Intervista a: Fabio Mussi
"La palla è andata troppo verso il partito unico"
Intervista a cura di Simone Collini
ROMA «Di che cosa stiamo discutendo, esattamente?».
Del modo migliore per unire le forze e per battere Berlusconi...
«Sia chiaro che non c’è qualcuno che vuole l’unità e qualcuno che vuole la divisione».
E allora, onorevole Mussi, da cosa dipendono le perplessità del Correntone sulla lista unitaria per le europee e il partito riformista?
«Intanto, dipendono da come sono andate finora le cose. Perché a metà luglio Prodi propone la lista unitaria dell’Ulivo. Passano poche settimane e, senza che nessuno abbia potuto discuterne, la lista unitaria è già diventata per magia la lista unica di Ds, Margherita e Sdi».
Per magia, dice lei. Fassino dice perché c’è stato chi nell’Ulivo ha detto no.
«E cosa si è fatto per convincerli prima di andare a quella che Fassino chiama “la subordinata”? E poi non è del tutto vero neanche questo, perché per esempio Di Pietro ha detto “io sono pronto”, e subito da parte dello Sdi e della Margherita si è alzato il veto. Quindi non è vero che si vuol fare la lista magari col “chi ci sta ci sta”, perché Di Pietro ci sta ma non si vuole».
Poi è entrato in scena il partito riformista...
«In pieno agosto, quando D’Alema ha detto che la lista non avrebbe senso - e Fassino a un certo punto ha detto che sarebbe un “accordicchio” - se non fosse che un primo passo».
Verso?
«Verso? Fassino dice verso la federazione a tre, ma D’Alema dice verso il partito riformista. Quindi, sul tavolo c’è la lista, ma con l’enorme sovraccarico di una prospettiva da cui dipende il destino della sinistra e del centrosinistra italiano. Perché il partito riformista dovrebbe nascere dividendo a destra e a sinistra l’Ulivo. E questo quando sappiamo che non si vince se non si riesce ad unire tutti, anche i più piccoli. Quello che ci vuole è avviare una costituente dell’Ulivo e lavorare al programma comune delle opposizioni. Così siamo invece di fronte a un’ipotesi che minaccia la coalizione dell’Ulivo».
Se alla Direzione si capirà che si va verso la confluenza dei Ds in un nuovo partito?
«Sarebbe un approdo che comporta un congresso con tutti i crismi».
Se invece la discussione è sulla lista?
«Allora guardiamo bene le cose. Che vuol dire guardare le condizioni fondamentali nelle quali verrà a formarsi: quale legge elettorale? Quale collocazione degli eletti nel Parlamento europeo? C’è o no la candidatura di Prodi?»
Non sono dettagli?
«Dettagli? Sono condizioni politiche».
Intanto, continuate a insistere sul fatto che prima va affrontata la questione del programma, perché?
«Perché le liste si formano sulla base di un programma, e tanto più i partiti».
Che dirà alla Direzione?
«Che si tratti di una falsa partenza, che troppo rapidamente si è passati dalla lista dell’Ulivo alla subordinata, la lista a tre, e contemporaneamente si è lanciata la palla troppo avanti verso il partito unico. Troppo rapidamente un passo indietro e troppo rapidamente mille passi avanti».
E il referendum tra gli iscritti sulla lista?
«Intanto ci vuole una larga e vera discussione, nelle sezioni nelle organizzazioni di base perché queste non sono questioni che si risolvono con un quiz. Dopodiché, un eventuale referendum tra gli iscritti va fatto quando si sia in grado di presentare ai nostri iscritti una proposta compiuta. Non si può chiedere un mandato in bianco. Cos’è esattamente che viene proposto? Un referendum può essere fatto solo nel momento in cui c’è una proposta compiuta. Cosa che oggi francamente non c’è».
l'Unità, 6 ottobre 2003
http://www.unità.it
Ds: Salvi presenta Odg per congresso straordinario
Roma - La componente dei Ds che fa capo a Cesare Salvi ha presentato un ordine del giorno alla direzione del partito per chiedere la convocazione del congresso straordinario dei Ds "nel quale gli iscritti saranno chiamati a pronunciarsi sulle proposte e piattaforme alternative presentate, da svolgersi entro il prossimo dicembre". La direzione, alla quale Fassino ha proposto un percorso per giungere all'adesione alla lista unitaria, dovrà quindi pronunciarsi con un voto essendo stato presentato un ordine del giorno. La relazione di Fassino non prevedeva la convocazione del congresso straordinario chiesta da Salvi; a quella di Salvi si sono aggiunte le firme di Alfiero Grandi, Giorgio Mele, Luciano Pettinari, Ersilia Salvato e Massimo Villone.
Agi (lunedì 6 ottobre)
Ds: la lista unitaria supera senza danni la direzione
Fassino: "amplissimo consenso". D'Alema: "Più ampio della base congressuale"
ROMA (CNN) -- E il primo ostacolo è stato superato. La lenta marcia per la costituzione di una lista unitaria per le elezioni europee per il centrosinistra, come da progetto originario di Romano Prodi, ha segnato lunedì sera un passo avanti.
http://www.cnnitalia.it/2003/ITALIA/10/07/0840ds/