gallonio
Jan 28 2004, 07:48
27.01.2004 Influenza dei polli: è un rischio planetario di Marina Mastroluca È come una bomba ad orologeria, nessuno sa quale sia l’ora prevista dal timer ma non si possono nutrire illusioni sul fatto che prima e poi esploderà. Se non verrà disinnescata l’influenza dei polli, che ha già colpito dieci paesi asiatici e provocato la morte di 20 milioni di volatili, il pianeta corre il rischio di una pandemia capace di uccidere milioni di persone, è questo il parere dell’Organizzazione mondiale per la sanità. Un rischio per ora potenziale, legato all’eventualità che il virus H5n1 si ricombini con il normale virus dell’influenza, rendendo possibile il contagio da uomo a uomo, a differenza di quanto è accaduto finora: ma non è un’eventualità remota, ora che il virus dell’influenza umana si affaccia sul continente asiatico. Alla vigilia del meeting internazionale di Bangkok sull’epidemia che sta falcidiando gli allevamenti ed ha già provocato ufficialmente 8 vittime - 6 in Vietnam, due in Thailandia dove ieri è morto un altro bambino di sei anni - l’Oms, la Fao e l’Ufficio internazionale delle malattie epizootiche (Oie) lanciano un allarme a tre voci, denunciando il rischio di un’epidemia planetaria e l’urgenza di fondi e assistenza tecnica per i paesi colpiti per evitare che l’influenza dei polli divenga una minaccia mondiale. L’obiettivo immediato è di evitare che l’infezione diventi più virulenta, moltiplicando le probabilità di quella mutazione del virus temuta dagli esperti dell’Oms. La rapidità - definita senza precedenti - del diffondersi del morbo aumenta le preoccupazioni e l’urgenza di misure severe per circoscrivere la malattia. Al momento la distruzione degli animali contaminati e severe restrizioni nel trasporto dei volatili nelle zone colpite sono considerate le misure più adeguate per combattere il virus: il vaccino umano non sarà disponibile prima del prossimo inverno, se la temuta mutazione avvenisse prima di allora le vittime umane «non sarebbero centinaia, ma milioni». Il modello di riferimento per Oms, Fao e Oie è quello messo in piedi nei mesi scorsi di fronte alla minaccia della Sars. Allora ci furono 800 morti e 8000 contagiati in 30 paesi, l’influenza aviaria mostra adesso delle cifre infinitamente meno allarmanti per quanto riguarda il rischio per l’uomo. Eppure ha un potenziale letale dal quale nessun paese, sostengono le tre organizzazioni internazionali, può ritenersi immune. «Con la Sars abbiamo imparato che solo lavorando insieme possiamo tenere sotto controllo l’emergere di minacce per la salute pubblica a livello mondiale - ha detto ieri Lee Jong-wook, direttore generale dell’Oms -. Adesso dobbiamo affrontare un nuovo pericolo». Serve allora la capacità di compensare le perdite degli allevatori, e specialmente dei piccoli produttori dei paesi poveri, per garantire una lotta efficace contro il diffondersi della malattia. E servono anche capacità operative per distruggere gli animali malati garantendo al massimo la protezione del personale coinvolto nelle operazioni. L’Oms elenca criteri di prudenza, dalle mascherine, ai guanti e agli stivali di gomma, vaccini anti-influenzali per evitare di sovrapporre il rischio della comune influenza con la febbre aviaria: misure apparentemente banali ma non sempre disponibili nei paesi coinvolti dall’epidemia. È un lavoro «duro e costoso», quello di innalzare le barriere per impedire la pandemia. «Abbiamo ancora davanti a noi un margine di intervento per eliminare questa minaccia - ha detto il direttore generale della Fao, Jacques Diouf. Per l’intera comunità internazionale è fondamentale che questa battaglia abbia successo e le nazioni povere dovranno essere aiutate». Varie forme di influenza aviaria hanno finora colpito dieci paesi asiatici. Alla lista si sono aggiunti la Cina, dove ieri sono state confermate le indiscrezioni di stampa su una moria di anatre nella regione meridionale di Guangxi, e il Laos (dove però è apparsa una variante attenuata, non trasmissibile all’uomo), mentre in Corea del sud si è sviluppato un nuovo focolaio. Pechino ha individuato nel virus H5N1 il responsabile dell’epidemia, che sarebbe stata individuata anche in altre due province: è lo stesso ceppo che ha provocato vittime umane in Vietnam, dove ieri è stato confermato un nuovo caso, e in Thailandia e che sembrerebbe aver infettato anche due persone in Cambogia, terzo paese finora a registrare casi accertati di contagio tra animali e uomo, mentre i sintomi della malattia sono stati osservati in una bambina di tre anni in Indonesia. Quale sia la diffusione dell’infezione nell’uomo non è però ancora chiaro, l’Oms sospetta che i casi segnalati siano molto sottostimati. http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=...&TOPIC_ID=32435
daniela la notturna
Jan 28 2004, 09:20
Mucca pazza...influenza dei polli...quando l'uomo capirà che gli allevamenti intensivi, il costringere gli animali a vivere in lager, oltre ad essere, dal punto di vista etico, un crimine, può portare a delle conseguenze disastrose? Questo evento di cui si sta parlando mi sembra un esempio lampante di ribellione della natura...
daniela la notturna
Jan 28 2004, 09:25
"Secondo un rapporto dell’Institute of Medicine degli Stati Uniti, ben il 75% delle malattie infettive emergenti viene dagli animali. Qualche nome? L’Aids, la febbre di Lassa, la terribile Ebola. Cambiamenti climatici, modificazioni dell’ambiente o nei modi di allevamento possono essere responsabili di questi salti di specie. Un esempio viene proprio dall’influenza dei polli: si è visto che oggi i casi di passaggio all’uomo dei virus sono più frequenti: “Questo dipende – spiega Dianzani - dalle condizioni dell’allevamento: se una volta nell’aia razzolavano 100 polli e oggi in una stanza ne vivono 100mila è chiaro che la carica virale è molto più elevata e gli uomini che lavorano con gli animali si possono infettare più facilmente”.
http://www.unita.it
gallonio
Jan 30 2004, 07:44
La FAO e l’ OMS aiutano la Cina nella prevenzione dell’ influenza dei polli. Preoccupazione per la regione del Guanxi, in cui e’ comparso il virus. PECHINO - MisterContact. La Cina ricevera’ l’ appoggio della FAO e dell’ Organizzazione Mondiale della Sanita’ per prevenire l’ influenza dei polli. I rappresentanti della FAO e dell’ OMS hanno detto che la Cina e’ in grado, da sola, di prevenire il diffondersi del virus, ed i due organismi avranno solamente il compito di controllare che il paese comunichi tempestivamente tutte le notizie riguardanti l’ influenza dei polli. Il rappresentante dell’OMS ha detto, durante una conferenza stampa, che il caso dei polli colpiti dal virus H521, e’ stato tempestivamente comunicato alla FAO e all’ OMS, dal Ministero dell’Agricoltura e Sanita’ cinese. http://www.mistercontact.com/express/press.php?id=3192-press
gallonio
Jan 31 2004, 08:08
News - 30/01/2004 Influenza dei polli: la Commissione UE, dopo aver bloccato l’importazione di polli dalla Thailandia, ha vietato le importazioni di uccelli provenienti dai paesi Asiatici a più alto rischio di epidemia e commercializzati in Europa, per escludere propagazioni del virus. http://www.infolav.org/nn-home-page-ie.htm
ValentinoVero
Jan 31 2004, 20:09
Il punto sulle vie di trasmissione ---------------------------------------
La Commissione Europea ha disposto il blocco delle importazioni di uccelli ornamentali e da voliera da tutti i Paesi interessati dall'epidemia. Tale provvedimento che ha effetto immediato rappresenta una ulteriore misura precauzionale al fine di impedire l'introduzione della malattia nel territorio comunitario. Le zone interessate dal divieto sono Cambogia,Indonesia,Giappone, Laos,Pakistan,Cina,Hong Kong,Corea del Sud, Thailandia e Vietnam. Precedentemente era stato già disposto il divieto di importazione di carne di pollame e prodotti derivati dalla Thailandia: la Thailandia era l'unico Paese, tra quelli interessati dall'epidemia, autorizzato ad esportare la carne di pollame verso la Comunità Europea. Per quanto riguarda le vie di trasmissione e la sicurezza degli alimenti, occorre sottolineare che l'influenza aviaria è una malattia virale che colpisce volatili selvatici e domestici i quali una volta infettati, eliminano il virus in grandi quantità attraverso le feci e le secrezioni respiratorie; i virus dell'influenza aviaria, usualmente, non infettano direttamente l'uomo. Il virus può sopravvivere per lunghi periodi nei tessuti e nelle feci degli animali infetti e soprattutto a basse temperature (oltre 4 giorni a 22°C e più di 30 giorni a 0°C), e può restare vitale indefinitamente in materiale congelato. Al contrario, il virus è sensibile all'azione del calore (almeno 70°C) e quindi esso viene completamente distrutto durante le procedure di cottura degli alimenti. Al momento, la trasmissione del virus dell'influenza aviaria è stata dimostrata soltanto da animali infetti all'uomo ed è correlata al contatto stretto con animali vivi infetti e/o con le loro deiezioni, mentre non vi è alcuna evidenza di trasmissione da uomo a uomo né di trasmissione dell'infezione attraverso il consumo di carni avicole o di uova.
gallonio
Feb 1 2004, 11:02
31.01.2004 L'Oms ammonisce la Cina sull'influenza aviaria, ma torna la paura della Sars di red. La Cina è stretta nella morsa dell’influenza aviaria e della Sars, che è tornata a fare vittime dopo mesi dall’ultime caso accertato. Nonostante Pechino abbia annunciato di aver fermato l'export di pollame da altre tre regioni (le province del Guangdong e dell'Anhui, e la città di Shanghai), l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha avvertito il governo cinese che le possibilità di frenare l'epidemia dell’influenza aviaria, man mano che passano i giorni, sono destinate a diminuire. In meno di una settimana il numero dei focolai della cosiddetta “influenza dei polli” nel paese è salito a nove (tre confermati e sei sospetti) in sei diverse regioni, tra cui l'area attorno alla città più popolosa del Paese, la metropoli di Shanghai. Se i Paesi colpiti dal virus H5N1 rimangono dieci e dieci le vittime accertate (in totale tra Vietnam e Thailandia), l'attenzione degli esperti continua a essere puntata sulla Cina. «Abbiamo ripetutamente detto che c'è una stretto margine di operatività per agire in Cina», ha fatto sapere Julie Hall, esperta in malattie contagiose della sede Oms di Pechino. Il monito suona come un “ultimatum”, perché «le ultime notizie fanno pensare che questa “finestra” stia diventando più stretta man mano che passano i giorni», ha aggiunto la Hall. Al momento sono tre le regioni cinesi in cui l'epidemia è confermata: le province centrali dell'Hunan e dell'Hubei e, infine, il Guangxi, provincia al confine con il Vietnam, che è stato il primo luogo in cui è stata ammesso il contagio. Nelle ultime 24 ore sono stati trovati, però, casi sospetti in sei punti: un allevamento alla periferia di Shanghai, due fattorie nella provincia orientale dell'Anhui e una nell'Hubei (nella città di Ezhou); due vivai nella provincia meridionale del Guangdong, già colpita dalla Sars. La Cina ha annunciato il bando delle esportazioni da tutte e tre queste ultime aree colpite, ma c'è chi teme che dal Guangdong il pollame possa essere contrabbandato ai vicini e lucrosi mercati di Hong Kong e Macao. Milioni di volatili sono stati abbattuti e controlli a tappeto sono in corso in tutto il paese, nel tentativo di fermare l'epidemia. Ma ora, le preoccupazioni crescono ancor di più, visto che il gigante asiatico ha dovuto annunciare un nuovo caso di Sars, il quarto dalla ricomparsa dell'infezione dilagata nella primavera del 2003. Si tratta, spiega il ministro della Sanità cinese di un medico di 40 anni del Guangdong, proprio la stessa provincia in cui sono stati registrati i tre casi già accertati. Il dottor Liu, il quarto contagiato, è un medico, cui i primi sintomi febbrili erano comparsi il 7 gennaio. Il 13 si era recato in ospedale a Canton e si era sottoposto a una radiografia toracica, dalla quale era risultato che era affetto da un'infiammazione polmonare. La Sars gli era infine stata diagnosticata sabato 24, e due giorni più tardi il caso era stato notificato al ministero della Sanità di Pechino, ma ancora come meramente sospetto. Le autorità sanitarie cinesi ritengono che l'uomo non abbia avuto contatti con pazienti infetti. Una cinquantina di persone a lui vicine sono state sottoposte ad accertamenti, ma nessuno di loro mostrerebbe sintomi sospetti. Sempre secondo l'Oms, sembra esservi stato un cospicuo ritardo nella prescritta comunicazione da parte delle autorità sanitarie del Guangdong a quelle centrali. Resta tuttavia il mistero sulle ragioni per cui queste ultime non hanno immediatamente segnalato l'episodio a livello internazionale, seppure soltanto come episodio sospetto. La guarigione del medico risalirebbe ad alcuni giorni fa, ma la data esatta non è stata precisata. http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=...&TOPIC_ID=32538
gallonio
Feb 1 2004, 18:05
01.02.2004 Annuncio dell'Oms: primo contagio da uomo a uomo per l'influenza dei polli di red. Il timore espresso nei giorni scorsi dagli scienziati che il virus dell’influenza aviaria potesse subire una mutazione genetica e diventare trasmissibile da uomo a uomo sembra essersi avverato. L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha infatti http://www.who.int/csr/don/2004_02_01/en/” target=new>annunciato di ritenere «possibile» che due ragazze vietnamite morte a causa di questo virus siano state contagiate dal loro fratello. Sarebbe questo il primo contagio accertato tra umani, e il possibile inizio di una nuova, terribile epidemia. L'Oms conferma che le due ragazze, 23 e 30 anni, morte il 23 gennaio scorso e risultate positive al virus H5N1 – questo il nome del virus della cosiddetta influenza dei polli - hanno potuto contrarre la malattia dal loro fratello, anch'egli morto: «gli accertamenti non hanno permesso di identificare la fonte dell'infezione delle due sorelle, tuttavia l'Oms ritiene che una spiegazione possibile possa essere la trasmissione circoscritta da umano a umano, dal fratello a queste due sorelle», scrive l'Oms in un comunicato ad Hanoi. Per il momento, aggiunge il comunicato dell’Oms, non vi sono elementi per ritenere che si in atto un «efficiente» e diffuso contagio da uomo a uomo. Ma è una possibilità da non scartare. La situazione di maggiore pericolo appare tuttavia essere in Cina, dove l’epidemia di influenza dei polli si è già diffusa in molte parti del Paese. Domenica il governo di Pechino ha annunciato che l’epidemia ha coinvolto altre cinque province, portando così a undici il totale delle province contagiate dalla malattia. Le autorità hanno chiuso alcune aziende ad Hunan e a Hubei, dove è stata confermata una epidemia di influenza avicola, ha detto l'agenzia di stampa Xinhua. Xinhua cita funzionari del ministero dell'Agricultura che dicono che l'influenza è comunque sotto controllo, senza fornire ulteriori dettagli. Ma l'Organizzazione mondiale della Sanità non ne è sicura. «Sembra che si stia diffondendo rapidamente specialmente in Guangdong», ha detto il portavoce dell'Oms a Pechino Roy Wadia. «Siamo estremamente preoccupati». Il virus H5N1 dell'influenza avicola è apparso lo scorso dicembre e si è rapidamente diffuso in dieci paesi asiatici, uccidendo almeno otto persone in Vietnam e Thailandia ed ha costretto ad eliminare milioni di polli, oche e altri pennuti. Nessun umano è stato infettato Cina fino ad ora. Ma ora, le preoccupazioni crescono ancor di più, visto che il gigante asiatico ha dovuto annunciare un nuovo caso di Sars, il quarto dalla ricomparsa dell'infezione dilagata nella primavera del 2003. Si tratta, spiega il ministro della Sanità cinese di un medico di 40 anni del Guangdong, proprio la stessa provincia in cui sono stati registrati i tre casi già accertati. Il dottor Liu, il quarto contagiato, è un medico, cui i primi sintomi febbrili erano comparsi il 7 gennaio. Il 13 si era recato in ospedale a Canton e si era sottoposto a una radiografia toracica, dalla quale era risultato che era affetto da un'infiammazione polmonare. La Sars gli era infine stata diagnosticata sabato 24, e due giorni più tardi il caso era stato notificato al ministero della Sanità di Pechino, ma ancora come meramente sospetto. Le autorità sanitarie cinesi ritengono che l'uomo non abbia avuto contatti con pazienti infetti. Una cinquantina di persone a lui vicine sono state sottoposte ad accertamenti, ma nessuno di loro mostrerebbe sintomi sospetti. Sempre secondo l'Oms, sembra esservi stato un cospicuo ritardo nella prescritta comunicazione da parte delle autorità sanitarie del Guangdong a quelle centrali. Resta tuttavia il mistero sulle ragioni per cui queste ultime non hanno immediatamente segnalato l'episodio a livello internazionale, seppure soltanto come episodio sospetto. La guarigione del medico risalirebbe ad alcuni giorni fa, ma la data esatta non è stata precisata. http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=...&TOPIC_ID=32565
daniela la notturna
Feb 1 2004, 22:05
Influenza aviaria a rischio pandemia Una tragedia non solo per i polli
Davide Ranzini
1 febbraio 2004
Quali possano essere in un prossimo futuro i suoi sviluppi è difficile prevedere. Certo è che si tratta di una delle più gravi emergenze sanitarie degli ultimi anni riguardanti gli animali e che ormai periodicamente, in un crescendo sempre più drammatico, colpiscono anche l'uomo ogni volta con maggiore virulenza.Dopo la crisi di “mucca pazza” (senza dimenticare: lingua blu, listeriosi, brucellosi, polli alla diossina, peste suina, escherichia coli, salmonella, batteri negli hamburger ecc.), della quale si scoprono quasi quotidianamente nuovi casi da una estremità all’altra del pianeta (ultimo in ordine di tempo è stato il primo caso di BSE scoperto negli Stati Uniti nel dicembre scorso), oggi è di nuovo la volta dell’influenza aviaria, detta anche influenza dei polli. Un’epidemia che si sta diffondendo troppo in fretta perché possa essere sottovalutata” ha detto la settimana scorsa Peter Cordingley, portavoce regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), sollecitando la comunità internazionale a cercare una cura, prima che la situazione possa sfuggire di mano. Ma già da ora gli esperti si domandano dove si riaffaccerà la malattia, dopo essere comparsa, in gran parte del Sud est asiatico: Thailandia, Taiwan, Corea sud, Cambogia, Giappone e Cina; perché è incontestabile come ha rilevato in questi giorni anche il rappresentante della Fao in Vietnam, Anton Rychener, che il virus H5N1 si sta diffondendo molto velocemente. Fino ad oggi, le vittime tra cui due bambini, sono state una decina, mentre per sopprimere i focolai dell¹infezione è in atto una vera e propria mattanza di milioni di polli e galline, “buttati in grandi sacchi e scaraventati vivi in profonde fosse, per essere poi ricoperti di calce” , come ha riferito Roger Lohanan, presidente della Thai Society, una associazione locale dei diritti degli animali, in un'intervista al quotidiano inglese The Nation. In Thailandia, uno dei principali esportatori al mondo di pollame, l¹emergenza è così grave che sono state impiegate anche diverse unità dell’esercito e addirittura alcune centinaia di detenuti. Secondo l¹inviato del Corriere della Sera Luigi Offeddu: “La previsione finale sarà di trenta milioni di “vittime alate”, con cinque mesi di blocco delle esportazioni”. Il virus H5N1 responsabile della diffusione dell'epidemia è uno dei 15 sottotipi di una particolare forma di influenza che provoca nel pollame un'elevata mortalità ed è inoltre la prima forma di influenza aviaria che dal 1997 ha colpito la popolazione umana. Infatti, in quell'anno a Hong Kong i contagiati furono 18, i morti sei. L'origine dell'agente patogeno fu localizzata in una provincia della Cina meridionale con forte produzione di animali venduti vivi nei mercati. Altri sottotipi dell'influenza dei polli, H7N7 e H9N2, sono comparsi in diverse occasioni in altri paesi orientali, ma senza fare vittime. I malati hanno avuto leggere manifestazioni influenzali. L¹ Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato che “Si tratta di una grave minaccia mondiale per la salute umana”, perché teme in particolare, che questa influenza possa trasformarsi in breve tempo in un attivo e letale patogeno degli esseri umani. Vale a dire, che il virus può mutare e diventare trasmissibile da uomo a uomo, dato che al momento lo è solo da animale a uomo. Questa la cronaca fino alla settimana scorsa, quando i maggiori massmedia nazionali ci hanno riferito con dovizia di particolari sull¹evolversi della drammatica situazione, evitando accuratamente però come sempre, tranne in qualche rarissimo, ma poco incisivo caso (come Eugenia Tognotti su La Stampa del 28 gennaio), di denunciare le vere cause di questo terribile disastro sanitario. Cioè di affermare, senza perifrasi, l’assoluta ed unica responsabilità dell’uomo e del suo aberrante sistema produttivo. Una vera follia che dalla metà del secolo scorso, ammassando in condizioni brutali miliardi di animali in allevamenti-lager, ha innescato delle vere e proprie bombe biologiche per le quali può bastare un piccolo incidente o un effetto imprevedibile per causare un danno inimmaginabile. Ed è proprio quello che è successo nei giorni scorsi. “L’uomo ammucchiando quantità iperboliche di animali della stessa specie, ha innescato un pericoloso circuito biologico che si regge su equilibri delicatissimi. La superproduzione, gli stress e le carenze nutrizionali costituiscono quei fattori estrinseci che portano a una immunosoppressione. Allo stesso tempo contribuiscono molti farmaci ampiamente utilizzati a scopo terapeutico, profilattico o auxinico. Infine vanno considerate anche quelle patologie ricorrenti di stalla, legate alla scarsa igiene e al mancato rispetto delle comuni norme epidemiologiche. Esse sono determinanti nell¹indebolimento delle risposte anticorpali degli animali", scriveva già nel lontano 1991, l'entomologo ed etologo Roberto Marchesini nel suo " Pollo alla diossina o Mucca pazza: cosa si mangia oggi ?”. Più recentemente, nel maggio dello scorso anno, la Lega Antivivisezione (LAV) in un comunicato denunciava come l'allevamento ultra-intensivo di galline fosse da un punto di vista sanitario come "benzina sul fuoco" sia per gli animali sia per i consumatori. Il sovraffollamento - recitava la breve notizia - favorisce l'espandersi di virus e di gravissime patologie: le epidemie di peste aviaria si susseguono in Italia e in Europa con conseguenze gravissime, tanto da essere considerate dagli esperti la Sars europea. Erano riferiti gli ultimi dati raccolti: Nel 1999-2000 in Italia sono stati abbattuti 17 milioni di galline, polli e tacchini. Solo in Olanda, ma anche in Belgio e Germania, il loro numero quest’anno, è stato di 23 milioni, con la morte, il 17 aprile dello scorso anno, anche di un veterinario e con un centinaio di persone in osservazione perché risultate in qualche modo contagiate. Il decesso del veterinario è il secondo caso di trasmissione di un virus specifico aviario, l'H7N7, all'uomo (dopo quello verificatosi a Hong Kong nel 1997). Gli esperti, tra i quali il dottor Fabrizio Pregliasco responsabile del laboratorio influenza e infezioni respiratorie acute dell¹Istituto di Virologia dell’Università degli Studi di Milano, prevedono una devastante epidemia di peste aviaria entro il 2017 se non saranno aboliti gli allevamenti intensivi". Sott'accusa ci sono ancora una volta i moderni "Megacarnifici" planetari conseguenza dell’abnorme richiesta di prodotti animali. Un iperconsumo generato dalla falsa convinzione che solo una dieta di questo tipo sia sinonimo di benessere e asservito all'imperante logica del profitto globalizzato e senza regole che non lascia alcuno spazio a preoccupazioni di ordine etico ed ecologico. Quando scoppia un caso come quello dell¹influenza dei polli è “Come se la natura si vendicasse dell’avidità dell’uomo e dell’ignoranza dei cicli alimentari che stanno alla base della vita” (Giorgio Nebbia, “La violenza delle merci”). Ma questo è un circolo vizioso che continua ad autoalimentarsi e la spietata mattanza in atto non risolverà assolutamente la situazione. “Gli animali sono un tesoro da lungo tempo perduto” afferma lo scrittore Guido Ceronetti. Dimenticandosi della loro natura intrinseca e trattandoli come meri oggetti da sfruttare, secondo la concezione cartesiana per cui gli animali sono semplici macchine, automi che non provano né dolore, né piacere, ne alcuna altra cosa, l’uomo li ha imprigionati e annientati in un crudele e degenerato sistema industriale della produzione agro-pastorale.
Davide Ranzini
Ma vi rendete conto in che modo vengono "eliminati" i polli????? http://italy.peacelink.org/animali/articles/art_2926.html
gallonio
Feb 3 2004, 07:40
02.02.2004 Virus dei polli, la paura ora arriva in Germaniadi Cinzia Zambrano La temibile influenza dei polli, che sta flagellando alcuni paesi asiatici, potrebbe aver raggiunto anche l’Europa. L’allarme parte dalla città tedesca di Amburgo, dove due donne, da poco rientrate dalla Thailandia, sono state ricoverate presso il Bernhard-Nocht-Institute, l’ospedale per le malattie tropicali, dopo che una di loro aveva manifestato alcuni sintomi sospetti. La seconda è stata ricoverata per precauzione dal momento che aveva avuto contatti con l’ammalata. Per ora, le prime analisi non hanno confermato il contagio ma la diffusione dei risultati definitivi dei test è prevista solo per martedì. La sola ipotesi di un caso sospetto è bastata a scatenare in Germania la psicosi. Le autorità sanitarie locali giudicano assai improbabile che possa trattarsi del virus H5N1, ma se fosse confermato, la donna ricoverata nell’ospedale di Amburgo sarebbe il primo caso di contagio in Europea di un’epidemia che in Asia ha già fatto almeno 12 vittime e che ha messo in allarme l’Organizzazione mondiale della sanità. A rivelare la notizia dei due casi sospetti sono stati i vigili del fuoco di Amburgo, allertati quando è stata chiamata l’ambulanza: a prendere le due donne sono accorsi i pompieri, vestiti con tute protettive. Una precauzione adottata dopo la notizia del recente viaggio delle due donne in Thailandia, uno tra i dieci paesi asiatici colpiti dal virus. Al rientro una delle due donne ha accusato malesseri simili a quelli causato dal virus, come nausea, vertigini, febbre alta. Di qui il ricovero, insieme alla sua amica, sotto osservazione per motivi precauzionali. Specialisti e autorità al momento sono cauti, invitano a non trarre conclusioni affrettate e a non fare eccessivo allarmismo. Per l’Istituto Robert Koch di Berlino, una delle massime autorità in Germania in fatto di epidemie e malattie infettive, è «estremamente improbabile» che il caso sospetto di influenza aviaria segnalato ad Amburgo trovi effettivamente conferma. «Il che non vuol dire impossibile», ha aggiunto Susanne Glasmacher, la portavoce dell’Istituto. Minimizza anche l’ospedale dove sono ricoverate le due donne. «Clinicamente nulla autorizza a parlare di influenza dei polli», ha detto nel tardo pomeriggio di ieri Bernhard Fleischer, responsabile dell’Istituto Bernhard Nocht della città anseatica. «Non è il caso di agitarsi», ha aggiunto Fleischer secondo il quale la paziente in osservazione per sospetta influenza aviaria è in buone condizioni. «Se si torna dall’Asia e si ha la febbre le cause possono essere tante, ma in questo caso non sembra si tratti di influenza» dei polli, ha detto Fleischer. Finora si sa che il virus si trasmette tramite il contagio con gli animali infetti e le feci contaminate. Ma dopo la morte di due sorelle vietnamite, presumibilmente contagiate dal fratello, l’Oms sta indagando anche sulla possibilità della trasmissione dell’influenza dei polli da uomo a uomo. La pandemia è «ancora al livello zero», ha affermato ieri a Ginevra Klaus Stoehr, responsabile del programma dell'Oms per la lotta contro l'influenza. Per ora -sottolinea- «il virus è ancora nella scatola» ed abbiamo la possibilità di eliminare il serbatoio del virus presso gli animali «prima che prenda piede tra gli uomini». L’attenzione resta comunque alta, mentre nel sud-est asiatico il numero delle vittime continua ad aumentare. Il bilancio, per ora, parla di 12 vittime, dopo che ieri è stata annunciata la morte di due altri pazienti, uno in Thailandia, una donna di 58 anni, ed uno in Vietnam, un ragazzo di 18 anni. Pur invitando a non farsi prendere dal panico, l’Oms chiarisce che la pericolosità del virus potrebbe aumentare se l’agente che causa l’influenza dei polli, conosciuto come H5N1, si combinerà con quello della normale influenza, attivo in questo periodo dell’anno, creando un nuovo tipo di virus altamente contagioso. I timori aumentano, anche in Italia, dove la Coldiretti chiede l’approvazione a breve da parte del Parlamento della proposta di legge di iniziativa popolare per l’indicazione obbligatoria nell’etichettatura dell’origine dei prodotti alimentari. Per oggi intanto, la Fao, l'Oms e l’Organizzazione mondiale della salute animale (Oie), hanno convocato un incontro urgente, nella sede Fao di Roma, per discutere dell'epidemia di influenza aviaria e tracciare strategie comuni per una risposta coordinata all’emergenza http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=...&TOPIC_ID=32581
gallonio
Feb 4 2004, 07:51
Martedì 3 Febbraio 2004, 17:56 Influenza Polli: Germania, Test Escludono Malattia Caso AmburgoAmburgo, 3 feb. (Adnkronos) - Sospiro di sollievo in Germania. La donna ricoverata in un ospedale di Amburgo al ritorno da una vacanza in Thailandia con sintomi che avevano fatto pensare all'influenza aviaria non e' stata contagiata dalla pericolosa infezione. I test condotti dagli esperti del Bernhard Nocht Institute, hanno escluso l'infezione da H5N1, il virus responsabile della malattia in animali e uomini in Asia. ''I risultati dei test ci dicono che si tratta solo una semplice forma di influenza 'umana' - ha spiegato un portavoce dell'ospedale di Amburgo, struttura specializzata in malattie infettive e tropicali. La donna era rientrata sabato da un viaggio in Thailandia ed era stata ricoverata ieri con febbre alta, nausea e difficolta' respiratorie. Insieme a lei era stata trattenuta dai medici della struttura un'amica che l'aveva accompagnata. Gli esperti del centro di Amburgo, comunque, raccomandano la vaccinazione antinfluenzale a chi si reca in Asia. ''Sebbene il vaccino antinfluenzale non protegga dal virus dell'influenza aviaria - spiegano - e' in grado di immunizzare contro quello della comune influenza, riducendo cosi' il rischio di una infezione simultanea''. (Pin/Adnkronos Salute) http://it.news.yahoo.com/040203/201/2mz6s.html
daniela la notturna
Feb 4 2004, 09:47
Influenza aviaria, LAV: pandemia prevedibile 03/02/2004-
“La pandemia di influenza aviaria che negli ultimi giorni ha colpito dieci paesi asiatici non è un evento improvviso o imprevedibile: il vero malato è il sistema allevamenti, in particolare l’allevamento intensivo – dichiara il presidente della LAV Adolfo Sansolini – l’affollamento di migliaia di animali in allevamenti e mercati con gravi carenze igienico-sanitarie, veri e propri lager, e la promiscuità tra persone e animali sono la causa scatenante di virus che, da sempre, fanno strage di milioni di animali: non solo polli ma anche galline, tacchini, suini, bovini e ovini. L’allarme non può e non deve scattare solo quando vi è un concreto pericolo per la salute umana: garantire il benessere degli animali negli allevamenti è il primo passo per offrire anche maggiore sicurezza ai cittadini”.
La pandemia del virus dei polli che in pochi giorni in Asia ha colpito 14 persone uccidendone 11 e condannando a morte decine di milioni di volatili, non deve far dimenticare che l’Italia e l’Europa non sono affatto esenti da simili virus e da altre gravi malattie che colpiscono gli animali d’allevamento, né possono ritenersi al sicuro:
“i 50 milioni di polli ed anatre abbattuti nel Sud Est asiatico negli ultimi giorni sono un numero importante che se rapportato, però, alla normale produzione degli stessi paesi sono meno incisivi di quanti non siano stati gli animali uccisi per l’influenza aviaria in Belgio, Olanda, Germania ed Italia fra l’autunno 2002 e la primavera 2003: oltre due milioni di polli solo in Lombardia, seguiti a maggio da oltre 250 mila tacchini fra mantovano e veronese – dichiara Gianluca Felicetti, responsabile Rapporti Istituzionali della LAV - Anche le morti umane, finora accertate, fanno scalpore mentre quella di un veterinario nell’aprile scorso in Olanda è rimasta confinata all’eccezionalità e viene lasciata fuori dalle infauste previsioni di possibili mutazioni del virus”.
“Gettare inutile acqua sul fuoco senza affrontare, alla radice, le cause di tali epidemie, ovvero mettendo fine al sistema di allevamento intensivo e alle fabbriche-lager di animali che vanno ad ingrassare popoli sempre più obesi o con squilibri alimentari, potrà garantire unicamente un’illusione di sicurezza – prosegue Felicetti – ai ministri Sirchia e Alemanno, alle Istituzioni UE e all’OMS chiediamo impegni tesi a garantire un concreto benessere per gli animali negli allevamenti e durante il trasporto, e una campagna d’informazione, senza pregiudizi, sui benefici dell’alimentazione vegetariana, che passi anche attraverso un’adeguata formazione della classe medica e coinvolga scuole, famiglie e mass media”.
Anche le crude immagini thailandesi e vietnamite trasmesse dalle televisioni italiane in questi giorni, con gli animali chiusi in sacchi a morire, non sono poi così distanti dalla realtà di casa nostra: il problema è che le analoghe immagini nel bresciano o nel padovano, non ce le hanno fatte vedere. La direttiva europea in vigore, la 93/119, recepita in Italia con il Decreto Legislativo 333 del 1998, prevede all’articolo 11 che per motivi d’emergenza, come in questi casi, siano ammessi tutti i metodi possibili per l’abbattimento. E già i “normali” metodi usati per profilassi, articolo 10 e allegato E della legge, devono rispondere solo al principio che l’animale debba morire, punto. In pratica? Lo “stamping out”, il termine tecnico in lingua inglese che identifica questa procedura, avviene con la diffusione di gas (che in linea di principio può essere anche una fine “migliore” rispetto allo sgozzamento ed al bagno elettrificato che li attende nei normali macelli) e poi il sotterramento che, per i grandi numeri, non fa distinzione fra polli effettivamente soffocati e quelli semplicemente storditi.
La storia insegna che la grande maggioranza delle malattie umane sono andate scomparendo grazie ai progressi socioeconomici, che hanno significato un miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie. Più di qualsiasi vaccino o antibiotico sono state quindi le semplici regole igieniche ad impedire la morte di migliaia di persone a causa di malattie infettive, come l’abbandono della medievale abitudine di acquistare polli, vivi o morti, al mercato come fossero oggetti. Oggi l’alternativa intelligente al contenimento di certe malattie è rappresentata dalla scelta di non mangiare più animali, per numerose ragioni. La scelta vegetariana è infatti in grado di favorire un migliore stato di salute, è adatta a tutte le fasce di età e di attività; è una scelta di alto valore etico e, tra gli altri vantaggi, protegge dalle numerose malattie (cardiache, cancro) causate o agevolate, direttamente o indirettamente, dal consumo di carne. http://www.infolav.org/nn-home-page-ie.htm
gallonio
Feb 6 2004, 08:03
INFLUENZA POLLI: ARRIVA FLU-VET, RETE VETERINARI-SENTINELLA
On line ogni settimana dati da sorveglianza allevamenti
(ANSA) - ROMA, 5 FEB - Arriva Flu-Vet, la prima rete di sorveglianza che raccoglie sia i dati sull'influenza dei polli sia quelli sull'influenza umana. La sua nascita e' stata decisa oggi dal Comitato per le emergenze sanitarie, riunito presso il ministero della Salute. Si tratta di una delle prime misure preventive frutto dell'attivita' del Comitato che, ha detto il coordinatore, Pietro Crovari, 'lavora in collegamento costante' e che tornera' a riunirsi al ministero giovedi'. scienza & web - Ansa
daniela la notturna
Feb 7 2004, 10:17
Dacia Maraini ci invita a riflettere sul nostro rapporto con gli animali...
06/02/2004
Anche le umili galline hanno diritto al rispetto
La periodica strage degli animali che noi stessi facciamo ammalare il Sale sulla Coda Maraini Dacia
I l fatto che si mangi un animale fa parte della storia carnivora dell' uomo. Ma il modo in cui trattiamo gli animali da macello sta diventando sempre più brutale e insensato. Le epidemie che già hanno minacciato l' uomo cominciando da quella delle mucche, forzate a nutrirsi di ossami e carcasse animali, quando per natura sono erbivori, doveva costituire un avviso per noi umani che crediamo di potere trattare gli altri esseri viventi come se fossero meno che oggetti, con una empietà che si scontra con tutte le pretese di cristianità di cui ci vantiamo. Abbiamo assistito appena qualche anno fa allo sterminio di milioni di creature miti e gentili che per colpa nostra si erano ammalate e minacciavano l' uomo con un nuovo sconosciuto virus mortale. Non riesco a cancellare dagli occhi le immagini di tante povere vacche trascinate per le zampe, sollevate dalle gru e gettate oscenamente in un rogo comune dopo essere state giustiziate brutalmente. Da cosa ci viene questa arroganza? Questa assoluta cecità di fronte alle sofferenze animali? Purtroppo, non credo nemmeno che si tratti di cattiveria, come si suol dire, ma di assoluta insensibilità, ovvero di assoluta mancanza di immaginazione. La gente non è crudele per istinto, ma perché non è capace o non è educata a immaginare la sofferenza altrui. In questi giorni apriamo i giornali e vediamo milioni di galline e polli che vengono gassati, avvelenati, chiusi dentro sacchi della spazzatura e seppelliti vivi. Vi pare che tutto questo sia degno di qualcuno che si dice fatto a somiglianza di un Dio? Siamo noi che facciamo ammalare le povere bestie che teniamo in cattività. Siamo noi che, attraverso questi allevamenti intensivi, privi di ogni riguardo per la loro anche se brevissima vita, avendoli messi nell' impossibilità di camminare, di beccare, di cantare, di covare le proprie uova, li rendiamo malati, infelici, nevrotici, molli, privi di ossatura. Poi, quando, come si poteva prevedere, diventano portatori di un nuovo micidiale virus, ci spaventiamo e li facciamo fuori in serie. Non so se qualcuno ha visto il film della riscossa delle galline. Ecco un caso di immaginazione e quindi di pietà profonda. Il regista ha immaginato cosa possa provare una gallina chiusa in un pollaio moderno. E ci ha tanto indovinato che gli spettatori nelle sale partecipavano per le galline che volevano sfuggire alla grande macchina che li riduceva a pezzi e poi li gettava nelle scatole. A volte l' immaginazione va sollecitata. I nostri occhi, accecati da tante immagini adulatorie e stupidamente seducenti, hanno perso la capacità di vedere al di là dello stereotipo. Pietà l' è morta, è stato detto. Ma davvero dobbiamo rassegnarci a questa atona idiota accettazione delle leggi del mercato per cui un essere vivente, qualsiasi sia, ha perso il diritto a un pezzetto di vita, anche infima, ma reale? Che un maiale, una mucca, un pollo vengano ammazzati, come facevano una volta i contadini, è parte della tradizione, che non pretendo di scaravoltare. Per carità. Ho abbastanza immaginazione per capire che le tradizioni vanno rispettate. Ma un essere vivente, anche se asservito, anche se finalizzato alla pentola, deve potere avere un breve spazio di vita propria, di libertà, di dignità, centrata sui suoi istinti e i suoi tempi vitali. Io spero che, non per pietà o per comprensione, sentimenti ormai considerati ridicoli e spregevoli, bensì per paura, la paura di nuovi virus e pandemie mortali, si comincino a smontare le insensate strutture degli allevamenti intensivi che portano necessariamente alla mutazione genetica e alle malattie, che dagli animali si trasferiscono sull' uomo.
http://www.corriere.it
gallonio
Feb 12 2004, 11:21
News - 11/02/2004 L'influenza dei polli dilaga anche negli USA: dopo la scoperta di focolai nel Delaware, sono stati posti in quarantena 80 allevamenti nella zona e uccisi 72mila animali. Per il Gruppo Arena in Italia non vi sono rischi. E i 2 mln di polli uccisi solo in Lombardia nel 2002/03? http://www.infolav.org/nn-home-page-ie.htm
gallonio
Feb 16 2004, 07:49
15.02.2004 Influenza aviaria, salgono a venti le vittime in Asiadi red. Un ragazzo è morto di influenza aviaria in Thailandia, portando così a 20 il bilancio dei morti in Asia, alla vigilia di un vertice d'emergenza che discuterà di come combattere il propagarsi del virus. Ekaphan Pongkhan, di 13 anni, è spirato dopo due settimane di ricovero in ospedale, ed è l'ultima vittima del virus H5N1, che ha già ucciso sei thailandesi e 14 vietnamiti. "E' morto la scorsa notte per insufficienza respiratoria", ha detto un responsabile medico. Ekaphan e le altre vittime thailandesi -- quattro bambini tra i sei e i setti anni e una donna di 58 anni -- avrebbero preso la malattia dal contatto diretto con polli infetti. Persistono i timori che il virus possa intrecciarsi all'influenza negli esseri umani per diffondersi tra le persone. Ora si è aggiunta la paura che possa avere contagiato anche altri animali. Esami clinici hanno mostrato che un leopardo nello zoo di Bangkok è morto per influenza aviaria lo scorso mese, anche se non è chiara la responsabilità del virus H5N1. Gli esperti hanno detto che il virus, che ha portato alla macellazione di circa 80 milioni di volatili nella regione, soprattutto in Vietnam e Thailandia, è stato diffuso molto probabilmente da uccelli migratori. L'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) si aspetta che altre persone vengano infettate, soprattutto nei due paesi del Sud-Est asiatico, e ha invitato gli stati confinanti a non abbassare la guardia, perché il virus potrebbe diffondersi in Cambogia, Cina, Indonesia e Laos. E' attesa per domani la convocazione di un vertice a Nuova Delhi di esperti di sanità e agricoltura di sette paesi asiatici e dell'Onu per discutere di come fermare il virus. Intanto l'Oms ha stilato un primo studio, basato su casi di contagio tra gli esseri umani del virus H5N1: il virus è letale e rapido. Le vittime di solito muoiono dieci giorni dopo aver cominciato a mostrare i primi sintomi di febbre, tosse e difficoltà respiratorie. Su 10 episodi registrati in Vietnam rileva che 8 persone sono morte, una sola è guarita, e un ammalato versa ancora in condizioni critiche. http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=...&TOPIC_ID=32982
gallonio
Feb 18 2004, 09:18
News - 17/02/2004 Cancerogeni nel mangime dei polli, bovini, suini e anche pesci ingrassati con farmaci proibiti o scaduti: i Carabinieri hanno scoperto nel Centro-Nord d'Italia un'associazione a delinquere, con veterinari compiacenti, che metteva a rischio la salute di animali e consumatori. http://www.infolav.org/nn-home-page-ie.htm
gallonio
Feb 19 2004, 07:52
In Thailandia muore bimbo per virus polli Nuova vittima dell'influenza aviaria in Thailandia. Un bimbo di 4 anni è morto portando a 7 il numero delle vittime nel Paese a causa del virus.Lo afferma un portavoce del governo di Bangkok. Il piccolo è morto il 3 febbraio scorso ma solo oggi è giunta la conferma che a ucciderlo è stato il virus H5N1. L'epidemia dei volatili ha colpito 10 Paesi asiatici.Casi di trasmissione del virus all'uomo si sono verificati solo in Thailandia e in Vietnam dove sono morte 14 persone. 18 Feb 2004 http://www.giornale.it/folder/news18Feb200481252.shtml
gallonio
Feb 25 2004, 09:16
Polli: "Ripensare il sistema degli allevamenti intensivi".24/02/2004 18:18 - Un virus nel pollame made in Usa, l'Unione europea chiude le frontire dell'importazione. “Dopo il virus dei polli orientali ora quello dagli Stati Uniti. Un segnale sconcertante che, a nostro avviso, deve far ripensare il sistema degli allevamenti intensivi”. È senza appello la condanna di Francesco Ferrante, direttore di Legambiente, sui trattamenti utilizzati per l’allevamento di animali destinati alle nostre tavole e che ormai hanno inquinato il mercato delle carni. “Siamo ormai di fronte ad un allarme che si estende sempre più da un paese all’altro – continua Ferrante – ma ai provvedimenti tampone, come le chiusure delle frontiere che rappresentano interventi che di volta in volta la Ue è costretta ad assumere, sarebbe preferibile un momento di riflessione internazionale: sulla qualità degli allevamenti, sulla qualità alimentare, sulla qualità sanitaria e ambientale. Una iniziativa che deve vedere, a nostro giudizio, Italia e Unione Europea protagonisti. Non solo per stimolare nuovi e più accurati controlli certo necessari, – conclude il direttore di Legambiente – ma anche per proporre un sistema di produzione più sostenibile da tutti i punti di vista”. http://www.legambiente.com/index.php?1
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