et chaude paupière, le souci d'eau - ta foi conjugale, ô l'Epouse ! - au midi prompt, de son terne miroir, jalouse au ciel gris de chaleur la Sphère rose et chère. III Madame se tient trop debout dans la prairie prochaine où neigent les fils du travail ; l'ombrelle aux doigts ; foulant l'ombelle ; trop fière pour elle ; des enfants lisant dans la verdure fleurie leur livre de maroquin rouge ! Hélas, Lui, comme mille anges blancs qui se séparent sur la route, s'éloigne par-delà la montagne ! Elle, toute froide, et noire, court ! après le départ de l'homme ! IV Regret des bras épais et jeunes d'herbe pure ! Or des lunes d'avril au coeur du saint lit ! Joie des chantiers riverains à l'abandon, en proie aux soirs d'août qui faisaient germer ces pourritures ! Qu'elle pleure à présent sous les remparts ! l'haleine des peupliers d'en haut est pour la seule brise. Puis, c'est la nappe, sans reflets, sans source, grise : un vieux, dragueur, dans sa barque immobile, peine. V Jouet de cet oeil d'eau morne, je n'y puis prendre, ô canot immobile ! oh! bras trop courts ! ni l'une ni l'autre fleur : ni la jaune qui m'importune, là ; ni la bleue, amie à l'eau couleur de cendre. Ah ! la poudre des saules qu'une aile secoue ! Les roses des roseaux dès longtemps dévorées ! Mon canot, toujours fixe ; et sa chaîne tirée Au fond de cet oeil d'eau sans bords, - à quelle boue ? "Memoria" I L'acqua chiara: come il sale delle lacrime d'infanzia, l'assalto al sole delle bianchezze dei corpi di donne; in folla e di puro giglio, la seta degli orifiamma sotto le mura difese un tempo. da qualche pulzella; lo svago degli angeli; - no... la corrente d'oro in marcia, muove le sue braccia d'erba nere e pesanti e fresche soprattutto. Ella, mesta, con il cielo azzurro per baldacchino, invoca per tende l'ombra della collina e dell'arco. II Oh, l'umido vetro distende le sue limpide bolle! l'acqua adorna d'oro pallido e senza sfondo i lettini pronti. Le vesti verdi e stinte delle bimbe fanno i salici da cui saltano gli uccelli sbrigliati. Più gialla d'un luigi, pura e calda palpebra, la tristezza dell'acqua - la tua fede coniugale, o Sposa! - nell'impetuoso mezzogiorno, dal suo specchio appannato, invidia al cielo grigio di calore la Sfera rosea e cara. III La Signora sta troppo impettita nella prateria vicina dove nevicano i fili del lavoro; l'ombrello tra le dita; calpestando l'umbrella, troppo fiera per lei; intanto dei fanciulli nella verzura fiorita leggono il loro librro di marocchino rosso. Ahimè, Egli come mille angeli bianche che si separinosulla strada, s'allontana al di là della montagna! Ela tutta fredda e nera, corre! dopo la partenza dell'uomo. IV Rimpianto delle braccia fitte e giovani d'erba pura! Oro delle lune d'aprile nel cuor dei santo letto! Gioia dei cantieri rivieraschi in abbandono, preda alle sere d'agosto che facevano germinare quelle putredini! Ora, Ella pianga pure sotto i bastioni! il respiro dei pioppi lassù è per la sola brezza. Poi, lo specchio d'acqua senza riflessi, senza sorgente, grigio: un vecchio dragatore, nella sua barca immobile, s'affatica. V Zimbello di quest'occhio d'acqua cupa, non vi posso cogliere, oh canotto immobile! oh braccia troppo corte! né l'uno né l'altro fiore: non il gialllo che m'infastidisce, là; non l'azzurro, amico all'acqua color di cenere. Ah, la polvere dei salici scossa da un'ala! le rose dei rosai da gran ternpo divorate! Il mio canotto, sempre fisso, con la sua catena tesa in fondo a quest'occhio d'acqua senza rive - verso quale fango? http://www.q.co.za/2001/2003/01/pics/14-rimbaud.jpgJohannes
Monnalisa
Apr 20 2004, 01:09
Dedicata ad una voce che mi piace tanto...
La voce a te dovuta
Se mi chiamassi, sì, se mi chiamassi. Io lascerei tutto, tutto io getterei: i prezzi, i cataloghi, l'azzurro dell'oceano sulle carte, i giorni e le loro notti, i telegrammi vecchi ed un amore. Tu, che non sei il mio amore, se mi chiamassi! E ancora attendo la tua voce: giù per i telescopi, dalla stella, attraverso specchi e gallerie ed anni bisestili può venire. Non so da dove. Dal prodigio, sempre. Perchè se tu mi chiami - se mi chiamassi, sì, se mi chiamassi - sarà da un miracolo, ignoto, senza vederlo.
- Pedro Salinas -
johannes
Apr 20 2004, 03:23
QUOTE Dedicata ad una voce che mi piace tanto...
La voce a te dovuta
Se mi chiamassi, sì, se mi chiamassi. Io lascerei tutto, tutto io getterei: i prezzi, i cataloghi, l'azzurro dell'oceano sulle carte, i giorni e le loro notti, i telegrammi vecchi ed un amore. Tu, che non sei il mio amore, se mi chiamassi! E ancora attendo la tua voce: giù per i telescopi, dalla stella, attraverso specchi e gallerie ed anni bisestili può venire. Non so da dove. Dal prodigio, sempre. Perchè se tu mi chiami - se mi chiamassi, sì, se mi chiamassi - sarà da un miracolo, ignoto, senza vederlo.
- Pedro Salinas - Voce fortunata. ---------------------- L'eternità... http://www.eastpainting.com/van%20gogh/vg126.jpgJohannes
gallonio
May 29 2004, 17:50
La signora Sibley
Il segreto delle stelle:la gravitazione Il segreto della terra:giacimenti di pietre Il segreto del suolo:ricevere il seme Il segreto del seme:il germe Il segreto dell'uomo:seminare Il segreto della donna:il suolo Il mio segreto:sotto un tumulo che voi non scoprirete mai.
da Antologia di Spoon River Edgar Lee Master
gallonio
May 29 2004, 17:59
Knowlt Hoheimer
Io fui il primo frutto della battaglia di Missionary Ridge. Quando sentii la pallottola entrarmi nel cuore mi augurai di esser rimasto a casa e finito in prigione per quel furto dei porci di Curl Trenary, invece di fuggire e arruolarmi. Mille volte meglio il penitenziario che avere addosso questa statua di marmo alata, e il piedistallo di granito con le parole "Pro Patria". Tanto, che vogliono dire?
da Antologia di Spoon River Edgar Lee Master
Nathyam
May 30 2004, 04:19
Il Canto della Tenebra
La luce del crepuscolo si attenua: Inquieti spiriti sia dolce la tenebra Al cuore che non ama più! Sorgenti sorgenti abbiam da ascoltare, Sorgenti, sorgenti che sanno Sorgenti che sanno che spiriti stanno Che spiriti stanno ad ascoltare... Ascolta: la luce del crepuscolo attenua Ed agli inquieti spiriti è dolce la tenebra: Ascolta: ti ha vinto la Sorte: Ma per i cuori leggeri un altra vita è alle porte: Non c'è di dolcezza che possa uguagliare la Morte Più Più Più Intendi chi ancora ti culla: Intendi la dolce fanciulla Che dice all'orecchio: Più Più Ed ecco si leva e scompare Il vento: ecco torna dal mare Ed ecco sentiamo ansimare Il cuore che ci amò di più! Guardiamo: di già il paesaggio Degli alberi e l'acque è notturno Il fiume va via taciturno... Pùm! mamma quell'omo lassù!
[SIZE=7]Dino Campana
Ladsedj
May 30 2004, 13:35
Una possibile dimora
C'è un'ora d'inverno in cui i paesi esposti a occidente splendono all'ultimo sole. Altri, di fronte, già affondano nell'ombra della sera. La natura avalla queste situazioni ingiuste. Eppure è lì, nell'ombra precoce, nelle piccole voci, nelle stanze già buie, già disposte ai riti della sera, è lì che mi sembra di scegliere una possibile dimora.
Anna Ventura (Le spighe incrociate, Ed. Dell'Urbe)
Ora che sei venuta
Ora che sei venuta, che con passo di danza sei entrata nella mia vita quasi folata in una stanza chiusa - a festeggiarti, bene tanto atteso, le parole mi mancano e la voce e tacerti vicino già mi basta.
Il pigolìo così che assorda il bosco al nascere dell'alba, ammutolisce quando sull'orizzonte balza il sole.
Ma te la mia inquietudine cercava quando ragazzo nella notte d'estate mi facevo alla finestra come soffocato: che non sapevo, m'affannava il cuore. E tutte tue sono le parole che, come l'acqua all'orlo che trabocca, alla bocca venivano da sole, l'ore deserte, quando s'avanzavan puerilmente le mie labbra d'uomo da sé, per desiderio di baciare...
Monnalisa
Jul 28 2004, 21:24
 http://www.corriere.it/index.shtml
Mezzaluna
La luna cammina sull'acqua com'è tranquillo il cielo! Va segando lentamente il tremore vecchio del fiume mentre un ramo giovane la prende per uno specchio.
- Federico Garcia Lorca -
Monnalisa
Jul 31 2004, 18:43
Anche tu sei collina
Anche tu sei collina e sentiero di sassi e gioco nei canneti, e conosci la vigna che di notte tace. Tu non dici parole. Ritroverai parole oltre la vita-breve e notturna dei giochi, oltre l'infanzia accesa. Sarà dolce tacere. Sei la terra e la vigna. Un acceso silenzio brucerà la campagna come i falò la sera.
- Cesare Pavese -
 http://www.artbackroom.com/abr_paintings.htm
Monnalisa
Aug 2 2004, 18:33
Morii per la Bellezza
Morii per la Bellezza, e non appena mi ebbero accomodata nella tomba un uomo morto per la Verità venne deposto nella stanza attigua.
Mi chiese piano perchè fossi morta. "Per la Bellezza", gli risposti pronta, "Io per la Verità", soggiunse lui. "Sono una cosa sola, siam fratelli".
Come parenti incontratisi una notte, conversammo da una stanza all'altra, finchè il muschio ci raggiunse le labbra, ricoprendo per sempre i nostri nomi.
- Emily Dickinson -
http://www.latein-pagina.de/ovid/ovid_m3.htm
 Narcissus verliebt sich immer heftiger in sein Bild (Nicola Bernard Lepicié, 1771)
sarahkerrigan
Aug 6 2004, 00:17
La belle dame sans merçi John Keats
 John William Waterhouse Luna luna sparuta luna tremule onde fremono il velo delle tue pudiche vesti candida etera al postribolo chi attendi sotto quel firmamento di inchiostro? Ma belle dame sans merçi? Mi incanti? Tesserai le mie lodi sulla tua pelle graffiata da unghie di sconosciuti? Odi pianti lamenti urla ma sei così candida nella tua peccaminosa veste di lussuriosa vestale pudico il tuo volto affilato come una falce il tuo sorriso Assenzio Perle di laudano bagnano il tuo voluttuoso seno Inanellata da nebbuie eburnee le tue dita lattee hanno stillato su volti travagliati la somma ispirazione la disperazione dei poeti si è spenta nel tuo abbraccio dalla parvenza virginale Amami, amami mormorano febbricitanti in preda all'oppio i tuoi amanti occasionali Capricciosa dame sans merçi Trine pizzi ceneri vuota cava lucente perla freddo amore di donna marmorea serbi a ben pochi che con occhi vitrei rimirano le tue bellezze pudiche abbracci serafica le loro coscienze illudendoli in un sonno mortifero E alla tua luce attende Morfeo tuo sole di tenebra posso cantare le tue grazie la tua casta luce non mi abbaglia nè in te trovo il velo argenteo che indora i miei sogni mutilati ti osservo dal mio deserto roccioso tra i mille frammenti dei mie perchè Sei distante come lo sono le nostre coscienze Ma belle dame sans merçi Original version of La Belle Dame Sans Merci, 1819
Oh what can ail thee, knight-at-arms, Alone and palely loitering? The sedge has withered from the lake, And no birds sing.
Oh what can ail thee, knight-at-arms, So haggard and so woe-begone? The squirrel's granary is full, And the harvest's done.
I see a lily on thy brow, With anguish moist and fever-dew, And on thy cheeks a fading rose Fast withereth too.
I met a lady in the meads, Full beautiful - a faery's child, Her hair was long, her foot was light, And her eyes were wild.
I made a garland for her head, And bracelets too, and fragrant zone; She looked at me as she did love, And made sweet moan.
I set her on my pacing steed, And nothing else saw all day long, For sidelong would she bend, and sing A faery's song.
She found me roots of relish sweet, And honey wild, and manna-dew, And sure in language strange she said - 'I love thee true'.
She took me to her elfin grot, And there she wept and sighed full sore, And there I shut her wild wild eyes With kisses four.
And there she lulled me asleep And there I dreamed - Ah! woe betide! - The latest dream I ever dreamt On the cold hill side.
I saw pale kings and princes too, Pale warriors, death-pale were they all; They cried - 'La Belle Dame sans Merci Hath thee in thrall!'
I saw their starved lips in the gloam, With horrid warning gaped wide, And I awoke and found me here, On the cold hill's side.
And this is why I sojourn here Alone and palely loitering, Though the sedge is withered from the lake, And no birds sing. www.goodart.org
Monnalisa
Sep 10 2004, 19:05
La notte nell'isola
Tutta la notte ho dormito con te vicino al mare, nell'isola. Eri selvaggia e dolce tra il piacere e il sonno, tra il fuoco e l'acqua.
Forse assai tardi i nostri sogni si unirono, nell'alto o nel profondo, in alto come rami che muove uno stesso vento, in basso come rosse radici che si toccano.
Forse il tuo sogno si separò dal mio e per il mare oscuro mi cercava, come prima, quando ancora non esistevi, quando senza scorgerti navigai al tuo fianco e i tuoi occhi cercavano ciò che ora - pane, vino, amore e collera - ti do a mani piene, perché tu sei la coppa che attendeva i doni della mia vita.
Ho dormito con te tutta la notte, mentre l'oscura terra gira con vivi e con morti, e svegliandomi d'improvviso in mezzo all'ombra il mio braccio circondava la tua cintura. Né la notte né il sonno poterono separarci.
Ho dormito con te e svegliandomi la tua bocca uscita dal sonno mi diede il sapore di terra, d'acqua marina, di alghe, del fondo della tua vita, e ricevetti il tuo bacio bagnato dall'aurora, come se mi giungesse dal mare che ci circonda.
- Pablo Neruda -
Monnalisa
Feb 19 2005, 09:15
http://www.randomhouse.com/Le sei corde
La chitarra fa piangere i sogni. Il singhiozzo delle anime perdute sfugge dalla sua bocca rotonda. E come la tarantola, tesse una grande stella per sorprendere i sospiri che tremano nella sua nera cisterna di legno.
- Federico Garcia Lorca -
Monnalisa
Feb 28 2005, 06:00
http://bigli.com/ Romantic School, 19th c. - The lover (one of a pair) Oil on canvas, cm. 30 x 40 - Milan, Private Collection Il sognoSe il sonno fosse (c'è chi dice) una tregua, un puro riposo della mente, perché, se ti si desta bruscamente, senti che t'han rubato una fortuna? Perché è triste levarsi presto? L'ora ci deruba d'un dono inconcepibile, intimo al punto da esser traducibile solo in sopore, che la veglia dora di sogni, forse pallidi riflessi interrotti dei tesori dell'ombra, d'un mondo intemporale, senza nome, che il giorno deforma nei suoi specchi. Chi sarai questa notte nell'oscuro sonno, dall'altra parte del tuo muro? - Jorge Luis Borges -
Monnalisa
Mar 13 2005, 11:59
A mio padreSe mi tornassi questa sera accanto lungo la via dove scende l'ombra azzurra già che sembra primavera, per dirti quanto è buio il mondo e come ai nostri sogni libertà s'accenda di speranze di poveri di cielo, io troverei un pianto da bambino e gli occhi aperti di sorriso, neri neri come le rondini del mare. Mi basterebbe che tu fossi vivo, un uomo vivo col tuo cuore è un sogno. Ora alla terra è un'ombra la memoria della tua voce che diceva ai figli: "Com'è bella la notte e com'è buona ad amarci così con l'aria in piena fin dentro al sonno". Tu vedevi il mondo nel plenilunio sporgente a quel cielo, gli uomini incamminati verso l'alba. - Alfonso Gatto - Per il tuo compleanno...
Monnalisa
Apr 20 2005, 19:36
http://www.macsonfire.com/Io ti chiesiIo ti chiesi perché i tuoi occhi si soffermano nei miei come una casta stella del cielo in un oscuro flutto. Mi hai guardato a lungo come si saggia un bimbo con lo sguardo, mi hai detto poi, con gentilezza: Ti voglio bene, perché sei tanto triste. - Hermann Hesse -
 CANTO PER L'AMATA NELLA FREDDA PRIMAVERA
Le ore, otto o nove o dieci nell'atrio freddo battono. Non conto, ascolto il lieve fruscio di quando passano. Volano come il vento nella neve, come gli uccelli nell'inverno, bianchi.
Non mi fanno del bene, non mi fanno del male, ma sono ore in cui mi manchi.
(Herman Hesse)
Mitamit
Apr 25 2005, 22:32
Per la bocca entra il vino E per gli occhi entra l’amore: Ecco la sola verità che sapremo Prima di invecchiare e morire. Porto alla bocca il bicchiere, Ti guardo, e sospiro.W.B. Yeats
Mitamit
Apr 26 2005, 14:17
www.nature-photography.co.zaSebbene le foglie siano molte, la radice è una sola; Per tutti i giorni mendaci della mia giovinezza Ho fatto oscillare le mie foglie e i miei fiori nel sole; Ora possono inaridire nella verità.W.B. Yeats
Quando mi parli al telefono
Quando mi parli al telefono e mi s'aprono d'incanto i paradisi della vocalità - gli accordi e i tocchi d'arpa soffici appena subsquillanti di quella voce dai precordi sono tuoi, sì, ma intanto è il calmo pelago della muliebrità che entra festosamente ruscellando nel mattino della stanza e mi dilava da me, si porta via la mia nascita, mi cancella dalla mia morte lasciandomi sospeso... è o non è chi? me stesso ed il mio ascolto - le dicono da tempo i suoi interlocutori uomini o angeli.
Mario Luzi
Lucy in the Sky
May 7 2005, 19:26
Il poeta che adoro con tutta me stessa, Giovanni Pascoli,ha scritto queste due meraviglie (e tante altre):
LA GRANDE ASPIRAZIONE
Un desiderio che non ha parole v'urge, tra i ceppi della terra nera e la raggiante libertà del sole.
Voi vi torcete come chi dispera, alberi schiavi! Dispergendo al cielo l'ombra de' rami lenta e prigioniera,
e movendo con vane orme lo stelo dentro la terra, sembra che v'accori un desiderio senza fine anelo.
- Ali e non rami! piedi e non errori ciechi di ignave radiche! - poi dite con improvvisa melodia di fiori.
Lontano io vedo voi chiamar con mite solco d'odore; vedo voi lontano cennar con fiamme piccole, infinite.
E l'uomo, alberi, l'uomo, albero strano che, sì, cammina, altro non può, che vuole; e schiavi abbiamo, per il sogno vano,
noi nostri fiori, voi vostre parole.
. Commiato Una stella sbocciò nell'aria. Le risplendé nelle pupille. Su la campagna solitaria tremava il pianto delle squille.
- E` ora, o figlio, ora ch'io vada. Sono stata con te lunghe ore. Tra questi bussi è la mia strada; la tua, tra quelle acacie in fiore. Sii buono e forte, o figlio mio: va dove t'aspettano. Addio!
...Venir con te? Ma non è dato! Sai pure: m'han cacciata via. Ci fu chi non mi volle allato nel mondo, così larga via; chi non permise che, sia pure, stessi con le mie creature.
...Tu venir qui? Viene chi muore... E tu vuoi dunque venir qui. Sei stanco: è vero? Hai male al cuore. Quel male l'ebbi anch'io, Zvanî! E` un male che non fa dormire; ma che alfine poi fa morire. –
Si chiudevano i casolari. Cresceva l'ombra delle cose. Ancor tra i lontani filari traspariva color di rose.
- Ma dimmi, o madre, dimmi almeno, se nel tramonto del suo giorno tuo figlio si deve sereno preparare per un ritorno! se ciò che qualcuno ci prende, v'è qualch'altro che ce lo rende!
Ricorderò quella preghiera con quei gesti e segni soavi; tuo figlio risarà qual era allora che glieli insegnavi: s'abbraccerà tutto all'altare: ma fa che ritorni a sperare!
A sperare e ora e nell'ora così bella se a te conduce! O madre, fa ch'io creda ancora in ciò ch'è amore, in ciò ch'è luce! O madre, a me non dire, Addio, se di là è, se teco è Dio! –
Sfioriva il crepuscolo stanco. Cadeva dal cielo rugiada. Non c'era avanti me, che il bianco della silenziosa strada.
Seanma
May 10 2005, 22:52
Et Voila... il miglior poeta(amoroso ma non solo) di sempre.....
Povero Catullo, basta con le illusioni: se muore, credimi, ogni cosa è perduta. Una fiammata di gioia i tuoi giorni quando correvi dove lei, l'anima tua voleva, amata come amata non sarà nessuna: nascevano allora tutti i giochi d'amore che tu volevi e lei non si negava. Una fiammata di gioia quei giorni. Ora non vuole piú: e tu, coraggio, non volere, non inseguirla, come un miserabile, se fugge, ma con tutta la tua volontà resisti, non cedere. Addio, anima mia. Catullo non cede piú, non verrà a cercarti, non ti vorrà per forza: ma tu soffrirai di non essere desiderata. Guardati, dunque: cosa può darti la vita? Chi ti vorrà? a chi sembrerai bella? chi amerai? da chi sarai amata? E chi bacerai? a chi morderai le labbra? Ma tu, Catullo, resisti, non cedere.
Solo con te farei l'amore, dice la donna mia, solo con te, anche se mi volesse Giove. Dice: ma ciò che dice una donna a un amante impazzito devi scriverlo sul vento, sull'acqua che scorre.
Ma questo ora m'addolora, che le labbra pure di una bambina il tuo sudicio sperma abbia macchiato. Avrai il tuo castigo: ti ricorderanno nei secoli e anche decrepita la fama griderà chi sei.
Di mare in mare, da un popolo all'altro vengo a queste tue misere esequie, fratello, per donarti l'ultima offerta che si deve ai morti e invano parlare alle tue ceneri mute: ora che la sorte a me ti ha strappato, cosí crudelmente strappato, fratello infelice. Pure, amaro dono per un rito estremo, nell'uso antico dei padri accogli l'offerta che ora ti affido: cosí intrisa del mio pianto. E in eterno riposa, fratello mio, addio.
schmit
May 11 2005, 15:37
QUOTE Sfioriva il crepuscolo stanco. Cadeva dal cielo rugiada. Non c'era avanti me, che il bianco della silenziosa strada. Anche a me piace molto il Pascoli.
Mitamit
May 11 2005, 15:52
QUOTE(Seanma @ May 10 2005, 21:52) Et Voila... il miglior poeta(amoroso ma non solo) di sempre..... Bello. E scopri che era anche freudiano... Odio e amo. Come possa fare, forse chiedi. Non so, ma sento che accade, e soffro.
E mettiamo anche la versione originale:
Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior.
Mitamit
May 11 2005, 18:24
QUOTE(gio @ May 11 2005, 15:06) E mettiamo anche la versione originale: ... Quella che ti strappa il cuore, quella versione non la puoi mettere. Vero, gio?
Bluette
May 14 2005, 00:03
GIUGNO di Giuseppe Ungaretti
Quando mi morirà questa notte e come un altro potrò guardarla e mi addormenterò al fruscio delle onde che finiscono di avvoltolarsi alla cinta di gaggie della mia casa
Quando mi risveglierò nel tuo corpo che si modula come la voce dell'usignolo
Si estenua come il colore rilucente del grano maturo
Nella trasparenza dell'acqua l'oro velino della tua pelle si brinerà di moro
Librata dalle lastre squillanti dell'aria sarai come una pantera
Ai tagli mobili dell'ombra ti sfoglierai
Ruggendo muta in quella polvere mi soffocherai
Poi socchiuderai le palpebre
Vedremo il nostro amore reclinarsi come sera
Poi vedrò rasserenato nell'orizzonte di bitume delle tue iridi morirmi le pupille
Ora il sereno è chiuso come a quest'ora nel mio paese d'Africa i gelsomini
Ho perso il sonno
Oscillo al canto d'una strada come una lucciola
Mi morirà questa notte?
Campolongo, il 5 luglio 1917
Rambaldo
May 17 2005, 13:20
QUOTE(gio @ May 11 2005, 16:06) E mettiamo anche la versione originale: Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior. e mettiamo anche la versione di Benni.. 
Odio e amo: fusse che chiedi: perche' lo faccio? Ninn'o saccio ma lo faccio e mme sient'nu straccio.
http://xoomer.virgilio.it/giofalz/NUDA SEI SEMPLICENuda sei semplice come una delle tue mani, liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente, hai linee di luna, strade di mela, nuda sei sottile come il grano nudo.
Nuda sei azzurra come la notte a Cuba, hai rampicanti e stelle nei tuoi capelli, nuda sei enorme e gialla come l'estate in una chiesa d'oro.
Nuda sei piccola come una delle tue unghie, curva, sottile, rosea finché nasce il giorno e t'addentri nel sotterraneo del mondo.
come in una lunga galleria di vestiti e di lavori: la tua chiarezza si spegne, si veste, si sfoglia e di nuovo torna a essere una mano nuda.
Pablo Neruda
Meteorablu
May 29 2005, 22:56
QUOTE(gio @ May 11 2005, 14:06) E mettiamo anche la versione originale: Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior.molto intensa...
Meteorablu
May 29 2005, 23:12
P. Neruda, QUI TI AMO
Qui ti amo. Negli oscuri pini si districa il vento. Brilla la luna sulle acque erranti. Trascorrono giorni uguali che s'inseguono. La nebbia si scioglie in figure danzanti. Un gabbiano d'argento si stacca dal tramonto. A volte una vela. Alte, alte stelle. O la croce nera di una nave. Solo. A volte albeggio, ed è umida persino la mia anima. Suona, risuona il mare lontano. Questo è un porto. Qui ti amo. Qui ti amo e invano l'orizzonte ti nasconde. Ti sto amando anche tra queste fredde cose. A volte i miei baci vanno su quelle navi gravi, che corrono per il mare verso dove non giungono. Mi vedo già dimenticato come queste vecchie àncore. I moli sono più tristi quando attracca la sera. La mia vita s'affatica invano affamata. Amo ciò che non ho. Tu sei cosi distante. La mia noia combatte con i lenti crepuscoli. Ma la notte giunge e incomincia a cantarmi. La luna fa girare la sua pellicola di sogno. Le stelle più grandi mi guardano con i tuoi occhi. E poiché io ti amo, i pini nel vento vogliono cantare il tuo nome con le loro foglie di filo metallico.
amo la stanca stagione... OTTOBRE
Un tempo, era d'estate, era a quel fuoco, a quegli ardori, che si destava la mia fantasia. Inclino adesso all'autunno dal colore che inebria, amo la stanca stagione che ha già vendemmiato. Niente più mi somiglia, nulla più mi consola, di quest'aria che odora di mosto e di vino, di questo vecchio sole ottobrino che splende sulla vigne saccheggiate. Sole d'autunno inatteso, che splendi come in un di là, con tenera perdizione e vagabonda felicità, tu ci trovi fiaccati, volti al peggio e la morte nell'anima. Ecco perché ci piaci, vago sole superstite che non sai dirci addio, tornando ogni mattina come un nuovo miracolo, tanto più bello quanto più t'inoltri e sei lì per spirare. E di queste incredibili giornate vai componendo la tua stagione ch'è tutta una dolcissima agonia.
Vincenzo Cardarelli
Mitamit
May 31 2005, 09:26
www.funsci.comQuando tu sarai...W.B. Yeats (1893)Quando tu sarai vecchia e grigia e piena di sonno e china accanto al fuoco, tira giù questo libro e lentamente leggilo e sogna del dolce sguardo che i tuoi occhi ebbero un tempo e delle loro ombre profonde; quanti amarono i tuoi istanti di lieta grazia e amarono la tua bellezza con falso e vero amore, ma un solo uomo amò in te l'anima pellegrina e amò il dolore del tuo mutevole volto, e chinandoti giù verso i tizzoni incandescenti, mormora, un po' tristemente, quanto amore fuggì e misurò i suoi passi sulle montagne in alto e nascose il suo viso fra una moltitudine di stelle.
Bluette
Jun 3 2005, 21:26
Canto tedesco di Bertolt Brecht
Riparlano di grandi tempi: (Anna non piangere) il droghiere ci farà credito. Riparlano di onore: (Anna non piangere) nell’armadio non c’e’ nulla da rubare. Riparlano di vincere: (Anna non piangere) ma, loro, non mi avranno. E sfilano gli eserciti: (Anna non piangere) quando ritornerò sarà sotto altre bandiere.
lilithoscura
Jun 4 2005, 05:38
Pablo Neruda, il MIO poeta...
...e allora anche per te, cara Lilith, questa, che ho nel cuore.  www.uzeda.org Quando morrò voglio le tue mani di Pablo Neruda Quando morrò voglio le tue mani sui miei occhi: voglio che la luce e il frumento delle tue mani amate passino una volta ancora su di me la loro freschezza: sentire la soavità che cambiò il mio destino. Voglio che tu viva mentr’io, addormentato, t’attendo, voglio che le tue orecchie continuino a udire il vento, che fiuti l’aroma del mare che amammo uniti e che continui a calpestare l’arena che calpestammo. Voglio che ciò che amo continui a essere vivo e te amai e cantai sopra tutte le cose, per questo continua a fiorire, fiorita, perché raggiunga tutto ciò che il mio amore ti ordina, perché la mia ombra passeggi per la tua chioma, perché così conoscano le ragioni del mio canto.
 image.excite.it Ed è subito sera -Salvatore Quasimodo
Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera.
NEL BOSCOSibilla Aleramo Sono andata nel bosco nel mattino ricco di luce vagamente per te sperando cogliere della musica tenera dell'aria qualche fresco sussurro di parole, ed ecco che ti porto invece solo un poco di fragole rosse, profumano e brillano, per la tua gioia, o amato.
lilithoscura
Jun 8 2005, 22:24
Due amanti felici Due amanti felici fanno un solo pane, una sola goccia di luna nell'erba, lascian camminando due ombre che s'uniscono, lasciano un solo sole vuoto in un letto. Di tutte le verità scelsero il giorno: non s'uccisero con fili, ma con un aroma e non spezzarono la pace né le parole. E' la felicità una torre trasparente. L'aria, il vino vanno coi due amanti, gli regala la notte i suoi petali felici, hanno diritto a tutti i garofani. Due amanti felici non hanno fine né morte, nascono e muoiono più volte vivendo, hanno l'eternità della natura. Pablo Neruda www.aurorablu.it
Solitudine
Ha una sua solitudine lo spazio, solitudine il mare e solitudine la morte - eppure tutte queste son folla in confronto a quel punto più profondo, segretezza polare, che è un’anima al cospetto di se stessa: infinità finita.
(Emily Dickinson)
Meteorablu
Aug 10 2005, 20:58
Il ramo rubatoDi notte entreremo A rubare Un ramo fiorito
Passeremo il muro Nel buio del giardino altrui Due ombre nell’ombra
L’inverno ancora non se n’è andato Pure il melo appare Trasformato d’improvviso In una cascata di stelle odorose
Di notte entreremo Fino al suo tremulo firmamento E le tue piccole mani e le mie Ruberanno le stelle
E cautamente Nella nostra casa Nella notte e nell’ombra Entrerà con i tuoi passi Il passo silenzioso del profumo
E con i tuoi piedi di stelle Il corpo chiaro della primavera Pablo Neruda  (http://www.literaberinto.com/macrocosmos/Vincent%20Van%20Gogh%20Notte%20stellata.jpg)
Meteorablu
Aug 10 2005, 21:14
X AGOSTOdi Giovanni PascoliSan Lorenzo, io lo so perché tanto di stelle per l'aria tranquilla arde e cade, perché si gran pianto nel concavo cielo sfavilla. Ritornava una rondine al tetto: l'uccisero: cadde tra i spini; ella aveva nel becco un insetto: la cena dei suoi rondinini.
Ora è là, come in croce, che tende quel verme a quel cielo lontano; e il suo nido è nell'ombra, che attende, che pigola sempre più piano.
Anche un uomo tornava al suo nido: l'uccisero: disse: Perdono; e restò negli aperti occhi un grido: portava due bambole in dono.
Ora là, nella casa romita, lo aspettano, aspettano in vano: egli immobile, attonito, addita le bambole al cielo lontano.
E tu, Cielo, dall'alto dei mondi sereni, infinito, immortale, oh! d'un pianto di stelle lo inondi quest'atomo opaco del Male!
lilithoscura
Aug 11 2005, 07:34
Il gelsomino notturno E s'aprono i fiori notturni, nell'ora che penso a' miei cari. Sono apparse in mezzo ai viburni le farfalle crepuscolari. Da un pezzo si tacquero i gridi: là sola una casa bisbiglia. Sotto l'ali dormono i nidi, come gli occhi sotto le ciglia. Dai calici aperti si esala l'odore di fragole rosse. Splende un lume là nella sala. Nasce l'erba sopra le fosse. Un'ape tardiva sussurra trovando già prese le celle. La Chioccetta per l'aia azzurra va col suo pigolio di stelle. Per tutta la notte s'esala l'odore che passa col vento. Passa il lume su per la scala; brilla al primo piano: s'è spento . . . È l'alba: si chiudono i petali un poco gualciti; si cova, dentro l'urna molle e segreta, non so che felicità nuova. Giovanni Pascoli
Mitamit
Oct 7 2005, 10:43
A tutti voi utenti.lycos.itI giustiUn uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire. Chi è contento che sulla terra esista la musica. Chi scopre con piacere una etimologia. Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi. Il ceramista che premedita un colore e una forma. Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace. Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto. Chi accarezza un animale addormentato. Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto. Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson. Chi preferisce che abbiano ragione gli altri. Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo. - Jorge Luis Borges -
Valmont
Oct 8 2005, 02:58
Gioia di Bambino
"Non ho nessun nome: ho solo due giorni." Come ti devo chiamare? "Io sono felice, Gioia e' il mio nome." Dolce gioia ti tocchi!
Cara gioia! Dolce gioia di solo due giorni, dolce gioia ti chiamo: tu sorridi, io canto ancora dolce gioia ti tocchi.
William Blake
Valmont
Oct 10 2005, 18:56
Sono Gagarin, il figlio della terra -Evgenij A. Evtusenko
Io sono Gagarin. Per primo ho volato, e voi volaste dopo di me. Sono stato donato per sempre al cielo, dalla terra, come il figlio dell'umanità. In quell 'aprile i volti delle stelle, che gelavano senza carezze, coperte di muschio e di ruggine, si riscaldarono per le lentiggini rossigne di Smolensk salite al cielo. Ma le lentiggini sono tramontate. Quanto mi è terribile non restare che un bronzo, che un'ombra, non poter carezzare né l'erba, né un bambino, né far scricchiolare il cancelletto d'un giardino. Da sotto la nera cicatrice del timbro postale vi sorrido io con il sorriso ch'è volato via. Ma osservate bene cartoline e francobolli e capirete subito: per l'eternità io sono in volo. Mi applaudivano le mani dell'intera umanità. La gloria tentava di sedurmi, ma no, non c'è riuscita.
Sulla tetra mi sono schiantato, quella che per primo ho visto tanto piccola, e la terra non me l'ha perdonata. Ma io perdono la terra, sono figlio suo, in spirito e carne, e per i secoli prometto di continuare il mio volo al di sopra al di sopra dei bombardamenti, delle tele-radiomenzogne, che la stringono con le loro volute, al di sopra delle donnaccole che baldanzosamente ballano lo streep-tease per i soldati nel Viet Nam, al di sopra della tonsura del frate che vorrebbe volare, ma è imbarazzato dalla sottana, al di sopra della censura che nella sua tonacaccia, inghiottì in Spagna le ali dei poeti...
C'è chi è in volo nel simun vorticoso di stelle. C'è chi si dibatte nella palude da se stesso voluta. Uomini, o uomini ingenui spacconi, pensate: non vi fa paura alzarvi dal Capo che porta il nome dell'uomo che avete ucciso? Vergognatevi di questo baccano da mercato! Voi siete gelosi, rapaci, vendicativi. Come potete cadere tanto in basso se volate tanto in alto?!
Io sono Gagarin, figlio della Terra, figlio dell'umanità: sono russo, greco e bulgaro, australiano e finlandese.
Vi incarno tutti col mio slancio verso i cieli. Il mio nome è casuale, ma io non sono stato per caso.
Mentre la terra s'insozzava di vanità e di peccato, il mio nome cambiava, ma l'anima no.
Mi chiamavano Icaro. Giacqui nella polvere, nella cenere. Mi aveva spinto verso il sole il buio della terra.
La cera si sciolse, spargendosi qua e la'. Caddi senza salvezza, ma un pizzico di sole rimase stretto nella mia mano.
Mi chiamarono servo. La rabbia mi pesava sulla schiena mentre, ritmando il tempo con le mani e coi piedi, danzavano sul mio corpo.
Io caddi sotto le bastonate, ma, maledicendo la servitù, mi costruii delle ali coi bastoni dei miei torturatori! Ad Odessa fui Utockin. Fece uno scarto il duca, quando al di sopra dei suoi pantaloncini a piffero si levò un cavallo volante.
Sotto il nome di Nesterov girando sopra la terra, feci innamorare la luna col mio giro della morte.
La morte fischiava sulle ali. E' una virtù disprezzarla e con Gastello imberbe mi gettai in volo sul nemico.
E le ali temerarie ardendo come un rogo, hanno protetto, voi che foste allora ragazzi, Aldrin, Collins, Armstrong.
E, sicuro della speranza che gli uomini sono un'unica famiglia, dell'equipaggio di Apollo invisibile io ero.
Mangiammo dai tubetti, avremmo brindato in viaggio come sull'Elba, ci abbracciammo sulla Galassia.
Il lavoro procedeva senza scherzi. Era in gioco la vita e con lo stivale di Armstrong io scesi sulla Luna.
Evgenij A. Evtusenko
Valmont
Oct 12 2005, 04:31
La Ballata delle Madri
Mi domando che madri avete avuto. Se ora vi vedessero al lavoro in un mondo a loro sconosciuto, presi in un giro mai compiuto d'esperienze cosi diverse dalle loro, che sguardo avrebbero negli occhi?
Se fossero lì, mentre voi scrivete il vostro pezzo, conformisti e barocchi, o lo passate, a redattori rotti a ogni compromesso, capirebbero chi siete?
Madri vili, con nel viso il timore antico, quello che come un male deforma i lineamenti in un biancore che li annebbia, li allontana dal cuore, li chiude nel vecchio rifiuto morale.
Madri vili, poverine, preoccupate che i figli conoscano la viltà per chiedere un posto, per essere pratici, per non offendere anime privilegiate, per difendersi da ogni pietà.
Madri mediocri, che hanno imparato con umiltà di bambine, di noi, un unico, nudo significato, con anime in cui il mondo è dannato a non dare né dolore né gioia.
Madri mediocri, che non hanno avuto per voi mai una parola d'amore, se non d'un amore sordidamente muto di bestia, e in esso v'hanno cresciuto, impotenti ai reali richiami del cuore.
Madri servili, abituate da secoli a chinare senza amore la testa, a trasmettere al loro feto l'antico, vergognoso segreto d'accontentarsi dei resti della festa. Madri servili, che vi hanno insegnato come il servo può essere felice odiando chi è, come lui, legato, come può essere, tradendo, beato, e sicuro, facendo ciò che non dice.
Madri feroci, intente a difendere quel poco che, borghesi, possiedono, la normalità e lo stipendio, quasi con rabbia di chi si vendichi o sia stretto da un assurdo assedio. Madri feroci, che vi hanno detto: Sopravvivete! Pensate a voi! Non provate mai pietà o rispetto per nessuno, covate nel petto la vostra integrità di avvoltoi!
Ecco, vili, mediocri, servi, feroci, le vostre povere madri! Che non hanno vergogna a sapervi - nel vostro odio - addirittura superbi, se non è questa che una valle di lacrime.
È cosi che vi appartiene questo mondo: fatti fratelli nelle opposte passioni, o le patrie nemiche, dal rifiuto profondo a essere diversi: a rispondere del selvaggio dolore di esser uomini.
Pier Paolo Pasolini
Daruma
Oct 13 2005, 17:42
Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io
Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io fossimo presi per incantamento e messi in un vasel, ch’ad ogni vento per mare andasse al voler vostro e mio;
sì che fortuna od altro tempo rio non ci potesse dare impedimento, anzi, vivendo sempre in un talento, di stare insieme crescesse ’l disio.
E monna Vanna e monna Lagia poi con quella ch’è sul numer de le trenta con noi ponesse il buono incantatore:
e quivi ragionar sempre d’amore, e ciascuna di lor fosse contenta, sì come i’ credo che saremmo noi.
(Dante - poeta toscano del du/tregento)
Daruma
Oct 22 2005, 17:42
Cari, giusto per farvi sapere che sono ancora vivo, sentite questa:
La luce delle stelle ora impassibili era più misteriosa sulla terra infinitamente deserta: una più vasta patria il destino ci aveva dato: un più dolce calor naturale era nel mistero della terra selvaggia e buona. Ora assopito io seguivo degli echi di un'emozione meravigliosa, echi di vibrazioni sempre più lontane: fin che pure con gli echi l'emozione meravigliosa si spense. E allora fu che nel mio intorpidimento finale io sentii con delizia l'uomo nuovo nascere: l'uomo nascere riconciliato colla natura ineffabilmente dolce e terribile: deliziosamente e orgogliosamente succhi vitali nascere alle profondità dell'essere: fluire dalle profondità della terra: il cielo come la terra in alto, misterioso, puro, deserto dall'ombra, infinito. Mi ero alzato. Sotto le stelle impassibili, sulla terra infinitamente deserta e misteriosa, dalla sua tenda l'uomo libero tendeva le braccia al cielo infinito non deturpato dall'ombra di Nessun Dio.
Mica male... Avrei, anzi, AVREMMO potuto/voluto scriverla noi, no? E invece è Campana (Pampa,Canti Orfici,1914), un hippie ante litteram che sentiva le cose che sentiamo noi (o almeno che sento IO), e infatti gli abbietti grandi/piccoli mediocri, gli stessi che oggi vogliono bruciare il mondo, volevano metterlo in manicomio, come prima di lui van gogh, rimbaud, e dopo di lui artaud, ginsberg, ecc...invece di andarci loro! (letture consigliate su quest'ultimo argomento: foucault, reich, laing/cooper, fromm, grof, ecc...)
Un abbraccio a tutti, da Daruma. ...e che Wakan Tanka ci accompagni, ci guidi, ci illumini tutti e sostenga il quore del metaverso!
ciao ciao
Valmont
Oct 25 2005, 15:10
Chi è come Dio?
Daruma
Oct 27 2005, 19:03
Ok. Il dio lassù.... una ciofeca. Il dio nel cielo.... una bufala (nemmeno tanto sexy, ndD) Se Dio exsiste, è nel cuore di tutti noi, degli animali, delle piante, delle cose.... Chi non crede al proprio cuore, non crede in Dio, nè nel suo, nè in quello altrui. Dio, che nome ha? Chi è legittimato a dargliene uno, e da chi?!? Dio D'io Io chevvordì?????????? Chi ha la risposta, scagli la prima bomba! Bomba di pace, s'intende.... Daruma composit - plus tostos nca§§atus eziandios - addì ventisetteottobreduemilacinque postmortem! (poesia in forma dialogus cum seipsum)
P.P.P. - al secolo Pier Paolo Pasolini - probabilmente il più importante poeta italiano del dopoguerra (la II° mondiale, eh?), meriterebbe un topic tutto suo, naturalmente.... Ma ciò che mi premeva era ricordarlo con una sua hodie 30° anniverso di sua morte 1975 tra l'giorno dìi santi (lui) e quello delli mortacci (loro)! Una, a caso. Alla bandiera rossa Per chi conosce solo il tuo colore, bandiera rossa, tu devi realmente esistere, perché lui esista: chi era coperto di croste è coperto di piaghe, il bracciante diventa mendicante, il napoletano calabrese, il calabrese africano, l'analfabeta una bufala o un cane. Chi conosceva appena il tuo colore, bandiera rossa, sta per non conoscerti più, neanche coi sensi: tu che già vanti tante glorie borghesi e operaie, ridiventa straccio, e il più povero ti sventoli.
Nuovi epigrammi (1958-59) http://www.club.it/autori/grandi/pierpaolo...ini/poesie.html
Qui Scroscia un sacco, ma la Ville Lumiere brucia assaie (e non solo Lei)... Ciò rammentommi n'antico Poemetto dai più desmentegato...e da ricordarLo il momento giusto pare.... S'ì Fosse Foco
S’i’ fosse foco, arderei ‘l mondo;
s’i’ fosse vento, lo tempestarei,
s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei;
s’i’ fosse Dio, mandereil’ en profondo;
s’i’ fosse papa, allor sarei giocondo,
chè tutt'i cristiani imbrigarei;
s’i’ fosse ‘mperator, sà che farei? a tutti mozzerei lo capo a tondo!
S’i’ fosse morte, andarei a mi’ padre,
s’i’ fosse vita, fuggirei da lui
e similmente faria da mi’ madre...
S’i’ fosse Cecco com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre,
e vecchie e laide lassarei altrui..... by Cecco Angiolieri gran poeta senese der du/tregento (contemporagno der Fiorentino)
Skylark
Nov 19 2005, 10:01
La Mutevolezza Percy B. Shelley
Noi siamo come nuvole che velano la luna a mezzanotte; Così irrequiete sfrecciano, e sfavillano, e fremono, striando l'oscurità radiosamente! - eppure subito la notte si richiude attorno le cancella: o come lire dimenticate, le cui dissonanti corde rendono a ogni vario soffio del vento una risposta diversa, alla cui fragile struttura nessuna nuova vibrazione apporta un tono o una modulazione pari all'ultimo. Noi riposiamo, e un sogno ha la potenza di avvelenarci il sonno. Ci alziamo, e un pensiero errante può inquinare il giorno. Sentiamo, concepiamo o ragioniamo, ridiamo o piangiamo, ci disperiamo, o gettiamo via ogni affanno: è tutto uguale! Sia una gioia o un dolore, il percorso da compiere dal suo abbandono non si è ancora concluso: l'ieri dell'uomo non può mai essere simile al domani; niente nel mondo può durare, eccetto la Mutevolezza.
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