Rambaldo
Sep 13 2004, 17:33
IL TANGO
 http://it.geocities.com/samantango2003/
Dove saranno? Chiede l'elegia di quelli che oramai non sono più, come esistesse un luogo dove l'Ieri possa esser l'Oggi, l'esser Ancora, il Sempre.
Dove sarà (ripeto) la teppaglia che in polverosi vicoli sterrati o in perduti villaggi istituì la setta del coltello e del coraggio?
Dove saranno quelli che passarono lasciando all'epopea un episodio, una favola al tempo, e si affrontarono al coltello, senz'odio o ardore o lucro?
Nella leggenda li cerco, nell'ultima brace che serba, come vaga rosa, qualcosa dell'intrepida canaglia che stava a Balvanera o ai Corrales.
Quale deserto, quali oscuri vicoli dell'altro mondo abiterà la dura ombra di chi era già un'ombra oscura, di Muraña, coltello di Palermo?
E quel fatale Iberra (i santi ne abbiano pietà) che su di un ponte uccise il Ñato, suo fratello, che morti ne doveva più di lui, e così furono pari?
Una mitologia di pugnali lentamente si annulla nell'oblio; una canzon di gesta è andata persa in sordide notizie poliziesche.
C'è un'altra brace, un'altra ardente rosa di quella cenere che li conserva; lì sta la gente altera del coltello, lì il peso della daga silenziosa.
Benché la daga ostile o l'altra daga, il tempo, li dissolsero nel fango, oggi, al di là del tempo e dell'infausta morte, quei morti vivono nel tango.
Vivono nelle corde e nella musica della tenace chitarra operosa che concerta in milonghe fortunate la festa e l'innocenza del coraggio.
Gira la gialla ruota della giostra di cavalli e leoni e mi raggiunge l'eco dei tanghi di Greco e di Arolas che vidi un tempo danzare per strada,
in un istante che affiora isolato, senza prima né poi, contro l'oblio, e ha il sapore di quel che abbiamo perso, che abbiamo perso e a un tratto ritrovato.
Vi sono cose antiche in quegli accordi, la pergola intravista, l'altro patio. (Dietro, i suoi muri sospettosi il sud ha in serbo una chitarra e un pugnale).
Quest'incantesimo, questa ventata, il tango, sfida gli anni affaccendati; di polvere e di tempo, l'uomo dura meno della leggera melodia,
che è solo tempo. Il tango crea un torbido passato ch'è irreale e in parte vero, un assurdo ricordo d'esser morto in duello, a un cantone del sobborgo.
- Jorge Luis Borges -
chi fosse interessato trova la versione spagnola qui
Rambaldo
Sep 13 2004, 18:01
BLU TANGO
 http://www.tangofantasy.it/
Sul ritmo scuro di una danza piena di sogni e di sapienza la donna accoglie i suoi ricordi anche i più stupidi e balordi c’è in lei una specie di cielo un’acqua di naufragio, un volo dove giustifica e perdona tutta la vita mascalzona blu tango…
Parigi accoglie i suoi artisti pittori, mimi, musicisti offrendo a tutti quel che beve e quel fiume suo pieno di neve e la illusione di capire con l’arte il vivere e il morire su antichi applausi a fior di pelle di molte donne ancora molto belle blue tango…
Tra le ombre verdi di un bovindo gustando un’acqua al tamarindo l’uomo che ha niente da inventare prova a sognare, prova a sognare e prova gli attimi e le stelle e le fontane e le piastrelle e i bagni turchi e ogni altra stanza ma tutto ormai sventola e danza blue tango…
-Paolo Conte -
Monnalisa
Sep 13 2004, 18:44
Che topic stupendo... grazie, Rambaldo!  Ecco un bel tango argentino, per cominciare... <embed src="http://mybonbon.com/midi-go-round/tangoargent.mid" autostart="false">
Camminiamo e Mi Chiedi Cos’è il tango… Mi arrampico su di te… è il sussulto racchiuso senza scampo dalle tue gambe. Teso verso una risoluzione E la tua inquietudine ritorna la mia, Ma lo vedi: oramai da questo quadrato non posso più scappare.Hirì
bluette
Sep 13 2004, 20:18
le immagini di xoomer.virgilio.it non possono vedersi su altri siti che su quello originario. Questa volta ho provveduto a spostarla su un altro spazio web.
Ladsedj
Sep 13 2004, 21:03
"...e se adesso piango un po', se piango tanto che aspetto il bus non son l'uomo del blues, no! Sono l'Uomo del Tango!
L'Uomo del Tango fuma cosciente dello scacco, Madonna dello Swing tienilo sotto il tacco!
L'Uomo del Tango litiga con una Rosa Stanca e chiama "fatalità" il primo colpo d'anca! [...]"
da L'Uomo del Tango di M. Manfredi
 Ve lo ricordate Profumo di Donna? Io piango sempre a dirotto, quando arriva a questa scena.
Fairytale
Sep 13 2004, 23:24
"Il Tango è un pensiero triste che si balla"
- E.S. Discepolo -
 http://www.tangoimfluss.de/teach01alt.gif
bluette
Sep 15 2004, 21:46
 http://www.sandra-sue.com/img/leoyeugenia.jpgEra cominciato un tango lento. Da qualche parte suonava un’antica fisarmonica. Molto dietro di lui, o davanti a lui, non avrebbe saputo dirlo. Ma si stava avvicinando. E la sua musica offuscava un poco la mente e incanalava tutte le dimensioni possibili verso quella dell'interezza. Finché non restò altro posto dove andare se non da Lei…
Monnalisa
Sep 16 2004, 23:51
 http://www.dekay.org/gallery/Il tango non è un ballo, o non è semplicemente un ballo: è un linguaggio e, come tutti i linguaggi, ha una sua retorica. Sono le figure a creare la magia del tango: quel tratto veloce e sicuro come una medialuna, quasi uno schizzo a pennarello, che addensa le ombre e scava le espressioni. Le pause, un passo più lento o deciso, gli sguardi, intrecci di gambe e di braccia...
Veronica Conti
Sep 18 2004, 21:27
 Tango:....il treno infuocato delle passioni che sterzano e frenano al ritmo impetuoso! -------------------------------------------------------------------------------------- -/////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////----------------------------------------------------------------------------------------------
Fairytale
Sep 21 2004, 18:14
http://www.dep.state.pa.us/dep/monthlyprograms
Tango Perpendicular
E’ nel pavimento lavato dove brillano i pesci d’oro delle scarpe nuove E’ nel sudore sulla fronte del violinista E’ nel Cupido dal dente cariato che fa sedere le coppie, aspettando la mancia E’ nel bicchiere di Tempranillo dove lui desidera lei, attraverso un rosso inferno E’ nella segatura ben sparsa, perché nessuna lacrima vada persa E’ nel primo sopraggiungere del tango E’ nella notte curiosa dietro la porta chiusa Ma se non ti tengo tra le braccia tutto questo è una cartolina odorosa per un barbiere che dorme per un barbiere che sogna
E’ nella dama piccola che si appoggia al cavaliere come a un parapetto di balcone e guarda ombre di passi passare in un fiume di neon e di fumo nel suo grande music-hall personale E’ nel sorriso dello scemo che non può ballare ma dentro di sé conquista e seduce la bionda triste, con l’uomo al fianco che parla di sacchi di caffè, e non ama il tango E’ nel gesto di Carlos che spalanca il bandoneon, come Mosè che apre il mare E’ nel frusciare di una gonna, in un attimo di silenzio E’ nell’odore di rosa, calzini ed assenzio Ma se non ti bacio come si baciano i ragazzi tutto questo è nostalgia, per un mare dipinto per un marinaio senza più nave per un marinaio senza più vento
E’ nella tosse roca del ballerino migliore che indossa la morte, come un abito ben fatto e nella vecchia coppia che danza “Enganadora” per la millesima volta E’ nella vecchia ferita da coltello il giorno che qualcuno difese qualcuna Nelle risate troppo forti e smargiasse Nelle farfalle che si uccidono sulle lampade rosse E’ nella grazia e nell’arroganza di questo contrappunto, che ci trascina nei campi di luna, oltre la porta Ma se non mi sei vicina, amore tutto questo è uno spartito vecchio dentro una vecchia valigia di carta dentro una vecchia valigia sporca
bluette
Sep 24 2004, 23:19
"Il tango è un mostro a due teste, una bestia a quattro zampe languida o vivace, che vive per la durata di una canzone e muore, uccisa dall'ultima nota" Alicia Dujovne Ortiz http://www.tango.it/foto/archivio/EMPEDRA1.jpg
bluette
Oct 12 2004, 15:36
El tango de Jorge Luis Borges
¿Dónde estarán?, pregunta la elegía de quienes ya no son, como si hubiera una región en que el Ayer pudiera ser el Hoy, el Aún y el Todavía.
¿Dónde estará (repito) el malevaje que fundó, en polvorientos callejones de tierra o en perdidas poblaciones, la secta del cuchillo y del coraje?
¿Dónde estarán aquellos que pasaron, dejando a la epopeya un episodio, una fábula al tiempo, y que sin odio, lucro o pasión de amor se acuchillaron?
Los busco en su leyenda, en la postrera brasa que, a modo de una vaga rosa, guarda algo de esa chusma valerosa de los Corrales y de Balvanera. .
¿Qué oscuros callejones o qué yermo del otro mundo habitará la dura sombra de aquel que era una sombra oscura, Muraña, ese cuchillo de Palermo?
¿Y ese Iberra fatal (de quien los santos se apiaden) que en un puente de la vía, mató a su hermano el Ñato, que debía más muertes que él, y así igualó los tantos?
Una mitología de puñales lentamente se anula en el olvido; una canción de gesta se ha perdido en sórdidas noticias policiales.
Hay otra brasa, otra candente rosa de la ceniza que los guarda enteros; ahí están los soberbios cuchilleros y el peso de la daga silenciosa.
Aunque la daga hostil o esa otra daga, el tiempo, los perdieron en el fango, hoy, más allá del tiempo y de la aciaga muerte, esos muertos viven en el tango.
En la música están, en el cordaje de la terca guitarra trabajosa, que trama en la milonga venturosa la fiesta y la inocencia del coraje.
Gira en el hueco la amarilla rueda de caballos y leones, y oigo el eco de esos tangos de Arolas y de Greco que yo he visto bailar en la vereda,
en un instante que hoy emerge aislado, sin antes ni después, contra el olvido, y que tiene el sabor de lo perdido, de lo perdido y lo recuperado.
En los acordes hay antiguas cosas: el otro patio y la entrevista parra. (Detrás de las paredes recelosas el Sur guarda un puñal y una guitarra.)
Esa ráfaga, el tango, esa diablura, los atareados años desafía; hecho de polvo y tiempo, el hombre dura menos que la liviana melodía,
que sólo es tiempo. El tango crea un turbio pasado irreal que de algún modo es cierto, un recuerdo imposible de haber muerto peleando, en una esquina del suburbio
Il tango di Jorge Luis Borges
Dove saranno? Chiede la elegia di chi non e’ piu’, come se fosse uno spazio in cui lo Ieri potesse esser l’Oggi, l’Anche e il Tuttavia.
Dove sara’ (ripeto) la masnada che fondo’, in polverose strade sterrate o in sperdute contrade, la setta del coltello e del coraggio?
Dove saranno quelli che passarono lasciando all’epica un episodio, un mito al tempo, e che senza odio, lucro o passione d’amore si accoltellarono?
Li cerco nella leggenda, nell’ultima brace che, come una incerta rosa, custodisce qualcosa di quella plebe valorosa dei Corrales e di Balvanera.
Quali oscuri vicoli o quale ermo dell’altro mondo abitera’ la dura ombra di quella che era una ombra oscura, Muraña, quel coltello di Palermo?
E quel terribile Iberra (di cui i santi si impietosiscono) che in un ponte della via uccise suo fratello il Ñato, che dovea piu’ morti di lui, e cosi’ uguaglio’ i tanti’?
Una mitologia di pugnali lentamente si annulla dimenticata; una canzone di gesta s’e’ perduta in sordide notizie criminali.
C’e’ altra brace, altra incandescente rosa nella cenere che li serba interi; la’ stanno in superbi accoltellatori e il peso della spada silenziosa.
Benche’ la spada ostile o quell’altra spada, il tempo, li persero nel fango, oggi, piu’ in la’ del tempo e della sciagurata morte, quei morti vivono nel tango.
Nella musica dimorano, nell’arpeggio dell’indomabile chitarra laboriosa che intreccia nella milonga gioiosa la festa e l’innocenza e del coraggio.
Gira nel vuoto la gialla ruota di cavalli e leoni, e odo l’eco di quei tanghi di Arolas e di Greco che ho visto ballare sulla strada,
in un istante che oggi emerge isolato, senza ne’ prima ne’ dopo, mai dimenticato, e che ha il sapore del perduto, del perduto e del recuperato.
Negli accordi ci sono antiche cose: l’altro cortile e la nascosta orditura. (Dietro le pareti sospettose il Sud custodisce un pugnale e una chitarra.)
Quella raffica, il tango, quella diavoleria, gli anni affannati sfida; fatto di polvere e tempo, l’uomo dura meno della leggera melodia,
che solo e’ tempo. Il tango crea un buio passato irreale che in qualche modo e’ certo, un ricordo che non può esser distrutto lottando, in un cantone del suburbio. http://www.esto.es Libertango di Astor Piazzolla
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