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Forum di politica, cultura, società: 2003-2004

satya
Avrei voluto postare in "due popoli, due stati", ma, appunto, laggiù questo post sarebbe stato fuori posto.

Nella politica internazionale i grandi interpreti sono gli Stati Uniti, oggi seguiti a ruota dal Medio Oriente (moderato e non moderato), da un'Unione Europa stitica e incolore e un'Africa unicamente "problematica".
C'è un altro grande interprete, che ancora non sta dicendo la sua, ma è TANTO grande, ha una storia assolutamente debordante di culture, civiltà e ricchezze e potenziali inesplorati: l'Oriente.

Thomas Mann sosteneva che il grande evento del XXI secolo sarebbe stato l'incontro tra l'Oriente (inteso come estremo oriente) e l'Occidente. Nulla, per ora, sembra dargli ragione, gli equilibri - o meglio, squilibri - si misurano tutti altrove.

Eppure, giusto lì accanto, silenti e potenti, ci sono la Cina, l'India, la Thalilandia e l'Indonesia (che non solo solo posti dove c'è un bel mare), la Birmania, il Laos, la Cambogia... tutta l'asia di antico retaggio Buddhista e che, ancora, non ha detto la sua.

Il buddhista/induista/taoista, si sa, è percepito come un "passivo", un non-attore, uno che assorbe e non fa niente. In realtà la "passività" buddhista/induista/taoista non ha nulla a che vedere con il "non aver niente da dire".
La famosa massima del cinese che aspetta il cadavere del nemico seduto sulla riva del fiume noi non la capiamo, non la consideriamo neppure, si muove su categorie, concetti e visioni che ci sono estranee.

Ma siamo sicuri che questi miliardi (sì, miliardi) di persone stiano lì solo come spettatori a guardare quello che succede intorno?
Sicurissimi che non ci sia niente da imparare da loro?

Ho visitato l'Oriente, l'ho studiato ed indagato per due decenni e lo conosco a fondo.

Un buddhista/induista/taoista che sta lì e sembra non far niente, e aspetta, contiene una potenza che né il rancore Medio Orientale né la saputaggine dell'Occiente "controllo-tutto-io" possono nemmeno immaginare. Un piccolo assaggio è stata la resistenza del Vietnam, ma era una cosa minima, è scivolata via come acqua sotto i ponti - eclissata dal gossip "chi ha ucciso Kennedy?" e dallo scandalo Watergate.

Thomas Mann si deve essere sbagliato di qualche decennio, ma io sono sicura che gli equilibri del mondo non potranno essere ridistribuiti senza tener conto di questo grande interprete.

Sono miliardi. Posseggono materie prime per soddisfare ogni loro bisogno. Sono educati alla priorità dell'interesse collettivo sui bisogni del singolo. Sono "cattivi", non potete immaginare quanto sappiano essere freddi e "cattivi".
Il mio vecchio Maestro Zen, Narita Shuyu, interrogato a proposito di un serial killer e di cosa se ne sarebbe dovuto fare, mi rispose: "Uno che si comporta così non è più umano, si può eliminare o si può farne qualunque cosa - tanto, non è più un umano"....
Il buddhista/taoista/induista ha una visione del mondo assolutamente incomprensibile per noi. Tanto sa essere amorevole e compassionevole, tanto sa essere spietato.
L'agopuntura (questo mirabile metodo di cura così dolce, non invasivo e preventivo) fu sperimentata e studiata su cavie umane vive - condannati a morte opportunamente vivisezionati e immolati alla causa della conoscenza. Lo sapevate?

Possibile che tutta questa gente, così tanta, così "formata" e così forte, si accontenti di starsene per sempre lì a guardare?
Voi, cosa pensate?


(Una postilla per Deborah: nota bene, i kamikaze li hanno inventati i giapponesi e ogni giapponese, anche del XXI secolo, è un potenziale kamikaze).
kizoushaidan
le ali d'argento possono essere più famose dello jager x, ma quanto a cattiveria e spietatezza... secondo me non è quella che fa paura quanto lo spirito di corpo che si dice abbiano.
se devono conquistare, nel XXI secolo semplicemente comprano; comunque non mi pare spietato il maestro zen, se lo confrontiamo con l'ammazzadraghi italiano medio.

mai conosciuto un giapponese che praticasse arti marziali, ma va detto che ne ho conosciuti solo una dozzina.
deborah
lo so, cara , che i kamikaze li hanno inventati i giapponesi e per quello mi arrabbiavo come una belva quando hanno incominciato a chiamare i palestinesi assassini collo stesso nome.
I kamikaze giapponesi erano uomini d'onore che si lanciavano su obiettivi militari. Non si sono mai gettati su citta' americane ne' su civili.

I kamikazzi figli di p... invece li ha inventati l'islam. Spiacente.
kizoushaidan
bè, non è che in manciuria i giapponesi hanno mostrato "japanese modesty"
e gli asiatici in realtà si sputano e schifano; ad esempio i cinesi sarebbero lietissimi di vedere l'arcipelago affondare, poichè lo associano con i problemi nati dal nascente capitalismo non so se capita viceversa, ma i turisti giapponesi non sono molto apprezzati in malaysia, anche se hanno il tappeto rosso.

i giapponesi hanno qualche pallido tentativo di terrorismo interno, ma zio yamaguchi-gumi li tiene circa a bada a ceffoni. cosa che qualcuno sembra aspettarsi dai moderati mussulmani.
deborah
Gia' in manciuria.
Ma il mio non voleva essere una difesa dei giapponesi che sappiamo come sono. Era semplicemente una differenziazione tra kamikaze e kamikazzi! orangerolleyes.gif
satya
I "civilissimi" giapponesi hanno sterminato gli hainu, roba del livello dello sterminio dei pellerossa d'America. Ma lo sanno solo in pochi...
Quello che i cinesi hanno fatto ai tibetani, assai più di recente, gli assomiglia molto.

Per quanto riguarda il concetto di kamikaze, era legato al ragionamento generale. La spietatezza che ci immagino ci voglia per buttarsi con un aereo su un obiettivo militare (magari pieno di uomini) non credo sia diversa da quella che immagino ci voglia per farsi saltare in aria. E parlavo di spietatezza, appunto.
"kamikaze" applicato ai terroristi fondamentalisti, suppongo sia stata in prima istanza una trovata maldestra di qualche giornalista - sempre "geniali", loro, in questi accostamenti arbitrari.

E comunque il riferimento era e rimane legato al mio interrogativo di partenza.
Siamo sicuri che il terzo polo del mondo, per ora piuttosto silente, non abbia nulla da dire in tema di equilibri politici mondiali?

E questo non solo perché, all'occorrenza, gli orientali sanno essere spietati, ma per tutto il bagaglio di cultura, capacità e ricchezza (non solo interiore) che si portano appresso.

Io mi auguro tanto che l'incontro auspicato da T. Mann avvenga presto.
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