Avrei voluto postare in "due popoli, due stati", ma, appunto, laggiù questo post sarebbe stato fuori posto.
Nella politica internazionale i grandi interpreti sono gli Stati Uniti, oggi seguiti a ruota dal Medio Oriente (moderato e non moderato), da un'Unione Europa stitica e incolore e un'Africa unicamente "problematica".
C'è un altro grande interprete, che ancora non sta dicendo la sua, ma è TANTO grande, ha una storia assolutamente debordante di culture, civiltà e ricchezze e potenziali inesplorati: l'Oriente.
Thomas Mann sosteneva che il grande evento del XXI secolo sarebbe stato l'incontro tra l'Oriente (inteso come estremo oriente) e l'Occidente. Nulla, per ora, sembra dargli ragione, gli equilibri - o meglio, squilibri - si misurano tutti altrove.
Eppure, giusto lì accanto, silenti e potenti, ci sono la Cina, l'India, la Thalilandia e l'Indonesia (che non solo solo posti dove c'è un bel mare), la Birmania, il Laos, la Cambogia... tutta l'asia di antico retaggio Buddhista e che, ancora, non ha detto la sua.
Il buddhista/induista/taoista, si sa, è percepito come un "passivo", un non-attore, uno che assorbe e non fa niente. In realtà la "passività" buddhista/induista/taoista non ha nulla a che vedere con il "non aver niente da dire".
La famosa massima del cinese che aspetta il cadavere del nemico seduto sulla riva del fiume noi non la capiamo, non la consideriamo neppure, si muove su categorie, concetti e visioni che ci sono estranee.
Ma siamo sicuri che questi miliardi (sì, miliardi) di persone stiano lì solo come spettatori a guardare quello che succede intorno?
Sicurissimi che non ci sia niente da imparare da loro?
Ho visitato l'Oriente, l'ho studiato ed indagato per due decenni e lo conosco a fondo.
Un buddhista/induista/taoista che sta lì e sembra non far niente, e aspetta, contiene una potenza che né il rancore Medio Orientale né la saputaggine dell'Occiente "controllo-tutto-io" possono nemmeno immaginare. Un piccolo assaggio è stata la resistenza del Vietnam, ma era una cosa minima, è scivolata via come acqua sotto i ponti - eclissata dal gossip "chi ha ucciso Kennedy?" e dallo scandalo Watergate.
Thomas Mann si deve essere sbagliato di qualche decennio, ma io sono sicura che gli equilibri del mondo non potranno essere ridistribuiti senza tener conto di questo grande interprete.
Sono miliardi. Posseggono materie prime per soddisfare ogni loro bisogno. Sono educati alla priorità dell'interesse collettivo sui bisogni del singolo. Sono "cattivi", non potete immaginare quanto sappiano essere freddi e "cattivi".
Il mio vecchio Maestro Zen, Narita Shuyu, interrogato a proposito di un serial killer e di cosa se ne sarebbe dovuto fare, mi rispose: "Uno che si comporta così non è più umano, si può eliminare o si può farne qualunque cosa - tanto, non è più un umano"....
Il buddhista/taoista/induista ha una visione del mondo assolutamente incomprensibile per noi. Tanto sa essere amorevole e compassionevole, tanto sa essere spietato.
L'agopuntura (questo mirabile metodo di cura così dolce, non invasivo e preventivo) fu sperimentata e studiata su cavie umane vive - condannati a morte opportunamente vivisezionati e immolati alla causa della conoscenza. Lo sapevate?
Possibile che tutta questa gente, così tanta, così "formata" e così forte, si accontenti di starsene per sempre lì a guardare?
Voi, cosa pensate?
(Una postilla per Deborah: nota bene, i kamikaze li hanno inventati i giapponesi e ogni giapponese, anche del XXI secolo, è un potenziale kamikaze).