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Forum di politica, cultura, società: 2003-2004

Monnalisa
Bondage, l'arte di legarsi per amore


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Eventi, libri, esposizioni all’insegna della secolare arte giapponese.
Una passione che si sta diffondendo anche Italia


di Monica Maggi


Coppie in crisi o leggermente annoiate? Il divano di un terapeuta vi sembra troppo banale? Provate a legarvi stretti stretti per tutta la vita con il bondage.
Il nome significa alla lettera 'schiavitù' e in un certo senso lo è. Chi è appassionato, o si scopre tale, di bondage ama avvolgere il corpo del partner con corde, fasce, foulard, creando a volte figure come se la pelle fosse una tela da dipingere. Questa secolare arte giapponese era, al suo nascere, destinata alla fascia più elitaria: le geishe intrattenevano con canti, poesie, cerimonie del tè e anche qualche passaggio di bondage. Oggi il bondage, come altre arti e passioni magari un po' private e proibite, è uscito allo scoperto ed è diventato 'popular'. Così popolare da organizzarci meeting, eventi, allestimenti di pittura e arte varia, presentazioni di libri e addirittura concorsi letterari.

E se una volta faceva da padrona la Germania, seguita dall'Inghilterra, ora l'Italia si adegua anche con molto stile e professionalità, come spesso accade, mettendo anche un sapore tutto mediterraneo nell'organizzazione. La data prossima più vicina è il 24 settembre al Ritual di Roma, ritrovo fetish della capitale. Arriverà direttamente dal Giappone il maestro Amrita, che sottoporrà volontari e assistenti personali alla karada, specialità estremamente difficile del bondage, a base di corde di seta bianca. La serata, che servirà ad insegnare come legare senza pericolo per il legato, non sarà dedicata unicamente al Sol levante: per par condicio l'evento ospita anche bondage tedesco, con il maestro Drachenmann e arte del legare made in USA, con Kumi Monster, un'altra autorità del settore.

Il 25 si vola a Padova, dove Bondager, istruttore italiano indiscusso della specialità, presenzierà Le bianche corde, altro appuntamento dedicato al bondage. Locale: ancora segreto, come del resto molti punti d'incontro di questo tipo. Il luogo verrà reso noto solo alla vigilia e per mail, a chi si è prenotato e presentato via posta elettronica. E il motivo c'è. "Esiste ancora molta riluttanza e una certa vergogna ad ammettere di avere questa passione - spiega Adora Scout, autrice di Non chiamarmi tesoro, storia dell'iniziazione al bondage e ad altre tecniche estetico-erotiche, di un noto personaggio del mondo della cultura- anche io ho dovuto usare questo pseudonimo per ovvi motivi".

Per un'autrice di libri che si deve nascondere, sono invece sempre più numerosi gli artisti che si dedicano a quest'arte così sensuale e corporea. Franco Saudelli , disegnatore erotico della levatura di altri 'storici' italiani (Guido Crepax o Paolo Eleutieri Serpieri) ormai è sbarcato oltreoceano e le sue tavole di donne formose e avvolte di corde hanno invaso le scaffalature di mezzo mondo.

E sempre per restare sulla sponda dell'Atlantico, anche New York apre al bondage. Nel suo Mosex , museo moderno dedicato all'erotismo, è ormai ospite fisso Steve Speliotis col suo Asian Bondage, volume in bianco e nero con modelle dagli occhi a mandorla e corde di canapa bianca. Come a dire, il matrimonio perfetto.

Speliotis è riuscito anche ad ottenere, nel palinsesto della tv di Playboy, uno spazio dedicato all'arte giapponese, della serie 'step by step: come ti insegno a legare'. Sempre al bondage fa riferimento anche la Mondobizzarro Gallery , circolo artistico che ha spostato a Roma la sua sede, per vent'anni a Bologna. Una volta galleria d'arte fondata con la partecipazione di Lucio Dalla, la Mondobizzarro fa del bondage uno dei suoi cavalli di battaglia, sia per le esposizioni di arte digitale che per la sua libreria, foderata di suggestivo rosso damasco.

Per quanto possa essere antico e suggestivo - così Bondager apre sempre i suoi meeting didattici - il bondage va insegnato. Come per tutte le arti che si eseguono sul corpo, dal tatuaggio al piercing, passando per il body painting, servono alcune demo. Ed è per questo che, ormai, vista la passione dilagante, gli appuntamenti si fanno più incalzanti. E di questo bondage ormai si sa, e molto, visto che non è mancato sulle ultime passerelle di intimo, a Parigi, un chiaro riferimento all'arte made in Japan: lacci, corde e cordini, stringhe e sensuali costrizioni.


BONDAGE, LE TECNICHE PIU' SOFISTICATE

karada
E' il più antico metodo di legamento giapponese, una vera arte, con un'unica corda di seta (bianca o nera) disposta in modo tale da disegnare una ragnatela sul corpo del partner (la forma più celebre è la corona di diamanti e la collana di perle).
Ci sono forme particolari di karada per realizzare le quali si impiegano ore intere.

Shibari
Fa parte della karada ed è l'avvolgimento del torace.

Shingu
Letteralmente "le perle", il legare con corda bianca il seno della partner.

Surakambo
Avvolgimento della parte inguinale. Le corde assumono l'aspetto di un indumento intimo.


L'Espresso, 25 settembre 2004
http://www.espressonline.it/eol/free/jsp/index.jsp?m1s=hp
Rambaldo


Amori, Legàmi.. Légami..il passo è breve... Ricordo il primo film di monsieur Banderas, sotto la direzione di Pedro Almodovar prima che la chirurgia plastica di Hollywood ne imbastardisse lo stile.


ATAME


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Un uomo folle riesce a tessere la sua tela di corde attorno all'oggetto del suo desiderio..

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il segreto è nascosto.. nei nodi..

Monnalisa
Nodi... da bondage


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Square or Reef Knot: Nodo tradizionale o 'scoglio' :
(da square, tradizionale; reef, scoglio, knot, nodo)

Questo è un nodo usato per legare assieme due corde. E' molto semplice da eseguire: basta attorcigliare un'estremità della corda all'altra. Quindi si attorcigliano un'altra volta, tenendo la stessa estremità in cima. Poi si stringe ed il nodo è fatto. Bisogna assicurarsi che entrambe le torsioni abbiano la stessa estremità della corda in cima.
Non è un nodo sicurissimo da usare (quindi non adatto a pratiche di sospensione), ma ottimo per bondage semplici che necessitano di nodi rapidi da realizzare.


Fisherman's Knot: Nodo del Pescatore
(da fisherman, pescatore; knot, nodo)

Ideale per le corde pesanti, rigide o problematiche, questo nodo è semplice da eseguire, ma una volta annodato, è difficile riuscire a scioglierlo se lo si è sottoposto ad una tensione molto forte (ad esempio se lo avete usato in una pratica di sospensione).
Le corde un po' scivolose come quelle in seta richiedono una doppia annodatura alle estremità per sicurezza.


Water Knot: Nodo 'acqua'
(da water, acqua; knot, nodo)

Un altro nodo usato per legare assieme due corde, è un nodo molto resistente ma difficile da sciogliere. Ottimo per corde umide (da cui il nome) e per quelle gommate.
Non è molto utile per le comuni pratiche di bondage, ma lo è moltissimose lavorate con cinghie in latex o altri materiali difficili da annodare.


Sheetbend: Nodo da vela
(da bend, nodo; sheet, vela)

Usato per legare insieme due corde; ugualmente adatto per corde spesse o sottili e molto facile da sciogliere.


Slipped Sheetbend: Nodo da vela scorrevole
(da to slip ,scorrere; sheet, vela; bend, nodo)

Una variante del più semplice nodo da vela, ma ancora più facile da sciogliere: basta tirare l'estremità libera.


Lark's Head: Testa d'allodola
(da lark, allodola; head, testa)

Questo facilissimo nodo può essere eseguito anche su corde già annodate in altra maniera. Entrambe le estremità della corda debbono avere lo stesso spessore, altrimenti il nodo può risultare scivoloso e quindi inaffidabile.
Questo tipo di nodo si può usare per legare l'uno all'altro degli anelli a D in modo da formare un collare o vari tipi di restrizioni per il busto.

Gli strumenti di contenzione 'fatti in casa' come le bardature per il corpo o il cosiddetto 'web', possono essere costruiti partendo dall'agganciare l'anello del collare del sub proprio con un Lark's Head.
Per questo tipo di applicazioni il nodo deve essere fatto esattamente al centro della corda, lasciando i due capi di corda della stessa lunghezza in modo da lavorare simmetricamente attorno al corpo del partner (ottenendo un risultato simile al karada giapponese).


Round Turn: Girotondo
(da round, tondo o che circonda; turn, giro o torsione)

Un modo veloce per fissare bene le estremità di una corda. Non abbastanza sicuro e affidabile da essere usato quando la sicurezza è lo scopo del nodo richiesto (come nelle sospensioni), ma eccellente per la sicurezza temporanea dei capi della corda. Per scioglierlo basta tirare il capo libero della corda.


Timber Hitch: Nodo costa
(da timber, costa; hitch, nodo)

E' molto importante ripiegare in due l'estremità attiva della corda e attorcigliarla su se stessa, non intorno al sostegno.


Fisherman's Loop: Cappio del pescatore
(da fisherman, pescatore; loop, cappio)

Uno dei modi più semplici per realizzare un cappio che non si restringa sotto sforzo. Utile per legare le braccia al busto o altre parti del corpo perché non rischia di bloccare la circolazione.


Bowline: Gassa di amante
(lett. bow, inchino; line, corda)

Un cappio estremamente resistente e quindi sicuro. Usato dal personale di emergenza per recuperare feriti o corpi di vittime, avvolgendoli per le ascelle, durante le azioni di soccorso. Se eseguito correttamente non si allenta né si restringe sotto sforzo. Ideale per essere agganciato agli anelli nelle pratiche di sospensione.


Prussick: Nodo scorsoio
(lett. prussick, prussico)

Serve a creare un cappio la cui grandezza possa essere variata facendo scorrere il nodo su e giù per la corda.
Nodi scorsoi come questo possono essere usati per stringere le funi.
Formate il cappio attorno al punto di ancoraggio, quindi fate scivolare il nodo sotto la corda in modo da rendere il cappio più largo. Una volta tirata la corda, il nodo resterà ben saldo.


Clove Hitch: Nodo a chiodo di garofano
(da clove, chiodo di garofano; hitch, nodo)

Un nodo molto conosciuto tra gli hobbisti, è usato spesso in varie discipline, ma poco nelle pratiche BDSM.
Qusto perché tende a non star fermo sotto vari tipi di tensione, a meno che la forza esercitata non sia identica nei due capi della corda.
Ad ogni modo le estremità sono riportate dal punto di ancoraggio nella stessa direzione, il nodo che ne risulta è sicuro ed elegante, sempre avendo cura di distribuire equalmente il peso su entrambi i capi della fune.


Sheepshank: Nodo Margherita
(lett. sheep, pecora; shank, tibia)

Usate questo nodo per accorciare il centro di una corda, ad esempio per avvolgere la parte non utilizzata di una corda già annodata alle due estremità. Questo nodo deve essere sempre tenuto sotto tensione, altrimenti si scioglie.


Jug Sling Hitch: Nodo imbraca-brocche

(da jug, brocca; sling, imbracatura; hitch, nodo)
Questo nodo è così chiamato perché un tempo veniva usato per formare una maniglia sull'orlo delle brocche da acqua o da vino. Una corda era fatta passare attorno al collo delle brocche di ceramica, con un nodo imbracabrocche annodato in un punto equidistante del perimetro della brocca.
E' un utile strumento per formare un cappio regolabile, ad esempio per attaccare catene o cavezze, che tuttavia non cambi di dimensione sotto tensione.


Pile Hitch: Nodo di fortuna
(da pile, fortuna; hitch, nodo)

Questo nodo può essere usato per fissare bene le estremità di una corda. Non è consigliabile usarlo per legare una persona, perché si restringe con la tensione e provoca un blocco della circolazione.


Buntline Hitch: Nodo 'fune di vela'
(da bunt, parte della vela; line, fune; hitch, nodo)

Un modo facile e sicuro per fissare le estremità della vostra corda.
Questo nodo consiste in un Clove Hitch annodato attorno all'estremità della fune.
Il cappio può variare di dimensione durante la tensione, quindi non è abbastanza affidabile da usarlo per legare una persona. Ad ogni modo, come il nodo Prussick, può essere usato per tener salda una fune.



di: David Merrill 'Slakker', trad. di Anastassja
http://www.anastassja.org/appro/nodi/nodi.html



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http://steelcube.blogspot.com
satya
Apperò, ma tu vedi la Monnalisa!!!!!!!!!!

Questo mi era proprio sfuggito.
E poooooooooiiiiii dai della maiala a me??? 130.gif

Un commentino così, giusto per non finire in "Schegge": corde e nodi? No grazie!

frech11.gif



Monnalisa
QUOTE(satya @ Oct 12 2004, 11:29)
E poooooooooiiiiii dai della maiala a me??? 130.gif
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Mai data della maiala a te... ho solo detto che sei lasciva, ma era da intendersi come complimento. forum_simp0077.gif


satya
QUOTE(Monnalisa @ Oct 12 2004, 11:54)
Mai data della maiala a te... ho solo detto che sei lasciva, ma era da intendersi come complimento.  forum_simp0077.gif
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Ah, così va meglio... biggrin.gif

Ed ecco a voi qualche istantanea del buon Rod... dopo la cura!

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