L'Archivio di Met@forum.it
Forum di politica, cultura, società: 2003-2004
Trionfa la sinistra nelle regionali francesi, la sinistra tradizionale, la gauche plurielle, persino il PCF. Se in passato, un certo strabismo d'oltralpe si esprimeva con la coabitazione tra presidenza e governo di opposto colore, oggi a divaricarsi sono vertice e periferia, il primo tutto a destra, il secondo tutto a sinistra. Dovrebbe ora porsi il problema della legittimità di una presidenza della repubblica e di un governo senza più alcuna maggioranza reale nel paese, ma probabilmente le elezioni di ieri sortiranno solo l'effetto di un più ampio rimpasto o di una paralisi dell'esecutivo, che spiega la sconfitta con il classico "non siamo stati capiti". Formula in voga, a dire il vero, anche presso la sinistra riformista, quando è lei ad uscire malconcia delle urne. Ma cosa non è stato capito? Le "riforme" dello stato sociale: sanità, pensioni, istruzione. Un tempo evocava progresso, equità, uguaglianza, oggi invece, ormai in tutta Europa, "riforma" è una parola che mette paura. Sia quando se ne fa interprete la destra, sia quando se ne fa interprete la sinistra. Alle recenti regionali tedesche, a perdere è stata la Spd. Allora, è il vento spagnolo che sposta l'Europa a sinistra, o è il rifiuto diffuso di un welfare ridotto e di un lavoro precario e malpagato che continua a far oscillare il pendolo elettorale contro i governi e a favore delle opposizioni? This is a "lo-fi" version of our main content.
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